200. Confusi e Felici – Morte in mare aperto e altre indagini del giovane Montalbano(Andrea Camilleri)

confusi e felici

Il biglietto d’acquistare per “Confusi e felici”:1)Neanche regalato 2) Omaggio 3)Di pomeriggio 4)Ridotto 5)Sempre
“Confusi e felici”è un film del 2014 scritto e diretto da Massimiliano Bruno, prodotto da Rai Cinema, con:Claudio Bisio, Marco Giallini, Rocco Papaleo, Anna Foglietta, Paola Minaccioni, Pietro Sermonti, Caterina Guzzanti, Kelly Palacios, Massimiliano Bruno , Gioele Dix
Se ti dicessero che da qui a tre mesi diventerai cieco cosa proveresti?
Depressione?Rabbia?Sconforto? Isolamento? Sono tutti sentimenti plausibili e comprensibili per chi si ritrova improvvisamente la propria bella e serena vita stravolta.
Ma se questa notizia drammatica capitasse al tuo analista e decidesse di mollare il lavoro e di abbandonarti al tuo destino cosa faresti?
Nell’immaginario collettivo l’analista è l’uomo che conosce tutte le risposte e dispensatore di serenità e fiducia.
In vero l’analista è un uomo come noi e anche lui può andare in depressione e perdersi.
Questo è il caso del Dottor Marcello (Bisio) psicanalista milanese trapianto a Roma che da un giorno all’altro gli viene diagnosticato una rara malattia agli occhi che presto lo porterà alla cecità. La notizia lo spinge nel pieno sconforto a riunire i suoi pazienti in studio e ad annunciarli la fine delle sedute.
La reazione dei “pazzi” non si fa attendere. Capitanati dalla bella e romantica segretaria Silvia(Foglietta) decidono di scuotere e aiutare Marcello in questo difficile momento.
Così lo spettatore seguirà le particolari e gioiose sedute somministrate al “paziente”Marcelllo dallo spacciatore Nazareno(Giallini) futuro padre, dalla asessuata coppia Betta e Enrico(Guzzanti e Sermonti), dalla ninfomane Vitagliana (Minaccioni), dall’iracondo giornalista Michelangeo(Papaleo) e dall’eterno mammone Pasquale (Bruno).
Assistiamo così a uno scambio di ruoli e soprattutto cessa il confine tra paziente e medico cessa e si instaurano rapporti d’amicizia e d’amore.
Rapporti sinceri e veri che funzionano di più delle tradizionali sedute.
La sceneggiatura nata da un idea abbastanza originale si sviluppa in maniera divertente e armoniosa tra gag collettive riuscite e creativi e ispirati assoli. L’intreccio narrativo,anche se semplice e lineare non cade mai nel banale e retorico presentando nel complesso un buon ritmo, avendo solo nella parte finale un leggero calo di intensità
I dialoghi sono frizzanti, ironici e ben costruiti e interpretati
La regia seppure non abbia particolari guizzi creativi, è pulita, ordinata e soprattutto ha la mano felice nel dirigere un talentuoso cast riuscendo a far uscire da ognuno le migliori qualità artistiche e interprative.
Il film è un racconto corale dove il gruppo prevale sul singolo esaltando però le qualità individuali dell’ attore nelle varie scene.
Tutti i personaggi risultano credibili e dotati di un’anima e personalità.
Conferma per la straordinaria e dirompente vis comica di Paola Minaccioni
Un convinto plauso per le doti poliedriche nell’adattarsi a più diversi ruoli per Giallini e Papaleo.
Bellezza e ironia e talento non mancano ad Anna Foglietta e Caterina Guzzanti
Una menzione in più per un sorprendente e convincente Pietro Sermonti.
Il finale agrodolce è abbastanza riuscito e nel complesso piace confermando allo spettatore che a volte spesso il vero cieco è quello che si rifiuta di vedere la bellezza quotidiana della vita.

camilleri

“Morte in mare aperto e altre indagini del giovane Montalbano” è un libro scritto da Andrea Camilleri e pubblicato in ottobre dalla Sellerio Editore.
Quando impariamo ad amare un personaggio sia esso protagonista di un libro o di una fiction televisiva desideriamo conoscere di lui ogni cosa.
Siamo curiosi di sapere le origini della sua vita e scoprire quali sono state le scelte che lo hanno portato a diventare il personaggio che conosciamo adesso.
Nel cinema si chiamano prequel, in letteratura invece diventano viaggi nel tempo attraverso magari racconti.
Così Andrea Camilleri per soddisfare le infinite curiosità dei fan sulla vita del beniamino Montalbano ha scelto di raccontarci otto piccoli indagini condotte dal giovane commissario tra gli anni settanta e novanta in modo da cogliere nuovi aspetti del carattere e del modus operandi dell’uomo.
Otto racconti di diverso genere:omicidio, furto, rapimento, truffe, traffico di droga che non mancano di riservare sorprese e mantenere complessivament un buon pathos narrativo
Come sempre le indagini sono condotte da Montalbano e dalla sua squadra usando anche metodi non ufficiali e consoni, ma ottenendo sempre il risultato sperato.
Il lettore al di là dei casi alcuni più interessanti altri meno, ma anche se sempre ben scritti e costruiti, può osservare come il personaggio Montalbano presenti anche da giovane quelle peculiarità caratteriali e soprattutto umane che lo hanno fatto amare dal pubblico.
L’amore per il mare, per la cucina e la sua personale visione di giustizia saltano al’occhio del lettore fin dalle prime battute .
Gli altri personaggi della saga si confermano interessanti e particolari:Livia, Fazio, Augello, Catarella, Zito sono i fieri compagni di viaggio del nostro eroe.
Otto racconti che possono essere visti come otto bozze di sceneggiature che potrebbero benissimo diventare film per l’innata capacità e talento della penna di Camilleri di saper evocare immagini al lettore.
Non ci stancheremo di leggere le indagini di Salvo Montalbano e per lui il momento della pensione, almeno per il lettore, resta lontano se non una chimera.

The ticket purchase for “Confused and happy”: 1) Not even a present 2) Free Gift 3) afternoon 4) Reduced 5) Always
“Confused and happy” is a 2014 film written and directed by Massimiliano Bruno, produced by Rai Cinema, Claudio Bisio, Marco Giallini, Rocco Papaleo, Anna Foglietta, Paola Minaccioni, Peter Dale, Catherine Guzzanti, Kelly Palacios, Massimiliano Bruno , Joel Dix
If you were told that three months from now you’ll go blind would you feel?
Depression? Anger? Discomfort? Isolation? They are all feelings plausible and understandable to those who suddenly finds his life turned upside down beautiful and serene.
But if this should happen to your dramatic news analyst and decided to give up the job and leave you to your fate what would you do?
In the collective imagination, the analyst is the man who knows all the answers and giver of peace and trust.
In truth, the analyst is a man like us, and he can go into depression and lost.
This is the case of Dr. Marcello (Bisio) psychoanalyst in Rome and Milan transplant from day to day he was diagnosed with a rare eye disease that will soon lead to blindness. The news pushes it in full in despondency gather his patients in the study and to announce the end of the sessions.
The reaction of the “crazy” not long in coming. Led by the beautiful and romantic secretary Silvia (Foglietta) decided to shake and Marcello help at this difficult time.
So the viewer look at the details and joyous sessions given to the “patient” Marcelllo to the dealer Nazarene (Giallini) future father, the asexual couple Betta and Henry (Guzzanti and Dale), the nymphomaniac Vitagliana (Minaccioni) dall’iracondo journalist Michelangeo (Papaleo ) and by the eternal Easter mama’s boy (Bruno).
We see an exchange of roles and especially ceases the line between patient and doctor stops and establish relations of friendship and love.
Sincere and true running more traditional sessions.
The script came from a fairly original idea develops in a fun and harmonious collective gag between successful and creative and inspired solos. The storyline, though simple and straightforward never falls into trite rhetoric and presenting overall a good pace, with only a slight decrease in the final intensity
The dialogues are crisp, ironic and well-constructed and interpreted
The direction albeit not have any particular creative leaps, it is clean, tidy and above all the happy hand in directing a talented cast managed to bring out the best qualities of each art and interprative.
The film is a story where the choral group takes precedence over the individual, however, highlighting the individual qualities of the ‘actor in the scenes.
All the characters are believable and have a soul and personality.
Confirmation for the extraordinary and explosive comic Paola Minaccioni
A convinced praise for the qualities most versatile in adapting to different roles for Giallini and Papaleo.
Beauty and humor and no shortage of talent Foglietta and Anna Caterina Guzzanti
Mention more for a surprising and convincing Peter Dale.
The bittersweet ending is quite successful and overall like confirming the viewer that sometimes often the true end is the one that refuses to see the beauty of everyday life.

