27) Gli avversari (John Grisham)

“Gli avversari” è una raccolta di racconti scritti da John Grisham e pubblicato il 21 Giugno 2022 da Mondadori .
Sinossi:
Un ex avvocato in fuga, un condannato a morte a un passo dalla fine e due fratelli rivali eredi di un famoso studio legale sono i protagonisti di tre storie tra le migliori che John Grisham abbia mai raccontato, riunite in questa che è la sua prima raccolta di novelle in cui si alternano con efficacia suspense, emozione e divertimento.

In Ritorno a casa, l’avvocato Jake Brigance – già protagonista de Il momento di uccidere, L’ombra del sicomoro e Il tempo della clemenza – viene contattato da un vecchio amico, Mack Stafford, ex collega a Clanton, che chiede il suo aiuto. Tre anni prima Mack è fuggito dalla Ford County senza lasciare tracce con i soldi dei suoi clienti dopo aver dichiarato fallimento e divorziato dalla moglie, abbandonando le sue due figlie. Ora desidera ritornare a casa, ma le cose non vanno come aveva previsto.

In Luna di fragola, Cody Wallace, un condannato a morte di soli ventinove anni, di cui quattordici passati nel braccio della morte, è in attesa della sua esecuzione. Mancano soltanto tre ore, il suo avvocato non può salvarlo e la richiesta di clemenza non viene accolta dal governatore. Mentre il tempo sta per scadere Cody riceve una visita inaspettata ed esprime un ultimo, straziante desiderio.

Gli avversari sono i due fratelli Kirk e Rusty Malloy, avvocati di successo che hanno ereditato un importante e prosperoso studio legale fondato dal padre, da tempo in prigione per aver ucciso la moglie. Kirk e Rusty si detestano e si parlano solo quando è strettamente necessario e, pur condividendo l’ufficio, fanno di tutto per evitarsi. Gli affari iniziano ad andare male e tutto il peso ricade su Diantha Bradshaw, l’unica persona di cui i due soci si fidano. Diantha deve decidere se salvarli o, per la prima volta nella sua carriera, salvare sé stessa.
Recensione:
Può succedere anche ai migliori scrittori d’avere dei dubbi, perplessità su quale storia scrivere, se ampliare un’idea nata per caso, scrivere il sequel di un romanzo di successi.
Quando uno scrittore di fama è avvolto da dubbi creativi, da amletiche scelte narrative e non volendo buttare il proprio lavoro, decide di farne un’ inedita raccolta di racconti soddisfacendo contemporaneamente editore e lettore.
Il nostro autore avrà infatti realizzato un sondaggio letterario ed un investimento editoriale partendo da uno stallo creativo-
Se lo scrittore in difficoltà è John Grisham, allora quasi tutti gli scrittori del mondo posso tirare un sospiro di sollievo, sapendo che anche un Maestro può trovarsi in difficoltà.
“Gli avversari” racchiude chiaramente 3 ipotesi di lavoro su cui Grisham ha meditato di farne un romanzo.
Difficile stabilire quale dei tre godesse della maggiore preferenza del Maestro, ma personalmente ho avvertito un maggiore interesse /coinvolgimento emotivo con il secondo racconto “Luna di Fragola”, dove assistiamo al tragico “countdown” di un ragazzo condannato ingiustamente alla pena capitale
Tre racconti accomunanti dalla malagiustizia americana, dalle contraddizioni legali e razziali applicate quasi in modo naturale.
Tre storie in cui avidità, ingenuità e furbizia si mescolano ed alterano continuamente in un intreccio mai banale e piuttosto scorrevole, offrendo al lettore tre diversi tipologie di persone: l’avvocato imbroglione, il condannato a morte ideale (nero e senza soldi) e come una faida familiare possa trascinare tutti nell’abisso.
Tre tematiche drammaturgicamente non particolarmente originali, essendo stati già affrontanti e sviscerati dall’autore nel corso della sua lunga carriera in numerosi romanzi.
Tre racconti ben scritti, scorrevoli, carichi di pathos ed umanità, ma con un respiro letterario piuttosto “corto”.
In conclusione “Gli Avversari” è una lettura piacevole, a tratti avvolgente e godibile, ma senza mai raggiungere picchi di eccellenza.
In fondo il Maestro ha voluto condividere i propri dubbi con tre bozze di lavoro…
John Grisham può permetterselo, gli altri no.

122) Finale di Stagione 2022

“Anno nuovo vita nuova” eravamo soliti dire speranzosi nella notte di San Silvestro, festeggiando l’arrivo dell’anno nuovo.

Ma gli ultimi anni hanno stravolto anche i proverbi più ottimisti e saggi.

Siamo paradossalmente costretti a pensare “Anno nuovo, quale calamità arriverà ?”

I primi 7 mesi del 2022 sono stati davvero “scoppiettanti” : guerra in Ucraina, siccità, inflazione galoppante, caduta dei governi Draghi e Johnson.

Con i primi giorni,  agosto si preannuncia già all’altezza con le tensioni sull’asse Cina – Usa e la rinnovata conflittualità tra Kosovo e Serbia.

In questo quadro internazionale, sociale ed economico è assai difficile parlare, scrivere di Arte, ma non  volevamo , non potevamo deludere i nostri due lettori

Così siamo  pronti  a rompervi l’anima  con  il nostro consueto Finale di Stagione.

Sono stati setti mesi  scanditi da cinema, Tv, libri e problemi fisici che ci hanno fatto capire come la vita sia

Ergo non perdiamo  tempo

I numeri del nostro Finale di Stagione sono:  61 film, 34 programmi Tv, 27 libri.

