122) This Beautiful Fantastic

Il biglietto d’acquistare per “This Beautifil Fantastic” è: Ridotto.

“This Beautiful Fantastic” è un film del 2016 scritto e diretto da Simon Aboud, con : Jessica Brown Findlay, Tom Wilkinson, Andrew Scott, Jeremy Irvine, Anna Chancellor, Sheila Hancock, Charlotte Asprey, Paul Blackwell.

Chi lo dice che possedere il pollice verde sia una bella cosa? Anzi, aggiungiamo che esistono molte persone allergiche al polline, ai fiori e altri che trovano noioso e superfluo dover tenere piante e fiori sul balcone di casa.
Poi esiste anche quella categoria di persone che soffrono in modo patologico gli spazi aperti e non amano la natura-
Sono dei mostri!.Direte voi. Ebbene sareste in errore, perché a quest’ultima categoria appartiene, a pieno titolo, la giovane e bella protagonista della nostra storia: Bella Brown (Findlay).
Bella ha avuto un’‘infanzia difficile in un orfanotrofio, essendo stata abbandonata dai genitori appena nata.
Considerata strana ed eccentrica dai suoi coetanei, Bella ha trovato conforto e calore nella lettura dei libri.
Bella, forse per via della sua vita solitaria, ha costruito intorno a sé una vita schematica e ripetitivo, fino a diventare quasi patologico, nell’essere ossessiva e maniacale.
Si è trasferita in una semplice casa, al cui interno ovviamente regna l’ordine e la pulizia, mentre il caos e l’incuria sono evidenti nel delizioso giardino esterno
Bella è anche un’anima gentile e ha il sogno di diventare una scrittrice di romanzi per bambini. Ed in attesa di trovare la giusta ispirazione, è felice di poter lavorare nella biblioteca cittadina gestita dall’austera e rigida direttrice Bramble (Chancellor).

La sua schematica e tranquilla esistenza è minacciata dal padrone di casa che le intima di sistemare il giardino, pena lo sfratto entro un mese.
Bella è così costretta ad affrontare e vincere la sua più grande fobia, ma per una volta non da sola.
Infatti ad aiutarla in questa difficile impresa ci sono il burbero e anziano inquilino della porta accanto, Alfie Stephenson (Tom Wilkinson), vedovo disincantato e orticoltore esperto pur di poter contare sul talento culinario del suo ex cuoco Vernon(Scott). Quest’ultimo è stato incautamente licenziato da Alfie, e ora alle dipendenze di Bella, oltre a che prendersi cura delle sue due figlie piccole.
Nei momenti che non trascorre con il vicino di casa a piantare, potare e sradicare erbacce, Bella mentre lavora in biblioteca conosce un eccentrico inventore occhialuto di nome Billy Trantor (Irvine), con cui avrà inizio prima un’amicizia e poi una dolce e romantica storia d’amore.
“This Beautiful Fantastic” è infatti una favola moderna dove la nostra protagonista scopre finalmente l’affetto di una famiglia sui generis e l’amore per un principe azzurro strampalato.
È anche però la storia di una bella e ruvida amicizia, tra Bella e Alfie, dove la prima, senza accorgersene, diventa non solamente l’allieva del secondo sull’amore per il giardinaggio, ma soprattutto la figlia che l’uomo, rimasto vedovo, non ha mai avuto.
“This Beautiful Fantastic” è una commedia delicata, intensa, quanto semplice e lineare nella sua drammaturgia, ma capace comunque di coinvolgere ed emozionare il pubblico.
Jessica Brown Findlay, per il sottoscritto una piacevole sorpresa, è bella quanto brava e credibile nel ruolo di Bella, che come scrive nelle note di regia lo stesso Aboud “è difficile evitare il confronto con Audrey Tautou, protagonista dell’indimenticabile l film “Il favoloso mondo di Amelie” di Jean- Pierre Jeunet.
Ma noi ci permettiamo d’aggiungere che la Bella di Findlay rispetto alla Amelie della Tautou, ha maggiore forza, personalità e profondità sul piano psicologico ed emotivo.
Se Jessica è stata una piacevole sorpresa, vedere ed ammirare Tom Wilkinson nel ruolo del burbero vicino, è stata l’ennesima e felice conferma del talento, esperienza e poliedricità del grande attore britannico. continua su

