162) Qualcosa di Buono

qualcosa di buono
Il biglietto d’acquistare per “Qualcosa di Buono” è : 1) Neanche regalato 2) Omaggio 3) Di pomeriggio 4) Ridotto 5) Sempre
“Qualcosa di Buono” è un film del 2014 diretto da George C. Wolfe, scritto da Shana Feste, Jordan Roberts, con: Hilary Swank, Emmy Rossum, Josh Duhamel,Stephanie Beatriz, Jason Ritter, Julian McMahon, Ali Larter, Frances Fisher, Marcia Gay Harden, Ernie Hudson, Loretta Devine.
Lo scorso anno cinematografico ha visto il trionfo agli Oscar di Julianne Moore per la sua toccante interpretazione di una paziente di Alzheimer nell’intenso “Still Alice”.
Se l’Azheimer ti corrode la mente svuotandoti di ogni ricordo fino a farti diventare un involucro vuoto, se possibile la S.L A è anche peggiore facendoti diventare un bambola di marmo incapace di compiere qualunque gesto senza un aiuto esterno
La Sla è una malattia rara neurodegenerativa che colpisce drammaticamente e indistintamente giovani e vecchi senz’ alcuna possibilità di guarigione.
Il malato di SLA si paralizza lentamente nei muscoli, nella voce, nei movimenti, nella respirazione costringendolo a una vita sofferta per sè e i suoi cari fino a che il suo cuore smette di funzionare.
Questa è la storia di Kate(Swank) bella donna di 35 anni, moglie felice e talentuosa pianista che sta vivendo una vita perfetta fino a quando la SLA non si presenta alla sua porta stravolgendone l’esistenza.
Nel giro di diciotto mesi dalla scoperta del primo sintomo lo spettatore osserva la “decadenza” fisica di Kate e l’essere costretta ad accettare l’aiuto dell’ apparente innamorato e devoto marito anche per lavarsi e truccarsi.
Kate è una donna orgogliosa, ama vestirsi bene e prendersi cura del proprio corpo e non accetta di dipendere da un’infermiera per ogni cosa desiderando di essere considerata ancora una donna a tutti i livelli. Così decide di assumere, tra lo stupore e irritazione dei parenti,la giovane studentessa Bec(Rossum) che nonostante non abbia alcuna qualifica medica o professionale si rivela fin da subito l’ideale spalla per Kate.
Le due donne ben presto si scoprono complementari e soprattutto amiche vincendole barriere sociali e culturali che le dividevano all’inizio costruendo così un rapporto sincero,intenso e solidale
Kate vede in Bec ciò che è stata e che non potrà più essere spronandola ad usare in meglio le sue potenzialità come cantautrice mentre Bec trova in Kate l’opportunità di riscattare una vita finora priva di stimoli e obiettivi e soprattutto di dimostrare a se stessa di valere qualcosa e di poter essere utile per qualcosa.
Un testo ben scritto, pulito e semplice che racconta si di dolore,malattia e nel finale di morte, ma che esalta il concetto di amicizia, condivisone e partecipazione tra due esseri umani e in particolare tra due donne e di come sia possibile che due mondi opposti e distanti possano trovarsi e ruotare in armonia sullo stesso emisfero . Un testo forse troppo preciso e puntuale nel descrivere visivamente la via crucis del paziente di SLA rimanendo però paradossalmente quasi asettico sul piano emotivo. Lo spettatore osserva,si turba, ma non scatta fino in fondo l’empatia con la protagonista riscontrando all’interno della sofferenza una versione più scenica che reale.
La regia anche se di taglio televisivo è di buon livello, attenta a curare i dettagli e nel raccontare con buon ritmo la storia d’amicizia tra le due donne e declinando con i giusti tempi la fase drammatica della vicenda mantenendo un discreto pathos narrativo magari con parte finale più stucchevole e densa di buonismo e soprattutto. Prevedibile.
Essendo un fan accanito di Hilary Swank fin dai tempi di Karate Kid non posso che essere felice di scrivere di perfomance di alto livello sia dal punto di livello recitativo, dopo le ultime opache perfomance, che per intensità emotiva mantenendo quasi sempre un profilo misurato senza mai eccedere in toni manieristici riuscendo a portare in scena il decoro e la dignità di una paziente di SLA.
Piacevole sorpresa cinematografica è stata la scoperta di Emmy Rossum, puntuale, precisa, intensa e talentuosa nell’affrontare il suo personaggio rendendola vivace,umana e reale nella sua poliedricità. La coppia Swank- Rossum funziona, si sostiene a vicenda sulla scena creando buone vibrazioni con il pubblico.
E’ difficile non essere partecipi e coinvolti nel tragico e inevitabile finale eppure lo spettatore non potrà pensare che possa essere “Qualcosa di Buono” avere un rapporto come le due le donne del film per rendere meno amara il passaggio di una malattia, aihmè ,mortale.

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci,nonostante tutto”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html

Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano “Essere Melvin”

http://www.ibs.it/code/9788899121372/de-agrograve/essere-melvin-tra.html

The ticket purchase for “Something Good” is: 1) Not even gave 2) Tribute 3) In the afternoon 4) Reduced 5) Always
“Something Good” is a film of 2014 directed by George C. Wolfe, written by Shana Feste, Jordan Roberts, with Hilary Swank, Emmy Rossum, Josh Duhamel, Stephanie Beatriz, Jason Ritter, Julian McMahon, Ali Larter, Frances Fisher , Marcia Gay Harden, Ernie Hudson, Loretta Devine.
Last year saw the film Oscar triumph of Julianne Moore for his touching interpretation of a patient’s disease in the intense “Still Alice”.
If you Azheimer svuotandoti corrodes the mind of every memory until you become an empty shell, if possible the SL is even worse making you become a doll marble unable to perform any act without outside help
ALS is a rare neurodegenerative disorder that dramatically affects young and old alike and senz ‘no chance of recovery.
The ALS sufferer will slowly paralyzes the muscles, voice, movement, breathing, forcing him to a painful life for himself and his family until his heart stops working.
This is the story of Kate (Swank) beautiful 35 year old woman, wife happy and talented pianist who is living a perfect life until the SLA does not show up at his door distorting existence.
Within eighteen months after the discovery of the first symptom the viewer observes the “decadence” of physical Kate and being forced to accept the help of ‘apparent love and devoted husband also to wash and wear makeup.
Kate is a proud woman, likes to dress well and take care of your body and does not accept to depend on a nurse for everything wishing to be considered even a woman at all levels. So he decides to take, to the surprise and irritation of the relatives, the young student Bec (Rossum) who despite not having any medical or professional qualification proves immediately the ideal shoulder for Kate.
The two women soon discover complementary and winning them friends especially social and cultural barriers that divided the beginning thus building a relationship sincere, intense and supportive
Kate sees Bec what was and what will no longer be spurring it to use in its maximum potential as a songwriter while Bec located in Kate the opportunity to redeem a life so far devoid of ideas and goals, and especially to prove to herself worth something and can be useful for something.
A well-written text, clean and simple that tells you of pain, disease and death in the final, but that enhances the concept of friendship, sharing and participation between two human beings and in particular between two women and how it is possible that two worlds opposites and far can be rotated and in harmony on the same hemisphere. A text may be too precise and accurate in describing visually for the suffering patient of ALS while remaining paradoxically almost aseptic emotionally. The viewer observes, is troubled, but it snaps to the bottom of empathy with the protagonist experiencing inside of suffering a more scenic than real.
Directed although cutting television is good, careful to handle the details and with good rhythm in telling the story of the friendship between the two women, and declining with the right timing phase of the dramatic story maintaining decent narrative pathos perhaps with the final most cloying and thick with doing good and above. Predictable.
Being an avid fan of Hilary Swank since the time of Karate Kid, I can only be happy to write high-level of performance both in terms of level recitative, after the last performance opaque, which emotional intensity for maintaining a profile almost always measured without err on the tones mannerist managing to stage decorum and dignity of a patient with ALS.
Pleasant surprise film was the discovery of Emmy Rossum, punctual, precise, intense and talented in dealing with her character making vibrant, human and real in its versatility. The couple Swank- Rossum works, it supports each other on the scene creating good vibes with the audience.
It ‘hard not to be involved and participate in the tragic and inevitable end but the viewer can not think that it can be “Something Good” to have a relationship as the two women in the film to make it less bitter the passing of a disease, Aihm, deadly .