“” Death at sea and other surveys of young Montalbano “is a book written by Andrea Camilleri and published in October by Sellerio Publisher.
When we learn to love a character whether it be the star of a book or a television drama we want to know everything about him.
We are curious about the origins of his life and discover what are the choices that led him to become the character we know now.
In the prequel film called, in the literature become rather travel through time maybe short stories.
So Andrea Camilleri to meet the endless curiosity of fans on the life of the pet Montalbano has chosen to tell us about eight small surveys conducted by the young commissioner of the seventies and the nineties in order to capture new aspects of the character and modus operandi of man.
Eight stories of a different kind: murder, robbery, kidnapping, fraud, drug trafficking that there is no shortage of surprises and keep complessivament a good narrative pathos
As more surveys are conducted by Montalbano and his team also using unofficial methods and responsive, but always getting the desired result.
The reader beyond the cases some more interesting than others, but even if always well written and designed, can look like the character Montalbano also present as a young man those qualities of character and above all human and have done so loved by the public.
The love for the sea, for the kitchen and its own vision of justice jump al’occhio the reader right from the start.
The other characters in the series are confirmed interesting and special Livia, Fazio, Augello Catarella, Zito are the proud companions of our hero.
Eight stories that can be seen like eight drafts of the screenplay for the film that could very well become the innate ability and talent Pen Camilleri to be able to conjure up images of the reader.
We will not tire of reading surveys Salvo Montalbano and for him the time of retirement, at least for the reader, stay away if not a pipe dream.

Annunci

199. Se tutto va male divento Famoso

pignotta

“Se tutto va male divento famoso” è una commedia teatrale scritta, diretta e interpretata da Gabriele Pignotta con :Fabio Avaro, Cristiana Vaccaro e Siddharta Prestinari.
La crisi economica ha cambiato le nostre abitudini e purtroppo stravolto per sempre la vita di molti. Una crisi che continua a mordere senza alcuna intenzione di diminuire d’intensità.
Noi italiani siamo maestri nell’arte dell’arrangiarsi e soprattutto di reinventarci.
Siamo un popolo di poeti, navigatori, scrittori e da qualche tempo assidui concorrenti di talent show.
Un tempo c’era la “Corrida” di Corrado per dare libero sfogo al nostro ego artistico, oggi c’è solo l’imbarazzo della scelta.
Crisi economica e voglia di apparire a volte possono portare le persone a compiere scelte e sfide impensabili.
Questa è la storia di quattro impiegati quarantenni di un importante società finanziaria:Jacopo(Pignotta), Dario(Avaro), Micaela(Prestinari) e Sara(Vaccaro) che improvvisamente si trovano senza lavoro.
I quattro hanno diverse reazioni al loro nuovo stato di disoccupati Jacopo è l’ottimista ed eterno Peter Pan del gruppo e sogna di diventare un brillante musicista, Dario ,futuro padre di due gemelli si accontenta di fare il cameriere in un pub pur di guadagnare qualcosa, Sara madre e moglie ansiogena incomincia a tagliare ogni spesa superflua e invece Micaela progetta di aprire un’agenzia finanziaria tutta sua con l’aiuto delle banche o fondi europei.
Però ben presto le speranze o meglio ancora le illusioni dei nostri protagonisti vengono spazzate via dall’amara realtà di un Paese dove se perdi il lavoro a quarant’anni è molto difficile essere ricollocato nonostante le qualifiche professionali.
Così Jacopo propone agli inizialmente scettici e titubanti amici di partecipare a un talent show dove il premio per i vincitori è di 300 mila euro. Ma si può partecipare a un talent senza saper ne cantare, ballare o suonare? Nel resto del mondo no, in Italia si e si rischia pure di diventare dei personaggi famosi (Grande Fratello docet)
Il testo ben scritto di Pignotta ci racconta con ironia dissacrante e freschezza la nostra società dove non vengono più premiati i meritevoli, ma bensì i personaggi dotati per la maggior parte di casi del nulla artistico e umano.. Il linguaggio usato è semplice e diretto senza ma essere volgare. I dialoghi sono divertenti, ben costruiti e interpretati.
Un testo che invita il sorridente spettatore a malinconiche riflessioni su quali valori si fonda la società d’oggi.
La regia è di buona qualità capace di dare un ritmo costante alla storia e di aver dato una convincente struttura narrativa. Forse l’unico limite è aver diviso la commedia in due atti, per esigenze teatrali, facendo disperdere un pò l’attenzione dello spettatore.
L’intero cast è sicuramente meritevole di menzione e di un convinto plauso. Non conoscevo fino a ieri Cristiana Vaccaro e Siddharta Prestinari e si sono rivelati una piacevole sorpresa. Hanno dimostrato di avere un’ ottima presenza scenica e padronanza dei tempi comici senza sbavature e cadute di stile.
Conferma invece per Fabio Avaro, professionista di valore capace di regalare sorrisi con la parola e con la sua fisicità. Meriterebbe,a mio avviso,la ribalta nazionale.
Il finale divertente e critico nello stesso tempo convince ed è coerente con la storia lasciando nello spettatore la speranza che si può anche perdere il lavoro, ma è possibile ricominciare non rinunciando ai propri sogni e voglia di vivere.

Fino al 9 Novembre al Teatro Ghione di Roma

“If all else fails I become famous” is a play written, directed and starring Gabriel Pignotta with Fabio Miser, Christian Vaccaro and Siddhartha Prestinari.
The economic crisis has changed our habits and unfortunately distorted forever the lives of many. This crisis continues to bite with no intention to diminish in intensity.
We Italians are masters in the art of getting by and especially to reinvent ourselves.
We are a nation of poets, sailors, writers, and for some time devoted to talent show contestants.
Once upon a time there was a “Corrida” by Corrado to give free rein to our artistic ego, today you’ll be spoiled for choice.
Economic crisis and the desire to appear can sometimes lead people to make choices and challenges unimaginable.
This is the story of forty-four employees of a major financial company Jacopo (Pignotta), Dario (Miser), Micaela (Prestinari) and Sara (Vaccaro) who suddenly find themselves out of work.
The four have different reactions to their new status as unemployed Jacopo is the optimist and eternal Peter Pan group and dreams of becoming a brilliant musician, Darius, the future father of twins is content to be a waiter in a pub just to earn some money Sara mother and wife begins to cut off all anxiety-provoking unnecessary expense and instead Micaela financial plans to open her own agency with the help of banks or European funds.
But soon hopes or better yet the illusions of our protagonists are swept away by the bitter reality of a country where if you lose your job in forty years it is very difficult to be relocated despite professional qualifications.
So James proposes to initially hesitant and skeptical friends to participate in a talent show where the prize for the winners of 300 thousand euro. But you can take part in a talent without knowing how they sing, dance or play? In the rest of the world not, in Italy and you may well become celebrities (Big Brother docet)
The well-written text of Pignotta tells us with irreverent humor and freshness of our society where there are more deserving winners, but rather with the characters for most of the artistic and human cases of nowhere .. The language used is simple and straightforward without but being vulgar. The dialogues are funny, well-constructed and interpreted.
A text that invites the viewer smiling melancholy reflections on what values ​​underpin today’s society.
The director is of good quality, able to give a steady pace to the story and to have given a convincing narrative structure. Perhaps the only drawback is having divided the comedy in two acts, for the sake plays, doing a little disperse the viewer’s attention.
The entire cast is certainly worthy of mention and a strong applause. I did not know until yesterday Christian Vaccaro and Siddhartha Prestinari and turned out to be a pleasant surprise. They have been shown to have a ‘good stage presence and mastery of comic timing flawless and drop style.
Confirmation instead Fabio Miser, professional value capable of giving smiles with his words and his physicality. Deserves, in my opinion, the national spotlight.
The final funny and critical at the same time convinces and is consistent with the story, leaving the viewer hope that you can even lose your job, but you can not start giving up on your dreams and love of life.

198. The Judge

il giudice

Il biglietto d’acquistare per “The Judge” è :1)Neanche regalato 2)Omaggio 3)Di pomeriggio 4)Ridotto 5) Sempre
“The Judge” è un film del 2014 diretto da David Dobkin, scritto da Nick Schenk, Bill Dubuque, prodotto dalla Warner Bros, con: Robert Downey Jr, Robert Duvall, Vera Farmiga, Vincent D’Onofrio, Billy Bob Thornton.
Quando si diventa veramente grandi? Molti sostengono quando si è capaci di vedere i propri genitori come uomini con i loro pregi e soprattutto difetti.
Alzi la mano chi non ha avuto almeno una volta una discussione con il proprio padre o madre sfociata in periodo di ostinato e reciproco silenzio.
E’ raro poter parlare e condividere qualcosa con il proprio padre e spesso nascono conflitti e rivalità quando c’è una profonda differenza d’età o personalità forti che si contrappongono
“The Judge” racconta la storia di un padre e di un figlio ,diversi e lontani per mentalità e carattere, ma comunque legati da un affetto anche se non ammesso per orgoglio.
Il padre è il giudice Joseph Palmer(Duvall) da 42 anni in un piccola cittadina nell’Indiana, il figlio è Hank Palmer(Downey jr) avvocato di successo a Chicago. Il primo è un rigido conservatore, scorbutico, moralista sposato da 50 anni, il secondo è arrogante, disinvolto moralmente nella professione forense, cinico, provocatore e divorziato.
Due mondi opposti che non si parlano e vedono da anni, ma costretti dalla tragica morte della moglie del giudice a confrontarsi di nuovo. Tra i due sono subito scintille verbali e Hank dopo il funerale vorrebbe tornare in città quando il fratello maggiore Glen(D’Onofrio), un tempo promettente star del baseball e dopo un drammatico incidente stradale con Hank invece divenuto solo un modesto gommista, lo ferma perché il padre viene accusato di aver ucciso un uomo, ex galeotto da lui condannato in tribunale, in un incidente stradale.
La preparazione e lo svolgersi del Processo stesso sono la scusa per i due protagonisti per confrontarsi e rinfacciarsi anni di silenzi e incomprensioni.
Il giudice, seppure gravemente malato, non accetta nessun patteggiamento pur di difendere il suo onore ed è disposto ad andare in carcere.
Hank deve combattere non solo aula contro il procuratore giustizialista Dickham(Thornton), ma soprattutto scontrarsi con il padre sulla loro diversa idea di Giustizia.
La sceneggiatura ben scritta e incentrata sullo scontro tra i due protagonisti, esaltandone le personalità e sfumature lascia però sullo sfondo la storia e gli altri personaggi. Lo stile è abbastanza incalzante e avvolgente, anche se nella seconda parte il testo risente di una eccessiva retorica e ridondanza morale che diventa stucchevole e noiosa. I dialoghi sono ben costruiti e soprattutto magistralmente interpretati.
La regia ha il merito di lasciare alla coppia Duvall-Downey la possibilità esprimersi liberamente e di scandire i tempi del racconto, alzandoli e abbassandoli con il loro talento, ma manca però una coralità e armonia nella struttura narrativa come se il duello tra padre e figlio sia assestante rispetto al resto della storia e ciò rende specie nella seconda parte meno fluida e godibile la visione del film.
Duvall e Downey jr danno entrambi una toccante e imperdibile prova d’Attore. Una coppia perfetta che riesce a regalare allo spettatore vivide emozioni, toccando le giuste corde dell’emozioni alternando i vari sentimenti in maniera convincente e credibile. Difficile stabilire chi sia più bravo tra i due, forse Downey jr ogni tanto sembra Tony Stark in gita in Indiana, ma i duelli verbali con Duvall sono la dimostrazione che due attori di talento riescono a dare un quid in più a buon testo di partenza.
Il resto del cast è comunque all’altezza del compito e si rivelano delle comprimari di riguardo per le due star.
Il film in vero poteva concludersi in vari modi, il regista ci presenta almeno tre pre finali per poi scegliere un quarto che probabilmente è il più scontato e retorico, ma che comunque grazie all’abilità di Downey risulta apprezzabile, invitando lo spettatore a risolvere le diatribe che si hanno con i propri genitori prima che sia troppo tardi così da essere non più figlio, ma uomo a tutto tondo.