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Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano “Essere Melvin”

 

121) King Arthur-il potere della spada

Il biglietto da acquistare per “King Arthur – Il potere della spada” è: Nemmeno regalato. Omaggio (con riserva). Di pomeriggio. Ridotto. Sempre.

Un film di Guy Ritchie. Con Charlie Hunnam, Jude Law, Katie McGrath, Annabelle Wallis, Astrid Berges-Frisbey, Aidan Gillen, Eric Bana. Avventura, 126′. USA 2017

Miti e leggende riescono a trasmettersi nei corsi dei millenni, attraversando indenni le epoche, perché racchiudono un messaggio, offrono un esempio da seguire.

Prendiamo il caso di Re Artù. Non sappiamo se il prode condottiero bretone sia esistito davvero o se sia solo frutto dell’immaginazione, ma la sua storia – l’infanzia infelice, Excalibur estratta dalla roccia, l’amore per Ginevra, Camelot e la tavola rotonda – ha incantato intere generazioni.

Quanti film e cartoni animati abbiamo visto con protagonisti Artù e i suoi cavalieri? Tanti, forse troppi, e alcuni davvero da dimenticare.

Guy Ritchie non ha resistito alla tentazione e ha deciso di cimentarsi a sua volta con questa gloriosa leggenda, riscrivendola questa volta in chiave pop e moderna, e puntando molto sull’elemento fantasy.

Il risultato? “King Arthur – Il poter della spada” è una rivisitazione in chiave fantastica che ha l’ambizione di spiegare al pubblico le origini di Re Artù.

Perché Arthur è un ragazzo povero e senza radici quando tira fuori Excalibur dalla roccia? Ritchie parte da questa domanda per costruire il suo film. continua su

http://paroleacolori.com/king-arthur-il-potere-della-spada-rivisitazione-fantasy-del-celebre-mito/

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci, nonostante tutto”

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120) Alien Covenant

Il biglietto da acquistare per “Alien: Covenant” è: 1)Nemmeno regalato; 2)Omaggio; 3)Di pomeriggio; 4)Ridotto; 5)Sempre.

Un film di Ridley Scott. Con Michael Fassbender, Katherine Waterston, James Franco, Billy Crudup, Danny McBride, Demián Bichir. Fantascienza, 121′. USA 2017

Chi siamo? Da dove veniamo? Dove siamo diretti? Sono i grandi quesiti che da sempre l’uomo si è posto.

Ridley Scott, colto da crisi esistenziale sulla sua creatura “Alien”, ha deciso di fornirci delle adeguate risposte sull’origine del mostro più rock della storia del cinema.

I fan della saga sono stati felici della scelta, mentre il resto del mondo probabilmente avrebbe potuto vivere senza.

Dopo che due anni fa il filosofico e arzigogolato “Prometheus” aveva lasciato piuttosto fredda la critica e deluso in parte il pubblico, il buon Ridley nel secondo atto dell’annunciata trilogia ha messo da parte l’esistenzialismo tornando, almeno sulla carta, alle origini, ovvero a far paura.

“Alien Covenant” è ambientato dieci anni dopo gli eventi narrati in Prometheus.

Una missione di colonizzazione su larga scala è partita per raggiungere il pianeta Origae-6, sull’orlo estremo della galassia. A bordo dell’astronave Covenant sono in 2000, addormentati artificialmente. Su di loro veglia l’androide Walter (Fassbender).

L’iper-sonno dell’equipaggio e la tranquillità del viaggio vengono interrotti dalla violenta esplosione di una stella che distrugge le vele di raccolta di energia della Covenant, provocando decine e decine di morti, tra cui quella del comandante ancora ibernato (Franco).

