256) Non si ruba a casa dei ladri

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Il biglietto d’acquistare per “Non si ruba a casa dei ladri” è : 1) Neanche regalato 2) Omaggio 3) Di pomeriggio 4) Ridotto 5) Sempre

“Non si ruba a casa dei ladri” è un film del 2016 diretto da Carlo Vanzina, scritto da Carlo ed Enrico Vanzina, con : Vincenzo Salemme, Massimo Ghini, Stefania Rocca, Maurizio Mattioli e Manuela Arcuri.

Chi di spada ferisce di spada ferisce. L’occasione fa l’uomo ladro.Carlo ed Enrico Vanzina scrivendo la sceneggiatura del loro nuovo film magari non avranno pensato a questi vecchi e saggi proverbi, ma mai come oggi attuali leggendo le cronache giudiziarie e politiche riguardanti la città di Roma.
Su Mafia Capitale e il malaffare e corruzione dei politici capitolini si è scritto e detto tanto provocando nell’opinione pubblica sconcerto e rabbia. I fratelli Vanzina invece usando l’arma dell’ironia scelgono di portare in scena questa “piaga” in chiave di commedia. Raccontando la riscossa di un cittadino onesto, Antonio (Salemme) che si vendica di Simone(Ghini), un intrallazzatore disonesto. Antonio inizialmente vorrebbe denunciarlo, ma poi, conoscendo l’Italia, un paese nel quale l’iter della giustizia è lunghissimo e spesso incerto, decide di vendicarsi in un’altra maniera: scopre che il suo nemico ha nascosto in una banca svizzera i proventi delle sue malefatte e decide di organizzare “un colpo” con moglie Daniela(Rocca) e fidati amici. Il colpo si svolge a Zurigo dove ha sede la banca nella quale Simone ha nascosto i soldi. Con una serie di imprevedibili e divertenti risvolti e con una buffa sostituzione di persone (Antonio e la moglie si fingono Simone e la trucida compagna Lori (Arcuri) parte una commedia degli equivoci d’inganno ad orologeria.
I Vanzina conoscono il mestiere e da anni allietano il loro pubblico con film leggeri, freschi, senza pretese, ma capaci di mettere alla berlina i vizi e le debolezze degli italiani e dei potenti di turno.Anche in questo caso l’idea di partenza della drammaturgia è vincente e divertente solamente che poi nello svilupparla diventa un ‘accozzaglia di luoghi comuni e di gag raramente avvolgenti, frizzanti e godibili.Sarebbe stato un buon film da prima serata su Canale 5 o Rai Uno, ma appare eccesivo chiedere allo spettatore di uscire casa e spendere dei soldi per acquistare il biglietto del cinema. continua su

Non si ruba a casa dei ladri

Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano “Essere Melvin”

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255) Sausage Party – Vita Segreta di una Salsiccia

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Il biglietto d’acquistare per “Sausage Party” è : 1) Neanche regalato 2) Omaggio (Con Riserva) 3) Di pomeriggio 4) Ridotto 5) Sempre.

“Sausage Party- Vita segreta di una salsiccia” è un film d’animazione diretto da Greg Tiernan, Conrad Vernon, scritto da Evan Goldberg, Seth Rogen, Kyle Hunter, Ariel Shaffir, con le voci di : James Franco, Kristen Wiig, Jonah Hill, Seth Rogen, Salma Hayek, Edward Norton, Michael Cera, David Krumholtz, Nick Kroll, Conrad Vernon.

