75. In mezzo al guado

incerto
Avere la sensazione di non muoversi.
Essere impantanato nelle sabbie mobili.
Essere schiacciato dal passato e dai rimorsi.
Come puo’ lo Splendente dire che la strada è in discesa?
Come sempre, la segretaria mi accoglie con un sorriso.
Detesto questa sala d’aspetto.
E’ un via  vai di pazienti.
Tutti alla ricerca della serenità perduta.
Rileggo rassegnato i miei appunti, quando la porta si apre.
Ciao, Mel, come va?
Male, Dottore. Non mi faccia ripetere le stesse cose.
Sto diventando un disco rotto.
La mia stessa voce mi dà noia.
Ok Mel, stai calmo. Ognuno di noi hai i suoi tempi. Ti ostini a guardare al passato.
Ma io sono più testardo di te. Ti farò uscire da quest’impasse.
Riprendiamo il viaggio.
Cosa succede nel 2010?
Dottore,onestamente c’è ben poco da raccontare.
Il 2010 è il primo anno  in sua compagnia.
Mi sento avvilito, confuso, oppresso.
Le parole di Caterina di dicembre mi hanno ferito.
Temo di averla persa.
Cerco di contattarla a Gennaio, ma  è sempre fredda ed distante.
E’ arrabbiata, delusa.
 Il mio racconto l’ha stravolta.
Secondo Caterina  tutto era cambiato.
Ricordo che mi scrisse una email in cui, tra le varie cose, diceva”Mel, non  ti rendi conto che hai buttato la tua vita nel cesso. Non hai studiato. Hai disperso il tuo talento in sciocchezze.
Non posso credere che mi sia confidata con te. Non ti riconosco più. Mi sembri un’ idiota”.
Le risposi “Tesoro, capisco la tua reazione,credimi sono consapevole dei miei errori.
Mi sto facendo aiutare. Per favore, non mi allontanare”.
Nelle settimane successive provai disperatamente d’ aprire un dialogo, ma fu tutto vano.
Mi rispondeva, ma sempre con un tono duro,secco,amaro.
Una volta provai scherzosamente a dirle  del suo amico regista Dottore e dell’ipotesi che la mia storia potesse diventare una trama per un film.
Diventò una furia”Ancora con questa fiction?Non ti è bastato?!Pensa a curarti piuttosto, Mel”  ”Tesoro, è solo un’ ipotesi di scuola. Tra l’altro in questi giorni sto pensando di iscrivermi a un corso di scrittura creativa.
Il mio medico dice che ho delle potenzialità”.
Rispose acida  “Fammi sapere quando  il tuo caso andrà da Fazio!
Scrittura creativa?
Ma piuttosto riprendi l’Università’”.
Non sapevo come prenderla. Ogni discussione era una sofferenza.
Si rifiutava d’ascoltare.
 “Mi hai fatto cadere una tegola in testa. Potevi parlarmene di persona. Magari avrei capito.
Forse ti avrei abbracciato, ma così, no.
Avevi ragione la scorsa estate. Non avrei capito in quale buco nero ti fossi cacciato”
Pensavo a Luisa e agli altri ragazzi del forum. Cercavo disperatamente un chiarimento.
Lo so, Dottore, sono testardo e non l’ho mai ascoltata sull’argomento.
Così decisi di scrivere una nuova email a Luisa per chiederle un incontro.
Volevo chiederle scusa, guardandola negli occhi.
Si negò, non capendo il motivo della mia insistenza.
Capiì che non dipendeva da me e potevo solo sperare che un giorno potesse cambiare idea.
Prendere la pillola ogni giorno, è una sofferenza .
Nella mia mente  ha sempre significato essere malati.
Ho sempre lottato per levarla.
Si ricorda, Dottore, la mia insistenza. La prendevo da settembre.
Mi sentivo meglio, cominciammo a ridurla.
A Febbraio facemmo l’esperimento di eliminarla.
C’era il matrimonio dell’ amica attrice Elisa con il suo storico fidanzato.
Mi aveva fatto molto piacere ricevere l’invito.
Era la prima uscita pubblica dopo il fenomeno delle voci di settembre.
Ma quel giorno capiì che la situazione stava precipitando.
Vedevo la mia amica felice al fianco di suo marito, ma mi sentivo distante dall’atmosfera di felicità degli altri ospiti.
Per cercare di distrarmi pensavo che nell’ipotetico film la mia amica potesse interpretare la parte dell’Altruista.
Ricordo che dopo la festa, quella sera andai al cinema con mamma per distrarmi.
Ma c’era poco da fare, non ero pronto per eliminare l’odiato zyprexa.
Lo Splendente:Ricordo bene quella seduta. Sei arrivato da me piangente e sconsolato.
Ti dissi che non dovevi prenderla come una sconfitta.
Era anzi  un gesto responsabile comprendere che avevi ancora bisogno di un sostegno farmacologico.
La presa di posizione di Caterina ovviamente ti crea  ulteriore angoscia e senso di vuoto.
Si sente in qualche modo tradita dal tuo file con l’Aspirante.
Ricordo che , tra lacrime, le dissi che mi vergognavo così tanto e non riuscivo ad immaginare cosa mi avrebbe detto mio padre vedendomi in quello stato.
Sorride e beve un po’ di caffè: Ti dico oggi quello che ti dissi all’epoca.
Ogni padre avrebbe ascoltato e ti avrebbe abbracciato.
Mel, tu devi “perdonare” il padre e mandare a fare in culo l’uomo.
Solo facendo questa distinzione, puoi crescere e chiudere con questa parte della tua vita.
Sospiro e stringo il bastone:Dottore, io non devo perdonare nessuno. Vorrei solo comprendere la ratio di certi comportamenti di mio padre.  Non avrò mai questo chiarimento.
E’ difficile convivere con il giudizio negativo dei tuoi genitori.
Lo Splendente mi guarda e poi scrive qualcosa: Voltare pagina Mel, significa anche questo.
Prendere coscienza dei limiti tuoi genitori e costruirti un’identità partendo dalla consapevolezza che non sei meno degno e rispettabile degli altri, perché, ad esempio,  non hai un cazzo di laurea.
Sorrido e guardo fuori dalla finestra.
Accettai a malincuore di nuovo lo zyprexa nel dosaggio di 2,5 mg.
L’esperimento con la scrittura creativa durò poco.
Non mi vedevo con delle persone vogliose di scrivere e raccontare.
Avevo provato Dottore,per farle un favore, non per mia convinzione. Mi sentivo un’ intruso.
Mollai sentendomi, come sempre, inadeguato.
Ricordavo come Luisa nel 2007 durante il break down me l’ avesse suggerito.
La mia mente era troppo preda dei file per potermi concentrare.
Decisi di tornare in Sicilia.
La stagione delle arance era ricominciata, sentivo il bisogno di riprendermi la mia vita.
Voleva vedermi impegnato in un progetto per scacciare i file.
Speravo di riacquisire  un po’ di normalità, ma fu un disastro.
Ricordo che non appena scesi a in Sicilia, fui assalito dai file e dall’angoscia.
La mia mente ricordava la telefonata con il Dottor Serioso e in particolare il momento in cui il Dottore mi parlava del tentativo di Gigio di spacciarsi per me.
La sera nel Bueno retiro ricordo che le scrissi un email in cui le chiedevo di aumentare lo zyprexa a 5mg.
Ero disperato, solo, travolto dai file.
 Andare in campagna mi dava la nausea.
Non riuscivo a concentrarmi.
Mentre ero in mezzo agli agrumeti e parlavo con il mio fattore della vendita, la mia testa era altrove.
Impegnata in una lotta feroce con i fantasmi del passato.
Dopo una decina di giorni, tornai di corsa a Roma in compagnia di mamma.
Ricordo che le chiesi  d’organizzare un incontro con Francesco e mamma per tranquillizzarli sulla mia condizione.
Giulio  non ha mai smesso di cercarmi e sostenermi.
Non mi hai mai fatto domande sul mio passato dopo la mia confessione di settembre .
Era dispiaciuto per le mie dimissioni. Ne ha preso atto, ma non le condivideva.
Ogni tanto l’ho accompagnato a vedere qualche partita. Vedevo i colleghi dirigere le gare.
Ma non sentivo nulla. Mi sembrava un mondo ormai lontano anni luce dalla mia vita.
La palestra era l’unica cosa che spezzava la monotonia delle mie giornate.
Uscire con gli amici mi risulta difficile.
Sono sempre distratto e assente.
Guardo raramente la televisione, per paura di vedere Godot.
Flavia è l’unica persona che non  sa nulla dell’Aspirante e del forum.
Con lei ho seguito fino in fondo il suo consiglio, Dottore.
Prima mi vergognavo di confessarle i miei errori e poi dopo la reazione di Caterina non avrei potuto reggere pure la sua reazione. Perdere anche lei sarebbe stato tremendo.
Poi la sua vita milanese mi sembra cosi triste e noiosa.
Ha la famiglia tanto desiderata , dal maggio del 2009 ha anche un figlio ,Marco, ma quando la sento al telefono percepisco il suo malessere.
Si sente sola in quella città.
 Dopo quei pochi minuti che passiamo al telefono, la sento felice,sollevata.
In quei momenti  siamo solo Mel e Flavia .
Sa che sto attraversando un momento difficile, ma non le ho mai raccontato i dettagli.
Lei stessa, probabilmente, per delicatezza non mi ha chiesto nulla.
Come ha detto una volta, Dottore, un giorno quando tutto questo sarà finito magari le racconterò tutto
Ora voglio e devo proteggerla da me stesso e dal mio passato.
Ci sentiamo per messaggio e una volta alla settimana dopo le 13 quando finisce di lavorare nel tragitto che la riporta a casa.
Sento che ha bisogno di me e  mi sforzo d’essere al meglio, quando sono in sua compagnia.
Mel, te l’ho detto ormai tante volte.
La Sicilia è una realtà che non ti appartiene più. La campagna non è il tuo mondo.
Ti sei caricato sulle spalle per anni, un peso enorme. Hai tirato la carretta per anni.
Ti sei inventato un lavoro.
Hai trasformato la campagna, ma adesso devi voltare pagina.
La Sicilia aumenta la violenza dei file. Non c’è nulla che ti lega ormai a quel mondo.
Dottore,la fa semplice. Chiudere con la Sicilia significa ammettere un nuovo fallimento.
Significherebbe fuggire ancora una volta dalle responsabilità e dai miei doveri.
Avrei la sensazione di non aver concluso almeno questo progetto.
Quando mi volto indietro, vedo una serie infinite di occasioni mancate e di progetti non completati.
La campagna è l’unica cosa in cui mi sono impegnato con dedizione.
Sogno di rivederla rinnovata e competitiva e di poter dire alla famiglia con un pizzico d’orgoglio “Vedete, ci sono riuscito .Avevo ragione. La campagna dà reddito”.
Lasciare la Sicilia per poi cosa fare? Non ho oggi un’ alternativa.
Semmai devo gestire i file, renderli meno invasivi.
Rivoglio la mia vecchia vita.
Avevo un’ equilibrio, anche se Lei  non lo considera tale.
Mel, bisogna prendere atto che una fase della tua vita è terminata.
La campagna non ti è mai piaciuta. Sei un gentiluomo, ma di città.
Devi fare pace con il tuo passato. Ti piace il cinema, cercati un lavoro a Cinecittà
Dottore, è finita la fase delle minchiate, ma con essa è finita anche la mia gioia di vivere.
Mi sento bloccato. Incapace di fare la qualsiasi. Devo trovare un’ idea che mi faccia tornare in pista.
Aprile porta  la novità lavorativa di Caterina.
Mi contatta sul messenger per annunciarmi che dopo l’America sarebbe volata in Giappone
Ero ovviamente felice per lei. Avrebbe iniziato una nuova vita.
Ma anche in una circostanza lieta fu comunque scontrosa “Volevo solo darti  la notizia, volevo evitare che l’avessi tramite terzi. Ti lascio ai tuoi amici e ai tuoi sogni di celluloide”.
Mormorai solo”Tesoro, sono felice per te. Ti meriti questa avventura.”
Continuo ad aggirarmi per casa come un’ anima in pena.
Non riesco a trovare un minimo di serenità.
Flavia mi chiamò per  annunciarmi la lieta novella di un secondo bambino in arrivo.
