132 ) Ted 2

ted 2

Il biglietto d’acquistare per “Ted 2” è : 1) Neanche regalato 2) Omaggio 3) Di pomeriggio 4) Ridotto 5) Sempre

“Ted 2” è un film del 2015 diretto da Seth MacFarlane, scritto da Seth MacFarlane, Alec Sulkin, Wellesley Wild, con : Mark Wahlberg, Amanda Seyfried, Liam Neeson, Morgan Freeman, Seth MacFarlane e Giovanni Ribisi.

Può una commedia demenziale, politicamente scorretta, volgare e razzista diventare anche un film di denuncia civile e sociale? Si, se il film in questione è Ted 2 in cu il protagonista della nostra storia è un’orsacchiotto che parla, beve, ama drogarsi e magari decide di mettere su famiglia.

Tre anni fa il mondo ha conosciuto i Rimboamici John Bennett (Wahlberg) e Ted ( MacFarlane) rimanendo incantati da questa favola moderna dove parolacce, droga e sesso non sono più tabu, ma bensì temi portanti della storia. Alla fine del primo film ogni spettatore uscendo dal cinema sorridendo ha sognato di poter aver con sè un suo Ted.

Ebbene ora Ted ha messo la testa a posto sposandosi con l’amata Tami-Lynn e avviandosi a un vita apparentemente felice. Eppure anche per gli orsacchiotti la vita matrimoniale può essere un inferno e dopo un solo anno per la vita di coppia può diventare pesante e fatta di litigi e urla.

Ted così per salvare il proprio matrimonio decide prima di fare un bambino e con l’aiuto del solidale amico John cerca di ottenere ,inutilmente,con bizzarri e divertenti modi lo sperma da star della televisione e dello sport e dopo di che di avviare le pratiche per l’adozione.

Ma si sa mai svegliare il can che dorme e in questo caso la burocrazia americana che di fronte a tale richiesta mette sotto la lente di ingrandimento lo status di Ted volendo stabilire se sia “un bene” o una vera persona.

Inizia così una battaglia legale per i due amici spalleggiati dalla bella ed entusiasta avvocato Samantha Jackson (Seyfied), nonché anch’ella amante delle canne, contro lo Stato affinchè a Ted vengano riconosciuti i suoi diritti.

Diritti civili che mai come in questo momento sono di grande attualità dopo che la Corte Suprema americana ha dichiarato legittimo e costituzionale il matrimonio tra gay.

Ted 2 oscilla tra una tipo di commedia di evasione pura in cui il politcamente scorretto è elevato a filo roso narrativo con una serie di dialoghi frizzanti, diretti e provocatori e nello stesso tempo prova forse con meno successo a mettere sul piatto una serie di riflessioni su come la società americana nonostante sia un Paese d’avanguardia in molte cose per altre sia davvero conservatore e tradizionalista..continua su

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Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci, nonostante tutto”

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Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano :”Essere Melvin”

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The ticket purchase for “Ted 2” is: 1) Not even gave 2) Tribute 3) In the afternoon 4) Reduced 5) Always

“Ted 2” is a film of 2015 directed by Seth MacFarlane, written by Seth MacFarlane, Alec Sulkin, Wellesley Wild, with: Mark Wahlberg, Amanda Seyfried, Liam Neeson, Morgan Freeman, Seth MacFarlane and Giovanni Ribisi.

Can a screwball comedy, politically incorrect, vulgar and racist also become a protest film and civil society? Yes, if the film in question is Ted 2 cu in the protagonist of our story is un’orsacchiotto talking, drinking, he loves drugs and maybe decide to start a family.

Three years ago, the world has known Rimboamici John Bennett (Wahlberg) and Ted (MacFarlane) remain charmed by this modern fairy tale where profanity, drugs and sex are no longer taboo, but rather themes of the story. At the end of the first film every viewer out of the cinema with a smile has dreamed of having with him his Ted.

Well now Ted has put his head in place, marrying his beloved Tami-Lynn and heading to a seemingly happy life. Yet even for the teddy bears married life can be hell, and after only one year for the life of the couple can become heavy and made of quarrels and screams.

Ted so to save their marriage before deciding to make a baby with the help of supportive friend John tries to get, to no avail, with quirky and fun ways sperm from television star and sports and after that you initiate the process for adoption.

But you never know to wake a sleeping dog, and in this case the American bureaucracy in the face of this request puts the magnifying glass status Ted wanting to determine whether it is “good” or a real person.

Thus began a legal battle for the two friends backed by the beautiful and enthusiastic advocate Samantha Jackson (Seyfied) and she too fond of the barrels, against the state for Ted to be recognized his rights.

Civil rights than ever before at this time are very topical after the US Supreme Court declared lawful and constitutional gay marriage.

Ted 2 is between a kind of comedy of pure escapism where politcamente right is high flush gnawed narrative with a series of sparkling dialogue, direct and provocative at the same time test perhaps with less success to bring to the table a series of reflections on like American society despite being a pioneering country in many other things to be really conservative and tradizionalista..continua on

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Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

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131) Teneramente Folle

folle

Il biglietto d’acquistare per “Teneramente Folle” è : 1) Neanche regalato 2) Omaggio 3) Di pomeriggio 4) Ridotto 5)Sempre

