89) L’Ombra di Caravaggio

L’Ombra di Caravaggio è un film di Michele Placido. Con Riccardo Scamarcio, Louis Garrel, Isabelle Huppert, Micaela Ramazzotti, Mario Molinari. Drammatico, 120′. Italia 2022

Sinossi:

Napoli, 1609. Michelangelo Merisi, noto a tutti come Caravaggio, trova rifugio presso la famiglia Colonna in attesa della grazia papale che gli permetterebbe di sfuggire alla decapitazione come punizione esemplare per aver ucciso l’amico-rivale Ranuccio. Il pittore e scultore sostiene di essersi semplicemente difeso da un agguato, poiché durante la sua vita “da avanzo di galera”, fatta di grandi bevute e di rapporti sessuali con “donne di malaffare” e ragazzi, le risse sono state all’ordine del giorno. Del resto la sua “vita spericolata” è riflessa nei suoi dipinti, in cui una prostituta può diventare la Vergine Maria e un senzatetto San Pietro capovolto sulla croce. Per questo la Chiesa gli mette alle calcagna una sorta di inquisitore che ha il compito di indagare sul suo passato e di mettersi in contatto con le persone a lui più vicine, quelle che malgrado tutto lo proteggono: in primis la marchesa Costanza Colonna e il nipote del Papa, Scipione Borghese.

Recensione:

Michelangelo Merisi, in arte Caravaggio, è stato definito il pittore della luce. Ma chi è stato veramente quest’uomo del XVI secolo? Un assassino? Un dissoluto? Un genio incompreso e ingiustamente perseguitato dalla Chiesa?

Michele Placido, con il suo “L’ombra di Caravaggio”, presentato in anteprima alla Festa del cinema di Roma e in uscita al cinema, firma un biopic atipico, esteticamente elegante quando crudo nella descrizione dell’estrema povertà degli ultimi e nelle scene di sesso. continua su https://www.paroleacolori.com/lombra-di-caravaggio-luci-e-ombre-di-un-artista-discusso-e-geniale/

87) Gli Spiriti dell’Isola

“Gli Spiriti dell’Isola” è un film di Martin McDonagh. Con Colin Farrell, Brendan Gleeson, Kerry Condon, Barry Keoghan, Pat Shortt. Titolo originale: The Banshees of Inisherin. Drammatico. Irlanda, USA, Gran Bretagna 2022

Sinossi:

Irlanda, 1923. I migliori amici Pádraic e Colm s’incontrano da una vita alle due del pomeriggio per qualche pinta al pub e le solite chiacchiere. Un giorno, però, Colm non apre la porta di casa all’amico, e in seguito, costretto a fornire una spiegazione, afferma di averne abbastanza di lui e di non voler passare un minuto di più in sua compagnia. Devastato e incapace di accettare la cosa, Pádraic cerca l’aiuto della sorella e poi del parrocco perché parlino con Colm, ma quest’ultimo non solo non ritratta, ma minaccia il peggio se Pádraic non lo lascerà in pace. Mentre sul continente infuria la guerra civile, sull’immaginaria isola di Inisherin, che si è sempre considerata al riparo dal conflitto, l’allontanamento di due amici fraterni innesca ugualmente una serie di conseguenze e un’escalation di atrocità.

Recensione:

Nella vita, purtroppo (?), tutto ha una fine. E no, non mi riferisco alla fine ultima, quella che tutti dovremmo giocoforza incontrare, prima o dopo. Io parlo di quella imposta in modo irrazionale dagli uomini, “che a causa di un particolare mandano per aria sogni e grandi amori”, per dirla alla Povia.

La storia dell’umanità è infarcita di grandi amori, collaborazioni professionali e storiche amicizie finite improvvisamente, tra urla, rancori e litigi, senza un valido motivo. Perché se è vero che l’uomo è un animale sociale, al contempo è anche il solo capace di rivoltarsi contro chi ha definito, fino all’attimo prima, “amico”.

Adesso prendete tutte queste considerazioni di carattere generale e spostatele nell’Irlanda del 1923, sull’immaginaria isola di Inisherin, e avrete un’idea di cosa aspettarvi da “Gli spiriti dell’isola” di Martin McDonagh, presentato in concorso a Venezia. continua su

74) Nido di Vipere

Il biglietto d’acquistare per “Il Nido di Vipere” è : Di pomeriggio

“Il Nido di Vipere” è un film del 2020 scritto e  diretto da Yong-hoon Kim,  basato sul romanzo “Waranimosugaru Kemonotachi”  di Keisuke Sone, con : Do-yeon Jeon, Jung Woo-sung, Bae Sung-Woo, Yuh-jung Youn, Shin Hyeon-bin, Jeong Man-sik, Jin Kyung, Ga-ram Jung, Jun-han Kim (II).

