76) Race – Il Colore Della Vittoria

race

Il biglietto d’acquistare per “Race-il colore della vittoria” è :1) Neanche regalato 2)Omaggio 3) di pomeriggio 4Ridotto  5)Sempre

“Race-Il colore della vittoria” è un film del 2016 diretto da Stephen Hopkins, scritto da Joe Shrapnel e Anna Waterhouse, con Stephan James, Jasom Sudeikis, Jeremy Irons, William Hurt.

Sport e politica dovrebbero rimanere due mondi separati e distinti. Le Olimpiadi sono il momento sportivo più importante e fascinoso che possa esistere per un atleta.

Eppure accade sempre più spesso che i politici vogliano mettere le mani sullo sport speculando sulla cassa di risonanza.

Un esempio evidente di questa manipolazione furono le Olimpiadi di Berlino 1936 quando il regime nazista puntava a celebrare se stesso e la sua delirante ideologia di fronte a tutto il mondo.

Una terribile ambizione spazzata via da un solo uomo e dal suo talento: Jesse Ownes capace di vincere ben quattro medaglie oro ed essendo anche di colore di gelare la cosiddetta superiorità della razza ariana.

Adolf Hitler e soprattutto il suo potente e glaciale ministro della Propaganda Goebbels furono sconfitti dallo sport più forte di ogni pregiudizio.

Stephen Hopkins non ha voluto con il suo nuovo film ricostruire semplicemente la vita dello straordinario Ownes (James), bensì con bravura e maestria accompagna lo spettatore durante la dura e difficile preparazione dell’atleta verso le Olimpiadi Partendo dal suo arrivo né 1933 all’Università dell’Ohio e l’inizio della proficua collaborazione con l’allenatore Larry Snyder (Sudekis) subito colpito dal talento naturale ragazzo e convinto che possa realizzare grandi cose.

La prima parte del film è divisa tra l’aspetto agonistico e umano di Owens come dedichi tutto se stesso e ogni energia per rendere concreto il suo sogno olimpico e quello politico in cui il Comitato Olimpico Americano è diviso tra chi vorrebbe boicottare Berlino e chi come l’ambizioso costruttore edile Avery Brundage (Irons) spinge perché gli atleti americani partecipino.

La prima parte è ben calibrata, scorrevole e intensa coinvolgendo e attirando l’attenzione e curiosità dello spettatore sul tema del razzismo e più in generale dei diritti civili negli anni Trenta assai complessi e contraddittori nel mondo e non solo sotto il regime nazista. continua su

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Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci, nonostante tutto”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html

The ticket purchase for “Race-the color of victory” is: 1) Not even given 2) Tribute 3) afternoon 4Ridotto 5) Always

“The Race-winning” Color is a 2016 film directed by Stephen Hopkins, written by Joe Shrapnel and Anna Waterhouse, with Stephan James, Jasom Sudeikis, Jeremy Irons, William Hurt.

Sports and politics should remain two separate and distinct worlds. The Olympic Games are the greatest sporting moment and fascinating that can exist for an athlete.

Yet it is increasingly the case that politicians want to get their hands on speculating sport on a sounding board.

An obvious example of this manipulation were the 1936 Berlin Olympics when the Nazi regime aimed to celebrate himself and his delusional ideology in front of the whole world.

A terrible ambition wiped out by one man and his talent: Jesse ownes who won four gold medals and also being color to freeze the so-called superiority of the Aryan race.

Adolf Hitler and especially its powerful and glacial propaganda minister Goebbels were defeated by the strongest sports of all prejudice.

Stephen Hopkins declined with his new film simply rebuild the lives of the extraordinary ownes (James), but with skill and mastery takes the audience during the hard and difficult athlete’s preparation towards the Olympics Starting from his arrival in 1933 or the University Ohio and the beginning of a fruitful cooperation with coach Larry Snyder (Sudekis) immediately struck by natural talented guy and believe it can achieve great things.

The first part of the film is divided between the agonistic and human aspect of Owens as devotes all of himself and all my energy to make concrete his Olympic and political dream in which the American Olympic Committee is divided between those who would boycott Berlin and those like the ambitious builder Avery Brundage (Irons) because it pushes the American athletes participate.