Alla luce di quanto visto e letto, beccatevi le nostre Classifiche:

Cinema ( aspettando l’uscita dei film di Cannes e Venezia,  evidenziamo come finora la 7 arte ci abbia regalato molte delusioni e pochi film degni di nota)

  1. After Love di Aleem Khan.
  • Io e Spotty
  • Black Phone

Commento:

Libri:

  1. Le madri non dormono mai di Lorenzo Marone
  • Come Vento cucito alla Terra (Ilaria Tuti)
  • La Carrozza della Santa (Cristina Cassar Scalia)

Commento:

 TV

  1. Clark
  • Physical 2
  • Cobra Kai 4

Commento:

Il dado è tratto…

Adesso tornate pure

buone Vacanze. Forse…

26) Contrappasso (Andrea Delogu)

“Contrappasso” è un romanzo scritto da Andrea Delogu  e pubblicato da HarperCollins Italia  il 24 Febbraio 2022.

Sinossi:

Nessuno si aspettava il Contrappasso. Eppure, in una giornata simile a tante altre, gli esseri umani avevano iniziato a morire in modi violenti e atroci. Per motivi sconosciuti uccidere un animale, che fosse un insetto, un mammifero, un pesce, significava condividerne, all’istante, la stessa sorte, e perdere la vita nello stesso modo.

Gli eventi di quel giorno sono ormai storia, e il mondo a suo modo si è adattato alla nuova normalità seguendo il Piano di Sopravvivenza, fra squadre di Arginatori, sacrifici al Dovere, punizioni al Ritmo Delta, isole fantasma e colonie di ribelli. Ma un’indagine portata avanti da protagonisti insospettabili li condurrà a scoprire la verità sulla neonata società e sul suo castello di potere e sangue, spostando in continuazione il confine fra ciò che è giusto e sbagliato, fra ciò che è opportuno e ciò che è sconveniente anche se utile a conservare un tratto di umanità.

Dopo aver raccontato la sua infanzia a San Patrignano e la sua esperienza con la dislessia, Andrea Delogu esordisce nella narrativa. Lo fa con un romanzo disturbante e avvincente, che tiene il lettore incollato alla pagina, popolato da personaggi e situazioni indimenticabili. Un libro che è al tempo stesso un grandioso parto della fantasia, e una riflessione attualissima sul rapporto degli umani con l’ambiente che li ospita, sulla ricchezza e lo spreco, sulle responsabilità e i limiti del potere.

Recensione:

Il principio del contrappasso è diventato “celebre”, “temuto” e soprattutto universalmente citato dall’uomo della strada  grazie al talento e creatività  del Sommo Poeta (Dante) che lo fece diventare il suo straordinario strumento di  vendetta politica in chiave poetica contro i propri nemici.

Subire “la legge del contrappasso” suona oggi come una beffa o se preferite il duro quanto giusto conto presentato dal Destino /Dio / Natura al singolo individuo  per gli errori commessi.

La pandemia ha riaperto, reso incandescente tra le varie polemiche anche lo scontro tra gli ambientalisti duri e puri ed i “negazionisti” del cambiamento climatico .

L’uomo è esente dalla collera della Natura?  Per quanto tempo la Terra, gli animali, Madre Natura accetteranno  silenziosamente questo scempio?

Secondo molti scienziati ed attivisti, il “timer” della resa dei conti è già partito da tempo e molto presto l’intera umanità  pagherà un conto salatissimo.

Ma se il tempo  rimane un “concetto” difficile da comprendere, assimilare soprattutto per i nostri governanti quanto “sfuggente e fastidioso” per noi tutti, ecco come il talento e fantasia  di una scrittrice può offrirci la possibilità di riflettere sull’ inquietante quanto  apocalittico scenario di un Contrappasso applicato dalla Natura ai danni dell’uomo.

Uno scenario assurdo, tragico, impensabile, mi direte con aria sfottente.

 Ma se  solamente nel gennaio del 2020 vi avessero detto che  due mesi dopo il mondo intero sarebbe stato costretto a fermarsi,  come  avreste reagito?

Ecco iniziate la lettura di questo romanzo, mettendo da parte stolti pregiudizi ed immergetevi in questa  storia con il “mood”:  nulla è escluso.

Andrea Delogu mi aveva conquistato con il suo  romanzo d’esordio “La Collina” , apprezzandone le doti di autrice e soprattutto il coraggio di una  giovane donna   nel raccontare, condividere la propria esperienza e quella della sua famiglia  presso la comunità di San Patrignano.

Non avrei però immaginato, sinceramente, che Andrea Delogu fosse capace di scrivere un romanzo così spiazzante, cupo, avvincente ed allo stesso tempo attuale e credibile nonostante fosse di  genere utopico /dispotico.

Chi vi scrive detesta il genere utopico in qualsiasi forma e declinazione dalla letteratura al cinema passando per la tv, riconoscendo ciò come un grave limite  personale oltre che culturale.

Ma proprio nell’ammettere questo mio limite, mi permetto di scrivere che Andrea Delogu è riuscita “quasi” completamente in un piccolo miracolo letterario: ho divorato il suo libro in appena tre giorni.

Non voglio svelarvi nulla della trama, né tantomeno sui personaggi perché  ogni lettore deve /dovrà farsi una propria idea sulla storia, sulle cause del Contrappasso e sulle motivazioni che spingono i protagonisti  in questa disperata quanto impari lotta contro il Potere (attenzione, incarnata da una donna capace di scalare i ruoli di comando, dimostrando sangue freddo e cinismo nei momenti giusti)

Il mio “quasi” è legato a due criticità, che cercherò di spiegarvi.