L’incidente spinge il nuovo comandante (Cudrup) a modificare i piani della missione facendo approdare i superstiti su quello che sembra essere un paradiso inesplorato, un Eden con montagne coperte di nuvole e alberi altissimi, più vicino di Origae-6 e potenzialmente altrettanto valido.

Guidati dall’esperta di terraformazione Daniels (Waterston) e assistiti da Walter, le persone scese a terra si imbattono nella carcassa di una nave aliena schiantata, ignari del pericolo che vi si nasconde.

Il gruppo, seguito a distanza ravvicinata dall’androide David, unico superstite della spedizione Prometheus, identico nell’aspetto al sintetico Walter, dovrà lottare fino allo stremo delle forze per resistere agli attacchi delle mostruose creature che ha inavvertitamente risvegliato.

Con questo episodio, il sesto della serie, Ridley Scott si avvicina sempre di più alla rivelazione sulle misteriose origini della madre di tutti gli alieni, il letale xenomorfo del primo Alien. continua su

http://paroleacolori.com/alien-convenant-ridley-scott-riflette-sulle-origini-della-sua-creatura/

Roberto Sapienza presenta “Ninni, mio padre”

119) Maltese -il romanzo del commissario

Una serie ideata da Leonardo Fasoli, Maddalena Lavagni. Con Kim Rossi Stuart, Rike Schmid: Elisa Ripstein, Antonio Milo, Valeria Solarino, Francesco Scianna, Michela Cescon. Drammatico, poliziesco. 2017

1 serie – 8 puntate (90′)

Nuovo mese, nuova fiction in casa Rai, nuovo protagonista, ma con alcuni elementi che potrebbero suonarvi familiari. Lui infatti è un commissario, e la storia è ambientata in Sicilia.

Sì, lo so, caro teledipendente, la tv pubblica, mai come in questa stagione, sembra essere diventata la casa degli sbirri. Sono già sfilati sul piccolo schermo Rocco Schiavone, Giuseppe Lojacono e “I Bastardi di Pizzo Falcone”, l’ispettore Leonardo Caglistro de “La porta Rossa”, Montalbano e l’ispettore Coliandro.

Una lista di tutori dell’ordine che più diversi non si potrebbe, tutti però a loro modo carismatici.

C’è forse un maggiore desiderio di legalità, nel pubblico? Ne dubitiamo, ma sicuramente gli italiani hanno bisogno di eroi normali, come lo sono i servitori dello Stato capaci, anche se per finzione, di trovare sempre il colpevole.

Dall’8 maggio per quattro settimane su Rai uno avremo modo di conoscere e quasi sicuramente di apprezzare un “nuovo” commissario, Dario Maltese interpretato da Kim Rossi Stuart. Il personaggio torna in tv dopo un’assenza di tredici anni, tanto è passato dalla miniserie a lui dedicata.

Attenzione, anche se l’ambientazione è siciliana, non pensate di vedere solo una copia sbiadita del commissario Montalbano, perché le due serie sono prodotti assai diversi.

Uguale per entrambe è il produttore, Carlo degli Esposti con la sua Palomar, garanzia di qualità. Ma dopo questo, prevalgono le differenze.

La prima è temporale. Le indagini di Montalbano sono ambientate nella Vigata di oggi; con Maltese, invece, faremo un salto indietro nel tempo fino al 1976.

La seconda è geografica. Se con il personaggio di Camilleri abbiamo imparato ad amare la Sicilia Orientale (Scicli, Modica, Ragusa), con Maltese avremo la possibilità di conoscere quella Orientale e in particolare Trapani e dintorni.

continua su

http://paroleacolori.com/maltese-kim-rossi-stuart-nel-romanzo-del-commissario/

118) Richard – Missione Africa

Il biglietto d’acquistare per “Richard, missione Africa” è: Di pomeriggio (Con Riserva).