The first part is well-balanced, smooth and intense, involving and attracting the attention and curiosity of the viewer on the subject of racism and, more generally, of civil rights in the thirties very complex and contradictory in the world and not only under the Nazi regime. continues on

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Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

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75) Come saltano i pesci

di martino

Il biglietto d’acquistare per “Come saltano i pesci” è : 1) Neanche regalato 2) Omaggio 3) Di pomeriggio 4) Ridotto 5)Sempre

“Come saltano i pesci” è un film del 2016 diretto da Alessandro Valori, scritto da Serena De Angelis e Paula Boschi, con Simone Riccioni, Marianna Di Martino, Brenno Placido, Giorgio Colangeli, Maria Amelia Monti, Biagio Izzo, Maria Paola Rosini

Qual è la formula più giusta perché una famiglia resti unita? Raccontarsi sempre e comunque la verità o ogni membro ha il diritto di mantenere per sé dei segreti o quanto omettere parte di una verità per salvaguardare la serenità e unità del nucleo familiare?
Basta poco per distruggere la felicità di famiglia, in apparenza, perfetta.
Un esempio di questa banale eppure amara considerazione è la storia di Matteo (Riccioni), giovane e ambizioso meccanico marchigiano, che sogna di essere assunto dalla Ferrari e nel frattempo pensa di vivere all’interno di una bella e calorosa famiglia composta da papà Italo (Colangeli), mamma Mariella (Monti) e l’intelligente e simpatica sorella (Rosini).
Un affresco da Mulino Bianco che è squarciato bruscamente quando Matteo riceve la telefonata dall’ospedale della tragica morte di una donna.
Una donna che si rivelerà una persona importante del passato di Matteo,che i suoi genitori per lungo hanno voluto tenere nascosto.
La sconvolgente verità spinge Matteo a iniziare un viaggio alla ricerca di se stesso e delle sue vere origini.
Il desiderio di Matteo di scoprire la verità gli permette di conoscere la bella e sbandata Angela (Di Martino) e l’ombroso Luca (Placido) e di vivere inaspettati e intensi rapporti umani che condizioneranno e cambieranno per sempre la sua vita e quella della sua famiglia.
L’intreccio narrativo è alquanto caotico e difficile da spiegare senza di evitare di rilevarvi le sorprese lungo la trama. Il paradosso della sceneggiatura che, seppure sia ricca di colpi di scena e in qualche modo capace di regalare suspense e divertimento, non convince completamente né come commedia né come dramma.
Il film è così un ibrido che solo a tratti riesce a convincere il pubblico e a essere incisivo come pathos e ritmo narrativo.
La stessa regia anche se pulita, semplice e dotata di mano esperta è di taglio televisiva e mancante di un vero quid necessario di fare compiere al film un vero salto di qualità.
Il cast è sicuramente l’aspetto più positivo dell’intero film essendo un giusto ed equilibrato mix di gioventù ed esperienza però tutti dotati di talento e di discreta personalità.
Ci sembra però opportuno porre l’accento con una menzione particolare le perfomance di Marianna Di Martino e dell’esordiente Rosini.La prima oltre avere il dono una bellezza disarmante e sorriso accattivante regala allo spettatore un’interpretazione precisa, elegante e garbata senza dover mostrare alcuna nudità, a volte abusata in molti film con attrici fisicamente interessanti. Invece Maria Paola Rosini si muove sulla scena con la spigliatezza, naturalezza sicurezza di un’affermata e consumata attrice e mostrando doti comiche non comuni.
Il finale, forse è eccessivamente buonista, ma vivendo un’epoca priva di certezze, piace l’idea controcorrente che la famiglia sebbene imperfetta possa dimostrasi un porto sicuro dove attraccare serenamente.

Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano “Essere Melvin”

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The ticket purchase to “How to skip the fish” is: 1) Not even given 2) Tribute 3) afternoon 4) Reduced 5) Always

“How jumping fish” is a 2016 film directed by Alessandro Valori, written by Serena De Angelis and Paula Woods, with Simone Riccioni, Marianna Di Martino, Brenno Placido, Giorgio Colangeli, Maria Amelia Monti, Biagio Izzo, Maria Paola Rosini

What is the right formula because it remains a united family? and in any case always tell the truth or each member has the right to maintain itself as intelligence or omit part of the truth to safeguard the peace and unity of the family?
It takes very little to destroy the happiness of the family, in appearance, perfect.
An example of this obvious and yet bitter consideration is the story of Matthew (Riccioni), ambitious young mechanic Marche, who dreams of being hired by Ferrari, and in the meantime think of living in a beautiful and warm family of dad Italo ( Colangeli), Mariella mom (Monti) and the intelligent and sympathetic sister (Rosini).
A Mulino Bianco fresco that is torn abruptly when Matteo receives the call from the hospital of the tragic death of a woman.
A woman who will prove to be an important person from the past Matteo, his parents wanted to keep hidden for long.
The shocking truth pushes Matthew to start a journey in search of himself and of his true origins.
The desire to discover the truth of Matthew allows him to know the beautiful and crush Angela (Di Martino) and the shady Luca (Placido) and unexpected and intense human relationships that will shape life and will forever change his life and that of his family.
The storyline is somewhat chaotic and difficult to explain without rilevarvi avoid surprises along the plot. The paradox of the script, although it is full of twists and somehow able to give suspense and entertainment, not completely convince either as comedy or as a drama.
The film is thus a hybrid that only occasionally manages to convince the public and to be as incisive as pathos and narrative rhythm.
The same direction although clean, simple and with an expert hand is missing and television cut a real quid need to do to make the film a real breakthrough.
The cast is certainly the most positive aspect of the entire film being a fair and balanced mix of youth and experience, however, all talented and discreet personality.
There seems, however, stress should be laid with a special mention the performance of Marianna Di Martino and first-time director Rosini.La well have the gift of a disarming beauty and winning smile gives the viewer a precise interpretation, elegant and graceful without showing no nudity, sometimes overused in many films with physically attractive actresses. Instead Maria Paola Rosini moves on the scene with the ease, security, ease of an accomplished and consummate actress and showing uncommon comedic skills.
The end, perhaps it is too easy-going, but the world is confronted with no certainties, like the counter-idea that the family though imperfect can dimostrasi a safe port where dock peacefully.

Vittorio De Agro and Cavinato Publisher feature “Being Melvin”

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74) Ustica

ustica

Il biglietto d’acquistare per “Ustica” è : 1) Neanche regalato 2) Omaggio 3) di pomeriggio 4)Ridotto 5)Sempre

“Ustica” è un film del 2016 scritto e diretto da Renzo Martinelli, con Caterina Murino, Marco Leonardi, Lubna Azabal, Federica Martinelli, Tomas Arana

Quando possiamo definire un Paese civile e democratico? Probabilmente quando lo Stato è in grado di garantire benessere, sicurezza e giustizia ai propri cittadini.

L’Italia può essere definito uno Stato modello? Vorremo rispondere di sì, ma guardando la nostra storia non possiamo non notare troppe pagine oscure e drammatiche in cui parti dello Stato stesso, hanno contribuito a insabbiare la verità impedendo alla magistratura d’indagare adducendo il segreto di Stato.

Può la Ragion di Stato prevalere su tutto e tutti anche a costo di vittime umane?

Il caso Ustica, ahimè, dimostra tragicamente quanto il nostro Paese sia lontano da potersi uno Stato ideale. Per le nuove generazioni, Ustica forse è un solo nome sulla cartina geografica, quando invece è la storia di una tragedia e mistero irrisolto italiano.

Il 27 giugno del 1980un DC9 appartenente alla compagnia aerea Itavia scompare dagli schermi radar senza lanciare alcun segnalare di emergenza schiantandosi tra le isole di Ponza e Ustica. Muoiono ottantuno persone.

Che cosa successe? Errore umano? Avaria tecnica? Nulla di ciò, già dopo poche ore dalla tragedia sui i più importanti giornali nazionali uscirono titoli in cui si prospettava l’ipotesi di speronamento tra il DC9 e un top Gun Americano impegnato in una missione di controllo dei cieli.

Era un periodo storico assai delicato e la tensione tra gli Stati Uniti e la Libia di Gheddafi era ai massimi livelli, assai vicini a un conflitto bellico.

Ciò nonostante, nelle settimane e mesi successivi alla tragedia l’ipotesi dello scontro nei cieli fu incredibilmente messa da parte dalla stessa Commissione d’inchiesta parlamentare su Ustica formulando altre discutibili ipotesi anche di fronte a prove inequivocabili.