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161) Minions

Minios

Il biglietto d’acquistare per “Minions” :1) Neanche Regalato 2) Omaggio 3) Di pomeriggio 4) Ridotto 5) Sempre

“Minions” è un film d’animazione del 2015 diretto da Kyle Balda e Pierre Coffin, scritto da Brian Lynch. Con le voci italiane di Luciana Littizzetto, Fabio Fazio, Riccardo Rossi, Alberto Angela, Selvaggia Lucarelli.

Dalla notte dei tempi sono esistiti il bene e il male. C’è chi ha sostenuto il primo e chi invecee ha ceduto al fascino del lato Oscuro. C’è chi è nato per comandare chi per servire.

Ebbene i Minions sono stati sempre presenti fin dalla creazione universale trovando la loro ragion d’essere nel servire e supportare i più grandi cattivi della storia così ci racconta la voce narrante di Alberto Angela

“Sfortuna” vuole che i Capi con Minions abbiano vita breve e così i nostri simpatici cattivi dalla pelle gialla durante il corso della storia hanno servito diversi capi dal Tiranno Sauro Rex ai faraoni dell’Antico Egitto fino a Napoleone finendo però esiliati e soprattutto annoiati al Polo Nord rischiando l’estinzione. Così il prode Kevin propone di uscire dall’isolamento e di trovare nel mondo un nuovo cattivo da servire. Parte così una sorta di compagnia del cattivo parafrasando Tolkien composta da Kevin, Bob e Stuart alla ricerca della vera cattiveria.

Siamo negli anni Sessanta e i nostri eroi dopo lunghe peregrinazioni arrivati in America vengono a sapere che a Orlando si svolgerà l’Expo dei Cattivi.

Quale occasione migliore per trovare il nuovo capo pensano felici i Minions che una volta giunti all’Expo vengono reclutati come aiutanti da Lady Scarlet(Lizzittetto) e incaricati di dimostrare la loro fedeltà rubando la Corona d’Inghilterra.

Non vogliamo svelare oltre della trama del film che regala momenti davvero divertenti per la gioia degli spettatori siano essi piccoli o grandi. L’intreccio narrativo funziona mantenendo nel complesso un buon ritmo narrativo e soprattutto tenendo alta l’attenzione e curiosità del pubblico.

Il buffo linguaggio dei Minions che sembra evocare da una parte lo spagnolo e dall’altra il linguaggio infantile non può non farti sorridere

Minions è una via di mezzo tra un prequel e un sequel di Cattivissimo me ricco di omaggi cinematografici e con una colonna sonora azzeccata e coinvolgente.

Mai come nel caso dei Minions lo spettatore si sente di tifare per gli ingenui” cattivi che si trovano sempre coinvolti in avventure sulla carta più grandi di loro eppure capaci di tirarsene fuori con disarmante semplicità. continua su

http://www.nuoveedizionibohemien.it/index.php/appuntamento-al-cinema-minions/

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci nonostante tutto”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html

Vittorio De Agrò  e Cavinato Editore presentano”Essere Melvin”

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The ticket purchase for “Minions”: 1) Not Gifted 2) Tribute 3) In the afternoon 4) Reduced 5) Always

“Minions” is an animated film of 2015 directed by Kyle Balda and Pierre Coffin, written by Brian Lynch. With the voices of Italian Luciana Littizzetto, Fabio Fazio, Riccardo Rossi, Alberto Angela, Wild Lucarelli.

The dawn of time have existed good and evil. Some have claimed the first and who invecee has fallen under the spell of the dark side. Some people are born to command for those who serve.

Well the Minions have always been present since the creation of universal finding their raison d’etre in serving and supporting the greatest villains of history well tells the narrator Alberto Angela

“Bad luck” wants the bosses with Minions have a short life and so our sympathetic villains from yellow skin during the course of history have served several leaders from Tyrant Rex Sauro to the pharaohs of ancient Egypt up to ending though exiled Napoleon and especially bored to North Pole facing extinction. So the brave Kevin proposes to come out of isolation and into the world to find a new villain to serve. Part of a sort of company of bad paraphrase Tolkien composed of Kevin, Bob and Stuart seeking true malice.

We are in the sixties and our heroes after long wanderings came to America they learn that the Expo will be held in Orlando Naughty.

What better time to find a new boss happy Minions think that once they arrive at the Expo are recruited as helpers by Lady Scarlet (Lizzittetto) and instructed to prove their loyalty by stealing the Crown of England.

We not want to reveal more than the plot of the film that gives really funny moments to the delight of the audience whether they be small or large. The storyline runs while maintaining an overall good narrative rhythm and especially taking high attention and public curiosity.

The funny Minions language that seems to evoke on one side and Spanish on the other the baby talk can not but make you smile

Minions is a cross between a prequel and a sequel to Despicable Me full of tributes and film with a soundtrack apt and engaging.

Never before in the case of Minions the viewer feels to cheer for fools “villains who are always involved in adventures on paper larger than themselves and yet able to lift ourselves out with disarming simplicity. continues on

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Vittorio De Agro presents “Let us love despite everything”

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Vittorio De Agro and Cavinato Publisher present “Being Melvin”

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160) La Bella Gente

la bella gente

Il biglietto da acquistare per “La bella gente” è : 1)Neanche regalato; 2)Omaggio; 3)Di pomeriggio; 4)Ridotto; 5)Sempre.

