219.MaternoinCanto

piscator“MaternoinCanto” è uno spettacolo teatrale ideato e diretti da Daniela Campione, Con:
Danzatori:Salvo Alicata, Daniela Campione, Salvo Cavolina
Voce:Valentina Vaques.
Attori:Doriana La Fauci, Pietro Cucuzza.
Chitarra:Claudio Iudicelli
Violino:Benedetto Saccuzzo
Tabla: Riccardo Gerbino
Dipinti:Sergio Fiorentino
Coordinamento:Carmelo Failla.
Sapete bene che il mio rapporto con la danza nasce nel 2008, quando fu galeotto il mio incontro in aeroporto con la mia cara Ballerina. Il colpo di fulmine o, se secondo i miei maliziosi amici, l’attrazione fisica mi spinsero ad essere per oltre un anno e mezzo assiduo e convinto spettatore al “Flash Dance” dei più diversi e particolari spettacoli di danza contemporanea.
La Ballerina è. aihmè, fuggita via senza che riuscissi ad offrirle neanche un caffè, ma la curiosità per la danza è rimasta. Così quando ieri sera l’amica Felliniana mi ha proposto di accompagnarla al Teatro “Erwin Piscator” di Catania per vedere uno spettacolo di danza non ho battuto ciglio.
Sarebbe però riduttivo ritenere “MaternoinCanto” solo una esibizione di danza.
Lo spettatore si trova immerso e coinvolto in più forme d’Arte:recitazione, canto, musica ,letteratura e ovviamente danza.
Forme d Arte unite per rendere omaggio alla figura della Madre, origine della vita e pilastro per ogni figlio.
La Madre per eccellenza è Maria, colei che ha portato in grembo il figlio di Dio.
L’associazione “Nuovo Mondo” partendo da un presupposto religioso e di devozione verso la Vergine ha voluto raccontare e mostrare in quali e quanti modi l’Arte disegna la figura di Maria e della donna in genere.
Si alternano così sul palco i sinuosi e ipnotici danzatori, le due voci narranti che declamo versi poetici o estratti di scrittori che anche in maniera assolutamente laica esaltano le virtù e soprattutto la forza della donna, asse portante di ogni famiglia.
La musica è la coprotagonista dello spettacolo attraverso le splendide melodie tra antico e moderno scandite dalla profonda e intensa voce della vocalista, Valentina Vasques, che nonostante sia una esordiente dimostra professionalità e talento nel saper reggere il palco.
Lo spettacolo è complesso e ambizioso, ma reso assolutamente godibile e coinvolgente dalla bravura e passione degli interpreti.
La regia è adeguata, lineare e capace di unire in maniera armoniosa ed efficace i vari interpreti.
“MadreinCanto” è un bell’ omaggio dell’Arte che piacerà a chiunque, a prescindere dalla fede.
Teatro Ervin Piscator di Catania Rassegna “Danza Nuovi Movimenti”.

Vittorio De Agrò e Cavinato Editore International presentano :”Essere Melvin”

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http://www.amazon.it/Essere-Melvin-tra-finzione-realt%C3%A0/dp/8899121370/ref=sr_1_1?s=books&ie=UTF8&qid=1416328356&sr=1-1&keywords=essere+melvin

“MaternoinCanto” is a play created and directed by Daniela Champion, With:
Dancers: Unless Alicata, Daniela Champion, Salvo Cavolina
Item: Valentina Vaques.
Actors: Doriana La Fauci, Peter Cucuzza.
Guitar: Claudio Iudicelli
Violin: Benedict Saccuzzo
Tabla: Riccardo Gerbino
Paintings: Sergio Fiorentino
Coordination: Carmelo Failla.
You know that my relationship with the dance was born in 2008, when it was convict my meeting at the airport with my dear Ballerina. The lightning strike or, if according to my mischievous friends, physical attraction led me to be more than a year and a half regular and convinced the viewer to “Flash Dance” of the most diverse and particular contemporary dance.
The dancer is. Aihm, fled away without which I could not even to offer her a coffee, but curiosity for dance remained. So last night when her friend Felliniana asked me to accompany her to the Theatre “Erwin Piscator” Catania to see a dance show I did not bat an eye.
But it would be simplistic to believe “MaternoinCanto” only a performance of dance.
The viewer is immersed and involved in many forms of art: acting, singing, music, literature and dance course.
Forms of art together to pay tribute to the figure of the Mother, source of life and pillar for each child.
Mother par excellence is Mary, who carried in her womb the Son of God.
The association “New World” from a religious requirement and devotion to the Virgin wanted to tell and show what and how many ways the Arts draws the figure of Mary and of women in general.
Alternate on stage so the sinuous and hypnotic dancers, the two narrative voices that declamo poetic verses or extracts from writers that even in a completely secular extol the virtues and especially the strength of the woman, the backbone of every family.
Music is the co-star of the show through the beautiful melodies of ancient and modern marked by deep and intense voice of the vocalist, Valentina Vasques, who despite being a rookie demonstrates professionalism and talent in being able to hold the stage.
The show is complex and ambitious, but made absolutely enjoyable and engaging by the skill and passion of the performers.
The direction is appropriate, linear and able to combine harmoniously and effectively the various interpreters.
“MadreinCanto” is a bell ‘tribute art that will appeal to everyone, regardless of faith.
Theatre Ervin Piscator Catania Review “New Dance Movements”.

Vittorio De Agro and Cavinato Publisher International present: “Being Melvin”

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218. Ogni Maledetto Natale

mastronardi

Il biglietto d’acquistare per “Ogni Maledetto Natale” è 1)Neanche Regalato 2)Omaggio 3)Di pomeriggio 4)Ridotto 5)Sempre
“Ogni Maledetto Natale” è un film di Giacomo Ciarrapico, Mattia Torre e Luca Vendruscolo. Con Alessandro Cattelan, Corrado Guzzanti, Valerio Mastandrea, Marco Giallini, Francesco Pannofino, Laura Morante, Caterina Guzzanti, Alessandra Mastronardi, Stefano Fresi, Andrea Sartoretti. Commedia, 95′. 2014.
Ci sono due modi per affrontare il Natale: puoi fingere di essere buono e trascorrere le feste diventando peggio del Joker di Batman, dipingendoti su volto un sorriso che con il passare delle cene e dei pranzi si trasformerà in un ghigno, oppure puoi scegliere di chiuderti in casa, non aprire a nessuno e sopravvivere al buonismo dilagante, ai parenti serpenti e agli obblighi sociali, magari andando in letargo fino al 7 gennaio. Sotto le feste, statistiche alla mano, aumentano i suicidi, le coppie che scoppiano e i litigi in famiglia. Sembrerebbe proprio che il periodo natalizio faccia uscire il lato peggiore di ognuno di noi – basta osservare cosa avviene il 24 dicembre nei negozi e per le strade delle nostre città, con l’isteria e la cattiveria che diventano protagonisti. Sono cinico, dite? Magari lo fossi fino in fondo, almeno il mio tasso di malinconia non aumenterebbe in maniera esponenziale. Natale è il periodo peggiore per le neo-coppie, chiamate a una serie di prove estenuanti, per amore del compagno. Ma l’Amore può sopravvivere alle cene in famiglia e alle feste? Una domanda che si pongono gli autori dell’acclamata serie tv “Boris”, che decidendo d’indagare e raccontare in una pellicola come la società italiana viva il Natale nel 2014. continua su

http://paroleacolori.com/al-cinema-ogni-maledetto-natale/
Vittorio De Agrò e Cavinato Editore Internatonal presentano:”Essere Melvin”
http://www.cavinatoeditore.com/
http://www.ibs.it/code/9788899121372/de-agrograve/essere-melvin-tra.html

The ticket purchase for “Every Christmas Cursed” is 1) Not even Gifted2) Tribute 3) In the afternoon 4) Reduced 5) Always
“Every Christmas Cursed” is a film of James Ciarrapico, Mattia Torre and Luca Vendruscolo. With Alessandro Cattelan, Corrado Guzzanti, Valerio Mastandrea, Giallini Marco, Francesco Pannofino, Laura Morante, Caterina Guzzanti, Alessandra Mastronardi, Stefano Fresi, Andrea Sartoretti. Comedy, 95 ‘. 2014.
There are two ways to deal with Christmas: you can pretend to be good and to spend the holidays becoming worse than the Joker in Batman, dipingendoti a smile on his face that with the passage of the dinners and lunches will turn into a grin, or you can choose to shut yourself at home, not open to anyone and survive the rampant gooders, relatives snakes and social obligations, maybe going into hibernation until January 7.