La prima critica riguarda l’elemento “romance” che Andrea Delogu ha inserito nell’intreccio facendolo diventare  alla fine il cuore della storia.

 Una scelta autoriale rispettabile , ma che  ho trovato  debole sul piano emozionale  e poco coerente sul  quello  narrativo rispetto alle altre tematiche emerse e magistralmente sviluppate con sapienza e visione.

La seconda criticità è sul finale aperto che è decisamente atipico quanto social.

La non scelta è già una scelta sostengono e scrivono persone più sagge del sottoscritto.

Immagino che Andrea Delogu avesse in mente il suo epilogo del romanzo e nonostante  le bozze, le nottate in bianco ed i numerosi  confronti con amici ed editor, l’autrice non si stata capace di  liberarsi del fantasma di Amleto.

Anche in questo caso comprendo la scelta fatta, oserei innovativa e stimolante potendo contare su un  meritato e nutrito gruppo di fan sulla Rete, ma avrei apprezzato  una chiusura più esplicita  da parte della Delogu.

“Contrappasso” è un libro vibrante, autentico, tragico, spiazzante che  vi costringerà inevitabilmente a modificare il vostro approccio alla Natura  e magari facendovi riflettere sulle  conseguenze possibili di un mondo stanco di subire  passivamente la nostra ottusa ferocia ed indifferenza.

25) Come Vento cucito alla Terra ( Ilaria Tuti)

“Come vento cucito alla Terra” è un romanzo scritto da Ilaria Tuti e pubblicato  il 7 Giugno 2022 da Longanesi.

Sinossi:

«Le mie mani non tremano mai. Sono una chirurga, ma alle donne non è consentito operare. Men che meno a me: madre ma non moglie, sono di origine italiana e pago anche il prezzo dell’indecisione della mia terra natia in questa guerra che già miete vite su vite.

Quando una notte ricevo una visita inattesa, comprendo di non rispondere soltanto a me stessa. Il destino di mia figlia, e forse delle ambizioni di tante altre donne, dipende anche da me. Flora e Louisa sono medici, e più di chiunque altro hanno il coraggio e l’immaginazione necessari per spingere il sogno di emancipazione e uguaglianza oltre ogni confine.

L’invito che mi rivolgono è un sortilegio, e come tutti i sortilegi è fatto anche d’ombra. Partire con loro per aprire a Parigi il primo ospedale di guerra interamente gestito da donne è un’impresa folle e necessaria. È per me un’autentica trasformazione, ma ogni trasformazione porta con sé almeno un tradimento. Di noi stessi, di chi ci ama, di cosa siamo chiamati a essere.

A Parigi, lontana dalla mia bambina, osteggiata dal senso comune, spesso respinta con diffidenza dagli stessi soldati che mi impegno a curare, guardo di nuovo le mie mani. Non tremano, ma io, dentro di me, sono vento.»

Recensione:

La penna di Ilaria Tuti è diventata con merito  l’indispensabile e prezioso strumento nel  far riemergere dal  passato storie di donne coraggiose e valorose di cui oggi il mondo ha un disperato bisogno.

In un mondo in cui i giovani affollano i cinema per inneggiare ai supereroi targati Marvel, Ilaria Tuti con pazienza e tenacia negli ultimi due anni si è ritagliata il nobile ruolo di “cacciatrice di eroine” realmente vissute dando loro  una meritata e toccante visibilità.

Ilaria Tuti è diventata il megafono di storie sepolte e sconosciute firmando romanzi che definire solamente “storici” sarebbe davvero riduttivo.

La pandemia ci ha fatto riscoprire l’importanza della scienza e la professionalità dei medici ed infermieri.

Uomini e donne che hanno giurato  di curare , prendersi cura dei pazienti come scopo di vita oltre che come lavoro.

Ilaria Tuti è una scrittrice creativa, talentuosa, ma è anche una donna dotata di uno spiccato “senso civico”, sensibilità ed umanità.

Quest’ultime doti le hanno permesso di dare vita al genere letterario   “Tuti” ovvero romanzi di coscienza, sensibilizzazione e soprattutto di coraggio con protagoniste donne che hanno deciso  di sfidare il sistema, i pregiudizi e ribaltando le ottuse certezze di un  mondo maschilista quanto gretto.

Se oggi tante donne indossano con merito ed orgoglio “ il “camice bianco” , lo devono anche  alla caparbietà di queste dottoresse che durante la prima guerra mondiale  sfidando  pericoli , insidie ed ostilità decisero d’aprire un ospedale .

“Come vento cucito alla terra” è una storia di coraggio, orgoglio, competenza e professionalità messa al servizio dei soldati  impegnati al fronte.

Ilaria Tuti  partendo da un lungo e scrupoloso lavoro di ricerca, ha costruito un impianto narrativo avvincente, credibile, incalzante in cui pathos e  ritmo crescono pagina dopo pagina.

“Come vento cucito alla terra”  è il riconoscimento del talento, conoscenza, affidabilità e professionalità delle prime donne medico  in una situazione di grave emergenza come la prima guerra mondiale

Altresì Ilaria Tuti  ha reso  il lettore partecipe dell’evoluzione del paziente alias soldato dall’iniziale diffidenza all’affidarsi serenamente  alla competenza e cura di un medico donna.