Un film di Ivano De Matteo. Con Elio Germano, Monica Guerritore, Antonio Catania, Victoria Larchenko, Iaia Forte, Giorgio Gobbi, Myriam Catania. Drammatico, 98′. 2009

Per quanto ci professiamo progressisti e aperti mentalmente, non possiamo fare a meno di vivere abbracciando schemi compassati e luoghi comuni. L’uomo di destra è per definizione gretto, egoista ed edonista; chi a vota a sinistra, invece, è sensibile, altruista, profondo, colto.

Aiutare il prossimo, oggi più che mai, è un dovere morale oltre che civile; se vogliamo insultare una persona, nel 2015 gli diciamo: “Sei come Salvini”.

Ma siamo così convinti di queste categorie? Siamo sicuri che “La Bella Gente” stia a sinistra, nei salotti radical chic?

Ivano De Matteo, in questo nuovo/vecchio film del 2009, si pone questa domanda, mostrandoci amaramente come l’ipocrisia e il culto delle apparenze siano il pane quotidiano di noi italiani.

La generazione degli anni ’60 si è illusa di cambiare il mondo, quando invece è stato quest’ultimo a cambiare loro, eppure continua a vivere nell’illusione che ancora oggi siano gli ideali a muoverli.

Come nel caso dell’affiatata e innamorata coppia composta da Alfredo (Catania) e Susanna (Guerritore), che vive una vita serena e agiata tra Roma e la casa di campagna dove passare le vacanze.

Susanna è impegnata nel sociale, lavora in un’associazione che si occupa di donne maltrattate. Un giorno, tornando a casa in auto dopo aver fatto la spesa, nota a bordo strada una giovane maltratta dal protettore. Questa vista la scuote al punto da convincere il marito, all’inizio molto titubante, a prendere in casa con loro la giovane, Nadia (Larchenko), che si scoprirà poi essere di origini ucraine.

In Susanna scatta una sorta d’istinto materno, sicuramente quello che prevale in lei è il desiderio di dimostrarsi diversa dai suoi vicini di casa gretti e superficiali, al punto di considerare l’idea di portare Nadia a Roma.

Il “segreto” di Nadia ben presto viene svelato agli amici e soprattutto al figlio della coppia Giulio (Germano) e alla sua compagna snob Flavia (Myriam Catania), provocando non pochi problemi e di fatto rompendo l’apparente equilibrio familiare. continua su

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Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci,nonostante tutto”

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The ticket to buy for “The beautiful people” is: 1) Not even a present; 2) Tribute; 3) In the afternoon; 4) Low; 5) Always.

A film by Ivano De Matteo. With Elio Germano, Monica Guerritore, Antonio Catania, Victoria Larchenko, Iaia Forte, Giorgio Gobbi, Myriam Catania. Drama, 98 ‘. 2009

As we profess liberal and open-minded, we can not help but live embracing schemes prim and clichés. The man on the right is by definition narrow, selfish and hedonistic; Who to vote on the left, however, it is sensitive, caring, deep, cultured.

Helping others, now more than ever, it is a moral duty as well as civil; if we want to insult a person, in 2015 we tell him: “You’re like Salvini.”

But we are so convinced of these categories? We are sure that “The Beautiful People” is on the left, in living radical chic?

Ivano De Matteo, in this new / old movie of 2009, asks this question, showing us bitterly as the hypocrisy and the cult of appearances are the daily bread of the Italians.

The 60s generation was deluded to change the world, when in fact it was the latter to change them, yet he continues to live in the illusion that even today are the ideals to move them.

As with dell’affiatata and love tandem of Alfredo (Catania) and Susanna (Guerritore), who lives a peaceful life and well-off between Rome and the country home to spend the holidays.

Susanna is engaged in social work in an association that deals with battered women. One day, coming home in the car after shopping, known roadside a young mistreats the protector. This view shakes enough to convince her husband, very hesitant at the beginning, to take home with them the young, Nadia (Larchenko), who turns out to be then of Ukrainian origin.

In Susanna takes a sort of maternal instinct, surely what prevails in her is the desire to prove different from its neighbors petty and superficial to the point of considering the idea of ​​bringing Nadia in Rome.

The “secret” of Nadia was soon revealed to friends and especially the couple’s son Giulio (Germano) and his partner Flavia snob (Myriam Catania), causing many problems and in fact breaking the apparent family balance. continues on

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Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

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159) Io che amo solo te (Luca Bianchini)

 

io che amo solo te

“Io che amo solo te” è un libro scritto da Luca Bianchini e pubblicato nel 2013 da Mondadori.
Noi italiani siamo un popolo strano dando il meglio e a volte il peggio di noi nelle grandi occasioni.
Battesimo , comunione, cresima, matrimonio e funerali sono sì i momenti cruciali della vita di un uomo, ma anche le occasioni per apparire e regolare i conti in sospeso.
Le feste si sa possono essere imprevedibili oltre che essere costose e faticose.
La madre di tutte le feste è sicuramente il matrimonio in cui sono necessari coraggio e polso fermo per sopravvivere.
Un matrimonio è l’arte del compresso e come scrive l’autore è soprattutto comprendere che “l’amore è non rompere i coglioni”.
Non conoscevo Luca Bianchini come scrittore né tanto meno come stimato speaker radiofonico e cosi quando qualche giorno fa il mio occhio è caduto sulla notizia che erano in corso le riprese di un film tratto da questo libro ha prevalso in me la curiosità da lettore.
Fin dalle prime pagine del libro devo ammettere che la curiosità è stata premiata dalla freschezza e fluidità del testo regalandomi più di un sorriso.
Bianchini porta il lettore nella bella e luminosa Puglia in particolare nel delizioso e piccolo paesino di Polignano per assistere alla tre giorni dell’evento dell’anno ovvero il matrimonio di Damiano e Chiara,prossimi spos e soprattutto rispettivamente figli di Don Mimì e di Ninella legati un tempo non troppo lontano da un grande amore.
Un matrimonio che diventa quindi la scusa perfetta per chiudere i conti con il passato e soprattutto per dimostrare che il vero amore non invecchia mai.
Ninella e Don Mimì si sono sposati con persone diverse e nonostante tutto si sono amati a distanza. La prima che ha vissuto una vita a metà senza provare il vero amore e invece l’uomo si è reso conto di come la sua vita sia stata condizionata più dalle responsabilità familiari piuttosto che dai suoi desideri e sogni.
Il destino divertendosi a giocare con i sentimenti dei due vecchi amanti ha fatto incontrare e innamorare i lori figli che come tutti gli sposi vivono giornate di dubbi e incertezze e nello stesso vengono travolti dall’impotente e sfarzosa organizzazione voluta sa Matilde alias First Lady,moglie di Mimì.
Nel corso delle pagine non possiamo non sorridere del dolce Orlando impegnato a urlare al mondo la propria identità e della battagliera Nancy decisa a mettere fine al suo pesante fardello, la verginità e di perdere l’ultimo mezzo chilo per entrare nel vestito.
Una commedia brillante,divertente che ci mostra la bellezza e le tradizioni del Sud e di come solo lì un matrimonio possa durare giorni interni bloccando un paese… continua su