Sarebbe nato a settembre .La notizia mi colpii molto di più della nascita di Marco.
Le preoccupazioni che nutrivo sulla qualità della sua vita milanese sembravano spazzate via dalla notizia.
Speravo di cuore che fosse vero. Non posso che desiderare il meglio per Flavia.
Sento la sua mancanza ogni giorno.
Il dosaggio della pillola fu nuovamente ridotto, ma cominciavo a nutrire delle perplessità sulla validità dello zeprexa per il mio caso.
I file erano sempre presenti.
Non riuscivo a scrollarmeli di dosso.
Per Pasqua mi arrivarono gli auguri della piccola Sharon tramite sms.
Ne fui felice. Almeno lei non mi aveva abbandonato.
Lo Splendente sorride:La piccola Sharon è riuscita dove tua madre ha fallito, portati qui.
Prima però, non avresti avuto la forza per continuare. Anche ora dopo vari mesi, non riesci ad essere sereno qui dentro. Sembri un tarantolato.
Stringo il bastone e guardo fuori:Sharon mi ha concesso  comprensione ed affetto.
Le sarò sempre grato. Spero un giorno di poterla ringraziare di persona.
La mia mente era sempre occupata da questi ricordi ossessivi.
Non volevo rinunciare alla Sicilia. Così decisi di tornare giù
La stagione delle arance procedeva discretamente,era un’ annata di scarica.
Sentivo tutti i giorni per telefono il mio fattore, ma l’assenza dal campo era troppo forte.
Avevo in mente di mettere a dimora a maggio altre 300 piante per continuare il rinnovamento dell’azienda. Volevo dare un segno di continuità ai miei uomini.
Con Caterina ci scambiammo alcune email dal Giappone.
Mi raccontava la sua emozione e gioia per i nuovi e meravigliosi luoghi che vedeva.
Sembrava più serena.
Mi illudevo che fosse arrivato il momento del chiarimento.
Ricordo che le chiesi se potesse accettare il mio racconto e mettere da parte i suoi sfoghi critici
Si mostrò ancora una volta intransigente e cosi decisi di rompere ogni dialogo.
Ero stanco di subire critiche e rimproveri continui .
Le scrissi una email con il titolo” Fine”.
Le dissi che forse per noi non c’era possibilità di trovare un’ intesa e che mi dispiaceva tanto, ma trovavo inevitabile una chiusura.
Avevo di fronte un anno e mezzo di terapia e non potevo sopportare ancora i suoi giudizi severi e intransigenti”.
Avevo il cuore in tumulto. Mi sembrava il capolinea per il nostro rapporto.
Giravo per la campagna, mentre gli operai mettono a dimora le piantine.
E’ maggio, fà già caldo. Mi sforzo di pensare positivo, ma la mia testa, come sempre, è in fiamme.
I file mi stanno uccidendo lentamente.
Sento salire l’angoscia e lo sconforto, quando il mio cellulare squilla all’improvviso.
Decido di rispondere, anche se non conosco il numero.
Dall’altra parte parla una voce femminile. Non riconosco subito
La donna capisce e si identifica”Mel sono Luisa.Sono in macchina dalle tue parti e pensavo di passare da te. Sei a casa?”
Sorrido e il cuore comincia a battere forte e  le rispondo”Luisa, che piacere sentirti. Purtroppo sono in Sicilia.Grazie per avermi chiamato”
Le risparmio i dettagli, Dottore, ma fu una telefonata lunga e piacevole.
Luisa aveva deciso di darmi una possibilità. Voleva sentire la mia versione dei fatti.
Ci scambiammo i contatti messenger e facebook.
Rimanemmo d’accordo che al mio rientro a Roma ci saremmo visti per un pranzo.
Era la notizia più bella di quell’anno.
Finalmente un segnale positivo,pensavo.
La telefonata mi diede la forza per continuare a lavorare nei giorni successivi.
Con la mente ero già proiettato all’incontro con Luisa.
Speravo di cuore di poter iniziare un processo di riavvicinamento con i ragazzi del forum.
Avevo tentato un chiarimento con il Play boy ad ottobre scorso, ma non volle saperne nulla.
Cosi spinto dall’entusiasmo lo contattai su face book, ma ancora una vola il Play si negò.
Tornai  a Roma in giugno,con animo più sollevato e sereno.
Ok Mel, mi parlerai del tuo incontro con Luisa la prossima volta.
Caterina volta pagina. Tu dovresti fare lo stesso. Siete due mondi che si guardano da lontano.
Appena c’è la possibilità di un riavvicinamento, uno dei due scappa.
E’ uno schema per entrambi.
Hai fatto bene con Flavia. Avresti perso anche lei.
Si vedranno “il nostro” film al cinema.
Dottore, so solo, che Flavia e Caterina sono le due parti del mio cielo, come le ho detto ormai tante volte.
Sorride: Già sono le tue Madonne. I loro file durano da una vita.
Scuoto la testa e sorrido: Non so immaginare la mia vita senza di loro.
Sono l’alfa e l’omega. Qualunque altra donna entri nella mia vita, dovrà accettare la loro presenza.
Alla prossima.
Il prossimo post sarà pubblicato Lunedì 7 ottobre.
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74. Ricordi- Anno 2010

prigioniero dei ricordi
Il peggio è alle spalle.
Finchè si può raccontare,  è un bene.
A dà passa la nuttata dicono a Napoli.
Ciò che non ti uccide, ti rende più forte.
Mi sono finalmente tolto l’ultimo dente.
Ho vuotato il sacco sul triennio.
Ora tocca ricostruire e ripartire.
Ma con quale forza, voglia , entusiasmo?
Mi sembra d’essere perso nel deserto, assetato, provato, ormai allo stremo.
Faccio fatica a vedere l’oasi più vicina.
Non riesco a darmi pace.
Il vuoto è una brutta bestia.
Ti sforzi di guardare oltre, ma vedi solo nero e oppressione.
Aspetto ancora una volta il mio turno.
E’ ormai da tempo che ripeto questa scena.
Attendo e spero in un segnale anche dall’alto, se servisse.
Si apre la porta e come sempre vengo investito dal rassicurante sorriso e dal solito cenno d’entrare.
Ciao Mel,come va?
Buona sera Dottore, mi sento stordito.
Ci sono giornate buone, altre meno.
Non riesco a scrollarmi di dosso l’inquietudine.
Il viaggio della memoria sta ,almeno in parte, funzionando.
La mente è più libera, leggera.
La mattina, però  è il momento peggiore.
Lo Splendente scrive qualcosa:I file sono sempre presenti? In quale misura?
Spiegami meglio le tue sensazioni e il risveglio al mattino.
Si, purtroppo i file ci sono sempre Dottore.
Sono opprimenti, distruttivi ,ossessivi.
La mia mente li proietta come se ci fosse un grande schermo bianco.
E’ una litania terribile.
Sono l’unico spettatore in questo particolare cinema.
Mi vedo all’opera, e dentro il mio cuore esplodono i sentimenti.
Si alternano incredulità, rabbia, tristezza, malinconia, sconcerto, disperazione.
Vorrei farli a pezzi, bloccarli, ma non so come fare.
Vivo un incubo ad occhi aperti.
Non posso guardare una foto dell’Aspirante o un servizio su Qualcosa è cambiato, perchè  si scatena l’inferno dentro di me.
Mi manca quasi il respiro. Mi gira la testa. Sudo e sento venire meno le forze.
Non riesco ad accettare di aver rinunciato a una possibilità d’essere felice.
Non riesco a credere come la mia mente mi abbia tradito.
Ripenso ai momenti che ho vissuto  e alle cose che detto, e mi sembra di vedere un folle cretino e non me.
Cosa intendi per possibilità d’ essere felice?
Dottore , so bene che “un’ eventuale rapporto”con l’Aspirante sarebbe crollato  alla prima difficoltà.
Ma l’idea che forse la mia vita sarebbe stata diversa, mi scuote.
Mel,  non porti domande a cui nessuno puo’ dare una risposta.
E’ inutile.
 Lo guardo, e stringo il bastone: mi sembra di vivere un incubo ad occhi aperti.
Sono prigioniero dei ricordi.
Devo fuggire dalla mia amata TV e dalle edicole.
Ho paura di vedere immagini di Godot.
Godot è diventata la  mia criptonite.
Ha presente Dottore il personaggio della Marvel , il verde  e gigantesco Hulk?
No, Mel, mi dispiace. Chi è Hulk?
Il personaggio che vive dentro il mite scienziato Dottor Banner.
E’ la versione moderna del Dottor Jekill e Mr Hyde.
Ogni scatto di rabbia o di dolore  trasforma il mite scienziato nel mostro verde.
 Quando vedo,per caso ,una foto dell’Aspirante attuale,  nella mia mente penso all’Aspirante del 2007.
Dentro di me si scatena una battaglia feroce.
Tornano i fantasmi del passato e divento un’altra persona.
 A volte abulico, altre assente oppure scontroso o rabbioso.
Vorrei urlare questa rabbia, ma non so come fare.
Vedo nella mia mente le discussioni messenger con Gigio e con gli altri ragazzi e sento salire un’ ira fredda.
Sono solo io il responsabile di tutto questo.
Apro un’inutile caccia alle streghe.
L’unico modo per rendere meno forte questo flusso di ricordi è trasformarli a mio piacimento. Immagino finali diversi.
Sogno un ritorno impossibile.
Mi sveglio con un file, e me lo porto dietro per tutta la giornata.
I file portano con sè i sentimenti conseguenti. …
Solo leggendo o guardando un po’ di fiction riesco a distrarmi.
Parlare o uscire con gli amici serve a poco.
Sono distratto e spesso assente, quando gli altri parlano.
La mia mente è proiettata altrove.
Cosa intendi per sentimenti conseguenti?
Dottore, è difficile da spiegare.
 Con i file sono  ritornati i sentimenti e le sensazioni sepolte dentro uno spaventoso buco nero.
 Ricordo cosa provava il mio cuore.
Sono scariche elettriche fortissime.
Mi lasciano in uno stato psicofisico difficile da descrivere.
Più che ricordare, rivivo ogni volta l’emozione.
E sempre con maggiore forza.
Ogni volta il file si arricchisce di un dannato particolare recuperato dalla memoria.
Per settimane, ho prima temuto, e poi sperato che la mia mente si fosse inventato tutto.
Ma è come se dietro questo dolorosa e continua via crucis, ci fosse un malefico regista che si diverte a rilasciare un  fotogramma della pellicola.
Ogni volta ricordo una voce, un’ atteggiamento, un viso.
E’ sfruttante, umiliante, irritante.
Non posso fare nulla per cambiare tutto questo.
Passo le mie giornate a riflettere e rivedere tutto.
Non riesco a fermarmi.
La mia mente è bloccata.
Mi arrovello con il gioco dei se e dei ma.
Non c’è nulla intorno che mi distragga da questo circolo vizioso
Non trovo pace o un senso a tutto questo.
I sentimenti che provo, so bene che appartengono al passato.
Eppur sono cosi reali, vivi, forti.
La mia famiglia e i miei amici non riescono a capire il dolore che provo.
Non capiscono quale incubo viva ogni giorno.
Non capiscono quanto sia difficile accettare una situazione di cui non comprendi le cause.
Lo Splendente scrive e beve una tazza di thè: Ci sono cose che bisogna accettare, e altre per cui non c’è una spiegazione, Mel.
Tu alimenti questi file, perchè nella tua vita non c’è niente di alternativo.
Gli ultimi file sono stati sulla Ballerina e la Ciovane.
Avevi perso la tua identità nell’estate del 2009 e ti sei ricompattato sull’Aspirante e il forum.
Ma ormai, tutto questo appartiene al tuo passato.
Ti ostini a pensarci perchè non c’è una donna all’orizzonte.
La tua fantasia è arida. Manca un soggetto per un nuovo film.
Dottore ,si sbaglia, è più complicato.
Ci sono  state altre donne, ma i file sono rimasti.
La mia mente rifiuta di archiviare, perchè non accetta il finale del film.
Mel, tu sei scappato da Roma e dall’Aspirante.
La tua vita è piena di fughe e di”vigliaccheria” con le donne.
Dottore, come puo’ dire questo dopo aver ascoltato il mio viaggio?
