145) Nati 2 Volte

“Nati 2 Volte” è un film di Pierluigi Di Lallo. Con Fabio Troiano, Euridice Axen, Marco Palvetti, Rosalinda Celentano, Lallo Circosta. Commedia, 89′. Italia 2019

Sinossi:

Maurizio è un transgender che dopo venticinque anni di autoimposto esilio a Milano è costretto a tornare al paese natale per l’improvvisa morte della madre. Questo viaggio diventa l’occasione per sciogliere i nodi legati alla sua fuga da adolescente – quando tutti a Foligno lo conoscevano come Teresa – e in particolare il legame ambiguo e mai risolto con Giorgio, il fidanzatino di un tempo a cui Maurizio inizialmente non ha il coraggio di rivelarsi, mettendo così in moto una girandola di equivoci e di situazioni tragicomiche. Sarà fondamentale l’incontro con Paula, una focosa paladina dei diritti civili. Riuscirà Maurizio a rinascere per la seconda volta?

Recensione:

In Italia tutto è possibile fuorché uscire indenni dalle “lotte con la burocrazia, che sembra divertirsi a complicare anche le pratiche più semplici. Immaginate a cosa possa andare incontro chi voglia ottenere un nuovo documento d’identità… dopo aver cambiato sesso.

È il caso di Maurizio (Troiano), protagonista del film “Nati 2 volte” di Pierluigi Di Lallo, tratto da una storia vera. Nel suo percorso di cambiamento, nessun passaggio sarà più difficile dell’ultimo: aver scritto Maurizio e non più Teresa su un documento.

Un racconto agrodolce, dove il ritorno alle origini e al paese natio assumono una forte valenza simbolica e catartica e dove agli elementi più cupi e tragici se ne affiancano altri chiaramente da commedia.

Il film è drammaturgicamente strutturato su due differenti piani di racconto, che si alternano e mescolano: quello intimo e familiare di Maurizio, decisamente più convincente e riuscito, e quello più leggero, che ruota intorno all’inusuale e buffo rapporto a tre tra il protagonista, Giorgio, il fidanzatino di un tempo, e Paula, l’attuale compagna di lui. continua su

“Nati 2 volte”: una commedia agrodolce con Fabio Troiano

144) Una Visita al Bates Motel (Guido Vitiello)

“Una Visita al Bates Motel” è un saggio scritto da Guido Vitiello e pubblicato nell’ottobre 2019 da Adelphi editore.
Sinossi:
Questa indagine nasce da una serie di indizi curiosi: un refuso rivelatore – Psyche invece di Psycho – nel primo trafiletto che annunciava il nuovo progetto di Hitchcock. Una statuetta di Amore e Psiche di Canova che s’intravede in una scena del film. Una sibillina dichiarazione del regista, che presentò Psycho alla stampa come un’«escursione nel sesso metafisico». Continua con un’ispezione dei luoghi del delitto ormai disabitati: il Bates Motel e la casa arcigna in cima alla collina, che Hitchcock volle allestire come gallerie d’arte o Wunderkammern. E diventa una visita guidata che si svolge, con i brividi di prammatica, fra il bric-à-brac degli arredi cupi, e sotto l’occhio impassibile di uccelli impagliati. Una stanza dopo l’altra, il detective Vitiello – e dietro di lui, lo spirito di un Hitchcock mistagogo e sornione – ci aiutano a vedere la spettrale dimora vittoriana di Psycho come un musée imaginaire dell’erotica misterica, per le cui stanze si inseguono tre cicli mitologici infernali: Amore e Psiche, Orfeo ed Euridice, Demetra e Persefone. E una scoperta sorprendente e a suo modo sinistra, alla quale tutto sommato vorremmo sottrarci. Ma forse è troppo tardi: come avremmo dovuto sapere prima ancora di aprire il libro, infatti, dal regno infero di Norman Bates non si esce con la stessa facilità con cui si entra.
Recensione:
Può un “diversamente ignorante ” scrivere una recensione letteraria?
Ogni volta che termino di leggere un libro, un saggio mi pongo questo quesito
Se da una parte ho il timore di poter scrivere delle profonde sciocchezze.
Dall’altra parte le sfide impossibili rappresentano il mio pane quotidiano
Mi ero ripromesso di non farlo per il rispetto, stima ed affetto che nutro nei confronti dell’autore.
Ma il senso del dovere o se preferite il proverbiale egocentrismo ha prevalso.
Ergo,
Caro Guido Vitiello
beccati questa mini recensione sul tuo nuovo libro
#UnaVisitaAlBatesMotel edito da Adelphi Edizioni è una vera figata
Il buon Guido Vitiello è riuscito nella magistrale impresa di rendere appassionante, avvolgente , intrigante quanto misteriosa una dotta e sofisticata lezione d’arte e di critica cinematografica.
#UnaVisitaAlBatesMotel consente al lettore /spettatore l’originale e preziosa opportunità di rivedere, riconsiderare con occhi diversi il pauroso #Psycho di Sir Alfred Hitchcock.
Guido Vitiello unendo talento, creatività e cultura firma un testo comprensibile, affascinante e dal ritmo incalzante.
#UnaVisitaAlBatesMotel si “divora” in pochi giorni lasciandoti con l’impellente desiderio di rivedere subito la pellicola.
#UnaVisitaAlBatesMotel è un appuntamento irrinunciabile per tutti gli appassionati, fan di Psycho e soprattutto della penna dell’amico Guido