“Richard, missione Africa” è un film d’animazione del 2017 diretto da Toby Genkel e Reza Memari e scritto da Reza Memari.

.“Richard, missione Africa” è un film emozionante, sincero, divertente e capace di conquistare e far sorridere sia i piccoli quanto i grandi.
Il film ha ottenuto il patrocinio della Lipu, associazione per la conservazione della natura, la tutela della biodiversità, la promozione della cultura ecologica in Italia, e sarà presentato in anteprima nazionale al Future Film Festival.
Richard – Missione Africa contribuirà inoltre a sostenere Twins International Onlus, realtà attiva da 10 anni con i progetti Alice for Children, che aiutano oltre 2500 bambini, nelle baraccopoli di Korogocho e Dandora, alla periferia di Nairobi, e nella terra dei masai alle Falde del Kilimanjaro in Kenja.
Non importa quale sia la tua famiglia d’origine o chi tu sia per la carta d’identità.
Sono le tue azioni, sentimenti e volontà a determinare te stesso e l’appartenenza a una comunità.

Richard è un passerotto rimasto tragicamente orfano, che viene cresciuto amorevolmente da una famiglia di cicogne. Non gli è mai passato per la testa di non essere una cicogna anche lui, ma quando i suoi genitori adottivi e il fratellastro, cominciano a prepararsi per la lunga migrazione verso l’Africa, devono dirgli la verità: un passerotto non può affrontare un viaggio così lungo. Con la tristezza nel cuore sono costretti a lasciarlo indietro. Richard però non vuole mollare solo perché non è più sotto la loro protezione, così decide di partire per l’Africa per conto suo e dimostrare finalmente che è una vera cicogna. Per fortuna ad aiutarlo ci sono Olga, un gufetto extralarge e il suo amico immaginario Oleg. Così, dopo aver liberato Kiki, un pappagallo prigioniero dentro una gabbia di un bar, ma che sogna di esibirsi al Festival di Sanremo, prende il via una vivace avventura, in cui i tre amici di piuma scopriranno che il volo più bello da compiere è quello fatto insieme, sostenendosi l’uno con l’altro come una vera famiglia.

Reza Memari firma una sceneggiatura semplice, lineare, garbata, intensa e profonda. Ha anche il merito, con sensibilità e talento, d’ introdurre tematiche complesse e attuali come il concetto di famiglia e diversità in un film per bambini, usando un linguaggio corretto e mai eccessivo o fuorviante.
Il maggiore limite di una sceneggiatura decisamente apprezzabile riguardo proprio il passerotto Richard, tanto tenero e simpatico, quanto però  debole sul piano narrativo nella sua sfida/avventura di crescita e di consapevolezza di sé stesso. continua su

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Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci, nonostante tutto”

 

117) On The Milky Road

Il biglietto da acquistare per “On the milky road” è: 1)Neanche regalato; 2)Omaggio; 3)Di pomeriggio; 4)Ridotto; 5)Sempre.

Un film di Emir Kusturica. Con Monica Bellucci, Emir Kusturica, Sergej Trifunovic, Predrag Manojlovic, Maria Darkina. Drammatico, 125’. 2016

Titolo originale: Na mlijecnom putu.

Ci sono due modi per portare il tema della guerra sul grande schermo: ricorrere al realismo oppure usare la fantasia e la creatività.

Il regista serbo Emir Kusturica, qui anche nelle vesti di attore protagonista, sceglie la seconda strada per parlare della guerra dei Balcani nel suo film “On the milky road” (Sulla Via Lattea), presentato in concorso a Venezia dopo oltre quattro anni di lavorazione.

Lo spettatore, fin dalla prima scena, è trasportato in un paesino della Bosnia colpito dal conflitto, ma che conserva le sue tradizioni, in un paesaggio a cavallo tra fiaba e realtà.