Assistiamo così con grande trasporto ed emozione ribaltamento dei ruoli tra uomo e donna ,  ad una rivoluzione culturale oltre che medica  realizzatasi  concretamente  tra i letti di un ospedale , dove il dolore e la sofferenza non consentono ogni forma di misoginia e stupidità.

“Come vento cucito alla terra” è ancora un racconto d’amore , di protezione verso  quei ragazzi costretti ad imbracciare un fucile, violentando la loro vera natura.

Infine il romanzo ci mostra come possano esistere “cure alternative” per alleviare una mente, un’anima devastata dall’orrore della guerra come ad esempio: l’arte del cucito.

Non vogliamo svelarvi altro della trama, invitandovi con sincera convinzione alla lettura di un libro  in dove eroismo e medicina si sono unite in modo magistrale ed emozionante.

24) Le madri non dormono mai (Lorenzo Marone)

“Le madri non dormono mai” è un romanzo scritto da Lorenzo Marone e pubblicato il 10 Maggio 2022 da Einaudi.

Sinossi:

Un bambino, sua madre. Due vite fragili tra altre vite fragili: donne e uomini che passano sulla terra troppo leggeri per lasciare traccia. Intorno, a contenerle, un luogo che non dovrebbe esistere, eppure per qualcuno è perfino meglio di casa.

Lorenzo Marone scrive uno struggente romanzo corale, un cantico degli ultimi che si interroga, e ci interroga, su cosa significhi davvero essere liberi o prigionieri.


Diego ha nove anni ed è un animale senza artigli, troppo buono per il quartiere di Napoli in cui è cresciuto. I suoi coetanei lo hanno sempre preso in giro perché ha i piedi piatti, gli occhiali, la pancia. Ma adesso la cosa non ha più importanza. Sua madre, Miriam, è stata arrestata e mandata assieme a lui in un Icam, un istituto a custodia attenuata per detenute madri. Lì, in modo imprevedibile, il ragazzino acquista sicurezza in sé stesso. Si fa degli amici; trova una sorella nella dolce Melina, che trascorre il tempo riportando su un quaderno le «parole belle»; guardie e volontari gli vogliono bene; migliora addirittura il proprio aspetto. Anche l’indomabile Miriam si accorge con commozione dei cambiamenti del figlio e, trascinata dal suo entusiasmo, si apre a lui e all’umanità sconfitta che la circonda. Diego, però, non ha l’età per rimanere a lungo nell’Icam, deve tornare fuori. E nel quartiere essere più forte, più pronto, potrebbe non bastare.

«Miriam tornò ai suoi panni, e tolse l’aria dai polmoni con uno sbuffo. Il sole mattutino s’affaccendava a portare un po’ di calore, permetteva ai bambini di restare fuori a giocare, ma proiettava l’ombra delle sbarre sulla parete alla sua destra, sezionava il muro come fosse una scacchiera. S’appese alle spranghe e allungò l’esile collo, come a voler uscire da lì, lei così minuta, e si ritrovò sulle punte senza volerlo, da dietro pareva un puma pronto a spiccare il balzo. Pensò di andarsi a riprendere quel figlio cretino che a quasi dieci anni si lasciava sfottere da un moccio setta e manco lo capiva. Invece vide qualcosa d’inaspettato, vide la bambina ridere ancora per le parole del suo Diego, e però subito dopo vide anche il viso di lui aprirsi in un gioioso sorriso, e poi in una fragorosa risata che liberò farfalle, una risata per lungo tempo attesa, che le tolse l’ombra dalla faccia e la spinse a donare al cielo, alle nuvole dense che soffocavano quel carcere tra i monti, un moto appena percettibile di labbra».

Recensione:

Avviso al lettore:  Non aprite questo romanzo se avete deciso di trascorrere un’estate tranquilla o comunque “scevra” da forti ed indelebili  emozioni .

Lorenzo Marone supera sé stesso  firmando, a mio modesto parere, il  libro più bello, straziante e poetico della propria carriera.

“Le madri non dormono mai”  è un romanzo volutamente   “infingardo”   illudendo il    lettore di leggere un racconto di  donne , madri detenute insieme ai loro figli e come questa condizione possa condizionare  o magari salvare le vite dei secondi.

L’ intreccio narrativo /esistenziale   scritto da Marone si dimostra fin dall’inizio :  solido,  profondo,  sincero , quanto sofferto.

L’Icam rappresenta un mondo assestante quanto delicato  rispetto alla realtà carceraria tradizionale, che Lorenzo Marone   ha descritto e mostrato   in modo   asciutto ed  essenziale  ed    allo stesso tempo con una modalità di racconto capace d’emozionare e coinvolgere

 Il lettore entra in punta di piedi in questo microcosmo in cui  queste  donne si scrutano, litigano, fanno amicizia,  avendo  la sola certezza di non poter apparire nè   deboli o insicure.

La maternità porta con sé una  forza, coraggio e  ferocia determinazione impensabili di possedere prima.

Non si smette d’essere madri in carcere . Se possibile, l’istinto materno di protezione aumenta  quando si ritrova  in queste  difficili condizioni.

Il lettore  è testimone delle vite e soprattutto degli errori commessi da queste donne provenienti da culture lontane e realtà diverse, ma accomunate dalla paura comune di non poter più proteggere il proprio figlio.

L’incubo peggiore di ogni madre si concretizza legalmente nei centri Icam, quando il minore compie 10 anni  venendo  affidato ai parenti o conoscente della detenuta.