The ticket purchase for “The Judge” is: 1) Not even a present 2) Tribute 3) In the afternoon 4) Reduced 5) Always
“The Judge” is a 2014 film directed by David Dobkin, written by Nick Schenk, Bill Dubuque, produced by Warner Bros, with Robert Downey Jr., Robert Duvall, Vera Farmiga, Vincent D’Onofrio, Billy Bob Thornton.
When you become truly great? Many argue when you are able to see their parents as people with their merits and defects above.
Hands up who has not had at least once a discussion with your father or mother resulted in a period of mutual and stubborn silence.
It ‘rare to be able to talk and share anything with his father and conflicts and rivalries often arise when there is a profound difference in age or strong personalities that contrast
“The Judge” tells the story of a father and a son, and far different mentality and character, but still bound by affection, even if not admitted to pride.
The father is Judge Joseph Palmer (Duvall) for 42 years in a small town in Indiana, the son Hank Palmer (Downey Jr.), a successful lawyer in Chicago. The first is a strict conservative, grumpy, self-righteous married for 50 years, the second is arrogant, morally casual in the legal profession, cynical, provocative and divorced.
Two opposite worlds that do not talk and seen for years, but forced by the tragic death of the wife of the judge to face again. Between the two are immediately sparks verbal and Hank after the funeral would go back to town when his older brother Glen (D’Onofrio), once a promising baseball star, and after a dramatic car accident with Hank instead become only a small tire, the firm because his father was accused of killing a man, a former convict him convicted in court, in a car accident.
The preparation and the unfolding of the process are the same excuse for the two characters to meet and rinfacciarsi years of silence and misunderstanding.
The judge, though seriously ill, will not accept any plea bargain in order to defend her honor and is willing to go to jail.
Hank has to fight not only against the attorney classroom executioner Dickham (Thornton), but most struggle with his father on their different idea of ​​justice.
The well-written script and focuses on the clash between the two main characters, bringing out the personalities and nuances, however, leaves the background story and the other characters. The style is quite urgent and fascinating, although in the second half of the text is affected by excessive rhetoric and moral redundancy becomes tedious and boring. The dialogues are well built and above all masterfully interpreted.
The director has the merit of leaving the couple Duvall-Downey the opportunity to express themselves freely and to mark the times of the story, raising them and lowering them with their talent, but fails to include a chorus and harmony in the narrative as if the duel between father and son assestante is compared to the rest of the story, which makes it especially in the second half less smooth and enjoyable the movie.
Duvall and Downey Jr. give both a poignant and must-proof Actor. A perfect pair that can give viewers vivid emotions, touching the right chord of emotion alternating the various feelings in a convincing and credible. Difficult to determine who is more skilled of the two, maybe Downey Jr. occasionally seems Tony Stark on a trip to Indiana, but the verbal duels with Duvall are proof that two talented actors can give a quid cheaper text.
The rest of the cast is still up to the task and turn out the supporting cast of respect for the two stars.
The movie could end it in various ways, the director presents at least three pre-final and then choose a quarter that is probably the most obvious and rhetorical, but still thanks to the skill of Downey is appreciable, inviting the viewer to solve disputes you have with your parents before it’s too late so as to be no longer her son, but man all round.

197. Storie D’Amore con pena di morte

storie d'amore

“Storie d’Amore con pena di morte” è uno spettacolo teatrale scritto e diretto da Marco Costa, con:Lorenzo De Angelis,Nina Torresi, Paolo Macedonio e Stella Egitto.
Viviamo in una epoca storica in cui, se un uomo possiede dei valori, è un’ anima destinata a soccombere. Il romanticismo è moribondo e la società si nutre di cinismo ed edonismo.
C’è ancora spazio per l’Amore in questo mondo? L’egoismo è il vero autentico sentimento che spinge l’uomo alla solitudine e meschinità.
Sono eccesivo? Forse, ma questi pensieri e riflessioni nascono spontanei dopo aver visto questo spettacolo teatrale.
Marco Costa ci presenta con il suo nuovo lavoro quale sia lo stato dei rapporti umani e di come evolvano al giorno d’oggi.
Lo spettatore conosce in rapida successione i quattro protagonisti:Sanni(De Angelis) Frida(Torresi), Artico(Macedonio) e Mia(Egitto) legati tutti da un lunga e duratura amicizia.
Prima d’essere adulti sono stati dei bambini con i loro sogni.
Poi da adolescenti gli uomini amanti dei film porno, le donne invece desiderose di avere bei regali e l’uomo giusto.
Sono tutti giovani, belli e con una bella carriera. Eppure sono anime inquiete e fragili
Sanni è gentile e romantico, Artico cinico ed erotomane, Mia è una sognatrice invece Frida è una ragazza ambiziosa e lunatica.
Si incontrano a una festa, si piacciono e decidono di frequentarsi Sanni e Frida diventano la coppia stabile. Decidono di convivere e di provare a costruire un futuro insieme. La quotidianità, come spesso accade, spegne l’amore e infiamma la miccia dei problemi. Frida soffre per il suo lavoro da attrice schiava dei dati Auditel negativi, Sanni si sforza di fare il fidanzato premuroso e attento, ma si consuma per le liti continue causate dalla gelosia.
Invece Artico e Mia sono la coppia liberal che si amano nell’eccesso tra sesso e droga senza pensare al futuro.
Due storie d’amore destinate a spegnersi per motivi diversi, segnati dai limiti caratteriali e umani dei protagonisti.
La sceneggiatura è ricca di contenuti, ben scritta, ironica e nello stesso tempo ammantata di amaro cinismo.
Costa si conferma una penna interessante e in continua crescita artistica non solo come autore,ma anche come regista creativo e innovativo riuscendo a tenere alto e costante il pathos narrativo della storia. I dialoghi sono frizzanti, ben costruiti e ispirati.
I quattro protagonisti si dimostrano all’altezza e adeguati al ruolo. Le due coppie funzionano, convincono e risultano credibili. La simbiosi scatta non solo in scena tra i personaggi, ma anche con il pubblico.
De Angelis, Torresi, Macedonio, Egitto hanno talento, passione e forza interprativa, ne sentiremo parlare, segnatevi i nomi. Hanno il dono d’emozionare il pubblico, alternando in maniera efficace con i loro personaggi ironia e dramma
Difficile stabilire una classifica di merito , sono tutti meritevoli di un convinto plauso.
Il finale, a metà strada tra il dramma e l’amaro, è coerente con la spirito della storia, riuscendo a far sorridere lo spettatore nella triste consapevolezza che anche i sogni dei bambini d’oggi sono diversi da quelli che avevano un tempo.

Fino al 2 Novembre al Piccolo Eliseo di Roma.

