188) Arianna

Arianna

Il biglietto d’acquistare per  “Arianna” è :1) Neanche regalato 2) Omaggio 3) di pomeriggio 4) Ridotto 5) Sempre

“Arianna” è un film del 2015 diretto da Carlo Lavagna, scritto da Carlo Lavagna, Chiara Barzini e Carlo Salsa.con :Ondina  Quadri, Massimo Popolizio, Valentina Carnelutti, Corrado Sassi.

Eterosessualità, omosessualità, bisessualità, asessualità sono termini  diventati comuni nelle discussioni quotidiane al bar, in ufficio oltre che dentro gli spogliatoi.

Si discute molto se la sessualità dipenda  di più da una scelta personale  che da una condizione naturale o chimica provocando polemiche, contrasti e creando nel singolo individuo  gravi disagi.

Siamo liberi di scegliere come essere?  Quanto  incide Madre Natura? Quanto la medicina moderna emula Dio?

L’unica certezza è che alla nascita  dipendiamo in tutto e per tutto dai nostri genitori.  Saranno le  loro scelte   a condizionare e segnare le nostre esistenze .

E’giusto dare tutto queste potere a due persone? Possono decidere i nostri genitori sulla nostra natura?

Arianna (Ondina Quadri) è una  bella ragazza di vent’anni   e vive con  i suoi   affettuosi genitori Marcello(Popolizio) e Adele(Carnelutti) e  sulla carta sembra avere una tranquilla esistenza, se non fosse che  ancora non ha mai avutole mestruazioni e il suo seno fatica a crescere.

Problemi importanti e cruciali per una ragazza che si sta affacciando alla vita e iniziando  confrontarsi con le altre coetanee  e  a scoprire il proprio corpo e sessualità.  Arianna tornata a vivere con i suoi  dopo una lunga assenza  sul lago di Bolsena, trascorre la sua estate scandita dalla compagnia della esuberante cugina Celeste, dalle battute di caccia con il padre e soprattutto con il desiderio di comprendere cosa stia succedendo dentro il suo corpo.

Arianna vorrebbe provare piacere, avere un ragazzo e sentirsi donna fino in fondo, ma intuisce che qualcosa non funziona.

Così di nascosto ai genitori decide di consultare  da sé una nuova ginecologa e di sottoporsi ad approfonditi esami che le riveleranno dei segreti sulla sua nascita  e soprattutto sulle decisioni prese dai  propri genitori.

 

Carlo Lavagna e gli altri due autori firmano una sceneggiatura che ha l’ambizione di raccontare il mondo emotivo ed esistenziale delle ragazze di oggi, ma senza riuscire fino in fondo a coglierne l’essenza.

E’ sicuramente  interessante e apprezzabile la scelta d’indagare sulla sessualità femminile   attraverso gli occhi della protagonista riuscendo a creare un ponte emotivo e di curiosità con lo spettatore soprattutto  nella seconda parte del film, dopo una  partenza lenta e forse troppo compassata dovuta al desiderio  di strizzare l’occhio al cinema d’autore senza però averne le potenzialità

Il testo è semplice, ben scritto, abbastanza fluido anche  se   risulta mancante del necessario approfondimento narrativo e scientifico   sulla vera identità sessuale di Arianna  in modo da poter  saziare la curiosità dello spettatore  e colmare le lacune di quello più ignorante.

La regia di Carlo Lavagna pecca forse un po’ di presunzione volendo mescolare generi diversi non avendo ancora l’esperienza necessaria per farlo, ma nello stesso tempo  dimostra uno stile pulito, essenziale e bravura nel dirigere un cast giovane e promettente riuscendo a fargli uscire  delle interpretazioni  degne di nota.

Non conoscevo Ondina  Quadri fino a ieri sera e devo ammettere che nel complesso si è rivelata una piacevole sorpresa. La sua perfomance cresce come il film: un’ “ondina”   leggera e compassata nella prima parte per  poi diventare  man mano un’onda forte , impetuosa ,carica di intensità e forza emotiva. Arianna dimostra talento e tempra  risultando credibile e naturale in un ruolo non facile e nonostante la giovane età rivela una buona personalità scenica. Un’attrice,un ragazza da tenere d’occhio in futuro.

Il finale  anche se agrodolce  piace e convince soprattutto per merito della talentuosa  protagonista che trasmette  allo spettatore le diverse e forti emozioni che nascono dallo scoprire  veramente chi tu sia e di come  la propria identità anche sessuale non possa essere mai modificata o soppressa perché  comunque  più forte di ogni medicina o di una volontà genitoriale.

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci,nonostante tutto”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html

The ticket purchase for “Arianne” is: 1) Not even gave 2) Tribute 3) afternoon 4) Reduced 5) Always

“Arianna” is a film of 2015 directed by Carlo Lavagna, written by Carlo Lavagna, Chiara Barzini and Carlo Salsa.con: Undine Paintings, Massimo Popolizio, Valentina Carnelutti, Corrado Sassi.

Heterosexuality, homosexuality, bisexuality, asexuality terms have become common in daily discussions at the bar, in the office as well as inside the locker rooms.

There is much debate whether sexuality depends more from a personal choice by a natural or chemical causing controversy, conflict and creating serious disruption in the individual.

We are free to choose how to be? How much does Mother Nature? As modern medicine emulates God?

The only certainty is that at birth we depend on in every way by our parents. Will affect their choices and mark our lives.

E’giusto give all power to these two people? They can decide our parents on our nature?

Arianna (Undine Paintings) is a beautiful girl of twenty years and lives with his loving parents Marcello (Popolizio) and Adele (Carnelutti) and on paper seems to have a quiet life, except that still has never avutole menstruation and her breasts hard to grow.

Issues important and crucial for a girl who is appearing to life and began to deal with the other peers and to discover their bodies and sexuality. Arianna returned to live with her after a long absence on Lake Bolsena, spent his summer marked by the company’s feisty cousin Celeste, from hunting trips with his father and above all with the desire to understand what is going on inside her body.

Arianna wants to feel pleasure, to have a boy and woman feel the way down, but realizes that something is not working.

So secretly parents decide to consult for themselves a new gynecologist and undergo extensive tests that reveal secrets about his birth and especially on decisions made by their parents.

Carlo Lavagna and the other two authors sign a script that has the ambition to tell the world the emotional and existential girls today, but failed all the way to grasp its essence.

It ‘definitely interesting and appreciated the choice to investigate female sexuality through the eyes of the protagonist being able to create an emotional bridge and curiosity with the viewer in the second part of the film, after a slow start and maybe too prim due to the desire to wink at art films without having the potential

The text is simple, well-written, fairly fluid although it is missing the necessary deepening and scientific narrative about the true identity of sexual Arianna in order to satisfy the curiosity of the viewer and fill the gaps of the most ignorant.

Directed by Carlo Lavagna flaw is perhaps a little ‘presumption of wanting to mix different genres not yet have the expertise to do it, but at the same time shows a clean, essential and skill in directing a cast of promising young managing to make him get out of interpretations noteworthy.

I did not know Undine Paintings until last night and I have to admit that on the whole proved to be a pleasant surprise. His performance as the film grows: a ‘”Undine” light and prim in the first part and then become as a strong wave, impetuous, full of intensity and emotional strength. Arianna demonstrates talent and quenching resulting in a natural and credible role is not easy and despite his young age reveals good personality on stage. An actress, a girl to watch in the future.