143) I Love shopping a Natale (Sophie Kinsella)

“I Love shopping a Natale” è un romanzo scritto da Sophie Kinsella e pubblicato il 15 ottobre 2019 da Mondadori Editore.
Sinossi:
Becky Bloomwood adora il Natale. Il rito è identico ogni anno: l’invito a casa dei suoi genitori, le canzoni tradizionali ripetute fino allo sfinimento, la mamma che finge di aver fatto lei il pudding e i vicini di casa che puntualmente si ripresentano con i loro orrendi maglioni a tema per bere insieme un bicchiere di sherry. Ma stavolta lo scenario cambia: i genitori di Becky si sono temporaneamente trasferiti a Shoreditch, il quartiere londinese più modaiolo del momento, e le chiedono di organizzare il Natale a casa sua. In fondo qual è il problema? Sarà sicuramente in grado di farlo, figuriamoci! Ora Becky vive in campagna con Luke e la piccola Minnie, vicino alla sua amica Suze, e lavora nel negozio annesso alla sua splendida e antica residenza di famiglia. Anche se non rinuncia alle scorribande nei negozi londinesi, lo shopping online è la sua nuova frontiera e sapere di poter fare acquisti da casa in ogni momento, semplicemente con un clic, è per lei molto rassicurante. Poco importa se deve procurarsi un tacchino vegano per la sorella Jess, se vuole a ogni costo trovare regali personalizzati per tutti o se il vestito che ha scelto le è troppo stretto: Becky coglie questa occasione come una vera e propria missione. Dal Duemila, anno in cui è uscito il primo “I love shopping”, a oggi il modo di fare acquisti è molto cambiato: la rete è entrata prepotentemente nella nostra vita e in questo romanzo Sophie Kinsella ha saputo cogliere i nuovi tic e comportamenti di tutti noi attraverso il racconto delle situazioni esilaranti e spesso paradossali in cui Becky puntualmente si ritrova. Perché la sua massima soddisfazione è guardare quanto ha risparmiato approfittando di sconti più o meno reali, e mai una volta quanto ha speso.

Recensione
Se da una parte il Natale è la festività cattolica più attesa e sentita, dall’altra rappresenta laicamente per molti di noi il momento più nevrotico quanto difficile dell’anno.
Eh già Natale significa cena in famiglia, scambio di doni e l’immane sforzo di non mandare al diavolo parenti ed amici.
Organizzare la cena della Viglia può rivelarsi un’impresa titanica se bisogna accontentare ogni capriccio /desiderio degli invitati.
Natale è amore, pace, salvezza, ma financo sfoggio di pazienza e self control.
Ci voleva la graffiante ed ironica penna di Sophie Kinsella per rendere meno stressante e più sopportabile le prossime festività natalizie.
Ma soprattutto ci voleva lo scoppiettante ritorno di Becky Brandon “nata” Bloomwood e della celebre saga de “I Love shopping” per regalare un carico di risate e leggerezza al lettore.
“I Love shopping a Natale” non delude le aspettative dei fan riproponendo la collaudata ed efficace struttura narrativa dei precedenti romanzi, senza però percepire l’usura del tempo od avere la sensazione di leggere una storia scontata e monotona.
La bravura della Kinsella consiste esattamente nel trasmettere ogni volta nuovo brio, forza ai suoi personaggi aggiungendo nuove e significative sfumature caratteriali ed umane.
Il lettore si trova così piacevolmente immerso dentro la storia, felice di ritrovare la cara e vecchia Becky, ma allo stesso tempo diversa, più matura, più sensibile, generosa.
Becky è maturata, cresciuta rispetto all’inizio della saga. È una mamma, una moglie, un ‘amica, una confidente.
Sophie Kinsella ci racconta le peripezie natalizie della nostra protagonista alternando momenti esilaranti e buffi ad altri più intimi e seri, evidenziandone determinazione, tenacia al limite della follia, ma altresì una rara dolcezza ed umanità.
“I love shopping a Natale” va considerato “un usato garantito” capace di rinnovarsi, suscitare interesse, divertimento e la giusta dose d’emozione e colpi di scena. Dimostrando come le buone idee e una valente penna possano sopravvivere agli anni e soprattutto adattandosi ai cambiamenti della società e dello shopping.
Becky Brandon nata “Bloomwood” rimane un modello da seguire per lo shopping anche all’epoca degli acquisti on line.