Sinossi:

Nido di Vipere, film diretto da Kim Yong-hoon, racconta le difficili esistenze di un gruppo di persone tra loro sconosciute, ma legate dal destino e da una borsa piena zeppa di denaro, che a ognuno di loro occorre per motivi differenti. Joong-Man (Sung-Woo Bae) era il proprietario di un negozio ormai fallito, motivo per cui ora lavora come dipendente part-time in una sauna, prendendosi cura della madre malata. Un giorno, mentre è a lavoro, rinviene in un armadietto una borsa contenente moltissimi soldi e decide di nasconderla nel magazzino, tenendo all’oscuro anche i suoi colleghi, così da potersene appropriare in caso nessuno si presentasse a reclamarla. Tae-Young (Jung Woo-sung) è un funzionario della dogana, che deve una grossa cifra a un gangster per sanare il debito della sua ex fidanzata Yeon-Hee (Jeon Do-yeon), di cui non ha più notizie da alcune settimane. Mi-Ran (Hyeon-bin Shin), invece, è una hostess, che lavora in un bar per soli uomini, mentre a casa l’attende il marito, un uomo molto violento. Grazie a un cliente, la donna decide di sbarazzarsi una volta per tutte del coniuge, facendolo uccidere, ma le cose non andranno nel verso giusto.

I destini di questi tre personaggi e le loro vite si intrecceranno inevitabilmente, mentre ognuno di loro cerca di tirarsi fuori dai guai in cui si è cacciato.

Recensione:

“I soldi non danno la felicità” diceva il filosofo Aristotele, ma l’uomo della strada direbbe “ma sicuramente rendono la vita più semplice”.

L’avidità è un peccato capitale, la bramosità  sovente è portatrice di disastri.

Il Sommo Poeta (Dante) con  la legge del contrappasso , ci ha lasciato un prezioso insegnamento oltre che un monito su come vivere e comportarci con il prossimo.

“Il crimine non paga” recita ancora un vecchio proverbio e Quentin Tarantino firmando “Le Iene” ha reso questo concetto “ unico in chiave cinematografica.

“Il nido di Vipere” è una storia o sarebbe meglio dire il racconto su una serie di personaggi “toccati” dall’ improvvisa  fortuna   d’avere tra le mani una valigia piena di soldi e subito dopo chiamati a pagarne un prezzo.

“Il nido di vipere” è un noir, un thriller, una tragicommedia sull’avidità e ferocia dell’uomo disposto a compiere ogni tipo di crimine pur di trarne vantaggio.

Il regista e sceneggiatore  Yong-hoon Kim firma uno script in cui sono rappresentati diversi tipologie di uomini e donne: l’ingenuo e povero inserviente, la donna vittima di violenza domestica, un ragazzo cinese scappato in Corea del Suda in cerca di fortuna, il criminale, il funzionario innamorato e raggirato da una fidanzata imbrogliona e senza scrupoli.

Lo spettatore si trova davanti un caleidoscopio bizzarro e contradditorio dell’animo umano.

I protagonisti di questa storia non si conoscono direttamente, eppure  si sfiorano tra loro quando la borsa diventa l’oggetto del contendere o se volete il tesoro da raggiungere.

Yon -hoon Kim  divide il film in capitoli cronologicamente  partendo quasi dalla fine con il ritrovamento della valigia da parte dell’inserviente in una sauna.

Da quel momento  i capitoli successivi  appaiono strutturalmente come   pezzi di un puzzle complesso, intrigante in cui commedia e violenza sono alternati con  efficace e creatività.

L’intero cast artistico si dimostra complessivamente convincente, talentuoso e credibile nei rispettivi ruoli.

Il “limite” maggiore del film paradossalmente risiede in una prevedibilità drammaturgica tipica della filmografia orientale, dove alla fine la giustizia, il fato punisce in modo esemplare  i cattivi  e concedendo una chance di riscatto ai buoni .

“Il nido di Vipere” è una visione consigliata e soprattutto catartica per chi ancora si comporta e agisce da persona perbene.