Avviso ai naviganti: se siete bigotti, pudici, tradizionalisti e credete che l’unico tipo di film d’animazione sia quello targato Disney, allora sarà il caso di evitare questo film, per evitare che possiate avere dei traumi emotivi ripensando a Bambi e affini.
Se invece vi sentite moderni, giovani e un po’ provocatori allora “Sausage Party” può essere un buon test per misurare la vostra tempra.
Infatti preparatevi a vedere il più scorretto, volgare, sfrontato e in alcuni momenti davvero sconcertante sul piano sessuale film d’animazione della storia.
Non aspettatevi di vedere eroi, eroine e quali avventure straordinarie, semmai dopo la visione di questo film andrete al supermercato con una diversa e divertente prospettiva.
In un supermercato chiamato “Shopwell’s”, il cibo e gli altri articoli in vendita adorano i compratori umani come dei che li porteranno nel “Grande Altrove” quando li acquisteranno. Tra gli articoli nel supermercato vi è un wurstel di nome Frank, che sogna di poter stare finalmente insieme alla sua fidanzata Brenda, un panino da hot dog, nel Grande Altrove, dove finalmente potranno consumare il loro rapporto. Frank vive in un pacco di salsicce con i suoi due migliori amici Barry e Carl, anch’essi ansiosi di poter sperimentare la vita nel Grande Aldilà. Ben presto però i nostri amici scoprono l’amara e tragica verità sul loro destino del “Grande Altrove”, iniziando una simpatica e animata guerriglia con gli “dei” umani.
Non è sicuramente un film d’animazione adatto ai bambini e gli stessi adolescenti seppure abituati a sentire e vedere di tutto potrebbero rimanere quantomeno spiazzati dal linguaggio forte e da alcune scene nel finale davvero esplicite come “l’orgia alimentare” tra alimenti.

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http://www.nuoveedizionibohemien.it/index.php/appuntamento-al-cinema-sausage-party-vita-segreta-di-una-salsiccia/

Roberto Sapienza presenta “Ninni, mio padre”

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254) La cappella di famiglia e altre storie di Vigàta (Andrea Camilleri)

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“La cappella di famiglia e altre storie di Vigàta” è una raccolta di racconti scritta da Andrea Camilleri pubblicato ad ottobre 2016 da Sellerio Editore.

La Terra è non altro che un piccolo paese in confronto alla vastità dell’universo, ciò nonostante ogni paesino della minuscola Italia porta con sé un bagaglio di storie, tradizioni e soprattutto di leggende degne di essere raccontate.
Non sfugge a questa regola la nostra cara e amata Vigàta che abbiamo imparato a conoscere grazie al talento del nostro stimato Maestro.
Vigàta non è solamente lo sfondo delle indagini del commissario Montalbano, bensì possiede una sua anima e fascino che Andrea Camilleri ha messo in risalto con questa nuova raccolta di racconti.
Vigàta è un paese in cui l’Onore è ancora un valore vero a cui ogni singolo abitante non intende rinunciare anche a costo di rischiare la vita in un duello sfidando l’autore della vile offesa.
E come leggiamo nel primo e divertente racconto l’ardore di difendere il proprio Onore si diffonda a macchia d’olio tra gli uomini di Vigàta, trasformando questa antica e drammatica forma di regolamenti di conti in una farsa e soprattutto un modo per tacitare vecchi rancori tra paesani.
Il culto dei morti è molto sentito nel Sud Italia e anche per i vigatesi recarsi al cimitero per pregare sulla tomba dei propri cari è un atto molto sentito se non addirittura un dovere. Peccato che il cimitero di Vigàta diventi improvvisamente il luogo di furtivi e occasionali incontri d’amore per coppie clandestine e occasione di corteggiamento per incalliti seduttori disturbando il sonno dei defunti con le furiose e animate reazioni dei partner traditi.
Vigàta è un paese in cui il lettore può conoscere persone speciali e uniche come colui che possiede il dono del “palato assoluto” per il cibo al punto da farne una professione redditizia o individui talmente onesti e retti da essere riconosciuti “quasi santi” dalla popolazione da non poter dubitare mai sulla sua condotta anche se vive con tante donne sullo stesso tetto.
Vigàta è un paese dove può accadere tutto e il suo contrario essendo un luogo in cui più che la legge e lo Stato prevalgono l’arte di arrangiarsi e di farsi amico il potente di turno.
Andrea Camilleri conferma la sua inesauribile fonte creativa firmando dei racconti brillanti, vivaci e ironici evidenziando le peculiarità e i vizi del popolo siciliano in modo incisivo e efficace.
Il lettore legge queste storie con grande coinvolgimento e interesse grazie a un stile semplice, godibile, elegante e scorrevole.
Vigata è un paese immaginario eppure il lettore alla fine dei racconti avrà la sensazione, sorridendo, di rivedere nei personaggi di queste storie molti amici e conoscenti del proprio condominio, quartiere e della città in cui vive.

