47) Gomorra la Serie: Stagione 4

Recensioni / Eventi: Gomorra La Serie: 4 Stagione
A cura di Vittorio De Agrò

“Gomorra La Serie” – 4 Stagione composta da 12 episodi andrà in onda dal 29 Marzo su Sky Atlantic.
Da un ‘idea di Roberto Saviano e basato sull’omonimo romanzo di Roberto Saviano, sceneggiatura di Leonardo Fasoli e Maddalena Ravagli, Enrico Audenino, Monica Zapelli regia di Francesca Comencini, Claudio Cupellini, Marco D’Amore, Enrico Rosati, Ciro Visco, con: Salvatore Esposito, Cristiana Dell’Anna, Arturo Muselli, Loris De Luna, Ivana Lotito.
Sinossi:
Genny sopravvissuto a tutto dovrà cambiare vita per salvare la sua famiglia. Reinventatosi uomo d’affari, dovrà lasciare il regno a Patrizia e affidarsi a un clan legato a Donna Imma.

Recensione:
Sarà possibile realizzare una nuova stagione di Gomorra dopo aver assistito alla traumatica e tragica morte di Ciro l’Immortale?
Una domanda che i fan e gli addetti ai lavori si sono chiesti scocciati dopo l’inaspettato finale della 3 stagione. Interrogandosi scettici in che modo gli sceneggiatori sarebbero riusciti a “ripartire” drammaturgicamente dopo l’addio al personaggio più famoso e carismatico del cast.
La risposta è arrivata oggi in modo fragoroso quanto sorprendente.

Si scrive “Gomorra 4” ma in realtà questa nuova stagione segna un nuovo inizio della serie crime più importante, acclamata ed amata di Sky.
Dimenticate o quasi i punti di riferimento a cui eravate affezionati e le certezze narrative ed interpretative che considerate alla stregua di “dogmi”.
“Gomorra 4” rappresenta una magistrale, profonda evoluzione, trasformazione della storia, dei personaggi e soprattutto degli equilibri e dinamiche dei poteri che hanno caratterizzato le prime tre stagioni.
“Gomorra 4” iniziando “ingannevolmente “con il brutale e feroce omicidio di un sindaco di piccolo paesino,” colpevole” di non rispettare le consegne affidategli dal suo “Grande Elettore” ovvero il vecchio e spietato boss Levante (new entry Gianni Parisi), “illude” lo spettatore d’assistere all’inizio di una sanguinosa guerra tra clan dopo la morte di Ciro
Si tratta invece di un piccolo “trabocchetto” narrativo messo in scena dagli autori, perché fin dalla scena successiva con il vibrante ed inteso confronto tra Genny e la moglie Azzurra, si intuisce chiaramente come in questa stagione saranno le donne decisive e determinate nelle scelte più drammatiche e come gli uomini saranno relegati al ruolo di “meri esecutori”.
“Gomorra 4” mette in luce come il “male” non abbia distinzioni di genere e come le donne di camorra possano e vogliano comandare senza vere alcun timore d’ordire vendette e stragi pur di mantenere ordine e rispetto all’interno del clan.


“Gomorra 4” racconterà l’ascesa al potere di Patrizia e soprattutto come la brava Cristiana Dell’Anna si candidi, con personalità e carisma, a raccogliere nei cuori dei fan e sulla scena la pesante eredità artistica di Marco D’Amore. continua su

http://www.nuoveedizionibohemien.it/index.php/appuntamento-al-cinema-76/?fbclid=IwAR1UPw78FWP4c_htY-MNKoeWaPiJxTRLlr20ZJ678AjNyB7e31zpsalRa3o

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46) Triple Frontier

“Triple Frontier ” è un film di J.C. Chandor. Con Adria Arjona, Oscar Isaac, Charlie Hunnam, Ben Affleck, Garrett Hedlund. Azione, 125′. USA 2019

Sinossi:

Santiago è un militare americano con addestramento d’élite che lavora per una compagnia privata in Colombia, dove pianifica un assalto a un ricco narcotrafficante. Per realizzarlo collabora con la bella Yovanna, che svolge alcune consegne per il narcos ed è entrata nella sua villa. Inoltre, con la promessa di evitare vittime civili e di consegnare parte del bottino alla CIA, Santiago torna negli Stati Uniti per reclutare i suoi ex commilitoni, che non se la passano benissimo. William insegna alle reclute, suo fratello Ben combatte nel giro delle MMA, il pilota Francisco è nei guai con la legge e il loro leader, Tom, è divorziato e preoccupato di non poter garantire un futuro sicuro ai propri figli. Santiago avrà gioco facile nel convincerli a partecipare all’avventura.