72) The Hanging Sun

“The Hanging Sun” è Un film di Francesco Carrozzini. Con Alessandro Borghi, Jessica Brown Findlay, Charles Dance, Sam Spruell, Peter Mullan. Drammatico. Italia 2022

Sinossi:

John ha deciso che non ucciderà più, contro il volere del padre e del fratello Michael. Ha lasciato la casa paterna ed è fuggito nel nord della Norvegia, ai confini del mondo. Ma il padre lo vuole indietro, e manda Michael a cercarlo affinché lo riporti da lui. Il paesino dove John si è rifugiato è una comunità fortemente religiosa guidata da un pastore convinto che “la paura ci protegge dal male che portiamo dentro”. Ma la figlia del pastore, Lea, e suo figlio Caleb il Male l’hanno già in casa, nella persona del marito e padre Aaron. John si imbatterà in loro e non riuscirà più a mantenere quel distacco dal mondo che si era augurato.

Recensione:

Dopo sette anni di visioni deludenti, mi sembra di poter affermare con buona sicurezza che la qualità e il senso non rientrano tra i criteri adottati del direttore Barbera e del suo staff, quando selezionano il film di chiusura della Mostra del cinema di Venezia.

Non sfugge al teorema “The hanging sun – Sole di mezzanotte” di Francesco Carrozzini, che per ciò che mi riguarda è riuscito nell’obiettivo poco lusinghiero di affiancare “Siccità” al primo posto nella classifica delle pellicole più noiose e inutili di questa edizione di Venezia. continua su

64) Crimes of the Future

Il biglietto d’acquistare per “Crimes of The Future” è : Di pomeriggio

“Crimes of the Future” è un film di David Cronenberg. Con Viggo Mortensen, Léa Seydoux, Kristen Stewart, Scott Speedman, Welket Bungué. Fantascienza, 147′. USA 2022

Sinossi:

L’artista Saul Tenser e la sua assistente Caprice eseguono performance di asportazione di nuovi organi di natura tumorale dal corpo dello stesso Tenser. Quando i due decidono di registrare il brevetto dei nuovi organi generati nel corpo dell’artista, il loro percorso incrocia quello di una setta dedita a mangiare plastica, già nel mirino delle forze dell’ordine dell’unità Nuovo Vizio.

Recensione:

Sarebbe un “crimine giornalistico”, da parte mia, esprimere un giudizio secco e definitivo sul film di David Cronenberg “Crimes of the future”, presentato in concorso al Festival di Cannes e in uscita al cinema in questi giorni, basandomi sulla sola visione in lingua originale sottotitolata.

Perché bisogna dirlo: anche i colleghi madre lingua inglese hanno faticato a immergersi nel mondo costruito dal regista americano, dove il confine tra orrore e trash, iperboli e critica sociale è quanto meno sottile.

“Crimes of the future” è allo stesso tempo provocatorio, visionario, cupo, allarmante, divertente, esagerato nell’evidenziare le derive possibili (?) della scienza e della medicina, impiegate dall’uomo per fini estetici o edonistici.

Cronenberg immagina un futuro non troppo lontano in cui l’uomo ricava piacere trovandosi sotto i ferri. “La chirurgia è il nuovo sesso”, dice estasiata Timlin, responsabile del Centro Nazionale degli Organi.

Le operazioni chirurgiche sono diventate esibizioni d’arte; i chirurghi performer creativi. Il corpo umano viene considerato alla stregua di una tela su cui intervenire senza porsi limiti. continua su

63) Nope

Il biglietto d’acquistare per “Nope” è : Neanche regalato (Con Riserva)

“Nope” è un film di Jordan Peele. Con Daniel Kaluuya, Keke Palmer, Steven Yeun, Michael Wincott, Brandon Perea. Horror, 130′. USA 2022

Sinossi:

OJ e Emerald Haywood, fratello e sorella, hanno ereditato un ranch ad Agua Dolce, non lontano da Hollywood, dopo la morte del padre Otis sr., avvenuta in circostanze difficili da spiegare scientificamente. L’attività di famiglia riguarda l’addestramento di cavalli selvaggi per l’industria del cinema, ma gli Haywood vantano origini ben più nobili e sostengono di discendere dal fantino bahamense immortalato da Eadweard Muybridge nella sequenza di fotografie del 1878, nota come la prima successione di immagini in movimento (in sostanza il primo film) mai girata. Mentre OJ cerca di vendere i propri cavalli a Jupiter, ex attore divenuto proprietario di un parco dei divertimenti western ad Agua Dolce, avvengono fatti sempre più strani e inspiegabili al ranch degli Haywood, tanto da far pensare a una presenza extraterrestre e ostile.