Con l’Aspirante è stato diverso.
Ho fatto un passo che mai avevo fatto prima.
Quella sera ai campi di calcio, le ho aperto il mio cuore.
Sono stato sincero fino in fondo!
Credo che lo shock di quella forte emozione mi abbia travolto.
 Mel, nessuna donna prima di lei era stata cosi diretta.
 Lo guardo, stringo il bastone e sospiro: nessuna prima  aveva ricambiato  i miei sentimenti.
Il copione del film era diverso.
 Non lo so, Dottore.
Forse ero stanco, forse ero impaurito da Gigio, ma sicuramente non ero pronto ad assumermi la responsabilità per le mie bugie.
Temevo il giudizio della  mia famiglia e dei miei amici.
Non ero pronto al cambiamento.
La mia memoria ha cancellato con precisione chirurgica ogni episodio “intimo” con l’Aspirante.
Sono rimasto bloccato  all’episodio di Villa  Borghese per due anni, nonostante gli stessi ragazzi del forum mi dicessero il contrario.
Per me, Godot mi aveva maltrattato in pubblico.
Come puo’ dire che ho recitato lo stesso copione, Dottore?
Mel, l’Aspirante ti mise spalle a muro.
Non potevi più rifugiarti nei tuoi soliti schemi.
Eri chiamato per la prima volta a metterti in gioco.
 La tua mente ha preferito l’oblio, piuttosto che affrontare il tuo atavico senso d’inadeguatezza.
Le pressioni dei tuoi genitori per lo studio e per le donne ti hanno indubbiamente condizionato.
Pochi altri ragazzi hanno subito lo stesso trattamento.
Ti hanno sradicato dalla Sicilia senza preparare il terreno.
Ti hanno buttato nella fossa dei leoni.
Inizia lì una tua ipersensibilità e senso d’inadeguatezza.
Avrebbero dovuto proteggerti.
Il file della Ballerina ti aveva fatto mettere in un angolo Godot.
Non te ne fregava più nulla.
La tua mente era concentrata sulla Ballerina. Su questo punto devi fare pace.
Le bugie fanno parte del tuo modo d’essere per coprire il tuo senso d’inadeguatezza e di vuoto.
Sei venuto qui non per le bugie, ma perchè hai perso la tua identità, non avevi più punti di riferimento.
Dottore,  sono qui, perchè ero disperato, impaurito, nauseato da me stesso.
Non riuscivo a capire la ratio delle mie azioni.
Il senso di colpa e l’imbarazzo sono sempre forti.
La sera mi assale lo sconforto e la malinconia.
Con la mente fantastico su impossibili ritorni con Godot e rivincite con il forum.
Vorrei con tutte le mie forze cambiare il passato, mi prenderei a schiaffi.
Non sa quante notti ho faticato ad addormentarmi e ho pianto come un bambino.
E’ come se stessi elaborando un lutto.
Mi dispero per qualcosa che non c’è mai stata.
Mi manca l’aria.
La mattina non ho la forza d’ alzarmi.
Mi rigiro nel letto con la testa che mi scoppia.
Una volta in piedi, sembro uno zombi.
Sono assente e nello stesso tempo irritabile.
Mi danno fastidio le voci di mamma e dei fratelli.
Mi fanno arrabbiare i loro sguardi pieni di sconforto e apprensione.
Non sanno come aiutarmi, ma nello stesso tempo premono che esca quanto prima dal tunnel.
Mi trascino in palestra ogni giorno per fare almeno un po’ d’ attività fisica.
Neanche le mie amate fiction mi risollevano l’umore.
Sono triste,deluso,avvilito.
Non so cosa fare della mia vita
Hai mai pensato di fare un viaggio?
Magari potrebbe essere lo spunto per scrivere un diario della tua vita.
Hai un talento nel raccontare le cose Mel.
Dottore, non ho come mio fratello Piero, il sacro fuoco del viaggiatore.
Sono una persona pigra,indolente.
In questo momento preferisco stare chiuso nella mia camera.
Non sono uno scrittore. Non ho la fantasia. La mia mente è vuota
Non ho soldi, voglia e parlo un’ inglese  scadente.
Nella mia vita ho viaggiato più per effetto traino che di mia volontà.
Da piccolo sono stato a Parigi con la mia famiglia. Credo che fosse il 1985.
Ho dei bei ricordi di quella vacanza.
Mi vedo con mamma e papà in giro per Parigi, a passeggio lungo l’Arco di Trionfo con i miei fratelli.
 Oppure dopo una lunga e faticosa scalata in cima alla Torre Effeil ad ammirare il paesaggio. Mangiammo nei ristoranti più importanti :La Tour d’Argent, Chez Maxim.
Papà volle portaci pure a Moulin Rouge. Che spettacolo vedere  il can can dal vivo!
Sono partito con la scuola, con gli amici o dopo la maturità con Francesco per gli Stati Uniti.
Ho bei ricordi.
Mi alzo, apro la finestra e mi accendo il sigaro.
 Ma ora non saprei dove andare.
Scrive qualcosa e dice: Dovresti incontrare un’ altra Ambrosia.
Qualcosa che ti spinga a cambiare.
Un altro 31 luglio.
Per Ambrosia hai studiato lo spagnolo, hai viaggiato.
Era un file, ma hai modificato i tuoi schemi.
Mi manca la scintilla Dottore.
Un’ altra Ambrosia?
Difficile Dottore, certe situazioni non si ripetono.
La senti ancora?
Purtroppo di meno  da quando è tornata in Sud America.
Sa che sei in terapia?
Si, lo sa. A modo suo mi sta vicina.
Non ti piace il calcio?
Perchè non vai allo stadio?
Lo stadio è sempre stato un mio pallino. Fin da piccolo mi è sempre piaciuto andarci.
Vedere le partite dal vivo, sentire le urla e i cori dei tifosi.
E’ uno spettacolo dentro lo spettacolo.
Papà non amava il calcio.
Non mi ha mai accompagnato allo stadio.
Lo considerava una perdita di tempo e uno sport inutile.
Secondo lui dedicare energie e passione a dei maschi che corrono dietro un pallone era da evitare.
Si irritava quando guardavo le partite in Tv o leggevo la Gazzetta dello Sport.
Studiavo a memoria i risultati delle partite.
Mio zio Pietro era un appassionato.
Parlavo con lui di calciatori e campionato.
La prima volta allo stadio avevo credo dodici anni. Mi portò Filippo, l’autista di papà.
Era un gran tifoso del Milan e purtroppo un alcolista.
 Non immagina quanto ero felice, Dottore.
Pregavo sempre Filippo di portarmi.
Quando ci siamo trasferiti a Roma,ovviamente colsi l’opportunità per andare al Flaminio e poi all’ Olimpico per vedere la Serie A.
Quanto avrei voluto avere mio padre in quelle esperienze, ma non riuscì mai a capire quella mia passione ed interesse.
Era anzi infastidito.
Sbraitava perché vedevo le partite in Tv:”Cosa vedi questi maschi! Sempre calcio! Vai a femmine Mel! Non cresco un figlio anormale!”
Per lui lo sport era solo l’automobilismo. In gioventù era stato pilota collaudatore della Ferrari.
Sperava di trasmettere le sue passioni ai figli.
Non non ci è riuscito.
Nei primi anni di Roma, andavo il sabato pomeriggio a Villa Borghese, mio padre sbuffava.
Non capiva che piacere avessi a giocare a pallone.
Mi diceva”Non esci con le femmine? Stai a casa. Che perdi tempo a Villa Borghese con i maschi!”
Lo Splendente scuote la testa e dice: Tua madre non diceva nulla?
No, per mamma era importante che studiassi.  Per il resto mi lasciava libero.
Non ha mai avuto “la forza” di fermare le ossessioni di papà.
Come le ho detto in altre sedute,  mio padre aveva una personalità forte.
Non è facile da da descrivere e  raccontare.
Ad esempio a quattordici anni invece del classico motorino  mi comprò la macchina a tre ruote.
Fui uno dei primi ad averla.
Mi proteggeva e capiva le mie difficoltà scolastiche.
Non mi ha fatto mai mancare nulla.
Avevamo,forse, due caratteri simili. Gli “scontri” erano quotidiani.
Non ci siamo mai capiti. Non ha mai accettato la “mia diversità”
Lo Splendente scrive qualcosa e poi mi sorride: Questo “mancato” chiarimento con tuo padre è fonte di parte dei tuoi problemi, Mel.
La figura di tuo padre è stata castrante soprattutto nella costruzione della tua sfera affettiva
Nessuno  con i giusti modi ti  parlava d’intimità con l’altro sesso.
 Scuoto la testa e sospiro: Filippo aveva anche una fissa per le donne, ma a differenza di papà, il suo approccio era volgare e maniacale.
Mi dava ogni tanto dei film o giornaletti pornografici per “farmi una cultura”.
Avevo due modelli completamente diversi per affrontare il mondo delle donne.
Dopo la morte di papà, mi vergogno a dirlo ma mi senti più libero di poter “godere” per il mio hobby calcistico.
Sono andato spesso allo stadio negli anni. Ho tanti bei ricordi.
Ogni tanto mi hanno accompagnato i miei fratelli, ma anche per loro il calcio è uno sport minore.
Ho girato tanti stadi d’ Italia in compagnia di Giulio e colleghi arbitri.
Potevo condividere questo interesse con qualcuno e non sentirmi “un diverso”.
Ora ci vado raramente.
Tutto ha perso interesse, Dottore.
Lo Splendente scrive qualcosa e poi attacca”Tuo padre ancora una volta non ha capito come prenderti. Vedeva la passione calcistica come una distrazione dalle donne.
Non accettava questo tuo hobby come del resto la tua famiglia.
Ti hanno, in qualche modo, reso ancora più solo.
Ti hanno confinato nel tuo mondo di fantasia e di solitudine.
Filippo rappresenta un modo sbagliato per parlarti dell’intimità e delle donna.
Non c’è nessuno che si prenda l’onere di darti un educazione sentimentale e sessuale corretta.
Lo faremo insieme quando una donna entrerà nella tua vita Mel.
La prossima volta riprenderemo il viaggio. Ora sparisci.
Sorrido, mentre ripenso alla mia prima volta allo stadio.
Mi alzo e stringo il bastone: Alla prossima Dottore.
Il prossimo post sarà pubblicato Lunedì 30 settembre

73. Nella selva oscura

selva oscura
Quando si è dispersi per mare o nella foresta hai il solo desiderio di tornare a casa.
Quando vengono meno le certezze di una vita, devi avere la forza di costruirne delle altre.
I tedeschi hanno perso due guerre, eppure sono la locomotiva d’Europa.
Chi si ferma è perduto.
Sono stanco, eppure devo iniziare a ricostruire la mia vita.
Tutto ha perso significato e valore.
Non riesco a mettere un silenziatore ai miei pensieri.
Sono vivo, eppure, dentro mi sento svuotato.
Aspetto il mio turno seduto  con lo sguardo fisso sulla porta.
Quante volte dovrò venire qui?
Trattengo le lacrime quando lo Splendente, come sempre sorridente, mi fa cenno d’entrare.
Ciao Mel come stai?
Non lo so, Dottore. Non riesco neanche a descrivere il mio stato.
Ho finito le parole.
Vorrei veramente scappare sulla Luna.
Mi sento perso nella selva oscura.
Dante almeno scrisse la Divina Commedia, ma io?
Ho letto i tuoi scritti, Mel.
Hai davvero un dono. Intanto continua a scrivere per me.
Come li hai passati questi primi mesi di terapia?
Male, Dottore. Sono turbato, angosciato, avvilito.
Sa bene quante volte durante i nostri incontri ho versato lacrime per i miei atti.
Mi sono sentito in colpa per quei ragazzi.
Le ho detto che desideravo incontrare il dottor Serioso per rispettare la parola data
Sì, Mel,  ma farlo, sarebbe stata un enorme cazzata.
Lo so,Dottore, abbiamo una visione diversa dell’Onore.
Mi sento uno schifo.
I file hanno cominciato a farmi male.
Sono sempre con me.
La mia mente ha bloccato i ricordi sull ‘Aspirante per tanto tempo e poi li ha liberati.
Non riesco a farmene una ragione.
La mia vita mi sembra vuota e desolata.