142) The Breadwinner – I racconti di Parvana

Il biglietto da acquistare per “I racconti di Parvana – The Breadwinner” è:
Nemmeno regalato. Omaggio. Di pomeriggio. Ridotto. Sempre.

“I Racconti di Parvana – The Breadwinner” è Un film di Nora Twomey. Con Saara Chaudry, Laara Sadiq, Shaista Latif, Ali Badshah, Noorin Gulamgaus. Animazione, 94’. Canada, Irlanda, 2017

Tratto dall’omonimo romanzo di Deborah Ellis

Sinossi:

La storia di Paryana, 11 anni, che cresce sotto il governo del Taliban, nell’Afghanistan del 2001. Quando il padre viene ingiustamente arrestato,Paryana si traveste da ragazzo per aiutare la famiglia. Con intrepida perseveranza, si dà forza grazie alle storie raccontate dal padre, fino a rischiare la propria vita pur di scoprire se è ancora vivo. Emozionante ed affascinante, The Breadwinner è un racconto entusiasmante e senza tempo sul potere trascendentale e taumaturgico delle storie.

Recensione:

I film di animazione non sono più opere per bambini, ma hanno pari dignità e forza e cose da dire di qualsiasi altro genere di pellicola. Non ci credete? Allora non potete perdere “I racconti di Parvana – The Breadwinner” di Nora Twomey, prodotto da Angelina Jolie, presentato ad Alice nella città 2018.

Una pellicola toccante, emozionante, tragica, necessaria, profonda, che ha il merito storico oltre che artistico di raccontare con chiarezza e semplicità, in un modo accessibile a tutti, la condizione di vita delle donne afghane sotto il regime talebano.

In realtà non è necessario andare molto lontano per trovare esempi di diritti negati, molestie, crimini nei confronti delle donne. Leggendo l’elenco dei femminicidi nel nostro Paese si ha davanti un vero e proprio bollettino di guerra. I politici promettono di cambiare le cose, ma tutto sembra restare tragicamente uguale a prima.

Eppure noi siamo occidentali, mica talebani! Ma cosa conosciamo del regime e della vita delle persone in Medio Oriente? Forse saprete che, in Afghanistan, dal 2001 a tutte le donne è stato imposto di indossare il burqa. Oltre a questo?

Non possiamo farcene una colpa, ma è raro che questioni sociali così lontane ci coinvolgano davvero, soprattutto se si è giovani, poco disposti a riflettere sui diritti altrui. continua su

“The Breadwinner”: la lotta di una ragazza afghana contro l’oppressione

141) Rambo Last Blood

 

Il biglietto da acquistare per “Rambo – Last blood” è:
Neanche regalato (con riserva). Omaggio. Di pomeriggio. Ridotto. Sempre.

“Rambo -Last Blood” è un film di Adrian Grunberg. Con Sylvester Stallone, Paz Vega, Louis Mandylor, Óscar Jaenada, Joaquín Cosio. Azione, 100′. USA 2019

Sinossi:

John Rambo si è ritirato in Arizona, presso la tenuta di famiglia dove vive con la domestica e amica Maria e con la nipote Gabrielle, entrambe di origini messicane. L’uomo è più integrato che mai, tanto che aiuta anche la forestale nel corso di una alluvione, ma è sempre tormentato dai fantasmi della guerra, infatti vive in un ampio labirinto di tunnel che ha scavato sotto il terreno del ranch. Gabrielle sta per andare al college, ma un’amica trasferitasi in Messico le ha detto di aver trovato suo padre e la ragazza vorrebbe conoscerlo. John e Maria non sono d’accordo, ma Gabrielle non si lascerà convincere e finirà in grave pericolo, obbligando lo zio a imbracciare ancora una volta le armi.