“Teneramente Folle” è un film del 2015 scritto e diretto da Maya Forbes , con : Mark Ruffalo, Zoe Saldana, Imogene Wolodarsky, Ashley Aufderheide.
Esistono diversi tipi di disturbi mentali e differenti casi , ma senza dubbio il disturbo bipolare sia esso di 1 o 2 grado è una delle malattie più rognose e difficili non solo da curare, ma soprattutto da gestire per i familiari del malato.
Il malato bipolare è come una pallina di un flipper può muoversi a grande velocità o rimanere incastrata all’angolo.
Nel corso degli anni la psichiatra ha fatto passi da giganti per comprendere questo disturbo e soprattutto come affrontarlo dal punto di vista farmacologico.
Eppure tra gli anni 60 e 70 nella sviluppata e avanzata America tutto era ancora incerto e sconosciuto sul bipolarismo e di fatto chi ne soffriva era una cavia da laboratorio perché oltre il “litio” usato come fosse un’ aspirina, c’era ben poco da usare.
“Teneramente folle” è di per sé un tenero e dolce omaggio d’amore di una figlia nei confronti del padre affetto da tale disturbo, ma sul piano narrativo e divulgativo è decisamente un ‘occasione sprecata.
Lo spettatore conosce si la storia di Cameron Forbes( Ruffalo), uomo buono e affettuoso a cui alla fine degli anni sessanta viene diagnosticato il disturbo bipolare e di come ciò non gli impedisce di innamorarsi della bella afro americana Maggie(Saldana) e di sposarsi creando cosi una bella famiglia con le due simpatiche figlie Amelia( Wolodarsky) e Faith(Aufderheide).
Cam è ricco di famiglia, ma di fatto è disoccupato e vive quasi alla soglia della povertà con la sua famiglia e il suo disturbo alla lunga fa implodere la stessa costringendo Maggie a lasciarlo per tutelare le figlie.
Cameron ama la sua famiglia, ma è incapace di tenersi un lavoro e trascorre le sue giornate a fumare e bere dopo aver subito un ricovero coatto per una brutta crisi maniacale. Cam accetta di occuparsi delle figlie per diciotto mesi per sostenere Maggie, determinata a ottenere un diploma di laurea per poter migliorare la qualità della sua vita e delle figlie.
Una storia vista attraverso gli occhi ingenui e d’amore paterno delle figlie di fatto edulcorando molto il disagio mentale, omettendo la fase più brutta e buia della malattia, lasciando sullo sfondo farmaci e inevitabili conseguenze sulla famiglia degli stati violenti e eccesivi del protagonista.
Maya Forbes preferisce descrivere e raccontare ,con una regia di taglio televisivo e con stile quasi documentaristico , Cam come fosse più un uomo eccentrico che malato e alla fine questa scelta fa perdere potenza e incisività narrativa al film facendolo diventare una commedia sentimentale se non proprio un melò in cui l’amore vince su tutto, negando però cosi allo spettatore l’opportunità di capire cosa significhi avere un padre bipolare e come sia duro conviverci.
Max Ruffalo è attore che personalmente amo molto e anche in questo caso regala una performance iintensa e di cuore, ma non basta a dare spessore al suo personaggio e soprattutto non cogliendo fino in fondo le molteplici sfumature di questa complessa malattia, forse perché poco imbeccato dal testo.
Zoe Saldana è dolce, simpatica oltre che bella nel ruolo di mamma tenace e amorevole, ma come nel caso di Ruffalo non può bastare solo l’impegno e il talento se ci sono limiti evidenti nella struttura e intreccio narrativo.
Menzione speciale per le due giovani attrici che nel ruolo di figlie si comportano come due veterane superando in freschezza, naturalezza e briosità i più esperti e quotati colleghi.
Il finale scontato e buonista non suscita particolari e profonde emozioni, ma comunque piace pensare che nonostante la malattia e le difficoltà economiche Cam sia stato per le figlie un padre migliore di molti uomini ufficialmente “sani” e “normali”.

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci,nonostante tutto”

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Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano “Essere Melvin”

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The ticket purchase for “Tenderly Crowds” is: 1) Not even gave 2) Tribute 3) In the afternoon 4) Reduced 5) Always

“Tenderly Crowds” is a 2015 film written and directed by Maya Forbes, with: Mark Ruffalo, Zoe Saldana, Imogene Wolodarsky, Ashley Aufderheide.
There are different types of mental disorders and different cases, but no doubt bipolar disorder be it 1 or 2 degree is one of the diseases most mangy and difficult not only to cure, but also to manage for the family of the patient.
The bipolar sufferer is like a ball of a pinball machine can move at great speed or get stuck on the corner.
Over the years the psychiatrist has made great strides in understanding this disorder and especially how to deal with the pharmacological point of view.
Yet between the years 60 and 70 in the developed and advanced all America was still uncertain and unknown on bipolarity and made those who suffered was a lab rat because besides the “Lithium” was used as an ‘aspirin, there was little to use.
“Tenderly crowds” itself is a tender and sweet gift of love of a daughter for her father suffering from this disorder, but in terms of narrative and popular is definitely a ‘missed opportunity.
The viewer knows is the story of Cameron Forbes (Ruffalo), good and loving man who in the late sixties is diagnosed with bipolar disorder and how this does not prevent him from falling in love with beautiful African American Maggie (Saldana) and creating marry so a nice family with two little daughters Amelia (Wolodarsky) and Faith (Aufderheide).
Cam is rich family, but in fact is unemployed and lives almost on the threshold of poverty with his family and his trouble in the long run implode the same forcing Maggie to leave to protect his daughters.
Cameron loves his family, but is unable to keep a job and spends his days smoking and drinking after suffering a forced hospitalization for a bad manic crisis. Cam agrees to take care of their daughters for eighteen months to support Maggie, she determined to get a bachelor’s degree in order to improve the quality of his life and of his daughters.
A story seen through the innocent eyes and loving father of daughters actually sweetening much mental distress, omitting the worst phase of the disease and dark, leaving the background drugs and inevitable consequences on the family of states and violent eccesivi of the protagonist.
Maya Forbes prefers to describe and tell, with a direction of cutting the TV and almost documentary style, Cam was more like an eccentric man who ill and eventually this choice does lose power and incisive narrative film making it a romantic comedy if not a melodrama in which love conquers all, but denied so the viewer the opportunity to understand what it means to be a father and how hard it is to live with bipolar.
Max Ruffalo is an actor that I personally love very much and again gives a performance iintensa and heart, but not enough to give depth to his character and above all not taking the way down the many nuances of this complex disease, perhaps because they are not primed by text.
Zoe Saldana is sweet, nice as well as beautiful in the role of strong and loving mother, but as in the case of Ruffalo is not enough only the commitment and talent if there are obvious limitations in the structure and storyline.
Special mention for the two young actresses in the role of daughters acting like two veteran surpassing freshness, naturalness and liveliness of the most quoted experts and colleagues.
The final obvious and not-good arouses particular emotions and deep, but still like to think that in spite of the disease and economic hardship Cam was for daughters a better father than many men officially “healthy” and “normal”.

Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

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130) Contagious

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Il biglietto d’acquistare per “Contagious” è:1) Neanche Regalato 2) Omaggio 3) Di pomeriggio 4) Ridotto 5) Sempre
“Contagious” è un film del 2015 diretto da Henry Hobson, scritto da John Scott 3, con : Arnold Schwarzenegger, Abigail Breslin, Joely Richardson.
Il legame tra un padre e una figlia è pressoché indissolubile, in cui l’amore supera ogni tipo di problema e avversità. Un padre è agli occhi della propria figlia il principe azzurro che non tradisce mai e una figlia per un padre sarà sempre la bambina da difendere e accudire.
Probabilmente queste vi sembreranno frasi scontate e un pò retoriche eppure hanno un loro potenza e fascino al punto di poter farne lo spunto per un film ufficialmente “horror” come “Contagious”, ma che in vero ha un dna prevalentemente drammatico e intimistico.
Il “pretesto” di raccontare una bella, profonda e tragica storia d’amore tra padre e figlia ambientandola in un futuro e ipotetico mondo dove la popolazione sta morendo vittima di un virus che rende zombi e in cui la speranza è venuta meno permette all’aspetto emotivo di emergere in maniera forte e di esaltare la bravura degli interpreti e nello stesso tempo di strizzare l’occhio allato commerciale magari però facendo scuotere la testa ai “puristi” del genere.
Arnold Schwarzegger è Wade . umile agricoltore, ma soprattutto un padre affettuoso e apprensivo che decide di riportare a casa l’amata figlia Maggie(Breslin) fuggita via e sfortunatamente morsa da uno zombie e destinata a trasformarsi in una di loro
Ed è qui che l’autore decide una svolta narrativa diversa non raccontando gli zombi e la paura che essi tradizionalmente trasmettano, ma bensì l’inquietudine, il dolore di un padre nel dover dire addio alla figlia.
La telecamera segue in maniera cupa, soffocante, angosciante il conto alla rovescia della trasformazione di Maggie mostrando la sofferenza umana di Wade e la paura della ragazza e di come il loro legame sia più forte di tutti.
Schwarzegger è in questo un caso “un Terminator” intimo,debole, malinconico e disperatamente impotente di fronte al destino. I suoi occhi, il suo sguardo stavolta prendono il posto dei muscoli spiazzando ed emozionando lo spettatore per una recitazione semplice, intima e intesa capace di usare uno stile sottomesso e discreto senza mai eccedere in pietismo e forzature sceniche.
Abigail Breslin si conferma un’attrice emergente di talento e dotata di una notevole personalità nel riuscire a rendere il suo personaggio credibile e d’impatto creando cosi con Arnold una coppia riuscita e ricca di sfumature suscitando empatia e coinvolgimento con il pubblico
La regia è sicuramente interessante e di valore riuscendo a creare la giusta e calibrata atmosfera alla storia dettando con opportunità i tempi del racconto garantendo un buon pathos narrativo anche se nella parte centrale il ritmo è meno avvolgente e dirompente forse a causa di un intreccio narrativo carente in dialoghi e sviluppo avendo voluto dare priorità ai silenzi e sguardi dei personaggi.
Il finale è molto poetico, struggente , sebbene tragico, regalando al commosso spettatore una intensa e tenera rappresentazione dell’Amore probabilmente in una delle forme più alte.

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci, nonostante tutto”

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Vittorio De Agrò e  Cavinato Editore presentano “Essere Melvin”

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he ticket purchase for “Contagious” is: 1) Even Gifted 2) Tribute 3) In the afternoon 4) Reduced 5) Always
“Contagious” is a film of 2015 directed by Henry Hobson, written by John Scott 3, with: Arnold Schwarzenegger, Abigail Breslin, Joely Richardson.
The bond between father and daughter is almost unbreakable, where love overcomes all sorts of problems and adversity. A father is in the eyes of his daughter the prince who never betrays and a daughter to a father will always be the little girl to defend and look after.
Probably these sentences will seem obvious and somewhat rhetorical yet have their power and charm to the point of being able to make it the starting point for a film officially “horror” as “Contagious”, but that in truth has a predominantly dna dramatic and intimate.
The “excuse” to tell a good, deep and tragic love story between father and daughter, setting it in a future, hypothetical world where the population is dying victim of a virus that makes zombies and where hope has failed allows all ‘ emotional aspect to emerge strongly and to enhance the skill of the performers at the same time winking beside doing business but maybe shake his head at the “purists” of the genre.
Arnold Schwarzegger is Wade. humble farmer, but also a loving father and apprehensive deciding to bring home his beloved daughter Maggie (Breslin) ran away and unfortunately bitten by a zombie and destined to become one of them
And it is here that the author decides a turning narrative than not telling the zombies and the fear that they traditionally convey, but rather the anxiety, the pain of a father in having to say goodbye to his daughter.
The camera follows in a dark, suffocating, agonizing countdown of the transformation of the human suffering of Maggie showing Wade and the fear of the girl and how their bond is stronger than all.
Schwarzegger is in this case a “Terminator” intimate, weak, sad and desperately helpless in the face of fate. His eyes, his gaze this time take the place of the muscles crowding and thrilling the audience for a drama simple, intimate and understanding capable of using a style subdued and discreet never exceeded in pietism and forcing stage.
Abigail Breslin confirms actress emerging talented and has a great personality in being able to make his character believable and impact thus creating a successful couple with Arnold and nuanced arousing empathy and involvement with the public
The direction is certainly interesting and worth being able to create the right atmosphere and calibrated to the history with opportunities dictating the timing of the story, ensuring a good narrative pathos although in the central part the pace is less enveloping and disruptive perhaps due to a poor storyline in dialogues and development having wanted to give priority to the silences and glances of the characters.
The finish is very poetic, poignant, tragic though, giving the viewer an intense emotional and tender depiction of Love probably in one of the highest forms.

129) L’Una dell’Altra

 

L'una dell'altra“L’Una dell’Altra” è uno spettacolo teatrale scritto e diretto da Valentina D’Andrea, con : Flavia G. de Lipis e Valentina D’Andrea, stasera in scena al Roma Fringe Festival per le semifinali.

Confesso di non essere un amante delle discoteche. Non amo il caos, il rumore e il dover essere per tante ore stretti l’uno all’altro condividendo sudori, sorrisi e musica terribile.
Eppure molti trovano in quel luogo un modo per non essere soli e illudersi di essere parte di una comunità. Un’ illusione che cessa all’alba quando uscendo dai locali si torna un entità assestante, soli con i propri problemi e pensieri magari aspettando il bus con dei “colleghi” sconosciuti di sfrenati balli.
Parliamo poco di noi, siamo restii ad aprirci,ma a volte paradossalmente ci viene più facile e semplice con uno sconosciuto.
Immaginate di vedere due donne in attesa del notturno dopo una notte folle che si scrutano e in apparenza molto diverse tra loro.
Pina( de Lipis) è una persona semplice, timida, precisa invece Lucy(D’Andrea) è una donna esuberante, eccessiva, amante del contatto fisico.
Due giovani donne che trovano nel ballare una barriera e soprattutto uno scacciapensieri a una vita che non le soddisfa. Pina vorrebbe fare la giornalista e Lisa l’attrice, ma la dura realtà e le bollette da pagare le costringono a ben altro umili e poco gratificanti lavori.
Entrambe hanno un rapporto problematico con le rispettive madri e avrebbero voluto maggiori attenzioni dai loro padri. Lisa e Pina sono diverse,ma nello stesso tempo simili e il loro inaspettato incontro diventa un modo per confessarsi l’un con l’altra trovando in qualche modo sollievo e sostegno. Due anime sole, triste e desiderose di cambiare vita e soprattutto di poter aver una chance di essere felici.
Un testo fluido, divertente , ben scritto dall’autrice che permette al pubblico di entrare nel mondo delle due donne e di essere parte attiva e partecipe dei loro discorsi.
La regia premia ed esalta con bravura il talento di Flavia G De Lipis e la forza scenica di D’Andrea formando così una coppia frizzante ed energetica e creando una bella empatia con il pubblico. Forse il ritmo non è costante, accusando un calo nella parte centrale maggiormente onirica, pur conservando però un buon pathos narrativo fino alla fine.
De Lipis recita con naturalezza e candore, D’Andrea recita invece di cuore e pancia.
Due diversi stili e modi di recitar, ma che rendono chiara e forte il messaggio dello spettacolo: nessuno è solo fino in fondo.
Il finale poetico che omaggia e ricorda Fellini piace e commuove spingendo lo spettatore ad accompagnare le due protagoniste nel loro ritorno a casa.