Renzo Martinelli, con coraggio e caparbietà, ha deciso tre anni fa di leggere tutte le carte dell’indagine condotta dal giudice Rosario Priore, trovando, secondo il regista, la vera verità di quella tragica notte.

Inizia così una ricostruzione dei fatti e soprattutto dei depistaggi e omicidi verificatisi trasformando il caso Ustica in un giallo scritto da un brillante scrittore, se non fosse per le ottantuno vittime. continua su

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Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci,nonostante tutto”

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The ticket purchase for “Ustica” is: 1) Not even given 2) Tribute 3) afternoon 4) Reduced 5) Always

“Ustica” is a 2016 film written and directed by Renzo Martinelli, with Caterina Murino, Marco Leonardi, Lubna Azabal, Federica Martinelli, Tomas Arana

When we define a civilized and democratic country? Probably when the state is able to guarantee comfort, security and justice for its citizens.

Italy can be called a model state? We would like to say yes, but looking at our history we notice too many dark and dramatic pages in which the State party itself, have helped to cover up the truth by preventing the judiciary to investigate citing state secrecy.

Can the reason of state prevail over everything and everyone even at the cost of human lives?

The case of Ustica, alas, tragically shows how our country is far from being able to an ideal state. For the younger generation, Ustica is perhaps only one name on the map, when it is the story of a tragedy and Italian unsolved mystery.

27 June 1980un DC9 belonging to the airline Itavia disappears from radar screens without launching any emergency report crashing between the islands of Ponza and Ustica. Die eighty people.

What happened? Human error? Technical Failure? Nothing that, after only a few hours after the tragedy on the most important national newspapers came out securities in which it suggested the idea of ​​ramming between the DC9 and a Top Gun American engaged in a mission control of the skies.

It was a very delicate historical period and the tension between the US and Libya’s Gaddafi was at the highest level, very close to a military conflict.

However, in the weeks and months following the tragedy the hypothesis of the clash in the skies was incredibly pushed aside by the Commission itself parliamentary inquiry on Ustica formulating other questionable assumptions also faced with clear proofs.

Renzo Martinelli, with courage and determination, decided three years ago to read all the papers of the investigation conducted by Judge Rosario Priore, finding, according to the director, the real truth of that tragic night.

Thus began a reconstruction of the facts and especially of false leads and murders occurred transforming the Ustica case in a yellow written by a brilliant writer, if not for the eighty victims. continues on

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73) La Comune

La comune

Il biglietto d’acquistare per “La Comune” è : 1) Neanche regalato 2) Omaggio 3) Di pomeriggio 4) Ridotto 5) Sempre.

“La Comune” è un film del 2016 di Thomas Vinterber scritto da: Thomas Vinterberg e Tobias Lindholm, con Ulrich Thomsen, Trine Dyrholm, Fares Fares, Lars Ranthe.

Qual è la formula giusta per essere felici? Qual è il modello giusto di famiglia? La monogamia è un valore, un dovere o è ormai solo il mero ricordo di una società che non esiste più?
Negli anni settanta andava di moda vivere in comunità, condividendo esperienze ed emozioni sulla base del pensiero unico “peace and love”.
Difficile stabilire se quest’approccio alla vita fosse sbagliato, eccessivo o, addirittura, amorale, è però certo che, qualsiasi stile e condizione di vita si scelga, è difficile far venire meno egoismo e amor proprio.
Thomas Vinterberg, con il suo lavoro, decide di portare lo spettatore indietro nel tempo, in una Danimarca anni ’70, facendoci conoscere la liberale e unita coppia composta da Erik (Thomsen), stimato architetto e docente universitario, sua moglie Anne (Dyrholm) e la loro figlia adolescente.
Erik ha ricevuto come eredità paterna la vecchia e grande casa d’infanzia e, consapevole di quanto sia dispendioso mantenerla, vorrebbe venderla.
Anne però lo convince a desistere a tale proposito, proponendogli di creare una “Comune”, in modo da rivitalizzare il matrimonio e dare maggiore brio alle loro vite.
Iniziano così dapprima i “colloqui” per scegliere le persone più “adeguate” al progetto e poi la vera e propria convivenza sotto lo stesso tetto.
È l’inizio di una felice utopia? Sì, fino a quando Erik s’innamora di una sua bella e giovane studentessa, minando così certezze affettive di Anne e la tranquillità della Comune.
Il film, che in apparenza vorrebbe decantare le lodi della libertà e dell’amore senza regole, è in realtà una dichiarazione d’approvazione del regista nei confronti della famiglia in senso tradizionale e di adesione all’idea di monogamia e fedeltà coniugale. continua su