The final although bittersweet like and convinces thanks to the talented star who transmits to the viewer different and strong emotions that arise from really discover who you are and how your identity even sex can never be changed or deleted as still stronger any medicine or a parental will.

Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html

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187) Everest

everest

Il biglietto d’acquistare per “Everest” è: 1)Neanche regalato; 2)Omaggio; 3)Di pomeriggio; 4)Ridotto; 5)Sempre

Un film di Baltasar Kormákur. Con Jake Gyllenhaal, Josh Brolin, John Hawkes, Jason Clarke, Robin Wright, Michael Kelly, Sam Worthington, Keira Knightley, Emily Watson. Drammatico, 121′. 2015. Tratto dal saggio “Aria sottile” (Into Thin Air) di Jon Krakauer, 1997

Ci sono persone che nascono con lo spirito d’avventura di un bradipo, per cui cambiare canale sul divano di casa è già un’avventura e che viaggiano principalmente con la fantasia. E poi ce ne sono altre che trovano pace e serenità solo sfidando se stesse e i propri limiti, rischiando la vita, magari scalando una montagna come l’Everest.

Per l’uomo medio comprendere la filosofia di vita di questa seconda tipologia di individui – perché lo facciano, cosa li spinga a cercare sempre nuove sfide, magari più pericolose – non è facile.

Che la montagna abbia un suo fascino, fatto di quiete, potenza e immensità, è invece noto a tutti. Sono anche queste le sensazioni che uno scalatore cerca di fare proprie quando decide di conquistare una vetta. Ma come spesso accade quando l’uomo è coinvolto, bellezza e avventura vengono spesso utilizzate per costruire lucrosi business .

A partire dal 1992 varie società hanno messo l’Everest nel mirino, organizzando scalate fino alla vetta dietro lauti compensi. Per quanto possa essere incredibile da immaginare, ben presto il campo base della montagna si è trasformato in una sorta di affollata fermata della metro all’ora di punta.

Il film “Everest” racconta la storia, vera e tragica, di due gruppi di scalatori, partiti insieme per una spedizione alla conquista della vetta nel maggio del 1996. A guidare le due cordate il prudente Robert Hall (Clarke) e l’eccentrico Scott Fischer (Gyllenhaal).

Su una montagna come l’Everest niente può essere improvvisato, tutto deve essere organizzato al secondo. Per questo Hall stilò un programma rigoroso, secondo il quale gli scalatori avrebbero dovuto raggiungere la cima entro le 14.00 del 10 maggio, per poi ridiscendere senza incontrare problemi di mancanza ossigeno.

La programmazione venne però resa vana dallo stesso Hall, che permise al cliente e amico Doug Hansen (Hawkes) di raggiungere la vetta nonostante fosse fuori tempo massimo. Un atto pagato carissimo, perché la spedizione venne poi sorpresa da una violenta tormenta di neve, che rese quasi impossibile il ritorno al campo base.

“Everest” è un film visivamente bello, affascinante e suggestivo: la maestosità della montagna toglie il respiro, e incute timore e rispetto alla spettatore. La bellezza naturale non è però sufficiente a costruire una pellicola convincente. Il pubblico dovrebbe restare incollato alla poltrona, invece questo è l’esempio perfetto di un film freddo di nome e di fatto, perché mancano del tutto coinvolgimento emotivo, pathos e ritmo narrativo. continua su

http://paroleacolori.com/al-cinema-everest/

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci,nonostante tutto”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html

Vittorio De Agrò e Cavinato  Editore presentano “Essere Melvin”

http://www.ibs.it/code/9788899121372/de-agrograve/essere-melvin-tra.html

 

The ticket purchase for “Everest” is: 1) Not even a present; 2) Tribute; 3) In the afternoon; 4) Low; 5) Always

Directed by Baltasar Kormákur. With Jake Gyllenhaal, Josh Brolin, John Hawkes, Jason Clarke, Robin Wright, Michael Kelly, Sam Worthington, Keira Knightley, Emily Watson. Drama, 121 ‘. 2015. Based on the book “Into Thin Air” (Into Thin Air) by Jon Krakauer, 1997

There are people who are born with the spirit of adventure of a sloth, so switching the channel on the sofa at home is an adventure and traveling mostly with fantasy. And then there are others who find peace and serenity only by challenging themselves and their limits, risking their lives, maybe climbing a mountain like Everest.

For the average person understand the philosophy of life of this second type of individuals – because they do it, what drives them to look for new challenges, perhaps the most dangerous – is not easy.

That the mountain has its own charm, made of quietness, power and immensity, it is rather well known. These are the feelings that a climber trying to do when you decide to own a win over top. But as often happens when man is involved, beauty and adventure are often used to build lucrative business.

Since 1992, various companies have put Mount Everest in the viewfinder, organizing climbing up to the top for lots of money. No matter how incredible to imagine, soon the base camp of the mountain has become a sort of crowded subway station at rush hour.

The film “Everest” tells the story, true and tragic, two groups of climbers, left together for an expedition to conquer the peak in May 1996. Leading the two roped the prudent Robert Hall (Clarke) and the eccentric Scott Fischer (Gyllenhaal).

On a mountain like Everest nothing can be improvised, everything has to be arranged on the second. For this Hall he drew up a strict schedule, according to which the climbers would have to reach the top before 14.00 on 10 May, before falling back without encountering problems of lack oxygen.

The program, however, was thwarted by the Hall, which allowed the client and friend Doug Hansen (Hawkes) to reach the summit despite being out of time. An act paid dear, because the expedition was then surprised by a violent snow storm, which made it almost impossible to return to base camp.

“Everest” is a visually beautiful film, fascinating and charming: the majesty of the mountains is breathtaking, and inspires awe and respect to the viewer. The natural beauty is not enough to build a compelling film. The public should stay glued to the chair, instead this is the perfect example of a film of cold name and in fact, because there are quite emotional, pathos and narrative rhythm. continues on

http://paroleacolori.com/al-cinema-everest/

Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html

Vittorio De Agro and Cavinato Publisher present “Being Melvin”

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186 ) Titoli di Coda ( Petros Markaris)

titoli di coda

“Titoli di Coda” è un libro scritto da Petros Markaris nel 2014 e pubblicato in Italia nell’Aprile 2015 da Bompiani.