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci, nonostante tutto”

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Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano “Essere Melvin”

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“The One from the Other” is a play written and directed by Valentina D’Andrea, with: Flavia G. de Lipis and Valentina D’Andrea, tonight on stage at Rome Fringe Festival for the semifinals.

I confess to not being a lover of nightclubs. I do not love the chaos, noise and having to be for many hours huddled together sharing sweat, smiles and terrible music.
Yet many find that place in a way not to be alone and hope to be part of a community. An ‘illusion that ceases at dawn when coming back from a local entity assestante, alone with their problems and thoughts perhaps waiting for the bus with the “colleagues” of unknown wild dances.
We speak little of us, we are reluctant to open up, but sometimes there is paradoxically easier and simple with a stranger.
Imagine seeing two women waiting for the night after a wild night that scrutinize and apparently very different.
Pina (de Lipis) is a simple person, shy, precise instead Lucy (D’Andrea) is an exuberant woman, too, loving physical contact.
Two young women are dancing in a barrier and above all a harp in a life that satisfies them. Pina would like to be a journalist and actress Lisa, but the harsh reality and bills to force them to pay much more humble and unrewarding work.
Both have a problematic relationship with their mothers, and they wanted more attention from their fathers. Lisa and Pina are different, but at the same time similar and their unexpected encounter becomes a way to confess with each other somehow finding relief and support. Two lonely souls, sad and anxious to change his life and above all, to have a chance to be happy.
A text fluid, fun, well-written by the author that allows the public to enter the world of the two women and to be an active participant and their speeches.
Directed rewards and celebrates with bravura talent Flavia G De Lipis and strength scenic D’Andrea forming a pair bubbly and energetic and creating a good empathy with the public. Maybe the pace is not constant, blaming a decline in the central dream more, while still maintaining a good narrative pathos to the end.
De Lipis reads naturally and candor, D’Andrea says instead of the heart and stomach.
Two different styles and ways of reciting, but making clear and strong message of the show: no one is alone the way.
The final poetic homage and remember like Fellini and moves pushing the spectator to accompany the two protagonists in their return home.

128) Ruth e Alex

Ruth e Alex

Il biglietto d’acquistare per “Ruth e Alex” è: 1)Neanche regalato; 2)Omaggio; 3)Di pomeriggio; 4)Ridotto; 5)Sempre.

Un film di Richard Loncraine. Con Morgan Freeman, Diane Keaton, Carrie Preston, Cynthia Nixon, Claire van der Boom, Korey Jackson. Drammatico, 92′. 2015.

Rimanere sposati per quarant’anni, oggi, è davvero una sfida. Essere una longeva coppia e pure “radical chic” è un connubio che sa più di film che di vita reale. Ma proprio matrimonio, famiglia, casa, sono le parole chiave per una vita normale e felice.

Ebbene, la coppia mista formata da Ruth (Keaton) e Alex Carver (Freeman) è felicemente sposata da molto tempo. Da sempre i due abitano a Brooklyn, New York City, e non avendo avuto figli riversano il loro amore genitoriale sull’amata cagnolina.

Una vita serena, quella condotta dai coniugi, vita nel corso della quale hanno anche sfidato i pregiudizi di parenti e mondo intero, realizzando in larga parte i loro sogni – Alex dipingendo, Ruth insegnando.

Come spesso accade, però, il caos può bussare alla porta in qualunque momento, portando con sé problemi e incertezze. In questo caso l’imprevisto ha la forma di Lily Portman (Nixon), nipote di Ruth, eccentrica e determinata agente immobiliare che propone alla coppia di mettere in vendita la casa, ormai inadeguata alla loro età.

Così nell’abitazione di Ruth e Alex sfilano una serie di potenziali compratori, che mostrano allo spettatore, tra le altre cose, come il mercato immobiliare americano, seppure provato dalla crisi, sia comunque avanti rispetto al nostro – la sigla Imu non significa niente, da quelle parti, ad esempio. Alex non vorrebbe vendere, Ruth vorrebbe comunque rimanere a vivere nel quartiere. Così la coppia inizia a valutare case alternative, rievocando gli anni trascorsi insieme.

Un film dove il matrimonio è ancora un atto d’amore, un viaggio che si è felici di aver intrapreso e non un macigno da portare sulle spalle. Una pellicola che è una fotografia, colorata e divertente, degli usi e costumi degli abitanti di New York, e che evidenzia anche come la casa, nonostante tutto, conservi nel 2015 il valore atavico di “focolare domestico”…continua su

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The ticket purchase for “Ruth and Alex” is: 1) Even given; 2) Tribute; 3) In the afternoon; 4) Reduced; 5) Always.

Directed by Richard Loncraine. With Morgan Freeman, Diane Keaton, Carrie Preston, Cynthia Nixon, Claire van der Boom, Korey Jackson. Drama, 92 ‘. 2015.

Stay married for forty years, today, is really a challenge. Being a long-lived couple and even “radical chic” is a combination that knows more about movies than real life. But marriage, family, home, are the key words for a normal and happy life.

Well, the mixed couple formed by Ruth (Keaton) and Alex Carver (Freeman) is happily married for a long time. Always the two live in Brooklyn, New York City, and not having had children pour their parental love sull’amata dog.

A peaceful life, one conducted by the spouses, life during which they also challenged the prejudices of family and the entire world, making a large part of their dreams – Alex painting, Ruth teaching.