253) The Accountant

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Il biglietto da acquistare per “The accountat” è: 1)Neanche regalato; 2)Omaggio; 3)Di pomeriggio (con riserva); 4)Ridotto; 5)Sempre.

Un film di Gavin O’Connor. Con Ben Affleck, Anna Kendrick, Jon Bernthal, J. K. Simmons, John Lithgow, Jeffrey Tambor. Drammatico, 128’. 2016.

C’è chi da piccola sognava di fare l’astronauta, chi il calciatore, chi il cantante rock, ma sono decisamente pochi quelli che vedevano il contabile come il lavoro dei sogni.

Diciamocelo francamente: nella vita di tutti i giorni più stiamo lontani e meno sentiamo il nostro commercialista è meglio stiamo! Nell’immaginario collettivo questo professionista è un uomo grigio, un po’ scialbo e insignificante, che vive di e per i numeri e ha il fisico di un lanciatore di coriandoli.

E se invece fosse un genio, avesse il volto di Ben Affleck e risultasse affascinante nonostante la forma di autismo che lo affligge e lo rende incapace di avere relazioni sociali? Impossibile? Forse, ma non secondo “The accountant” di Gavin O’Connor.

Genio matematico fin da bambino e affetto da autismo, Christian Wolff (Affleck) ha più affinità con i numeri che con le persone e lavora come contabile freelance per alcune delle più pericolose organizzazioni criminali del pianeta.

Christian opera nell’ombra, senza lasciare alcuna traccia, e si ritrova braccato da un lato dal capo della divisione anti-crimine del Dipartimento del tesoro Ray King (Simmons), dall’altro da uno spietato killer armato da mandanti misteriosi.

Nonostante le difficoltà Chris accetta il mandato di un nuovo cliente, una società di robotica dove una delle contabili ha scoperto una discrepanza nei conti di milioni di dollari. Non appena Christian inizia a svelare il mistero e ad avvicinarsi alla verità, però, il numero delle vittime inizia a crescere.

“The accountant” può essere diviso dal punto di vista drammaturgico e strutturale in due parti.

La prima è sicuramente più convincente, avvincente e meglio scritta, con un lato thriller ben costruito che tiene lo spettatore incollato allo scherno. Molto forte e incisivo anche lo sviluppo dell’aspetto psicologico e introspettivo della vicenda, che fa emergere la personalità del protagonista e il fatto che molti dei suoi problemi attuali risalgano a un passato difficile, a un padre rigido e quasi anaffettivo. continua su

Al cinema: The accountant

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci, nonostante tutto”

