102) Robinson Crusoe

robinson crusoe

Il biglietto d’acquistare per “Robinson Crusoe” è :1) Neanche regalato 2) Omaggio 3) Di pomeriggio 4) Ridotto 5) Sempre.

“Robinson Crusoe” è un film d’animazione del 2016 diretto da Vincent Kesteloot e Ben Stassen, scritto da Chris Hubbell, Sam Graham, Dominic Paris.

Negli ultimi anni i film d’animazione si sono rivelati più adatti più a un pubblico adulto, dimenticando quali fossero i veri destinatari di questi prodotti: i bambini.

Lo scorso settembre tutti noi abbiamo applaudito la bellezza e soprattutto la complessità della storia di “Inside Out” al punto che non pochi avevano auspicato l’inserimento del film Disney nella cinquina degli Oscar come miglior film.

Solo poche settimane su questo sito ho scritto come il live –action “Il libro della Giungla”, sempre della Disney, fosse stato talmente vivida e reale da mettere quasi paura e oggettivamente adatto ai dei bambini di almeno dieci anni.

Ero così curioso di vedere questo film d’animazione per valutare in quale range collocarlo.

Quanti di voi conoscono la storia di Robinson Crusoe? Pochi? E se vi scrivessi le parole: naufrago, isola deserta, andrebbe meglio?

Tutti sognano di vivere su un ‘isola deserta e d’aver visto almeno una volta il film “Castway” di Zemeckis ispirato al celebre romanzo di Daniel Defoe.

Per molti è coinvolgente e interessante immedesimarsi nell’uomo privato di ogni comodità e capace di adattarsi e vincere la sfida di Madre Natura.

Robinson Crusoe rappresenta, nell’immaginario collettivo, l’abilità e ingegno umano risolvendo ogni avversità climatica e logistica.

Fino ad oggi lo spettatore ha sempre visto la storia dal punto di vista del celebre naufrago. In vero però l’isola non è mai stata veramente deserta essendoci gli animali.

Gli sceneggiatori decidono in maniera originale di raccontare la storia dalla prospettiva animale e come loro reagiscono nell’intrusione di un essere umano sulla loro isola. continua su

http://www.nuoveedizionibohemien.it/index.php/appuntamento-al-cinema-robinson-crusoe-2/

Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano “Essere Melvin”

http://www.ibs.it/code/9788899121372/de-agrograve/essere-melvin-tra.html

The ticket purchase for “Robinson Crusoe” is: 1) Not even given 2) Tribute 3) afternoon 4) Reduced 5) Always.

“Robinson Crusoe” is an animated film of 2016 directed by Vincent Kesteloot and Ben Stassen, written by Chris Hubbell, Sam Graham, Dominic Paris.

In recent years the animated film were more suited to a more adult audience, forgetting what were the real recipients of these products: children.

Last September we all applauded the beauty and especially the complexity of the story of “Inside Out” to the point that many had hoped the inclusion of the Disney movie of the five Oscars for Best Picture.

Just a few weeks on this website, I wrote how the live -action “The Jungle Book”, also from Disney, it was so vivid and real that it almost put fear and objectively suitable for children of at least ten years.

I was so curious to see this animated film to assess how the range place.

How many of you know the story of Robinson Crusoe? Few? And if you were writing the words: shipwreck, desert island, it would be better?

Everyone dreams of living on a ‘desert island and have seen at least once the film “Castway” Zemeckis inspired by the famous novel by Daniel Defoe.

For many it is engaging and interesting empathize private man with every comfort and able to adapt and overcome the challenge of Mother Nature.

Robinson Crusoe is, in the collective imagination, skill and human ingenuity solving any climatic adversity and logistics.

Until now the audience has always seen the story from the point of view of the famous castaway. In truth, however, the island was never really there being deserted animals.

The writers decided in an original way of telling the story from the animal perspective and how they react, Intrusion of a human being on their island. continues on

http://www.nuoveedizionibohemien.it/index.php/appuntamento-al-cinema-robinson-crusoe-2/

Vittorio De Agro and Cavinato Publisher feature “Being Melvin”

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101) Il Ministro

il ministro

Il biglietto d’acquistare per “Il Ministro” è : 1) Neanche regalato 2) Omaggio 3) Di pomeriggio 4)Ridotto 5) Sempre.

“Il Ministro” è un film del 2016 scritto e diretto da Giorgio Amato con: Gianmarco Tognazzi, Alessia Barela, Fortunato Cerlino, Edoardo Pesce, Jun Ichikawa, Ira Fronten.

L’Italia che tipo di nazione è diventata?

La moralità e l’onestà sono davvero dei meri slogan da usare solamente in campagna elettorale?

Corruzione, ambizione e sesso sembrano esserei veri perni fondanti della nostra società e gli unici mezzi per ottenere qualcosa.

Esagero? Forse avrò una mentalità da Savonarola, ma osservando le cronache quotidiane di come il malcostume imperversi è difficile avere un atteggiamento liberal.

L’Italia di oggi sembra aver dimenticato Tangentopoli e la sua spinta popolare di pulizia e rigore, consentendoa i nostri politici come i miglior lupi, di rivelare un vero talento nel praticare il vizio dell’abuso di potere.

Giorgio Amato, al suo terzo film, ha deciso di scrivere e mettere in scena una commedia, che gli americani chiamerebbero “black commedy”, mostrando i limiti e la pochezza dell’essere italiano.

Negli ultimi tempi il cinema italiano sta scoprendo il gusto di ambientare le pellicole all’interno di un salotto o sala da pranzo come ad esempio “Dobbiamo Parlare di Sergio Rubini” e l’acclamato “Perfetti Sconosciuti di Paolo Genovese” per raccontare le criticità e i lati oscuri di una coppia.

Nel caso de “Il Ministro” lo spettatore segue invece le vicende dell’imprenditore Franco Lucci (Tognazzi), afflitto dalla crisi della sua azienda, e impegnato aottenere un’importante commessa ministeriale convincendo il potente ministro Rolando Giardi (Carlino) a firmare le carte.

Per salvare la propria azienda Lucci organizza una cena a casa sua e con l’aiuto della vegana moglie Rita (Barela) e dello spregiudicato cognato Michele (Pesce) mira a creare tutte le condizioni necessarie per raggiungere lo scopo.

In tal senso Lucci garantisce al voluttuoso Giardi non solo una ricompensa economica (mazzetta) al momento della firma, ma la possibilità di trascorrere una notte di sesso con una fascinosa escort.

Sembra un piano ben escogitato e privo di rischi, sennonché alla cena, a sorpresa, si presenta come accompagnatrice del ministro, la sveglia e furba cinese Zhen (Ichikawa), studentessa di teologia e ballerina di burlesque per mantenersi agli studi.

E’una serata organizzata e studiata in chiave maschile e godereccia, presenti anche canne e droghe, trasformandosi in un gioco di potere in cui le donne lentamente assumono il comando delle operazioni.

Un cambiamento di prospettiva e mentalità radicale per cui l’autore desidera esprimere il suo sostegno alle qualità e talenti della donna e non soltanto per il loro aspetto fisico. continua su

http://www.nuoveedizionibohemien.it/index.php/appuntamento-al-cinema-il-ministro/

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci, nonostante tutto”

 

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html

The ticket purchase for “The Minister” is: 1) Not even given 2) Tribute 3) afternoon 4) Reduced 5) Always.

“Minister” is a 2016 film written and directed by George Amato: Gianmarco Tognazzi, Alessia Barela, Fortunato Cerlino, Edoardo Pesce, Jun Ichikawa, Ira Fronten.