Un lattaio (Kusturica) attraversa quotidianamente i campi di battaglia cavalcando il suo asino e sfuggendo al tiro incrociato dei fronti opposti. Nel villaggio in cui vive c’è una ragazza che lo vorrebbe sposare e che, nel frattempo, sta organizzando il matrimonio per il fratello eroe di guerra. Per far ciò ha fatto arrivare una donna di madre italiana e padre serbo (Bellucci) che attrae immediatamente l’attenzione del lattaio. Ha inizio così una storia di passione che deve confrontarsi con la follia del conflitto armato.

Nel film di Kusturica si respira al contempo la voglia di vivere e di amare propria di ogni generazione e l’atmosfera tipica di una guerra civile, con il rumore dei proiettili del fuoco incrociato dei nemici. continua su

http://paroleacolori.com/biennale-di-venezia-in-concorso-on-the-milky-road/

Roberto Sapienza presenta “Ninni, mio padre”

116) Sole cuore amore

Il biglietto da acquistare per “Sole cuore amore” è : 1)Neanche regalato; 2)Omaggio (con riserva); 3)Di pomeriggio; 4)Ridotto; 5)Sempre.

Un film di Daniele Vicari. Con Isabella Ragonese, Francesco Montanari, Eva Grieco, Francesco Acquaroli, Giulia Anchisi. Drammatico, 113′. Italia 2016

Il lavoro è un diritto sancito dalla Costituzione eppure oggi capita ancora di morire, per tenersi un posto mal pagato e usurante.

Daniele Vicari con il suo nuovo film “Sole cuore amore” passa dalla violenza del G8, per certi versi straordinaria, raccontata nell’intenso “Diaz”, a quella quotidiana che l’uomo comune è chiamato a sopportare se vuole sopravvivere.

Non inganni il titolo, che richiama quello del tormentone musicale di Valeria Rossi in voga qualche estate fa, perché qui la parola d’ordine è realismo.

Eli (Ragonese), sposata con Mario (Montanari), disoccupato, e madre di quattro figli, è costretta ogni giorno ad alzarsi alle 4.30 del mattina per raggiungere il bar dove lavora. Lì ad aspettarla c’è Nicola (Acquaroli) , il proprietario cinico e burbero.

Eli e Mario sono una coppia serena, nonostante le difficoltà economiche, una coppia che si ama e si prende cura con affetto dei figli.

Eli è una donna positiva, forte, sorridente e soprattutto una lavoratrice instancabile. La sua amica del cuore, Vale (Grieco), talentuosa ballerina, cerca di guadagnarsi il pane lavorando in modesti locali e soprattutto di riconquistare la stima della madre (Cruciani).

L’amicizia tra le due donne è il vero fil rouge del film, che però fatica a decollare e a coinvolgere lo spettatore a causa di un impianto forse più teatrale e di un ritmo troppo compassato e lento.

Vicari firma una sceneggiatura che punta a raccontare la straordinarietà dell’uomo comune che ogni giorno si alza da letto e lotta per far quadrare i conti e al contempo per il suo diritto a godersi la famiglia.

Una storia che è al contempo un atto d’accusa, anche se non nelle intenzioni del regista, nei confronti del mondo del lavoro moderno, che non tutela l’individuo e anzi lo spinge ai limiti estremi.

Isabella Ragonese si rivela un’interprete solida, esperta e di personalità, dando al suo personaggio una precisa identità e soprattutto un’anima. Una performance che potrebbe valerle una nomination ai prossimi David di Donatello. continua su

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Roberto Sapienza presenta “Ninni, mio padre”

 

 

115) Qualcosa (Chiara Gamberale)

“Qualcosa” è un romanzo scritto da Chiara Gamberale, illustrazioni di Tuono Pettinato, edito nel 2017 da Longanesi Editore.