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“I just I love you” is a book written by Luca Bianchini and published in 2013 by Mondadori.
We Italians are a strange people giving the best and sometimes the worst of us on special occasions.
Baptism, communion, confirmation, marriage and funerals are so crucial moments of a man’s life, but also opportunities to appear and settle accounts outstanding.
The parties know they can be unpredictable as well be costly and laborious.
The mother of all festivals is definitely marriage where they are needed courage and a steady hand to survive.
A wedding is the art of compressed and as the author is above all to understand that “love is not break my balls.”
Luca Bianchini did not know as a writer nor as estimated radio speaker and so a few days ago when my eye fell on the news that they were being filmed for a movie based on this book has prevailed in me the curiosity of the reader.
From the first pages of the book I must admit that curiosity was rewarded by the freshness and smoothness of text giving me more than a smile.
Bianchini takes the reader into the beautiful and bright Puglia in particular in the delightful little village of Polignano to attend the three-day event of the year which is the marriage of Damiano and Chiara, next married and above respectively sons of Don Mimì and related Ninella a time not too far from a great love.
A marriage that becomes the perfect excuse to close accounts with the past and above all to show that true love never grows old.
Ninella Mimi and Don were married to different people and in spite of everything you are loved from a distance. The first who has lived a life in half without experiencing true love and, instead, man has realized how his life was affected more by family responsibilities rather than by his desires and dreams.
The fate fun playing with the feelings of the two old lovers did meet and fall in love with the values ​​that children like all married couples living days of doubt and uncertainty, and the same are overwhelmed and lavish dall’impotente organization wanted knows Matilde aka First Lady, wife Mimi.
During the pages we can not smiling sweet Orlando committed to shout to the world their identity and combative Nancy decided to put an end to its heavy burden, virginity and to lose the last pound to enter the suit.
A comedy, fun showing us the beauty and traditions of the South and only there as a marriage can last days inside blocking a country … read on

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158) La Ragazza del Treno di (Paula Hawkins)

la ragazza del treno

Molti anni fa, prima di scoprire il piacere di camminare, ero solito prendere l’autobus per andare a scuola. Ogni giorno, per tre anni, alle 7.45 prendevo il 53 che mi avrebbe portato in centro. Con il tempo i volti dei passeggeri divennero familiari. Con alcuni addirittura nacque un’amicizia. Guardavo fuori dal finestrino e osservavo le case, i negozi che si aprivano e i bar popolarsi di gente e immaginavo le vite degli estranei che mi passavano davanti agli occhi. Ero affezionato ai miei “estranei” e, quando per un motivo o un altro non li vedevo, sentivo la loro mancanza.

Spesso guardiamo fuori dalla finestra per osservare la vita degli altri perché la nostra è vuota e triste.

La vita degli altri, vista da fuori, può sembrare bella, felice e spensierata eppure basta cambiare prospettiva per capire che può nascondere anche terribili segreti.

Nel 1954 il Maestro Alfred Hitchcock ci mostrò, con il bel film “La finestra sul cortile”, come basti poco a una persona per entrare nella vita degli altri e rischiare di esserne travolto.
Con questo romanzo Paula Hawkins propone una sua personale rielaborazione del genere, presentando al lettore la vita di Rachel, in apparenza tranquilla e anonima, una giovane donna con le giornate scandite dai viaggi in treno per andare al lavoro e tornare a casa.
Ben presto scopriamo che Rachel è disoccupata, divorziata e ha problemi di alcoolismo e trova confronto nell’osservare le azioni di una coppia sconosciuta, Scott e Megan, e nel fantasticare sulla loro vite.
Un romanzo a più voci o, sarebbe meglio dire, al femminile perché leggiamo i pensieri, le vite e, soprattutto, le solitudini di due donne: Anna e Megan.

In totale, tre donne diverse, complesse, eppure legate da un filo rosso comune che emergerà lentamente e in maniera imprevedibile nel corso del libro.
Il lettore segue da tre punti di vista la storia che assume, nel corso della lettura, le sembianze di un giallo psicologico che non può non evocare nel lettore un altro celebre film, “I Soliti Sospetti”. L’intreccio narrativo, ben costruito e avvolgente, regala continue sorprese lasciando fino all’ultimo più di un dubbio in chi legge.

Seppure si tratti un romanzo “al femminile”, emergono anche le figure maschili (Scott, il marito di Megan e Tom marito di Anna) che, anche se dallo sfondo, incidono non poco sulle protagoniste, dimostrando come il lato oscuro venga spesso mascherato. continua su

http://www.mygenerationweb.it/201508232606/articoli/biblioteca/libri/2606-la-ragazza-sul-treno-le-curiose-vite-degli-altri-sul-convoglio-di-ogni-esistenza

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Many years ago, before discovering the pleasure of walking, I used to take the bus to go to school. Every day, for three years, at 7.45 I took the 53 that would take me downtown. By the time the faces of the passengers became familiar. With some even formed a friendship. I looked out the window and watched the houses, the shops that opened and bars populated by people and imagine the lives of strangers that I passed in front of the eyes. I was fond of my “foreign” and, when for one reason or another did not see them, feel their absence.

Often we look out the window to observe the lives of others because ours is empty and sad.

The lives of others, from the outside, may seem beautiful, happy and carefree but just change the perspective to realize that it can also hide terrible secrets.

In 1954 the Master Alfred Hitchcock showed us, with a beautiful film “Rear Window” as a person just enough to enter the lives of others and to risk being overwhelmed.
With this novel Paula Hawkins offers a personal reworking of the genre, presenting the reader the life of Rachel, apparently quiet and anonymous, a young woman with days marked by train travel to get to work and back home.
Soon we discover that Rachel is unemployed, divorced and has problems of alcoholism and is compared to observe the actions of an unknown couple, Scott and Megan, and fantasize about their lives.
A novel of many voices, or, I should say, the female because we read the thoughts, lives, and, above all, the loneliness of two women: Anna and Megan.

In total, three different women, complex, yet linked by a common thread that will emerge slowly and unpredictably throughout the book.
The reader follows three points of view that the story takes, during the reading, the appearance of a psychological thriller that can not fail to evoke in the reader a more famous film, “The Usual Suspects”. The storyline, well built and enveloping, offering continual surprises leaving last more than a doubt in the reader.

Although it is a novel, “female”, also emerge male figures (Scott, Megan’s husband Tom and Anna’s husband) who, although from the background, affecting not just the protagonists, showing that the dark side is often masked. continues on

http://www.mygenerationweb.it/201508232606/articoli/biblioteca/libri/2606-la-ragazza-sul-treno-le-curiose-vite-degli-altri-sul-convoglio-di-ogni-esistenza

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157) Mission Impossible – Rouge Nation

impossible 2

Il biglietto da acquistare per “Mission Impossibile: Rouge Nation” è: 1)Neanche Regalato; 2)Omaggio; 3)Di pomeriggio; 4)Ridotto; 5)Sempre.