Italy what kind of nation has become?

Morality and honesty are really mere slogans to be used only during the election campaign?

Corruption, ambition and sex seem esserei real founding studs of our society and the only means to get something.

I exaggerate? Maybe I will have a mentality Savonarola, but watching the daily news of how the raging malpractice is difficult to have a liberal attitude.

Italy today seems to have forgotten Tangentopoli and its popular pressure cleaning and rigor, consentendoa our politicians how best wolves, to reveal a real talent in practicing vice abuse of power.

George Amato, in his third film, he decided to write and stage a play, that the Americans would call “black comedies”, showing the limits and the paucity of being Italian.

Recently, the Italian cinema is discovering the taste of setting the film in a living room or dining room such as “We must speak of Sergio Rubini” and the acclaimed “Perfect Strangers of Paul Genovese” to describe the critical and dark sides of a pair.

In the case of “Minister” the viewer instead follows the events entrepreneur Franco Lucci (Tognazzi), afflicted by the crisis of his company, and committed aottenere major contract ministerial convincing the powerful minister Rolando Giardi (Carlino) to sign the papers .

To save your company Lucci organizes a dinner at his home and with the help of the vegan wife Rita (Barela) and the unscrupulous brother Michael (Fish) aims to create all conditions necessary to achieve the purpose.

In this sense Lucci guarantees voluptuous Giardi not only an economic reward (bribe) at the time of signature, but the chance to spend a night of sex with a charming escort.

It looks like a well-devised plan and risk-free, except that at the dinner, surprise, looks like escort of the minister, the alarm clock and Chinese smart Zhen (Ichikawa), a student of theology and burlesque dancer to finance their studies.

It is a party organized and studied in male key and enjoyable, also present rods and drugs, turning into a power play in which women slowly take command of operations.

A radical change in perspective and mindset to which the author wishes to express his support to the qualities and talents of the woman and not only for their physical appearance. continues on

http://www.nuoveedizionibohemien.it/index.php/appuntamento-al-cinema-il-ministro/

Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

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100) La Foresta Dei Sogni

gus van sant

Il biglietto da acquistare per “La foresta dei sogni” è: 1)Neanche regalato; 2)Omaggio; 3)Di pomeriggio; 4)Ridotto; 5)Sempre.

Un film di Gus Van Sant. Con Matthew McConaughey, Naomi Watts, Jordan Gavaris, Ken Watanabe, Katie Aselton. Drammatico, 110’. 2015.

Cosa può portare un uomo a pensare di togliersi la vita? Depressione, infelicità, mal di vivere, o semplicemente la stanchezza per un’esistenza che è solo noia e routine?

È difficile darsi una risposta, eppure il pensiero di uscire di scena, stanchi di ascoltare i lamenti dell’anima, è passato almeno una volta per la mente di più persone di quante possiamo immaginare. Tanti pensano al suicidio, ma solo pochi arrivano davvero a compiere l’atto estremo.

Attenzione, qui nessuno vuole elogiare l’istinto suicida, ma solo provare a raccontare perché l’anima dell’uomo decida di smettere di lottare.

C’è una foresta in Giappone, la Aokigahara, dove ogni anno arrivano centinaia di persone infelici da tutto il mondo per porre fine alle proprie sofferenze terrene. Un luogo bellissimo e allo stesso tempo misterioso, dove si pensa di cogliere l’abbraccio consolatorio della Natura o, per chi ci crede, di Dio. La vita è un dono, eppure per molti può trasformarsi in un autentico calvario interiore.

Il regista Gus Van Sant ha voluto, in maniera coraggiosa, avventurarsi in un campo difficile quanto controverso. Esiste un limite sottile tra libero arbitrio e fede. Quali dei due è più forte? Quale prevale nell’uomo nel momento più drammatico di un’esistenza?

Un tema affascinante dal punto di vista narrativo e drammaturgico, almeno sulla carta. Purtroppo il modo con cui lo sceneggiatore Sparlinh ha scritto l’intreccio e il regista ha poi messo in scena la storia ne ha drasticamente ridotto il potenziale. continua su

Al cinema: La foresta dei sogni

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci,nonostante tutto”

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The ticket to buy for “The Forest of Dreams” is: 1) Not even a present; 2) Tribute; 3) In the afternoon; 4) Reduced; 5) Always.

A Gus Van Sant movie. With Matthew McConaughey, Naomi Watts, Jordan Gavaris, Ken Watanabe, Katie Aselton. Drama, 110 ‘. 2015.

What can lead a man to think of suicide? Depression, unhappiness, pain of living, or simply fatigue for an existence that is only boredom and routine?

It is difficult to give an answer, and yet the thought of leaving the scene, tired of listening to the laments of the soul, has passed at least once for the mind to more people than we can imagine. So many want to commit suicide, but only a few actually come to accomplish the ultimate.

Attention, here no one wants to praise the suicide instinct, but only try to tell because the soul of man decides to stop fighting.

There is a forest in Japan, the Aokigahara, where every year hundreds of unhappy people come from around the world to put an end to their earthly suffering. A beautiful place and at the same time mysterious, where it is thought to seize the comforting embrace of nature, or, for those who believe, God. Life is a gift, but for many can become an authentic inner ordeal.

Director Gus Van Sant wanted, so brave, venture into a difficult field as controversial. There is a thin line between free will and faith. Which of the two is stronger? What prevails in man in the most dramatic moment of an existence?

A fascinating subject from the narrative point of view and dramatic, at least on paper. Unfortunately, the way in which the writer Sparlinh wrote the plot and the director then staged the story has drastically reduced the potential. continues on

Al cinema: La foresta dei sogni

Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

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99) La Coppia dei Campioni

La coppia dei campioni

Il biglietto d’acquistare per “La Coppia dei Campioni” è : 1) Neanche regalato 2) Omaggio 3) Di pomeriggio 4) Ridotto 5)Sempre.

“La Coppia dei Campioni” è un film del 2016 scritto e diretto da Giulio Base, con: Massimo Boldi, Max Tortora e Anna Maria Barbera.
Gentili Massimo Boldi e Max Tortora,
Chi vi scrive è un vostro semplice e affezionato fan. Sono cresciuto guardando vostri film al cinema e in televisione. Avete reso la mia esistenza più allegra e colorata permettendomi il lusso di qualche sorriso nonostante la realtà fosse spesso brutta e ostile.
Non è per nulla facile scrivere queste poche righe su questo film perché non solo perche non mi considero un critico cinematografico, ma soprattutto perché sono un estimatore del vostro talento e ammiro la Vostra carriera e professionalità.
Siete due grandi artisti e riuscire a far ridere, lo ritengo davvero un’arte per pochi.
Ciò premesso non posso non evidenziare, a malincuore, che la Vostra ultima fatica cinematografica, la prima come coppia artisica, sia davvero deludente.
Lo dico con rispetto e con la viva delusione di un fan accanito che stamattina con curiosità e desiderio ho scelto di vedere in anteprima il film.
Eppure ho rispetto nei confronti dei miei due lettori e tradirei il patto di fiducia e lealtà che ci lega, negando le evidenti criticità narrative e strutturali della pellicola.
Ho avuto modo di vedere apprezzare i precedenti lavori di Giulio Base e confesso di essere in imbarazzo nel dover sottolineare come in quest’occasione abbia sbagliato quasi tutto.
Mi dispiace ma il film non funziona nè come commedia né quantomeno come opera melanconica o di costume.
La sceneggiatura è piena di luoghi comuni, scialba, prevedibile e in alcuni parti risulta eccessiva e volgare. continua su

http://www.nuoveedizionibohemien.it/index.php/cinema-lettera-aperta-al-duo-boldi-tortora-coppia-dei-campioni/

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci,nonostante tutto”

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The ticket purchase for “The Champions Couple” is: 1) Not even given 2) Tribute 3) afternoon 4) Reduced 5) Always.