Si respira   l’  angosciante attesa  vissuta dentro l’Icam da    ogni detenuta che  vede  il tempo    paradossalmente come  un nemico e non un alleato come in altri casi.

 Lorenzo Marone  ha dato vita ad un impianto narrativo  che per  tre quarti   alterna    passaggi teneri ed introspettivi  ad altri più duri ed amari  creando le condizioni per una forte ed intensa connessione emotiva tra il  lettore e protagoniste.

Ma la  parte finale  è sorprendente , straziante  cancellando ogni tenue  illusione di lieto fine   sulle vite   di Miriam e Diego,  riportando il lettore alla cruda realtà di certi quartieri napoletani in cui fatalità e tragedia si mescolano sempre più spesso.

“Le madri non dormono mai” è una lettura che ti tocca, colpisce, scuote in ogni aspetto come solo un grande romanzo  di un bravo scrittore è capace di compiere .

23)Il Circolo degli Ex (Massimo Vitali)

“Il Circolo degli Ex “ è un romanzo scritto da Massimo Vitali e pubblicato il 7 Giugno 2022 da SPERLING & KUPFER  .

Sinossi:

La fine di certe storie d’amore equivale alla fine universale dell’amore. Invece di aprirti al futuro, hai la certezza di non riuscire mai più a trovare un amore come quello che hai perso.
Questa è la certezza di Pietro, che non sente Ginevra da due mesi e cinque giorni, dopo essersi lasciati e ripresi così tante volte da non ricordarsi più quante. Compresa l’ultima, per lui, come se fosse la prima. Fino a quando capisce che se l’amore a volte crea dipendenza e altera la percezione della realtà, allora, come per altre dipendenze, il prezioso sostegno di un gruppo d’ascolto può davvero essere la soluzione.
Così a Pietro arriva l’illuminazione: fondare il Circolo degli ex, un centro di recupero per la fine di certe storie d’amore. Cesare, il suo migliore amico, ospiterà le riunioni del mercoledì, il Decalogo per la libertà amorosa è stato stilato, i partecipanti hanno già il dito sul campanello.
Nel corso delle settimane il Circolo diventa un appuntamento imprescindibile, uno spazio fisso nel quale aprirsi, guardarsi in faccia per raccontare la propria storia e, perché no, tornare a innamorarsi. Grazie alla sua scrittura originale, Massimo Vitali illumina il lato più paradossale e tragicomico di certe relazioni, con una delicata e profonda commedia ispirata a una storia vera: quella di tutti noi, il cui universo almeno una volta nella vita si è fermato per la fine di un amore… fino al successivo.

Recensione:

Avevo “conosciuto”, indirettamente, Massimo Vitali quando due anni fa vidi l’adattamento cinematografico  del suo romanzo “nel Bagno delle Donne”, riscontrandone idee  interessanti ed originali oltre che una vivida ironia e sincera empatia con i personaggi della storia.

Così quando   nel mio mensile giro libresco mi è capitato  sotto gli occhi la copertina del suo nuovo romanzo, non ho esitato ad acquistarlo per saggiarne direttamente il talento e creatività letteraria.

Il titolo era  ammiccante , quanto stuzzicante  la quarta di copertina.

 Massimo Vitali ci porta nella vita di Pietro,  protagonista di questa storia,  che mollato dalla fidanzata Ginevra , decide di fondare un circolo di ex in cui riunire  amici e conoscenti uniti dal cuore spezzato e dall’incapacità di scuotersi dal proprio torpore amoroso.

Un circolo dove poter confrontarsi e sfogare la propria rabbia , ossessione e patimento amoroso al fine di darsi sostegno e forza reciproca.

Un’idea originale che Pietro  ha “traslato” dopo aver partecipato causalmente ad una riunione degli  ex alcolisti.

“Il circolo degli ex” si rivela una lettura divertente, intensa e soprattutto coinvolgente nella prima parte  quando viene naturale immedesimarsi ascoltando le storie dei  soci del circolo.

Storie di abbandono, di tradimenti, di coppie scoppiate, di amori logori e consumati dal tempo e dalla convivenza durata a volte oltre vent’anni

Massimo Vitali racconta e descrive con abilità e garbo “il mal d’amore”, una patologia che almeno una volta nella vita, tutti noi abbiamo dovuto affrontare e superare.

Il mal d’amore è trasversale, intergenerazionale e soprattutto  è immutabile nei sintomi nel corso dei decenni.

Essere mollati, scaricati è un colpo durissimo.

Sono rare le separazioni dolci, consensuali, in una coppia che scoppia, c’è chi soffre e chi invece va avanti serenamente .

I popolari detti: “Chiodo schiaccia chiodo” , “Lontano dagli occhi lontano dal cuore “ oppure “Il tempo cura ogni ferita”  sono validi se riguardano un’altra persona, quanto invece sono inutili se investono la tua sfera affettiva.

Pietro è bloccato , prigioniero  dei ricordi della relazione vissuta con la sua ex Ginevra.

Le sue giornate scorrono uguali, scandite dal lavoro come magazziniere e le serate al bar a bere con gli amici.

Nulla sembra in grado di rompere la “bolla d’infelicità” di Pietro .

Invece circolo sembra essere la giusta medicina per dimenticarla unita alla conoscenza di un’altra donna: Ginevra, giovane parrucchiera, conosciuta al supermercato.

Ma la ritrovata serenità sentimentale vacilla quando Pietro rincontra causalmente l’altra Ginevra.