https://www.mygenerationweb.it/201603302999/articoli/palcoscenico/cinema/2999-anteprima-la-comune-si-all-amore-libero-ma-la-famiglia-vince-su-tutto

Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano “Essere Melvin”

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The ticket purchase to “The City” is: 1) Not even given 2) Tribute 3) afternoon 4) Reduced 5) Always.

“The City” is a 2016 film by Thomas Vinterberg VinterbergThomas, written by Thomas Vinterberg and Tobias Lindholm VinterbergThomas, with Ulrich Thomsen, Trine Dyrholm, Fares Fares, Lars Ranthe.

What is the right formula for happiness? What is the right model of family? Monogamy is a value, a duty or is it just the mere memory of a society that no longer exists?
In the seventies it was fashionable to live in the community, sharing experiences and emotions on the basis of the single thought “peace and love.”
Difficult to determine whether this approach to life was wrong, excessive or even amoral, it is certain that any style and condition of life you choose, it is difficult to come less selfishness and self-love.
Thomas Vinterberg, with his work, he decided to bring the viewer back in time, in Denmark 70, letting us know the liberal and united tandem of Erik (Thomsen), esteemed architect and university professor, his wife Anne (Dyrholm) and their teenage daughter.
Erik received his father’s legacy as the big old childhood home and, aware of how wasteful keep it, would like to sell it.
Anne, however, convinced him to desist in this respect, proposing to create a “City”, in order to revitalize the marriage and give more panache to their lives.
They start first the “talks” to choose people more “appropriate” to the project and then the real coexistence under the same roof.
It is the beginning of a happy utopia? Yes, until Erik falls in love with his beautiful young student, thus undermining affective certainties of Anne and quiet of the Municipality.
The film, which apparently would like to decant the praises of freedom and love without rules, is actually a statement of approval of the director towards the family in the traditional sense and adherence to the idea of ​​monogamy and marital fidelity. continues on

https://www.mygenerationweb.it/201603302999/articoli/palcoscenico/cinema/2999-anteprima-la-comune-si-all-amore-libero-ma-la-famiglia-vince-su-tutto

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72) Un Bacio

un bacio

Il biglietto da acquistare per “Un Bacio” è: 1) Neanche regalato 2) Omaggio 3) Di pomeriggio 4) Ridotto5) Sempre

“Un bacio” è un film del 2016 diretto da Ivan Cotroneo, scritto da Ivan Cotroneo e Monica Rametta e tratto dall’omonimo racconto scritto da Ivan Cotroneo e pubblicato dalla Bompiani, con Rimau Grillo Ritzberger, Valentina Romani, Leonardo Pazzagli.

La vita può essere esperienza meravigliosa e straordinaria, ma nello stesso tempo può rivelarsi traumatica e devastante.
Quando pensate ai vostri sedici anni, quali sensazioni ed emozioni provate?
Quanti di voi sono pronti a evocare ricordi belli e felici?
L’adolescenza, per molti, può trasformarsi in un Vietnam emotivo e la scuola e i compagni possono diventare dei veri incubi.
Paradossalmente, la cattiveria dei coetanei, per quanto sia inconsapevole, può essere feroce e insopportabile. Il bullissimo è una forma di violenza verbale e fisica paragonabile a una vera guerra che gli adolescenti di ogni parte del mondo sono chiamati a combattere.
I bollettini delle vittime del bullismo riempiono quasi giorno le pagine dei nostri giornali, trovandoci impreparati ad aiutarli e a prevenire questo cancro.
Ivan Cotroneo ha deciso, con coraggio civile e passione, di raccontare l’universo giovanile e di mostrare come la diversità possa essere tra gli adolescenti un marchio infamante e fonte di dolore e tragedia.
Lo spettatore conosce, in rapida successione, tre sedicenni: Lorenzo (Ritzberger), eccentrico omosessuale e orfano di genitori, Blu (Romani), brillante scrittrice in erba, considerata dai compagni sessualmente promiscua e, infine, Antonio (Pazzagli), bravo giocatore di basket, ma limitato negli studi e traumatizzato dalla tragica perdita del fratello maggiore.
I tre ragazzi sono anime fragili e sensibili, facili prede di scherni e bullismo da parte della comunità. Stanchi di subire e delle loro rispettive solitudini, decidono di condividere le loro stranezze e diversità e di formare un personale gruppo di mutuo sostegno.
È l’inizio di una bella e intensa amicizia, che sembra essere il perfetto e invincibile scudo per le cattiverie e brutture del mondo. continua su