“The Couple of Champions” is a 2016 film written and directed by Giulio Base, with Massimo Boldi, Max Tortora and Anna Maria Barbera.
Dear Massimo Boldi and Max Tortora,
This writer is your simple and affectionate fans. I grew up watching your movies in film and television. You made my life more cheerful and colorful allowing me the luxury of a smile despite the reality was often ugly and hostile.
It is not at all easy to write these few lines on this movie because it not only because do not consider myself a film critic, but above all because I am an admirer of your talent and I admire your career and professionalism.
You’re both great artists and to be able to make people laugh, I think it really an art for the few.
That said, I can not highlight, reluctantly, that your latest film, the first as artisica couple, is really disappointing.
I say this with respect and with lively disappointment of an avid fan this morning with curiosity and desire I chose to preview the movie.
Yet I respect my two readers and betray the covenant of trust and loyalty that binds us, denying the obvious narrative and structural problems of the film.
I got to see it to appreciate the previous work of Giulio Base and confess to being embarrassed in having to emphasize that on this occasion was wrong about everything.
I’m sorry but the film does not work either as a comedy or at least as a melancholic work or costume.
The script is full of clichés, dull, predictable and in some parts it is excessive and vulgar. continues on

http://www.nuoveedizionibohemien.it/index.php/cinema-lettera-aperta-al-duo-boldi-tortora-coppia-dei-campioni/

Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

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98) The Dressmaker – Il Diavolo è Tornato

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Il biglietto d’acquistare per “The Dressmaker” è : 1)Nemmeno regalato; 2)Omaggio; 3)Di pomeriggio; 4)Ridotto; 5)Sempre.

Un film di Jocelyn Moorhouse. Con Kate Winslet, Sarah Snook, Liam Hemsworth, Hugo Weaving, Judy Davis. Commedia, 118′. 2015

Tratto dal romanzo omonimo di Rosalie Ham.

Il proverbio dice che l’abito non fa il monaco, ma guardando la pellicola diretta da Jocelyn Moorhouse viene più in mente la massima dimmi cosa indossi e ti dirò chi sei.

Ci sono film che colpiscono più per i colori e per i costumi che per i contenuti e i dialoghi veri e propri, e nonostante questo lasciano un segno e uno spunto di riflessione.

“The Dressmaker” è una commedia atipica, che si muove tra diversi generi, spaziando dal comico al surreale, arrivando anche a toccare qualche picco di drammaticità . Quello che caratterizza più di tutto il film, comunque, sono l’atmosfera e i toni talvolta grotteschi.

Lo spettatore viene trasportato in un paesino dell’Australia nell’anno 1951 e fin dalla prima scena conosce la vistosa Tilly (Winslet), ritornata in patria col desiderio di riscattarsi dal suo passato. Un passato scomodo, rappresentato da un omicidio avvenuto vent’anni prima.

Accusata ingiustamente di essere una baby assassina, infatti, Tilly fu costretta dall’effeminato sergente Farrat (Weaving) a lasciare il suo paese e la madre Molly (Davis).

Dopo quel momento, Tilly ha viaggiato molto, frequentando le città più alla moda e diventando una stilista. Un talento, quello per la creazione di abiti, che Tilly che utilizza anche una volta tornata a casa, per attirare l’attenzione delle donne del posto e riaccendere i riflettori sul suo caso.

La prima parte è sicuramente quella più riuscita dal punto di vista narrativo e visivo. Lo spettatore entra in sintonia con il clima del film, godendo dello stile particolare e incisivo dove ai brillanti dialoghi si alternano gli abiti colorati e vistosi che non solo riempiono lo schermo ma diventano parte integrante della storia, descrivendo le personalità dei personaggi. continua su

http://paroleacolori.com/al-cinema-the-dressmaker/

Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano “Essere Melvin”

http://www.ibs.it/code/9788899121372/de-agrograve/essere-melvin-tra.html

The ticket purchase for “The Dressmaker” is: 1) Not even a present; 2) Tribute; 3) In the afternoon; 4) Reduced; 5) Always.

A Jocelyn Moorhouse film. With Kate Winslet, Sarah Snook, Liam Hemsworth, Hugo Weaving, Judy Davis. Comedy, 118 ‘. 2015

Based on the novel by Rosalie Ham.

The proverb says that clothes do not make the monaco, but watching the film directed by Jocelyn Moorhouse is more in mind the maximum tell me what you wear and I’ll tell you who you are.

There are films that affect more to the colors and the costumes for the contents and the real dialogue and proper, and yet leave a mark, and food for thought.

“The Dressmaker” is an atypical play, which moves between different genres, ranging from comedy to surreal, reaching even to touch some peak of drama. What characterizes most of all the films, however, are the atmosphere and the tones sometimes grotesque.

The viewer is transported into a village of Australia in 1951 and from the very first scene he knows the gaudy Tilly (Winslet), returned home with a desire to redeem himself from his past. An uncomfortable past, represented by a murder that took place twenty years ago.

Wrongly accused of being a baby killer, in fact, Tilly was forced dall’effeminato Sergeant Farrat (Weaving) to leave his country and his mother Molly (Davis).

After that time, Tilly has traveled extensively, attending the city’s most fashionable and becoming a fashion designer. A talent, what for creating clothes that Tilly that uses once he returned home, to attract the attention of women of the place and turn the spotlight on his case.

The first part is the most successful from the narrative and visual point of view. The viewer enters in tune with the mood of the film, enjoying the particular style and incisive where the witty dialogue alternating colored and flashy clothes that not only fit the screen but they become an integral part of the story, describing the characters’ personalities. continues on

http://paroleacolori.com/al-cinema-the-dressmaker/

Vittorio De Agro and Cavinato Publisher feature “Being Melvin”

http://www.ibs.it/code/9788899121372/de-agrograve/essere-melvin-tra.html

97) Lui è Tornato

hitler 2

Il biglietto d’acquistare per “Lui è Tornato” è : 1) Neanche regalato 2) Omaggio 3) Di pomeriggio 4) Ridotto 5) Sempre.

“Lui è Tornato” è un film del 2015 diretto da David Wnendt, scritto da  David Wnendt, Johannes Boss, Minna Fischgartl, Timur Vermes, con :Oliver Mulfasucci, Fabian Busch, Christoph Maria Herbst, Katja Riemann, Franziska W.

La storia non si fa né con i se né con i ma. Ciò nonostante un Paese può definirsi maturo e solido nelle sue fondamenta se non ha nessuno scheletro nel proprio armadio.

La Germania ha perso la seconda guerra mondiale subendo dolorose e lunghe conseguenze per aver seguito fino in fondo il folle disegno politico di Adolf Hitler.

I libri di storia ci dicono che Adolf Hitler scelse di suicidarsi nel suo bunker, a guerra ormai persa, pur di non consegnarsi agli Alleati.

E se invece Hitler tornasse vivo e forte, improvvisamente sulla scena a Berlino,che cosa accadrebbe?

Ipotesi fantasiosa? Nefasta? Certo, dipende dai punti di vista.

I tedeschi, a differenza di noi italiani, hanno semplicemente rimosso il nazismo, tramandamdo alle nuove generazioni “Mai più”.