Ho recuperato i ricordi, ma soprattutto i sentimenti a loro legati.
Mi sembra un incubo. Lei ha detto che sulla mia storia potrebbe uscire anche la trama di un film.
Mi sembra tutto cosi confuso e opprimente.
Mi sono iscritto in palestra per non rimanere fermo.
Odio le pillole, ma al momento non posso farne a meno.
Mi guardo allo specchio e non mi riconosco.
Non riesco a comprendere la ratio dei miei gesti.
I miei amici mi sono stati vicini in questi mesi, anche se i ricordi sull’Aspirante  sembrano loro assurdi.
Li capisco. Anch’io per mesi, ho cercato di capire se tutto fosse frutto della mia fantasia.
Ma ogni giorno la mia mente libera un particolare.
E’uno strazio.
Ogni seduta è una fatica, una tortura, ma non posso più scappare.
Sul messenger continuo a sentirmi con la Ciovane.
Mi è stata vicina come non mai.
E’ davvero una brava ragazza.
Non riesco più a vedere un’ immagine o video di Godot attuale.
Mi fa venire la malinconia e la nausea.
La mia mente torna al 2007.
Mi sento abbandonato da tutti .
Nessuno dei ragazzi ha voluto ascoltarmi
Il 29 ottobre è nato Aldo.
E’ il primo nipote, dovrei essere felice, euforico.
Ma la mia mente è invasa dai file e dai sensi di colpa.
Ricordo l’urlo di Piero”E’ nato, è nato!”
Ero a letto, stordito,sulle prime non capisco.
Ci precipitiamo in clinica.
Stefania e il bambino stanno bene.
Francesco sembra felice.
Aldo è cosi piccolo, innocente.
Ha i nostri occhi , penso.
Lo prendo pure in braccio.
Penso a papà, che dall’altro sicuramente starà guardando la scena.
Le settimane successive sono segnate dai pianti di Aldo.
Tutto ruota intorno a Lui.
Mamma è cosi felice, dopo le preoccupazioni delle settimane scorse.
Stefania soffre di classica depressione post partum: è irrequieta ed insofferente
Impone degli orari per vedere Aldo.
Mamma e noi altri stiamo attenti a non turbare l’equilibrio precario.
Aldo è un bagliore di luce dopo tanta oscurità
Ma  non riesco a godermi questo momento, Dottore
A novembre, approfittando di una sua assenza, con mamma, ormai trasformatasi nel mio angelo custode, siamo tornati in Sicilia.
Tua madre è preoccupata. L’ho conosciuta, è una donna molto forte.
Lo è Dottore. Quando le dissi che mi ero deciso ad andare in terapia, era contenta.
Per anni mi aveva martellato affinchè lo facessi.
Sperava che attraverso la terapia tornassi a studiare.
E’ il suo chiodo fisso.
La laurea per lei è il minimo sindacale per avere un futuro lavorativo certo.
Non amo studiare, invece mia madre era una studentessa modella.
Mi ha sempre aiutato negli studi.
Crede nelle mie capacità e non accetta la mia rinuncia.
Non capisce quanto sia difficile per me concentrarmi per delle ore sui libri.
La mia mente dopo un po’, vaga.
Mio padre era ossessionato che io avessi una ragazza , mia madre martellava sullo studio.
Entrambi si aspettavano tanto da me.
Ma nessuno dei due si sforzava di comprendere il mio disagio.
Nella nostra famiglia si è sempre parlato poco.
Lo Splendente scuote la testa e scrive qualcosa: Sai cosa penso della laurea. Ne abbiamo parlato a lungo. Se vuoi far felice tua madre, iscriviti a una triennale. Ci sono tanti corsi anche on line.
Anche se per me, il tuo futuro è nella scrittura.
I tuoi genitori hanno le loro responsabilità, ne riparleremo.
Come và il rientro in campagna?
Il fattore mi ha abbracciato e mi ha detto”Bentornato Mel.Ti vedo meglio. Non ti preoccupare di nulla. Qui ci pensiamo io e mio figlio”.
Mi sentivo lontano e distante dai miei agrumeti.
Dovevo stimare la produzione, ma non riuscivo a concentrarmi.
I file me lo impedivano.
Una sera sono andato pure al Flash Dance
C’era pure la Ballerina. Ho sentito il cuore che si animava. Mi sono avvicinato per salutarla.
Lei è stata come sempre fredda nel salutarmi.
Ma rivederla è stata un’ emozione.
Mamma l’ha vista e mi ha detto”In effetti è una bella ragazza”.
Lo Splendente sorride e beve un po’ di caffè: Chissà quanti film ti sarei fatto quella sera!
 Sorrido e stringo il bastone , mi ha sempre detto che non dovevo chiedere scusa a nessuno.
Perché non avevo fatto nulla e che soprattutto  non fotteva niente a nessuno.
Io invece la pensavo diversamente.
Sentivo il bisogno di un chiarimento.
Ho scritto a Luisa un email e un messaggio sul facebook al Lumacone e scritto un sms al Play Boy.
Non mi aspettavo nulla.
Luisa e il Lumacone mi hanno risposto, mostrandomi comprensione.
Luisa si è detta disponibile ad incontrarmi in un futuro lontano.
Invece il Play Boy è rimasto silente.
A Dicembre ci fu uno spettacolo teatrale con Miss Eleganza, una delle protagoniste di “Qualcosa è cambiato.”
Decisi d’andarci alla prima con mamma.
Ero curioso di vedere gli ospiti.
Lo Splendente scrive qualcosa e dice:Speravi di vedere l’Aspirante?
Non lo so, Dottore. Forse.
Volevo andarci. Non sapevo cosa aspettarmi.
Da lontano vedo Luisa. Comincio a tremare. Non ho il coraggio d’avvicinarmi.
Ero ancora una volta travolto dai sensi di colpa.
Temevo di  non reggere lo sguardo di Luisa.
Lasciai di corsa il teatro, come”un ladro” disse mamma.
Sono fragile, me l’ha sempre detto in questi mesi, Dottore.
Ma sentivo il bisogno di spiegare il mio malessere.
Scuote la testa e mi sorride: Quando capirai che questa storia non frega più a nessuno, sarà sempre troppo tardi.
Pensavo a Caterina. Era rimasta male dal mio rifiuto d’incontrarla in estate.
C’ eravamo scambiati qualche sms ed email.
Desideravo raccontarle il mio problema.
Cosi nonostante il suo parere contrario, le inviai il racconto scritto nei mesi scorsi sulla mia storia.
La sua reazione fu tremenda.
Mi scrisse un email d’insulti.
Era rabbiosa, delusa, amareggiata.
Provai a farla ragionare, ma fu tutto inutile.
Scrisse che non riconosceva quella persona descritta nel racconto e che al momento non avrebbe preso neanche un caffè con me.
Aveva pensato di chiamarmi per Natale, ma ora si sentiva svuotata.
Aveva pianto leggendo quelle pagine.
Per lei, era stato come ricevere una tegola in testa.
Per settimane si rifiutò di parlarmi.
Mi scrisse che non voleva più vedermi.
Arrivò a definirmi”un’ idiota”, poi pentendosene dopo
Era l’ultima pena per le mie colpe.
Decido di rassegnare le mie dimissioni dall’Aia.
Ormai mi sento fuori posto.
Non mi sento più degno d’indossare quella divisa.
Ricordo che andai in sezione a firmare il modulo con il cuore in tumulto.
Mi sentivo in debito con quel mondo.
Il Presidente della sezione e Giulio provano a dissuadermi, ma preferisco chiudere.
La mia vita è cambiata per sempre. Non c’è più spazio per l’arbitraggio, almeno così penso.
Qualche giorno ricevo la lettera di conferma delle dimissioni.
Mi sento ancora più solo e desolato
Come era prevedibile la storia di Carlo con Marilù finisce prima di Natale.
Carlo non ce la faceva più a reggere un rapporto a distanza.
Lei aspirava al salto di qualità nel rapporto e in futuro magari al matrimonio.
Carlo la lasciò per telefono, non aveva il coraggio di scendere.
Qualche settimana dopo aveva in mente un’altra donna, una commercialista.
Dai suoi racconti era molto piacente, ma questo flirt durò poco.
Ascoltavo, ma ero preso dai miei pensieri.
Una sera mi raccontò che aveva iniziato una storia con una collega, una certa Carlotta.
Sospiravo e pensavo ascoltandolo”Non cambierà mai”.
Durante le vacanze di Natale mi mandò un sms mentre era in gita con lei”Mel, questa volta mi sposo. E’ quella giusta”
Lessi e rabbrividii.
Dopo una seduta , in cui continuava a convincermi che questo senso di colpa era privo di fondamento, tornai a casa e pensai all’Oscuro.
Credevo di aver esagerato con quei sms deliranti di settembre e decisi di mandargli un sms di scuse. Non mi rispose mai.
L’Oscuro aveva evidentemente tagliato la corda.
Lo Splendente mi guarda e scuote la testa :Sei testardo , Mel.
Te l’avevo detto di non far leggere quel racconto.
Doveva essere un esercizio per te, e magari per il mio amico regista l’opportunità di leggere una storia.
Caterina ha avuto una reazione esagerata, ma ha visto l’amore della sua vita perdere la testa per un’altra. Non ha retto il colpo .
Lasciala perdere.
Hai scelto d’abbandonare l’arbitraggio, per un senso di fallimento che ti avvolge.
E’ stata una tua scelta.
 Pensiamo ad altro, se vuoi voltare pagina veramente.
Ricordo quella seduta. Te l’ho dissi allora e te lo ripeto adesso:Non devi chiedere scusa a nessuno. Non hai fatto un cazzo! Ma tu sei de coccio, come dicono a Roma.
Luisa è almeno una bella ragazza?
Sorrido e mi dirigo verso la finestra:Si, Luisa è anche una bella ragazza, oltre che un’ amica che spero di cuore di recuperare.
E’ difficile da accettare, Dottore.
Caterina fa parte della mia vita.
Scuote la testa:Lascia perdere i ragazzi del forum.
Non posso pensare che non voglia più parlarmi.
Sto pagando per i miei errori.
Caterina è così intransigente, dura, ma doveva sapere.
Non potevo tenerla ancora all’oscuro di tutto.
Cercherò di convincerla, ma si è sentita ferita da me.
L’ho delusa mortalmente.
Vista la reazione di Caterina, ho evitato di raccontare la verità a Flavia.
Non potevo perdere pure lei.
Sono le donne della mia vita, senza di loro, mi sento perso.
Già Mel, tu e le tue Madonne, potrei scrivere un libro. Continua.
Comunque le vacanze di Natale passano tra il rimpianto e i file.
Mi sento come uno che gli è passato sopra un  treno.
Le uniche note liete furono i messaggi di Sharon e Luisa.
Dopo mesi di silenzio e di ostracismo, qualcuno mi tendeva la mano.
Sono finito dentro un pozzo nero .
Uscirne sarà un impresa.
 Lo Splendente sorride, e beve un po’ di caffè:Secondo me, ci vorrà meno tempo di quanto tu possa pensare,
Ci vorrebbe una donna per te.
Il tuo mondo ha bisogno di donna su cui far ruotare il tutto.
Scuoto la testa e sorrido:Già, magari una Beatrice, vero?
No Mel, una donna con cui finalmente ti metti in gioco realmente. Basta Madonne!
E’ stato un periodo impegnativo della tua vita.
Meglio ancora sono stati tre anni particolari.
Il viaggio nella memoria è stato utile per capire tante cose, ma ora dobbiamo lavorarci sopra.
Per oggi fermiamoci qui.
Dottore, mi sono affidato a lei.
Speriamo d’aver preso la strada giusta.
La diritta via l’ho persa tanto tempo fa. Alla prossima.
Il prossimo post sarà pubblicato Lunedì 23.

72. Il peso delle parole – Parte II

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I veri giocatori di poker i conti li fanno in ascensore.
In agricoltura i conti si fanno il 31 agosto.
L’avvocato invita la giuria a trarre le conclusioni.
Lo scorso Gennaio vi ho invitato a mettervi comodi e a prepararvi a fare un viaggio.
Siamo arrivati alla fine del “triennio”.
Ora sapete come e perché sono “imploso”.
Prima di raccontarvi la mia “traversata nel deserto” alias terapia,
volevo condividere con voi alcune cose.