https://www.mygenerationweb.it/201603282998/articoli/palcoscenico/cinema/2998-anteprima-un-bacio-di-ivan-cotroneo-il-bullismo-e-il-vietnam-emotivo-delle-nuove-generazioni

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci,nonostante tutto”

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The ticket to buy for “A Kiss” is: 1) Not even given 2) Tribute 3) afternoon 4) Ridotto5) Always

“Kiss” is a film of 2016 directed by Ivan Cotroneo, written by Ivan Cotroneo and Monica Rametta and based on the story written by Ivan Cotroneo and published by Bompiani, with Rimau Grillo Ritzberger, Valentina Romans, Leonardo Pazzagli.

Life can be wonderful and extraordinary experience, but at the same time can be traumatic and devastating.
When you think about your sixteen, what feelings and emotions?
How many of you are ready to evoke memories and happy?
Adolescence, for many, it can become an emotional Vietnam and the school and companions can become a real nightmare.
Paradoxically, the wickedness of their peers, although it is unconscious, can be fierce and intolerable. The bullissimo is a form of verbal and physical violence comparable to a real war that teenagers from all over the world are called to fight.
The bulletins of the bullied fill almost the day the pages of our newspapers, finding us unprepared to help them and to prevent this cancer.
Ivan Cotroneo has decided, with civil courage and passion, to tell the youth world and to show how diversity can be a stigma among adolescents and a source of pain and tragedy.
The viewer knows, in quick succession, three sixteen year olds: Lorenzo (Ritzberger), eccentric and homosexual parents orphan, Blue (Romans), brilliant budding writer, considered by his companions sexually promiscuous and finally Antonio (Pazzagli), player of basketball, but limited studies and traumatized by the tragic loss of his older brother.
The three boys are fragile and sensitive souls, easy prey for ridicule and bullying by the community. Tired of suffering and their respective solitudes, they decide to share their oddities and diversity and to form a personal mutual support group.
It is the beginning of a beautiful and intense friendship, which seems to be the perfect and invincible shield for wickedness and ugliness of the world. continues on

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71) Ciao (Walter Veltroni)

veltroni
“Ciao” è un romanzo scritto da Walter Veltroni e pubblicato nell’ottobre 2015 da Rizzoli Editore.