“Lui è Tornato”, tratto dall’omonimo romanzo best seller di Timur Vermes ( la mia recensione :https://ilritornodimelvin.wordpress.com/2014/08/30/157-lui-e-tornato-timur-vermes/), immagina che Adolf Hitler inspiegabilmente riappaia nella Germania del 2014 e come il popolo tedesco reagisca al ritorno del personaggio più controverso e discusso del secolo scorso.

Il film è costruito in parte come fosse un finto documentario per mostrare allo spettatore le reazioni e i pensieri del tedesco comune quando si trova davanti all’uomo Hitler.

E’interessante e curioso scoprire come il popolo tedesco non abbia una reazione allarmata, sdegnata, ma incuriosita e attratta dalla magnetica personalità del Fuhrer. continua su

http://dreamingcinema.it/lui-e-tornato/

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci,nonostante tutto”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html

The ticket purchase for “He’s Back” is: 1) Not even given 2) Tribute 3) afternoon 4) Reduced 5) Always

“He’s Back” is a 2015 film directed by David Wnendt, written by David Wnendt, Johannes Boss, Minna Fischgartl, Timur Vermes, with: Oliver Mulfasucci, Fabian Busch, Christoph Maria Herbst, Katja Riemann, Franziska W.

The history is not made nor with whether or buts. Nevertheless, a country can be defined as mature and solid in its foundations if there’s no skeleton in their closet.

Germany lost World War II undergoing painful and long consequences for following the way Adolf Hitler crazy political design.

The history books tell us that Adolf Hitler chose to commit suicide in his bunker, now lost in the war, but not to surrender to the Allies.

What if Hitler to return alive and strong, suddenly on the scene in Berlin, what would happen?

fanciful hypothesis? Nefarious? Of course, it depends on your point of view.

The Germans, unlike the Italians, they simply removed the Nazis, tramandamdo to new generations, “Nevermore.”

“He’s Back” based on the bestselling novel by Timur Vermes (My Review: https: //ilritornodimelvin.wordpress.com/2014/08/30/157-lui-e-tornato-timur-vermes/) , imagine that Adolf Hitler inexplicably reappear in Germany in 2014 and as the German people react to the return of the most controversial and discussed the last century.

The film is built in part like a fake documentary to show the viewer the reactions and thoughts of the common German when in front of the man Hitler.

It is interesting and curious to find out how the German people do not have an alarm reaction, indignant, but intrigued and attracted by the magnetic personality of the Fuhrer. continues on

http://dreamingcinema.it/lui-e-tornato/

Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

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96) The Idealist -Lapland Odyssey 2

idealista

Il biglietto d’acquistare per “The Idealist” è : 1) Neanche regalato 2) Omaggio 3) Di pomeriggio 4) Ridotto 5)Sempre

“The Idealist” è un film del 2015 diretto da Christina Rosendahl, scritto da Lars K. Andersen, Simon Pasternak, Birgitte Staermose, Christina Rosendahl, con: Peter Plauborg, Soren Malling, Arly Jover,Thomas Bo Larsen

“C’è del marcio in Danimarca” sosteneva il Principe Amleto e forse tutti i torti non li aveva.
Noi italiani siamo abituati ad assistere come i nostri politici spesso mentano, agiscano nel torbido e nell’illegalità.
La nostra repubblicana è piena di Segreti di Stato che occultano verità imbarazzanti e desolanti. Troppi misteri e scandali sono stati coperti con la scusa della Ragion di Stato.
Tanti giornalisti e privati cittadini hanno tentato tante volte di rompere il muro di gomma finendo per rompersi la testa.
Ebbene anche la civile e democratica Danimarca ha i suoi scheletri nell’armadio.
La differenza tra noi e i danesi è che questi ultimi ha davvero un alto tasso civico e non ammettono che un politico possa mentire e nascondere una verità vitale per l’interesse pubblico.
Forse pochi sapranno nel 1968 un bombardiere americano B-52, che trasportava al suo interno tre bombe all’idrogeno, precipitò per un guasto tecnico in Groenlandia, vicino alla base militare americana stanziata a Thule.
Scattarono ovviamente subito i soccorsi e il governo danese si affrettò a tranquillizzare l’opinione pubblica che non c’era alcun rischio radioattivo per la popolazione.
E’quindi caso chiuso ?
Non proprio. Infatti, vent’anni dopo, molti dei pompieri impegnati nella bonifica del disastro aereo, si ammalarono di cancro e altre malattie della pelle.
Era solo una coincidenza? No, per lo scrupoloso e determinato giornalista radiofonico Poul Brink che iniziò a indagare a fondo e senza paura sul disastro rendendosi come la verità fosse ben diversa. Brink, senza avere alcun timore delle possibili, conseguenze, è riuscito a mettere fuoco e a dimostrare come il governo danese dell’epoca occultò le prove e soprattutto mentendo sull’esistenza di una bomba all’idrogeno inesplosa presente nella profondità del mare.
Brink, a spese proprie, ha ricostruito in maniera meticolosa ed efficace lo scellerato patto firmato dalle autorità danesi con gli USA prima per acconsentire agli aerei americani di sorvolare i cieli di Danimarca con armi nucleari e poi di nascondere ogni prova del disastro ambientale avvenuto
La Danimarca è un Paese storicamente anti nucleare e votato allo sviluppo dell’energia alternativa e l’inchiesta di Brink, di fatto, generò sconcerto e rabbia nell’opinione pubblica.
“The Idealist” è un film scritto e diretto in maniera semplice, lineare e avvincente che non può suscitare reazioni e riflessioni nello spettatore.
La regista Rosendahl (premiata come migliore regia al Festival internazionale di Pechino) presentando il film ieri pomeriggio al Nordic Film Fest, ha tenuto a precisare che la storia raccontata non pretende di essere la verità assoluta, ma la sua personale visione dei fatti. Semmai l’intento della cineasta danese è stato piuttosto porre allo spettatore la seguente e inevitabile domanda dopo alla fine del film: Voi vi fidereste ancora di questa classe politica?
E’ un prodotto che ha un impianto e respiro narrativo più televisivo che cinematografico. E sebbene presenti una visione troppo manichea tra i buoni e cattivi e un ritmo non sempre incalzante e fluido si lascia vedere fino alla fine con interesse e curiosità.
Poul Brink visto con gli occhi dello spettatore italiano, forse può apparire un ingenuo Don Chisciotte, sconfitto dalla real politik danese. Però dall’altra parte rappresenta davvero una bella pagina di coraggioso giornalismo oltre che di onestà intellettuale .
Poul Brink è morto nel 2008, a causa un infarto, e dopo aver conosciuto la sua storia, lo spettatore italiano non può che augurarsi che in Italia ci siano giornalisti almeno simili per caparbietà e professionalità.

finlandia
La vita matrimoniale non è facile, se poi hai un bambino piccolo da accudire può diventare soffocante e opprimente.
Una verità che vale in ogni angolo del mondo. Non ci credete?
Vedere “Lapland Odyssey 2” per credere. Anche in Finlandia il matrimonio può diventare la tomba dell’amore.
Sempre nella verde e tranquilla Finlandia ci si può annoiare, se una coppia è costretta a vivere con una figlia di un anno. In una sperduta cittadina di provincia.
Questa è la storia della giovane coppia composta da Janne e Inari, che dopo essere stati reclusi in casa, per un anno, ad accudire la loro figlioletta Lumi, sentono il bisogno di avere una serata tutta per loro.
Così entrambi decidono, in maniera separata, di uscire con i rispettivi amici per una notte in città.
Inari con un’amica, va a festeggiare presso un bellissimo albergo di proprietà di uno spasimante ancora morbosamente innamorato della donna.
Invece Janne, ufficialmente scelto per rimanere a casa con la bambina, convince un vecchio amico ad andare a un matrimonio, convinto di poter occuparsi lo stesso della figlia.
Ha così inizio una pazza e divertente notte in cui i colpi di scena e gli imprevisti divertenti diventano il cuore di una storia magari prevedibile e non originale per chi è abituata a vedere commedie americane, ma che comunque cattura l’attenzione e curiosità del divertito spettatore.
E’ una commedia semplice, pulita e senza particolari guizzi narrativi e registici, ma rivelandosi gradevole e simpatica da seguire e vedere. Mostrando soprattutto come le problematiche di una giovane coppia sia uguali dappertutto. Il cast è di discreto livello interprativo nel complesso e adeguato al compito riuscendo a creare una buona empatia con il pubblico.
Creare e mantenere una famiglia non sono un impegno semplice, ma come ci suggerisce il finale, è probabilmente l’avventura più emozionate che si possa vivere.