Recensione:

La nuova stagione televisiva e cinematografica non è ancora iniziata ufficialmente, ma già vediamo il ritorno di un motivo ricorrente: Vittorio De Agro contro il fior fiore della critica internazionale!

Neanche il tempo di riprendere fiato, sperando di concedermi qualche giorno di meritato riposo prima del tour de force veneziano, che il Premio Oscar Jordan Peele mi ha lanciato contro l’indigesto “Nope”.

Indigesto secondo me, perché manco a dirlo la stampa di tutto il mondo sta facendo a gara nello scrivere recensioni entusiastiche, scovando letture e interpretazioni della pellicola, e arrivando a scomodare mostri sacri come Steven Spielberg. continua su

122) Finale di Stagione 2022

“Anno nuovo vita nuova” eravamo soliti dire speranzosi nella notte di San Silvestro, festeggiando l’arrivo dell’anno nuovo.

Ma gli ultimi anni hanno stravolto anche i proverbi più ottimisti e saggi.

Siamo paradossalmente costretti a pensare “Anno nuovo, quale calamità arriverà ?”

I primi 7 mesi del 2022 sono stati davvero “scoppiettanti” : guerra in Ucraina, siccità, inflazione galoppante, caduta dei governi Draghi e Johnson.

Con i primi giorni,  agosto si preannuncia già all’altezza con le tensioni sull’asse Cina – Usa e la rinnovata conflittualità tra Kosovo e Serbia.

In questo quadro internazionale, sociale ed economico è assai difficile parlare, scrivere di Arte, ma non  volevamo , non potevamo deludere i nostri due lettori

Così siamo  pronti  a rompervi l’anima  con  il nostro consueto Finale di Stagione.

Sono stati setti mesi  scanditi da cinema, Tv, libri e problemi fisici che ci hanno fatto capire come la vita sia

Ergo non perdiamo  tempo

I numeri del nostro Finale di Stagione sono:  61 film, 34 programmi Tv, 27 libri.

Alla luce di quanto visto e letto, beccatevi le nostre Classifiche:

Cinema ( aspettando l’uscita dei film di Cannes e Venezia,  evidenziamo come finora la 7 arte ci abbia regalato molte delusioni e pochi film degni di nota)

  1. After Love di Aleem Khan.
  • Io e Spotty
  • Black Phone

Commento:

Libri:

  1. Le madri non dormono mai di Lorenzo Marone
  • Come Vento cucito alla Terra (Ilaria Tuti)
  • La Carrozza della Santa (Cristina Cassar Scalia)

Commento:

 TV

  1. Clark
  • Physical 2
  • Cobra Kai 4

Commento:

Il dado è tratto…

Adesso tornate pure

buone Vacanze. Forse…

60)The Twin -L’altro volto del Male

Il biglietto d’acquistare per “The Twin -L’altro Volto del Male” è : di pomeriggio

“The Twin -L’altro Volto del Male” è un film del 2022 diretto da Taneli Mustonen, scritto da Aleksi Hyvärinen, Taneli Mustonen, con : Teresa Palmer, Tristan Ruggeri, Toni Tikkanen, Steven Cree, Barbara Marten.

Sinossi:

The Twin – L’altro volto del male, film diretto da Taneli Mustonen, racconta la storia di Rachel e Anthony (Teresa Palmer e Steven Cree), una coppia che ha perso uno dei figli gemelli a causa di un tragico incidente. I due decidono di trasferirsi molto lontano, dall’altra parte del mondo, e dedicarsi unicamente al figlio sopravvissuto, Elliot (Tristan Ruggeri), sperando così di elaborare il lutto e ricostruirsi una nuova vita. Nella campagna scandinava, dove vivono ora, le giornate sembrano inizialmente trascorrere tranquille e l’isolamento nella natura sembra fare davvero bene alla famiglia, favorendo la loro guarigione.

Questa pace ritrovata, però, rischia di essere minacciata dallo stesso Elliot, che sembra essere posseduto da un’entità malvagia, intenzionata a impadronirsi della sua anima. Rachel cerca di combattere contro queste oscure forze, che sostengono di non essere altro che il figlio morto, ma è così che la donna scoprirà un’orribile verità sul gemello sopravvissuto…

Recensione:

L’incubo peggiore di un genitore è  dover seppellire il proprio  figlio.