In the holidays, statistics in hand, increased suicides, couples who break out and quarrels in the family. It would seem that the Christmas season bring out the worst in each of us – just look what happens December 24 in stores and on the streets of our cities, with the hysteria and the wickedness that become protagonists. They are cynical, you say? Maybe I were way down, at least my melancholy rate would not increase exponentially.

Christmas is the worst time for the newly couples, called to a series of grueling tests, for the love of companion. But love can survive the family dinners and parties? A question asked by the authors of the acclaimed TV series “Boris”, who decided to investigate and tell in a film as the Italian company alive Christmas in 2014. continues on
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Vittorio De Agro and Cavinato Publisher Internatonal present: “Being Melvin”
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217. Mio papà

giulio base

Il biglietto d’acquistare per “Mio papà” è:1)Neanche Regalato 2)Omaggio 3)Di pomeriggio 4)Ridotto 5)Sempre
“Mio Papà”è un film del 2014 diretto da Giulio Base, scritto da Giulio Base, Giorgio Pasotti, Alessandro Pondi, Paolo Logli, Mauro Graiani, Riccardo Irrera, prodotto da Movie e Rai Cinema con il contributo di MiBACT, con:Giorgio Pasotti, Donatella Finocchiaro, Niccolò Calvagna, Ninetto Davoli e Fabio Troiano.
Qualche mese fa è uscito nelle nostre sale un bellissimo film giapponese “Father and son” , aihme, poco amato dal pubblico in cui si chiedeva, se fosse più importante per un genitore per amare il proprio figlio, vederlo crescere ed educarlo ogni giorno o contasse di più comunque il legame di sangue.
Il concetto di famiglia è cambiato nel corso degli anni. Papà, mamma e figlio sono ormai una delle possibili tipologie di famiglie:allargata, omosessuale, eterosessuale.
Difficile stabilire quale sia la formula più giusta per un minore, la legge cerca sempre di tutelarlo, ma non sempre i diritti sono in linea con i sentimenti.
“Mio Papà”, che aveva già riscosso ottimi consensi all’ultimo Festival di Roma, è la semplice e toccante storia di Lorenzo(Pasotti) giovane e single sommozzatore di San Benedetto del Tronto che dopo essere lasciato dalla fidanzata, perché non desideroso di diventare padre, trascorre le sue notti divertendosi con donne diverse in compagnia del suo amico e compagno di lavoro Roberto (Troiano).
Una sera come tante in un locale Lorenzo conosce Claudia (Finocchiaro) con cui ha una notte di passione. Ma la notte diventano più notti e da lì a poco si trasforma in una relazione a tre perché Claudia è madre del bambino Matteo(Calvagna).
Il rapporto tra Lorenzo e Matteo non parte bene, entrambi poco propensi a conoscersi e insofferenti l’un dell’altro.
La barriera che li divide però lentamente si sgretola per l’amore che entrambi nutrono per Claudia, e quando quest’ultima per motivi di lavoro è costretta in un viaggio in Germania, i due sono costretti alla coabitazione e soprattutto ad aprirsi, imparando a volersi bene.
Lorenzo si ritrova ,senza rendersene conto,. travolto dall’amore per Matteo e diventando per il bambino di fatto la vera figura paterna che tanto gli manca. Un rapporto tra i due protagonisti basato sulle piccole cose ,sulla complicità maschile, ma anche come insegnante di vita e educazione che porterà il bambino a vedere Lorenzo come l’ideale compagno per la madre formando così una vera famiglia.
Una sceneggiatura semplice, chiara, fluida,ma nello stesso tempo ricca di contenuti e carica di emozioni che non lascia indifferente lo spettatore. Una storia d’amore che abbatte i meri legami di sangue, invitando a conoscere e soprattutto a riflettere quali sono i veri gesti e parole che fanno di un uomo un padre per un bambino e cosa significhi essere veramente una famiglia. Il pathos narrativo risulta struggente,ma nello stesso tempo realistico e attuale.
La regia di Base è di valore, pulita, delicata, capace di raccogliere le varie sfumature del racconto, riuscendo a mettere in evidenza i mutamenti dei sentimenti dei protagonisti senza farli mai cadere nel retorico e nel melò
Bella e toccante è la colonna sonora e degna di menzione è anche la fotografia.
Confesso di non essere un fan accanito di Giorgio Pasotti, ma in questo film stupisce per la sua intensa e commovente interpretazione. E’ davvero meritevole di menzione la capacità in cui riesce ad indossare i panni di Lorenzo, forse ispirato dalla propria esperienza personale, riuscendo a dargli corpo e anima in maniera efficace e convincente.
Niccolò Cavagna si muove sulla scena come se fosse un veterano. I suoi occhi e le sue espressioni raccontano prima delle parole lo stato d’animo del suo personaggio. Formano una coppia perfetta con Pasotti, creando così una simbiosi empatica che proiettano interamente al pubblico in sala.
Donatella Finocchiaro ci mostra con intensità e talento le varie facce di una donna: madre, amante, lavoratrice, dando ad ognuna di loro spessore e forza e formando con Calvagna e Pasotti un trio davvero di riguardo.

Il finale, anche se drammatico, è ben costruito e regala forti emozioni e lascia nello spettatore la bella convinzione che per quanto contino i legami di sangue e la legge li tuteli, niente e nessuno può stabilire chi amare come se fossi un vero padre.

Vittorio De Agrò e Cavinato Editore International presentano :”Essere Melvin”