“Stories of Love with the death penalty” is a play written and directed by Marco Costa, with Lorenzo De Angelis, Nina Torresi, Paul and Stella Macedonio Egypt.
We live in a period of history in which, if a man has value, it is a ‘soul destined to succumb. The romance is dying and now it feeds cynicism and hedonism.
There is still room for love in this world? Selfishness is the real authentic feeling that drives man to solitude and pettiness.
I’m cylinder engine? Perhaps, but these thoughts and reflections grow naturally after watching this show.
Marco Costa presents us with his new job what is the status of human relationships and how they evolve nowadays.
The viewer knows in quick succession the four main characters: Sanni (De Angelis) Frida (Torresi), Arctic (Macedonio) and Mia (Egypt) all linked by a long and lasting friendship.
Before being adults were children with their dreams.
Then adolescent men who love porn movies, women hand wanting to have beautiful gifts and the right man.
They are all young, beautiful and had a nice career. Yet they are troubled souls and fragile
Sanni is nice and romantic, cynic and Arctic sex maniac, Mia is a dreamer instead Frida is an ambitious girl and moody.
They meet at a party, you will like them and decide to dating Sanni and Frida become the couple settled. They decide to live together and attempting to build a future together. The everyday, as often happens, turn off the love and ignites the fuse of the problems. Frida suffers for her work as an actress slave of Auditel negative Sanni strives to do the caring and attentive boyfriend, but is consumed by the constant quarrels caused by jealousy.
Instead Arctic and Mia are the liberal couple who love each other in the excess of sex and drugs without thinking about the future.
Two love stories designed to shut down for various reasons, marked by the limitations of character and human protagonists.
The screenplay is rich in content, well written, humorous and at the same time cloaked in bitter cynicism.
Costa confirmed a pen interesting and growing art not only as a writer but also as a creative director and managing to keep up innovation and constant narrative pathos of the story. The dialogue is crisp, well-built and inspired.
The four main characters show up and suited to the role. The two couples work, are credible and convincing. The symbiosis is triggered not only in the scene between the characters, but also with the public.
De Angelis, Torresi, Macedonio, Egypt have talent, passion and strength interprativa, will hear about here, take note names. They have the gift of touch the public, alternating effectively with their characters irony and drama
Difficult to establish a ranking of merit, are all worthy of a strong applause.
The final half-way between the drama and bitter, is consistent with the spirit of the story, managing to bring a smile to the viewer in the sad realization that the dreams of the children of today are different than they once had.
Up to November 2 at the Piccolo Eliseo in Rome

196:Andiamo a quel Paese

ficarra e picone

Il biglietto d’acquistare per “Andiamo a quel paese” è: 1)Manco regalato 2) Omaggio 3) di pomeriggio 4)Ridotto 5)Sempre
“Andiamo a quel paese” è un film del 2014 scritto, diretto e interpretato da Ficarra e Picone, prodotto da Attilio De Razza e Medusa Film , con: Fatima Trotta, Tiziana Lodato, Nino Frassica, Lily Tirinnanzi, Francesco Paolantoni, Mariano Rigillo.
Ieri si è conclusa la nona edizione del Festival Internazionale del Film di Roma con una sobria e rapida cerimonia dove sono stati consegnati i premi della giuria tecnica e popolare. Il presidente di Bnl, principale sponsor del Festival,Giancarlo Abete ha movimento la serata auspicando meno snobismo culturale e disfattismo aprioristico da parte dei media e dei critici del settore”..perchè un Buon Festival è anche una buona Festa” Personalmente non ho visto nessuno dei film e dei documentari usciti vincitori ed evito di esprimere giudizi di merito, posso solo riferire gli applausi convinti del pubblici ai vari annunci, la speranza che i film di questa rassegna riscuotano nelle sale un buon successo, lo scorso anno fu cosi per”Her” “Dallas Buyers Club” e “Song e napule”
Il Festival ha chiuso i battenti con un’altra commedia italiana sempre prodotto dalla Medusa Filme ambienta in Sicilia.
Ficarra e Piccone con la loro nuova fatica cinematografica tentano come succedeva ai tempi dell’antica Roma di criticare la società e colpire i costumi attraverso la satira.
L’Italia è un paese di vecchi, un paese con scarse prospettive per i giovani,un paese fondato sulla raccomandazione e sulla pensione.
Lo specchio amaro di questo declino morale e culturale è, aihme, la mia amata Sicilia.
Un ‘isola dove il clientelismo e assistenzialismo sono i veri e tristi motori dell’economia.
Neanche in Sicilia ci si sposa più, non si fanno figli e i gli anziani sono considerati con la loro pensione un reddito sicuro in questa crisi che non conosce limiti o scadenza.
Salvo(Ficarra) e Valentino (Picone) sono costretti a lasciare Palermo per ritornare in paese perché senza lavoro. Monforte è un paesino all’interno della Sicilia dove vivono più anziani che giovani e dove il tempo sembra essersi fermato.
Salvo per mantenere la sua famiglia decide di aprire in casa un ospizio clandestino per poter riscuotere le pensioni. L’operazione suscita ovviamente in paese sconcerto e ilarità, ma quando uno dopo l’altro gli anziani muoiono accidentalmente ,per paura di perdere anche l’ultima pensione di zia Lucia(Tirinnanzi), Salvo convince lo scettico Valentino a sposarla perché”l’amore finisce la pensione è per sempre” con l’impegno di rimanere l’operazione riservata.
Ovviamente la notizia diventa immediatamente oggetto di scherno e discussione da parte dell’opinione pubblica. Nei bar e dal barbiere(Frassica) non si parla altro. Il nipote di zia Lucia per amore della pensione denuncia i due protagonisti, facendo aprire una indagine condotta dal sergente dei carabinieri(Paolantoni).
Il matrimonio suscita anche lo sdegno morale del prete (Rigilo), che cerca inutilmente di far recedere dal suo intento Zia Lucia essendo legati da una “affettuosa” amicizia
La sceneggiatura parte da una idea interessante e si sviluppa all’inizio in maniera frizzante e divertente descrivendo la mentalità e soprattutto l’atmosfera del luogo, ma poi nel corso del film perde ritmo e vivacità. Gli autori tendono a descrivere una Sicilia stereotipata, retorica banale senza andare a indagare perché questa realtà sia restia al cambiamento. I dialoghi spesso sono eccessivi e sopra le righe come se servisse a coprire i limiti narrativi della storia.
Nel complesso non dispiace la regia di Ficarra e Picone per la capacità di raccontare qualcosa di diverso rispetto alle solite store e soprattutto hanno merito di portare in luce e di far risplendere la vera storia d’amore del film, non tra i giovani come tutti credono, ma tra gli anziani in odor di uccelli di rovo in salsa siciliana che probabilmente Oltre Tevere non gradirà
Nel cast spiccano il talento e l’intensità interprativa di Lily Tirinnanzi e Mariano Rigillo. Sono le loro le scene più belle ed emozionanti del film oltre a contribuire alla vis comica del film.
Largo anche agli attori anziani, se questi sono i loro degni rappresentati.
Il finale anche se grottesco e caricaturale lascia allo spettatore l’amara convinzione che il detto gattopardesco”cambiare tutto per non cambiare nulla” è ancora valido e che vecchie sono le cose e che gli anziani sono ancora persone utili alla nostra società.

The ticket purchase for “Let’s go to hell” is: 1) gave  Tribute 2) Tribute 3) afternoon 4) Reduced 5) Always
“We’re going to hell” is a 2014 film written, directed and starring Ficarra and Picone, produced by Attilio De Race and Medusa Film, with Fatima Trotta, Tiziana Lodato, Nino Frassica, Lily Twice, Francis Paolantoni, Mariano Rigillo.
Yesterday ended the ninth edition of the International Film Festival in Rome with a quick and simple ceremony where awards were handed the jury and popular. The president of BNL, the main sponsor of the Festival, Giancarlo Abete has called for less movement the evening cultural snobbery and defeatism prejudiced by the media and critics of the industry “.. because a good festival is also a good party” Personally I have not seen anyone films and documentaries have come out victorious and I avoid passing judgment on the merits, i can only report the applause of the public believe the various announcements, the hope that the film in theaters this survey question levies a success last year was so for “her “” Dallas Buyers Club “and” Song and napule ”
The Festival closed its doors for another Italian comedy ever produced by Medusa Filme AMBIENTA in Sicily.
Ficarra and Piccone with their new film trying hard as they did in ancient Rome to criticize the company and hit the costumes through satire.
Italy is a country of old, a country with few prospects for young people, a country founded on the recommendation and the board.
The mirror of this bitter moral and cultural decline, Aihm, my beloved Sicily.
An ‘island where patronage and welfare are the real engines of the economy and sad.
Even in Sicily we get married anymore, you do not have children and the elderly are seen with their retirement secure income in this crisis that knows no limits or expiration.
Unless (Ficarra) and Valentino (Picone) are forced to leave Palermo to return home because of work. Monforte is a small town in Sicily where more elderly and young people, where time seems to stand still.
Except to keep her family decided to open a home hospice illegal to collect pensions. The transaction gives rise to confusion and hilarity of course in the country, but when one after the other elders die accidentally, for fear of losing the last board of Aunt Lucy (Twice) Subject to convince the skeptic’s Day to marry her because “‘love ends retirement is forever “with a commitment to stay the operation reserved.
Of course, the news immediately becomes the object of ridicule and discussion from the public. In bars and barber (Frassica) do not talk more. The nephew of Aunt Lucy for the sake of complaint board the two protagonists, by opening an investigation conducted by the sergeant of police (Paolantoni).
The marriage also raises the moral outrage of the priest (Rigilo), who tries in vain to withdraw from his Aunt Lucy intent being bound by a “loving” friendship
The script starts an interesting idea and develops early in a bubbly and fun describing the mindset and above all the atmosphere of the place, but then throughout the film loses pace and liveliness. The authors tend to describe a stereotypical Sicily, banal rhetoric without going to investigate why this reality is reluctant to change. The dialogues are often excessive and over the top as if it would cover the limits of narrative history.
All in all do not mind the direction of Ficarra and Picone for the ability to tell something different than the usual store and above have merit to bring to light and to shine true love story of the film, not among young people as everyone believes but among the elderly in the scent of birds blackberry sauce Sicilian addition Tiber probably will not like
The cast outstanding talent and intensity interprativa Lily Twice and Mariano Rigillo. Are they the most beautiful and exciting scenes of the film as well as contributing to the comic film.
Largo also older actors, whether these are their worthy representatives.
The final although grotesque caricature leaves the viewer on the belief that that gattopardesco “change everything to not change anything” is still valid, and that old things are and that older people are more useful to our society