Quando un incidente, una disgrazia inverte l’ordine naturale delle cose,  costringendo una madre a piangere la morte di figlio, nulla sarà come prima.

Se poi l’incidente è stato provocato dalla stessa donna, il senso di colpa misto all’immane dolore può devastare anche la  mente più forte e sana.

Taneil Mustonen insieme con l’altro sceneggiatore Hyvarinen   aprono  il loro  script, raccontandoci  l’orrore più grande: lo straziante dolore  di una madre magistralmente incarnato da Teresa Palmer.

Il regista pone una serie di domande esistenziali  allo spettatore  dando spazio alle  immagini rispetto alla parola, conferendo così  maggiore gravità, angoscia e crudezza al travaglio interiore vissuto dai protagonisti

 Una madre può resistere al dolore, al senso di colpa? Una madre può avere la forza d’andare avanti per amore del figlio sopravvissuto?

Trasferendosi dall’altra parte del mondo, in tranquilla ed apparente accogliente cittadina della Finlandia, una famiglia può ritrovare un senso, un equilibrio, la serenità perduta?

“The Twin” presentato come un horror, si rivela ben presto qualcosa di diverso, più vicino ad un thriller psicologico avendo anche una  componente religiosa

L’intreccio si sviluppa per tre quarti del film su tre principali tematiche : elaborazione del lutto, presenza maligna ed apparente  ostilità della comunità.

Tre elementi narrativi che gli autori hanno mescolato ed alternato nella scrittura dando vita ad una storia magari originale , mai banale e noiosa. 

Ma nonostante l’apprezzabile sforzo creativo, il film scivola via  sequenza dopo sequenza all’interno di una cornice di racconto già ampiamente vista.

I fan dell’ horror potrebbero  provare un senso di delusione  di fronte ad una visione  più introspettiva che sovrannaturale.

Teresa Palmer si carica sulle spalle l’intero peso del film, dimostrando talento, presenza scenica e personalità  nell’indossare i panni di una madre  sospesa tra dolore e paura.

Il personaggio di Rachel  è la chiave di volta per comprendere, scoprire quale sia la mission finale degli autori.

Rachel è pazza di dolore o davvero l’altro suo figlio è  in grave pericolo?

La mente umana è un filo sottile e   se da una parte  basta poco per spezzarsi , dall’altra per proteggerti  da dolore può  spingerti dentro una bolla altrettanto pericolosa alla lunga.

“TheTwin” è un film che viaggia sui ritmi piuttosto blandi, per poi accelerare improvvisamente nel finale imponendo allo spettatore  un radicale quanto inaspettato cambio di prospettiva sull’intera storia e come  la perdita un figlio sia ancora più terribile di una presenza maligna.

59) X- a Sexy Horror Story

Il Biglietto d’acquistare per “X-A Sexy Horror Story” è : Omaggio

“ X -A Sexy Horror Story” è un film del 2022  scritto e diretto da Ti West, con :

Cast artistico:

Mia Goth       Maxine / Pearl

Jenna OrtegaLorraine

Brittany Snow      Bobby-Lynne

Kid Cudi   Jackson

Martin Henderson       Wayne

Owen Campbell RJ

Stephen Ure Howard

Sinossi:

X – A Sexy Horror Story, film diretto da Ti West, è ambientato nel 1979 e racconta la storia di una troupe cinematografica, formata da giovani e ambiziosi registi, decisa a girare un film per adulti nelle zone rurali del Texas. Vengono ospitati da una coppia di anziani, proprietari di un’isolata fattoria.
Il loro progetto, però, si trasformerà in un incubo, quando i due anziani scopriranno che genere di film stanno realizzando. È così che la troupe si ritroverà a lottare per la propria sopravvivenza.

Recensione:

In ogni campo della vita esiste un prima ed un dopo.

Per gli amanti del porno (  innumerevoli quanto trasversali nella nostra società)  ha rappresentato una pietra miliare poter vedere e gustarsi un film  sulla TV di casa   tramite la rivoluzione dei  VHS.

Il mercato dell’ home Video alla fine degli anni 70 ha cambiato usi e costumi di milioni di persone.

Le famose “videocassette” hanno rese “felici” intere generazioni di adolescenti e non.

Il porno ,al netto delle proprie opinioni personali, è uno dei maggiori business cinematografici costantemente in crescita

Anzi oggi , se è possibile, è considerato un genere “quasi autoriale”

La parola “X” indicava  per i parametri della  censura una visione consigliata agli over 18, essendo presenti scene esplicite di sesso e violenza.