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The ticket purchase for “My Dad” is: 1) Not even Gifted 2) Tribute 3) In the afternoon 4) Reduced 5) Always
“My Dad” is a film of 2014 directed by Giulio Base, written by Giulio Base, Giorgio Pasotti, Alessandro Pondi, Paul Logli, Mauro Graiani, Riccardo Irrera, produced by Movie and Rai Cinema with the contribution of MiBACT with: Giorgio Pasotti Donatella Finocchiaro, Niccolò Calvagna, Ninetto Davoli and Fabio Troiano.
A few months ago came out in our rooms a beautiful Japanese film “Father and son”, Aihm, unloved by the public which asked, if it was more important for a parent to love their child, and brought him growing every day or counted however, most of the blood relationship.
The concept of family has changed over the years. Father, mother and son are now one of the possible types of families: enlarged, homosexual, heterosexual.
Difficult to determine which is the right formula for a minor, the law always tries to protect him, but not always the rights are in line with the feelings.
“My Dad”, which had already met with great acclaim last Rome Film Festival, is the simple and touching story of Lorenzo (Pasotti) young and single diver of San Benedetto del Tronto that after being dumped by his girlfriend, why not eager to become father, spends his nights with different women having fun in the company of his friend and business partner Roberto (Troiano).
One evening, as many in a local Lorenzo knows Claudia (Finocchiaro) which has a night of passion. But the night become more nights and would soon turns into a three-way relationship because Claudia is the mother of the child Matthew (Calvagna).
The relationship between Lorenzo and Matteo does not start well, both unwilling and impatient to know each other.
The barrier that divides them but slowly crumbles to the love that both have for Claudia, and when the latter for work is forced on a journey to Germany, the two are forced to cohabitation and especially to open up, learning to want well.
Lorenzo finds himself without realizing,. overwhelmed by love for Matthew and becoming for the child in fact the true father figure that both missing. A relationship between the two protagonists based on the little things, the male complicity, but also as a teacher of life and education that will bring the child to see Lorenzo as the ideal companion for the mother thus forming a real family.
A screenplay simple, clear, smooth, but at the same time rich in content and full of emotions that leaves the viewer indifferent. A love story that breaks down the mere blood ties, inviting to know and above all to reflect what the real gestures and words that make a man a father to a child, and what it means to truly be a family. The narrative is poignant pathos, but at the same time realistic and current.
Directed by Base is of value, clean, delicate, able to collect the various nuances of the story, managing to highlight the changes of feelings of the characters without them ever becoming rhetorical and melodrama
Beautiful and touching is the soundtrack and worthy of mention is the photography.
I confess to not being an avid fan of Giorgio Pasotti, but in this film is astonishing for its intense and moving interpretation. It ‘really worthy of mention the capacity in which manages to step into the shoes of Lorenzo, perhaps inspired by his own personal experience, being able to give it body and soul in an effective and convincing.
Niccolò Cavagna moves on the scene like a veteran. His eyes and his expressions before the words tell the mood of his character. They form a perfect match with Pasotti, thus creating a symbiotic empathy that project entirely to the audience.
Donatella Finocchiaro with intensity and talent shows us the different faces of a woman, mother, lover, worker, giving each of their thickness and strength and forming a trio with Calvagna and Pasotti really about.

The final, although dramatic, is well built and is exciting and leaves the viewer the beautiful belief that count as blood ties and the law to protect them, nothing and no one can decide who to love like I was a real father.

Vittorio De Agro and Cavinato Publisher International present: “Being Melvin”

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216. Le Lacrime di Giulietta

caterina gramaglia

“Le Lacrime di Giulietta” è uno spettacolo teatrale di e con Caterina Gramaglia, musica dal vivo Ennio Speranza, aiuto regia Rosa Morelli, produzione Sycamore T Company.
Essere fan spesso viene visto dai perbenisti snob come qualcosa di infantile, inutile e da perdigiorno.
Amare, seguire, sostenere il proprio idolo nel suo lavoro significa condividerne almeno in parte   il successo.
Ci si identifica con la star, si ci veste come essa e a volte ne diventa una ossessione.
Ma mettendo da parte gli stalker, la star ti fa compagnia e magari può diventare fonte di ispirazione.
Alzi la mano chi almeno una volta non ha avuto una cotta per un attore, scrittore o sportivo.
Esistono i fan club di qualsiasi genere e ne fanno parte gente insospettabile e di varia estrazione sociale e culturale.
A volte si diventa attore guardando in Tv o al cinema il proprio idolo.
Forse questo è il caso di Caterina Gramaglia che ieri sera ha voluto con il suo spettacolo rendere omaggio al suo idolo e chissà Musa ispiratrice : Giulietta Masina.
Caterina Gramaglia incanta e commuove il pubblico ripercorrendo la vita della “Charlie Chaplin” italiana nonché moglie di Federico Fellini.
Il pubblico si avvicina con curiosità e simpatia alla figura della Masina e alla sua vita artistica e personale. Una vita caratterizzata da due Amori: Fellini e la famiglia, ma che non le hanno impedito di essere anche un’Artista che il mondo ci ha invidiato.
La Gramaglia dimostra ancora una volta le sue doti di attrice poliedrica e talentuosa alternando momenti di recitazione poetica e intensa ad altri di pura comicità.
Lo spettatore è rapito anche dall’azzeccata e coinvolgente musica che accompagna le parole e i gesti dell’attrice toscana.
Il testo scritto a quattro mani è ben scritto, fluido, lineare e avvolgente.
I pochi che non conosco Giulietta Masina hanno l’opportunità con questo spettacolo di conoscerla e apprezzarla a vent’anni dalla sua scomparsa.
Caterina Gramaglia meriterebbe palcoscenici nazionali per le sue qualità come attrice e autrice e siamo certi che da lassù anche Giulietta Masina sorridendo sia concorde con noi, perché a volte i fan non hanno nulla da invidiare ai propri Idoli.

Vittorio De Agrò e Cavinato Editore International presentano “Essere Melvin”

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http://www.inmondadori.it/Essere-Melvin-finzione-realta-Vittorio-De-Agro/eai978889912137/

Tears Juliet “is a play by and with Catherine Gramaglia, live music Ennio Hope, assistant director Rosa Morelli, production Sycamore T Company.
Being a fan is often seen by respectable snob as something childish and useless layabout.
Love, follow, support their idol in his work means at least partially share at least part of the success.
We identify with the star, there are dresses like it and sometimes it becomes an obsession.
But leaving aside the stalker, the star you company and maybe it can be a source of inspiration.
Hands up who at least once had a crush on an actor, writer or sports.
There are fan clubs of any kind and are part and unsuspecting people of different social and cultural backgrounds.
Sometimes you become an actor watching on TV or the movies their idol.
Perhaps this is the case of Catherine Gramaglia that last night he wanted with his show to pay tribute to his idol and who knows Muse: Giulietta Masina.
Catherine Gramaglia enchants and moves the audience retracing the life of the “Charlie Chaplin” Italian and wife of Federico Fellini.
The public is approaching with curiosity and sympathy to the figure of Masina and his artistic and personal life. A life characterized by two loves: Fellini and the family, but have not prevented it being also an Artist that the world has envied.
The Gramaglia once again demonstrates his skills as a versatile and talented actress alternating moments of intense poetic recitation and others from pure comedy.
The viewer is also kidnapped dall’azzeccata and engaging music that accompanies the words and gestures of the actress Tuscan.
The text is well-written written, fluid, linear and enveloping.
The few who do not know Giulietta Masina have the opportunity to know and appreciate this show of twenty years after his death.
Catherine Gramaglia deserves national stages for its qualities as an actress and author and are certain that from there also Giulietta Masina smiling either agree with us, because sometimes the fans have nothing to envy to their idols.

Vittorio De Agro and Cavinato Publisher International show “Being Melvin”

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215. I Giorni dell’Eternità (Ken Follett)

ken follett“I giorni dell’Eternità” è un libro del 2014 scritto da Ken Follett e pubblicato lo scorso settembre da Mondadori