195. Guardiani della Galassia

i guardani

Il biglietto d’acquistare per “Guardiani della Galassia” è : 1)Manco regalato 2)Omaggio 3)Di pomeriggio 4)Ridotto 5)Sempre

“Guardiani della Galassia” è un film del 2014 diretto da James Gunn, prodotto dai Marvel Studios e distribuito dalla Walt Disney Company, scritto da Gunn e Nicole Perlman e vede tra i suoi protagonisti Chris Pratt, Zoë Saldaña, Dave Bautista, Vin Diesel, Bradley Cooper, Lee Pace, Michael Rooker, Karen Gillan, Djimon Hounsou, John C. Reilly, Glenn Close e Benicio del Toro.
E’ possibile unire la fantascienza alla commedia?
I puristi dei rispettivi generi sdegnati e inorriditi risponderebbero di no. Personalmente amo più la commedia, eppure dopo aver visto questo film, mi permetto di dire che è possibile la fusione.
Quest’estate in America e ora in Italia “I Guardiani” stanno sbancando il botteghino.
Considerati nel mondo Marvel forse dei personaggi minori, hanno conquistato sul campo visibilità e successo. Una storia che parte sulla Terra alla fine degli anni ottanta in un stanza di un’ospedale dove il giovane Peter Quill(Pratt) assiste impotente alla morte della madre malata di cancro cercando confronto nell’ascoltare musica dell’epoca con un registratore. Peter viene misteriosamente rapito da una nave aliena e lo spettatore si ritrova anni dopo immerso in una gigantesca caccia al tesoro prima e poi in spettacolare battaglia navale ambientata nell’universo.
E’ anche difficile ricordare tutti i personaggi che appaiono sullo schermo, ognuno con la sua storia e caratteristica, ma tutti legati da un filo rosso. Come in ogni fumetto Marvel ci sono i buoni e cattivi, ma la distinzione spesso è sottile.
Chi sono dunque i Guardiani della Galassia? Eroi? Si, ma molto per caso. Conosciamo in rapida successione oltre Quil alias Star Lord, Gamora(Saldana) la figliastra di Thanos(Brolin) che si ribella a piani di guerra del padre e del suo perfido alleato Ronan, Rockett (Bradley) il “criceto” geneticamente modificato e genio delle fughe dalle prigioni, Groot(Diesel) il gigantesco albero vivente e infine Drax il distruttore(Bautista) desideroso di vendicare la morte della sua famiglia a mano di Ronan. Sono diversi, egoisti, inaffidabili e cinici eppure si ritrovano uniti per salvare la Galassia dalla distruzione a causa di un’ambita e magica sfera, scintilla dell’infinito
La sceneggiatura è ricca di spunti, divertente, piena di continui rimandi, ma caotica nel complesso e spesso la storia rischia di creare confusione nello spettatore. Non si capisce chi sia veramente il cattivo. Si avverte una mancanza di logicità nella struttura narrativa. Il film si muove per immagini e la scenografia è davvero impotente e incanta, ma non può bastare.
I dialoghi sono una sicuramente un punto di forza del film: ironici, frizzanti, divertenti e ben interpretati.
La regia è di valore dirigendo questo parco giochi con mano ferma e talento, riuscendo a creare bene il connubio tra ironia e azione senza mai perdere lo spirito del film.
Azzeccata e riuscita è la colonna sonora anni 80 scandisce i vari momenti della storia regalando un quid emotivo e nostalgico in più al film.
L’intero cast è sicuramente meritevole di un plauso. Ogni personaggio è credibile con la sua diversa personalità e caratteristiche creando simbiosi e sintonia con lo spettatore.
Personalmente do una menzione in più al quasi muto Van Diesel con il suo “Groot”, poche parole dette dal personaggio , ma di grande intensità e peso.
Il finale è forse forzatamente a lieto fine, ma ben costruito e preparato che lascia il pubblico desideroso di vedere nuove avventure dei Guardiani e soprattutto lascia in sospeso tante domande a cui troveremo risposta nel già atteso sequel.

The ticket purchase for “Guardians of the Galaxy” is: 1) gave tribute 2) Tribute 3) In the afternoon 4) Reduced 5) Always

“Guardians of the Galaxy” is a 2014 film directed by James Gunn, produced by Marvel Studios and distributed by Walt Disney Company, written by Gunn and Nicole Perlman and includes among its stars Chris Pratt, Zoe Saldana, Dave Bautista, Vin Diesel, Bradley Cooper, Lee Pace, Michael Rooker, Karen Gillan, Djimon Hounsou, John C. Reilly, Glenn Close and Benicio del Toro.
And ‘possible to combine science fiction comedy?
Purists of their respective genres outraged and horrified will say no. Personally I love most comedy, but after seeing this movie, I would say that it is possible merger.
This summer in America and now in Italy “Guardians” are excavated in the box office.
Considered in the Marvel world, perhaps of the minor characters, they won on the field visibility and success. A story that starts on Earth at the end of the eighties in a room of a hospital where the young Peter Quill (Pratt) impotently witnessing the death of his mother dying of cancer in listening to the music of seeking confrontation with a tape recorder. Peter is mysteriously abducted by an alien ship and the viewer finds himself years later immersed in a giant treasure hunt first and then in the spectacular naval battle set in the universe.
It ”s also hard to remember all the characters that appear on the screen, each with its own history and character, but all linked by a common thread. As in any Marvel comic there are good and bad, but the distinction is often subtle.
So who are the Guardians of the Galaxy? Heroes? Yes, but quite by accident. We know in quick succession over Quil aka Star Lord, Gamora (Saldana), the daughter of Thanos (Brolin) who rebels against war plans of his father and his treacherous ally Ronan, Rockett (Bradley) the “hamster” genetically modified and genius jailbreaks, Groot (Diesel), the giant living tree and then Drax the Destroyer (Bautista) eager to avenge the death of his family at the hands of Ronan. They are different, selfish, unreliable and cynical yet join together to save the galaxy from destruction due to a coveted and magical sphere spark of infinity
The script is full of ideas, fun, full of references, but in the complex and often chaotic history is likely to create confusion in the viewer. It is not clear who is really the bad guy. There is a lack of logic in the narrative structure. The film moves through images and the scenery is really helpless and charm, but not enough.
The dialogues are a definitely a strong point of the movie: ironic, sparkling, funny and well played.
The director is directing this value playground with a steady hand and talent, being able to create the right mix of humor and action without losing the spirit of the film.
Apt and successful is the soundtrack of the 80 scans the various moments in history giving a quid more emotional and nostalgic film.
The entire cast is certainly worthy of praise. Each character is believable with his other personality characteristics and creating harmony and symbiosis with the viewer.
I personally do more to mention almost mute Van Diesel with his “Groot”, a few words spoken by character, but of great intensity and weight.
The finish is perhaps necessarily a happy ending, but well built and prepared to leave the audience wanting to see new adventures of the Guardians and above leaves open many questions you will find answered in the sequel already.

194. Buoni a Nulla – I Love shopping a Hollywood (Sophie Kinsela)

buoni a nulla

Il biglietto d’acquistare per “Buoni a nulla” è:1)Manco regalato 2)Omaggio 3)Di pomeriggio 4)Ridotto 5)Sempre
“Buoni a Nulla” è un film del 2014 di Gianni di Gregorio, scritto da Gianni di Gregorio, prodotto da Bibi film e Rai cinema con :Gianni di Gregorio, Marco Marzocca,Valentina Lodovini, GianFelice Imparato, Marco Messeri, Anna Bonaiuto.
Regola d’oro:Mai fare arrabbiare una persona buona, non proverà poi pietà o compassione.
Si può passare una vita a subire umiliazioni e soprusi sul lavoro e nella vita privata senza mai reagire?
In un mondo stracolmo di cattiveria e ipocrisia per sopravvivere il classico “bonaccione” deve imparare a fare lo stronzo?
Questa è la storia di Gianni (Di Gregorio) impiegato pubblico prossimo alla pensione, che ha trascorso la sua vita a subire in silenzio le angherie dei vicini e i capricci dell’ex moglie e della figlia.
Quando il direttore dell’ufficio gli comunica che in base alla nuova riforma delle pensioni, la sua è rinviata di tre anni e che viene inoltre riassegnato in una nuova sede sul raccordo anulare, per Gianni la misura è colma.
Spinto dal dentista Raffaele(Messeri)compagno dell’ex moglie, comincia a togliersi qualche sassolino dalle scarpe, imparando a dire anche dei No.
Nel nuovo ufficio così riesce a conquistare le simpatie della nuova direttrice(Bonaiuto) conquistando privilegi invidiati dagli altri colleghi.
La nuova “filosofia” di vita Gianni cerca di insegnarla anche al mite e ingenuo amico d’ufficio Marco(Mazocca) che da anni viene sfruttato per le sue capacità da gli altri colleghi e in particolare dall’appariscente e lavativa Cinzia(Lodovini).
Ma se Gianni rifiorisce trovando anche un nuovo amore, per Marco è più difficile con suo animo gentile essere “bastardo dentro” e dire dei no.
Una sceneggiatura semplice, lineare, senza guizzi creativi,ma che fa della sua semplicità la sua forza. Di Gregorio racconta con delicatezza un mondo dove il cattivo e il furbo spesso vince sull’uomo buono e corretto.
Il film ha però un ritmo blando, sonnacchioso che dà la sensazione di una storia stiracchiata con poca profondità e incisività. I personaggi e i loro caratteri sono appena accennati lasciando solo in parte soddisfatto lo spettatore.
Una storia forse più adatta a una platea televisiva per temi, struttura narrativa e regia, ed è assai discutibile il marchio di “Interesse Nazionale” dato al film.
Nel cast di discreto livello merita sicuramente una menzione particolare Marco Marzocca per essere stato capace di dare al suo Marco nello stesso tempo delicatezza, goffaggine e malinconia in maniera convincente e coinvolgente.
Il finale forse un po’ precipitoso e forzatamente a lieto fine comunque lascia allo spettatore un sorriso e la consapevolezza che ogni è giusto e liberatorio dire dei no e arrabbiarsi, ma troverai sempre qualcuno più cattivo e arrabbiato come è la ruota della vita.