Un film di Christopher McQuarrie. Con Tom Cruise, Alec Baldwin, Jeremy Renner, Simon Pegg, Ving Rhames, Rebecca Ferguson, America Olivo, Sean Harris. 130′, Azione. 2015

Ci dividiamo su tutto, da sempre. Cibo, squadre sportive, libri, film, non c’è ambito in cui non sia possibile esprimere un proprio giudizio e schierarsi. Come dice il detto, tra parentesi, tenere il piede in due scarpe non è solo ingiusto, è impossibile. Bisogna scegliere di chi o di cosa essere fan.

In ambito spionistico, io la mia scelta l’ho fatta da tempo, elevando James Bond a icona. Così, da ragazzo, guardando in tv la serie “Mission Impossible” e le avventure di Ethan Hunt e del suo gruppo confesso di aver sbadigliato spesso per la noia, considerandoli poco più dei “cugini poveri” del mio Bond.

Mi sento in dovere di aggiungere che, da “serie-dipendente” quale sono, ho sempre storto il naso davanti al passaggio di una serie dal piccolo al grande schermo, perché spesso, nel processo, si perde il fascino e soprattutto l’essenza originaria della storia.

Dopo queste premesse non vi biasimo se state pensando che la recensione che vi apprestate a leggere sarà negativa, se non venata di pregiudizi. Ebbene, vi sbagliate. Anche se il sorriso a trentadue denti di Tom Cruise mi provoca da sempre l’orticaria, e il fatto che oggi, guardandomi allo specchio, io sembri il nonno dell’attore anche se anagraficamente sono il minore non aiuti a rendermelo più simpatico, non si può negare che il nuovo capitolo del cinematografico Mission Impossible sia il più riuscito.

Ethan Hunt (Cruise) e i suoi fidati amici sono stati messi al bando dalla CIA, in quanto considerati dal suo direttore (Baldwin) un gruppo indisciplinato, senza regole, che ottiene risultati più per fortuna che per meriti. Eppure solo l’IMF e Hunt si dimostrano in grado di fermare il “Sindacato”, un’organizzazione misteriosa che punta a destabilizzare l’equilibrio mondiale.

Cos’è il Sindacato? Non vogliamo fare spoiler, diciamo solo che è il classico esempio di “serpe in seno”. Nel corso del film, come da copione, si finisce per non capire bene chi sia il buono e chi il cattivo.

Generalmente il punto debole dei film di questo tipo è la pochezza del testo, che si perde sullo sfondo lasciando alla spettacolarità delle immagini il compito di colmare le lacune narrative. Ebbene in questo caso la sceneggiatura si rivela ben scritta, fluida, divertente, capace di regalare spunti interessanti e sorprendenti che tengono alta e quasi costante l’attenzione dello spettatore…continua su

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Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci, nonostante tutto”

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Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano “Essere Melvin”

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The ticket to buy for “Mission Impossible: Rouge Nation” is: 1) Not Gifted; 2) Tribute; 3) In the afternoon; 4) Low; 5) Always.

Directed by Christopher McQuarrie. Tom Cruise, Alec Baldwin, Jeremy Renner, Simon Pegg, Ving Rhames, Rebecca Ferguson, America Olivo, Sean Harris. 130 ‘, Action. 2015

We share everything, always. Food, sports teams, books, films, there is no area where you can not express their own judgments and take sides. As the saying goes, by the way, keep a foot in both camps is not only unfair, it is impossible. You have to choose who or what to be fans.

In the area of ​​espionage, I’ve made my choice long ago, elevating James Bond icon. So, as a boy, watching on TV series “Mission Impossible” and the adventures of Ethan Hunt and his team I must confess that he often yawned with boredom, considering them little more than the “poor cousins” of my Bond.

I feel compelled to add that, “set-dependent,” that I am, I always turned up their nose at the passage of a series from the small to the big screen, because often, in the process, you lose the charm and above the original essence of history.

After these premises do not blame you if you are thinking that the review you are about to read will be negative, if not tinged with prejudice. Well, think again. Although the toothy smile of Tom Cruise I always causes a rash, and the fact that today, looking in the mirror, I look like the grandfather of the actor by birth even if they are minor does not help rendermelo cutest, not denying that the new chapter of the film Mission Impossible is the most successful.

Ethan Hunt (Cruise) and his trusted friends were banned by the CIA, as seen by its director (Baldwin) a group undisciplined, unruly, that gets results more by luck than merit. Yet only the IMF and Hunt prove unable to stop the “Syndicate”, a mysterious organization that aims to destabilize the world balance.

What is the Union? We do not want spoilers, let’s just say it is a classic example of “snake within.” Throughout the film, as expected, it ends up not understand who is good and who bad.

Generally the weak point of the film of this type is the paucity of the text, which is lost in the background leaving the spectacular images of the task of filling the gaps in the narrative. Well in this case, the script proves well written, fluid, fun, able to give some interesting and surprising that hold high and almost constant attention of the viewer … read on

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Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

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Vittorio De Agro and Cavinato Publisher present “Being Melvin”

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156) Cinquanta Sfumature di Grigio (E.L. James)

“Cinquanta Sfumature di Grigio” è un libro scritto da E.L.James e pubblicato in Italia nel 2012 da Mondadori.
Non sono una persona alla moda, il più delle volte indosso un abito o frequento un locale quando essi non sono più “in”. Anche dal punto di vista letterario essendo “un diversamente ignorante” fatico a seguire le classifiche dei libri più venduti.
Leggendo sul web che nelle ultime settimane il libro più “hot” dell’estate è “Grey” il nuovo romanzo di E.L James non ho potuto non sorprendermi visto che per lungo tempo mi sono tenuto alla larga dalle diverse  sfumature essendo bigotto, e soprattutto considerando il sesso noioso in sé non trovavo ragione per leggere un romanzo dedicato ad esso.
Ma di fronte al nuovo “exploit” letterario della James ha prevalso in me la curiosità, e così, vincendo pregiudizi e formalismi, ho preso dallo scaffale di un supermercato una copia di “50 sfumature di Grigio”, perché come sostengo sempre” se vuoi capire un fenomeno ,devi risalire fino alla fonte”.
Su 50 sfumature e sull’autrice E.L James sono state scritte migliaia di pagine e fiumi d’inchiostro sono stati usati per raccontare la filosofia di questi libri.
Cosa dunque posso aggiungere di diverso e originale a quanto è stato già detto e scritto?
Probabilmente nulla, e mi sembra inutile riassumevi la storia già arcinota della verginella Anastasia e di Grey misterioso, bello e fobico del contatto e di come elevino lo “scopare forte” a forma di amore.
Allora perché sto scrivendo questa recensione? Sicuramente per me stesso perché ho bisogno di scuotermi dalla noia e torpore che hanno invaso il mio corpo durante la lettura.
Leggendo 50 sfumature, se mai avessi avuto bisogno di conferma, posso dire senza remore che la creatività legata al sesso è qualcosa di sprecato e inutile.
E.L James ha sicuramente creato un genere e condizionato la letteratura mondiale e a mio avviso peggiorandolo e di fatto con questo romanzo ha sancito la fine del femminismo o quanto meno dichiara senza esitazione che il romanticismo non esiste o al massimo è una perdita di tempo.
Anastasia Steele non è una donna da salvare, né da compatire e forse neanche da amare perché accetta di essere controllata, comandata e anche picchiata da un uomo aprendo la strada in qualche modo alla legittimazione del femminicidio.
Le donne non sognano più il principe azzurro, si accontentano di uomo che sia tale e che “scopi forte” visto che ormai nell’uomo di oggi prevale l’aspetto femminile e in molti casi un tendenza ad esplorare altri gusti sessuali.
Gli uomini leggendo questo romanzo, hanno sospirato o magari sognato di essere ricchi, belli e virili come Christian Grey, non posso che provare per loro molta compassione.
Grey non è un uomo, ma una macchietta del genere. Un uomo è tale se protegge e ama la propria donna e non se le mette paura. Grey è fobico e ossessivo, guai a vederlo come modello.
Molti critici e soprattutto lettori hanno attaccato ferocemente E L James per la modestia del suo stile,per un linguaggio povero e un intreccio narrativo povero..continua su