Recensione:

Non me voglia il buon Reed Hastings, CEO di Netflix, ma c’era davvero l’urgenza produttiva, commerciale e creativa di mettere in cantiere e poi distribuire – solamente in streaming – il film “Triple frontier”?

Chi scrive è anche un piccolo azionista di questa illuminata piattaforma, oltre che suo convinto sostenitore, e sono sicuro che Netflix rappresenti già adesso e rappresenterà ancora di più in futuro un valore aggiunto per il cinema mondiale.

Ma ieri, dopo essere rimasto sveglio fino a tarda notte per vedere “Triple frontier” di J.C. Chandor, sono andato a letto deluso. Nonostante il cast talentuoso, tra cui spiccano Ben Affleck, Oscar Isasac, Pedro Pascal, la pellicola si rivela povera e scialba a livello drammaturgico, e piuttosto scontata e persino noiosa nella messa in scena. continua su

http://paroleacolori.com/triple-frontier-una-maxi-produzione-netflix-che-valorizza-lambientazione/

45) Peterloo

Il biglietto da acquistare per “Peterloo” è:
Nemmeno regalato. Omaggio. Di pomeriggio. Ridotto. Sempre.

“Peterloo” è un film di Mike Leigh. Ccon Maxine Peake, Rory Kinnear, David Bamber, Tim McInnerny, Teresa Mahoney. Drammatico, 154’. Gran Bretagna 2018.

Sinossi:

Il giovane trombettiere Joseph sopravvive miracolosamente alla sanguinosa battaglia di Waterloo e torna a casa, a Manchester, dalla sua famiglia di umili operai. Ma un’altra battaglia si prepara da quelle parti: quella del popolo inglese del dopoguerra, ridotto alla fame dalla disoccupazione e dalla tassa sull’importazione del grano e trattato con a ferocia e ingiustizia da una magistratura ecclesiastica arrogante e violenta. Giovani radicali e meno giovani riformisti moderati prendono a riunire folle sempre più numerose, pronte a domandare in piazza il diritto di voto che la Costituzione prevede per loro. Il governo di Londra, informato dei fatti, si prepara invece a difendere i propri privilegi, affilando le armi.

Recensione:

Chi ancora oggi sostiene l’utilità della guerra come mezzo per disfarsi dei dittatori e garantire al popolo oppresso l’agognata libertà dovrebbe dare un’occhiata ai libri di storia. Oppure, se leggere non è il suo forte, guardare qualche film. “Peterloo” di Mike Leigh, presentato in concorso a Venezia, ad esempio.

Un biopic classico, preciso e rigoroso che rievoca con dovizia di particolari, bei costumi e un’attenta ricostruzione storica gli eventi che portarono al cosiddetto “massacro di Peterloo”, il 16 agosto 1819, quando oltre sessantamila persone si riunirono pacificamente in St Peter’s Field e vennero brutalmente travolte dalla cavalleria dell’esercito, finendo uccise o ferite.

Si tratta di una delle pagine più vergognose della storia inglese, in cui il governo e il Re si rivelarono non soltanto miopi ma anche sprezzanti verso le richieste legittime dei cittadini.

La vittoria inglese su Napoleone a Waterloo del 1815 fu accolta all’inizio con grande entusiasmo da parte di tutto il popolo inglese, speranzoso che la caduta del dittatore francese avrebbe portato pace, benessere e ricchezza nel Regno Unito. Un’illusione che durò lo spazio di pochi mesi, quando i reduci della guerra, tornati a casa, si ritrovarono senza un lavoro e ancora più affamati.

La Gran Bretagna fu colpita da una lunga e devastante crisi economica, che portò da una parte all’ulteriore impoverimento degli umili, dall’altra all’arroccamento dei nobili e della borghesia benestante nelle loro posizioni di dominio e privilegio.