Il biglietto d’acquistare per “Lapland Odyssey” 2 è: Di pomeriggio.

“Lapland Odyssey 2” è un film del 2015 diretto da Teppo Airaksinem, scritto da Pekko Pesonen, con: Peter Franzen, Pamela Tola.

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci, nonostante tutto”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html

The ticket purchase for “The Idealist” is: 1) Not even given 2) Tribute 3) afternoon 4) Reduced 5) Always

“The Idealist” is a 2015 film directed by Christina Rosendahl, written by Lars K. Andersen, Simon Pasternak, Birgitte Stærmose, Christina Rosendahl, with: Peter Plauborg, Soren Malling, Arly Jover, Thomas Bo Larsen

“There’s something rotten in Denmark” argued Prince Hamlet and maybe all the wrongs did not have them.
We Italians are accustomed to witness how our politicians are lying often, act in troubled waters and illegally.
Our republic is full of state secrets that hide embarrassing and distressing truth. Too many mysteries and scandals have been covered with the excuse of the reason of state.
Many journalists and private citizens have tried everything to break the glass ceiling and end up breaking your head.
Well even the civil and democratic Denmark has its skeletons in the closet.
The difference between us and the Danes is that the latter actually has a high rate number and do not admit that a politician can lie and hide a vital truth for the public interest.
Maybe a few will know in 1968 an American B-52 bomber, carrying three internal hydrogen bombs, he rushed to a technical failure in Greenland, near the American military base stationed in Thule.
They snapped obviously relief immediately and the Danish government hastened to reassure the public that there was no radiation risk to the population.
E’quindi case closed?
Not exactly. In fact, twenty years later, many of the firefighters involved in the remediation of the plane crash, became ill with cancer and other skin diseases.
It was just a coincidence? No, for the painstaking and determined radio journalist Poul Brink who began to investigate thoroughly and without fear on the disaster making himself as the truth was quite different. Brink, without any fear of the possible, consequences, has managed to put the fire and to show how the Danish government of the time hid the evidence and especially lying on the existence of a hydrogen present unexploded bomb in the depths of the sea.
Brink, at its own expense, has reconstructed meticulously and effectively the wicked pact signed by the Danish authorities with the US prior to consent to American planes to fly over the skies of Denmark with nuclear weapons and then to hide any evidence of environmental disaster occurred
Denmark is a country historically anti-nuclear and voted to the development of alternative energy and the investigation of Brink, in fact, became the father of dismay and anger among the public.
“The Idealist” is a film written and directed in a simple, straightforward and compelling that it can not arouse in the viewer reactions and reflections.
The director Rosendahl (awarded Best Director at the Beijing International Festival) presenting the film yesterday afternoon at the Nordic Film Fest, has pointed out that the story told not claim to be the absolute truth, but his personal view of the facts. If anything, the intention of the Danish filmmaker was rather put the viewer the next and inevitable question after the end of the movie: You will still trust such a political class?
It ‘a product that has a plant and television narrative breath film. And although these too Manichaean view between good and bad and a rhythm not always urgent and fluid is left to see to the end with interest and curiosity.
Poul Brink seen through the eyes of the Italian spectator, perhaps may appear naive Don Quixote, who was defeated by Danish real politik. But the other side really is a beautiful courageous journalism page as well as intellectual honesty.
Poul Brink died in 2008, due to a heart attack, and after knowing its history, the Italian viewer can only hope that in Italy there are journalists at least similar to stubbornness and professionalism.
Married life is not easy, or if you have a small child to care can become stifling and oppressive.
A truth that applies in every corner of the world. Do not believe us?
See “Lapland Odyssey 2” is believing. In Finland marriage may be the tomb of love.
Also in the green and quiet Finland you can get bored, if a couple has to live with a daughter of a year. In a remote provincial town.
This is the story of the young couple made up Janne and Inari, who after being imprisoned in the house for a year, to look after their daughter Lumi, feel the need to have a place for their evening.
So they both decide, separately, to go out with their friends for a night on the town.
Started with a friend, go to parties at a beautiful hotel owned by one suitor still morbidly in love with the woman.
Instead Janne, officially chosen to stay home with the baby, convinces an old friend to go to a wedding, convinced that he can deal with the same daughter.
Thus he began a crazy and fun night when the plot twists and unexpected fun become the heart of a story perhaps predictable and unoriginal for those who are used to seeing American comedies, but that captures the attention and curiosity of the viewer amused .
It ‘a simple comedy, clean and without any particular narrative and directorial flicks, but revealing pleasant and nice to follow and see. Showing especially as the problems of a young couple is the same everywhere. The cast is fairly good interprativo overall and adequate to the task managing to create a good empathy with the audience.
Create and maintain a family are not a simple undertaking, but as it suggests the end, is probably the most exciting adventure that one can live.

The ticket purchase for “Lapland Odyssey” is 2: In the afternoon.

“Lapland Odyssey 2” is a 2015 film directed by Teppo Airaksinem, written by Pekko Pesonen, with: Peter Franzen, Pamela Tola.

Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html

95) Hotell – Underdog

La Svezia è il Paese ideale in cui vivere e crescere dei figli. E’ un’isola felice dove i diritti civili sono garantiti e la povertà è sotto controllo.
Molti avranno sentito almeno una volta queste frasi da chi ha come sport preferito denigrare il nostro caro Paese.
Ebbene, la Svezia in vero non è tanto diversa dall’Italia. Anche a Stoccolma ci si può ammalare di depressione, entrare in crisi sentendo l’urgenza di scappare dall’opprimente quotidiano.

