63) La Grande Staffetta

La Grande Staffetta": il docu-film un anno dopo l'incidente di Zanardi

“La Grande Staffetta” è un documentario diretto da Francesco Mansutti e  Vinicio Stefanello

                   Musiche:   

                  “Pedala” di Francesco Di Gesù, Carolina Galbignani e Leonardo Beccafichi

                  “Ti insegnerò a volare” di Roberto Vecchioni, Lucio Fabbri con la  

                    partecipazione di Francesco Guccini

ATLETI PARALIMPICI

ANA MARIA VITELARU

PIER ALBERTO BUCCOLIERO

TIZIANO MONTI

KATIA AERE

FABIO SERRAIOCCO

GIULIA RUFFATO

MICHELE GRIECO

ENRICO FABIANELLI

ALESSANDRO CRESTI

DIEGO GASTALDI

MAURO PREZIOSA

Sinossi:

Attraverso l’Italia: 51 atleti, 20 regioni per ripartire tutti insieme.

Rappresentare l’Italia che vuole rialzare la testa. E dimostrare che uniti, si può resistere e lottare per costruire un nuovo futuro. E’ questo il senso del viaggio degli atleti di Obiettivo 3.

Un lungo e impegnativo viaggio che attraversa tutta l’Italia, per incontrare e rappresentare idealmente tutti gli italiani, ed unire l’estremo Nord all’estremo sud della Penisola, in handbike, in bicicletta e in carrozzina olimpica, alcuni dei nostri più forti atleti paralimpici si sono messi in gioco per dimostrare, ancora una volta, che possiamo superare le avversità e i nostri limiti. Ma anche che si può rinascere e che bisogna desiderarlo fortemente.

E’ una lunga corsa, una lunga staffetta per esserci e per fare la propria parte. Per ribadire il valore dell’essere comunità. Per dare un segno di speranza e allo stesso tempo di resistenza. Perché è la voglia di vivere che ci rende forti.

E’ la consapevolezza che possiamo farcela che ci spinge a guardare avanti. E’ la voglia di cambiare ci rende ancora più determinati per un nuovo futuro. Per affermare che insieme ce la faremo, sostenendoci l’uno con l’altro, passandoci il testimone di mano in mano.

Recensione:

Per due motivi ammetto di provare  un certo   “disagio” nel  parlavi   de “La Grande Staffetta”, nonostante  sia un magnifico   esempio di coraggio , un commovente  segnale dato al  Paese  desideroso di correre libero dopo la fine del lockdown dello scorso anno.

Il primo riguarda Alex Zanardi, anima e simbolo di questo nobile progetto,   ancora costretto in ospedale un anno dopo il tragico incidente avvenuto proprio durante una tappa de “La Grande Staffetta”

Il secondo  perché  un anno dopo  l’Italia, l’Europa, il mondo più in generale  si trovano   a districarsi   tra  le varianti del Covid 19.

Ma le valutazioni  e sensazioni personali sono giornalisticamente irrilevanti  . Quindi mi sembra  doveroso andare oltre celebrando una pagina di sport, amicizia e d’amore.

“La Grande Staffetta” è infatti  allo stesso tempo  un bellissimo, sincero, toccante documentario sportivo,  un atto d’amore e d’amicizia che gli atleti paraolimpici hanno voluto raccontare, offrire al Paese, mettendosi in gioco come atleti ed uomini.

Un messaggio di rinascita e speranza che hanno voluto portare per le strade d’Italia  proprio nell’anno in cui anche il Giro d’Italia è stato costretto a fermarsi.

Un messaggio istituzionale /politico  che gli stessi registi ed atleti piace paragonare a quelli pronunciati nei momenti peggiori della pandemia dal  Presidente della Repubblica

Un progetto, una sfida nata una sera, “quasi per gioco”,   durante una chat tra alcuni atleti  che  nel giro di pochi giorni si è trasformato in un operazione concreta grazie all’entusiasmo travolgente e carismatico di Alex Zanardi.