La mamma è sempre la mamma. Per quanto possiamo detestarla, litigarci, contrastarla a lei ci unisce un legame d’amore e di condivisione che non può mai spezzarsi dall’inizio fino alla fine della nostra vita.
E’ sempre più difficile e complesso il rapporto con nostro padre.
E’ sì, la figura maschile di riferimento cui ci ispiriamo, ma è anche la persona con cui entriamo in conflitto e di cui sfidiamo l’autorità ed entriamo in competizione.
Ognuno di noi potrebbe raccontare aneddoti piacevoli e non con il proprio padre, perché per natura e costituzione è una figura che divide.
Quando però viene a mancare, si apre un vuoto, un buco, difficile da colmare, sentendo l’assenza della persona, probabilmente, più importante per la nostra crescita e maturazione.
Walter Veltroni rimase orfano di suo padre Vittorio, brillante giornalista radiofonico, quando aveva appena un anno.
Tutti noi conosciamola carriera di Walter e di là dalle simpatie e vicinanza politica, non si può non ammettere che l’uomo abbia comunque dato un importante ed efficace contributo al nostro Paese.
Walter Veltroni ha scelto di uscire dall’agone politico nel 2013 decidendo di occuparsi delle sue vere passioni: cinema e letteratura con discreto successo di pubblico e critica.
Come però accade agli uomini che entrano nella terza età, anche Walter ha cominciato a riflettere sulla sua esistenza e sul suo passato attraversando una fase malinconica e nostalgica. Una condizione che l’ho spinto a voler rendere omaggio al padre Vittorio e al desiderio filiale di poter dialogare con lui, cosa che la vita gli ha negato tragicamente.
“Ciao” è un romanzo d’amore più che un omaggio alla figura paterna, in cui l’autore decide di regalarsi per i suoi sessant’anni un inaspettato incontro con il padre in una giornata di ferragosto in una Roma deserta.
Vittorio appare al figlio sull’uscio di casa e nonostante l’emozione, il figlio lo invita a entrare dando così inizio a un toccante viaggio nel passato scandito dai ricordi dei colleghi di Vittorio e dello stesso autore e da tanti ritagli di giornale e foto.
Walter Veltroni mette da parte l’uomo pubblico e fa entrare il lettore nella sua sfera privata fatta di emozioni, rimpianti e soprattutto amore verso un padre che non ha potuto conoscere, ma solo leggere e ascoltare tramite terzi.
Un romanzo che tocca fin da subito le corde emotive del lettore che non può non seguire con commozione e trasporto l’intenso momento tra padre e figlio.
E’stata per Walter un’esperienza catartica e liberatoria e soprattutto un’occasione per dichiarare tutti i suoi sentimenti più intimi e personali.
Lo stile di Walter è semplice, diretto, pulito capace di costruire una storia carica di pathos e ritmo narrativo.
Tutti noi vorremo avere l’opportunità di poter rivedere e parlare liberamente e con sincerità ai nostri cari defunti e questo romanzo fornisce il modo e l’ispirazione di farlo perché in fondo, sebbene lontani, essi sono sempre al nostro fianco e pronti a dirci “Ciao” con un rassicurante sorriso.

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“Hello” is a novel written by Walter Veltroni and published in October 2015 by Rizzoli Editore.

Mum is always mum. As much as we hate it, quarrel, fight it to her joining us a bond of love and sharing that can never break from the beginning to the end of our lives.
E ‘increasingly difficult and complex relationship with our father.
And ‘yes, the male figure of reference which we are inspired, but it is also the person with whom we come into conflict and of which we challenge the authorities and we compete.
Each of us could tell enjoyable anecdotes and not with his father, because by nature and constitution is a figure that divides.
But when it fails, it opens a void, a gap, difficult to fill, feeling the absence of the person, probably more important for our growth and maturation.
Walter Veltroni was orphaned of his father Vittorio, brilliant radio journalist, when he was just a year.
We all Know them the career of Walter and beyond the sympathies and political proximity, one can not but admit that the man has still made an important and effective contribution to our country.
Walter Veltroni has chosen to exit the political dall’agone in 2013 and decided to deal with his true passions: cinema and literature, with moderate success with audiences and critics.
But, as happens to men entering the third age, even Walter began to reflect on his life and his past through a melancholic and nostalgic phase. A condition that I pushed him to want to pay homage to his father Vittorio and desire branch can talk with him, that life has denied him tragically.
“Hello” it is a love story rather than a tribute to the father figure, in which the author decides to treat yourself to his sixty years an unexpected encounter with his father in a day of August in a deserted Rome.
Vittorio appears to his son on the front door and despite the emotion, the son invited him to come thus initiating a touching journey into the past marked by memories of colleagues of Victor and the same author and many newspaper clippings and photos.
Walter Veltroni puts aside the public man and lets the reader into his private sphere made of emotions, regrets and above all love for a father who could not know, but only read and listen through third parties.
A novel that touches immediately the emotional chords of the player that can not but follow with emotion and transport the intense moment between father and son.
It has been a cathartic experience for Walter and release and above all an opportunity to declare all its most intimate and personal feelings.
The Walter’s style is simple, direct, clean able to build a history laden with pathos and narrative rhythm.
All we would like to have the opportunity to review and speak freely and sincerely to our deceased loved ones and this novel provides the way and the inspiration to do so because deep down, although distant, they are always with us and ready to tell us ” hello “with a reassuring smile.