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Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci, nonostante tutto”

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Vittorio De Agrò e Essere Melvin presentano “Essere Melvin”

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“Fifty Shades of Grey” is a book written by ELJames and published in Italy in 2012 by Mondadori.
I’m not a fashionable person, most of the time I wear a suit or attend a local when they are no longer “in”. Even from the literary point of view being “an otherwise ignorant” I struggle to follow the charts of best-selling books.
Reading on the web in recent weeks the book more “hot” summer is “Grey” the new novel by EL James I could not surprise me because for a long time I stayed away from the various colors of shades being bigoted, and especially considering the boring sex itself was not reason to read a novel dedicated to it.
But in front of the new “exploits” of the literary James he prevailed in me the curiosity, and so, winning prejudices and formalism, I took from the shelf of a supermarket a copy of “50 shades of gray,” because as always say “if you want to understand a phenomenon, you have to go back to the source. ”
Of 50 shades and about the author EL James were written thousands of pages and rivers of ink have been used to describe the philosophy of these books.
What then can I add different and original in what has already been said and written?
Probably nothing, and it seems useless riassumevi already very well known history of virgin Anastacia and Grey mysterious, beautiful and phobic and contact elevino as the “fuck strong” in the form of love.
So why am I writing this review? Certainly for myself because I need to shake me from the boredom and torpor that have invaded my body while reading.
Reading 50 shades, if I ever needed confirmation, I can say without hesitation that creativity related to sex is something wasted and useless.
EL James has certainly created a genre and influenced the world literature and in my opinion peggiorandolo and actually with this novel marked the end of feminism or at least declare without hesitation that romance does not exist or is at best a waste of time.
Anastasia Steele is not a woman to be saved, nor to be pitied, and perhaps even to love because they agree to be monitored, controlled and even beaten by man leading the way in some way the legitimacy of femicide.
Women do not dream any more princes are satisfied with man is such and that “strong purpose” now that humans today prevails the feminine aspect and in many cases a tendency to explore other sexual tastes.
Men who read this novel and sighing or even have dreamed of being rich, handsome and virile as Cristian Grey, I can only feel much sympathy for them.
Grey is not a man, but a caricature of the kind. A man is such if it protects and loves his woman and not if the scares. Grey is phobic and obsessive, woe to view it as a model.
Many critics and readers especially attacked fiercely EL James for the modesty of his style, for a poor language and a storyline on povero..continua

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Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

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155) Ant-Man

Ant-Man

Il biglietto d’acquistare per “Ant-Man” è : 1) Neanche Regalato 2) Omaggio 3) Di pomeriggio 4) Ridotto 5) Sempre

· “Ant-Man” è un film del 2015 diretto da Peyton Reed, scritto da : Edgar Wright & Joe Cornish eAdam McKay & Paul Rudd con: Paul Rudd, Michael Douglas, Evangeline Lilly,Corey Stoll, Bobby Cannavale, Michael Peña.

Le favole ci raccontano che i principi azzurri sono belli, giovani,magri e abili con la spada e i giornali ci ricordano che gli eroi sono oltre tutto questo anche senza macchia e paura.

Gli eroi targati Marvel possiedono il marchio di fabbrica del riscatto sociale e ideale del protagonista grazie a imprese uniche e straordinarie come salvare il mondo ad esempio.

Eroi che fanno della forza fisica, della potenza, dell’intraprendenza e dell’ardore in battaglia il proprio marchio di fabbrica.

Ebbene Stan Lee, genio creativo, probabilmente un giorno si sarà reso conto che anche i piccoli di statura possono compiere azioni mirabolanti ed erigersi ad eroe.

Se poi oltre essere piccolo, se magari un ex galeotto e divorziato allora ecco emergere la figura di Ant-Man, il nostro eroe di turno.

Un eroe forse meno appariscente e rumoroso rispetto agli Avengers, ma di grande rilievo e importanza nella Galassia Marvel?

Chi è dunque Ant-Man? E’ Scott Lang(Rudd), un master in elettronica in tasca e un pedina penale sporcata da crimini informatici e un padre incapace di rendere orgogliosa la propria figlia.

Insomma il perfetto “nerd” che agli occhi dello scienziato Hank Pym(Douglas) può indossare degnamente la sua tuta.

Una tuta capace di renderti piccolo come una formica, ma forte come 100 uomini se non di più. Pym temendo che la sua invenzione potesse cadere in mani sbagliate per anni si è nascosto al mondo. Ma quando il suo ex avido e talentuoso ex allievo Darren Cross(Stoll) riesce a replicare la formula e vendere la tuta da “Calabrone” ad Hydra, per Pym è tempo di agire con l’aiuto della bella figlia Hope( Lilly), sebbene i rapporti tra di loro siano assai conflittuali da quando la moglie di Pym è venuto misteriosamente a mancare.

Così Scott Lang viene addestrato da Pym e figlia per diventare il nuovo Ant-Man e soprattutto comandare telepaticamente l’esercito di formiche formato dal brillante scienziato.

Come dicono gli personaggi durante il film “Gli Avengers salvano il mondo, Ant-Man deve occuparsi di piccole grandi cose”.
Perché dunque vedere Ant-Man?

Sicuramente perché se si è fan del mondo Marvel non si può non conoscere anche questo personaggio che nel complesso non sfigura tra “i giganti” della saga.

Ant-Man è umano come noi, con i suoi pregi e difetti e ha una famiglia da mantenere. E’ si un eroe, ma i suoi poteri dipendono da una tuta che tutti noi potremmo indossare e le sue battaglie per quanto frenetiche,intense e spettacolari sono a portata di microscopio.

Il purista Marvel in America ha un po’ storto la bocca all’uscita del film non decretandone un vero successo,eppure visto dalla prospettiva italiana non ce la sentiamo di bocciarlo in toto

Ant-Man piace, ma non incanta. . In definitiva gli manca il quid necessario per trasformarlo in un film cult sebbene la regia sia nel complesso attenta, precisa e brava nell’alternare i toni e i generi garantendo un buon ritmo.