.E’ difficile commentare una trilogia, è quasi inopportuno giudicare il talento di Ken Follett.
Solo nel 2007 ho avuto modo di conoscere lo scrittore gallese e di rimanere incantato dal suo stile e dalle sue qualità anche come storico leggendo “Mondo senza fine”
Già perché considerare Ken Follett solo come uno scrittore è molto riduttivo. Maneggia i temi storici con il piglio e l’autorevolezza di uno affermato storico.
Con questa trilogia sul novecento l’autore ci ha accompagnato nel periodo storico probabilmente più intenso, drammatico e forse più cinematografica dell’umanità.
La vera abilità di uno scrittore è saper coniugare finzione e realtà riuscendo a tenere il lettore incollato alle pagine e a rimanere coinvolto dalle vicende dei protagonisti.
Così Follett ha costruito una solida e convincente struttura narrativa basata su quattro famiglie diverse per ceto, lingua e tradizione, ma che per causalità, lavoro e soprattutto per amore si incroceranno formando in qualche caso sangue misto.
Il lettore in questa trilogia ha vissuto due guerre mondiali, il classismo e pregiudizio sociale, la lotta dei lavoratori per ottenere i meritati diritti e tutele, l’avanzata del movimento femminista e le nuove scoperte sul piano industriale ed economico,
“I giorni dell’Eternità” si chiude il cerchio sul secolo appena trascorso mettendo in evidenza come la guerra fredda tra Usa e Urss abbia rischiato più di sfociare in vero drammatico conflitto nucleare con la crisi di Cuba e poi con la nascita del Muro di Berlino che ha spaccato in due il mondo e ha devastato la vita di milioni di persone.
Un secolo che è stato segnato anche dall’estenuante e sanguinaria lotta per i diritti civili. Il paradosso dell’America che in politica estera si ergeva a paladina della libertà e democrazia mentre in casa propria negava agli uomini e donne di colore i più elementari diritti.
Il lettore leggendo le vite di Rebecca, George, Maria, Wally, Jasper, Tanja, Dimka e dei tanti altri personaggi osserva e riflette sugli accadimenti di un periodo complesso e controverso e non può non provare empatia con i loro sentimenti : piangono, si commuovono, si indignano e soprattutto sognano un mondo migliore perché sono ragazzi e ragazze che vivono e crescono in un mondo fatto di regole, pregiudizi e con la paura di un conflitto imminente.
Follett rende umani raccontando anche i loro i propri vizi e limiti i personaggi storici come i Kennedy, Martin Luther King diventati martiri nella battaglia per il cambiamento e mettendo il sale sulla coda dei contradditori e poco lungimiranti leader comunisti che si sono alternati al comando.
Lo stile di Kollet è fluente, ricco, coinvolgente e nonostante la lunghezza del teso non annoia mai mantenendo costante il ritmo e il pathos narrativo.
Follett in qualche maniera condanna in egual misura il modello politico americano sia quello comunista perché entrambi si dimostrano inadeguati a cogliere le vere esigenze e aspirazioni dei rispettivi popoli.
Come spesso accade i politici si rendono conto per ultimi dei cambiamenti e cercano goffamente e inutilmente di cavalcarli
Solidarnosc in Polonia fu l’inizio della fine per il blocco sovietico che dopo aver soffocato nel sangue la voglia di libertà in Ungheria e Praga negli anni sessanta, non si rese conto che era lo stesso popolo stanco di una opprimente dittatura che aveva ben poco e degli ideali di Marx e Lenin.
La trilogia si chiude con un salto temporale nel 2008 con la storica elezione di Barack Obama primo afro americano quale presidente degli Stati Uniti tra le lacrime dell’ormai anziano George.
La vittoria di Obama ha accesso la speranza in tanti e sarà come sempre la storia a stabilire se le grandi aspettative siano state deluse, ma sicuramente la nuova classe dirigente ha il dovere di non compiere gli errori del passato e di far in mondo che questo secolo non sia caratterizzato da guerre e conflitti civili anche se l’incipit di questo nuovo “romanzo” non sembra regalare sprazzi di ottimismo.

Vittorio De Agrò e Cavinato Editore International presentano “Essere Melvin”

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“The days of Eternity” is a book written in 2014 by Ken Follett and published last September by Mondadori.
It ‘hard to comment on a trilogy, is almost inappropriate to judge the talent of Ken Follett.
Only in 2007 I got to know the writer Welsh and be enchanted by its style and its quality as well as the historical reading “World Without End”
Already considered because Ken Follett only as a writer is very simplistic. Handles historical themes with the look and the authority of one historian said.
With this trilogy on the twentieth century the author accompanied us in the historical period probably more intense, dramatic and perhaps more cinematic humanity.
The real skill of a writer is to combine fiction and reality managing to keep the reader glued to the pages and get caught by the events of the protagonists.
So Follett has built a solid and convincing narrative structure based on four different families to social class, language and tradition, but for causation, work and especially for love will cross forming in some cases mixed blood.
The player in this trilogy has experienced two world wars, classism and social prejudice, the workers’ struggle to get the deserved rights and protections, the advance of the feminist movement and the new findings on the industrial and economic
“The days of Eternity” closes the circle on the past century highlighting how the Cold War between the US and USSR have risked more than result in true dramatic conflict with the nuclear crisis in Cuba and later with the birth of the Berlin Wall which has split the world in two and devastated the lives of millions of people.
A century which was also marked from the exhausting and bloody struggle for civil rights. The paradox of American foreign policy that stood to champion of freedom and democracy, while at home he denied to men and women of color the most basic rights.
The reader reading the lives of Rebecca, George, Mary, Wally, Jasper, Tanja, Dimka and many other characters observes and reflects on the events of a complex and controversial period and can not empathize with their feelings: cry, are moved , are indignant and above all dream of a better world because they are boys and girls who live and grow up in a world of rules, prejudices and fear of an imminent conflict.
Follett makes human telling even their vices and their limits historical figures such as Kennedy, Martin Luther King became martyrs in the battle for change and putting salt on the tail of the contradictory and short-sighted communist leaders who took turns in the lead.
The style of Kollet is flowing, rich, engaging and despite the length of the stretched never bored while keeping the rhythm and narrative pathos.
Follett somehow condemnation in equal measure the model American politician is communist because both are unsuited to grasp the real needs and aspirations of their peoples.
As often happens politicians realize for the last of the changes and trying clumsily and unsuccessfully to ride them
Solidarity in Poland was the beginning of the end for the Soviet bloc that after bloodily crushed the desire for freedom in Hungary and Prague in the sixties, did not realize it was the same people tired of an oppressive dictatorship that had very little and the ideals of Marx and Lenin.
The trilogy ends with a leap in 2008 with the historic election of Barack Obama as the first African American president of the United States between the tears of the now old George.
Obama’s victory has access hope will be many and as always the story to determine whether the high expectations have been dashed, but surely the new ruling class has a duty not to make the mistakes of the past and to the world in this century not characterized by wars and civil conflicts even if the opening words of this new “novel” does not seem to give glimpses of optimism.

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214. I Pinguini di Madagascar