Da quando la parola crisi è entrata nel vostro vocabolario diventando segno di sofferenza, sacrificio, lotta per la sopravivenza non mancano da leggere sui giornali e in tv strie che potrebbero soggetti ideali per scriverne dei romanzi.
Storie tragiche che negli ultimi due anni hanno avuto come epicentro la madre della tragedia: la Grecia.
Un Paese attraversato da una grave e drammatica crisi economica e da un’instabilità politica che ha comportato ben 4 elezioni politiche in poco tempo.
L’ Europa non sembra in grado di trovare la giusta ricetta per guarire dalla “febbre greca” e anzì tendendo ad allargarsi e a creare nuove pandemie.
E’ difficile sapere che fine farà la Grecia e il popolo greco smarrito e impaurito non può far altro che aggrapparsi al populismo di Alba Dorata o al sogno di equità sociale di Typras.
E’ il secondo libro in pochi mesi che leggo di Petros Markaris e ancora una volta sono rimasto colpito più che dall’intreccio narrativo e dal giallo che lo scrittore ha costruito dalla sua capacità e abilita di descrivere o sarebbe meglio di dipingere la mentalità greca e di come questo popolo stia reagendo alla crisi e soprattutto ai diktat dell’Europa.
Il commissario Kostas Charitos non è solo un investigatore di polizia, ma un malinconico osservatore della società greca e di come l’ascesa di Alba Dorata sia sempre più forte e inarrestabile e sostenuta da differenti e diverse classi sociale e culturali a causa della povertà diffusa tra i cittadini e la corruzione dilagante nell’amministrazione pubblica.
Un esempio diventa l’aggressione subita da Caterina, figlia del commissario,”colpevole” per Alba Dorata di difendere degli immigranti in tribunale
Una corruzione che si rivela senza vergogna impedendo e scoraggiando ogni forma di sviluppo e di modernizzazione del Paese e facendo scappare gli onesti investitori o riducendoli a un passo dalla disperazione come nel caso dell’imprenditore greco tedesco che si suicida perché gli è stato impedito dalla burocrazia di costruire una centrale eolica. continua su

http://www.passionelettura.it/recensioni-libri/titoli-coda-petros-markaris/

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci, nonostante tutto”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html

Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano “Essere Melvin”

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“Notes Tail” is a book written by Petros Markaris in 2014 and published in Italy in April 2015 by Bompiani.

Since the word crisis has entered your vocabulary becoming a sign of suffering, sacrifice, struggle for survival are not lacking to read in the newspapers and on TV striae that may ideal subjects to write novels.
Tragic stories in the past two years have had as mother epicenter of the tragedy: Greece.
A country going through a severe and dramatic economic crisis and political instability that led to a 4 election in a short time.
L ‘Europe does not seem able to find the right recipe to heal the “Greek fever” and even tending to widen and to create new pandemics.
It ‘hard to know what will happen to Greece and the greek people lost and afraid can not help but cling to the populism of Golden Dawn or the dream of social equity of Typras.
And ‘the second book in a few months I read Petros Markaris and once again I was struck more than interweaving narrative and yellow that the writer has built its capacity and ability to describe or it would be better to paint the Greek mentality and how this people is reacting to the crisis and above all to the dictates of Europe.
Commissioner Kostas Charitos not just a police investigator, but a melancholy observer of Greek society and how the rise of Golden Dawn is getting stronger and unstoppable and supported by different classes and different social and cultural rights because of widespread poverty among citizens and rampant corruption in public administration.
It becomes an example the attack on Catherine, daughter of the commissioner, “guilty” for Golden Dawn to defend immigrants in court
A corruption that is revealed without shame preventing and deterring all forms of development and modernization of the country and scattering the honest investors or reducing them to the brink of despair as in greek German entrepreneur who commits suicide because he was prevented from bureaucracy of building a wind farm. continues on

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Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html

Vittorio De Agro and Cavinato Publisher present “Being Melvin”

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185) Ritorno alla Vita

Ritorno alla vita

Il biglietto d’acquistare per “Ritorno alla vita” è : 1) Neanche regalato 2) Omaggio 3) di pomeriggio 4) Ridotto 5) Sempre

“Ritorno alla vita” è un film del 2015 diretto da Wim Wenders, scritto da Bjørn Olaf Johannessen, con : James Franco, Rachel McAdams, Charlotte Gainsbourg, Peter Stormare, Robert Naylor, Marie-Josée Croze.

Fare lo scrittore è nello stesso tempo il mestiere più difficile e gratificante che ci sia. Grazie alla tua fantasia e creatività puoi diventare ricco e famoso oppure essere condannato a una vita di stenti e recriminazioni se nessuno ti legge.

Qualunque scrittore è ossessionato dall’idea giusta che possa fargli scrivere il romanzo della vita.

A volte però è la vita stessa a darti la giusta ispirazione anche se in modo tragico.

Questo è quanto capita al giovane e ombroso scrittore Thomas(Franco) in crisi creativa e amorosa con l’amorevole fidanzata Sara(Mc Adams) quando una sera durante una brutta nevicata ha un drammatico e sfortunato incidente con l’auto investendo un slitta con due bambini sopra.

Solo uno dei due, purtroppo, si salverà e tale luttuoso evento condizionerà per sempre la vita di Thomas e di Kate( Gainsbourg) madre del bimbo morto.

Lo scrittore schiacciato dai sensi di colpa arriva a sfiorare il gesto estremo, ma una volta superata la fase critica sente il bisogno di mettersi a disposizione di Kate e del figlio Cristopher (Naylor) sopravvissuto all’incidente

Lo shock e il trauma patiti paradossalmente scuotano la creatività di Thomas facendoli scrivere dopo dei romanzi più intensi e di livello migliore procurandogli fama e popolarità

Un film che racconta l’evolversi della vita di Thomas per dodici anni dopo l’incidente e di come la sua vita sia cambiata e di come abbia scelto di lasciare Sara e invece di costruire una famiglia con la sua editor Ann (Croze) e la figlia anni dopo.

Se l’idea di base poteva essere interessante di come il dolore e una tragedia possano essere “l’humus” per una ripartenza di vita poi l’autore nello sviluppo narrativo fa evaporare questa essenza facendo diventare la storia un monotono resoconto di fatti e azioni privi di sussulti emotivi e di ritmo che lo spettatore segue con fatica tra uno sbadiglio e l’altro.

Non esiste un vero filo rosso narrativo che possa lo spettatore possa seguire per comprendere cosa autore e regista vogliano veramente raccontarci. Una scrittura poco chiara e fluida che impedisce di cogliere le diverse e complesse sfumature e rimandi del film. continua su

http://www.nuoveedizionibohemien.it/index.php/appuntamento-al-cinema-ritorno-alla-vita/

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci, nonostante tutto”

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Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano “Essere Melvin”

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The ticket purchase for “Back to Life” is: 1) Not even gave 2) Tribute 3) afternoon 4) Reduced 5) Always

“Back to Life” is a film of 2015 directed by Wim Wenders, written by Bjørn Olaf Johannessen, with James Franco, Rachel McAdams, Charlotte Gainsbourg, Peter Stormare, Robert Naylor, Marie-Josee Croze.

A writer is at once the most difficult and rewarding job there is. Thanks to your imagination and creativity can become rich and famous or be condemned to a life of hardship and recriminations if nobody reads.

Any writer is obsessed with the idea that the right can get him to write the novel of life.

But sometimes it is life itself to give you the right inspiration although so tragic.

This is what happens to young and skittish writer Thomas (Franco) in creative crisis and loving with the loving girlfriend Sara (Mark Adams) when one evening during a bad snow has a dramatic and unfortunate accident with the car by investing a sled with two Children above.

Only one of them, unfortunately, will be saved and this tragic event will affect forever the life of Thomas and Kate (Gainsbourg) mother of the dead child.

The writer crushed by guilt get to touch the extreme action, but once the critical stage feels the need to make themselves available Kate and son Christopher (Naylor) survived the accident

The shock and trauma suffered paradoxically shake the creativity of Thomas making them write novels after the most intense and best level giving him fame and popularity

A film about the evolution of the life of Thomas for twelve years after the accident and how his life has changed and how he chose to leave Sarah and instead of building a family with her editor Ann (Croze) and daughter years later.