Il testo convince e fila nella prima parte alternando con saggezza commedia e azione con spruzzata di efficace ironia per poi diventare più scontata e prevedibile nella seconda parte dove le scene di” micro”e “macro” battaglie non sono sufficienti a rendere avvolgente e soprattutto avvincente l’intreccio narrativo..continua su

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Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci, nonostante Tutto”

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Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano “Essere Melvin”

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· “Ant-Man” is a film of 2015 directed by Peyton Reed, written by Edgar Wright & Joe Cornish eadam McKay & Paul Rudd Paul Rudd, Michael Douglas, Evangeline Lilly, Corey Stoll, Bobby Cannavale, Michael Peña.

The tales they tell us that the Prince Charming are beautiful, young, lean and skilled with the sword and newspapers remind us that heroes are beyond that also spotless and fear.

Targati Marvel heroes have the trademark of social redemption and ideal for his performance in companies unique and extraordinary as saving the world for example.

Heroes that make the physical strength, power, enterprise and ardor in battle his trademark.

Well Stan Lee, the creative genius, perhaps one day you will realize that even small stature can do things amazing and set itself up to hero.

If in addition to be little, if perhaps an ex-con and divorced then there emerges the figure of Ant-Man, our hero of the day.

A hero perhaps less flashy and noisy than the Avengers, but of great significance and importance in the Galaxy Marvel?

Who then is Ant-Man? And ‘Scott Lang (Rudd), a master’s degree in electronics in your pocket and a pawn criminal fouled by cyber crime and unable to make a father proud of his daughter.

In short, the perfect “nerd” in the eyes of the scientist Hank Pym (Douglas) can wear worthily his suit.

A suit able to make as small as an ant, but as strong as 100 men if not more. Pym fearing that his invention could fall into the wrong hands for years was hidden from the world. But when his former greedy and talented alumnus Darren Cross (Stoll) can replicate the formula and sell the suit “Hornet” to Hydra, to Pym is time to act with the help of the beautiful daughter Hope (Lilly), although the relationships between them are quite conflicting since his wife Pym came mysteriously missing.

So Scott Lang is transformed by Pym and daughter to become the new Ant-Man and especially telepathically commanding the army of ants formed by the brilliant scientist.

As they say the characters in the film “The Avengers save the world, Ant-Man has to deal with small but important things.”
Why then see Ant-Man?

Surely because if you are fans of the Marvel world, one can not even know this character that overall looks good among the “giants” of the saga.

Ant-Man is human like us, with its strengths and weaknesses and have a family to support. It ‘is a hero, but his powers are dependent on a suit that we could all wear and her struggles as frantic, intense and spectacular are at microscope.

The purist Marvel in America has a little ‘crooked mouth with the film not decreeing a real success, but from the perspective of Italian do not feel fully Rejection

Ant-Man like, but not charming. . Ultimately lacks the necessary quid to turn it into a cult film directed although both overall careful, accurate and good in alternating tones and genres ensuring a good pace.

The text convinces row and in the first part alternating wisely comedy and action with splash of irony effective and then become more obvious and predictable in the second half where scenes of “micro” and “macro” battles are not enough to make wrap and especially compelling the interweaving of narrativo..continua

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154) Pipino Il Breve

pipino

“Pipino Il Breve” è una commedia musicale di Tony Cucchiara con la collaborazione al testo di Renzo Barbera, regia : Giuseppe Romani, scene e costumi: Francesco Geracà, coreografie : Silvana Lo Giudice, musiche : Tony Cucchiara.
Con :Tuccio Musumeci, Massimiliano Costantino, Evelyn Famà, Giampaolo Romania, Margherita Mingemi, Elena Ronsivalle,Olivia Spigarelli, Riccardo Maria Tarci. Musici: Pippo Russo, Roberto Fuzio, Rosario Moschitta, Alessandro Pizzimento.
Lo spettacolo sarà in scena il 13 Agosto ad Aci Bonaccorsi e il 16 e 17 a Segesta

Vi siete mai chiesti come sarebbe stato il mondo se non fosse nato Carlo Magno?
E se dietro la sua nascita ci fosse stata una sorta di “Beautiful” ante litteram?
In fondo la storia è fatta anche di avvenimenti imprevisti degni di una sceneggiatura teatrale.
In questo modo lo spettatore entra nello corte di Pipino il Breve(Tuccio Musumeci), Re di Francia che sebbene sia anziano desidera avere un erede decidendo così di spedire i suoi ambasciatori presso i Sovrani d’Ungheria perchè gli diano in moglie la loro figlia Berta in modo da poter garantire un futuro al proprio regno.
L’ingenua e ubbidiente Berta parte per la Francia e durante il viaggio si ferma a Magonza per rifocillarsi. Qui Falista(Famà) la figlia del Re di Magonza, fisicamente simile a Berta e bramosa di salire sul trono di Francia, escogita insieme al suo amante cavaliere un diabolico piano per prendere il posto di Berta e presentarsi al cospetto di Pipino il Breve.
Un ‘inganno lungo sette anni in cui Falista sebbene dia la luce ben due eredi alla Francia non viene amata bensì schernita pesantemente dalla popolazione oberata di lavoro e stanca.
Berta , risparmiata dalla morte dall’amante di Falista, trova rifugio per sette anni nel bosco presso un cacciatore.
Saranno i genitori di Berta, preoccupati dal lungo silenzio della figlia e desiderosi di rivederla , una volta giunti a corte a svelare l’inganno di Falista, provocando l’ira di Pipino il Breve.
La commedia divisa in due atti ha forse il proprio limite nell’eccessiva lunghezza sebbene nel complesso risulti godibile, fresca, e brillante.
La prima parte risulta più dinamica e incalzante rispetto alla seconda in cui il testo appare meno fluido e dispersivo con alcune scene probabilmente superflue e non necessarie per cogliere l’essenza della storia e rendendo l’intreccio narrativo più pesante da seguire.
Il testo è ben scritto, divertente, fluido, diretto e semplice capace di strappare più di una risata.
Sebbene non sia un ‘amante dei musical, lo spettacolo si segue con piacere e attenzione per merito del giusto alternarsi di recitazione , canto e ballo e soprattutto grazie al talento e alla poliedricità dell’intero cast che si rivela compatto, affiatato e capace di sfornare una prestazione corale di assoluto livello.
Non si può ovviamente non menzionare la performance di Tuccio Musumeci che nonostante non appaia in tutte le scene e la sua veneranda età continua a graffiare e reggere la scena con carisma e personalità. Come degna di citazione è la prestazione di Evelyn Famà convincente anche nel ruolo di “cattiva” rivelando oltre i già conosciuti e apprezzati talenti interpretativi una notevole e intensa capacità canora.
Sono meritevoli di elogio la coreografa Silvana Lo Giudice e l’autore delle musiche Tony Cucchiara per come hanno reso intrigante e coinvolgente l’equilibrio tra musica e danza.
La regia di Giuseppe Romani ispirata a quella del 1975 si dimostra valida, armoniosa, vibrante e ricca di talento magari non sempre costante nel ritmo narrativo, ma brava nell’idea di presentare la storia attraverso quattro talentuosi “musici”- cantastorie.
Il regno di Carlo Magno ha cambiato la storia del mondo, la sua nascita sicuramente cambia la serata dello spettatore che esce dal teatro sorridendo e canticchiando”E’nato Carlo”!.