Hotell

Per avere la conferma di quanto sostegno, è il caso di dare uno sguardo, quanto prima, il bel film “Hotell” di Lisa Langseth proiettato ieri pomeriggio alla Casa del cinema di Roma per il Nordic Film Fest.
La protagonista della nostra storia è Erika (Alicia Vikander), giovane e bell’architetto d’interni, che si appresta a partorire e coronare, con il suo amato compagno, il sogno di formare una famiglia.
Il Destino, pensandola diversamente, costringe Erika a recarsi, d’urgenza notte, in ospedale per improvvise e dolorose contrazioni e di conseguenza al parto prematuro.
Purtroppo tale scelta comporterà gravi e permanenti danni celebrali al neonato, gettando nella più cupa disperazione i due genitori. Soprattutto per Erika il cupo è durissimo, spingendola all’isolamento e a chiudersi in uno stato quasi catatonico. Stimolata dal preoccupato compagno, accetta di entrare a far parte di un gruppo di terapia in cui gli elementi sono accumunati ad aver subito dolorosi traumi.
Erika che non riesce neanche a tenere in braccio proprio figlio e a esternare il proprio dolore trova nel gruppo un modo per relazionarsi con il mondo esterno.
Erka è bloccata dal dolore, sopraffatta dalla terribile disgrazia capitata al figlio come se fosse morto.
Nonostante l’affetto del compagno, la donna sente il bisogno di fuggire dalla sua casa e dal suo mondo per tornare a respirare. Così d’accordo con gli altri pazienti, decide di trascorrere alcuni giorni in diversi alberghi della città.
L’albergo che di per sé è considerato un luogo asettico e privo di calore e soprattutto di passaggio. Invece per Erika e i suoi amici, diventa il modo per vincere le rispettive fobie e paure.
La protagonista trova nell’impersonale stanza di un albergo e in compagnia di quasi estranei il calore e soprattutto la forza necessaria per rompere la bolla di vetro in cui era prigioniera.
E’ un film del 2013, ma già si nota il talento di Alicia Vikander e quanto questa giovane attrice possedesse già una personalità e carisma non comuni. La sua Erika cresce nel corso del film conquistando il centro della scena con incisività e toccante umanità.
Anche il resto del cast è meritevole di menzione per il loro talento e intensità interpretativa.
La regia di Langesth è semplice, pulita, di taglio televisivo, ma riuscendo a modulare un crescente ritmo e pathos narrativo per giungere a un toccante ed emozionate finale.
Un film che merita sicuramente un biglietto “Ridotto” per la capacità di raccontare le emozioni il superamento del dolore di fronte alla straordinarietà dell’amore materno.

underdog

Anche la disoccupazione è un male comune per la Svezia, spingendo molti giovani a emigrare nella più ricca Norvegia nella speranza di trovare un’opportunità di lavoro.
I giovani svedesi sono definiti dai norvegesi “Come maledetti svedesi” o come dice il titolo del film”Underdog”, “sfortunati.
Lo spettatore segue le vicende quotidiane della giovane Dina, fuggita dalla Svezia e dal padre violento, volendo trovare a Oslo un po’ di serenità.
Dina stessa è un ex alcolista, ma è determinata a rimanere sobria e trovare un lavoro che gli permetta un’esistenza dignitosa.
Vive in un appartamento con altri ragazzi svedesi come se fosse una caotica Comune.
Conosce per caso il proprietario di un ristorante ed ex campione di tennis, che le offre la possibilità di diventare la babysitter delle sue figlie.
Per Dina è l’opportunità di assaggiare, almeno per un po’, la tranquillità familiare, che ha tanto sognato e sperato d’avere.
Sembra di assistere alla versione svedese del classico film americano, in cui la babysitter seduce il padrone di casa. Ma in questo caso più che l’aspetto sessuale prevale la ricerca della protagonista di un po’ di calore e sicurezza e di come il sedotto sia lui stesso un uomo in crisi perché abbandonato dall’infedele moglie.
Il tradimento è osservato attraverso gli occhi della figlia più grande, anche lei attratta dal fascino di Dina.
Dina è anche una talentuosa disegnatrice e questo dono sarà alla fine il suo biglietto per ottenere, forse, la sospirata felicità e soprattutto un luogo dove vivere.
“Underdog” è nel complesso un film godibile e interessante anche se è in larga parte prevedibile e didascalica sia nella scrittura sia nella regia. Non ha un gran ritmo e nella seconda parte lascia nello spettatore una sensazione di lunghezza eccessiva.
Ha però come punta di forza l’intensa e coinvolgente perfomance della protagonista Bianca Krnolof. La sua è una recitazione sfumata, di basso profilo, di sottrazione eppure di grande impatto interprativo e forza emotiva.
La sua Dina cattura l’attenzione del pubblico con una prova d’attore solida e asciutta e soprattutto dirompente nel comunicare le difficoltà di una ragazza in un paese straniero.
E’ un film comunque meritevole di essere visto magari con biglietto “pomeridiano”.

Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano “Essere Melvin”

http://www.ibs.it/code/9788899121372/de-agrograve/essere-melvin-tra.html

Sweden is a great country in which to live and raise children. And ‘happy island where civil rights are guaranteed and poverty is under control.
Many will have heard at least once these sentences to those whose favorite sport to denigrate our dear country.
Well, the real Sweden is not so different from Italy. Even in Stockholm you can get sick from depression, enter into crisis feeling the urgency to escape from the oppressive everyday.

To confirm how much support, it is appropriate to take a look, as soon as possible, the beautiful film “Hotell” Lisa Langseth screened yesterday afternoon at the Casa del Cinema in Rome for the Nordic Film Fest.
The hero of our story is Erika (Alicia Vikander), young bell’architetto Interior, who is about to give birth and crown, with her beloved companion, the dream of forming a family.
Destiny, by thinking differently, forcing Erika to go, on the night emergency, to the hospital for sudden and painful contractions and consequently to premature delivery.
Unfortunately this choice will result in severe and permanent brain damage to the baby, throwing into the deepest despair the two parents. Erika especially for the dark is very hard, pushing it to isolation and to be locked in an almost catatonic state. Stimulated by the concerned partner, he agrees to join a therapy group in which the elements are toghether to have suffered painful injuries.
Erika who can not even keep his son’s arm and to show their sorrow is in the group a way to relate to the outside world.
Erka is blocked by grief, overwhelmed by the terrible misfortune happened to her son as if he were dead.
Despite the affection of his companion, the woman feels the need to escape from his house and from his world to breathe again. So along with the other patients, he decided to spend a few days in different hotels of the city.
The hotel which in itself is considered an aseptic place and free of heat and especially of passage. Instead for Erika and her friends, she becomes the way to win their phobias and fears.
The main character is in the impersonal room of a hotel and in the company of strangers almost the heat and especially the force needed to break the glass bubble in which she was a prisoner.
It ‘sa film of 2013, but already we see the talent of Alicia Vikander and how this young actress already possessed a personality and uncommon charisma. His Erika grows throughout the film taking center stage with incisiveness and touching humanity.
The rest of the cast also deserves special mention for their talent and interpretive intensity.
Directed by Langesth it is simple, clean, television cut, but managing to modulate an increasing pace and narrative pathos to reach a final poignant and deeply moving.
A film that is definitely worth a “Reduced” ticket for the ability to tell the emotions overcoming the pain in front of the extraordinary nature of maternal love.

Although unemployment is a common evil for Sweden, prompting many young people to emigrate in the richest Norway in the hope of finding a job opportunity.
Young Swedes are defined by the Norwegians “How damned Swedes” or as the title of the film “Underdog”, “unfortunate.
The viewer follows the daily life of the young Dinah fled from Sweden and violent father, wanting to find in Oslo a bit ‘of serenity.
Dina herself is a former alcoholic, but is determined to stay sober and find a job that will allow him a dignified existence.
He lives in an apartment with other Swedish guys like a chaotic Municipality.
To know if the owner of a restaurant and former tennis champion, who offers her the chance to become the nanny of his daughters.
Dina is the opportunity to sample, at least for a while ‘, family tranquility, that has so much dreamed and hoped to have.
It seems to see the Swedish version of the classic American film, where the babysitter seduces the landlord. But in this case more than the sexual aspect prevails the search for the star of a little ‘and the warmth and security of how the seduced is himself a man in crisis because dall’infedele abandoned wife.
Betrayal is observed through the eyes of the eldest daughter, she also attracted by the charm of Dina.
Dina is also a talented designer and this gift will eventually be his ticket to get, perhaps, the longed for happiness and above all a place to live.
“Underdog” is overall an enjoyable and interesting film although it is in large part predictable and didactic both in writing and in directing. He has a great pace, and in the second part leaves the viewer a feeling of excessive length.
However as a bit of strength the intense and engaging performance of the protagonist White Krnolof. His is a nuanced acting, low-profile, subtraction yet high-impact interprativo and emotional strength.
His Dina captures the audience’s attention with a solid actor proof, dry and especially disruptive in communicating the difficulties of a girl in a foreign country.
It ‘still a worthy film to be seen even with “Afternoon” ticket.