Mike Leigh, con il suo ultimo lavoro, ha cercato di far rivivere le difficoltà patite dagli abitanti di Manchester in quegli anni, l’ottusità dei tutori della legge, le condizioni che hanno spinto il popolo a scendere in piazza. continua su

http://paroleacolori.com/peterloo-il-racconto-di-un-evento-del-passato-che-ha-costruito-il-presente/

44) Il Censimento dei Radical Chic (Giacomo Papi)

“Il censimento dei radical chic” è un romanzo scritto da Giacomo Papi e pubblicato da Narratori Feltrinelli nel Gennaio 2019.

Sinossi:
In un’Italia ribaltata – eppure estremamente familiare -, le complicazioni del pensiero e della parola sono diventate segno di corruzione e malafede, un trucco delle élite per ingannare il popolo, il quale, in mancanza di qualcosa in cui sperare, si dà a scoppi di rabbia e applausi liberatori, insulti via web e bastonate, in un’ininterrotta caccia alle streghe: i clandestini per cominciare, poi i rom, quindi i raccomandati e gli omosessuali. Adesso tocca agli intellettuali. Il primo a cadere, linciato sul pianerottolo di casa, è il professor Prospero, colpevole di aver citato Spinoza in un talk show, peraltro subito rimbrottato dal conduttore: “Questo è uno show per famiglie, e chi di giorno si spacca la schiena ha il diritto di rilassarsi e di non sentirsi inferiore”. Cogliendo l’occasione dell’omicidio dell’accademico, il ministro degli Interni istituisce il Registro Nazionale degli Intellettuali e dei Radical Chic per censire coloro che “si ostinano a credersi più intelligenti degli altri”. La scusa è proteggerli, ma molti non ci cascano e, per non essere schedati, si affrettano a svuotare le librerie e far sparire dagli armadi i prediletti maglioni di cachemire… Intanto Olivia, la figlia del professore, che da anni vive a Londra, rientrando per il funerale, trova un paese incomprensibile. In un crescendo paradossale e grottesco, Olivia indaga le cause che hanno portato all’assassinio del padre. Attraverso i suoi occhi, facendo scattare come una tagliola il meccanismo del più affilato straniamento letterario, Giacomo Papi ci costringe a vedere, più che il futuro prossimo, il nostro sobbollente presente.
Recensione:
Incuriosito dalle positive recensioni di stimati e seguiti blog, ieri pomeriggio ho deciso che il romanzo di Giacomo Papi mi avrebbe “accompagnato” durante il volo di ritorno nella capitale.
“Il censimento dei radical chic” mi ha conquistato fin dalla prima pagina, catapultandomi dentro un intreccio narrativo a metà strada tra il paradossale e il surreale.
Eppure più mi inoltravo nella lettura più mi rendevo conto quanto i dialoghi, situazioni ed eccessi dei personaggi ideati e messi in scena dall’autore fossero amaramente reali e concreti nella nostra società.
“Il censimento dei radical chic” rispecchia in modo magistrale ed efficace l’involuzione morale e civico del nostro Paese e quanto la crisi economica sia stata utilizzata e manipolata da alcuni gruppi e movimenti politici come “cavallo di Troia” per arrivare alle stanze del potere.
“Il censimento dei radical chic” riscrive in chiave ironica quanto cupa gli “anni di piombo” che il nostro Paese visse negli anni 70 con le Brigate Rosse, facendo diventare gli intellettuali ed i liberi pensatori come nuovi e pericolosi “nemici del popolo”.
Lo so, caro lettore, queste mie considerazioni ti sembreranno eccessive e fuori luogo, ma basta accendere la Tv o far un giro sui social network nelle ultime ore per renderti conto quanto sia forte e dilagante il clima d’odio tra le persone e se qualcuno “osa” esternare un’idea diversa rispetto al pensiero dominante, è tacciato di non avere a cuore il bene dell’Italia.
“Il censimento dei radical chic” certifica da una parte il capovolgimento delle regole di civiltà e buon senso che hanno regolato per decenni la convivenza pacifica e lo sviluppo della nostra società, e dall’altra constata come i principi di meritocrazia, accoglienza e tolleranza siano ormai divenute parole inutili e fastidiose.
Giacomo Papi si rivela un attento e cinico osservatore della società e sensibile conoscitore dell’animo italico, firmando con talento e creatività una storia capace di raccontare il nostro imbarbarimento costringendo il lettore a sorridere della parte più oscura e deprecabile di sé stessa.
Un tempo dicevamo ironicamente “Beata Ignoranza”, oggi è invece fieramente indicata come stella polare dai nostri governanti.