kinsella

“I love shopping a Hollywood” è un libro scritto da Sophie Kinsella e pubblicato da Mondadori quest’ ottobre.
Almeno una volta nella vita sogniamo di calcare il red carpet, di essere fotografati e di finire sulle pagine delle riviste patinate. Hollywood è la Mecca dei sogni. Il luogo dove uno perfetto sconosciuto può diventare una celebrità. Le star del cinema sono delle vere macchine da soldi e si muovono con agguerriti staff e uffici stampa per vendere la loro immagine pubblica al miglior offerente.
In questo mondo in apparenza dorato sbarca la nostra cara amica Becky Bloomwood in Brandon per seguire l’amato Luke nel suo lavoro. Becky sogna di diventare la consulente di moda delle star e diventare un punto di riferimento del gusto e della classe.
Per riuscirci deve solo convincere la capricciosa attrice Sage Seymour, cliente di Luke, a farsi suggerire i vestiti. Come ormai sappiamo bene la caparbietà non manca alla nostra protagonista e cercherà di sfruttare ogni situazione e incontro mondano per conoscere la star.
Il Destino vuole che durante una “sessione” di shopping scopra Lois Kellerton un ‘altra famosa attrice intenta a rubare dei calzini in un negozio.
Becky le promette di mantenere il segreto, ma gli eventi precipiteranno quando la rivalità tra le due attrici costringe la nostra protagonista a compiere delle delicate scelte.
Non potevano mancare anche in questo nuovo capitolo i vecchi e cari personaggi della serie:la perfida e subdola Alice”la stronza dalle Gambe Lunghe” ora in versione zen e voga, la variopinta coppia formata da Suzie e da suo marito Tarkie i genitori di Becky e la glaciale Eleanor
Per diversi motivi si troveranno tutti a Los Angeles creando come sempre scompiglio e situazioni tra il grottesco e il comico e mettendo in difficoltà la vita professionale e privata di Becky
Sofia Kinsella conferma anche in questo libro uno stile ironico, tagliente e nello stesso tempo caloroso.
Il libro ha un inizio scoppiettante che proietta subito il lettore nel mondo di Hollywood, evidenziandone con ferocia ironia i limiti e le contraddizioni. E’ un divertente affresco delle varie mode che nascono e si sviluppano senza sosta e quell’atmosfera finto zen che in realtà mostra solo l’assenza di valori e ideali dei personaggi che vivono nella città del cinema. Però poi la storia comincia a perdere d’interesse e di conseguenza il ritmo è più blando e avvolgente. Si ha la sensazione di mangiare un brodino riscaldato e di partecipare a una cena preconfezionata anche se con cura e affetto.
Il finale aperto con la misteriosa fuga di alcuni personaggi crea suspence rendendo più vivace il ritmo e lasciando incuriosito lo spettatore che comunque dopo questo libro non potrà non avere una diversa prospettiva su Hollywood e dintorni.

The ticket purchase for “Good for nothing” is: 1) gave Tribute 2) Tribute 3) In the afternoon 4) Reduced 5) Always
“Good for Nothing” is a film in 2014 by Gianni di Gregorio, written by Gianni di Gregorio, produced by Rai Bibi film and cinema: Gianni di Gregorio, Marco Marzocca, Valentina Lodovini, Gianfelice Imparato, Marco Messeri, Anna Bonaiuto.
Golden rule: Never anger a good person, do not try to pity or compassion.
You can spend a lifetime to suffer humiliation and harassment at work and in private life without ever react?
In a world overflowing with malice and hypocrisy to survive the classic “good-natured” must learn to do the shit?
This is the story of Gianni (Di Gregorio) civil servant nearing retirement, who has spent his life to suffer in silence the harassment of neighbors and the vagaries of the former wife and daughter.
When the office manager informed him that under the new pension reform, his is postponed for three years and that is also relocated to a new building on the ring road, Gianni for the measure is full.
Driven by the dentist Raffaele (Messeri) partner’s ex-wife, she begins to take off a few pebbles from shoes, learning to say also No.
In the new office that manages to win the sympathies of the new director (Bonaiuto) gaining privileges envied by other colleagues.
The new “philosophy” of life Gianni tries to teach even the meek ​​and naive friend Mark Office (Mazocca) that is utilized for years for its ability to other colleagues and in particular dall’appariscente and lavativa Cinzia (Lodovini).
But if Gianni flourishes even finding a new love for Marco is more difficult with her ​​gentle soul to be “bastard inside” and said of the no.
A script simple, linear, without flash creative, but it does its simplicity its strength. Gregory says gently a world where the bad and the often clever man wins good and correct.
The film, however, has a gentle pace, sleepy that gives the feeling of a far-fetched story with little depth and incisiveness. The characters and their characters are sketchy, leaving only partly satisfied the viewer.
A story perhaps more suited to a television audience for themes, narrative structure and direction, and it is highly questionable brand of “National Interest” given to the film.
The cast of discrete level is definitely worth a special mention Marco Marzocca to have been able to give his Mark at the same time gently, awkwardness and melancholy in a convincing and engaging.The final maybe a little ‘hasty and forced a happy ending, however, leaves the viewer with a smile and the knowledge that all is right and not to mention the liberating and angry, but you will always find someone more evil and angry as the wheel of life.

 

I love shopping in Hollywood “is a book written by Sophie Kinsella and published by Mondadori quest ‘October.
At least once in a lifetime dream to tread the red carpet, being photographed and end up on the pages of glossy magazines. Hollywood is the Mecca of dreams. The place where one stranger can become a celebrity. Movie stars are real money machines and move with seasoned staff and press offices to sell their public image to the highest bidder.
In this world seemingly golden lands our dear friend Becky Bloomwood Brandon in order to follow the beloved Luke in his work. Becky dreams of becoming a fashion consultant to the stars and become a landmark of taste and class.
To do that just has to convince the wayward actress Sage Seymour, a customer of Luke, suggest to get the clothes. As we now know well the stubbornness not miss our protagonist and will try to take advantage of every situation and social gathering to learn about the star.
Fate has it that during a “session” of shopping Kellerton Lois discovers an ‘other famous actress intent on stealing socks in a store.
Becky promises to keep the secret, but events will precipitate when the rivalry between the two actresses forces our hero to perform the delicate choices.
They could not miss in this new chapter of the oldest and dearest characters in the series: the perfidious and devious Alice “the bitch from Long Legs” now in vogue and zen version, the colorful couple formed by Suzie and her husband’s parents Becky Tarkie and the glacial Eleanor
For various reasons you will find all in Los Angeles as always creating havoc and situations between the grotesque and the comic and putting pressure on the professional and private life of Becky
Sofia Kinsella also confirmed in this book an ironic, edgy and at the same time warm.
The book has a roaring start immediately projecting the reader into the world of Hollywood, highlighting ferocity with irony the limits and contradictions. It ‘a fun fresco of the various fashions that are born and grow unabated and faux zen atmosphere that actually shows only the absence of values ​​and ideals of the people who live in the city of cinema. But then the story begins to lose interest and consequently the pace is gentle and enveloping. It has the feeling of eating a broth and heated to participate in a pre-packaged dinner although with care and affection.
The finale opened with the mysterious escape of some of the characters creates suspense making it more lively rhythm and leaving the viewer curious, however, that after this book can not fail to have a different perspective on Hollywood and its surroundings.