As often happens, however, the chaos can knock on the door at any time, bringing with it problems and uncertainties. In this case the unexpected is shaped Lily Portman (Nixon), grandson of Ruth, eccentric and determined realtor who proposes to couple to sell the house, now inadequate for their age.

So the home of Ruth and Alex paraded a number of potential buyers, showing the viewer, among other things, as the US housing market, although tried by the crisis, is still ahead of our – the symbol IMU does not mean anything, in these parts, for example. Alex would not want to sell, Ruth would still remain living in the neighborhood. So the pair began to evaluate alternative houses, recalling the years spent together.

A film where marriage is still an act of love, a journey that you are happy to have taken a rock and not to carry on his shoulders. A film that is a snapshot, colorful and fun, customs and traditions of the people of New York, and also highlights how the house, after all, retain in 2015 the value of atavistic “hearth and home” … read on

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Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

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127) Mauro c’ha da fare

mauro c'ha da fare

Il biglietto d’acquistare per “Mauro c’ha da fare” è : 1) Neanche regalato 2) Omaggio 3) Di pomeriggio 4) Ridotto 5) Sempre

“Mauro c’ha da fare” è un film del 2013 diretto da Alessandro Di Robilant, scritto da Alessandro Marinaro e Alessandro Di Robilant, con: Carlo Ferreri, Evelyn Famà, Andrea Borrelli, Cettina Bonaffini, Massimo Leggio.

Dicono che i nazionalismi siano pericolosi e che l’orgoglio e la testardaggine siano cattivi consiglieri. In molti casi è così, ma ogni tanto è piacevole sventolare la propria bandiera e dimostrare il senso di appartenenza a un gruppo. Sempre che questo non comporti fare del male a chi ci circonda e arrivare all’estremismo.

Quando si parla e si scrive della Sicilia e dei siciliani, in genere, ci si sofferma su temi consolidati: mafia, indolenza, clientelismo, arretratezza culturale. Più di un colpo di pistola, quello che uccide sono lo stereotipo e il luogo comune.

Ebbene, Alessandro Di Robilant con la sua ultima fatica rompe gli schemi e i cliché, regalandoci una commedia agrodolce che racconta cosa significhi, oggi, essere giovani in Sicilia, con la volontà di affermare nella propria terra puntando sul talento e la cultura.

Un’utopia o forse una favola, visti i tempi in cui viviamo, eppure Mauro Magazzino (Ferreri), brillante 33enne, dopo aver ottenuto due lauree, in Economia e Filosofia, vorrebbe conquistarsi “un posto al sole” all’Università e così, con costanza, ogni anno partecipa al concorso per un dottorato e puntualmente viene scavalcato da raccomandanti privi di titoli e talenti.

Mauro è un uomo onesto ma orgoglioso, che ritiene che i suoi sforzi debbano essere ripagati con un lavoro all’altezza. Per questo rifiuta ogni raccomandazione e ogni compromesso, facendo arrabbiare la fidanzata storica Laura (Famà), che invece vuole lasciare la Sicilia, avara di prospettive.

Un modo molto diverso di vedere la vita, che provoca alla fine la rottura tra i due, facendo sprofondare Mauro nell’abulia e in uno stato di apatia rabbiosa. Così il nostro Don Chisciotte siciliano si rinchiude nel suo mondo, lottando contro i suoi mulini a vento, rappresentati dai genitori, stanchi di averlo a casa, impegnato a rimproverare la donna delle pulizie, a fare ripetizioni private inutili, o a scrivere articoli di protesta contro l’incuria dell’amministrazione comunale.

Mauro vorrebbe farsi una famiglia e avere una vita autonoma, ma non può fare altro che osservare e sospirare malinconicamente dalla finestra della sua camera, invidiando le giovani coppie con figli. E così passa il tempo.

Gli autori hanno scritto una commedia di denuncia, di critica sociale e di costume, scegliendo però di declinarla attraverso i toni dell’ironia e del sarcasmo. Lo stile si muove tra il grottesco e il surreale, portando lo spettatore a respirare un’atmosfera kafkiana in salsa siciliana.

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Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci,nonostante tutto”

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Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano “Essere Melvin”

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The ticket purchase for “Mauro which has to do” is: 1) Not even gave 2) Tribute 3) In the afternoon 4) Reduced 5) Always

“Mauro which has to do” is a film of 2013 directed by Alessandro Di Robilant, written by Alessandro Marinaro and Alessandro Di Robilant, with: Carlo Ferreri, Evelyn Famà, Andrea Borrelli, Cettina Bonaffini, Massimo Leggio.

They say that nationalism is dangerous and that pride and stubbornness are bad advisers. In many cases it is, but sometimes it’s nice to wave its flag and demonstrate a sense of belonging to a group. Provided that this does not lead to hurt those around us and going to the extremes.

When speaking and writing of Sicily and Sicilians, generally, we focus on themes established: mafia, indolence, patronage, cultural backwardness. More than a gunshot, what kills are the stereotype and cliché.

Well, Alessandro Di Robilant with his latest effort breaks the mold and clichés, giving us a bittersweet comedy that tells what it means today to be young in Sicily, with a willingness to say in their own land by focusing on talent and culture.

Utopia or perhaps a fairy tale, given the times we live in, but Mauro Warehouse (Ferreri), bright 33-year, after obtaining two degrees in Economics and Philosophy, would gain “a place in the sun” at the University and so, consistently, every year takes part in the competition for a doctorate and is regularly crossed by advising without qualifications and talents.

Mauro is an honest man, but proud, that believes that its efforts should be rewarded with a job at. For that refuses every recommendation and every compromise, angering longtime girlfriend Laura (Fama), who instead wants to leave Sicily, stingy prospects.

A very different way of looking at life, which eventually causes the break between the two, plunging Mauro nell’abulia and in a state of apathy angry. So our Don Quixote Sicilian locks herself in her world, fighting his windmills, represented by parents, tired of having it at home, busy scolding the cleaning lady, to do private lessons unnecessary, or write articles protesting the neglect of the municipal administration.

Mauro would like to start a family and have a life of its own, but can not do anything but watch and sigh wistfully from the window of his room, envying the young couples with children. And so time passes.

The authors have written a comedy of complaint, criticism and social custom, but choose to combine it through the tone of irony and sarcasm. The style moves between the grotesque and the surreal, leading the viewer to breathe a Kafkaesque in Sicilian sauce.

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Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

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Vittorio De Agro and Cavinato Publisher present “Being Melvin”

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126) True Detective 2

true dective 2

Lo scorso anno la serie televisiva True Detective con Matthew McConaughey e Woody Harrelson ha provocato un vero terremoto artistico e culturale come avviene in un programma televisivo che diviene “cult”.