If the basic idea could be interesting as the pain and tragedy can be “fertile ground” for a fresh start to life then the author in narrative development evaporates this essence and makes our history a monotone guide to events and actions no emotional upheavals and rhythm that the audience follows with difficulty between a yawn and the other.

There is no real narrative thread that can the viewer can follow to understand what author and director really want to tell. Writing unclear and fluid that inhibits the identification of different and complex nuances and references of the film. continues on

http://www.nuoveedizionibohemien.it/index.php/appuntamento-al-cinema-ritorno-alla-vita/

Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

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184) Black Mass

black mass

Il biglietto da acquistare per “Black Mass” è : 1) Neanche regalato 2) Omaggio 3) Di pomeriggio 4) Ridotto 5) Sempre

“Black Mass” è un film del 2015 diretto da Scott Cooper, scritto da JezButterworth, Mark Mallouk e basato sul romanzo” BlackMass: The True Story ofanUnholyAllianceBetween the FBI and the Irish Mob “di Dick Lehr and Gerard O’Neill, con: Johnny Depp Joel Edgerton, Benedict Cumberbatch  , Dakota Johnson, Rory Cochrane, Kevin Bacon, Adam Scott CoreyStoll, Peter Sarsgaard, Jesse Plemons, Julianne Nicholson, Jeremy Strong,.

Nell’ultimo anno, in tv e sui giornali si è parlato e scritto molto del presunto e letale accordo “Stato-Mafia” del 1993 per bloccare le stragi che stavamo devastando il nostro Paese.
Volendo fare l’avvocato del Diavolo, è giusto che lo Stato scelga il male minore per garantire la pubblica quiete? Se l’istinto e la morale ci spingono a dire no, la ragione e il “fine giustifica i mezzi” di machiavellica memoria ci portano a guardare da una diversa prospettiva.
La “realpolitik” è spesso considerata una parolaccia, ma per gli americani è uno strumento per governare e risolvere i problemi.
E, quando i problemi si chiamano mafia e italo-americani, ecco che può succedere che l’Fbi scelga di allearsi con un piccolo criminale locale di Boston per avere le “giuste” soffiate per fermare il boss mafioso.
Vi sembra un romanzo, una fiction? Potrebbe dire il nostro caro Carlo Lucarelli, invece è pura, semplice, incredibile e amara realtà, avvenuta tra il 1975 a Boston, quando il giovane e ambizioso agente Fbi John Connolly (Edgerton), nato e cresciuto nel sud di Boston, propone ai suoi superiori di far diventare un informatore il suo vecchio amico d’infanzia, James Whitey Bulger (Deep) affinchè possa dare preziose soffiate per incastrare il boss italo americano Augello.
I vertici Fbi accettano con riluttanza quest’ ”alleanza”, consapevoli di quanto Bulger e la sua banda siano pericolosi e intenzio nati ad aumentare le loro lucrose attività criminali quali traffico di droga, prostituzione e gioco d’azzardo.
Bulger, per conto suo, decide di diventare “informatore” per sfruttare questa sorta di “immunità” per poter espandere i suoi interessi economici e soprattutto poter eliminare i suoi nemici, avendo le spalle coperte dall’Fbi e dal fratello Bill Bulger (CumberbatchCumberbatch), potente senatore dello Stato.
Inizia così un ambiguo e torbido periodo lungo più di dieci anni in cui ogni crimine compiuto da James viene sistematicamente coperto dal fraterno amico Connolly, facendo diventare di fatto Bulger il boss più importante e spietato di Boston.
Bulger è un boss senza scrupoli, sanguinario e vendicativo, però ben visto rispettato dalla comunità e legato affettivamente solo al figlio e alla madre, morti entrambi in maniera tragica.
“Black Mass”, come impianto e intreccio narrativo e soprattutto per la violenza e cruenza delle immagini, ricorda altri film celebri delle stesso genere, come “Scarface” “Il Padrino” o serie tv cult come “I Soprano”, senza però incidere davvero e colpire o scuotere il pubblico come ci aspetterebbe. continua su

http://www.mygenerationweb.it/201509252659/articoli/palcoscenico/cinema/2659-black-mass-johnny-depp-ingrassato-e-pazzo

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci, nonostante tutto”

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Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano “Essere Melvin”

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The ticket to buy for “Black Mass” is: 1) Not even gave 2) Tribute 3) In the afternoon 4) Reduced 5) Always

“Black Mass” is a film of 2015 directed by Scott Cooper, written by JezButterworth, Mark Mallouk and based on the novel “Blackmass: The True Story ofanUnholyAllianceBetween the FBI and the Irish Mob” Dick Lehr and Gerard O’Neill, with: Johnny Depp, benedict cumberbatch, Joel Edgerton, Dakota Johnson, Rory Cochrane, Kevin Bacon, Adam Scott CoreyStoll, Peter Sarsgaard, Jesse Plemons, Julianne Nicholson, Jeremy Strong.

In the last year, on TV and in newspapers has spoken and written about the alleged agreement and lethal “State-Mafia” in 1993 to stop the massacres that were ravaging our country.
Wanting to make the Devil’s Advocate, it is right that the state choose the lesser evil to ensure the public peace? If the instinct and morality compel us to say no, the reason and the “end justifies the means” of Machiavellian memory lead us to look from a different perspective.
The “realpolitik” is often considered a dirty word, but for Americans is a tool to govern and solve problems.
And, when problems are called Mafia and Italian-Americans, that can happen here is that the FBI chooses to ally with a local petty criminal in Boston to have the “right” blown to stop the mob boss.
There seems to be a novel, a fiction? Could say our dear Carlo Lucarelli instead is pure, simple, incredible and bitter reality, which occurred between 1975 to Boston, when the ambitious young FBI agent John Connolly (Edgerton), born and raised in South Boston, offers its superiors to become an informant his old childhood friend, James Whitey Bulger (Deep) so that it can give you valuable blown to frame the Italian-American boss Augello.
The top FBI reluctantly accept this’ “alliance”, aware of how Bulger and his gang are dangerous and intenzio born to increase their lucrative criminal activities such as drug trafficking, prostitution and gambling.
Bulger, on his own, decides to become a “whistleblower” to take advantage of this kind of “immunity” to expand its economic interests and especially to eliminate his enemies, having his back covered by the FBI and his brother Bill Bulger (CumberbatchCumberbatch) , powerful state senator.
Thus began an ambiguous and murky period of more than ten years in which every crime committed by James is systematically covered by close friend Connolly, making actually Bulger the boss more important and ruthless Boston.
Bulger is a boss unscrupulous, bloodthirsty and vengeful, but well respected by the community and saw only an emotional attachment to the child and his mother, both of whom died in a tragic way.
“Black Mass,” as plant and storyline and especially the violence and cruenza image recalls other famous films of the same genre, such as “Scarface,” “The Godfather” or cult TV series like “The Sopranos”, but did not really affect and hit or shake the public as you would expect. continues on

http://www.mygenerationweb.it/201509252659/articoli/palcoscenico/cinema/2659-black-mass-johnny-depp-ingrassato-e-pazzo

Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

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Vittorio De Agro and Cavinato Publisher present “Being Melvin”

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183) Spotlight

spotlight

Il biglietto d’acquistare per “Spotlight” è: 1)Neanche regalato; 2)Omaggio; 3)Di pomeriggio; 4)Ridotto; 5)Sempre.