Uno sguardo, poche parole e tutto il lavoro fatto dal protagonista  crolla sotto i colpi della nostalgia e con l’idea della “minestra riscaldata”.

La seconda parte del romanzo vira bruscamente sul più classico plot del triangolo amoroso e come il maschio sia “portato” al tradimento ed alla bugia nonostante stia  vivendo un momento felice.

Un cambio di registro nel racconto che  fa perdere senso ed identità alla storia, rendendola più banale e prevedibile.

La sensazione che abbiamo avuto  è quella di un autore indeciso su come proseguire l’intreccio dopo il folgorante e convincente inizio.

“il Circolo degli ex” che all’inizio  si rivela un  bellissimo saggio sentimentale sotto le finte spoglie di un romanzo , nella seconda parte si “incarta”  diventando un  romance come tanti altri.

In conclusione “Il Circolo degli Ex” è un romanzo che soddisfa a metà le aspettative e curiosità del lettore causa una deludente seconda parte, ma che complessivamente rimane una lettura da fare magari in condivisione con il proprio partner.

22) Un Volo per Sara (Maurizio De Giovanni)

“Un Volo per Sara” è un romanzo scritto da Maurizio De Giovanni e pubblicato da Rizzoli il 24 Maggio 2022.

Sinossi:

Un piccolo aeroplano turistico diretto in Sardegna si schianta nel mar Tirreno con a bordo diverse persone. Tra loro, un noto imprenditore che ha rilasciato la sua ultima intervista poco prima del decollo, con il vociare degli altri passeggeri sullo sfondo, tutti tranquilli e sorridenti, ignari dell’imminente tragedia. Quando l’agente dei Servizi in pensione Andrea Catapano sente le voci delle vittime – lui che non vede ma sa ascoltare meglio di chiunque altro – un ricordo nitido riaffiora. Così decide di chiamare l’ex collega Teresa Pandolfi, ora a capo dell’Unità investigativa. Il disastro potrebbe celare un mistero che risale agli anni di Tangentopoli. E se la caduta del velivolo non fosse stata un incidente, ma il nesso tra una vicenda degli anni Novanta e il nostro presente? L’unica che può scoprire la verità è la donna invisibile, Sara Morozzi. Affiancata dall’ispettore Davide Pardo e da Viola, Mora si trova a investigare su personalità pubbliche intoccabili, scavando dentro gli ingranaggi del potere d’Italia a suo rischio e pericolo, senza paracadute.

Recensione:

Si può definire un romanzo “anonimo”?

È corretto definire l’opera di un bravo e stimato autore come una “furbata commerciale”?

Ai tempi della scuola la mia insegnate di lettere assegnandomi l’ennesima insufficienza al tema d’italiano scriveva nelle note “ le idee ci sono anche, ma forma e costruzione sono carenti”.

Non me ne  voglia il caro Maurizio De Giovanni, ma sono costretto ad applicare questo giudizio scolastico alla nuova indagine di Sara.

“Un volo per Sara” appare come una bozza di sceneggiatura televisiva più che un testo letterario.

Come è stato per il personaggio di “Mina Settembre”, anche per Sara, la pubblicazione appare  preparatoria al “salto” televisivo.

L’intreccio  svela poco o nulla rispetto ai precedenti della saga.

De Giovanni stavolta ha utilizzato “il pilota automatico “ nello scrivere questa storia facendo muovere la protagonista e gli altri personaggi su binari già consolidati.

“ Un volo per Sara” è un romanzo lineare quanto prevedibile negli sviluppi se ci eccettua il finale aperto e misterioso.

Una storia di passaggio o se volete preparatoria ad una svolta esistenziale e chissà sentimentale dell’invisibile “Mora”.

La costruzione fondata sull’alternanza tra  presente e passato stavolta risulta poco efficace e meno attrattiva.

Il lettore è meno coinvolto  sotto ogni aspetto.

“Un Volo per Sara” è complessivamente una “battuta d’arresto” agli occhi dei fan della prima ora, invece al neofita lascia la sensazione di uno scritto incompiuto.

Maurizio De Giovanni è “rinviato “ alla sessione di settembre , augurandoci che il volo creativo riprenda quota.

21) La carrozza della Santa (Cristina Cassar Scalia)

“La Carrozza della Santa” è un romanzo scritto da Cristina Cassar Scalia e pubblicato da Einaudi nel Maggio 2022

Sinossi:

La notizia di un omicidio scuote Catania, gelando gli ultimi entusiasmi della più sentita ricorrenza cittadina. Mentre nell’aria si avverte ancora l’odore acre dei fuochi d’artificio, Vanina Guarrasi è alle prese con un caso che fa scalpore.

Recensione:

Il vero Capodanno per la citta di Catania “si consuma”  a febbraio.

Quando viene festeggiata, onorata, omaggiata la “Santuzza”

Il giorno della Santuzza o sarebbe più corretto dire i giorni della Santuzza sono una festa popolare, trasversale in cui fede e tradizione si fondono in un’unica e memorabile esperienza.

Per i non “catanesi”, la Santuzza è Sant’Agata, la Santa Patrona della città.

Per dal 3 al 6 Febbraio la città non dorme , i catanesi si riversano nelle strade  accompagnando la Santa in processione.

Un rituale che si ripete ogni anno attirando fedeli e non da ogni parte del mondo.

La Santuzza  unisce nella devozione anche chi di fede ne mastica “picca e nenti” durante l’anno.

Catania si ferma per Sant’Agata, la città venera la sua Santa e niente e nessuno può infrangere questo legame, a meno che un omicidio efferato venga scoperto proprio in uno luogo simbolo della Festa : la carrozza del Senato.