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci,nonostante tutto”

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Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano “Essere Melvin”

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“Pepin the Short” is a musical comedy of Tony Cucchiara collaboration with the text of Renzo Barbera, director: Joseph Roman, sets and costumes: Francesco Geracà, choreography: Silvana Lo Giudice, music: Tony Cucchiara.
With: Tuccio Musumeci, Massimiliano Constantine, Evelyn Famà Giampaolo Romania, Margherita Mingemi, Elena Ronsivalle, Olivia Spigarelli, Riccardo Maria Tarci. Musicians: Pippo Russo, Roberto Fuzio, Rosario Moschitta, Alessandro Pizzimento.
The show will be staged on August 13 at Aci Bonaccorsi and 16:17 to Segesta

Have you ever wondered how the world would be if it were not born Charlemagne?
And if behind his birth there was a sort of “Beautiful” before its time?
After all, the story is also made of unexpected events worthy of a theatrical script.
In this way, the viewer enters the court of Pepin the Short (Tuccio Musumeci), King of France, who although older want to have an heir deciding to send its ambassadors to the sovereigns of Hungary because the give in marriage their daughter Berta so we can guarantee a future for his kingdom.
The naive and obedient Berta leaves for France and during the journey stops in Mainz for refreshment. Here Falista (Fama), the daughter of the King of Mainz, physically similar to Berta and eager to get on the throne of France, devises with his lover knight a diabolical plan to take the place of Berta and appear in the presence of Pepin the Short.
A ‘deception through seven years when Falista although give light two heirs to France is not popular but heavily mocked by the people overworked and tired.
Berta, saved from death by the lover of Falista, finds refuge in the woods for seven years at a hunter.
Will the parents of Berta, worried by the long silence of her daughter and eager to see you again, when you get to court to reveal the deception of Falista, provoking the wrath of Pepin the Short.
The play is divided into two acts has perhaps its limit in the excessive length overall result although enjoyable, fresh and bright.
The first part is more dynamic and insistent than the second where text appears less fluid and dispersed with some scenes probably unnecessary and not needed to capture the essence of the story and making the heaviest storyline to follow.
The text is well written, fun, fluid, direct and easily able to rip more than a laugh.
Although not a ‘lover of musicals, the show will follow with pleasure and attention to the merits of the right alternation of acting, singing and dancing and especially thanks to the talent and versatility of the entire cast that reveals compact, cohesive and able to churn a choral performance of the highest level.
One can of course not to mention the performance of Tuccio Musumeci that despite not appearing in all scenes and its age continues to scratch and hold the stage with charisma and personality. How worthy of mention is the performance of Evelyn Famà convincing in the role of “bad” proving beyond the already known and appreciated considerable interpretive talents and intense singing ability.
They are deserving of praise choreographer Silvana The Judge and the composer of the music for Tony Cucchiara as they made intriguing and engaging balance between music and dance.
Directed by Giuseppe Romans inspired by that of 1975 became an effective, harmonious, vibrant and full of talent may not always consistent in narrative rhythm, but good idea to present the story through four talented “musicians” – storytellers.
The reign of Charlemagne changed the history of the world, his birth certainly changes the evening of the spectator who leaves the theater smiling and humming “He was born Charles” !.

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153) Lettera al padre (Franz Kafka)

kafka

“Lettera al padre” è un romanzo scritto da Franz Kafka nel 1919 e pubblicato postumo nel 1952 e pubblicato per la prima volta in Italia da Feltrinelli nel 1991.

Quanti di noi possono dire di aver avuto o di avere un dialogo con i propri genitori?
Quanti possono alzare la mano e sostenere di essersi sempre chiarito dopo ogni discussione ?
Quanti possono affermare che il rapporto con il proprio padre si sia sempre basato sull’affetto, rispetto e tolleranza reciproca?
Silenzio vero? Già essere genitore è difficile, ma non è uno scherzo neanche essere figlio e sopportare spesso il carattere e la personalità dominante di un padre o di una madre.
E’ più facile trovare un rapporto fatto di silenzi e reciproche accuse e incomprensioni tra padre e figlio che un scaglia di parmigiano in un alimentare di Parma.
Franz Kafka prima di essere stato un grande scrittore del secolo scorso, fu figlio ed ebbe un rapporto complesso e faticoso con il padre.
Come capita molto spesso in una famiglia si parla poco non avendo il coraggio di affrontare i nodi.
A Kafka non mancava certo l’eloquentia, ma davanti al padre probabilmente la voce veniva meno.
Così lo scrittore praghese , forse, per liberarsi una volta per tutte di un peso dal cuore, decise una sera del 1919 di scrivere una lettera aperta al padre che però mai gli fu consegnata.
Una lettera toccante e di disarmante sincerità che porta il lettore a conoscere gli aspetti più intimi e privati dello scrittore. Una vita trascorsa sotto il peso dell’ombra paterna e del suo giudizio.
Una lettera privata che ovviamente non era pensata per il mondo esterno, ma che comunque il lettore non può non sentire sua. I temi trattati sono in qualche modo universali e moderni.
Un padre burbero, dispotico, incapace di comprendere il figlio e di renderlo insicuro e pieno di complessi.
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“Letter to His Father” is a novel written by Franz Kafka in 1919 and published posthumously in 1952 and published for the first time in Italy by Feltrinelli in 1991.

How many of us can say they have had or have a dialogue with their parents?
Many will raise their hands and claim to have always made it clear after every discussion?
How many can say that the relationship with your father is always based on affection, respect and tolerance?
Silence is not it? Already being a parent is hard, but it is not a joke either be a child and often bear the character and the dominant personality of a father or a mother.
It ‘s easier to find a relationship made up of silences and mutual accusations and misunderstandings between father and son that a sliver of Parmesan in a food of Parma.
Franz Kafka before being a great writer of the last century, was the son and had a complex and difficult relationship with his father.
As it happens very often in a family we do not talk much not having the courage to address the nodes.
In Kafka he was not lacking the eloquentia, but before his father’s voice was probably less.
So the Prague writer, perhaps, to get rid once and for all with a weight from the heart, he decided one evening in 1919 to write an open letter to his father but never was handed to him.
A touching letter and disarming sincerity that leads the reader to know the most intimate and private of the writer. She lived under the weight of the shadow of his father and his judgment.
A private letter that obviously was not meant for the outside world, but that the reader can not help feeling his. The themes are somehow universal and modern.
A gruff father, despotic, unable to understand the child and make it insecure and full of complexes.
continues on

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Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html

Vittorio De Agro Cavinato Publisher present “Being Melvin”

http://www.ibs.it/code/9788899121372/de-agrograve/essere-melvin-tra.html