Quando ho deciso d’aprire il blog, ero consapevole di ricevere critiche e perché no, anche risate e pernacchie.
In vero con mia grande gioia, in questi otto mesi siete stati davvero buoni e generosi.
Mi avete accompagnato in questo viaggio con sostegno, forza ed affetto.
 In questi mesi ho “navigato” sul web tra siti e forum per diffondere “il mio ritorno” e ho potuto riscontrare interesse e curiosità.
Ci sono tanti forum di mutuo soccorso.
Luoghi dove si cerca aiuto e comprensione.
Il disagio mentale continua ad essere però oggetto di pregiudizi ed ignoranza.
La “diversità” viene spesso derisa.
Chi va in terapia, viene considerato nel 2013  come”un matto”.
Siamo un paese “vecchio” e ancorato ai luoghi comuni.
Potrei raccontare tanti aneddoti, ma non è ancora il momento.
Ma leggendo i regolamenti di alcuni siti e forum, mi sono reso conto perché siamo la patria degli “Azzeccagarbugli”.
I “veri geni”  spesso diventano gestori di pagine e di siti.
Dio ci salvi dai letterati e dagli “aspiranti radical chic”, sono  i primi “ottusi”, credetemi.
Qualche settimana fa una “gentile” Signora,  chissà forse legata da qualche parentela con l’Aspirante mi ha invitato su facebook ad usare con cura le parole perchè mi ero permesso d’usare il verbo “frequentare” descrivendo il mio rapporto con l’attrice.
Ho ovviamente tranquillizzato la Signora.
 Confermo che non ho mai preso un caffè con l’Aspirante.
I “nostri” sono stati sempre incontri pubblici.
Conosco bene il peso delle parole.
Spero che la Signora legga il blog.
Magari la prossima volta potrà” comprendere” il significato oltre il peso delle parole.
Sono tornato per spiegare cosa significa vivere  con il senso di vuoto e l’oppressione nel cuore.
I file mi hanno perseguitato per anni.
La scrittura è stata per me parte della terapia.
Molti dicono”magari potessi andarci io in terapia”.
Farsi curare è, ahimè, costoso, ma non è una passeggiata.
Ho conosciuto tre psichiatri.
Ognuno a modo suo, mi ha aiutato.
Pochi  in questi mesi hanno scritto una propria opinione sul blog.
Alcuni commenti, ho deciso di congelarli, perché li ritenevo non in linea con lo spirito del blog.
Ebbene, è arrivato il momento di leggerli questi commenti.
Lascio a voi, come sempre, ogni giudizio.
Mr Kernel ha cercato di farsi pubblicare questo commento il 17, 18 e 19 Gennaio sul post “Il peso delle parole”
“Carina”(personalmente trovo che sia un becero modo di “conquistarsi”dei lettori) l’idea dei complimenti ricevuti nel passato…anche se sono convinto,che bastava semplicemente l’ultima citazione:”Sei un immaturo. Ma quando cresci?Vai VERAMENTE dallo psicologo”.
La vita è una fiction??Alla tua età(35aa?) pensi ancora questo?Ti alzi la mattina e ti leggi nella tua testa il copione della giornata,di quello che farai,non farai e delle cazzate che ti accompagneranno durante la giornata?Ancora non hai capito che la vita è tutto tranne che una fiction?Non hai il ciak,se fai una cazzata(e da quello che scrivi di sicuro ne hai fatte tante se non troppe)non puoi chiedere di ripetere la scena.
Dici di essere morto il 31/07/2009,io credo esattamente il contrario.
Se ora stai qui con tuo blog…Tu sei nato il 31/07/2009 come rappresentazione triste di uno spaccato della società attuale.
Ma poi scusa…Chi mai dovrebbe preoccuparsi di un tuo ritorno?Orgoglio ferito?Bah..per ora leggo un miscuglio di parole che fanno pensare che un bel TSO non ci starebbe cosi male.
Con tanto affetto ed immuata stima”
Il 20 Gennaio sempre Mr Kernel  sul post “Il Crollo”
“Bello….Molto bello….Quasi commovente”
Il 24 Gennaio tale Richard Parker sul post “Il Crollo”
“avrei scritto questa pagina esattamente così, con il profumo amaro del dolore. Complimenti”
Il 27 Gennaio Semplicementenivlem sul post “Il passo più difficile Parte IV”
“Melvin, è difficile non essere stupidi, testardi e orgogliosi. La tua ombra non è più pesante di tante altre, io la chiamerei semplicemente normalità e hyde è sempre li affianco a te, adesso hai solo deciso di lasciargli meno spazio. E sopratutto, Melvin, non si fanno i conti con il passato; è il passato a fare i conti con noi.
Il 30 Gennaio  Semplicementenivlem sul post “Un Nuovo File”
“Non sono del tutto sicuro che le mie ipotesi stiano prendendo forma. Di una cosa sono certo però, non credo che ne avrò mai certezza. Giusto melvin?”
Il 31 Gennaio Richard Parker sul post” Solitudine Siderale”
“Bentornato sig.Melvin, leggendo il Suo racconto mi chiedevo se non sia eccessivamente spietato con sè stesso. Deve aver fatto cose ben più orribili del mentire. Mi perdoni la franchezza.
Continuerò a seguirla per comprendere la Sua diversità e conoscere le Sue colpe. Auguri.
Richard P.
Il 2 Febbraio Richard Parker sul posto” Un Nuovo File Parte II”
“Gent.mo signor Melvin, ho provato a lasciarLe qualche commento ma non ne trovo traccia, se ho ferito in qualche modo la Sua sensibilità, mi creda è stato del tutto involontario e me ne scuso. Il  Suo racconto è interessante e sono molto curioso.
Cordialmente
R.P”
Il 4 Febbraio Richard Parker sul post “ Un Nuovo File”
“Tanto più si è galantuomini più le colpe appaiono gravi, è la legge della relatività mi pare. Ora bisognerà vedere”
Il 7 Febbraio Mr Kernel sul post “Navigando qua e là- Parte I”
“Lo ammetto,sono sorpreso …
Melvin è tornato.
Il mio primo pensiero, appena appresa la notizia è stato :”Cosa avrà in mente questa volta?”In questi 4anni di silenzio,diverse volte mi sono domandato che fine aveva fatto il personaggio Melvin,che fine aveva fatto Melvin, e se entrambi avessero trovato la serenità.
Si,parlo di due entità separate,non posso credere che Melvin(la persona che mi è stata vicina in diversi momenti) sia cosi coglione e bugiardo come il personaggio Melvin.
Non posso negare di essere ancora deluso, dal comportamento che hai avuto con me e gli altri ragazzi,tutte persone che si erano dimostrati comprensivi con te e di sicuro non c’era alcun bisogno di inventare un finto male per avere i loro consensi …A loro andavi bene cosi… ma evidentemente non andava bene a te stesso.
Ho letto divertito le tue prime comparsate(certo stai romanzando un po’!!) su Worldpress e mi hanno ancor più divertito i commenti miei che hai bloccato … Da futuro “scrittore” devi anche saper accettare le critiche,non trovi?Probabilmente ti avrà suscitato ansia leggere il mio commento …
Certo il mio lo cancelli ed i commenti polemici se non peggiori del mio li lasci????
Si okei lo ammetto,forse-ho un po’ esagerato ,come primo post critico a fare un attacco cosi forte a quello che avevi scritto,ma ahimè in fondo mi conosci,a volte sono impulsivo e non mi regolo.
Sai la cosa che mi ha più dato fastidio,non è tanto l’immensa cazzata colossale che avevi costruito sulla tua malattia(io ero certo al 99% già da marzo che era una stronzata apocalittica e che parlavo con te e non con tuo fratello… ma ahimè la paura di sbagliarmi su un argomento cosi delicato ci stava),ma tutto quello che c’è stato dopo A partire dalla telefonata tua(che ti spacciavi ancora per tuo fratello)dicendomi che eri “resuscitato” e finendo con tutte le minacce che mi hai fatto via sms ,dopo il nostro incontro dove cercavo spiegazioni del tuo gesto..Come se io avessi o dovessi avere paura di te..
Mi “auguro”fosse un attacco psicotico e che non eri in te,altrimenti avevi sfociato ulteriormente nel ridicolo.
Penso di aver capito il motivo profondo per cui hai deciso di aprire il blog,ed evidentemente se a distanza di 4anni non sei riuscito a distruggere i tuoi scheletri nell’armadio,vorrà dire che hai fatto e che stai facendo un percorso lungo e difficile.
Spero che tu riesca tramite questo blog a riscoprire la tranquillità e la serenità di cui tutti abbiamo bisogno. Sono certo che la tua famiglia ti abbia sostenuto in questi anni difficili e continuerà a farlo,da quel che ricordo tu ed i tuoi fratelli eravate molto uniti,ed immagino che anche tua mamma ti sia sempre vicino.
Come medico(ahimè il tempo passa per tutti)posso “capire” i tuoi comportamenti,visto che non eri in te,ma come uomo rimango ancora colpito dal castello di sabbia che avevi costruito e sono basito dal fatto che non vedevi come sarebbe bastato poco a far crollare tutto.
Se può alleviare i tuoi sensi di colpa,da parte mia hai la comprensione di chi sa di avere di fronte una persona che non è stata bene e che forse manco ora ha trovato il bandolo della matassa per stare bene,ma si sta sforzando per venirne fuori.
Sono tante le domande che mi passano per la testa da farti,ma come sempre per me è più divertente sapere prima la risposta e poi domandare,sono sicuro che avrò(avremo)tempo e modo di rispondere ai miei quesiti.
Conscio del fatto che probabilmente cancellerai anche questo messaggio,l’importante è che tu lo legga,non ci tengo al fatto che venga pubblicato,anzi preferirei lo cestinassi come gli altri,l’importante è che sia tu a leggerlo.
Mi sembra giusto chiudere questa mail nella maniera più classica in ricordo dei vecchi tempi.
Con tanto affetto ed immutata stima
Mr.Kernel”
8 Febbraio Richard Parker sul post “Navigando qua e là”
Signor Melvin, se non ha mai fatto male a nessuno, perché allora dovrebbero dare giudizi negativi su di Lei?”
8 Febbraio Tutankhamon sul post “Navigando qua e la- Parte I”
“Si percepisce molto da quello che scrivi, che provi ancora dolore per la perdita di tuo padre ma soprattutto un senso di colpa nei suoi confronti, perchè pensi di averlo deluso in qualche modo, come pensi di aver deluso la tua famiglia.Spero davvero che mettere nero su bianco tutta questa tua storia possa aiutarti ad uscire dalla fantasia e a confrontarti con la realtà. Sicuramente il fatto che tu ammetta dei tuoi errori, dei tuoi sbagli..è già un grande passo. E chi ti è stato amico, e leggerà queste tue parole, lo apprezzerà.”
14 Febbraio Richard Parker sul post “Nuove Conoscenze”
“Peccato, aveva iniziato in modo accattivante…”
17 aprile Richard Parker sul post”Il Malato Immaginario- Parte I”
“mi perdoni, ma la figura dello Splendente appare poco credibile, sembra solo un buffo personaggio che fa da “spalla” a un saltimbanco. Tranquillo, mi censuri pure, ci ho fatto l’abitudine :)”
Il primo maggio,Ylou con la stessa email di Mr Tutankhamon , sul post” Vita da set- Parte II”
“La tua storia è avvincente. Non so fino a che punto sia reale o meno, ma scrivi in un modo che crei quasi “dipendenza”…come un libro che si legge pagina dopo pagina velocemente, senza accorgersene, con la curiosità di sapere come va a finire!”
Avete letto? Fatta una idea? Bene.
Dimenticavo di dirvi che Mr Kernel è l’Oscuro alias Gigio.
Kernel era il nick name che Gigio usava sul forum dell’Aspirante.
Quando a Gennaio decisi d’aprire il blog, ritenni opportuno avvisare i ragazzi del forum.
Il Lumacone che con il tempo è diventato più intelligente ha avvertito l’Oscuro.
Così Gigio ha rotto il silenzio durato 4 anni..
Come ormai avete capito per me il tempo è galantuomo.
Lo Splendente mi ha sempre detto negli anni  della terapia di  fare pace con il passato e di voltare pagina.