“Cult” per via di magistrali e intense interpretazioni, di una regia creativa e innovativa e soprattutto grazie a una sceneggiatura perfetta, nuova, ricca di elementi e spunti tali da creare un nuovo genere narrativo “meta filosofico” facendo si che lo sceneggiatore Nick Pizzolato diventasse il nuovo Re Mida della scrittura televisiva.

Basterebbero questi dati per far tremare le vene ai polsi di qualsiasi produttori nel rilanciare la sfida e produrre una seconda serie con nuovi personaggi, diversa ambientazione e soprattutto con una differente storia, ma siamo in America e niente è impossibile.

Sarebbe però un errore fare dei confronti tra le due serie e stabilire il vincitore.

True Detective è una serie antologica e come tale risorge come un araba fenice in ogni stagione sperando di mantenere lo spirito e la sua mission. Nei mesi scorsi in rete si è molto discusso della scelta della nuova coppia formata da Colin Farrell e Vince Vaughn giudicata sulla carta meno magnetica e funzionale al progetto rispetto al duo McConaughey-Harrelson. Dopo aver visto ieri sera la prima puntata probabilmente è cosi, ma va anche detto per onestà intellettuale che l’impianto narrativo di questa seconda serie è diverso dalla prima e anche le scelte registiche sono improntante più all’azione vera e propria che a un simposio della parola che tanto il pubblico ha amato nella prima serie.

L’elemento filosofico e l’atmosfera mistica della prima serie trovavano una perfetta simbiosi nella bellezza metafisica della Louisiana regalando allo spettatore la sensazione di essere in un mondo a metà strada tra onirico e reale. In True Detective 2 invece si respira fin dalle prime immagini una netta prevalenza di brutale realtà e di verace umanità mostrata nei sui beceri difetti ben rappresentata dalla viscida, famelica e corrotta Los Angeles.

Se nella prime serie il senso di colpa e il dolore erano i principali sentimenti che animavano e spingevano i personaggi, nella seconda serie agiscono invece la rabbia e il senso di vendetta rappresentati da Ray Velcoro (Farrell), poliziotto ambiguo e brutale probabilmente condizionato da un figlio nato otto anni prima da una violenza sessuale subita dalla moglie e con un conseguente matrimonio fallito. Velcoro per vendicare lo stupro della moglie accetta di “collaborare” con l’avido e corrotto boss locale Frank Semyon (Vaughn), che ricorda in qualche modo il Robert De Niro del film Casinò di Martin Scorsese, determinato a lucrare nel business degli immobili a qualsiasi costo…

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Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci, nonostante tutto”

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Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano “Essere Melvin”

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Last year, the television series True Detective with Matthew McConaughey and Woody Harrelson has caused a real earthquake artistic and cultural as in a television program that becomes “cult”.

“Cult” because of intense and masterful interpretations of a directed creative and innovative and, above all thanks to a perfect script, new, full of elements and ideas such as to create a new narrative genre “meta philosophy” causing screenwriter Nick Pizzolato He became the new King Midas of television writing.

These data would be enough to shake the veins at the wrists of any manufacturer in reviving the challenge and produce a second series with new characters, different environment and especially with a different history, but we are in America and nothing is impossible.

But it would be a mistake to make comparisons between the two series and determine the winner.

True Detective is an anthology series and as such rises like a phoenix in every season hoping to maintain the spirit and its mission. In recent months, the network has been much discussion of the choice of the new pairing of Colin Farrell and Vince Vaughn judged less on paper and magnetic functional to the project than the duo McConaughey-Harrelson. After watching last night the first episode is probably so, but it must also be said for intellectual honesty that the narrative of this second series is different from the first and also the directorial choices are creasing action more real than a symposium the word that the audience loved the first series.

The philosophical element and the mystical atmosphere of the first series were a perfect symbiosis in the metaphysical beauty of Louisiana giving the viewer the feeling of being in a world halfway between dream and reality. In True Detective 2 instead it exudes from the first images a prevalence of brutal reality and true humanity shown in the vulgar defects well represented by the slimy, hungry and corrupt Los Angeles.

If in the first series the guilt and pain were the main feelings that inspired and pushed the characters, in the second series acting instead anger and sense of revenge represented by Velcoro Ray (Farrell), policeman ambiguous and brutal probably influenced by a child born eight years ago by a sexual assault suffered by his wife and a consequent marriage failed. Velcoro to avenge the rape of his wife agree to “cooperate” with the greedy and corrupt local boss Semyon Frank (Vaughn), which somehow reminds the Robert De Niro movie Casino Martin Scorsese, determined to make money in the business of real estate in any cost …

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125) Point of View

point of view

“Point of View” è uno spettacolo teatrale di Tommaso Arnaldi e Claudia Genolini, regia di Claudia Genolini, con :Tommaso Arnaldi, Angela Favella,Claudia Genolini,Veronica Milaneschi,Giulia Ricciardi.

Pedro Almodovar aveva visto giusto , come ogni vero genio, quando nel 1988 raccontò con il film “Donne sul’orlo di una crisi di nervi” come e quanto le donne possano essere nevrotiche,umorali, dotate di una grande personalità e capaci di compiere qualunque gesto per amore.
Sì perché le donne oggi, sebbene impegnate quasi” h 24” sul fare carriera, sognano ancora il matrimonio in bianco e il principe azzurro .
L’amore è la forma più alta di nevrosi perché sfugge ad ogni forma di controllo e raziocino e spesso si finisce anche in terapia per smaltire una delusione d’amore.
“Point of View” ci mostra la vita di tre giovani donne Bianca(Milaneschi), Aurora(Genolini) e Simona(Favella) legate da una comune e forte amicizia e soprattutto accomunate da personalità eccentriche , piene di insicurezze e di modi di fare aggressivi.
Bianca, donna ordinata e scrupolosa ha appena ricevuto dal fidanzato Mtteo(Arnaldi) la famigerata proposta di matrimonio, gettandola nell’incertezza e nella paura da futuro insieme e così cerca aiuto e sostegno dalle sue care amiche, a loro volta entrambe bisognose di una guida sicura e quindi in cura da una strampalata psicologa (Ricciardi).
Aurora cambia ragazzo ogni sera, ha una vita disordinata e non riesce a costruire un rapporto stabile, Simona invece è da due anni l’amante di un uomo fidanzato ed è incapace di esprimere i propri sentimenti.
Questa sembra essere la storia di tre donne e delle loro nevrosi e paure, ma basta cambiare leggermente la prospettiva e vedere come in vero le loro vite ed esistenze siano ancora più legate se non intrecciate in cui sia difficile capire chi è vittima e chi carnefice delle proprie infelicità.
Una commedia sull’amore che ben presto diventa una farsa tragicomica in cui non si può non sorridere e nello stesso tempo riflettere di temi forti, attuali e impegnativi come il reato “di stalker” al femminile e del disturbo di “schizofrenia” affrontati in maniera leggera, semplice e pulita.
Veronica Milaneschi si conferma attrice poliedrica e di talento capace di tenere la scena con personalità e carisma dando credibilità al suo personaggio senza mai eccedere nei toni e nello stile.
Giulia Riccardi diverte e convince nel ruolo dell’eccentrica psicologa riuscendo con bravura a portare una figura professionale accentuandone i difetti senza però apparire mai eccessivamente grottesca.
Non conoscevo artisticamente il resto del cast, ma sono tutti meritevoli di un plauso per l’impegno e la passione mostrata nel costruire i loro personaggi riuscendo a dargli diverse sfumature psicologiche grazie all’ esperienza e abilità mostrate ieri sera in scena.
La regia di Genolini è nel complesso di buon valore dimostrandosi attenta nel dare i giusti tempi e ritmi alla storia e ispirata nel guidare gli attori in scena.
Forse l’intreccio narrativo appare più debole e magari frettoloso nel finale, ma risulta comunque riuscito ed intenso regalando al pubblico pathos e motivo per meditare su come l’amore possa diventare anche pericoloso e patologico.
In concorso questa settimana al Roma Fringe Festival.