i pinguini

Il biglietto d’acquistare per “ I Pinguini di Madagascar” è :1)Neanche regalato 2) Omaggio 3)Di pomeriggio 4)Ridotto 5)Sempre
“I Pinguini di Madagascar” è un film d’animazione del 2014 diretto da da Eric Darnell e Simon J. Smith, scritto da John Aboud, Michael Colton,Brandon Sawyer, prodotto dalla Dreamworks Animation.
Per la mia generazione i pinguini dal punto cinematografico erano quelli di Mary Poppins che danzavano allegramente con Dick Van Dyke nella veste di spazzacamino.
Io stesso indossai il costume di pinguino per la recita di fine anno alle elementari, poi è arrivata la Dreamworks con la serie “Madagascar” ed è cambiato tutto.
I bimbi hanno amato e soprattutto visto gli animali dello zoo con occhi diversi e soprattutto sono rimasti incuriositi dai pinguini 007 che nulla avevano da invidiare ai var James Bond.
Così come spesso accade la Major ha sentito la necessità anche commerciale di raccontare l’origine di questi buffi personaggi ed ecco arrivare nelle nostre sale, sabato e ieri in anteprima, lo spin off.
Lo spettatore scopre come i nostri cari Skipper Kowalski e Rico erano fin da giovani desiderosi di distinguersi dagli altri pinguini e soprattutto quanto amassero l’avventura e di come salvano e reclutano l’ingenuo e carino Soldato formando un team affiatato e spericolato.
I pinguini stanchi di stare al circo con gli altri animali di Madagascar decidono di lanciarsi in nuove avventure e si trovano involontariamente coinvolti nei folli piani del Dottor Octavius Brine acerrimo nemico dei pinguini perché a suo dire lo hanno sempre messo in cattiva luce nei vari zoo in cui è stato.
Così per vendetta decide di rapirli e di trasformarli in mostri con il virus Medusa affinchè il mondo ne abbia paura e orrore.
In soccorso dei Pinguini verrà la segreta e tecnologica squadra del “Vento del Nord” capitanata dall’Agente Segreto chiamati a salvare gli animali in difficoltà
Il film è una via di mezzo tra Mission Impossible e James Bond e non mancano ulteriori citazioni e omaggi a diversi film cult. Anche se la sceneggiatura non presenza particolari guizzi creativi e fantasiosi però regala momenti di iliarità e ironia che non dispiacciono. La struttura narrativa è semplice, fresca, e nel complesso ben costruita. Non mancano i colpi di scena e le avventure da una parte all’altra del mondo.
I vari personaggi divertono e creano empatia con il pubblico grazie alle loro diverse e ben delineate personalità. I dialoghi sono ficcanti, diretti e auto ironici.
I Pinguini divertono per la loro ingenuità e stesso tempo faccia tosta. Il pubblico non può non tifare per Soldato che cerca il suo spazio nella squadra e pur d riuscirci metterà in gioco sé stesso.
La regia è di buona qualità, lineare, pulita senza grandi sussulti e innovazioni artistiche. Conduce la nave in porto con discreto talento anche se il ritmo e il pathos narrativo calano nella seconda parte.
Il finale è forse la parte meno riuscita del film, prevedibile e abbastanza tirato per i capelli, ma arriva comunque il messaggio che in un gruppo come in una famiglia non conta tanto come ti vedono, ma piuttosto quanto e come fai le cose.

Vittorio De Agrò e Cavinato Editore Intenational presentano “Essere Melvin”

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The ticket purchase for “The Penguins of Madagascar” is: 1) Not even gave 2) Tribute 3) In the afternoon 4) Reduced 5) Always
“The Penguins of Madagascar” is an animated film of 2014 directed by Eric Darnell and Simon J. Smith, written by John Aboud, Michael Colton, Brandon Sawyer, produced by Dreamworks Animation.
For my generation, the penguins from a film were those of Mary Poppins that danced merrily with Dick Van Dyke in as a chimney sweep.
I myself wore the costume of penguin to the recitation of the end of the year in elementary school, then came the Dreamworks with the series “Madagascar” and everything changed.
The children have loved and especially seeing the zoo animals with different eyes and above were intrigued by 007 penguins that had nothing to envy to var James Bond.
As often happens, the Major has also felt the need to tell the commercial origin of these funny characters and here comes in our rooms, Saturday and yesterday in preview, the spin off.
The viewer discovers how our loved ones Skipper Kowalski and Rico were from young people eager to distinguish themselves from other penguins and especially how much they love the adventure and save as and recruit the naive and cute Soldier forming a cohesive team and reckless.
The penguins are tired of being in the circus with other animals of Madagascar decide to embark on new adventures and are unwittingly involved in the insane plans of Doctor Octavius Brine archenemy penguins because he said they always put in a bad light in various zoos in which it was.
So for revenge decides to kidnap them and turn them into monsters with the virus Medusa for the world he has fear and horror.
In aid of the Penguins will be secret and technological team of “North Wind” led by the Agent Secret called to save animals in need
The film is a cross between James Bond and Mission Impossible and there are more citations and homages to other cult films. Although the script does not present special flashes creative and imaginative but offers moments of iliarità and irony that do not mind. The narrative structure is simple, fresh, and overall well-built. No shortage of twists and adventures across the world.
The various characters fun and create empathy with the audience thanks to their diverse and well defined personality. The dialogues are insightful, direct and self ironic.
The Penguins fun for their ingenuity and the same time chutzpah. The audience can not help but cheer for Soldier looking for his place in the team and even d succeed will play himself.
The director is of good quality, straight, clean without major upheavals and artistic innovations. Leads the ship into port with discrete talent even if the rhythm and narrative pathos fall in the second half.
The finish is perhaps the least successful of the film, and quite predictably pulled by the hair, but still get the message that in a group as a family does not count as much as they see you, but rather what and how you do things.

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213. Scusate se Esisto!

cortellesi

Il biglietto d’acquistare per “Scusate se Esisto!” è: 1)Neanche regalato 2)Omaggio 3)Di pomeriggio 4)Ridotto 5)Sempre
“Scusate se Esisto !” è un film del 2014 diretto da Riccardo Milani, scritto da Giulia Calenda, Paola Cortellesi, Furio Andreotti,Riccardo Milani, con:Paola Cortellesi, Raoul Bova, Lunetta Savino, Corrado Fortuna, Ennio Fantastichini, Marco Boccia, Cesare Boccia.
Noi uomini italiani siamo nell’anima almeno pò maschilisti, chi lo nega mente sapendo di mentire. Crediamo ancora che le donne dovrebbero stare in casa a cucinare e fare la calzetta mentre noi portiamo il pane a casa. Eppure quasi sempre “dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna”
Le donne sanno fare tutto meglio di noi, ma per amore evitano di farcelo notare.
L’Italia dal punto lavorativo offre poco ai giovani e spesso la fuga all’estero è l’unico speranza.
“La fuga dei cervelli” è una triste e consolidata realtà, ma il cuore rimane da noi.
Puoi fare fortuna, avere riconoscimenti e popolarità, ma si sa la nostalgia è canaglia.
Chi lavora fuori sogna un giorno di tornare in Italia, perché per quanto il nostro Belpaese sia messo male non puoi viverci lontano.
Così la pensa la protagonista della nostra storia ,Serena Bruno(Cortellesi) la bella e brillante architetto di Anversa d’Abruzzo che dopo aver ottenuto meritati successi nel mondo decide di tornare in Italia perché la saudade non è una esclusiva dei brasiliani. Serena nonostante il curriculum si trova a fare mille lavori per sbarcare il lunario, come la cameriera nel ristorante del fascinoso proprietario Francesco (Bova).
Un giorno Serena dopo aver subito il furto del motorino si ritrova al Corviale, squallido quartiere romano dimenticato da tutto e tutti .Desiderosa di dare una mano ai suoi abitanti decide di partecipare a un bando comunale per la riqualificazione ambientale. Ma in un mondo dove il lavoro latita e il maschilismo imperversa, Serena è costretta a fingersi assistente di sé stessa e chiedere all’amico Francesco rivelatosi sorprendentemente gay nonostante un figlio di sostituirsi a lei come architetto per ottenere il lavoro da parte dello studio diretto dall’ottuso e gretto capo Dott Ripamonti(Fantaschini). Uno studio di architetti coordinato dall’efficiente segretaria Michela(Savino) dove tutti hanno un segreto da nascondere e per salvare il lavoro come Serena indossano una maschera e si fingono altro. Inizia cosi una serie di equivoci e gag in cui Serena e Francesco si sosteranno a vicenda dimostrandosi una vera coppia..d’amici.
La sceneggiatura se di per sé non presenta elementi originali è però ben scritta, fluida e diretta. L’intreccio narrativo nella sua semplicità funziona e contiene anche elementi che spingono il pubblico a riflettere. La struttura narrativa è ben costruita delineando bene i personaggi e le varie personalità senza mai cadere nel retorico e volgare. I dialoghi sono divertenti, freschi e credibili.
La regia di Milani è di qualità confermando il talento e la capacità di raccontare storie diverse sempre in maniera efficace incisiva e dando forza e ritmo alla storia. Dirige il cast con bravura e creatività riuscendo a cavare dal singolo attore il proprio meglio.
Paola Cortellesi è, a mio modesto parere, la migliore attrice italiana che ci sia su piazza attualmente.
Il film di sé divertente diventa memorabile grazie alla sua interpretazione in cui coniuga in maniera perfetta recitazione e fisicità. Le sue espressioni facciali, le smorfie, gli sguardi e il sorriso riempiono lo schermo regalando allo spettatore tante risate.
Paola Cortellesi è un’Artista, buca lo scherma e riesce con eleganza e talento a dettare i tempi siano essi comici o drammatici.
Una sua nomination ai prossimi David di Donatello è il minimo sindacale.
Onore al merito per Raoul Bova che nonostante disponga di poche frecce nel suo arco trova giovamento e ispirazione dalla presenza della Cortellesi dimostrando una buona dose di ironia e discreti tempi comici risultando nel complesso credibile nel suo ruolo.
La coppia Bova-Cortellesi dopo il successo di”Nessuno mi può Giu dicare” si conferma coppia vincente e convincente in cui bellezza e talento si mescolano creando empatia con il pubblico.
Menzione speciale per Lunetta Savino, il suo è un ruolo defilato, ma le sue poche scene lasciano il segno per intensità e bravura.
Da convinti applausi la scena tra lei e la Cortellesi nel momento più drammatico del film per l’intensità dimostrata.
E’ meritevole di menzione anche l’interpretazione di Marco Bocci in un ruolo così lontano del sexy commissario Calcaterra di Squadri Antimafia. Il gay Nicola piace nei suoi eccessi e nel suo essere macchietta dando dimostrazione del suo talento come attore.
Anche il resto del cast merita un plauso per la qualità e impegno mostrato.
La meritocrazia forse è ancora una utopia nel nostro Paese, le donne ancora non hanno nel lavoro lo spazio che meritano, ma dopo questo film lo spettatore sa che almeno il Corviale avrà nuova vita grazie all’ingegno di una donna e saprà con certezza che non c’è solo l’Anversa del Belgio nel mondo.