94) Guarire d’Amore – Storie di psicoterapia (Irvin D. Yalom)

guarire d'amore

“Guarire d’Amore – storie di psicoterapia” è un romanzo scritto nel 1989 da Irvin D. Yalom e pubblicato in Italia per la prima volta nel 2015 da Raffaello Cortina Editore.

C’è un momento nella vita di ogni uomo in cui si sente il bisogno di confessare i propri peccati chiedendo il perdono e assoluzione di Dio.
La confessione è il mezzo per ottenere ciò e il prete funge da intermediario tra le parti.
Chi invece religioso non è e comunque sente il bisogno di un supporto e soprattutto di essere ascoltato ha l’opportunità di affidarsi alle cure di uno psicoterapista o psichiatra.
In Italia ancora il mondo della terapia è visto con pregiudizio e sospetto, considerando la persona chi si sottoponga a un trattamento alla stregua di un “matto”.
Invece nel resto del mondo e soprattutto in America andare in terapia è qualcosa di “normale” se non indispensabile.
Sono vari e diversi i motivi che possono spingere una persona a iniziare un percorso terapeutico: depressione, balzi d’umore, elaborazione di un lutto, nevrosi.
Molto spesso è il sentimento amoroso tanto caro e bramato a mandare in tilt primo l’animo e poi la mente di uomo.
Le sedute con il proprio analista sono ovviamente segrete e riservate.
Lo psicoterapeuta è votato al silenzio per dovere professionale assumendo nel tempo il ruolo prima di confidente, di mentore e soprattutto di guida nella battaglia contro i propri demoni
Per chi non ha fatto psicoterapia, probabilmente è difficile comprendere fino in fondo quale legame umano oltre che professionale si formi tra l’analista e il paziente.

Che cosa avviene nella stanza tra medico e paziente? Quali dinamiche dialettiche e umane hanno luogo?
Il noto psichiatra americano Irvin D. Yalom nel 1989 ha deciso di aprire la porta invalicabile del suo studio, raccontarndo ai lettori dieci storie di terapie sostenute con i suoi pazienti.
I Dieci casi sono accomunati dalla patologia amorosa. Uomini e donne che si trovavano schiacciati dal senso di colpa per errata decisione, devastati per la conclusione di una storia o per la perdita di un caro, o in lotta contro un male incurabile.
Tutte persone bisognose di un aiuto esterno per sbloccarsi da un’impasse emotiva che li impediva di vivere una vita piena e appagante.
Il lettore entra con facilità e curiosità dentro queste storie diventando, di fatto, parte integrante delle diverse sedute.
Ascolta e partecipa ai colloqui tra medico e paziente rimanendo coinvolto dagli intesi e appassionati dialoghi che mostrano la profondità e vastità dell’animo umano e come ogni persona reagisca in modo diverso alle disavventure sentimentali.
Yalom descrive ogni caso in maniera semplice e diretta con uno stile ben lontano dalla fredda e spesso incomprensibile letteratura medica riuscendo così a coinvolgere il lettore facendolo entrare in empatia con ogni paziente e soprattutto evidenziando le loro sensibilità e pregi rispetto al di là mere patologie.
L’amore può farti sentire un super uomo e nello stesso tempo trascinarti in un orrendo e profondo buco nero.
Leggendo questo interessante e intenso romanzo si ha l’opportunità di comprendere quanto possa essere utile la figura dello psicoterapeuta per superare le difficoltà e soprattutto vincere i forti pregiudizi sulla scelta di intraprendere un’analisi.
E’ una lettura consigliata soprattutto per quelle persone che sentono il bisogno di un aiuto e si vergogno a chiederlo ad alta voce.
Chiedere aiuto è anche un atto d’amore verso se stessi, perché tutti hanno diritto, a essere felici.
Yalom raccontando questi dieci casi dimostra come questi suoi pazienti ,con coraggio e fatica, siano usciti da un momento di difficoltà e in maniera diversa siano tornati ad amarsi e ad amare per merito del suo lavoro.
La psicoterapia è un’ opportunità per sentirsi meglio e non una condanna di pazzia perenne.

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci,nonostante tutto”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html

“Healing with Love – psychotherapy stories” is a novel written in 1989 by Irvin D. Yalom and published in Italy for the first time in 2015 by Routledge.

There comes a time in every man’s life where you feel the need to confess their sins, asking for forgiveness and absolution of God.
The confession is the means to achieve this, the priest acts as an intermediary between the parties.
Those who are not religious, and still feel the need for a support and especially to be heard has the opportunity to entrust the care of a psychotherapist or psychiatrist.
In Italy even the world of therapy is seen with prejudice and suspicion, considering the person who undergoes a treatment to like a “madman”.
But in the rest of the world and especially in America go to therapy is something “normal” if not indispensable.
Are various and different reasons that can push a person to begin a course of treatment: depression, mood swings, elaboration of bereavement, neurosis.
Very often it is the feeling of love so dear and longed to send haywire first the soul and then the human mind.
The sessions with his analyst are obviously secret and confidential.
The psychotherapist is doomed to silence for professional duty assuming the role in time before confidant, mentor, and above all in the battle guide against his own demons
For those who did not psychotherapy, it is probably difficult to fully understand what human as well as professional bond is formed between the analyst and the patient.

What happens in the room between doctor and patient? What dialectics and human dynamics take place?
The well-known American psychiatrist Irvin D. Yalom decided in 1989 to open the impenetrable door of his study, raccontarndo ten stories of his patients with therapies supported readers.
The Ten cases have in common the love disease. Men and women who were crushed by guilt for wrong decision, devastated for the conclusion of a story or the loss of a loved one, or fighting an incurable disease.
All people in need of outside help to unlock emotional impasse that prevented them from living a full and fulfilling life.
The player enters with ease and curiosity in these stories becoming, in fact, an integral part of several sessions.
Listen to and participate in the talks between doctor and patient getting caught by the intended and passionate dialogues that show the depth and breadth of the human soul and how each person reacts differently to sentimental misadventures.
Yalom describes each case in a simple and direct with a style far removed from the cold and often incomprehensible medical literature allowing them to engage the reader making empathize with each patient and above all highlighting their sensitivity and merits respect beyond mere disease.
Love can make you feel a super man and at the same time to drag you into a hideous and deep black hole.
Reading this interesting and intense novel you have an opportunity to understand how useful the figure of the psychotherapist to overcome the difficulties and especially to win the strong prejudices about choosing to undertake an analysis.
And ‘it recommended reading especially for those people who feel the need of a little help, and ashamed to ask for it aloud.
Asking for help is also an act of love toward you, because everyone has the right, to be happy.
Yalom telling these ten cases like these demonstrates its patients, with courage and effort, they come out of a difficult time and in different ways have returned to love and cherish about his work.
Psychotherapy is a ‘opportunity to feel better and not a condemnation of perpetual madness.

Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

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93) The Night Manager

laurie

Recensione a cura di Polifemo.