Un film di Thomas McCarthy. Con Rachel McAdams, Mark Ruffalo, Michael Keaton, Stanley Tucci, Liev Schreiber, Billy Crudup. Thriller, 123′. 2015

Se esiste un crimine peggiore dell’abuso su un bambino aiutatemi a trovarlo, perché al momento io non ci riesco. Immaginate poi che il pedofilo in questione indossi l’abito talare. Lo sconcerto e la rabbia che si provano diventano, se possibile, ancora maggiori.

Mentre scorrevano i titoli di coda di “Spotlight” al cinema, tra pochi, timidi applausi e un rumorosissimo silenzio a fare da sottofondo, riflettevo su come scrivere questa recensione e anche sul modo in cui il film potrà essere accolto in un paese come il nostro.

Personalmente mi definisco un credente non praticante, eppure di fronte a questa pellicola ho sentito, da un lato, la mia fede farsi più forte, dall’altro ho provato ira e disgusto verso chi agisce in modo deviato in nome di questa stessa fede.

Il film racconta in maniera cruda e diretta la storia di quattro giornalisti del Boston Globe, che si uniscono in un gruppo, chiamato “Spotlight”, specializzato nel realizzare inchieste accurate e rigorose.

Nell’estate del 2001, su richiesta del nuovo direttore, di fede ebraica, Marty Baron (Schreiber), il gruppo inizia a indagare su alcuni casi di abusi su minori, attribuiti a sacerdoti di Boston e insabbiati dalle alte sfere ecclesiastiche.

Robby Robinson (Ketaton), direttore dello Spotlight, inizialmente scettico, insieme alla sua squadra – composta da Michael Rezendenes (Ruffalo), Sacha Pfeiffer e Ben Bradlle (Slattery) – arriva a scoprire che la portata dell’orrore è molto più ampia di quanto creduto all’inizio. I casi di pedofilia a Boston coinvolgono infatti 92 preti e bambini di differenti parrocchie.

Il team, nella sua ricerca di verità, viene aiutato non solo dalle vittime, costrette per anni al silenzio e raccolte in una piccola associazione, ma soprattutto dal battagliero avvocato Mitchell Garabedian (Tucci), che rappresenta gli abusati nella battaglia contro la Chiesa.

L’indagine porta allo scoperto l’esistenza di una sorta di “mafia bianca” a Boston, che da decenni copre le colpe dei prelati, riducendo le vittime al silenzio grazie a un piccolo indennizzo in cambio di riservatezza, e lascia i carnefici impuniti limitandosi ad attuare solo la politica del trasferimento di parrocchia.

Si potrebbe essere tentati di vedere la pellicola come una crociata contro il Cattolicesimo e i cattolici in generale: in realtà si tratta di una presa di posizione contro la parte “malata” del clero e delle alte sfere. Contro chi ha approfittato di bambini indifesi, cresciuti tra povertà e ignoranza; contro chi ha permesso che questo accadesse e ha insabbiato la cosa, pur di preservare una pulizia di facciata. continua su

http://paroleacolori.com/al-cinema-spotlight/

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci,nonostate tutto”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html

Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano ” Essere Melvin”

http://www.ibs.it/code/9788899121372/de-agrograve/essere-melvin-tra.html

The ticket purchase for “Spotlight” is: 1) Not even a present; 2) Tribute; 3) In the afternoon; 4) Low; 5) Always.

A film by Thomas McCarthy. With Rachel McAdams, Mark Ruffalo, Michael Keaton, Stanley Tucci, Liev Schreiber, Billy Crudup. Thriller, 123 ‘. 2015

If there is a worse crime of abuse of a child help me to find it, because at the moment I can not. Imagine then that a pedophile in question wears the cassock. The shock and anger you feel become, if anything, even more.

While flowing the credits of “Spotlight” to the movies, in a few, tentative applause and a loud silence to do the background, I thought about writing this review and also on the way in which the film will be received in a country like ours .

Personally myself a practicing believer, yet faced with this film I felt, on the one hand, my faith getting stronger, on the other hand I felt anger and disgust towards those who act so diverted in the name of this same faith.

The film tells in a raw and direct the story of four journalists of the Boston Globe, coming together in a group called “Spotlight”, which specializes in making inquiries accurate and rigorous.

In the summer of 2001 at the request of the new Director of the Jewish faith, Marty Baron (Schreiber), the group began to investigate some cases of child abuse, attributed to priests in Boston and covered up by the high ecclesiastical spheres.

Robby Robinson (Ketaton), director of Spotlight, initially skeptical, and his team – composed by Michael Rezendenes (Ruffalo), Sacha Pfeiffer and Ben Bradlle (Slattery) – come to find that the extent of the horror is much wider than first believed. The cases of pedophilia in Boston involving priests and children in fact 92 different parishes.

The team, in its search for truth, is helped not only by the victims, forced for years to silence and gathered in a small association, but especially by the combative attorney Mitchell Garabedian (Tucci), who is the abused in the battle against the Church.

The survey brings out the existence of a kind of “white mafia” in Boston, which for decades covering the sins of priests, reducing the victims to silence thanks to a small compensation in exchange for confidentiality, and leaves perpetrators unpunished limited only to implement the policy of transfer of the parish.

You might be tempted to see the film as a crusade against Catholicism and Catholics in general: in fact it is a stand against the “sick” of the clergy and of the upper echelons. Against those who took advantage of helpless children, grew up in poverty and ignorance; against those who allowed this to happen and he buried it, in order to preserve a clean facade. continues on

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Vittorio De Agro presents “Let us love, nonostate everything”

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Vittorio De Agro and Cavinato Publisher present “Being Melvin”

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182) Amy – The Girl Behind the Name

amy

Il biglietto d’acquistare per “Amy – The Girl Behind the Name” è : 1) Neanche regalato 2) Omaggio 3) Di pomeriggio 4) Ridotto  5) Sempre

“Amy -The Girl Behind the Name” è un documentario scritto e diretto da Asif Kapadia.