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci, nonostante tutto”

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Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano “Essere Melvin”

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“Point of View” is a play of Thomas and Claudia Arnaldi Genolini, directed by Claudia Genolini, with: Thomas Arnaldi, Angela Favella, Claudia Genolini, Veronica Milaneschi, Giulia Ricciardi.

Pedro Almodovar was right, like every true genius, when told in 1988 with the film “Women sul’orlo of a Nervous Breakdown” how and how women can be neurotic, moody, with a great personality and able to perform any gesture to love.
Yes, because women today, although almost engaged “h 24” on a career, still dream of the white wedding and Prince Charming.
Love is the highest form of neurosis because it defies any form of control and raziocino and often end up in therapy to dispose of a broken heart.
“Point of View” shows us the lives of three young women White (Milaneschi), Aurora (Genolini) and Simona (Favella) linked by a common and strong friendship and above all united by eccentric personality, full of insecurities and of ways to make aggressive .
White, woman he ordered and scrupulous just received from boyfriend Mtteo (Arnaldi) the infamous proposal of marriage, throwing uncertainty and fear for the future together, and so seek help and support from his dear friends, in turn, both in need of a guide safe and then treated by a psychologist preposterous (Ricciardi).
Aurora boy changes every night, has a disordered life and fails to build a stable relationship, Simona instead is for two years the mistress of a man boyfriend and is unable to express their feelings.
This seems to be the story of three women and their neuroses and fears, but just slightly change the perspective and see how their lives and real lives are even more tied if not intertwined that it is difficult to understand who is the victim and who the perpetrator their unhappiness.
A comedy about love which soon becomes a farce in which one can not but smile at the same time to reflect strong themes, current and challenging as the crime “stalker” female and disorder “schizophrenia” addressed in a Lightweight, simple and clean.
Veronica Milaneschi confirms versatile and talented actress capable of taking the stage with charisma and personality giving credibility to his character never exceeded in tone and style.
Giulia Riccardi fun and convincing in the role of the eccentric psychologist succeeding with skill to bring a professional accentuating defects without ever appearing too grotesque.
I did not know artistically the rest of the cast, but they are all deserving of praise for the commitment and passion shown in building their characters being able to give various psychological nuances thanks to ‘experience and skill shown last night on stage.
Directed by Genolini is overall good value proving careful to give the right tempo and rhythm to the history and inspired in guiding the actors on stage.
Maybe the storyline appears weaker and perhaps hasty in the final, but still managed and intense pathos and giving the public reason to ponder how love can also become dangerous and pathological.
In competition this week at the Rome Fringe Festival.

124) Verso l’Infinito (Jane Hawking)

verso l'infinito

“Verso l’ infinito” è un libro scritto tra il 1999 e il 2014 da Jane Hawking e pubblicato in Italia nel 2015 da Piemme Edizioni.
“Dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna” recita un saggio e antico modo di dire che mai nel caso della storia umana e professionale di Stephen Hawking, l’uomo dei buchi neri, si possa ritenere adeguato.
Sì perché senza la moglie Jane, probabilmente il mondo non avrebbe potuto conoscere il genio del cosmologo inglese. Pochi mesi fa è uscito con grande successo di pubblico e di critica il film “La teoria del tutto” che raccontava il dietro le quinte della vita pubblica della coppia, evidenziando ed esaltando come un uomo piegato da una grave malattia degenerativa condannato a una morte rapida è riuscito negli anni a stupire il mondo della scienza anche per merito dell’amore, della forza e della fedeltà alla causa della moglie Jane
Incuriosito dalla figura di Jane Hawking ho deciso di leggere la sua autobiografia per comprendere e valutare se questa donna sia stata una moglie coraggiosa e innamorata o una badante votata al martirio.

Jane è stata tante cose per Stephen: fidanzata, moglie, madre, badante, organizzatrice e centro del suo mondo. Jane per amore ha sacrificato tutto scegliendo di restare affianco al marito per venticinque anni tra tanti sacrifici fisici e morali ,rallentando oltre modo i suoi universitari e di fatto rinunciando ad ogni possibilità di carriera. E’ stata anche una storia d’amore bella, intensa e passionale come dimostrano i loro tre figli: Robert, Lucy, Tommy.
Jane accompagna il lettore nella sua vita di tutti i giorni, nelle scelte quotidiane, mostrandoci senza vergogna le sue debolezze e incertezze sempre vinte dal legame unico che la legava a Stephen, un uomo geniale, ma che dal punto di vista della sensibilità dimostra di essere assai sotto la media facendo emergere un forte e smisurato egoismo.
E’ difficile prendere posizione sulla coppia Jane-Stephen stabilendo dove finisca l’amore e inizi la compassione e il senso del dovere. Una storia che sublima il concetto di amore coniugale e nello stesso tempo mostra come però per quanto possa essere grande la fiamma alla fine si possa spegnere per stanchezza di vario tipo e forma…. continua su

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Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci,nonostante tutto”

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Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano “Essere Melvin”

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“Towards the ‘infinite’ it is a book written between 1999 and 2014 by Jane Hawking and published in Italy in 2015 by Edizioni Piemme.
“Behind every great man is a great woman,” says a wise old saying that never in the case of human and professional story of Stephen Hawking, the man holes blacks, it may be considered appropriate.
Yes, because without his wife Jane, probably the world could not have known the genius of the English cosmologist. A few months ago came out with great success and critical acclaim the film “The theory of everything” which told the behind the scenes of the public life of the couple, highlighting and exalting as a man bent from a severe degenerative disease doomed to a quick death He has managed over the years to amaze the world of science for about love, strength and loyalty to the cause of his wife Jane
Intrigued by the figure of Jane Hawking I decided to read his autobiography to understand and evaluate if this woman was a brave and loving wife or a caregiver voted to martyrdom.