Gigio e gli altri personaggi del Mondo dei Balocchi, per come hanno reagito al “mio ritorno”,  mi hanno fatto capire che hanno davvero la muffa dentro gli armadi oltre gli scheletri.
Il mio tempo è scaduto.
Ringrazio di cuore gli amici che mi stanno aiutando in questa avventura.
Non li cito ancora, verrà il momento.
Tornate a mettervi comodi.
Il viaggio continua….
Il prossimo post sarà pubblicato Lunedì 16.

71. Crisi psicotica

vaso
La mente è un filo sottile, basta poco per rompersi.
Scopri chi sei veramente, quando sei costretto a scegliere tra il bene e il male.
Ho sempre pensato che la coscienza è la scintilla di Dio in noi.
La mia mente si è disunita.
Ho “sentito” le voci.
Ho parlato con il Nulla.
Ho creduto di sentire la voce del Diavolo.
Ho combattuto una guerra con le mie varie”personalità” e ne sono uscito vittorioso fortunatamente.
Ma cosa ha scatenato tutto questo?
Sono stato a un passo dal baratro.
Mentre rifletto sull’oscurità della mia mente, si apre la porta.
Lo Splendente è abbronzato e sorridente.
Ha la scrivania piena di libri e appunti.
Si alza per aprire la finestra.
Il rumore della strada entra dentro lo studio
Allora ,Mel, come è andata la settimana?
Sempre uguale Dottore.
Passo le mie giornate a ricostruire il triennio.
Ogni giorno si aggiunge un particolare.
Ho quaderni pieni d’appunti.
Cerco un senso a questa storia, ma non ne trovo.
Non ti fustigare. Te l’ho detto, non sempre c’è una spiegazione per tutto.
Ora parlami della crisi psicotica, comincia dopo la nostra prima seduta giusto?
Cosa succede ?
Ricordo chiaramente che era nello studio di papà, seduto sul divano.
Mi sforzavo di ricostruire i fatti.
Fu come un lampo, Dottore.
Nella mia mente cominciarono ad riaffiorare i ricordi.
Prima sfocati, poi nitidi.
Ma non solo immagini, ma anche voci, sentimenti.
Vedevo L’Aspirante sorridente e felice che mi spingeva verso la roulotte a Villa Borghese.
Sento le parole che mi dice mentre mi trascina.
Rivedevo la faccia sgomenta di Luisa ai campi di calcio durante il mio break down psicotico.
Cominciavano come dei flash sulla Seriosa telefonata.
Era come se finalmente vedessi un film nella sua interezza.
Chiamai disperatamente mamma, ero spaventato.
Ero solo a casa.
Cercai d’alzarmi dal divano, ma barcollai.
Poi arrivò la voce del Dottor Serioso: era forte, solida , asciutta.
Nella mia mente scorreva quella telefonata.
Non riuscivo a crederci.
Mi sembrava d’impazzire, ma i ricordi erano tornati.
Tutto aveva un senso.
Ricordo che tornano mamma e Piero dal supermercato.
Chiamo mamma e le dico”ora ricordo tutto!”
Le parlai dell’Aspirante e dell’incontro a Villa Borghese.
Poi dentro di me ripasso la scena ai campi di calcio e mormoro stupito solo”le ho detto tutto di me(ricordavo la confessione sulle escort)”
 Poi le dico sconvolto”Mamma,  ho promesso al Dottor Serioso che sarei andato da lui!.”
Mamma trattiene a stento le lacrime”Non ti preoccupare Mel. Il Dottor Serioso è tranquillo.
Pensa a te.
Piero, hai sentito che bella storia?”
Piero mi guarda e scuote la testa.
Ma ormai il vaso di Pandora si era aperto.
Ero preda dei file, dei ricordi.
Ero sconvolto, Dottore.
Non riuscivo a dormire.
Sentivo le voci del Dottor Serioso, della Signora Patrizia , di Godot e della sorella Giulia.
Quella di Gigio nella mia mente era quella di un vecchio amico del Dottore Serioso, psichiatra recluso in casa.
Mi parlavano tramite il pensiero.
Ormai deliravo, Dottore.
Nonostante il delirio, uscii e mandai come ogni anno i fiori ad Ambrosia per il compleanno (il 17).
Il giorno dopo era il trentesimo compleanno di Piero.
Aveva organizzato una bella cena a casa.
Ormai” dialogavo” con la voce del Dottor Serioso nella mia mente.
Mi sembrava una voce familiare.
Con mamma ero andato prima a un centro di assistenza per computer(ero certo che il mio computer fosse pieno di virus mandati dall’Oscuro) e poi al supermercato.
 Barcollavo, la mia mente era sul punto di esplodere.
Ero in macchina con mamma e le chiesi di non parlarmi per disturbare la conversazione con il Dottor Serioso.
Vidi il volto preoccupato di mamma e le chiesi”Ma tu non senti niente?”
Disse solo”Lascialo perdere il Dottor Serioso”.
La voce del Dottor Serioso mi spingeva a mandare sms”duri e cattivi” all’Oscuro.
In vero era una forma di rivalsa dopo il trattamento ricevuto due giorni prima .
Cominciai a rinfacciarli tutto.
Ora ricordavo tutto.
L’Oscuro sulle prime rispose”Cosa minchia dici? Curati!”
Continuavo  con gli sms e lui  era costretto più sulla difensiva”Se fai qualcosa con Ginevra o con qualcun altro ti inseguo fino in capo al mondo”.
Comunque la sera della festa, rimasi chiuso per ore nella stanza di Francesco e Piero .
Parlai per ore con il Nulla.
Per essere più precisi, mi confrontavo con la Voce , che mi chiedeva della mia vita.
La Voce mi sembra amica, era quella del Dottor Serioso, intervallata da quella dell’Oscuro che rideva.
Raccontai delle mie amicizie e delle mie antipatie.
Fu una sorta di seduta , durò 4 ore.
I miei fratelli e Stefania si alternavano.
Ricordo i lori volti sconvolti, ma non ne capivo il motivo.
Li riconoscevo, ma la mia attenzione era tutta sulla Voce.
Poi mi trascinai alla festa.
Salutai gli amici di Piero , ma la Voce mi suggerì di andare via.
Così feci una passeggiata nel quartiere deserto.
La voce mi diceva”Siamo io e te Mel.Sei solo mi dispiace,l’hai voluto tu”.
Continuavo a non dormire.
La mattina dopo sentii la voce dell’Oscuro che mi gridava che era sotto casa e che era pronto a menarmi.
Mi alzo dal letto, corro in camera di mamma e le dico” Vado ad escort ed ho ucciso papà”
Mamma era ancora addormentata e non capisce le mie parole, ma cerca di tranquillizzarmi.
Nella mia mente passavano le immagini del forum e del set.
Cominciai ad elaborare teorie e complotti.
Scrissi sms di scuse a tutti i ragazzi.
Solo il Playboy mi rispose”Io non sono stato minimanente coinvolto .Tutto è ricaduto su di te
Ma mi sfuggono i motivi che ti hanno spinto a compiere tutta questa messa scena”.
Continuo a mandare sms deliranti(in vero gli rinfacciavo quanto mi aveva detto sul messenger per un anno e mezzo) all’Oscuro e poi anche al Lumacone .
L’Oscuro in particolare è l’oggetto della mia grande rabbia .
Gli scrivo tra l’altro”Tu avrai i tuoi fascicoli ma io ho i miei ricordi. Sei solo Gigio.
Non ti è rimasto nessuno. Non c’è neanche più il bambolotto Melvin. Sono tornato”
Ricordo che il 19 pomeriggio faccio una passeggiata a Villa Borghese a Parco dei Daini.
Sono in balia delle voci.
Mi sembra di sentire pure la voce del Lumacone, ma forse sono i ricordi della conversazioni messenger di febbraio.
Continuo a scrivere sms all’Oscuro.
Si sente braccato”Sto cominciando a innervosirmi. Si sta spezzando la corda”
”Impaccati con la corda piccolo Gigio e gli scrivo con i particolari il suo deliro osceno di gennaio”
Stizzito risponde”Cambia antispicotico! Lascia stare le persone a me care.
Avevamo detto di lasciare in pace le nostre famiglie” .
”Gigio questa è tutta un’altra storia. Sei fai schifo non è colpa mia. Sono le tue parole”.
”Scommettiamo che in quest’altra storia, basteranno ancora una volta solo le minacce?”
“Povero Gigio, stai tranquillo. Ti auguro pace e bene”.
Ritorno a casa con fatica.
 La mia mente continua a liberare ricordi ed immagini. Non li controllo più
Ricordo d’improvviso la discussione messenger dell’Oscuro in cui insulta papà e mi sfida a ricordare il tutto.
Comincio a ridere senza  motivo. Mamma mi vede e mi chiede  turbata”Perche ridi?”
Non le rispondo e mi fiondo in camera e scrivo all’Oscuro:
”Anche se con ritardo accetto la tua sfida, porco maschilista.  Gli scrivo ancora una volta tutte le sue parole.
Ho gli occhi come quella sera alla pizzeria quando hai insultato  mio padre, vediamo se hai il coraggio di farti vedere.
Godot non doveva piangere”
La Voce stessa mi dice di fermarmi.
L’Oscuro non mi risponderà più.
Ora sono diventate più voci.
Una sembra quella di papà, e una di mia nonna.
Quella di nonna mi rimprovera per le mie minchiate e per la foto che è stata pubblicata sul forum dall’Oscuro e mi invita a non andare più sulla sua tomba.
La Voce di papà alterna momenti di gentilezza a momenti di cattiveria e di urla.
Vaneggia dei miei studi e dell’intimità di Francesco e Stefania.
Sono spaventato, impaurito.
Sono a letto, dopo ancora una notte insonne.
La Voce, che ora non riesco più a riconoscere, mi dice che sto morendo e che avrò forti dolori alla testa e nausea(probabilmente Dottore erano frammenti del colloquio telefonico con il Dottor Serioso).
Sento il cuore in gola.
Chiamo Mamma e Piero perché mi portino delle pezze bagnate e un pappagallo per urinare.
Dico a mamma che non posso tornare dallo Splendente  perché starò male.
Mamma e Piero mi rimproverano, perché pensano che siano dei capricci.
Poi mamma mi fa parlare con mia cugina, la neurologa, e mi tranquillizza.
La Voce ride di me e poi dice che Caterina presto si sposerà con un siciliano, ma che non sono invitato al matrimonio.
Ho la forza di sorridere e di risponderle”Sono contenta per lei”.
La Voce mi risponde stizzita”Ma come fai ad essere felice per lei?
I suoi genitori ti considerano un fallito”.
Mi alzo e vado al computer per scrivere sul forum di Casa “Qualcosa è cambiato”.
La mia mente ricorda la presa in giro del Caporale e dell’Aspirante medico di marzo 2008.
Scrivo un messaggi privato alla Caporale, duro, secco, ostile”Mi meraviglio come una presunta leader e un’ aspirante medico abbiano provato gusto a prendere in giro una persona con evidenti problemi psicologici.
Non so cosa la produzione di Qualcosa è cambiato abbia avuto in mente per me, ma non importa più.
Trovo il vostro atteggiamento deprecabile e triste.
Comunque sono tornato.
Mi sto facendo aiutare magari un giorno ci vedremo sul set .
Per qualunque cosa potete scrivermi e le scrivo la mia email”
Provo a leggere il giornale, e sento che le voci del Serioso e dell’Oscuro che commentano le notizie, e che parlano del mio caso come fossero vecchi amici.
Vado in bagno e sento una Voce, credo del vecchio psichiatra, che mi chiede se veramente ho creduto alla cazzata dell’Oscuro padre.
Sento urlare il Dottor Serioso e le voci delle figlie e della Signora che mi chiedono di tornare.
Mi scoppia la testa.
Tremo, non capisco cosa mi stia succedendo.
Non capisco quale sia la storia di Oscuro padre, ho un vago ricordo
Potter, chiamata stupidamente da Francesco, mi accompagna in due farmacie perchè la Voce mi aveva ordinato di comprare degli antidolorifici.
Grazie a Dio durante il tragitto non faccio nulla.
Ricordo come anche Potter fosse turbata ed preoccupata.
Nella mia testa c’erano due voci contrastanti.
La prima vuole che le faccia delle avances sessuali e l’altra dice che devo proteggerla perche è un’ amica.