Il documentario prende vita attraverso le varie voci guida che raccontano la cantante. Le voci sono quelle di persone a lei vicine e si accompagnano spesso a filmati amatoriali.
Si vede una giovanissima Emy appena diciottenne sul trampolino di lancio verso il successo e la distruzione. Non che l’uno abbia portato all’altro. Anzi. Mia personale opinione è che l’epilogo sarebbe stato poco differente se Amy fosse stata una qualsiasi sconosciuta.
Ad ogni modo. Si vede una Amy che, come tutti già sapevamo, ha avuto un gran successo ma con molti fantasmi nell’armadio. L’abuso di alcool. La propensione all’uso di sostanze stupefacenti. La propensione a relazioni sentimentali connotate da dinamiche di “dipendenza”. La sregolatezza e, forse, un fondo depressivo nel suo carattere. I seri problemi alimentari.
Da apprezzare, per gli amanti del genere e della musica, il modo in cui il regista valorizza l’enorme e indiscusso talento della cantante mettendo molti brani musicali e alcune toccanti interpretazioni.
Ciò detto la vita della cantante, a parte gli eccessi, non suscita moltissimo interesse e sembra che il regista ci porti su strade inquinate da un giudizio di fondo che spicca da subito: la povera Emy vittima del papà cattivo, indifferente, solo interessato al guadagno economico. La povera Emy vittima del ragazzo tossicodipendente anch’egli interessato solo al denaro. ( Ricordo a tal proposito che Blake tentò il suicidio il giorno del primo anniversario della sua morte). O ancora la povera Emy vittima del mondo mediatico e del “the show must go on tritatutto”.
Vero, il padre di fatto è andato via di casa quando lei era bambina. Vero, il mondo dello spettacolo sa essere spietato. Esser famosi espone e spesso rende vulnerabili. E vero, il suo boyfriend era un tossicodipendente e l’ha “iniziata” all’eroina.
Ma. Quale necessità spinge il regista a dover per forza trovare il colpevole e a cercarlo a tutti i costi al di fuori di Amy? Cosa ne è allora del documentario e della sua doverosa neutralità, obbiettività? Perché si indirizza lo spettatore verso queste direzioni in modo così palese ed esplicito?
Del mondo interiore della cantante si coglie poco. Forse il materiale a disposizione non era molto, o forse la Amy in fondo non era poi così colma di “contenuti”.
Ma sopratutto non si prende in considerazione (come si evince da una delle frasi finali del film: “siamo tutti colpevoli della sua morte”) il fatto che possa esserci una personale responsabilità sulle scelte fatte e le strade intraprese .
Non credo nelle vittime a 360 gradi. Questa è la mia critica al documentario.
C’è sempre una libera scelta. Una subdola intenzione di fondo. Propria, intima e personale. La vera carnefice della Winehouse è stata semmai la Winehouse, purtroppo.

A cura di Remì

 

The ticket purchase for “Amy – The Girl Behind the Name” is: 1) Not even gave 2) Tribute 3) In the afternoon 4) Reduced 5) Always

“Amy -The Girl Behind the Name” is a documentary written and directed by Asif Kapadia.

The film comes to life through the various items that help tell the singer. The voices are those of people close to her and are often associated with home movies.
We see a young Emy just eighteen on the springboard to success and destruction. Not the one that has led to another. On the contrary. My personal opinion is that the ending would have been little different if Amy had been any unknown.
Anyway. You see a Amy, as everyone already knew, he has been very successful but with many ghosts in the closet. Alcohol abuse. The propensity to use drugs. The propensity to romantic relationships connoted by the dynamics of “addiction”. The recklessness and, perhaps, a fund in his depressive character. The serious food problems.
To appreciate, for fans of the genre and the music, the way the director highlights the enormous and undisputed talent of the singer putting many songs and some touching interpretations.
That said the singer’s life, apart from the excesses, does not raise a lot of interest and it seems that the director takes us on roads polluted by a judgment of fund that stands out immediately: the poor victim Emy Father’s bad, indifferent, only interested in the profit statement. The poor victim Emy boy addict also only interested in money. (I note in this regard that Blake tried to commit suicide on the day of the first anniversary of his death). Or the poor Emy victim of the world media and “the show must go on chopper.”
True, the father of fact is left home when she was a child. True, the world of entertainment known to be ruthless. It is famous exhibits and often makes them vulnerable. True, her boyfriend was a drug addict and has “begun” to heroin.
But. What need drives the director to needing to find the culprit and to look at all costs outside of Amy? What is then the documentary and his dutiful neutrality, objectivity? Because it directs the viewer to these directions so clear and explicit?
The inner world of the singer takes little. Perhaps the available material was not much, or maybe Amy at the bottom was not so full of “content”.
But most do not take into account (as can be seen from one of the movie’s final sentences: “We are all guilty of his death”) the fact that there may be a personal responsibility on the choices made and roads taken.
I do not believe in the victims to 360 degrees. That is my criticism of the documentary.
There is always a choice. A devious plan to fund. Own, intimate and personal. The real perpetrator of Winehouse was rather Winehouse, unfortunately.

181) Un disastro di ragazza

un disastro di ragazza

Il biglietto d’acquistare per “Un disastro di ragazza” è : 1) Neanche regalato 2) Omaggio 3) di pomeriggio 4) Ridotto 5) Sempre

“Un disastro di ragazza” è un film del 2015 diretto da Judd Apatow, scritto da Amy Schumer, con : Amy Schumer, Bill Hader, Brie Larson, Tilda Swinton, Colin Quinn, Daniel Radcliffe.

Il più delle volte i bambini tendono ad imitare i propri genitori e a ricalcarne le orme e spesso i difetti nell’età adulta.
Se poi un padre prossima alla separazione per spiegare alle proprie figlie piccole la sua innata insofferenza alla monogamia mette in mezzo Barbie e il desiderio di volerne molte e non una sola allora non stupitevi se le vostre bambine possano diventare anche un disastro di ragazza.

Inizia in questo modo il divertente e ironico nuovo film di Judd Apatow con un lectio magistralis sulla fedeltà di un padre alle due figlie: Amy (Schumer) e Kim(Larson).
La lezione produrrà ventitre anni dopo effetti opposti facendo diventare Amy la degna discepola del padre su come sia giusto e bello cambiare partner ogni notte e tramutando invece Kim nella sua nemesi, tutta dedita alla famiglia.

Una commedia “sporca”, vivace, molto americana in corpo e in spirito che di fatto sancisce la morte delle favole in cui le fanciulle attendono languendoil Principe azzurro.
Amy si gode la vita, fa sesso, fuma , beve e mangia come camionista ed evita con cura di dormire la notte con un uomo e inoltre è un brillante giornalista in una rivista trash gestita dall’eccentrica e spumeggiante direttrice Dianna(Swinton) e ha anche un semi fidanzato ufficiale, bello , alto, muscoloso,ma sessualmente freddo di nome Steven(John Chena) . Tutto ciò sembra esserle sufficiente finchè non viene incaricata da Dianna di scrivere un articolo sul Aaron(Hader), brillante medico sportivo oltre sostenitore di medici senza frontiere.
Quanto Amy è sboccata, disinibita e predatrice invece Aaron è educato, preciso e monogamo portando inevitabilmente alla scintilla d’amore e alla nascita di un’improponibile coppia.
Una coppia che dovrà confrontarsi con i limiti e le paure di Amy nei confronti dell’amoree dovrà anche gestire la grave malattia del papà, sempre più razzista,omofobo e sessista e la conflittualità con la sorella Kim.
Non conoscevo Amy Schumer, star in ascesa della nuova commedia americana , e devo ammettere che sono stato colpito soprattutto dalle sue qualità come autrice. Infatti il testo si presenta vivace, in parte originale, ben scritto capace di regalare vari e diversi momenti comici.
Un linguaggio volutamente forte e scurrile, ma senza mai essere volgare o insulso.
Soprattutto la prima parte si rivela come una serie divertente di sketch riuscendo a formare un impianto narrativo interessante,pungente e mai banale anche se con un ritmo forse un po’ compassato.
Sensazione di lentezza narrativa che si accentua nella seconda parte in cui la commedia diventa più “romance” e prevedibile senza però perdere il suo filo rosso fatto di battute fulminanti,provocatorie e scorrette.
La regia di Apatow è di buon livello, attenta ad esaltare le doti da solita di Amy Schumer e soprattutto rompere gli argini della classica commedia americana eppure risulta un po’ televisiva e di conseguenza allungata in alcune scene facendo perdere almeno in parte mordente e incisività alla storia.
Amy Schumer è sicuramente un talento, una forza della natura e una boccata d’ossigeno artistico in un panorama cinematografico statico e povero di novità. Una recitazione molto fisica, istrionica e di pancia che convince e diverte.
La coppia con la sua “nemesi” Bill Harder si rivela azzeccata grazie alla recitazione di quest’ultimo più sfumata, meno appariscente e rumorosa, ma attenta nell’entrare in scena con i giusti tempi e ritmi.
Se il resto del cast, impreziosito da valenti Guest Star , non si non può citare per bravura e vivacità merita però una menzione speciale Tilda Swinton capace di regalare in poche scene ancora al suo pubblico alcune preziose gemme del suo vasto e poliedrico talento.
Tutti sognano l’amore vero e in fondo anche una ragazza non proprio della porta accanto può sperare di trovare il proprio principe azzurro tra una bevuta e fumata magari al Madison Square Garden.