Zanardi  già nella primavera 2020 aveva fondato con i suoi atleti  Obiettivo  3 , un ‘associazione che  aveva come  missione di  lanciare un segnale di ripartenza al Paese dopo i duri mesi di lockdown.

 Cosi in breve tempo  più di 50 paratleti di Obiettivo 3  sposano  il progetto non solo sul piano sportivo ma di  ben più ampio respiro .

Non devono semplicemente “correre” la loro parte di staffetta ma fare rete, documentare sui social la loro esperienza. Insomma, ognuno è protagonista. E tutti sono indispensabili e importanti per questo viaggio che unirà il Nord e il Sud arrivando fino a Santa Maria di Leuca, l’estremo sud della penisola.

Il 9 Giugno del 2020 da Piazza Garibaldi a Luino parte “La Grande Staffetta” stravolgendo  la vita di tutti nel bene e purtroppo  anche nel male.

Lo spettatore si prepari ad una visione diversa dal solito documentario.  “La Grande Staffetta”  che lo renderà emotivamente, sportivamente e soprattutto umanamente  partecipe di questa meravigliosa carovana.

Le emozioni prenderanno presto il sopravvento sulla parte razionale,  avendo certezza di quel “ drammatico spoiler”  che si abbatterà sul gruppo  mentre scorrono scene di gioia fatica, condivisione, fratellanza che solamente lo sport è capace di regalare.

Immagini di sport, dialoghi, confessioni accompagnate splendidamente  da un’ispirata  ed adeguata  colonna sonora.

Lo spettatore vivrà un prima e dopo come è stato per  tutti i protagonisti de “La Grande Staffetta”.

I registi avevano ovviamente immaginato, pensato il documentario costruito interamente sulla figura di Alex Zanardi e sulle riprese “personali” degli atleti.  In origine  non dovevano seguire la carovana,  iniziando successivamente il lavoro sull’enorme ore di girato (150 ore)

 Gli atleti sbuffano, sudano, resistono, si raccontano  mentre pedalano .La gente li applaude. I sindaci li accolgono nei punti stabiliti per il cambio di testimone. Naturalmente anche Alex Zanardi partecipa con la sua handbike nelle tappe prestabilite

 E’ un viaggio sereno quanto faticoso , pensato per incontrare la gente e mostrare le bellezze  della nostra Italia. Una sceneggiatura perfetta di un film semplice quanto unico.

Ma il Destino crudele  interverrà bruscamente cambiando la linea retta del racconto.

 E’ Venerdì 19 Giugno quando  Alex Zanardi è  vittima di un gravissimo incidente . Al chilometro 39+800 della Strada provinciale 146, a Pienza (Siena), Alex, con la sua handbike si scontr contro un camion. Poi, l’elicottero. La corsa in ospedale.

Tutto sembra finito. Tutti  sembrano piombati in  un incubo ad occhi aperti . Lo sgomento, incredulità, dolore , le lacrime sono rese vivide, spietate dalle immagini filmate da  Piergiorgio Grande , direttore della fotografia,   appena giunto sul luogo dell’incidente.

Sono immagini inedite, dure, quanto “delicate” condizionate  dallo shock  emotivo vissuto  dello stesso Grande .Non si vedrà  mai  il corpo di Zanardi.

L’incertezza e la confusione vengono spazzate via dal messaggio inviato da Daniela e Nicolò, moglie e figlio del campione che invitano a continuare in nome di Alex.

Il documentario nato per raccontare un impresa sportiva, divenuto inno alla fratellanza,  cambia nuovamente pelle e missione.

I due registi decidono di seguire personalmente il resto del percorso,  volendo vivere ,  respirare e quindi trasmettere  quel sentimento d’unità d’anime prima  ancora che sportivo che alimenta la determinazione degli atleti   nel completare il progetto.

“La Grande Staffetta” ha come protagonisti: uomini e donne che hanno vissuto almeno due vite.  Un prima e dopo l’incidente che li ha resi “disabili”.