Un “quasi sacrilegio” per i  fedeli e una nuova difficile indagine da risolvere per Vanina Guarrasi, palermitana doc ma ormai presa dalla realtà catanese.

Cristina Cassar  Scalia compie un ulteriore e significato salto di qualità narrativo e creativo “osando” scrivere una storia all’interno della più sacra ed attesa festa catanese.

“La Carozza della Santa” è , a nostro modesto parere, il romanzo migliore finora scritto dalla Dott.ssa Scalia.

L’abilità, sensibilità ed intelligenza autoriale oltre che umana trovano evidenza   per come abbia tenuto  insieme la tradizione catanese  con l’elemento giallo ancora una volta imperniato tra presente e passato.

Una scelta autoriale ripagata con un intreccio scorrevole, avvincente, carico di pathos e  pieno di colpi di scena fino all’ultima pagina.

Il lettore “nordico” entra più che mai nella mentalità ed atmosfera catanese immaginando i passaggi e soprattutto l’unicità della Festa di Sant’Agata .

Un omicidio incardinato dentro un evento religioso, che però il lettore scoprirà che ben poco a che vedere con la Santa e la fede.

Anzi mai come in questo caso , la miseria umana, l’avidità ed il rancore rappresentano l’antitesi del momento religioso che la città sta vivendo.

“La Carrozza della Santa” è scritto in modo impeccabile, incalzante, coerente facendo uscire i personaggi   dalle pagine del romanzo, rendendoli vivi ed  autentici agli occhi e cuore del lettore.

Vanina  è sempre più divisa tra Catania e Palermo sul piano professionale che sentimentale, trovandosi di fronte alla possibilità di chiudere i conti con l’ultimo assassino del padre, ancora in libertà.

Vanina dovrà anche occuparsi delle vicende personali /sentimentali dei suoi amici e colleghi, svolgendo l’insolito ruolo di “confessore laico” dei loro segreti.

I romanzi di Cristina Cassar Scalia lo ribadiamo vanno considerati ed apprezzati come quelli del Commissario Montalbano del Maestro Camilleri.

Con la sostanziale differenza che la Sicilia e soprattutto la Catania raccontata dalla Scalia, è quella attuale . Non è la Vigata   sospesa nel tempo e nello spazio dalla penna di Camilleri

Sono decisamente maturi i tempi per vedere Vanina Guarrasi  all’opera  in Tv .

20) Fedeltà (Marco Missiroli)

“Fedeltà” è un romanzo scritto da Marco Missiroli e pubblicato da Einaudi nel Febbraio 2019.

Sinossi:

«Il malinteso», cosí Carlo e Margherita chiamano il dubbio che ha incrinato la superficie del loro matrimonio. Carlo è stato visto nel bagno dell’università insieme a una studentessa: «si è sentita male, l’ho soccorsa», racconta al rettore, ai colleghi, alla moglie, e Sofia conferma la sua versione.
Margherita e Carlo non sono una coppia in crisi, la loro intesa è tenace, la confidenza il gioco pericoloso tra le lenzuola. Le parole fra loro ardono ancora, così come i gesti. Si definirebbero felici. Ma quel presunto tradimento per lui si trasforma in un’ossessione, e diventa un alibi potente per le fantasie di sua moglie. La verità è che Sofia ha la giovinezza, la libertà, e forse anche il talento che Carlo insegue per sé. Lui vorrebbe scrivere, non ci è mai riuscito, e il posto da professore l’ha ottenuto grazie all’influenza del padre.
La porta dell’ambizione, invece, Margherita l’ha chiusa scambiando la carriera di architetto con la stabilità di un’agenzia immobiliare. Per lei tutto si complica una mattina qualunque, durante una seduta di fisioterapia. Andrea è la leggerezza che la distoglie dai suoi progetti familiari e che innesca l’interrogativo di questa storia: se siamo fedeli a noi stessi quanto siamo infedeli agli altri? La risposta si insinua nella forza quieta dei legami, tenuti insieme in queste pagine da Anna, la madre di Margherita, il faro illuminante del romanzo, uno di quei personaggi capaci di trasmettere il senso dell’esistenza.
In una Milano vivissima, tra le vecchie vie raccontate da Buzzati e i nuovi grattacieli che tagliano l’orizzonte, e una Rimini in cui sopravvive il sentimento poetico dei nostri tempi, il racconto si fa talmente intimo da non lasciare scampo.
Con una scrittura ampia, carsica, avvolgente, Marco Missiroli apre le stanze e le strade, i pensieri e i desideri inconfessabili, fa risuonare dialoghi e silenzi con la naturalezza dei grandi narratori.

Recensione:

Cosa è la fedeltà: Una parola? Un simbolo? Una richiesta? Una predisposizione d’animo? Una condizione morale?

Abbiamo un disperato bisogno di fedeltà.

La pretendiamo in ogni rapporto che costruiamo nella nostra vita.

Rimanere fedeli ad un’ idea, all’amicizia, alla parola data e soprattutto alla persona amata è forse una delle prove più difficili ed impegnative da sostenere.

Quando iniziamo una relazione sentimentale giuriamo “amore eterno” e soprattutto di rimanere fedeli.

Il tradimento è l’antitesi della fedeltà,  eppure nessuno dei due avrebbero ragion d’essere senza l’altro.

Si può rimanere comunque fedeli tradendo?

Sono alcune delle domande  e soprattutto riflessioni che Marco Missiroli  spinge a farci attraverso il suo romanzo “Fedeltà”.