Lascio Potter, con sollievo.
Ora la ma mente si inventa che il mio amico Vincenzo(ex arbitro ora abitante felicemente in Irlanda”) che non vedo da anni, fa parte del forum.
La Voce mi spinge a chiamare a casa sua a Roma
E’ una telefonata delirante con la madre.
Poche ore dopo Vincenzo mi chiamerà preoccupato e sdegnato dall’Irlanda.
Gli dirò solo”Vincenzo mi dispiace”.
Gli manderò anche tre sms assurdi sulla Casa dei Minchiatari e sul forum (ho ricostruito settimane dopo che Vincenzo nel maggio del 2008 mi aveva chiamato per dirmi che aveva incontrato l’Aspirante al Bar delle Muse in compagnia  di un amico e che si erano scambiati un saluto).
Anche Carlo accorre a casa, allarmato dalle telefonate di Francesco.
Non capisce appieno il mio stato.
E’ sconvolto nel vedermi delirare .
Spinto dalla voci, gli confesso le minchiate delle donne e delle prostitute. Cerca di tranquillizzarmi.
Se ne va preoccupato.
Una voce mi spinge ad uscire di casa per andare dall’Aspirante.
Ero deciso ad andare.
Fortunatamente faccio pochi metri  quando un’altra Voce mi urla(era la voce di mio padre)”Dove pensi d’andare?Fermati Mel.Torna a casa”
Poi un’altra Voce mi dice che il matrimonio di Flavia è in crisi.
La voce del Dott Serioso mi dice di chiamarla perchè è triste.
Mi faccio forza e la chiamo.
Fortunatamente con lei, non dico cose strane e la saluto dopo pochi minuti.
Un altra Voce mi dice che il mio tempo con l’arbitraggio è concluso.
La Voce dice che il Dott Pignolo e il fattore Caruso sono disonesti.
Chiamo il fattore e mi sforzo di non dire nulla di strano.
Sempre la Voce mi dice  che scriverò il libro”Melvin” e che tutti dovranno chiedermi scusa.
Mi chiama Mario ma la Voce  mi invita a chiudere subito la comunicazione perchè è tutto uno scherzo.
Mi vuole far credere che tutti stanno recitando una parte per farmi impazzire.
La sera sono davanti alla televisione con mamma e Piero.
Sono immerso nei ricordi e nei file.
Sono impaurito , non capisco cosa mi stia succedendo.
Sento ora una voce dura, secca, senza inflessione che mi dice:”Ora basta giocare Melvin.
Ti ho concesso tutto il tempo necessario per salutare la tua famiglia. Ora dobbiamo andare”
”Chi sei tu?”
”Sono Il Diavolo. Pensavi che le tue azioni non avessero conseguenze.
Ora saluta tua madre e tuo fratello e andiamo in camera tua”
Comincio a tremare mi stringo al braccio di mamma,  ma la voce continua”Mel, smettila. tanto lo sappiamo entrambi che non te importa nulla dei tuoi. Scappi sempre da loro.
Ora salutali e vieni via”.
Mi alzo come un automa e vado in camera.
Mi spoglio e mi metto a letto.
La voce sempre più forte e pressante”Pensi davvero che potrai dormire? Ormai mi appartieni.
Ora ti vesti e usciamo .Ti farò diventare un bravo diavolo”
Mormoro”Non faccio del male a nessuno”
La voce grida”Non farmi arrabbiare, ora ti alzi,ti vesti e fai del male a tua madre o a tuo fratello”
Mi vesto, esco dalla camera tremante, ma gli rispondo”Io non faccio del male a nessuno, preferisco morire . Prima però voglio scrivere un biglietto a mamma”.
Vado nello studio e provo a scrivere qualcosa, ma la mia mano trema. Mi viene da piangere
La Voce mi urla”Sei inutile. Non sai fare nulla. Almeno mi prenderò la tua anima”.
Cerco di tagliarmi  un dito con il tagliacarte.
Barcollando mi avvicino alla porta d’ingresso quando vedo mia madre avvicinarsi.
Mi afferra per un braccio e mi porta dolcemente in camera sua.
Finalmente dopo 3 giorni, chiudo gli occhi e dormo.
La mattina seguente , mi sveglio con la voce di papà e del Grillo parlante.
Parlano tra di loro e con me.
La voce di papà mi dice che dobbiamo vendere la casa di suo padre in Sicilia, perchè presto crollerà Dobbiamo fare presto mi dice.
Sono ancora nello studio con mamma.
Le dico che voglio riprendere gli studi, magari in psicologia, ma che per farlo dobbiamo vendere alcuni immobili in Sicilia per finanziarci.
La vedo piangere come non l’avevo mai vista e le chiedo”Mamma perchè piangi?”
Scuote la testa e va via.
La voce di papà torna cattiva, mi urla contro in camera”Come hai potuto fare queste cose. Come hai potuto mentire alla tua famiglia. Come ti ho creato, ti distruggo.”
 Sento dei rumori di catena
Mi inginocchio per chiedere scusa al Nulla.
Poi un’altra Voce mi dice di non fidarmi di Mario e della Sabauda perché non capirebbero le mie bugie.
Nel pomeriggio del quarto giorno dopo che le voci di papà buono e di nonna  mi dicono”Mel vai in ospedale, la tua mente va a fuoco”.
 Mamma riesce finalmente a trovarla in studio Dottore,
Lo Splendente mi guarda lungamente e attacca”Si ricordo bene quel giorno.
Ti chiesi se sentivi le voci dentro o fuori di te .
Eri chiaramente in stato psicotico acuto.
Eri nel pieno di un delirio di colpevolezza.
Il tuo caso fin dalla prima volta fu strano.
Mi parlavi ma notavo che eri preda di te stesso.
Ho sbagliato a non darti subito lo zyprexa.
Cosa è successo dopo?
Dottore, quella sera lei mi faceva domande ma io faticavo a capire e risponderle.
Le voci del dottor Serioso e della Signora Patrizia mi dicevano di non parlare  della loro storia.
Una volta uscito dallo studio invece arrivò la voce furente di papà che mi rimproverava perchè avevo speso dei soldi per questa seduta e perché difendevo ancora Il Serioso e la sua famiglia
Cominciai a prendere ovviamente subito lo zyprexa, Dottore.
Le voci cominciarono a fermarsi un paio di giorni dopo.
Durante la notte si alternavano le voci del Dottor Serioso e Signora ,di Gigio e del Diavolo travestito da vecchio psichiatra.
Ricordo che alla nostra terza seduta, la voce del dottor Serioso mi convinse che c’era in atto un collegamento della mente tra di voi. In base al quale vi scambiavate informazioni
Ricordo che trascinai mamma alla seduta convinto che volesse parlare con Lei.
Lo Splendente scrive qualcosa e dice”Si ricordo anche questo particolare
Dunque nonostante lo zyprexa a 5 mg continuavi a sentire le voci dentro di te?
Per quanti altri giorni?
Dottore le Voci sono scomparse del tutto al terzo giorno dall’assunzione dello zyprexa.
Ricordo che era notte, ero ormai in un stato di sofferenza e di stanchezza.
Ricordo che una Voce non saprei identificarla mi disse”Ok Mel.ora vado via. Cerca di curarti.
Non farmi arrabbiare se no tornerò  a trovarti. Adesso riposati , domani hai la seduta.
Chissà magari un giorno diventerai un bravo psicologo”.
Gli risposi ”Speriamo bene. Addio”
Finalmente tornai padrone di me stesso.
Ricordavo vagamente quanto fosse successo nei giorni precedenti.
Chiesi a Francesco se avevo delirato
Mi rispose pallido”Mel, ci hai fatto preoccupare”
Cominciai a ricordare e riflettere sugli eventi della mia vita.
Sospiro, stringo il bastone e mi dirigo verso la finestra.
Abbiamo iniziato questo viaggio nella memoria.
Onestamente non so quali benefici possano portarmi Dottore.
Ho ancora paura di quelle voci.
La voce del Diavolo metteva i brividi.
Mel, stiamo scavando nella tua vita per crearti una nuova identità.
Hai problemi con l’affettività e con te stesso.
Le voci che hai sentito fanno parte di un deliro di colpevolezza in cui ti sei infilato.
Tuo padre, tua nonna, il Serioso , l’Oscuro e infine il Diavolo sono rappresentazioni della tua paura.
Il tuo delirio di colpevolezza insieme a una solitudine siderale ti stavano spingendo nel baratro.
La fine dell’amnesia psicogena ti procura un ondata d’emozioni che non riesci a  controllare.
Sei travolto dal passato e dal tuo atavico senso d’inadeguatezza.
Ti abbiamo ripreso per i capelli.
Un altro medico ti avrebbe già imbottito di farmaci e messo sott’olio.
Io ho un’ altra missione come medico.
La tua storia è davvero interessante. Dovresti mettere su carta.
Ne può uscire un buon libro se non addirittura un film.
Ho un amico regista che potrebbe essere interessato.
Quando sarai più tranquillo, potresti pensare d’iniziare un corso di scrittura creativa, hai un dono nel raccontare le cose.
Scuoto la testa e sospiro nuovamente: ho chiuso per il momento con le fiction e i film.
Mi vergogno così tanto, Dottore.
Mel, abbiamo ancora tanta strada da fare, ma stai facendo passi da gigante.
Adesso possiamo cominciare a vederci ogni quindici giorni.
Dobbiamo sperare d’avere un colpo di culo e che ti possa partire un nuovo file con una donna.
Trovati una donna e vedrai come i tuoi problemi scompariranno.
A volte mi sembra di sentire parlare mio padre Dottore.
Sorride e mi guarda: Pensaci sul corso di scrittura creativa.
Ok Dottore, ci penserò. Alla prossima.
Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci, nonostante tutto”
Vittorio De Agrò e  Cavinato Editore presentano “Essere Melvin”
Il prossimo post sarà pubblicato Giovedi 12 settembre.

70. L’Oscuro incontro

joker
Si fanno sempre le rimpatriate tra amici e compagni di scuola.
E’ sempre bello rivedere un vecchio amico.
Il coraggio e il carattere di una persona si vede nei momenti di difficoltà.
Ho sempre mantenuto la parola data.
Sono forse un vigliacco, ma mi sono sempre assunto le mie responsabilità alla fine.
Certi incontri non si dimenticano mai.
A volte, per il gusto di stravincere, si va incontro a rovinose sconfitte.
Ho raccontato allo Splendente, la mia implosione, ma il peggio deve ancora venire.
La porta si apre quando sto scrivendo un ricordo.
Entro e mi siedo pensieroso.
Ciao Mel come stai?
 Sono scombussolato, Dottore.
E’ stata faticosa la scorsa seduta.
Rievocare l’implosione non è stato né facile né piacevole.
Lo so, Mel, ma era necessario.
Dopo ogni seduta, mi faccio un quadro sempre più chiaro del tuo caso.
L’altra volta mi accennavi al fatto che decidi  d’incontrare l’Oscuro al tuo rientro a Roma.
Perché lo fai?
Perché sentivo il bisogno di chiedere scusa.
Nella mia mente era stata una delle principali vittime delle mie bugie.
Lo avevo abbandonato nel momento più difficile. Credevo d’averlo ferito.
Sentivo il bisogno di chiarirmi.
Ok Mel, raccontami quest’incontro.
Dopo un’ agosto trascorso piangendo e in un stato fisico precario, finalmente sono tornato da due giorni a Roma.
Ho ripreso a mangiare, con l’aria della capitale.
 Mi sono trascinato in banca per chiudere il conto  per il commercio elettronico dopo nove anni avari di successi.
Non volevo più continuare. Ero stanco di fare pacchi e combattere con il corriere Sda.
Parlo con Giulio” della mia situazione” .
Cerca di consolarmi.
Mi sfogo con le lacrime agli occhi.
Gli ho rimesso il mio mandato d’ associato, non sentendomi più degno d’essere arbitro.
 Giulio, vedendomi così provato, mi sorride e dopo essersi acceso una sigaretta  dice:“Picciotto pensa a riposati. L’Associazione ti aspetta. Prenditi un congedo fino a dicembre” e strappa davanti a me la lettera di dimissioni.
Lo saluto barcollando.