Recensione:

Chi scrive non è mai stato un grande fan della saga di Rambo, pur avendone apprezzato il valore cinematografico e il significato narrativo e simbolico, soprattutto nei primi film.

Il personaggio di John Rambo ha entusiasmato generazioni di spettatori, incarnando la figura dell’uomo deluso e ferito dalle false promesse del governo, e rappresentando un monito contro l’inutilità della guerra, soprattutto quella intrapresa in nome della pace.

Ma anche l’invincibile Rambo invecchia e il valoroso soldato, dopo tante sanguinose battaglie, ha deciso di ritirarsi nel suo ranch in Arizona, illudendosi di trovare un po’ di pace dai demoni del passato. Ma quando la nipote della domestica, che considera una di famiglia, viene rapita non ha altra scelta che imbracciare di nuovo il fucile…

“Rambo – Last blood” non è altro che il racconto di una spietata, sanguinaria e tragica vendetta privata. La sceneggiatura, purtroppo, è povera, scialba, infarcita di pregiudizi e luoghi comuni, soprattutto sul Messico e sui messicani (che hanno provocato molte polemiche al momento dell’uscita del film negli Stati Uniti). Anche i riferimenti ambientalisti e sociali risultano forzati, eccessivi. continua su

“Rambo – Last blood”: un film che punta sullo splatter e poco altro

140) Questione di Costanza (Alessia Gazzola)

“Questione di Costanza” è un romanzo scritto da Alessia Gazzola e pubblicato da Longanesi Editore il 21 ottobre 2019

Sinossi:
“Verona non è la mia città. E la paleopatologia non è il mio mestiere. Eppure, eccomi qua. Com’è potuto succedere, proprio a me? Mi chiamo Costanza Macallè e sull’aereo che mi sta portando dalla Sicilia alla città del Veneto dove già abita mia sorella, Antonietta, non viaggio da sola. Con me c’è l’essere cui tengo di più al mondo, sedici chili di delizia e tormento che rispondono al nome di Flora. Mia figlia è tutto il mio mondo, anche perché siamo soltanto io e lei… Lo so, lo so, ma è una storia complicata. Comunque, ce la posso fare: in fondo, devo resistere soltanto un anno. È questa la durata del contratto con l’istituto di Paleopatologia di Verona, e io – che mi sono specializzata in Anatomia patologica e tutto volevo fare tranne che dissotterrare vecchie ossa, spidocchiare antiche trecce e analizzare resti centenari – mi devo adattare, in attesa di trovare il lavoro dei sogni in Inghilterra. Ma, come sempre, la vita ha altri programmi per me. Così, mentre cerco di ambientarmi in questo nebbioso e gelido inverno veronese, devo anche rassegnarmi al fatto che ci sono delle scelte che ho rimandato per troppo tempo. Ed è giunto il momento di farle. In fondo, che ci vuole? È questione di coraggio, è questione di intraprendenza… E, me lo dico sempre, è questione di Costanza.”