C’è “qualcosa” di nuovo nell’aria? No.
Forse avvertite allora “Qualcosa” di bello?
Neanche
Magari sentite “Qualcosa” di diverso?
No.
Insomma “Qualcosa” è tra noi, svegliatevi.
È infatti arrivato il nuovo, divertente e poetico romanzo di Chiara Gamberale.
Anche questa volta Chiara Gamberale dà prova del suo talento, creatività e soprattutto sensibilità ed umanità scrivendo sulla carta una favola per bambini, magistralmente illustrata da Tuono Pettinato, ma di fatto rendendo la lettura idonea anche soprattutto per gli adulti.
La protagonista della nostra storia è Qualcosa di Troppo; sì, proprio questo è il suo nome. Una scelta inevitabile per i suoi genitori: re Qualcosa di Importante e della sua sposa Una di Noi, di fronte all’incontenibile energia, forza e vivacità mostrata dalla figlia fin dalla nascita. Qualcosa di troppo non stai mai ferma, chiede, vuole, tormenta i genitori e ogni componente della corte.
Vuole parlare, essere ascoltata, mangiare, giocare e mille altre cose ancora. Il risultato qual è? I coetanei Abbastanza la evitano o al più la sopportano per via dell’alto lignaggio. Ma la vita e il destino, ahimè, non guardano il titolo nobiliare e, a volte, riserbano amare sorprese. Succede anche a Qualcosa di Troppo che, a soli tredici anni, perde l’amata mamma. Il dolore è immenso e per la prima volta la principessa prova un senso di vuoto, anzi un buco proprio al posto del cuore. Così mentre anche il re piange l’amata sposa, Qualcosa di Troppo è alle prese con un immenso dolore e, naturalmente, il suo è un dispiacere troppo forte, troppo grande.
La nostra amica non sa come porre rimedio a questo grande e terribile dolore, nonostante l’amato padre le dica che la madre è sempre presente nel suo cuore.
Qualcosa di Troppo cerca rifugio negli studi per trovare una risposta alle parole dette dal Re, ma neanche i libri sembrano darle conforto.
Qualcosa di Troppo, arrabbiata e ferita nell’anima, fugge via dal palazzo reale, trovandosi in apparenza sola nel mezzo della foresta, quando magicamente incontra il buffo e misterioso Cavaliere Niente, e iniziando un’amicizia sui generis che segnerà per sempre l’esistenza della giovane principessa.
Il Cavalier Niente diventa, suo malgrado, il Grillo Parlante e il mentore di Qualcosa Troppo, pronto a sostenerla, rimproverarla ogni volta che la principessa crede d’aver trovato l’amore e soprattutto la serenità con un aspirante marito.
Il lettore legge con entusiasmo e piacere le sfortunate vicende amorose di Qualcosa di Troppo e come da ogni delusione la protagonista seppure con dolore tragga spunto per comprendere meglio sé stessa e correggendo gli eccessi del suo carattere, fino a maturare diventando una giovane donna.
Chiara Gamberale mostra con abilità e sapienza al lettore quanto sia difficile e complesso il processo di maturazione e di presa di coscienza e come lo stesso dolore per la perdita di un genitore o le delusioni d’amore facciano parte del percorso di crescita.
“Il Tempo è galantuomo” recita un saggio proverbio e nel caso della nostra protagonista quando ne coglie appieno il significato, concedendosi il tempo di riflettere sulle cose e su sé stessa anziché di inseguirle vanamente, può finalmente essere solamente “Qualcosa” e soprattutto sentirsi pronta per realizzare qualcosa di vero e duraturo con l’uomo giusto.

114) Gold

Il biglietto da acquistare per “Gold – La grande truffa” è: 1)Nemmeno regalato; 2)Omaggio; 3)Di pomeriggio; 4)Ridotto (con riserva); 5)Sempre.

Un film di Stephen Gaghan. Con Matthew McConaughey, Edgar Ramirez, Bryce Dallas Howard, Macon Blair, Adam LeFevre. Avventura, 121′. USA 2016

Chi trova un amico trova un tesoro. Ma: Non è tutto oro quello che luccica.