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252 ) Re Lear

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“Re Lear” è una tragedia in cinque atti, in versi e prosa, scritta nel 1605-1606 da William Shakespeare, con la traduzione di Alessandro Serpieri, adattamento e regia di Stefano Sabelli, con : Stefano Sabelli, Bianca Mastromonaco, Michela Ronci, Eva Sabelli, Piero Grant, Lorenzo Massa, Simone Bobini, Michele Manocchio, Fabrizio Russo, Marco Caldoro, Gianluca Vicari, Giulio Maroncelli, musiche dal vivo Bukorosh Balkan Orchestra.
“Re Lear” è in scena fino al 6 novembre 2016 al Teatro Dell’Orologio di Roma
Nessuno ama una figlia come il proprio padre e il loro legame è più forte di qualunque litigio, discussione o cambiamento.
Un padre è spesso geloso della propria figlia pretendendo di essere il solo uomo di quest’ultima.
Se poi il padre in questione è un Re, come nel caso della tragedia scritta dal caro Shakespeare, allora cari lettori diversamente ignoranti, preparatevi ad ascoltare una storia di faida familiare in cui gelosie, tradimenti e invidie sono gli elementi portanti di un dramma che ha conquistato e appassionato milioni di persone nel corso dei secoli.
Re Lear(Sabelli) ha tre figlie Goneril, Regan e Cordelia, e decidendo di voler abdicare, invece di dividere equamente il regno, pone come condizione che le tre donne gareggino nell’odiosa contesa dell’adulazione paterna.
Cordelia si rifiuta di sostare a questo ricatto affettivo e viene per punizione diseredata e cacciata dal regno da Re Lear.
Goneril e Regan, più furbe e scaltre, convincono il Re del loro cieco amore filiale, ricevendo corona e regno, per poi successivamente costringere Lear allo stato di un ospite indesiderato.
Re Lear è una storia attuale, moderna e viva di come un padre faccia odiose distinzioni tra i figli e come quest’ultimi vedano i primi come persone anziane e inutili.
Re Lear è stata raccontata e messa in scena con diversi stili registici e diversi adattamenti drammaturgici, suscitando più o meno convinti consensi da parte del pubblico.
La scelta drammaturgica e soprattutto registica di Stefano Sabelli di rendere il suo Re Lear più moderno, volgare , “sporcando” i profondi, intensi e vibranti dialoghi scritti dal drammaturgo inglese si sono rivelati azzeccati e coinvolgenti.
Lo spettatore osserva, in due atti, le vicende di Lear, stanco Re zingaro, e di come la sua superbia e arroganza lo trascinino verso la tragedia e la sofferenza.
L’adattamento ideato e messo in scena è agile, snello, a tratti divertente e nello stesso tempo non tradisce lo spirito originale della tragedia.
Il giovane e appassionato cast si dimostra all’altezza dei rispettivi ruoli dando ai loro personaggi cuore, anima e passione e rivelando una buona presenza scenica.
Merita sicuramente una menzione speciale l’interpretazione di Eva Sabelli nel doppio ruolo del matto e di Cordelia per il talento e soprattutto per la poliedricità e forza dimostrata e nella capacità di tenere la scena con carisma, naturalezza e personalità.
Re Lear è sì una tragedia come ci mostra il cupo finale, ma soprattutto è un invito ad ogni genitore non a fare distinzioni tra figli e figliastri.

Roberto Sapienza presenta “Ninni, mio padre”

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251) Ouija -L’Origine del Male

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Il biglietto d’acquistare per “Ouija, l’origine del male” è: 1) Neanche regalato (Con Riserva) 2) Omaggio 3) Di pomeriggio 4) Ridotto 5) Sempre.

“Ouija, l’ origine del male” è un film del 2016 diretto da Mike Flanagan, scritto da Mike Flanagan, Jeff Howard, con :Elizabeth Reaser, Henry Thomas Annalise Basso e Lulu Wilson.

Attenzione a speculare sul mondo dell’aldilà perché si corre il rischio che il lavoro possa perseguitare il malcapitato fin dentro le mura di casa.
Dopo il successo di due anni fa, arriva puntuale la seconda puntata della saga Ouja o, se vogliamo essere precisi, il prequel, che racconta l’origine maligna della tavoletta. Nella Los Angeles del 1965, Alice (Reaser), madre vedova, e le sue due figlie Doris(Wilson) e Betty (Basso)introducono un nuovo trucco alle loro consuete frodi spiritiche per ravvivare l’attività di famiglia, finendo per attirare, senza volerlo, un autentico spirito maligno nella propria casa. Quando Doris viene posseduta dall’implacabile entità, questa piccola famiglia dovrà fare i conti con paure inimmaginabili per poterla salvare e rispedire il suo possessore nell’aldilà.
Oiuija è un film drammaturgicamente noioso e prevedibile per la gran parte della proiezione, volendo più colpire lo spettatore con l’atmosfera cupa e sinistra piuttosto che con dei momenti di paura e colpi di scena spiazzanti. continua su

https://mygenerationweb.it/201610273430/articoli/palcoscenico/cinema/3430-ouija-l-origine-del-male

Roberto Sapienza presenta “Ninni, mio padre”

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250) Doctor Strange

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Il biglietto d’acquistare per “Doctor Strange” è : 1) Neanche regalato 2) Omaggio 3) di pomeriggio 4) Ridotto (Con Riserva) 5) Sempre.

“Doctor Strange” è un film del 2016 diretto da Scott Derrickson, scritto da Thomas Dean Donnelly,Joshua Oppenheimer, Jon Spaihts, con : Benedict Cumberbatch, Rachel McAdams, Tilda Swinton, Mads Mikkelsen,Chiwetel Ejiofor, Michael Stuhlbarg, Benedict Wong, Benjamin Bratt, Scott Adkins.