Recensione:
Va riconosciuta un’ ammirevole quanto creativa testardaggine alla Dott.ssa Alessia Gazzola nel volersi smarcare dalla sua ingombrante quanto simpatica “creatura” letteraria: Alice Allevi
Il successo editoriale e televisivo de “L’Allieva” non ha infatti placato l’estro, la voglia di sperimentare, stupire ed emozionare dell’autrice messinese.
Il suo “primo” tentativo con il romanzo “Lena e la Tempesta” uscito nel Maggio 2019, nonostante il consenso ed i premi ottenuti, sinceramente non mi aveva convinto.
Lasciandomi la sensazione di un’emancipazione autoriale parzialmente riuscita.
Così come confesso che nell’approcciarmi alla lettura “Questione di Costanza” avevo il timore di ritrovarmi di fronte ad una copia messinese di Alice Allevi o comunque qualcosa di già ampiamente visto.
Invece la cara Gazzola, ancora una volta, mi ha piacevolmente sorpreso sul piano narrativo e stilistico.
Ho “divorato in soli due giorni” “Questione di Costanza” rimanendo incantato da una storia capace di coniugare brillantemente una scrupolosa quanto appassionante indagine storica /scientifica con i problemi esistenziali e romantici della bella e rossa protagonista: Costanza Macallè
Costanza Macallè non è Alice Allevi anche se potrebbe apparire come una sorta di “sorella maggiore”.
Costanza è un personaggio più maturo, realistico, meno sognatrice.
Costanza è una mamma single desiderosa di dare il meglio alla propria figlia sperando di non fare troppo casini. Ma è altresì una giovane donna alla ricerca di una propria dimensione professionale e magari sentimentale.
“Questione di Costanza” è una lettura piacevole, lineare, ben scritta, sostenuta da un ritmo e pathos narrativo crescente.
“Questione di Costanza” mi ha maggiormente colpito nella sua parte storica in cui Alessia Gazzola dimostra di possedere grande confidenza e padronanza della materia.
Il lettore rimane intrigato dall’indagine condotta da Costanza e dai suoi colleghi, costruita e sviluppata in modo rigoroso quanto comprensibile.
Ci piace vedere la Macallè in campo medico sapendo che buon parte di tale naturalezza e dinamicità derivi dall’esperienza personale e professionale della Gazzola stessa.
“Questione di Costanza” ha il giusto equilibrio narrativo tra leggerezza e serietà consentendo al lettore di non annoiarsi mai durante la lettura.
Ci sentiamo stavolta di considerare decisamente vinta la scommessa letteraria di Alessia Gazzola.
Riteniamo che Costanza Macallè possa avere la stessa fortuna editoriale se non di più di Alice Allevi.
Andiamo oltre nel sostenere nei prossimi libri magari non sarà strettamente necessario inserire un CC od in questo caso un ex amante (Marco) pensando che non si possa rinunciare all’aspetto romance.
Dott.ssa Alessia Gazzola ci stupisca ancora.

139) La società signorile di massa (Luca Ricolfi)

“La società signorile di massa” è un saggio scritto da Luca Ricolfi e pubblicato nell’ottobre 2019 da “La Nave di Teseo”

Sinossi:
Come può una società signorile essere anche di massa? Con questa paradossale definizione, Luca Ricolfi introduce una nuova, forse definitiva, categoria interpretativa, che scardina le idee correnti sulla società in cui viviamo. Oggi, per la prima volta nella storia d’Italia, ricorrono insieme tre condizioni: il numero di cittadini che non lavorano ha superato ampiamente il numero di cittadini che lavorano; l’accesso ai consumi opulenti ha raggiunto una larga parte della popolazione; l’economia è entrata in stagnazione e la produttività è ferma da vent’anni. Questi tre fatti, forse sorprendenti ma documentabili dati alla mano, hanno aperto la strada all’affermazione di un tipo nuovo di organizzazione sociale, che si regge su tre pilastri: la ricchezza accumulata dai padri, la distruzione di scuola e università, un’infrastruttura di stampo para-schiavistico. Luca Ricolfi compone un ritratto senza alcun giudizio morale, per nulla ideologico ma chiaro e spietato. Un libro che pone alcune domande essenziali: l’Italia è un caso unico o anticipa quanto accadrà su larga scala in Occidente? E, soprattutto, qual è il futuro di una società in cui molti consumano e pochi producono?
Recensione:
“Signori si nasce non si diventa” recita un popolare proverbio.
Il grande Totò lo rese celebre con la consueta ironia “. ed io modestamente lo nacqui”.
Saggezza popolare ed ironia purtroppo non sono sufficienti a nascondere il preoccupante impatto sociologico, culturale, economico derivante dalla lettura del nuovo saggio del prof Luca Ricolfi.
“La società signorile di massa” fin dall’efficace quanto furbo titolo spinge il lettore ad immergersi in un testo tecnico, complesso quando scritto in modo chiaro, esaustivo e pieno di dati scientifici. considerazioni filosofiche, antropologiche e culturali.
“L’Italia è ferma”, “il nostro è un Paese a crescita zero”, “L’Italia è un paese vecchio e senza futuro”. Sono queste alcune delle frasi o se vogliamo “slogan” che sovente sentiamo pronunciate dal politico di turno nei talk show per accreditare la propria tesi denunciando le malefatte dell’avversario.
Ma al netto della propaganda politica, quanto di queste frasi sono vere. Siamo veramente un Paese fermo?
Luca Ricolfi conduce un ‘analisi rigorosa, approfondita e soprattutto scevra da qualsiasi interesse politico sull’involuzione sociale, arretramento culturale e decrescita economica che sta spingendo la nostra società verso il baratro economico e sociale.
“La società signorile di massa” è un arguto ossimoro nell’evidenziare come le nuove generazioni vivano erodendo “il tesoretto” accumulato dai nonni e padri senza preoccuparsi di produrre una fonte di reddito alternativa.
Ricolfi fotografa un Paese in cui i disoccupati sono in maggioranza rispetto ai lavoratori e con i primi che spendono e spandono in beni di lusso, vacanze e benefit incompatibili con il loro attuale status.
Viviamo un’insostenibile condizione da “giovin signore” sfruttando la manodopera straniera soprattutto d’origine extracomunitaria affidandogli le mansioni più umili e massacranti oltre che mal pagati.
“La società signorile di massa” è un preciso, ponderato, motivato j’accuse fondato sui numeri, elaborazioni statiche e confronti con altre nazioni europee.
Ricolfi con intelligenza, maestria e professionalità ci spiega, illustra, certifica come da tanti decenni ormai “Re sia nudo” nella totale incoscienza collettiva.
Impegnati esclusivamente a soddisfare il proprio egoismo e badi bene non individualismo perché in tal caso potrebbero, almeno, emergere dei talenti, personalità capaci di distinguersi e magari di produrre reddito e crescita.
Paradossalmente, chiosa Ricolfi, di fronte all’avanzare indiscriminato di questa società signorile di massa, i “veri “ricchi tendono a ritirarsi, a scomparire volendo evitare qualsiasi contatto con questa società fastidiosa e sovraesposta.
L’Italia è destinata ad affondare come il Titanic continuando su questo insano stile di vita e d’erosione del capitale primario. Ma anziché ascoltare le note di una malinconica orchestra su un ponte, al massimo dovremmo accontentarci di una suoneria di un costoso cellulare d’ultima generazione.