“Fedeltà” è stato  acclamato dalla critica e dai lettori divenendo un  bestseller fin dalla prima pubblicazione e che il sottoscritto ha “recuperato” solamente ora dopo aver visto tre episodi della deludente  serie Tv targata Netflix.

Devo ammettere che la lettura del romanzo mi ha lasciato piuttosto “tiepido”.

Non ho compreso come questo romanzo abbia potuto scatenare l’entusiasmo generale , fare vincere premi allo scrittore e spingere Netflix alla produzione della serie.

“Fedeltà” si è rivelato complessivamente una lettura banale, piena di stereotipi sul matrimonio e sulla vita di coppia.

L’intreccio narrativo mostra rari passaggi originali e/o particolarmente intensi  sul piano introspettivo ed emozionale.

Missiroli  fa entrare il lettore dentro la vita di Carlo e Margherita,  una giovane coppia milanese apparentemente felice  quanto innamorata , ma che in vero si rivelerà fragile e pronta a cedere alla tentazione.

Entriamo dentro la testa dei due protagonisti e dei loro amanti,  sentiamo i loro dubbi, incertezze esistenziali, ma solo in parte abbiamo una sentita partecipazione con i personaggi.

“Fedeltà” vorrebbe raccontare una storia di sentimenti, di scelte, d’amore , ma poi tutto rimane freddo quanto auto referenziale in scrittura.

Milano è la vera protagonista del romanzo, quella che cambia e pulsa  davvero negli anni del racconto.

 La casa della “Concordia” inseguita, bramata ed infine acquistata con furbizia da Margherita, incarna   l’essenza del libro, ovvero il desiderio impossibile ma alla fine raggiunto insieme da una coppia.

Il matrimonio in quanto tale vive di alti e bassi.

Una coppia si può tradire, litigare, allontanarsi, ma alla fine ritrovarsi  per un figlio, per un’affinità elettiva o più  banalmente per dover pagare un mutuo monstre di una casa.

“Fedeltà” è un romanzo dal taglio elitario, dall’animo radical  chic, ma almeno conserva nel finale quel calore popolare ed universale che solamente l’unità familiare può dare specialmente nei momenti difficili come l’addio ad una persona cara.

19) La coscienza di Montalbano (Andrea Camilleri)

“La  coscienza di Montalbano” è una raccolta di racconti (non inediti) scritti da Andrea Camilleri e pubblicata nel Giugno 2022 da Sellerio.

Sinossi:

Per la prima volta riunite in unico volume sei indagini del commissario Montalbano.

Recensione:

La Sellerio riscatta  completamente la propria immagine letteraria dopo “la furbata marketing” di ripubblicare con una copertina diversa la raccolta di racconti “Natale in giallo” regalandoci un inaspettato quanto intenso “incontro” con il Maestro Andrea Camilleri.

“La coscienza di Montalbano”  è una raccolta di racconti  non inediti che la Sellerio ha  voluto “radunare” in una propria raccolta.

Un’operazione onesta, chiara  anche se  di carattere  commerciale.

La copertina  ha attirato la mia curiosità rivedendo insieme i nomi di  Camilleri e Montalbano.

Sei racconti  scritti dal Maestro in momenti diversi della sua attività creativa, ma accomunati dal filo rosso dell’ironia, acume e capacità unica di Camilleri  di raccontare e soprattutto evidenziare i pregi e  le contraddizioni dell’uomo.

Magari il fan più attento e di memoria lunga si sentirà comunque “irritato” da quest’operazione  di “cosmesi letteraria”, ma rispetto al passato,  questa raccolta è  riuscita nel compito di  coniugare l’effetto amarcord con la mission letteraria.

Personalmente non avevo mai letto due dei sei racconti : “La finestra sul cortile “ e “Il figlio del sindaco” .

Due racconti rivolti a due platee di lettori ben distinti.

“La finestra sul cortile” fu pubblicato a puntante sul mensile di quartiere “Il Nasone di Prati”, mentre “Il figlio del sindaco” era rivolto “in esclusiva” nel 2008 ai clienti di Unicredit Private Banking

Ho vissuto un ’emozione davvero unica nel poter leggere qualcosa di nuovo del Maestro.

Con “La finestra sul cortile”  il Maestro si è divertito a giocare con il genere thriller oltre che  omaggiare esplicitamente uno dei più celebri film firmati da Sir Alfred Hitchcock .

Ne è uscito cosi  fuori racconto che si pone drammaturgicamente e stilisticamente come un ibrido siculo-inglese avendo Roma come location.

Una scrittura briosa, ironica  capace d’alternare momenti di commedia ad altri di grande pathos da vero thriller.

“Il figlio del sindaco”  possiamo invece definirlo  come una sorta di “compendio” sul “modus operandi” del commissario Montalbano indaga sull’ omicidio di una giovane donna scoprendo come anche il presunto assassino  si sveli essere il perfetto capro espiatorio di una cinica quanto mostruosa decisione paterna.

I restanti quattro racconti pur essendo stati pubblicati dalla Sellerio in altre antologie , li ho riletti con piacere non avvertendo  mai la spiacevole sensazione  di trovarmi di fronte a qualcosa di “riciclato”.

“La coscienza di Montalbano” è una lettura piacevole, divertente ed allo stesso tempo intrigante e provocatoria .

Il lettore ha così l’occasione di rivedere un vecchio amico e di ri -leggere e/o riscoprire   un grande scrittore : Andrea Camilleri.