43 ) Detective per caso

“Detective per caso” è un film di Giorgio Romano. Con Emanuela Annini, Alessandro Tiberi, Giulia Pinto, Giordano Capparucci, Giuseppe Rappa. Commedia, 85′. Italia 2019

Sinossi:

Giulia e Pietro sono due ragazzi inseparabili. Insieme alla loro esuberante comitiva di amici si ritrovano ogni sera per commentare le ultime novità. Un giorno però Pietro nota Marta, una ragazza con problemi di droga perseguitata da persone che la ricattano per soldi. Lui le si affeziona, scatenando la gelosia di Giulia che comincia ad essere preoccupata che l’amico si cacci nei guai. La sua previsione si avvera quando Pietro viene coinvolto in una rapina e scompare nel nulla. Giulia metterà insieme una squadra per risolvere il mistero e finalmente realizzerà il suo sogno di diventare una detective come quelle che ha sempre ammirato in TV.

Recensione:

Per la prima volta attori professionisti disabili – provenienti dall’Accademia L’arte nel cuore, che ha collaborato al progetto – recitano in un film che non parla assolutamente di disabilità.

Voglio partire da qui per parlarvi di “Detective per caso” di Giorgio Romano – nelle sale per un evento di due giorni, il 18 e il 19 marzo, dopo essere stato presentato alla Festa del cinema di Roma -, un bel film al di là della valenza sociale.

Ai giovani esordienti – che di rivelano talentuosi e tutt’altro che timorosi davanti alla macchina da presa – si affiancano colleghi esperti e famosi, da Claudia Gerini a Stella Egitto, da Stefano Fresi a Valerio Mastandrea.

“Detective per caso” merita la giusta considerazione, a prescindere dell’aspetto sociale. Si tratta infatti di un film capace di emozionare, di strappare sorrisi e applausi attraverso la sua convincente storia d’amicizia dove non mancano i colpi di scena e gli spunti thriller. continua su

http://paroleacolori.com/detective-per-caso-il-film-di-giorgio-romano-in-sala-per-due-giorni/

42 ) Petrademone – La Terra del Non Ritorno ( Manlio Castagna)

“Petrademone -La Terra del Non Ritorno” è un romanzo scritto da Manlio Castagna e pubblicato da Mondadori nel Gennaio 2019.