138) Pachidermi e Pappagalli ( Carlo Cottarelli)

“Pachidermi e Pappagalli” è un saggio scritto da Carlo Cottarelli e pubblicato il 7 Novembre 2019 da Feltrinelli Editore

Sinossi:
Questo libro parla di come la realtà economica viene percepita e, soprattutto, di come si voglia farla percepire. Parla di false informazioni che circolano ormai da parecchio tempo e sono considerate verità assolute, fuori discussione: costituiscono, per molte persone, la realtà. Una volta le si chiamava “palle” o “bufale”. Oggi si chiamano “fake news”. Ci sono i pregiudizi sulle banche, che non prestano soldi perché se li vogliono tenere e che ci è toccato salvare con 60 miliardi di soldi pubblici. Ci sono le invenzioni sui tecnocrati, incapaci e corrotti, che ci hanno fatto entrare nell’euro a un cambio sbagliato. Ci sono quelle sulle pensioni, secondo cui i problemi del nostro sistema previdenziale non derivano dall’invecchiamento della popolazione e dal crollo delle nascite, ma dalla perfidia di qualche ministro dell’austerità. E poi ci sono le bugie sull’Europa e sul complotto dei poteri forti, oscure potenze nordiche che vogliono affamare i Paesi mediterranei. Spesso le bufale contengono elementi di verità. Però, se vogliamo capire l’economia italiana e quella mondiale, è importante separare la verità dalle esagerazioni create ad arte sui social e anche sui media tradizionali per indirizzare l’opinione pubblica secondo strategie ben definite. A qualcuno, forse, conviene che le cose non cambino. Con un’analisi limpida e schietta, Carlo Cottarelli ci aiuta a distinguere il vero dal falso e a riconoscere le bufale che compromettono la nostra capacità di scegliere.
Recensione:
Bufale, fake news, manipolazione mediatica, disinformazione . Quante volte in questi anni abbiamo letto, ascoltato queste parole sui giornali, nei talk show e soprattutto sui social media?
Tante, troppe volte.
Chi, come il sottoscritto, ammette la “propria ignoranza” in campo politico, economico, giuridico e financo finanziario fatica non poco a districarsi nella valanga di bugie, mezze verità e bufale costruite e diffuse quotidianamente in modo scientifico e professionale.
Una bufala è “percepita” dall’uomo della strada come più credibile rispetto ad una rigorosa quanto noiosa verità.
Parafrasando il buon Collodi gli italiani sembrano irrimediabilmente rinchiusi dentro un Mondo di Bufale. Persuasi dal gatto e la volpe dell’incompetenza a demonizzare il malcapitato grillo parlante di turno.
Viviamo in una società in cui chi cerca di spiegare, divulgare e fare chiarezza è preso di mira fino alla strenua di “nemico del popolo”.
In un clima d’odio e d’ignoranza dilagante, esistono ancora persone coraggiose, testarde e soprattutto realmente preparate che non si rassegnano a questo “nuovo Medioevo”.
Carlo Cottarelli da anni combatte questa “perfida” quanto “paradossale” guerra contro la disformazione e la propaganda economica e finanziaria che sta avvelando i pozzi del sapere con il grave e serio rischio di compromettere il futuro del nostro Paese.
“Pachidermi e Pappagalli” è una lettura chiara, precisa, puntuale che consente anche al lettore /cittadino più sprovveduto e distratto di comprendere da dove e soprattutto perché sono ideate e “fabbricate” queste bufale.
Cottarelli utilizza un linguaggio semplice, diretto nello spiegare, analizzare ed evidenziare tutte le contradizioni e falsità inserite dentro una bufala.
“Pachidermi e Pappagalli” più che un saggio va visto semmai come una colta e brillante autopsia eseguita su una vittima eccellente: la verità.
“il medico finanziario” Cottarelli esamina, verifica, conducendo un’analisi lucida ed incalzante portando alla luce tutti i misfatti compiuti sulla povera vittima.
Il lettore di qualunque colore politico non potrà comunque non apprezzare lo sforzo scientifico ed onestà intellettuale messe in campo da Cottarelli nell’ offrire una prospettiva diversa ed ampia su tante tematiche scontanti e controverse.
“Pachidermi e Pappagalli” è una lettura consigliata quanto indispensabile per far uscire gli italiani dal mondo delle Bufale.