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The ticket purchase for “Sorry if I exist!” Is: 1) Not even gave 2) Tribute 3) In the afternoon 4) Reduced 5) Always
“Sorry if I exist!” Is a film of 2014 directed by Riccardo Milani, written by Giulia Calenda, Paola Cortellesi, Furio Andreotti, Riccardo Milani, with: Paola Cortellesi, Raoul Bova, Lunetta Savino, Corrado Fortuna, Ennio Fantastichini, Marco Boccia, Cesare Boccia.
We men are Italian soul least bit sexist, who denies consciously lies. We still believe that women should stay at home to cook and do the sock while we bring the bread home. Yet almost always “behind every great man is a great woman”
Women can do everything better than us, but for the sake avoid us of it.
Italy from the point work offers little to young and often fleeing abroad is the only hope.
“The brain drain” is a sad reality and consolidated, but the heart remains with us.
You can make a fortune, to have recognition and popularity, but you know nostalgia is rogue.
Who works out dreams of one day returning to Italy, because as our beautiful country is in bad you can not live far away.
So thinks the protagonist of our story, Serena Bruno (Cortellesi) the beautiful and brilliant architect of Antwerp Abruzzo that after gaining deserved success in the world decided to return to Italy because the saudade is not exclusive of the Brazilians. Serena despite the curriculum is to do a thousand jobs to make ends meet as a waitress in the restaurant’s charming owner Francesco (Bova).
One day after Serena suffered the theft of the motor is found to Corviale, dingy Roman district forgotten by everyone and everything .Desiderosa to lend a hand to its inhabitants decide to participate in a call for municipal environmental restoration. But in a world where work latita and machismo rampant, Serena is forced to pose as an assistant to ask itself and friend Francesco proved surprisingly gay despite a son to replace her as architect to get the job as part of the study directed by ‘dull and narrow-minded chief Dr. Ripamonti (Fantaschini). A study of architects coordinated by the efficient secretary Michela (Savino) where everyone has a secret to hide and to save your work as Serena wears a mask and pretend to be another. Thus began a series of misunderstandings and gag in which Serena and Francis will be supported each other proving a real coppia..d’amici.
If the script does not in itself has many original features, however, is well written, direct and fluid. The storyline in its simplicity works and also contains elements that push the audience to reflect. The narrative structure is well built well delineating the characters and personalities without falling into rhetoric and vulgar. The dialogues are funny, cool and credible.
Directed by Milani is quality confirming the talent and the ability to tell different stories always effectively hitting and giving strength and pace to the story. Directs the cast with skill and creativity managing to get away from the single actor his best.
Paola Cortellesi is, in my humble opinion, the best Italian actress who is currently on the square.
The film itself becomes memorable fun thanks to its interpretation in which combines perfectly acting and physicality. His facial expressions, grimaces, glances and smiles fill the screen giving the viewer a lot of laughs.
Paola Cortellesi is an Artist, pit the fencing and succeeds with elegance and talent to dictate the timing whether comic or dramatic.
One of his nomination for next David di Donatello is the minimum wage.
Pride of Raoul Bova that despite having a few arrows in his bow and inspiration is enhanced by the presence of Cortellesi demonstrating a good dose of humor and comic timing discrete resulting overall believable in his role.
The couple Bova-Cortellesi after the success of “Nobody Jun dicate” confirms winning couple and convincing in which beauty and talent mix creating empathy with the audience.
Special mention for Lunetta Savino, his role is a set back, but his few scenes leave a mark for intensity and skill.
Convinced applause from the scene between her and the Cortellesi in the most dramatic moment of the film for the intensity demonstrated.
And ‘worthy of mention also the interpretation of Marco Bocci in a role so far of sexy Commissioner Calcaterra of Mitre Anti-Mafia. The gay Nicholas likes in his excesses and his being speck giving proof of his talent as an actor.
The rest of the cast deserves praise for the quality and commitment shown.
Meritocracy is perhaps still a utopia in our country, women still do not have work in the space they deserve, but after this film the viewer knows that at least Corviale will have new life thanks to the ingenuity of a woman and know with certainty that no there is only the Antwerp of Belgium in the world.

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212. I toni dell’Amore -Love is strange

Il biglietto da pagare per “I toni dell’Amore – Love is strange” è: 1)Neanche regalato; 2)Omaggio; alfred molina 3) Di pomeriggio 4)Ridotto; 5)Sempre

L’istituzione del matrimonio ha ancora un valore? Nel 2014 si ha ancora voglia di sposarsi? Gli eterosessuali in larga parte fuggono l’impegno davanti a Dio o al sindaco e si adagiano su convivenze, Pacs e Dico. Chi ancora tiene alta la bandiera della rispettabilità e dell’idea della famiglia, con amara sorpresa per le alte sfere ecclesiastiche, sono proprio i gay. I gay vogliono sposarsi, desiderano l’anello al dito e combattono per farsi chiamare in pubblico marito e moglie. C’è qualcuno che ha torto e qualcuno che ha ragione, tra etero e gay? Difficile dirlo senza entrare in scivolose polemiche ed essere accusato di insensibilità e cinismo.

Personalmente sono una persona egoista e discretamente romantica e quando vedo un film sull’amore o mi chiedono di dire la mia su questo sentimento mi vengono in mente un uomo o una donna dotati di una eroica pazienza degna di essere narrata ai posteri…. continua su

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The note payable to “The tones of Love – Love is Strange” is: 1) Not even a present; 2) Tribute;3) In the afternoon; 4) Reduced; 5) Always

The institution of marriage still has a value? In 2014 you still want to get married? Heterosexuals largely escape the commitment to God or to the mayor and lie on partnerships, and civil unions say. Who still holds high the banner of respectability and the idea of the family, with bitter surprise for the high ecclesiastical spheres, they are just gays. Gays want to get married, they want the ring on his finger and fight to be called in public husband and wife. Is there anyone who is wrong and someone is right, between straight and gay? Hard to say without getting into slippery controversy and be accused of callousness and cynicism.