Ty West partendo da queste considerazioni sociologiche /commerciali ha rievocato quel passaggio storico  inserendo  l’elemento horror in una sceneggiatura variegata ed ambiziosa.

Ci troviamo così davanti ad un intreccio narrativo complessivamente non  banale e supportato da uno stile registico intrigante, che inizialmente predispone lo spettatore positivamente alla visione.

 L’ intrigante idea di partenza perde  forza però nella messa in scena evidenziando  come West non sia stato capace di tenere dritta la proprio visione creativa sul film,

“X”  alterna infatti momenti di “back stage” cinematografici del film amatoriale ad altri di thriller rurale e spettrale della campagna americana incarnata dalla coppia anziana proprietaria della fattoria

All’inizio del film osserviamo Wayne (Martin Henderson)  trasportare  sul proprio pullmino  la piccola troupe  in ua decadente fattoria nel cuore del Texas per girare un nuovo film per adulti .

Un cast artistico composto dalla sua giovane fidanzata Maxine (Mia Goth),  Bobby-Lynne (Brittany Snow), l’ex soldato Jackson (Kid Cudi) ed invece come cast tecnico RJ (Owen Campbell) e la sua timida ragazza Lorraine (Jenna Ortega) come fonico

Una fattoria dove vive un’inquietante coppia d’anziani di cui sappiamo poco e nulla.

La “convivenza” tra la troupe e la coppia di coniugi si incrina quasi subito, quando la moglie Pearl rivela d’avere ancora degli insospettabili appetiti ..sessuali.

Le iniziali e provocanti scene di sesso si mescolano nella seconda parte con quelle di splatter “spinto”   creando nella struttura , a nostro giudizio, un cortocircuito  narrativo.

“X”  risulta  un film “incompiuto”  volendo  strizzare l’occhio a due generi così differenti, perdendo alla lunga coerenza e linearità di racconto e soprattutto buona parte dell’attenzione da parte del pubblico.

L’effetto amarcord e il meta cinema  funzionano  bene nella prima parte solleticando i “pruriti” del pubblico maschile e rievocando i classici dell’horror

La seconda parte invece caratterizzata dallo splatter e brutali esecuzioni si rivela qualcosa di visto e piuttosto confuso ed approssimativo. “X” è quel genere di film che siamo soliti vedere a casa in seconda /terza serata in una domenica torrida d’estate

55)La mia ombra è la tua

Il Biglietto d’acquistare per “La mia ombra è la tua” è : Neanche Regalato (Con Riserva)

“La Mia Ombra è la tua” è un film di Eugenio Cappuccio. Con Marco Giallini, Giuseppe Maggio, Anna Manuelli, Sidy Diop, Claudio Bigagli. Drammatico, 107′. Italia 2022

Sinossi:

Emiliano De Vito ha 25 anni, è orfano di padre e ha sempre vissuto “in un bozzolo”: laureato summa cum laude in Lettere Antiche ha scoperto che il suo pezzo di carta non ha valore in un mondo dove la sua generazione “deve solo correre”. Ma arriva l’occasione giusta: fare da assistente a Vittorio Vezzosi, un autore che ha scritto un solo romanzo, “I lupi dentro”, che molti anni prima è stato un caso editoriale. Una influencer, Carlita Cosmay, si è innamorata di quel romanzo e chiede a gran voce un sequel, e i suoi sette milioni di follower formano un’onda inarginabile. Peccato che Vezzosi odi i social e non veda di buon occhio nemmeno l’idea di scrivere il seguito del suo primo e unico successo letterario. A Emiliano toccherà spronarlo (e anche spiarlo, nelle intenzioni dell’editore) perché porti il compito a termine.

Recensione:

È ufficiale: ho un grave problema con gli adattamenti cinematografici di romanzi italiani che la critica e il pubblico hanno dimostrato di apprezzare molto!

Al termine di ogni proiezione mi assale lo stesso, amletico dubbio: gli sceneggiatori si sono presi troppe licenze poetiche e hanno finito per stravolgere quello che era davvero un bel libro oppure quest’ultimo era inadatto a prendere la via del cinema?

Anche nel caso di “La mia ombra è tua” di Eugenio Cappuccio, non avendo letto il romanzo omonimo di Edoardo Nesi, non sono in grado di darmi una risposta. Ma la sensazione dominante è che gli sceneggiatori non abbiano fatto un buon servizio alla carriera di Nesi. continua su