Sinossi:
Lasciato ormai il nostro mondo, Frida, Miriam e i gemelli Oberdan si inoltrano nei regni di Amalantrah per salvare i cani spariti, ritrovare i propri cari e soprattutto Iaso, il guaritore, l’unico in grado di curare Gerico dal veleno degli uomini vuoti. Nel viaggio dentro le perenni nebbie di Nevelhem, le strade dei ragazzi si dividono e le missioni si fanno sempre più difficili. Dovranno affrontare nuove e inquietanti creature (animali vampiro, aquiloni ingannatori, ipnoratti e spettri affamati di paura; viaggiare su vascelli fantasma in fiumi di tenebra e scoprire città sbalorditive. Ad aiutarli gli intrepidi border collie di Petrademone, che staranno al loro fianco nei momenti decisivi. Numerosi saranno gli enigmi a cui dovranno dare una risposta: chi domina gli adoratori di Shulu? Perché Miriam non ha voce, ma sa far comparire parole profetiche sul Libro delle Porte? Perché il Signore degli Incubi imprigiona le anime dei bambini dietro gli specchi? I ragazzi dovranno puntare al cuore stesso del Male e disinnescarlo. Sapranno farlo senza perdersi? Età di lettura: da 10 anni.
Recensione:
Confesso d’avere molti pregiudizi letterari sull’ esordiente “baciato” dal successo di pubblico e critica .
Un successo , magari meritato , ma che induce l’autore a firmare una vera e propria saga ma quasi sempre di dubbio valore artistico
Se è possibile sono ancora più scettico quando la saga è di genere fantasy e l’autore, generalmente italiano, esaurita la vena creativa si limita esclusivamente a rielaborare storie e personaggi già visti in altri celebri romanzi.
Infine sono altresì diffidente sui sequel letterari e non, pensati più come “macchine da soldi” piuttosto che basati su una brillante idea narrativa.
Insomma lo avete capito sono una persona molto difficile da convincere e conquistare.
Ebbene, caro lettore, esattamente un anno dopo mi ritrovo a dover far i miei più sinceri e sentiti complimenti a Manlio Castagna nell’ essere riuscito a firmare un “sequel” di grande valore letterario e emozionale.
“Petrademone -La Terra del Non Ritorno” è una lettura travolgente, tesa, avvolgente.
Il lettore si “perde” in questa avventura grazie ad un efficace impianto narrativo caratterizzato da continui quanto intelligenti colpi di scena e da un crescente ed incisivo pathos fino all’ultima pagina.
Il lettore vive quest’incredibile avventura, ancora una volta, accanto ai giovani protagonisti, osservandone i cambiamenti caratteriali, la crescita interiore e financo sorridendo delle loro prime ed ingenue “schermaglie amorose”.
In questo secondo romanzo Manlio Castagna supera sé stesso sul piano creativo e drammaturgico, dimostrando altresì d’aver affinato il proprio stile di racconto e limato le piccole criticità strutturali e narrative emerse nel suo felice esordio.
“Petrademone -la terra del non ritorno” aumenta nel lettore il desiderio di vedere quanto prima l’atteso adattamento televisivo di Ivan Cotroneo, affinché possa gustare ed ammirare anche da spettatore la bellezza e magia del mondo incanto quanto oscuro creato da Manlio Castagna.

41 )La Promessa dell’Alba – Il Film

Il biglietto da acquistare per “La promessa dell’alba” è:
Nemmeno regalato. Omaggio. Di pomeriggio. Ridotto. Sempre.

“La Promessa dell’Alba”Un film di Eric Barbier. Con Charlotte Gainsbourg, Pierre Niney, Didier Bourdon, Jean-Pierre Darroussin, Catherine McCormack. Biopic, 131′. Francia 2017

Sinossi:

Nina Kacew è una donna irascibile e tenace che sogna il figlio ambasciatore e grande romanziere. Caparbiamente convinta che il suo ragazzo sia destinato a un destino fuori dal comune, ogni sua azione è votata alla causa. Cresciuto in Polonia e sotto l’egida di questa madre febbrile che lo educa alle gioie e agli scacchi della vita, Romain sperimenta il mondo fuori e quello domestico affollato di dame che indossano i cappelli che Nina cuce per loro. Ma è la Francia che Nina ha promesso a suo figlio, la terra dove diventerà uomo e farà i suoi studi. Trasferitasi a Nizza, Nina finirà per gestire un grazioso hotel in riva al mare e guardare il suo ragazzo partire per Parigi e poi per la guerra, che incombe come i nazisti ai confini. Tra andate e ritorni, tra separazioni e promesse, tra lettere interminabili e carezze infinite, Romain combatterà la sua battaglia e diventerà tutto quello che Nina aveva sognato per lui.

Recensione:

Avviso allo spettatore: la visione di “La promessa dell’alba” è vivamente consigliata a chiunque abbia avuto in passato o abbia tutt’ora un rapporto difficile con la propria madre, considerandola come la responsabile ultima di ogni fallimento.

Lo scrittore francese Romain Gary ha raccontato nel suo romanzo più sofferto, autobiografico e probabilmente riuscito il rapporto con la persona più importante della sua vita, la carismatica quanto opprimente madre Nina.

Dopo quasi sessant’anni dall’uscita, avvenuta nel 1960, “La promessa dell’alba” arriva al cinema, merito della testardaggine e non ultimo del grande sforzo economico (sono serviti 25 milioni di euro per realizzare il film) dei due produttori, Eric Jehelmann e Philippe Rousselet.

Al centro della storia, il rapporto di dipendenza che a tratti ha sfiorato l’ossessione tra una madre e un figlio, un rapporto che prende vita attraverso un flusso di ricordi, sensazioni, emozioni.