Personally, I am a selfish person and quite romantic and when I see a film about or ask me to speak my mind on this feeling I can think of a man or a woman with a heroic patience worthy of being told to posterity …. continues on

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211. My Old Lady

maggie smith

Il biglietto d’acquistare per “My Old Lady” è: 1)Neanche regalato 2)Omaggio 3)Di pomeriggio 4) Ridotto 5) Sempre
“My Old Lady” è un film del 2014 scritto e diretto da Israel Horovitz, con.Kevin Kline, Maggie Smith, Kristin Scott Thomas.
Un tempo il mattone era l’investimento sicuro. I nostri nonni e padri ritenevano che comprare case fosse prestigioso oltre che vantaggioso dal punto di vista economico e soprattutto avrebbero lasciato una bella e solida eredità ai nipoti e figli.
Non potevano immaginare che un giorno i nostri politici dopo aver lapidato e svuotato i forzieri del Paese per pagare i debiti avrebbero inventato tasse come l’Ici,l’Imu, Tasi che di fatto rendono i proprietari di casa i nuovi tartassati.
Comprare una casa ormai è un lusso di pochi, affittarla significa combattere con gli inquilini e la giurisprudenza in ogni caso tende a sfavorirti.
Direte che il mio è lo sfogo di un proprietario di immobili e probabilmente lo è, ma da ieri mi sono reso conto che i dolori del proprietario d’immobili sono simili anche in Franca e che è possibile farne anche un film.
Se in Italia esiste la formula della vendita tramite nuda proprietà, i francesi invece utilizzano il “viager” ovvero acquistare un immobile a un costo minore rispetto al mercato, ma pagando una sorta di affitto mensile al proprietario uscente di solito molto anziano fino alla sua morte.
Una formula che ha i suoi vantaggi e svantaggi come presto si accorgerà
Mathias Gold (Kline) attempato americano pluri divorziato che eredita dal padre una bellissima casa a Parigi e già pregusta di vendere e rinverdire le sue opache e modeste finanze.
Il suo piano però scontrarsi con la dura realtà rappresentata dalla presenza di Madame Mathilde(Smith) novantaduenne ancora in splendide condizioni che stipulò con il padre di Mathias un accordo di viagrè.
Mathias e Mathilde sono costretti alla convivenza forzata insieme alla figlia Cholè(Thomas) nella casa iniziando così una sottile guerra psicologica fatta di dispetti e ironici scambi di battute.
Il film inizia come una commedia brillante, ironica, ma poi muta in dramma o sarebbe meglio dire assume le forme di una lunga seduta analitica quando Mathias ,che ha avuto un vita condizionata dal pessimo rapporto con il padre e dal suicidio della madre, scopre il segreto che Mathilde custodisce da anni sul tipo di relazione ha avuta con suo padre.
Tratto da una piecè teatrale,la sceneggiatura è ben scritta, ricca di spunti, carica di pathos e ben sviluppata. La struttura narrativa convince per tre quarti di film alternando commedia e dramma in maniera sapiente e convincente facendo rimanere alta l’attenzione dello spettatore, per poi perdersi in finale tirato per i capelli e poco coerente con il resto della storia I dialoghi sono divertenti, freschi, ben costruiti e soprattutto ben interpretati.
La regia è meritevole di menzione perché è riuscito nella trasposizione cinematografica a dare ritmo e briosità dando un buon risalto a Parigi e non rimanendo impantanato nella struttura teatrale normalmente statica e bloccata.
Prestazioni sontuose per Kevin Kline e Maggie Smith, ma non è ovviamente una novità.
Sono attori capaci di far ridere e commuovere con la stessa capacità e forza in maniera semplice e credibile. La coppia funziona e convince regalando allo spettatore una notevole empatia emotiva.
Con la Kristin Scott Thomas forse un gradino in meno nella qualità recitativa compongono un trio di spessore che prende per mano lo spettatore attraverso una varietà di emozioni non lasciandolo indifferente.
Il limite del film è purtroppo nel finale forzatamente a lieto fine e con una storia d’amore tra Kline e Thomas poco credibile e coerente con il resto..
Oggi se compri una casa sono più problemi che vantaggi, se affitti una casa rischi di sposarti con gli inquilini, ma dopo aver visto questo film, non potrai non pensare che in fondo con il “viager” puoi trovarti magari ricco di affetto se non di soldi.

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“My Old Lady” is a 2014 film written and directed by Israel Horovitz, con.Kevin Kline, Maggie Smith, Kristin Scott Thomas.
Once the brick was a safe investment. Our grandfathers and fathers believed that it was prestigious to buy homes as well as advantageous from the economic point of view, and especially would leave a nice, solid inheritance to children and grandchildren.
They could not imagine that one day our politicians having stoned and emptied the coffers of the country to pay its debts as they invented the ICI tax, the IMU, Tasi that actually make the home owners new harassed.
Buying a house is now a luxury of the few, rent it means fighting with tenants and the law in any case tends to sfavorirti.
You will say that mine is the outburst of an owner of real estate and it probably is, but yesterday I realized that the pain of the owner of real estate are similar in Franca and you can make a film.
While in Italy there is a formula of the sale by bare ownership, the French instead use the “life annuity” or buy a property at a lower cost than the market, but paying some sort of monthly rent to the owner usually very outgoing senior until his death .
A formula that has its advantages and disadvantages as soon as you notice
Mathias Gold (Kline) award divorced elderly American who inherited from his father a new house in Paris and already anticipate to sell and revive your dull and modest finances.
His plan to clash with the harsh realities represented by the presence of Madame Mathilde (Smith) ninety still in excellent condition stipulated that the father of Mathias agreement viagrè.
Mathias and Mathilde are forced to forced cohabitation with his daughter Chole (Thomas) in the house starting a subtle psychological warfare made of teasing and humorous banter.
The film begins as a comedy, ironic, but then turns into drama or should I say takes the form of a long analytical run when Mathias, who has had a life conditioned by the bad relationship with his father and his mother’s suicide, he discovers the Mathilde keeps secret for years about the kind of relationship she had with her father.
Based on a stage play, the film is well written, full of ideas, full of pathos and well developed. The narrative structure impresses with three-quarters of the film alternating between comedy and drama in a wise and persuasive remain high by the viewer’s attention, and then get lost in the finals fetched and inconsistent with the rest of the story The dialogues are funny, cool , well built and especially well understood.
The director also deserves special mention because it is managed in the film to give a good pace and verve giving prominence to Paris and not remain mired in theatrical structure normally static and locked.
Performance sumptuous Kevin Kline and Maggie Smith, but it is obviously not new.
There are actors who can make you laugh and move with the same capacity and strength in a simple and credible. The couple works and convinces giving the viewer a remarkable emotional empathy.
With Kristin Scott Thomas, perhaps a step less in the quality of acting make up a trio of thick it takes to hand the viewer through a variety of emotions do not leave indifferent.
The limit of the film is unfortunately in the end forced a happy ending and a love story between Kline and Thomas not credible and consistent with the rest ..
Today if you buy a home are more problems than advantages if you rent a house with tenants risks to marry, but after seeing this movie, you can not but think that after the “life annuity” maybe you can find full of affection if not money.