137) Ti Regalo le Stelle (JoJo Moyes)

“Ti regalo le stelle” è un romanzo scritto da JoJo Moyes e pubblicato nell’ottobre 2019 da Mondadori .

Sinossi:
1937. Quando Alice Wright decide impulsivamente di sposare il giovane americano Bennett van cleve, lasciandosi alle spalle la sua famiglia e una vita opprimente in Inghilterra, è convinta di iniziare una nuova esistenza piena di promesse e avventure nel lontano Kentucky. Presto però le sue rosee aspettative e i suoi sogni di ragazza si scontrano con una realtà molto diversa. Costretta a vivere sotto lo stesso tetto con un suocero invadente, il dispotico proprietario della miniera di carbone locale, Alice non riesce a instaurare un vero rapporto con il marito e le sue giornate diventano sempre più tristi e vuote. Così, quando scopre che in città si sta costituendo un piccolo gruppo di donne volontarie il cui compito è diffondere la lettura tra le persone disagiate che abitano nelle valli più lontane, lei decide con entusiasmo di farne parte. La leader di questa biblioteca ambulante a cavallo è margery o’hare, una donna volitiva, libera da pregiudizi, figlia di un noto fuorilegge, una donna autonoma e fiera che non ha mai chiesto niente a nessuno, tanto meno all’uomo che ama. Alice trova in lei una formidabile alleata, un’amica su cui può davvero contare, specie quando il suo matrimonio con Bennett inizia inevitabilmente a sgretolarsi. Altre donne si uniranno a loro e diventeranno note in tutta la contea come le bibliotecarie della wpa packhorse Library. Leali e coraggiose, cavalcheranno libere sotto grandi cieli aperti e attraverso foreste selvagge, affrontando pericoli di ogni genere e la disapprovazione dei loro concittadini per portare i libri a persone che non ne hanno mai visto uno, allargando i loro orizzonti e cambiando la loro vita per sempre. Ispirato a una storia vera, ti regalo le stelle è una dichiarazione d’amore per la lettura e i libri. Un romanzo indimenticabile, appassionato e romantico le cui pagine volano, coinvolge e commovente il lettore.
Recensione:
“Si ha sempre paura di ciò che non si conosce” sosteneva il saggio Osho
Noi ci permettiamo d’aggiungere che altresì l’ignoranza ed il pregiudizio sono gli alleati più preziosi per chi pensa di poter vivere e lucrare sulla pelle degli ultimi.
La cultura, l’aggiornamento, la presa di coscienza di sé e dei propri diritti rappresentano le basi di una società moderna , equa, giusta.
Chi si sforza nella diffusione della cultura esortando alla lettura per uscire dal buio dell’ignoranza viene visto dagli sfruttatori come una pericolosa minaccia.
Se poi questa minaccia assume sembianze femminili, ecco che questi gruppi di potere temono un duplice e preoccupante attacco allo status quo.
“Ti regalo le stelle” di Jo Jo Moyes è una storia di libertà. emancipazione e coraggio tutta al femminile in cui le nostre protagoniste affronteranno una dura quanto faticosa battaglia contro una società arretrata, conservatrice, maschilista e soprattutto diffidente alla novità.
Queste eroine o sarebbe più giusto definire Amazzoni della letteratura , cosi diverse tra loro, quante fermamente unite nell’improbo compito di realizzare una biblioteca itinerante cavalcando nel profondo e montuoso Kentucky non potranno non conquistare il lettore
Queste giovani donne sfidando le ottuse convenzioni che regolano la vita della comunità troveranno la forza per ribellarsi anche al loro angusto ed infelice destino cementando un reciproco e sincero legame di amicizia e d’affetto.
JoJo Moyes pur spiazzando le sue numerose fan con una storia ben diversa dai precedenti libri, riesce a mantenere sempre vivo l’interesse e l’attenzione con un stile appassionato, potente quanto fluido e funzionale.
“Ti regalo le stelle” regala emozioni e colpi di scena alternando dramma al romance financo spunti sociali e storici dentro uno script mai banale o scontato.
Un mix drammaturgico ben scritto e creativamente calibrato nell’evidenziare le doti umani e forti personalità di ogni personaggio.
“Ti regalo le stelle” è una lettura consigliata a chi ama i libri e soprattutto a chi ogni giorno lotta con le “armi” del sapere e dell’istruzione affinchè il mondo possa essere un luogo migliore.