Basterebbero questi proverbi per sintetizzare il film “Gold – La grande truffa” di Stephen Gaghan con protagonista l’irriconoscibile premio Oscar Matthew McConaughey, ma il caporedattore Turillazzi mi risponderebbe serafica: “Non provocare l’ira degli Dei – alias la mia – e scrivi una recensione degna di tale nome”, e quindi…

Oggi una persona, per potersi definire ricca, deve possedere immobili, azioni, compartecipazioni in fondi, deve aver fondato un impero oppure una star up di successo, ed essere ammesso nei salotti buoni di tutto il mondo.

Eppure questa tipologia di ricchezza è assolutamente volatile, basta un conflitto, un crollo in borsa ed ecco che ci si ritrova in un attimo poveri in canna. L’oro e gli altri metalli preziosi sembrano, invece, meno effimeri…

“Gold” racconta la storia vera di Kenny Wells (McConaughey), uomo d’affari da anni in cerca di fortuna, senza successo.

Kenny ha ereditato dal padre una florida società d’estrazione di metalli preziosi, portandola in pochi anni vicina al fallimento. Determinato ed ambizioso, lotta con tutto se stesso per evitare il tracollo.

Nella sua disperata impresa è sostenuto dalla fidanzata di sempre Kay (Howard), che lo mantiene e ospita a casa sua.

Finché Kenny, deciso a giocarsi l’ultima carta, impegna i gioielli della donna per volare in Indonesia e convincere il noto geologo Mike Acosta (Ramirez) a sostenere la ricerca e dopo l’estrazione del più grande giacimento d’oro della storia, presumibilmente nascosto nella giungla.

Quando tutto sembra perduto, Kenny sul punto di morire di malaria, Mike gli comunica che le analisi hanno dato esito positivo riscontrando traccia del prezioso metallo.

Ha inizio così una folle, entusiasmante corsa verso l’Olimpo per i due soci, pronti a conquistare Wall Street con una società appetita dai grandi investitori e soprattutto dai risparmiatori.

Sebbene “Gold – La grande truffa” venga presentato come vicino a “Wall Street” di Oliver Stone e “The wolf of Wall Street” di Martin Scorsese, per alcune tematiche comuni, a nostro parere sul piano drammaturgico ha un’identità più intimistica.

Il fulcro della pellicola, infatti, è il desiderio di Kenny di essere all’altezza dell’illustre e rimpianto padre. Come dice lo stesso protagonista: “Per me non sono mai contati i soldi, quanto arrivare ad essere un esempio come cercatore d’oro”. continua su

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Roberto Sapienza presenta “Ninni, mio padre”

113) Codice Unlocked

Il biglietto da acquistare per “Codice unlocked” è: 1)Nemmeno regalato; 2)Omaggio; 3)Di pomeriggio; 4)Ridotto; 5)Sempre.

Un film di Michael Apted. Con Noomi Rapace, Orlando Bloom, Micheal Douglas, Toni Collete, John Malkovich. Azione, 98′. USA 2017

Il terrorismo al cinema mi ha annoiato, stancato, è diventato banale e persino macchiettistico.

Potreste accusarmi di essere diventato più estremista del solito, ma se, mano sulla coscienza, pensate alle decine e decine di sceneggiature che negli ultimi anni si sono susseguite sul tema non sentite di dovermi dare un po’ ragione?

Il nemico prima si chiamava Al Qaeda, adesso Isis. In ogni caso gli antagonisti delle pellicole sono cattivi, brutti e sporchi, naturalmente islamici, e minacciano la tranquillità di noi occidentali, buoni, onesti ed eroici.

Ultimamente le menti degli autori hanno virato sul piano drammaturgico, veicolando l’idea no global che alcuni atti terroristici siano decisi dagli stessi servizi segreti per fomentare la paura nell’opinione pubblica e far in modo che si accetti qualsiasi legge, anche a discapito della propria privacy.

Non si può negarlo: il cinema, almeno quello dei grandi studios, sembra aver perso per strada l’onere di raccontare la verità, preferendo modificarla per creare prodotti commerciali, spesso miseri e noiosi. continua su

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Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano “Essere Melvin”

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