Loro  con la loro storia personale hanno  incarnato magistralmente lo spirito di ricostruzione e rinascita che  noi tutti dovremmo avere per rendere l’Italia , un Paese diverso, migliore.

“La Grande Staffetta” ha dovuto subire cinematograficamente dei cambiamenti, ma  come hanno dichiarato i due registi in conferenza stampa “il lavoro è stato incredibilmente facile quanto intenso dalla perfetta sovrapposizione tra il materiale raccolto e le interviste fatte agli atleti (due mesi dopo l’incidente al fine di far decantare l’emozione di quanto accaduto”

ANA MARIA VITELARU e DIEGO GASTALDI  in rappresentanza dei 50 atleti hanno  entrambi sottolineato durante la conferenza stampa

“Come partecipare a  questo progetto li abbia cambiati profondamente, regalandoli orgoglio , gioia  unitamente ad  un infinito e sempre vivo dolore pensando all’incidente accaduto ad Alessandro.

Si sono sentiti parte di una famiglia, di una comunità che ha da una parte  donato speranza e coraggio e dall’altra parte ricevuto affetto e  stima da parte dei nostri connazionali sulle strade”

In attesa che Alex Zanardi ritorni in pista con i suoi ragazzi, “Obiettivo 3” deve continuare, non può fermarsi ha dichiarato Barbara Manni.

“E’ tutto più difficile senza il contributo del fondatore, ma Obiettivo 3 necessita di azioni eclatanti e forti per sopravvivere

Visto il grande successo ottenuto nella prima edizione, in termini di entusiasmo e partecipazione popolare, l’iniziativa sarà ripetuta quest’anno dal 4 al 25 luglio. Lo sport paralimpico e gli atleti disabili vogliono infatti continuare a fare sentire la propria voce e rappresentare un esempio concreto per quanti cercano di superare quotidianamente le piccole e grandi sfide della vita. Lo schema sarà quello dello scorso anno: tre partenze differenti dal Nord, ognuna delle quali comincerà un proprio percorso destinato a unirsi nel cuore dell’Italia prima di proseguire verso la meta a Sud. La prima partenza, quella della staffetta rossa, sarà il 4 luglio a La Villa, in Alto Adige, in concomitanza con la Maratona delle Dolomiti. Il giorno dopo scatterà la staffetta bianca da Lecco, mentre martedì 6 sarà il turno di quella verde da Verres in Val d’Aosta. I tre percorsi si uniranno domenica 11 a Bologna, città natale di Zanardi. Da lì si proseguirà con un unico grande serpentone che questa volta sbarcherà in Sicilia, con l’arrivo previsto a Catania per domenica 25 luglio. I partecipanti percorreranno le proprie tappe in handbike, bicicletta o carrozzina olimpica, passandosi di mano in mano il testimone. In totale saranno tre settimane di viaggio, con 65 atleti paralimpici impegnati lungo 54 tappe distese su 18 regioni, compresa la Sardegna. Anche da Cagliari, infatti, si imbarcherà un atleta che raggiungerà la carovana a Civitavecchia.  Rispetto alla prima edizione, non faremo nessun film . La Grande Staffetta resterà un unicum per noi. Ma in questa seconda edizione avremo Sky Sport come main sponsor tecnico che si occuperà di raccontare l’edizione  con tre mini speciali. Per poi unirli in un unico programma”

Lo spettatore deve correre al cinema per vedere “La Grande Staffetta” dal 28 al 30 Giugno anche solo per rinnovare l’affetto ed augurio di pronta guarigione ad Alex applaudendo i suoi ragazzi.

Come ha fatto sua moglie Daniela con questo bellissimo messaggio

Ragazzi siete stati  eccezionali. Siete ripartiti con la morte nel cuore, siete arrivati in fondo con la commozione, ma con la gioia vera. Alex siete VOI. Grazie di cuore. Oggi è una gran bella giornata.” Daniela Manni (moglie di Alex Zanardi)

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