Il regista Eric Barbier compie un lodevole lavoro di sintesi e riscrittura dell’imponente materiale letterario di partenza, strutturando la vita di Romain in tre momenti precisi: l’infanzia in Polonia, l’adolescenza a Nizza e il servizio militare durante il secondo conflitto mondiale, prima a Londra e poi in Africa. continua su

http://paroleacolori.com/la-promessa-dell-alba-dal-romanzo-di-romain-gary/

 

40) Momenti di Trascurabile Felicità -Il Film

Il biglietto da acquistare per “Momenti di trascurabile felicità” è:
Nemmeno regalato. Omaggio. Di pomeriggio. Ridotto. Sempre.

“Momenti di Trascurabile Felicità” è un film di Daniele Luchetti. Con Pif, Thony, Renato Carpentieri, Angelica Alleruzzo, Francesco Giammanco. Commedia, 93′. Italia 2019

Sinossi:

Paolo conduce una vita tranquilla a Palermo con moglie e due figli, lavorando come ingegnere. Ad aggiungere pepe alle sue giornate non sono le relazioni extraconiugali che si concede di tanto in tanto, o le sedute al bar con gli amici a fare il tifo per la squadra rosanera, ma alcuni istanti di pura gioia, come attraversare in motorino un incrocio urbano nel momento esatto in cui tutti i semafori sono rossi. Peccato che arrivi la volta in cui Paolo “manca” il momento di una frazione di secondo, e viene investito in pieno da un’auto ritrovandosi catapultato in Cielo, nello stanzone adibito allo smistamento delle anime. Da qui comincerà quella rivalutazione della sua intera vita che lo metterà di fronte alla sua medietà e alle sue mancanze.

Recensione:

Noi esseri umani siamo strani quanto contraddittori: ci rendiamo conto di che dono magnifico sia la vita solo quando rischiamo di perderla! Capiamo l’importanza di familiari e amici solo quando il tempo per viverli a pieno è scaduto.

Si dice che in punto di morte passi davanti agli occhi tutta l’esistenza… È quanto si trova a sperimentare Paolo (Pif), il protagonista della commedia di Daniele Luchetti “Momenti di trascurabile felicità”.

Il regista, partendo da due romanzi di Francesco Piccolo, si è sforzato di creare una storia che unisse dramma e commedia, eternità e vita terrena, amore familiare ed egoismo personale, massimi sistemi e banalità del quotidiano.

Riscrivere il film del 1978 “Il Paradiso può attendere”, con Warren Beatty, trasportando vicenda e personaggi in una Palermo solare e colorata era indubbiamente una sfida. Nonostante le potenzialità dell’idea, però, la sfida risulta vinta solo in parte.

Pif ovviamente non è Warren Beatty, ma nel ruolo, difficile, di Paolo ha confermato i suoi limiti attoriali. La scelta poi di affidare allo stesso Pif anche il “ruolo” di voce narrante della storia non soltanto appesantisce la visione ma mette ancor più in evidenza la sua scarsa esperienza. continua su

http://paroleacolori.com/momenti-di-trascurabile-felicita-pif-in-una-storia-leggera-quanto-profonda/

39) Il Coraggio della Verità / The Hate U Give

Il biglietto da acquistare per “Il coraggio della verità” / “The Hate U Give” è:
Nemmeno regalato. Omaggio. Di pomeriggio (con riserva). Ridotto. Sempre.

“Il Coraggio della Verita / The Hate U Give” ” è un film di George Tillman Jr. Con Amandla Stenberg, Regina Hall, Russell Hornsby, Anthony Mackie, Sabrina Carpenter. Drammatico, 132′. USA 2018

Sinossi:

Starr (con due erre) è una sedicenne con due identità ben distinte: a scuola è la studentessa modello che si mescola allegramente ai compagni benestanti e caucasici; a casa, nel quartiere all black di Garden Heights, torna ad essere la ragazzina cresciuta fra barbecue e lezioni di sopravvivenza – nel suo caso impartite dal padre, Maverick, che attinge il suo decalogo dal codice delle Pantere Nere. In particolare papà insegna ai suoi tre figli come comportarsi nel caso che un poliziotto li fermi mentre sono in macchina, come succede spesso – e spesso senza una buona ragione – agli afroamericani negli “evoluti” Stati Uniti. Quando un poliziotto bianco ferma l’auto in cui Starr sta chiacchierando con un amico di infanzia la ragazza sa dunque esattamente come comportarsi, il ragazzo invece compie l’errore fatale di estrarre una spazzola per capelli che il poliziotto scambia per un’arma, aprendo il fuoco.