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci,nonostante tutto”

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Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano “Essere Melvin”

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The ticket purchase for “A disaster girl” is: 1) Not even gave 2) Tribute 3) afternoon 4) Reduced 5) Always

“A disaster of girl” is a film of 2015 directed by Judd Apatow, written by Amy Schumer, with Amy Schumer, Bill Hader, Brie Larson, Tilda Swinton, Colin Quinn, Daniel Radcliffe.

Most often the children tend to imitate their parents and faithfully maintaining the tracks and often defects in adulthood.
And if a father next to the separation to explain to their young daughters his innate impatience to monogamy puts in half Barbie and the desire of wanting to many and not one then do not be surprised if your children can also become a disaster of girl.

Start this way the funny and ironic new Judd Apatow with a keynote address on the fidelity of a father to two daughters: Amy (Schumer) and Kim (Larson).
The lesson will produce opposite effects twenty-three years after making Amy become a worthy disciple of the father on how it is right and good change partners every night and instead transforming Kim in his nemesis, totally dedicated to the family.

A comedy “dirty”, lively, very American in body and in spirit that decrees the death of fairy tales in which the girls await languendoil Prince Charming.
Amy enjoys life, sex, smoke, drink and eat as a truck driver and avoids carefully to sleep at night with a man and also a brilliant journalist in a magazine run by the eccentric trash and bubbling director Dianna (Swinton) and a semi official boyfriend, handsome, tall, muscular, but sexually cold Steven (John Chena). Everything seems esserle enough until it is engaged by Dianna to write an article on Aaron (Hader), brilliant sports doctor over supporter of Doctors Without Borders.
As Amy is foul-mouthed, uninhibited and predator instead Aaron is polite, precise and monogamous inevitably leading to the spark of love and the birth of un’improponibile couple.
A couple who will have to confront the limits and fears of Amy against dell’amoree will also need the serious illness of his father, increasingly racist, homophobic and sexist and conflict with her sister Kim.
I did not know Amy Schumer, rising star of the new American comedy, and I must admit I was especially impressed by his qualities as a writer. In fact the text is vivacious, partly original, well written and able to give various different comic moments.
Language deliberately loud and vulgar, but without ever being vulgar or silly.
Especially the first part reveals itself as a series of humorous sketches managing to form a narrative interesting, pungent and never boring although at a pace perhaps a bit ‘stiff.
Feeling slow narrative that is accentuated in the second half when the play becomes more “romance” and predictable without losing its thread made of one-liners, provocative and unfair.
Directed by Apatow it is good, careful to enhance the skills of usual Amy Schumer and above all to break the banks of the classic American comedy yet is a little ‘television and consequently lengthened in some scenes by losing at least part of the bite and incisiveness history.
Amy Schumer is definitely a talent, a force of nature and a breath of fresh air in an artistic cinema scene static and lacking in novelty. A very physical acting, histrionic and belly convincing and fun.
The pair with his “nemesis” Bill Harder it worked well thanks to the recitation of the latter more nuanced, less flashy and noisy, but careful in entering the scene with the right timing and rhythm.
If the rest of the cast, embellished by talented guest stars, he can not sue for cleverness and vivacity but deserves a special mention Tilda Swinton able to give in a few scenes still to his audience some valuable gems of his vast and multifaceted talent.
Everyone dreams true love and in the end even a girl next door can not just hope to find their prince charming in a drunk and smoked maybe at Madison Square Garden.

180) Per Amor Vostro

per amor vostro

Il biglietto d’acquistare per “Per Amor Vostro” è :1) Neanche regalato 2) Omaggio 3) Di pomeriggio 4) Ridotto 5) Sempre

“Per Amor Vostro” è un film del 2015 diretto da Giuseppe M. Gaudino, scritto da Giuseppe M. Gaudino, Isabella SandriIsabella Sandri, Lina SartiLina Sarti, con :Valeria Golino, Massimo Gallo, Adriano Giannini.

“Per Amor Vostro”, ieri pomeriggio ho voluto dare fiducia al Festival di Venezia e capire se la Coppa Volpi a Valeria Golino come migliore attrice fosse meritata.

“Per Amor Vostro” non sono scappato dalla sala a metà proezione.
“Per Amor Vostro” non mi sono addormentato durante le scene più noiose e, oggettivamente, “non sense” del film.
“Per Amor Vostro” scrivo questa recensione, sperando di essere compreso.
“Per Amor Vostro” ho potuto ammirare la bellezza e vivacità degli occhi di Valeria Golino.
“Per Amor Vostro” ho potuto ammirare una diversa e amara realtà di Napoli e nello stesso tempo la forza di un popolo e la sua unicità nella continua lotta tra legalità e criminalità per sopravvivere.
“Per Amor vostro” ho scoperto il regista Guadino e il suo modo di fare cinema tra l’onirico e il surreale che, sebbene a tratti risulti difficile da comprendere, rispetto al panorama italiano profuma di diverso e innovatore.
“Per Amor Vostro” ho ascoltato una colonna sonora interessante e poliedrica che funge quasi da seconda sceneggiatura del film, oltre ad essere valido appoggio per i protagonisti.
“Per Amor Vostro” ho apprezzato la scelta registica di mostrarci un film quasi in bianco e nero perché, in fondo, ogni spettatore può decidere di colorare, a modo suo, vita e sentimenti.
“Per Amor Vostro” ho apprezzato la perfomance di Valeria Golino nel ruolo di Anna Ruotolo, magari non tanto da premiarla con la Coppa Volpi ma, senza il suo guardo, la sua fisicità e presenza, questo film sarebbe caduto nel dramma del ridicolo.
“Per Amor Vostro” ho sopportato una sceneggiatura debole e troppa tesa a incantare con gli occhi piuttosto che a soddisfare l’orecchio dello spettatore, finendo per risultare troppo esile e poco incisiva. continua  su

http://www.mygenerationweb.it/201509202647/articoli/palcoscenico/cinema/2647-per-amor-vostro-una-recensione-a-modo-mio-del-film-che-ha-trionfato-a-venezia-2015

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci, nonostante tutto”

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Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano “Essere Melvin”

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The ticket purchase for “For Your Love” is: 1) Not even gave 2) Tribute 3) In the afternoon 4) Reduced 5) Always

“For Your Love” is a film of 2015 directed by Giuseppe M. Gaudino, written by Giuseppe M. Gaudino, Isabella SandriIsabella Sandri, Lina SartiLina Sarti, with Valeria Golino, Max Gallo, Adriano Giannini.