136) La Belle Epoque

Il biglietto da acquistare per “La belle époque” è:
Neanche regalato. Omaggio. Di pomeriggio. Ridotto. Sempre (con riserva).

“La Belle Epoque” è Un film di Nicolas Bedos. Con Daniel Auteuil, Guillaume Canet, Doria Tillier, Fanny Ardant, Pierre Arditi. Commedia, 110′. Francia 2019

Sinossi:

Victor e Marianne sono sposati e “inversi”: lui vorrebbe ritornare al passato, lei andare avanti. Disegnatore disoccupato che rifiuta il presente e il digitale, Victor è costretto a lasciare il tetto coniugale. A cacciarlo è Marianne, psicanalista dispotica che ha bisogno di stimoli e ne trova di erotici in François, il migliore amico di Victor. Vecchio e disilluso, Victor accetta l’invito della Time Traveller, una curiosa agenzia che mette in scena il passato. A dirigerla con scrupolo maniacale è Antoine, che regala ai suoi clienti la possibilità di vivere nell’epoca prediletta grazie a sontuose scenografie e a un gruppo di attori rodati. Tutto è possibile, bere un bicchiere con Hemingway o sparare sull’aristocrazia del XVIII secolo. Victor sceglie di rivivere il suo incontro con Marianne, una sera di maggio del 1974 in un café di Lione (“La belle époque”). Sedotto dal fascino dell’attrice che interpreta la sua consorte a vent’anni, Victor col passato trova il futuro.

Recensione :

L’amore è eterno, finché dura. Il matrimonio è la tomba dell’amore, e l’unica guerra in cui dormi col nemico. Potremmo continuare a scrivere ovvietà e luoghi comuni sulla vita coniugale e su quanto questa venga sempre più guardata con diffidenza mista a vero e proprio terrore.

Eppure ci sono ancora persone convinte che sia possibile amare e sopportare “finché morte non ci separi” il proprio partner. Uno di questi è il regista francese Nicolas Bedos che due anni dopo il brillante esordio “Un amore sopra le righe”, torna a scavare nei sentimenti, nelle dinamiche e negli alti e bassi di una coppia sposata da lungo tempo in “La belle époque”, presentato alla Festa del cinema di Roma nella sezione Tutti ne parlano.

Il film è un divertente, spassoso, graffiante, sincero quanto sensibile e delicato omaggio alla vita coniugale, a quella scommessa che è l’amore, una scommessa che si rinnova giorno dopo giorno. E al contempo, anche un ritratto dei tempi che cambiano, perché oggi la crisi matrimoniale non è detto arrivi solo dopo pochi anni, ma può colpire anche coppie “storiche”.

“La belle époque” è una storia di tradimenti, separazioni, riappacificazioni e rinnamoramenti, un mix originale tra “Ritorno al futuro”, “Se mi lasci ti cancello” e “The Truman Show” che commuove e diverte lo spettatore.

Merito di una sceneggiatura intensa e credibile che inizialmente si concentra sulla crisi coniugale di Victor (Auteuil) e Marianne (Ardant) per poi allargarsi, con furbizia, anche a quella di Antoine (Canet) e Margot (Tiller). continua su

“La belle époque”: un gioiellino registico, narrativo e interpretativo