Recensione:

Quando possiamo definire conclusa l’adolescenza e avvenuto il passaggio all’età adulta? Con il raggiungimento della maggiore età (diversa da Paese a Paese)? Quando si ottiene un diploma? Quando si è economicamente indipendenti? Quando si trova il compagno/a della vita?

Se vivessimo in una società ideale ogni giovane avrebbe la possibilità di raggiungere, nei giusti tempi e modi, tutti questi traguardi e crescere con calma. Invece, purtroppo, oggi sempre più spesso i ragazzi sono costretti a bruciare le tappe, e diventare adulti troppo presto. Anche negli avanzatissimi Stati Uniti, polveriera razziale e sociale pronta a esplodere.

“Il coraggio della verità” di George Tillman Jr. affronta queste spinose tematiche utilizzando l’escamotage drammaturgico piuttosto classico coming of age della protagonista, Starr (Stenberg), ma optando per un tono e una prospettiva di racconto originali rispetto ai precedenti film di genere.

Uno dei limiti della pellicola è l’alternarsi di passaggi narrativi ed emozionali e altri piuttosto retorici, autoreferenziali e banali. Questo crea un sostanziale cortocircuito prima nella sceneggiatura e dopo nella messa in scena.

Amandla Stenberg è una Starr Carter convincente e credibile, e sfodera una performance di altissimo livello artistico e umano. La giovane e talentuosa attrice mostra grande personalità e presenza scenica, caricandosi sulle spalle il peso dell’intero film, con una disinvoltura e una sicurezza degne di una veterana. continua su:

http://paroleacolori.com/il-coraggio-della-verita-dramma-sul-razzismo/

38) La Fuga

“La Fuga” è un film di Sandra Vannucchi. Con Donatella Finocchiaro, Filippo Nigro, Lisa Ruth Andreozzi, Madellena Halilovic, Andrea Atzei. Drammatico, 80′. Svizzera, Italia 2017

Sinossi:

Una ragazzina di undici anni di nome Silvia vive schiacciata dalla depressione clinica della madre. Quando capisce che nessuno potrà aiutarla a esaudire il sogno di visitare Roma, Silvia scappa con l’intenzione di vedere la città da sola. Sul treno incontra Emina, una ragazza rom, e decide di seguirla per le strade della capitale.

Recensione:

Quante volte, da bambini, arrabbiati con i nostri genitori abbiamo pensato di scappare di casa o desiderato di poter cambiare famiglia? Quante volte, da adolescenti, abbiamo fantasticato di lasciarci tutto alle spalle per vivere una vita o quanto meno una giornata memorabile, lontani dai rimproveri di mamma e papà?

Visto quanto possano rivelarsi precari gli equilibri familiari, potremmo andare avanti all’infinito con questo elenco di “quante volte”.

“La fuga”, opera prima di Sandra Vannucchi, racconta in modo semplice, sincero ma incisivo il disagio vissuto dalla protagonista Silvia (Andreozzi) davanti allo stato depressivo cronico della Giulia (Finocchiaro). Silvia è una ragazzina tranquilla, giudiziosa, studiosa, ma è pur sempre una ragazzina che vorrebbe essere amata, coccolata e seguita dai genitori.

Il film racconta altresì la storia di un’inaspettata, sincera e profonda amicizia, quella tra Silvia e la coetanea Emina (Amatovic), di etnia rom. Questo permette allo spettatore di conoscere meglio una realtà discussa come quella dei rom a Roma, attraverso lo sguardo ingenuo e libero da pregiudizi della protagonista.

Nonostante “La fuga” sia una pellicola low budget, spicca per la qualità della scrittura, per la ricchezza emozionale trasmessa attraverso una struttura narrativa puntuale, funzionale quanto avvolgente, e per la bravura del cast. continua su

http://paroleacolori.com/la-fuga-alla-scoperta-di-una-roma-diversa-pera-prima-di-sandra-vannucchi/