193. #ScrivimiAncora (Love, Rosie)

scrivimi ancora

Il biglietto d’acquistare per “#Scrivimi Ancora(Love, Rosie) è:1)Manco regalato 2)Omaggio 3)Di pomeriggio 4)Ridotto 5)Sempre
#ScrivimiAncora (Love, Rosie) è un film del 2014 diretto da Christian Ditter, basato sull’omonimo romanzo di Cecelia Ahern, scritto da Juliette Towhidi, con: Lily Collins e Sam Claflin.
Potrei scrivere io un piccolo romanzo su quanto sia stato arduo e difficile vedere questo film presentato in anteprima al 9 Festival Internazionale del Film di Roma. Biglietti andati a ruba in poche ore e quando domenica scorsa c’è stato il red carpet all’Auditorium ho visto scene di ordinaria follia tra i giovani fan accalcati da ore alle transenne pur di fare un selfie con i protagonisti
Personalmente ci ho rimesso un portafoglio preso da un mariuolo fan, ma mi sono reso conto che se ai miei tempi si sognava di sposare Simon Le Bond, oggi basta un selfie per essere felici.
Dicevo al terzo assalto ho conosciuto la storia di Rosie(Collins) e Alex(Claflin), due ragazzi, amici da sempre e già destinati ad amarsi fin dal primo fotogramma, ma si sa non sempre i grandi amori diventano poi grandi storie d’amore. E’ più facile negare i sentimenti per paura che affrontarli. Alex e Rosie vivono in un piccolo paese in Inghilterra e hanno grandi progetti per il futuro. Ma il Destino si mette subito di traverso quando per un equivoco i due protagonisti vanno al ballo di fine anno rispettivamente con diversi compagni Rosie nonostante la pillola del giorno dopo rimane incinta ed è costretta a cambiare i suoi piani di vita. Alex invece vola in America per realizzare il suo sogno di diventare medico. Nonostante la distanza , i due ragazzi sono legati da un profondo legame che non si spezzerà mai completamente. Rosie dopo un iniziale titubanza decide di tenere la bambina e di crescerla da sola, diventando una mamma single, ma sempre determinata a realizzare il suo sogno di aprire un albergo tutto suo. Seguiamo le vite dei due ragazzi lungo un periodo di dieci anni in cui si innamorano di altre persone, addirittura si sposano, ma ciò non basta a dividerli. Nessuno dei due fa il passo decisivo e come se stessero su un filo sospesi nelll’aria aria a fare acrobazie d’amore . Il film scorre abbastanza bene ed è piacevole a vedere. Si sente l’impronta e soprattutto l’ironia british soprattutto nei dialoghi frizzanti e freschi. La sceneggiatura è ben scritta anche se sempre prevedibile nello sviluppo.
La giovane coppia formata da Collins e Clafin nel complesso funziona riuscendo a creare una discreta simbiosi con lo spettatore. Riescono a dare ai due personaggi una certa credibilità suscitando simpatia e calore. Forse un punto migliore l’interpretazione della Collins che nel ruolo di giovane madre improvvisata riesce a trasmettere con talento allo spettatore le difficoltà e le fatiche del compito.
La regia è nel complesso adeguata al compito riuscendo a confezionare un buon prodotto senza cadere mai nel melò più irritante e fastidioso.
Il finale alquanto prevedibile, ma invocato e desiderato da tutti piace e regala l’agognato lieto fine che non potrà far vedere allo spettatore di turno con occhi diversi l’amico/a del cuore e magari prendere coraggio e scrivere.

The ticket purchase for “Love, Rosie is: 1) gave Tribute 2) Tribute 3) In the afternoon 4) Reduced 5) Always
#ScrivimiAncora (Love, Rosie) is a 2014 film directed by Christian Ditter, based on the novel by Cecelia Ahern, written by Juliette Towhidi with: Lily Collins and Sam Claflin.
I could write a small novel about how it was difficult and hard to see this film premiered at the 9th International Film Festival of Rome. Tickets sold out in a few hours and when last Sunday there was the red carpet at the Auditorium, I saw scenes of ordinary madness among young fans flocked to the barricades for hours just to do a selfie with the protagonists
Personally, I’ve lost a wallet taken from a rogue fan, but I realized that if my time dreamed of marrying Simon Le Bond, a selfie today just to be happy.
I said the third assault I knew the story of Rosie (Collins) and Alex (Claflin), two boys, friends forever and already destined to love each other from the first frame, but you do not always know the great loves then become great love stories . It ‘s easier to deny the feelings of fear that face them. Alex and Rosie live in a small town in England and have big plans for the future. But Destiny starts off sideways when a misunderstanding, the two protagonists go to the prom with several companions, respectively Rosie despite the morning-after pill becomes pregnant and is forced to change his plans of life. Alex instead fly to America to realize his dream of becoming a doctor. Despite the distance, the two boys are bound by a deep bond that will never be broken completely. Rosie after an initial hesitation decides to keep the baby and raise her own, becoming a single mom, but always determined to fulfill her dream of opening a hotel of his own. We follow the lives of two boys over a period of ten years when you fall in love with other people, even get married, but this is not enough to divide them. Neither does the decisive step and as if they were on a wire suspended nelll’aria air acrobatics of love. The film runs pretty well and it’s nice to see. He feels the imprint and especially the irony british especially in the dialogues crisp and fresh. The screenplay is well-written, although more predictable development.
The young couple formed by Collins and Clafin the whole works being able to create a good symbiosis with the viewer. They manage to give the two characters some credibility arousing sympathy and warmth. Perhaps a better point that the interpretation of Collins in the role of a young mother with a talent improvised manages to convey to the viewer the difficulties and hardships of the task.
The direction is adequate to the task as a whole managed to pack a good product without ever falling into melodrama more irritating and annoying.
The ending somewhat predictable, but invoked and desired by everyone likes and enjoys the coveted happy ending that the viewer will not be able to see with different eyes turn to the friend / a heart and maybe take courage and write.

192. Time out of Mind -Gli Invisibili

Gere
Il biglietto d’acquistare per “Time out of mind” è: 1)Manco regalato 2)Omaggio 3)Di pomeriggio 4)Ridotto 5) Sempre
“Time out of mind” è un film del 2014 scritto e diretto da Oren Moverman con Richard Gere.
“Time out of mind –Gli Invisibili” è un film del 2014 scritto e diretto da Oren Moverman con Richard Gere.
Basta poco per cadere e ritrovarsi con il “sedere a terra”. La crisi economica sta distruggendo la classe media e creando nuovi poveri. La soglia di povertà si è allargata al tal punto che i Centri Caritas sono “frequentati” da persone insospettabili. Oggi giorno passeggiando per le nostre città vediamo decine di barboni che dormono alla peggio su cartoni in un angolo delle strade. Di notte le stazioni diventano “alberghi” per ripararsi dal freddo.
Ai nostri occhi queste persone sono degli invisibili, non hanno un passato, un presente né un futuro. Vivono ai margini della nostra società eppure un tempo ne facevamo parte.
Una tragedia cittadina che si rinnova ogni giorno quando leggiamo sui giornali di barboni morti per il freddo, l’inedia o tristemente vittime di violenze subite da pseudo gruppi politici, ma in vero, criminali a sangue freddo.
La crisi è partita in America e i”danni collaterali” sono stati più forti e devastanti.
Il numero di disoccupati è aumentato in maniera vertiginosa. La bolla immobiliare ha portato migliaia di persone a perdere la propria casa in breve tempo non potendo permettersi di pagare il mutuo. Molte famiglie si sono rotte e molti uomini incapaci di reinventarsi un lavoro sono scivolati nella solitudine oltre che nella povertà.
Ma chi sono veramente i barboni? Come passano le loro giornate? Dove vivono, cosa mangiano?
A tutte queste domande cerca di dare una risposta, il regista Movermann con il suo terzo film portandoci a New York presentandoci la dura e cinica realtà della città che non dorme mai.
E’ un viaggio fatto attraverso lo sguardo e le azioni Richard Gere per l’occasione divenuto barbone. Lo so è difficile immaginare l’ex sexy simbol degli anni 80 con queste sembianze. Eppure la telecamera segue Gere nel suo girovagare per la città, bevendo birra, cercando disperatamente un luogo dove dormire e qualcosa da mangiare.
Un film minimalista e povero nelle parole, dove le immagini sono la vera forza del film.
Sappiamo poco di questo barbone, lo spettatore scruta la sua vita, osserva la sua sofferenza e riflette sulla sua misera condizione. Con lui conosciamo la realtà sconosciuta dei centri di accoglienza che in vero sembrano caserme dove vigono regole di comportamento rigide e severe. George questo è il nome del barbone, un tempo aveva un lavoro, una casa, famiglia, ma ha perso tutto. È lo stesso George a parlarne in maniera vaga e confusa a un amico barbone durante le loro giornate passate a chiedere l’elemosina per strada.
George ha una figlia che lavora in un bar. Non hanno nessun rapporto eppure vigila su di lei da lontano.
George non accetta la sua condizione di barbone, la sua mente è ancorata alla vita che fu. Vorrebbe lavorare e possedere una casa, ma per fare ciò deve avere per la burocrazia americana almeno un codice fiscale. Come può un barbone avere un codice fiscale se non ha neanche un certificato di nascita?
I contro sensi di una società da una parte indifferente a chi ci sta intorno e dall’altra parte impongono regole illogiche.
Più che un film sembra un docufilm con l’intensa e forte interpretazione di Richard Gere.
L’attore americano si cala con tutto se stesso nel personaggio, dandoli anima e profondità, ma non riuscendo però fino in fondo a convincere.
Il barbone Gere in confronto al clochard che frequenta la stazione Termini sembra un lord.
L’eleganza e il carisma di Gere in qualche modo nuoce al film, rendendolo meno vero e coinvolgente.
Il film concentrato sul rapporto tra il protagonista e New York funziona solo a momenti.
La sceneggiatura è nel complesso monocorde. Non regala particolari guizzi creativi o sussulti emotivi diventando cosi un mero susseguirsi di accadimenti senza scaldare il cuore dello spettatore. I pochi dialoghi sono resi vivi e partecipati dalla bravura degli interpreti.
La regia è rimasta a metà del guado tra documentario e cinema, non riuscendo a prendere d entrambi i generi, il meglio. E’ un opera coraggiosa, ma priva del quid narrativo.
Un finale che genera nello spettatore la speranza che chi anche ha perso tutto, possa esistere la possibilità di ricominciare e che l’amore di una figlia nonostante tutto vince sull’indifferenza.