Cari adepti delle discipline orientali e praticanti di joga e affini.
Sì, è soprattutto ai quest’ultimi che rivolgo questa mia recensione: uomini e donne che ogni si sforzano d’entrare in contatto con il mondo spirituale ed esoterico tra una telefonata e un aperitivo nel più glamour e caotico locale del momento.
È finalmente arrivato il film che può permettervi di mischiarvi ai rudi e rumorosi fan della Marvel senza apparire fuori posto.
Doctor Strange è la risposta per chi spera di poter coniugare misticismo e azione senza risultare commerciale e grossolano.
Chi è dunque Strange?
Doctor Strange racconta la storia del neurochirurgo di fama mondiale Stephen Strange (Benedict Cumberbatch), la cui vita cambia per sempre dopo che un terribile incidente automobilistico lo priva dell’uso delle mani. Quando la medicina tradizionale si dimostra incapace di guarirlo, Strange è costretto cercare una cura in un luogo inaspettato: una misteriosa enclave nota come Kamar-Taj in cui vive L’Antico(Swinton), figura mistica e spirituale, che diventerà il maestro di Strange nell’apprendere che la vera conoscenza consiste nell’aprire la mente da ogni pregiudizio e limite.
Strange scoprirà presto che non si tratta soltanto di un luogo di guarigione ma della prima linea di una battaglia contro invisibili forze oscure decise a distruggere la nostra realtà.
Strange è un uomo intelligente, egocentrico, arrogante, affascinante, un medico che ha giurato di salvare vite umane, ma il destino ha in serbo per lui altri modi per tenere fede al suo giuramento.
Doctor Strange rappresenta una nuova e diversa pagina dell’Universo Marvel in cui rispetto al passato prevalgono le parole e l’interiorità sull’azione e sullo scontro fisico. continua su

http://www.nuoveedizionibohemien.it/index.php/appuntamento-al-cinema-doctor-strange/

Roberto Sapienza presenta “Ninni, mio padre”

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249) Parola di Dio

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Il biglietto d’acquistare per “Parola di Dio” è: 1) Neanche regalato 2) Omaggio 3) Di pomeriggio (Con riserva) 4) Ridotto 5) Sempre.

Parola Di Dio” è un film del 2016 scritto e diretto da Kirill Serebrennikov, con : Viktoriya Isakova, Yuliya Aug, Pyotr Skvortsov.

La religione, qualunque essa sia, può essere oggi lo strumento, la guida che permetta all’uomo di vivere una vita giusta, sana e moralmente ineccepibile? Leggendo le cronache quotidiane assistiamo a una degenerazione della fede e di come essa venga usata per compiere atti criminali, sanguinari e atroci. L’uomo si arroga il diritto di usare la parola di Dio stravolgendone l’essenza per i propri interessi. Il Corano e la Bibbia sono libri di pace e di preghiera, eppure troppi le brandiscono come fossero un’arma di propaganda.
Parola Di Dio/ Lo Studente, presentato allo scorso Festival di Cannes, è stato un grande successo di critica, diventando un caso cinematografico.
Alle ragazze non dovrebbe essere concesso di partecipare alle lezioni di nuoto in bikini. Insegnare educazione sessuale a scuola è sbagliato. L’evoluzionismo è una teoria non provata e dovrebbe essere affiancata al creazionismo. Sono queste e altre le osservazioni che il giovane Veniamin, in piena crisi mistica, muove a chi gli sta intorno, citando a memoria i passi più cruenti della Bibbia e tentando di imporre anche ai suoi compagni di scuola la sua ortodossia estrema. Veniamin usa le sacre scritture manipolando la stessa Preside, bigotta e conservatrice, e il corpo insegnante, immaginando che la società debba seguire i dettami di un Dio del vecchio Testamento, crudele, spietato e vendicativo. continua su

https://www.mygenerationweb.it/201610253425/articoli/palcoscenico/cinema/3425-parola-di-dio

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci, nonostante tutto”

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248) La ragazza senza nome

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Il biglietto da acquistare per “La fille inconnue” è: 1)Nemmeno regalato; 2)Omaggio (con riserva); 3)Di pomeriggio; 4)Ridotto; 5)Sempre.