Sono pronto ormai per il patibolo del 15 settembre, ma prima sento il bisogno d’incontrare l’Oscuro dopo 2 anni.
Gli scrivo un sms” Gigio ,sto cercando di ricostruire la mia vita, per favore aiutami a capire cosa ho fatto negli ultimi 2 anni, poi non ti disturberò più”.
Acconsente all’ incontro dandomi appuntamento per il 15 mattina alle 11 di fronte alla mia sezione arbitrale.
La sera prima scrivo una lettera di scuse per l’Aspirante, sperando che Gigio gliela consegni.
Perchè scrivi una lettera all’Aspirante?
 Dottore, l’Aspirante ed l’Altruista erano le uniche persone a cui non avevo chiesto scusa.
L’Altruista non sapevo come contattarla.
Mi sentivo in colpa.
 Pensavo che con la mia”falsa morte” avessi in qualche modo leso l’ immagine dell’Aspirante
Poi non avevo idea cosa Gigio e gli altri ragazzi  le avessero detto sul mio conto negli due anni.
Mi sembrava doveroso chiarirmi almeno con l’Aspirante.
Lo Splendente scrive qualcosa e poi mi fa cenno di continuare.
Non sono in grado di guidare e mamma mi accompagna.
Durante il tragitto dentro la mia testa ripasso le tante domande di cui spero avere risposta.
Arriviamo puntuali, ma non lo vedo.
 Lo chiamo al cellulare, ma non risponde.
Mi guardo intorno, quando appare all’improvviso.
L’Oscuro è  meno grasso rispetto ai miei ricordi
”Ciao ,uomo di merda, sono contento che sei guarito, non ti meno perché mi sei stato vicino in alcuni momenti delicati della mia vita,”.
Lo guardo e non rispondo. L’emozione mi blocca, sto per piangere.
L’Oscuro capisce l’aria e attacca con mamma presente”Comunque il viagra fa male.
 Come mi trovi?
 Non prendo più farmaci.
 Faccio terapia una volta alla settimana e non me ne vergogno”
Provo a replicare, ma  con un gesto della mano mi ferma e riprende”Non hai mai dato un’ esame.
Hai solo qualche terreno e case in Sicilia. Sei un buono a nulla!
So tutto della ballerina!”
Sorride compiaciuto e riprende”Cosa vuoi sapere? Comunque senza bastone e con i capelli lunghi non ti si riconosce quasi.
Ma tuo padre è veramente morto o è un’altra bugia?” dice beffardo
Per un momento sento salire la rabbia e mormoro” Lascia stare mio padre ,Andrea!”
Sempre più beffardo”Ah tuo padre è quell’ Andrea…” e ride
Mamma ci invita a prendere qualcosa al bar, ma entrambi preferiamo parlare, e ci lascia da soli.
Ci sediamo in macchina.
C’è tensione nell’aria, l’Oscuro continua il suo show”Allora cosa volevi sapere? Io di te so tutto.
So dei tuoi fratelli, delle tue proprietà.
 Mi hai fatto bloccare su facebook da tuo fratello Piero, ma io avevo già copiato tutta la sua lista d’amici.
Siete molti simili fisicamente con Francesco, avete lo stesso sguardo”
Sempre più pungente”Avevi davvero un’ amico editore o era un’altra cazzata?”
Borbotto”Hai violato la mia posta elettronica? Sei entrato i miei conti correnti?”
L’Oscuro mi guarda e sorride compiaciuto e dice” No, i conti no, non avevo alcune password”
Comincio a chiedergli i dettagli della storia e soprattutto conferme di alcuni ricordi che la mia testa sta cominciando a liberare( avevo fatto una lista dei ricordi e delle domande da fargli).
Nega tutto e dice”Mi dispiace, ti sei fatto un film, e ora te ne stai facendo un altro.
Cosa sono quei fogli? Pensi di fare un’altra intervista?dice sarcastico.
Noi volevamo solo una cena e poi ti avremmo liberato.
So tutto di te e della tua famiglia.
Ho un fascicolo su di te a casa”.
Borbotto”Ma quale cena?”
Non mi guarda negli occhi quando mi parla, anche per l’Oscuro ,forse, c’è il fattore emozione .
Poi riprende “Nessuno sapeva niente, io stesso ho cominciato ad indagare solo dallo scorso marzo. Non sai i pedinamenti ,le poste sotto casa. Non hai il portiere vero?”
Lo guardo perplesso e l’Oscuro continua” Si non hai il portiere. Un giorno per capire se ritiravate la posta, ho messo una falsa lettera nella buca e ho chiesto a una signora se c’era qualcuno a casa.
A proposito hai ancora Fastweeb come gestore?” E ridacchia.
Mi chiede lumi sulla mia lettera d’addio.
Poi infierisce” Ci fidavamo di te, ho vomitato quando ho avuto la conferma che non eri morto. Ringrazia il tuo amico Giulio se non lo sei veramente(aveva scritto un email di conferma a Giulio, avendo visto le mie foto alla festa sezionale di giugno) e con lo sguardo indica la mia sezione.
Volevi fare l’eroe!
So che L’Esimio, quando ho scoperto la tua falsa  morte, ci è rimasto di merda!”
Mormoro” Se qualcuno del forum volesse parlarmi, io sono qui. Mi assumo ogni responsabilità”
“Non verrà nessuno a cercarti, stai tranquillo, meriti solo l’indifferenza.
Solo io ho le palle per essere qui.”
Aggiungo”Mi state prendendo in giro sul forum vero?”
Sarcastico”Non ti preoccupare, poca roba. Ho solo scritto che per il tuo caso sono servite le sfere di Dragon Ball” e poi aggiunge
“Dovresti chiedere scusa semmai all’Altruista”
Mormoro”Lo so”
Poi mi grida nell’orecchio”Sei proprio un coglione. La prossima volta le cazzate dille più piccole”  poi aggiunge”Con questo mondo hai chiuso. Troverai riscatto in altri settori.
Anch’io ho fatto le mie cazzate. Qualche mese fa ho dovuto chiamare mio padre in piena notte, perché avevo perso 5000 mila euro al gioco”
Non capisco cosa voglia dire, e gli consegno  la lettera di scuse per l’Aspirante.
La prende e dopo averla letta la strappa in mille pezzi dicendomi”Lascia perdere, quando la vedrò personalmente cercherò io le parole giuste per spiegarle tutto.
Tra l’altro Ginevra ha passato un brutto momento, ma ora sta meglio.
Fossi in te non mi avvicinerei alla Famiglia e a Ginevra in questo stato, potresti essere denunciato!
Non sai quanti esaltati ci sono in giro. Ci sono ragazze che si presentano sotto casa di Ginevra vestite come Lei o con il suo stesso taglio di capelli!”
Mormoro”Non farei niente del genere”
”Lo so. Poi Ginevra non viene più sul forum…cioè quasi mai”, si corregge.
Poi mi mostra la foto della sua nuova ragazza che aveva conosciuto qualche mese prima.
Ricordo che in un chat di luglio si era vantato come questa ragazza gli avesse fatto del sesso orale per un’ ora, prima che il suo pene avesse avuto una qualche reazione.
Sembra felice, poi ricomincia”Accetto le tue scuse e non ti porto rancore visto che, a modo tuo, mi sei stato vicino. Se vuoi farmi felice comprami come mi hai promesso la moto…(Nel 2007 al “mio primo “coma”  come Piero avevo detto all’Oscuro,  che avrei scritto una postilla nel mio testamento in suo favore. Ci credette al punto che diede pure il codice fiscale)
Anche Il Lumacone dice che ti perdona se gli compri un biglietto per il Sud America!”
Parliamo del Play boy e di Raffaella. Si accende di rabbia e rancore.
Dice per colpa del Play, ha perso Lady Oscura.
Cerco di calmarlo”Gigio io ,forse, sono un malato di mente, ma tu mi sembri ossessionato da questa storia. Smetti di provare quest’odio. E’ una storia finita”.
Mi guarda e dice”Senz’altro lo sei. Ho saputo della tua email…e sogghigna” e poi aggiunge cattiverie su Raffaella
Poi mi chiede quando ho la prima visita dallo Splendente.
Mi dice compiaciuto che dopo un anno ha dato un esame, prendendo 18.
Sogna di fare il medico, mi dice esaltato.
Non abbiamo più nulla da dirci
Cala il silenzio nella macchina.
 Mi fa male la testa
Mamma è tornata.
L’Oscuro ci guarda e dice” Non te meno anche perché so che non hai detto nulla di me”
Mormoro”Sì, è vero”
Ridacchia”Sai che ho il sesto senso per queste cose!
Volevo menarti quest’estate, ma non sapevo dove trovarti in Sicilia”
Lo accompagno alla sua macchina e lui rivolgendosi a mia madre”Suo Figlio è un grande attore, dovrebbe fare i casting”.
Poi con un ghigno”Fatti vivo. Lo dico per te”
Sale in macchina e sfreccia via, suonando il clacson a modo di saluto
Torno a casa frastornato.
Le parole dell’Oscuro mi rimbombano nella testa.
Chiedo a mamma di chiamare il Lumacone per avere una conferma.
Nel pomeriggio mi trascinai nel  studio dello Splendente
Mamma mi accompagna  in macchina.
Ricordo che il tragitto dalla macchina al suo studio, mi sembrò enorme.
Ripensavo all’incontro e alle parole dell’Oscuro.
C’era qualcosa che non tornava nella sua versione.
 Ricordo ,Dottore, come mi accasciai sulla sedia.
Ero stremato, mi sentivo morto nell’animo.
Responsabile di tutti i mali del mondo.
Lei  mi diede il colpo finale con la diagnosi e sui tempi di recupero” ci vorranno almeno 2 anni e mezzo più altre sedute nel corso degli anni”
Ero stravolto, Dottore, mi alzai da quella sedia preda dei pensieri e dell’angoscia.
Mamma mi vide pallido e mi chiese spiegazione.
Non avevo la forza di dire nulla,
Mi chiusi in camera, sdraiato sul letto
Non riuscivo a dormire ,mi rimbombavano la voce di Gigio e la sua.
Non capivo cosa stava succedendo.
Cominciai a scavare dentro la mia memoria.
Sarebbe iniziato l’inferno della crisi psicotica.
Lo Splendente mi guarda a lungo, scrive qualcosa e poi mi versa un bicchiere d’acqua.
Ricordo bene la nostra prima seduta. Avevo notato in te i segni di uno stato  pre psicotico, ma sentendoti parlare non ritenni necessario darti subito lo zyprexa e confermai la cura di tua cugina.
L’incontro con l’Oscuro è sicuramente un momento forte.
Rivedi parte del tuo passato recente.
Sei fragile e facilmente manipolabile.
Eri già segnato da un’ estate terribile.
L’Oscuro approfitta della situazione per rovesciarti tanta merda e livore.
Poi lo stress del primo incontro con me è sicuramente un altro tassello verso il tuo scivolamento.
Dottore fu una giornata molto forte per me.
Avevo usato le mie ultime forze per incontrare Lei e l’Oscuro.
Ero stravolto.
Mi sentivo perso e solo.
La mia mente crollò.
Mel, della crisi psicotica parleremo la prossima volta.
Per oggi basta cosi.
Torna a casa e riposati.
 Perchè stai sorridendo?
Pensavo a Gigio Dottore. Quel giorno volle umiliarmi davanti a mia madre. Non  ne capisco ancora il motivo.
Voleva “uccidermi” nell’anima.
Non  è riuscito nel suo intento.
Mi chiedo cosa  direbbe dei nostri colloqui.
Ha qualche importanza ,Mel?
No, ma per Gigio sarebbe una brutto colpo sapere che qualcuno possa scoprire i suoi scheletri nell’armadio.
Lascialo perdere Mel, non ha più importanza.
Semmai mi chiedo che rapporto legava l’Oscuro all’Aspirante
Questo Dottore è una  domanda a cui non so dare una risposta.
Forse i genitori ritenevano che” un sociopatico” potesse  essere comunque una compagnia adeguata per la figlia.
Mel non riesci ad andare oltre la Seriosa Telefonata?
Mi alzo, stringo il bastone e gli sorrido: Il tempo è galantuomo Dottore. Alla prossima.
Il prossimo post sarà pubblicato Lunedì 9 settembre
Vittorio De Agrò e Cavinato Editore  presentano “Essere Melvin”