The ticket purchase for “Time out of mind” is: 1) gave Tribute 2) Tribute 3) In the afternoon 4) Reduced 5) Always
“Time out of mind” is a 2014 film written and directed by Oren Moverman starring Richard Gere.
All it takes to fall and end up with the “ass to the ground.” The economic crisis is destroying the middle class and creating new poor. The poverty line has expanded to such an extent that the Caritas Centers are “visited” by unsuspecting people. Today, walking around our cities we see dozens of homeless people who sleep the least worst cartoons in the corner of the streets. At night, the stations become “hotels” for shelter from the cold.
In our eyes, these people are the invisible, do not have a past, a present or a future. Living on the margins of our society and yet once they were part.
A small town tragedy that is renewed every day when newspapers leggiamosui of homeless deaths in the cold, starvation or sadly victims of violence suffered by pseudo political groups, but in true criminals in cold blood.
The crisis started in America and the “collateral damage” are the strongest and most devastating.
The number of unemployed has increased at a phenomenal rate. The housing bubble has led thousands of people to lose their homes in a short time can not afford to pay the mortgage. Many families are broken and many men incapable of reinventing a job they have lapsed into loneliness as well as poverty.
But who really are the homeless? How they spend their days? Where they live, what they eat?
To all these questions seeks to answer the director Movermann with his third film bringing in New York presenting the harsh and cynical reality of the city that never sleeps.
A journey made through the eyes and azoni Richard Gere for the occasion became homeless. I know it’s hard to imagine the former sexy simbol of the 80s with these guises. Yet the camera follows Gere in his wanderings through the city, drinking beer, looking desperately for a place to sleep and something to eat.
A minimalist and thin film in words, where the images are the real strength of the film.
We know little of this bum, the viewer examines his life, his suffering observes and reflects on his miserable condition. With him know the unknown reality of the reception centers that seem true in the barracks where the strictest rules of conduct rigid and strict. George is the name of the homeless man once had a job, a home, family, but lost everything. It’s the same George to talk about it in a vague and confusing to a friend bum during their days spent begging on the street
George has a daughter who works in a bar .. I have no report yet watches over her from afar.
George does not accept his condition as a tramp, his mind is anchored to the life that was. Would like to work and have a house, but to do what should have for the American bureaucracy at least one tax code. How can a homeless man have a tax ID number if you do not even have a birth certificate?
I against the terms of a society on the one hand indifferent to those around us and on the other hand imposes rules illogical.
More than a film seems like a documentary film with the intense and strong interpretation of Richard Gere.
The American actor goes down with all of himself into the character, giving them depth and soul, but not all the way but managed to convince.
The tramp Gere in comparison to the homeless man who frequents the Termini train station looks like a lord.
The elegance and charisma of Gere in some way detrimental to the film, making it less real and engaging.
The film focused on the relationship between the protagonist and New York only works at times.
The screenplay is overall lackluster. Does not give special creative flashes or emotional upheavals thus becoming a mere succession of events without warm the heart of the viewer. The few dialogues are made alive and participated by the skill of the performers.
The director has remained in midstream between documentary and cinema, failing to take the best of both genders. A courageous work, but without the quid narrative.
A final that generates in the viewer hope that even those who have lost everything, there can be

191. Tutto può cambiare

tutto puo cambiare Il biglietto d’acquistare per “Tutto può cambiare” è :1)manco regalato 2)Omaggio 3)di pomeriggio 4)Ridotto 5) Sempre “Tutto può cambiare” è un film del 2013 scritto e diretto da John Carney con :Mark Ruffalo e Keira Knightley e Catherine Keener, Adam Levine Non ho un orecchio musicale lo confesso. Sono stato solo una volta in vita mia a un concerto. Non ho il senso del ritmo e quando ballo ho l’elasticità di un robot. Accendo la radio le rare volte che faccio tapis roulant e la musica di qualsiasi tipo accompagna il mio lento faticare. L’uomo emette suoni da una vita. Fischia, canticchia, rumoreggia. La nostra vita senza musica è come un film in bianco e nero. I musical non mi fanno impazzire, ma spesso alla fine mi ritrovo a cantare con i protagonisti. La musica come la scrittura può essere catartica e darti l’opportunità di cambiare e d’essere diverso. “Tutto può cambiare” è una ballata sulla vita, sull’amore e su come basta avere un progetto per tornare a essere vivo e magari felice. Carney ci racconta come New York sia la città dei sogni, delle opportunità e anche delle solitudini, ma dove due persone deluse e triste per motivi diversi si possono incontrare in un pub e trovare insieme a forza per ricominciare. Questa è la storia di Dan(Ruffal) produttore musicale in declino e con vita familiare complicata e di Greta(Knightley) giovane donna inglese che ha seguito Dave(Levine) il fidanzato musicista a New York sperando di realizzarsi in amore e come autrice musicale, ma rimanendo delusa da entrambi. Due apparenti “sfigati” uniscono le forze grazie all’amore comune per la musica. Dan è un produttore geniale e bizzarro che decide di realizzare il disco di Greta per le strade di New York mettendo su una band sui generis. Greta è una musicista idealista e soprattutto con il cuore spezzato. Una coppia che si trova e si forza a vicenda riuscendo a tirare fuori il meglio da ognuno. La musica e New York sono i veri protagonisti della storia che invadono lo schermo e coinvolgono lo spettatore. La storia in sé è semplice, delicata anche se già vista in altri contesti. La sceneggiatura e i dialoghi esaltano e delineano la musica come Musa ispiratrice dei protagonisti e scandendo i tempi della storia con un buon ritmo. Convince la coppia Ruffalo-Knightley. Riescono a essere credibili e appassionati nei rispettivi. Forse Ruffalo con la sua fisicità e sguardo malinconico riesce a dare maggiore peso e intensità alla storia. La Knightley si rivela una discreta cantante e con la sua voce monocorde comunque emoziona . La regia è di buona fattura . Esalta con merito e talento la cornice naturale di New York abbinandola alla scelta di buona musica, creando buone suggestioni al pubblico. Forse nella parte finale il ritmo cale e la storia diventa più compassata, ma restando comunque gradevole. Una storia d’amore musicale e sulle emozioni che si provano vivendola. La musica aiuta a cambiare e i protagonisti lo fanno anche in maniera sorprendente rispetto alle attese del pubblico. Non andate via ai titoli di coda, c’è un secondo finale che vi aspetta, se possibile, meno melò e più divertente, dove emerge forte il messaggio in cui godere della bellezza di ogni forma d’Arte è un diritto del pubblico piuttosto che un guadagno da ottenere da parte ad ogni costo dei produttori.

Buy the ticket for “Anything can change” is: 1) not even given 2) Tribute 3) afternoon 4) Reduced 5) Always “Everything can change” is a 2013 film written and directed by John Carney with Mark Ruffalo and Keira Knightley and Catherine Keener. Adam Levine I do not have a musical ear, I confess. I’ve only been once in my life at a concert. I have no sense of rhythm and dance when I have the flexibility of a robot. I turn on the radio on the rare occasions I ch treadmill and the music of any kind accompanies my slow slog. The man makes sounds for a lifetime. Whistles, hums, roars. Our life without music is like a movie in black and white. The musical does not make me crazy, but often I end up singing with the protagonists. Music as writing can be cathartic and give you the opportunity to change and to be different. “Everything can change” is a ballad about life, love and how it is enough to have a plan to return to live and be happy maybe. Carney tells us how New York is the city of dreams, opportunities and also of solitude, but where two people disappointed and sad for different reasons you may encounter in a pub and find together in force to start over. This is the story of Dan (Ruffal) music producer in decline and with complicated family life and Greta (Knightley), a young English woman who has followed Dave (Levine) boyfriend musician in New York hoping to be realized in love and as a composer of music, but remains disappointed by both. Two apparent “losers” are joining forces with the common love for music. Dan is a brilliant and eccentric producer who decides to make the disk Greta on the streets of New York putting on a band sui generis. Greta is a musician and above all an idealist with a broken heart. A couple lies and force each other managing to pull out the best in everyone. Music and New York are the true protagonists of the story that invade the screen and involve the viewer. The story itself is simple, delicate though already seen in other contexts. The screenplay and dialogues enhance and delineate music as Muse of the protagonists and chanting the timing of the story with a good rhythm. Convinces the couple Ruffalo-Knightley. They manage to be credible and passionate in their respective. Maybe Ruffalo with his physicality and melancholy look manages to give greater weight and intensity to the story. Knightley proves to be a good singer and his monotone voice, however, excited. The director is of good quality. Enhances merit and talent with the natural setting of New York by combining it with the choice of good music, creating good suggestions to the public. Perhaps in the end the pace coves and the story becomes more staid, but prejudice still pleasant. A musical love story and the emotions that you feel living it. The music helps to change and the players do as well in a surprising manner with respect to the expectations of the public. Do not go off the end credits, there is a second end that awaits you, if possible, less melodrama and more fun, where strong message emerges in which to enjoy the beauty of any art form is a right of the public rather than a gain to be obtained by at any cost for the manufacturer.