Un film di Luc e Jean-Pierre Dardenne. Con Adele Haenel, Jérémie Renier, Olivier Gourmet, Fabrizio Rongione, Thomas Doret. Drammatico, 113’. 2016.

Dopo “I, Daniel Blake” di Ken Loach (qui la recensione) anche i fratelli Jean-Pierre e Luc Dardenne portano al Festival di Cannes un film che racconta le storture del mondo della sanità, questa volta francese, “La fille inconnue”.

Rispetto alla pellicola di Loach, la prospettiva qui è quella della giovane dottoressa Jenny Davin (Haenel). Lo spettatore entra nella placida e un po’ monotona routine di una persona dedita completamente alla sua professione. Jenny, infatti, vive per i malati.

La sua vita cambia quando, una sera, non apre la porta dello studio a una paziente. La donna, una prostituta, viene poco dopo brutalmente uccisa e quando la polizia comunica la notizia a Jenny lei è travolta dai sensi di colpa.

Sentendosi responsabile della morte della sconosciuta, Jenny vuole scoprirne almeno il nome, per darle poi una dignitosa sepoltura. Il film affianca così, al versante più strettamente medical, una sorta di indagine stile “Signora in giallo”. Il doppio registro narrativo, purtroppo, non aiuta a dare una marcia in più sul piano del ritmo, che risulta davvero compassato. continua su

Festival del cinema di Cannes | In concorso | La fille inconnue

Roberto Sapienza presenta “Ninni, mio padre”

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247) Guarita dall’Amore – Storia di Maria Grazia Veltraino ( Carlo Ambrosio Setti-Rosario Faggiano)

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“Guarita dall’Amore – Storia di Maria Grazia Veltraino” è un romanzo di Carlo Ambrosio e Rosario Faggiano pubblicato nel 2016 dalla Libreria Editrice Vaticana.

Ci sono storie che meritano di essere raccontate anche se non sono celebrati atti di eroismo o che esaltino figure carismatiche o di alto profilo carismatico.
A volte la storia di una persona comune può stupire e commuovere il lettore con la semplicità e straordinarietà che solamente la vita può regalare.

È questo il caso di Maria Grazie Veltraino , donna di umili origine e nata da una relazione clandestina tra la madre di professione cameriera e un distinto signore, che rifiutò di riconoscerla come figlia.
Maria fu abbandonata dalla povera madre in un orfanotrofio in tenera età e costretta a subire anni di sacrifici e soprusi da parte di suore assai poco caritatevoli e capaci di donare amore.
Maria nonostante le avversità della vita ha sempre lottato avendo come punto fermo una grande e inossidabile fede.
I due autori hanno scelto di raccontare la sua intensa e complessa vita, romanzandola in parte, usando l’escamotage di un causale incontro tra un immaginario giornalista di nome Piero, da poco rimasto vedovo dell’amata moglie e Maria, dove la seconda con semplicità e coinvolgimento narra al primo le varie fasi della sua esistenza scandite da momenti drammatici e tragici fino al punto di farle meditare il gesto estremo.
Sarà l’incontro con Suor Girolama a cambiare per sempre la vita di Maria, portando finalmente una ventata di felicità e l’opportunità di studiare per diventare infermiera professionista.
Il Destino però si accanisce sulla povera Maria facendola ammalare gravemente, sottoponendola a quindici anni di sofferenze e di cure e costringendola alla totale immobilità. Finché una notte del 2008 a Maria appare in sogno Monsignor Luigi Caburlotto, figura religiosa a cui la donna era devota da anni, il quale la invita ad alzarsi dal letto e a camminare. Il giorno dopo Maria miracolosamente è capace di muoversi senza alcun aiuto e avendo recuperato le forze perdute.
L’intervento di Carburlotto rivelato da Maria alle suore e poi agli organi preposti dal Vaticano a valutare i “presunti” miracoli, porteranno alla beatificazione del monsignore.
È una storia di fede, d’amore che gli autori trattano con uno stile semplice, diretto e caldo trasmettendo emozione e pathos al lettore colpito dalla forza e umanità di Maria.
Un romanzo che si legge in poche ore e come il protagonista Piero lascia nel cuore e nell’anima del lettore sicuramente un segno indiscutibile e chiaro della forza dell’Amore e della Fede.