Jane was so many things to Stephen: girlfriend, wife, mother, caregiver, and the organizing center of his world. Jane has sacrificed everything for love by choosing to remain next to her husband twenty-five years of great sacrifice physical and moral, as well as slowing down its university and actually relinquishing any possibility of career. E ‘was also a love story beautiful, intense and passionate as evidenced by their three children: Robert, Lucy, Tommy.
Jane takes the reader into her life everyday, daily choices, shamelessly showing its weaknesses and uncertainties always won by the unique bond that bound her to Stephen, a brilliant man, but from the point of view of the sensitivity proves to be much below average, thus a strong and boundless egotism.
It ‘hard to take a position on the pair Jane-Stephen setting where love ends and beginnings compassion and sense of duty. A story that enhances the concept of conjugal love and at the same time, however, shows that no matter how great the flame at the end you can turn off to fatigue of various types and forms of continuing ….

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Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

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123 ) Torno indietro e Cambio Vita

torno indietro e cambio vita

Il biglietto d’acquistare per “Torno indietro e Cambio Vita” è: 1) Neanche regalato 2) Omaggio 3) Di pomeriggio  4) Ridotto 5) Sempre

“Torno indietro e Cambio vita” è un film del 2015 diretto da Carlo Vanzina, scritto da Carlo e Enrico Vanzina, con : Raoul Bova, Giulia Michelini, Ricky Memphis, Max Tortora, Paola Minaccioni, Michela Andreozzi.

Se avessi fatto quello, Se avessi detto questo, Se avessi fatto quella telefonata..

Uno, cento, mille volte “Se”, quante volte da soli nella nostra camera abbiamo fatto questo perverso gioco sforzandomi di immaginare come sarebbe cambiata la nostra vita compiendo una scelta invece di un’altra.

La vita è un continuo “Sliding Doors” in cui tutto muta tranne rare eccezioni: il vero amore.

Dite che sono troppo un vecchio romantico? Forse, ma evidentemente sono in buona compagnia visto che i fratelli Vanzina hanno deciso raccontare questo profondo sentimento nella loro nuova commedia. Una commedia che parte nel 2015 dove conosciamo la coppia formata da Marco(Bova) e Giulia(Michelini), insieme da 25 anni e apparentemente felici con il figlio Umberto. Marco è innamorato di Giulia, ha un bel lavoro e come amico del cuore ha Claudio (Memphis )conosciuto sui banchi di scuola.

Sembra la vita perfetta fino a quando una sera Giulia gli comunica che vuole la separazione perché ritiene conclusa la loro storia e soprattutto perchè innamorata di un altro uomo. Per Marco è il classico fulmine a cielo sereno, disperato e cacciato di casa arriva a maledire il giorno in cui ha conosciutola moglie sognando di poter tornare indietro per poter cambiare la sua vita.

Un improvviso incidente stradale riporta Marco e Claudio indietro nel tempo fino a 1990 ai tempi di scuola. Dopo l’iniziale smarrimento i due amici capiscono l’opportunità di poter risolvere i lori rispettivi problemi personali avendo l’esperienza di due quarantenni. Per Marco diventa prioritario evitare di innamorarsi nuovamente di Giulia e di evitare qualsiasi contatto, anche a costo di risultare scontroso, antipatico e strano. Tali comportamenti se da una parte non fermano la giovane Giulia che come da “copione” rimane colpita da Marco, destano invece sconcerto e situazioni tra il grottesco e il divertente tra il ragazzo e i suoi genitori Aldo(Tortora) e Patrizia(Andreozzi) preoccupati per la salute mentale del figlio. Invece per Claudio salvare la madre Giuditta(Minaccioni) dall’alcoolismo

Una sceneggiatura nata da una idea carina e poi sviluppata in maniera basica, semplice, senza grandi pretese mostrando si limiti sia nell’intreccio narrativo che nel pathos quasi assente, ma risultando comunque leggera, pulita e calibrando la giusta dose di amarcord risulta apprezzabile e divertente per il pubblico…. continua su

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“I go back and change life” is a film of 2015 directed by Carlo Vanzinas, written by Carlo and Enrico Vanzinas, with: Raoul Bova, Giulia Michelini, Ricky Memphis, Max Tortora, Paola Minaccioni, Michela Andreozzi.

If I had done that, if you said this, If I had made that call ..

A hundred, a thousand times “If”, how many times alone in our room we did this perverse game forcing myself to imagine how it would change our lives making a choice instead of another.

Life is a continuous “Sliding Doors” in which everything changes with rare exceptions: true love.

You say you are too old romantic? Maybe, but apparently they are in good company because the brothers Vanzinas decided to tell this deep feeling in their new comedy. A comedy that starts in 2015 where we know the couple formed by Marco (Bova) and Giulia (Michelini), together for 25 years and seemingly happy with his son Umberto. Mark is in love with Julia, has a good job and as a friend of the heart Claudio (Memphis) met at school.

It seems the perfect life until one evening Giulia him that want separation because it believes ended their history and especially because in love with another man. Marco is the classic bolt from the blue, desperate and out of the house gets to curse the day he conosciutola wife dreaming of being able to go back to change her life.

A sudden accident reports Marco and Claudio back in time to 1990 in the days of school. After the initial confusion the two friends understand the opportunity to solve their personal problems values ​​having the experience of two forties. Marco becomes a priority not to fall in love again with Giulia and avoid any contact, even at the cost of being grumpy, unpleasant and strange. Such behavior on the one hand does not stop the young Giulia as “script” is hit by Marco, instead arouse bewilderment and situations between the grotesque and the fun between the boy and his parents Aldo (Tortora) and Patrizia (Andreozzi) worried the mental health of the child. Instead Claudio save the mother Judith (Minaccioni) alcoholism

A script came from a cute idea and then developed in a basic, simple, unpretentious showing limited both in interweaving narrative pathos almost absent, but out however slight, clean and calibrating the right amount of Amarcord is valuable and fun for the public …. more on

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Vittorio De Agro presents “Let us love, despite all”

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