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210. Frank

frank

Il biglietto d’acquistare per “Frank” è:1)Neanche regalato 2)Omaggio 3) Di pomeriggio 4)Ridotto 5) Sempre
“Frank” è un film del 2014 diretto da Lenny Abrahamson , scritto da Jon Ronson
Peter Straughan, con Domhnall Gleeson, Maggie Gyllenhaal, Scoot McNairy e Michael Fassbender .
Qualche anno fa Andrea Bocelli e Giorgia cantavano “Vivo per Lei” degli Oro. Il Lei era la musica, un modo per omaggiarla e rendere esplicito l’amore che lega milioni di persone alla Quinta Arte da sempre.
Canticchiamo sotto la doccia, in macchina, per strada perchè la musica è forse la forma più diretta per dare voce alla nostra anima e sentimenti.
La musica fa parte di noi ed ecco spiegato il proliferare negli anni dei più diversi talent show musicali.
Molti sognano di diventare un cantante, un artista ed essere popolare. Un sogno che accompagna il giovane Jon(Gleenson) durante la sue giornate trascorse alla ricerca della giusta ispirazione per scrivere una canzone. Jon è un impiegato, vive con i genitori e scrive su twitter le proprie emozioni.
Un giorno assiste al tentato suicidio in mare del tastierista dei Soronprfbs e così l’eccentrico manager Don(McNaivry) gli propone di unirsi al gruppo per scrivere il nuovo album
Jon accetta con entusiasmo non sapendo che si troverà rinchiuso in un cottage in Irlanda per più di un anno perché Frank (Fassbender) il leader della band oltre ad indossare sempre una buffa maschera è maniacale quanto geniale nel creare musica.
Un ritiro surreale in cui lo spettatore conosce i vari componenti della band, tutti afflitti da problemi mentali dove emerge la figura di Clara(Gyllenhaal) donna isterica e dall’accoltellamento facile.
Jon decide di postare su Youtbe e social network le varie sessioni di prova del gruppo generando un inaspettato interesse al punto di essere invitati in un festival ad Austin in Texas.
L’attesa e i sogni di grandezza del gruppo e soprattutto Jon andranno però andranno a sbattere con la dura realtà e soprattutto con i limiti caratteriali e psicologici di Frank durante il Festival.
E’ difficile inquadrare “Frank” in uno specifico genere cinematografico. La sceneggiatura presenta vari spunti: è’ in parte autobiografico grazie al contributo personale dello sceneggiatore Ronson, è anche un atto d’amore per la musica e soprattutto mostra quanta passione alberga nei cuori di chi decide di fare il musicista come lavoro, ma è anche una ironico e pungente critica al mondo dei social network e di come la popolarità sia diventata più importante del vero talento. Eppure è anche poetico, surreale, in alcuni tratti prevale il”nonsense”in cui gli autori sembrano vogliano dirci che il vero artista non può non essere un pò folle. I dialoghi sono frizzanti, ironici, auto ironici, pungenti e soprattutto ben elaborati e costruiti. Forse il limite della struttura narrativa paradossalmente è quando cessa di essere magnificamente visionario istrionico quando con il finale torna sulla terra diventando più banale e meno incisivo. La regia è creativa, particolare e in certi momenti forse sofisticata. Costruisce in maniera coerente e godibile il mondo di Frank riuscendo ad unire vari generi garantendo un buon ritmo e regalando sorrisi e riflessioni al pubblico.
L’interpretazione di Michael Fassbender è davvero convincente , intensa, poetica, surreale , divertente. Coperto il volto da una maschera per quasi tutto il film, Michae dimostra ancora di più il suo talento e le sue capacità non solo drammatiche, ma soprattutto comiche. Definire Frank uno Charlotte 2.0 non è un paragone azzardato.
Maggie Gyllenhaal conferma che il talento non è un caso nella famiglia Gyllenhaal, riuscendo a dare al suo personaggio una ricchezza di sfumature senza mai perdere in credibilità e forza.
Degno di menzione anche Domhnall Gleeson per la capacità di rendere il suo Jon molto vicino ai ragazzi oggi nei desideri e soprattutto nei sogni e soprattutto nella scarsa consapevolezza dei propri limiti.
Il finale delicato con una spruzzata di malinconia piace e commuove lo spettatore facendo riflettere che a volte si può essere felici e realizzati nel fare la propria musica anche davanti a pochi intimi lasciando in un angolo visualizzazioni e follower.

The ticket purchase for “Frank” is: 1) Not even a present 2) Free Gift 3) afternoon 4) Reduced 5) Always
“Frank” is a 2014 film directed by Lenny Abrahamson, written by Jon Ronson
Peter Straughan, with Domhnall Gleeson, Maggie Gyllenhaal, Scoot McNairy and Michael Fassbender.
A few years ago Andrea Bocelli and Giorgia singing “Vivo per Lei” of Gold. She was the music, a way to pay homage and make explicit the love that binds millions of people to the Fifth art forever.
Hum in the shower, in the car, on the street because music is perhaps the most direct way to give voice to our souls and feelings.
The music is part of us and that explains the proliferation in the years of the most diverse musical talent show.
Many people dream of becoming a singer, an artist and be popular. A dream that accompanies the young Jon (Gleenson) during his days spent searching for the right inspiration to write a song. Jon is an employee, lives with his parents and writes on twitter’s emotions.
One day witnesses the attempted suicide at Sea, keyboardist Soronprfbs and so the eccentric manager Don (McNaivry) invites him to join the group to write the new album
Jon eagerly accepts not knowing who will shut up in a cottage in Ireland for more than a year because Frank (Fassbender), the leader of the band in addition to always wear a funny mask is manic as it is ingenious in creating music.
A surreal retreat in which the viewer knows the various members of the band, all suffering from mental problems where the figure of Clara (Gyllenhaal) hysterical woman and dall’accoltellamento easy.
Jon decided to post a youtbe and social networking the various test sessions of the group, generating an unexpected interest to the point of being invited to a festival in Austin, Texas.
The anticipation and dreams of greatness in the group and especially Jon, however, will go to beat the harsh reality and especially with the limitations of character and psychological Frank during the Festival.
It ‘difficult to frame “Frank” in a specific genre. The script has several ideas: it is’ partly autobiographical with the help of the staff writer Ronson, is also an act of love for music and especially showing how much passion dwells in the hearts of those who decide to work as a musician, but it is also an ironic and biting critique of the world of social networks and how the popularity has become more important than talent. Yet it is also poetic, surreal, prevails in some places the “nonsense” in which the authors seem to want to tell us that the true artist can not help but be a little crazy. The dialogues are crisp, ironic, self ironic, poignant and above all well-designed and built. Perhaps the limit of the narrative structure is paradoxically when it ceases to be magnificently visionary histrionic when the final returns to earth to become more commonplace and less effective. The director is creative, unique and at times perhaps sophisticated. It builds on a consistent and enjoyable world of Frank succeeds in uniting various genres ensuring a good pace and giving smiles and reflections to the public.
The interpretation of Michael Fassbender is really compelling, intense, poetic, surreal, funny. Covered his face with a mask for most of the movie, Michae shows even more his talent and his ability to not only dramatic, but mostly comic. Define one Frank Charlotte 2.0 is not a comparison hazardous.
Maggie Gyllenhaal confirms that talent is not a case in the family Gyllenhaal, managing to give his character a wealth of nuances without losing credibility and strength.
Worthy of mention also Domhnall Gleeson for his ability to make his Jon very close to the kids today, especially in dreams and desires and especially in the lack of awareness of its limitations.
The final delicate with a dash of melancholy like and moved the audience by reflecting that sometimes you can be happy and fulfilled in making their music even in front of a few close friends leaving in a corner views and followers.