Galeotto fu l’albergo…

La storia parte attraverso una doppia rappresentazione per introdurre i personaggi principali. La prima scena riguarda un ricco filantropo, Richard Onslow Roper – Hugh Laurie più in carne dai tempi di House – che parla della sua gioia nel contribuire con le sue ricchezze per un mondo migliore, qui visto dalle immagini tratte da un servizio giornalistico. La seconda scena è per l’attore inglese Tom Hiddleston, Night Manager dell’hotel Nefertiti a Il Cairo. La vicenda inizia nel gennaio 2011, con l’Egitto – e la sua Capitale – che ribolle nella rivolta contro Hosni Mubārak, e proprio nel giorno delle sue dimissioni. In particolare ci si sofferma sulle numerose immagini tratte delle proteste di Piazza Taḥrīr. Dall’innocente – si per dire – fotocopia di documenti, per conto di una affascinate amante di un ras locale, il nostro Pine – Hiddleston capisce di un gigantesco giro di armi che coinvolge la società di Roper – Laurie, cioè la Iron Last. La bella signora avverte Pine che semmai gli dovesse capitare qualcosa (“l’Egitto è divenuto poco sicuro”, ammette fatalista) si sarebbe potuto sentire libero di trasmettere copia dei documenti appena fatti alla sua ambasciata. Pine, che per i suoi trascorsi di militare connesso con il Servizio Segreto di Sua Maestà (a proposito, buon compleanno alla Regina!) capisce che si tratta di “tanta roba” la consegna alla sua ambasciata già il giorno dopo e chiede di non fare il suo nome in qualità di postino: speranza vana! Dopo un doloroso sviluppo la storia salta al 2015, a Zermatt (Svizzera) dove Pine lavora ora come Night Manager in un albergo tra le nevi che richiama molto l’ambiente alpino del bondiano Al servizio segreto di Sua Maestà. E là il destino giocherà i suoi scherzi…
Basta spoiler, giunti a questo punto. La storia è trattata come una qualunque spy story. La regìa punta molto, almeno per questa prima puntata, su primi piani, campi e controcampi nei dialoghi per poter meglio tratteggiare i personaggi, renderli più intimi a chi guarda. Per attirare l’attenzione occorre far capire subito l’ipocrisia, il mistero, il fascino, il senso di colpa e lo spirito di vendetta che muovono i personaggi nella storia ed è quello che il regista ha fatto. Anche la fotografia gioca un ruolo importante, chiaramente giocando sulle differenze di luci tra il caos “giallo” della città egiziana alla pace “bianca” delle nevi svizzere, oltre a un paragone anche nei suoni, ultradecibel in Egitto, immersa nel più vuoto dei silenzi quelli della Svizzera.
Importante – per la versione italiana – l’ottimo lavoro di doppiaggio: David Chevalier è, come sempre, Hiddleston, Laura Romano è Olivia Colman, mentre Luca Biagini è la voce di Hugh Laurie già dalla settima stagione del Dr. House, scelto direttamente dallo stesso attore inglese.
Una curiosità: il comportamento del detective egiziano incaricato delle indagini per un omicidio importante inserito nella storia fa capire molto su un’altra storia di stretta attualità che riguarda da vicino noi italiani.
Per il momento, un lavoro ben fatto Come sempre attendiamo la riprova della seconda puntata.
Il libro
Il titolo italiano è “Il direttore di notte” (originale The Night Manager). È stato scritto da John le Carré e pubblicato in prima edizione nel 1993: da ciò si deduce che la vicenda sia stata spostata al 2011 e un poco modificata negli scenari per esigenze della produzione. Molti dei lavori di le Carré sono noti al grande pubblico del cinema come La talpa, La casa Russia e La spia che venne dal freddo.
Gli attori principali
Tom Hiddleston è Jonathan Pine, ex militare britannico che si è rifatto una vita lavorando come “direttore di notte” negli alberghi di lusso. I cinefili lo ricordano nei panni di un Loki ispirato cattivo nei vari Thor e dintorni Marvel. I più accaniti seriofili, invece, lo rammentano come Magnus Martinsson, il paziente collaboratore della magnifica versione inglese di Wallander di Kenneth Branagh.
Hugh Laurie è Richard Onslow Roper, ricchissimo e cattivo senza limiti ma anche cattivo e ricchissimo senza limiti. Dr. House, what else?
Olivia Colman è Angela Burr, agente dei servizi segreti britannici che non rappresenta il modello fichissimo dell’agente segreto. Molti la ricorderanno come indomabile detective nella particolare serie TV Broadchurch.

Jailbird was the hotel …

The history part through a double representation to introduce the main characters. The first stage involves a wealthy philanthropist, Richard Onslow Roper – Hugh Laurie fatter since the House – who speaks of his joy in helping with his wealth for a better world, here seen from the images taken by a news report. The second stage is for the British actor Tom Hiddleston, Night Manager Nefertiti hotel in Cairo. The story begins in January 2011, with Egypt – and its capital – that boils in the revolt against Hosni Mubarak, and on the day of his resignation. In particular we focus on the many images taken of the protests in Tahrir Square. From the innocent – is to say – photocopying of documents, on behalf of a mistress of a local ras fascinating, our Pine – Hiddleston understand a gigantic round of weapons involving the company Roper – Laurie, ie the Iron Last. The beautiful lady warns Pine that if anything should happen to him something ( “Egypt has become unsafe,” admits fatalistic) one might have felt free to send copies of the freshly made to its embassy documents. Pine, which for her past of military connected with the Secret Service of His Majesty (by the way, happy birthday to the Queen!) Understand that it is “much stuff” delivery to its embassy already the next day and asked to do his name as a postman: vain hope! After a painful development of the story jumps to 2015, in Zermatt (Switzerland) where Pine is now working as a Night Manager at a hotel in the snow that much draws alpine environment of bondiano Secret Service of His Majesty. And beyond the fate play his jokes …
Just spoiler, at this point. The story is treated like a spy story. The directing is focusing, at least for this first episode, on the first floors, fields and reverse shots in the dialogue in order to better outline the characters, making them more close to the viewer. To attract the attention necessary to understand right away the hypocrisy, the mystery, the charm, the guilt and the spirit of revenge that move the characters in the story and what the director did. Even the photography plays an important role, clearly playing on the differences between the chaos of light “yellow” of the Egyptian city the “white” peace of the Swiss snow, as well as a comparison also in the sounds, ultradecibel in Egypt, surrounded by mostly empty silences those of Switzerland.
Important – for the Italian version – the excellent dubbing work: David Chevalier is, as always, Hiddleston, Laura Romano is Olivia Colman, while Luca Biagini is the voice of Hugh Laurie as early as the seventh season of Dr. House, chosen directly by the the same English actor.
A curiosity: the behavior of the Egyptian detective in charge of the investigation for a major murder entered into history makes us understand a lot about another story topical that closely concerns us Italians.
For now, a job well done as always we await the confirmation of the second episode.
The book
The Italian title is “The night manager” (the original The Night Manager). It was written by John le Carré and published in the first edition in 1993: it is therefore implied that the story has been moved to 2011 and slightly modified for the needs of production scenarios. Many of the work of the Carré are known to the general public of the cinema as The Mole, The Russia House and The Spy Who Came in from the Cold.
The main actors
Tom Hiddleston Jonathan Pine, a former British soldier who has rebuilt a life working as a “night manager” in the luxury hotels. Film fans remember him in the role of a villain Loki inspired in the various Marvel Thor and surroundings. The fiercest seriofili, however, the recall as Magnus Martinsson, the patient collaborator of the magnificent English version of Kenneth Branagh Wallander.
Hugh Laurie is Richard Onslow Roper, rich and poor without limits but also bad and rich without limit. Dr. House, what else?
Olivia Colman is Angela Burr, agent of British intelligence who does not represent the very cool model of the secret agent. Many will remember how indomitable detective in the particular series Broadchurch.