“For Your Love”, yesterday afternoon I wanted to give confidence to the Venice Film Festival and see if the Coppa Volpi for Best Actress Valeria Golino was deserved.

“For Your Love” I did not run from the room in half proezione.
“For Your Love” I fell asleep during the scene more boring and, objectively, “nonsense” of the film.
“For Your Love” I write this review, hoping to be included.
“For Your Love” I was able to admire the beauty and liveliness of the eyes of Valeria Golino.
“For Your Love” I could see a different and bitter reality of Naples and at the same time the strength of a people and its uniqueness in the ongoing struggle between legality and crime to survive.
“For Your Love” landing net I found the director and his film-making between the dreamlike and surreal, although at times it is difficult to understand, compared to the Italian smells different and innovative.
“For Your Love” I heard an interesting and eclectic soundtrack that acts almost as a second screenplay, as well as being valuable support for the protagonists.
“For Your Love” I liked the choice of directing a film show us almost in black and white because, after all, each viewer can choose to color, in its own way, life and feelings.
“For Your Love” I liked the performance of Valeria Golino in the role of Anna Ruotolo, maybe not enough to reward them with the Volpi Cup but, without his watch, his physicality and presence, this film would be in drama ridicule.
“For Your Love” I endured a weak script and too tense to be enchanted with your eyes rather than to satisfy the ear of the viewer, only to be too thin and not very effective. continues on

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Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

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179) Tutte lo vogliono

tutte lo vogliono

Il biglietto d’acquistare per “Tutte lo vogliono” :1) Neanche regalato 2) Omaggio 3) Di pomeriggio 4) Ridotto 5) Sempre

Tutte lo vogliono” è un film del 2015 diretto da Alessio Maria Federici, scritto da : Alessandra Di Pietro, Alessio Maria Federici, Valentina Gaddi, Maria Teresa Venditti, Michela Andreozzi. Con: Enrico Brignano, Vanessa Incontrada, Giulio Berruti, Ilaria Spada, Caterina Gramaglia, Andrea Perroni e Marta Zoboli.

Tutte lo vogliono… Tranquilli, cari amici lettori, il film non parla di me e della mia inesistente vita romantica e sessuale.

Cosa vogliono le donne italiane? Soldi, famiglia? Carriera? Figli? Forse, ma al giorno d’oggi preferiscono avere un sano e soddisfacente orgasmo. Già perché oggi le donne fingono soprattutto a letto e noi uomini ovviamente siamo ultimi a rendercene conto. Un problema che affligge,statistiche alla mano, il 44% delle donne italiane, costringendole a qualsiasi tipo di terapia o strumento per tornare a provare piacere.

Da questo dato interessante e per un certo verso sorprendente prende spunto il nuovo film di Alessio Maria Federici avendo l’ambizione di raccontare il sesso entrando dentro lo spogliatoio femminile.

Un’ambizione che però, ahimè, resta tale per una sceneggiatura che nonostante sia stata scritto da ben sei stimati professionisti risulta povera, banale e scontata.

Gli autori tentano di costruire una commedia “politicamente scorretta” abbinandoci l’elemento rosa inserendo la storia d’amore tra Orazio(Brignano) “shampista” di cani e video maker come hobby e Chiara( Incontrada) food designer, quest’ultima bella quanto anorgasmica e perfettina.

Una mix mal riuscita, che fatica a prendere ritmo e regalare veri momenti comici e magari qualche spunto riflessivo.

L’improbabile storia raccontata da Orazio al suo amico scimpazè Sebastiano ricorda un po’ il Gobbo di NotreDame da un parte e dall’altra il Cyrano de Bergerac basata però su una serie di equivoci alquanto improbabili e poco realistici.

Orazio, viene infatti scambiato da Chiara per un GPS ( Generoso Partner Sessuale), a cui chiedere aiuto per risolvere il suo spinoso problema affinchè possa vivere il suo sogno d’amore con il bel Raffaello(Berrutti), facendo così una serie di gag grottesche e stantie in cui i due protagonisti scoprono di avere un affinità elettiva inaspettata.

La regia è essenziale, semplice, molto televisiva e senza particolari guizzi e acuti degni di nota.

Enrico Brignano e Vanessa Incontrada di per sé forniscono delle perfomance nel complesso dignitose e apprezzabili nel dare ai rispettivi personaggi un po’ di credibilità e colore, ma sono penalizzati ancora una volta da dei dialoghi davvero poveri e vuoti che non permettono più di tanto voli pindarici artistici

La coppia, seppure visivamente non attraente, risulta divertente e godibile mostrando una discreta affinità… continua su

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Vittorio De Agrò e Cavinato  Editore presentano “Essere Melvin”

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The ticket purchase for “All I want”: 1) Not even gave 2) Tribute 3) In the afternoon 4) Reduced 5) Always

All they want “is a film of 2015 directed by Alessio Maria Federici, written by: Alessandra Di Pietro, Alessio Maria Federici, Gaddi Valentina, Maria Teresa Venditti, Michela Andreozzi. By: Henry Brignano, Vanessa Incontrada, Giulio Berruti, Ilaria Spada, Catherine Gramaglia, Andrea Perroni and Marta Zoboli.

All they want it … Do not worry, dear readers, the film is not about me and my nonexistent romantic and sexual life.

What do women want Italian? Money, family? Career? Children? Maybe, but nowadays they prefer to have a healthy and satisfying orgasm. Yes, because today women pretend to bed and we especially men obviously we are last to realize it. A problem afflicting statistics in hand, 44% of Italian women, forcing them to any kind of therapy or instrument to return to experience pleasure.

From this information interesting and surprising to some extent inspired the new film by Alessio Maria Federici having the ambition to tell the sex entering into the girls’ locker room.

Ambition but, alas, remains so for a script that even though it was written by six respected professionals is poor, trivial and obvious.

The authors try to build a comedy “politically incorrect” abbinandoci element rose by inserting the romance between Horace (Brignano) “shampista” of dogs and video makers as a hobby and Chiara (Incontrada) food designer, beautiful as it anorgasmic and prissy.

A mix botched, which is struggling to catch the rhythm and give real comic moments and maybe some ideas thoughtful.

The unlikely story told by Horace to his friend Sebastian scimpazè reminiscent ‘The Hunchback of Notre-Dame from a side of the Cyrano de Bergerac however based on a series of misunderstandings rather unlikely and unrealistic.

Horace, is in fact exchanged by Chiara to a GPS (Generoso Sexual Partners), to ask for help to solve the thorny problem for her to live her dream of love with the beautiful Raphael (Berrutti), making a series of grotesque gags and stale in which the two protagonists discover they have an affinity unexpected.

The direction is essential, simple, very special television and no flickering and acute noteworthy.

Enrico Brignano and Vanessa Incontrada in itself provide the performance overall decent and valuable in giving their characters a bit ‘credibility and color, but are penalized again by the dialogues really poor and gaps that do not allow much flights of fancy artistic

The couple, though not visually attractive, fun and enjoyable is showing a good affinity … read on

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Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

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