Vittorio De Agro and Cavinato Publisher feature “Being Melvin”

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70) Batman V Superman -Dawn of Justice

Batman V Superman Dawn of Justice

Il biglietto d’acquistare per “Batman V Superman –Dawn of Justice”” è : 1) Neanche regalato 2) Omaggio 3) Di pomeriggio 4) Ridotto 5) Sempre

“Batman V Superman – Dawn of Justice” è un film del 2016 diretto da Zack Snyder, scritto da Chris Terrio e David S. Goyer, con Ben Affleck, Henry Cavill, Amy Adams, Jesse Eisenberg, Diane Lane, Jeremy Irons, Gal Godot

Il vostro caro “giornalista per caso” sente il bisogno di fare “coming out” cinematografico, prima di scrivere questa recensione. Per il sottoscritto l’unico Superman era, è, e sempre sarà, Christopher Reeve, l’uomo capace di dare all’alieno venuto da Crypton una connotazione umana, fascino, ironia e incisività. Chiunque abbia indossato dopo di lui la calzamaglia e il mantello ha regalato perfomance tra l’imbarazzante e l’insulso.
Non me ne vogliano le adoranti fan di Henry Cavill, ma quando lo vidi due anni fa nell’Uomo d’acciaio, ho dovuto farmi forza per non urlare il mio sdegno nella sala gremita.
Henry Cavill è un bel ragazzo, alto, muscoloso, ma non possiede il quid per essere il supereroe per eccellenza.
Amo Batman e nel mio vecchio cuore sono impressi i due film firmati da Tim Burton, ho comunque applaudito il genio di Nolan e il talento di Christian Bale nel riscrivere la saga dell’uomo pipistrello in una chiave esistenziale e cupa. Quando un anno fa giunse la notizia che Ben Affleck avrebbe ereditato il ruolo dell’attore gallese, come milioni di fan, ho avuto più di una perplessità.
Potevano un bravo ragazzo e un attore monolita reggere il peso di un ambizioso progetto come quello che i produttori hanno scelto di portare in scena, ovvero mettere i più grandi supereroi della storia l’uno contro l’altro?
Ebbene, la risposta secca di chi scrive, dopo aver assistito all’anteprima stampa è lapidaria: “no, senza se e senza ma”.
La coppia Cavil-Affleck non possiede la forza, l’eleganza, il talento e il quid necessari per scrivere una pagina memorabile del cinema di genere.
Fatte queste doverose premesse, non voglio buttare il bambino con l’acqua sporca.
“Batman V Superman” è un ambizioso e interessante progetto in cui la Warner vuole sfidare la corazzata Marvel su un terreno assai insidioso e complesso.
Essendo la puntata zero, che darà il via a una serie di film con tanti amati personaggi della DC, che nei prossimi anni invaderanno i nostri schermi, ciò comporta una serie di problemi narrativi e strutturali.
Non desidero anticipare la trama e rovinare la sorpresa ai fan, anche perché, essendo l’intreccio narrativo molto complesso e caotico, sarebbe difficile riassumerlo in poche righe.

Ci pare giusto rilevare come gli autori abbiano voluto scrivere un testo in cui i temi etici e morali sono prevalenti, ponendo allo spettatore La Domanda: se un supereroe possa restare tale anche al di sopra della legge. continua su

http://www.mygenerationweb.it/201603262994/articoli/palcoscenico/cinema/2994-batman-vs-superman-un-supereroe-puo-agire-al-di-fuori-della-legge-per-il-bene-comune

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci,nonostante tutto”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html

The ticket purchase for “Batman V Superman -Dawn of Justice” “is: 1) Not even given 2) Tribute 3) afternoon 4) Reduced 5) Always

“Batman V Superman – Dawn of Justice” is a 2016 film directed by Zack Snyder, written by Chris Terrio and David S. Goyer, with Ben Affleck, Henry Cavill, Amy Adams, Jesse Eisenberg, Diane Lane, Jeremy Irons, Gal Godot

Your beloved “reporter accidentally” feels the need to do “coming out” film, before writing this review. For myself the only Superman was, is, and always will be, Christopher Reeve, the man capable of giving the alien came from Crypton a human connotation, charm, humor and incisiveness. Anyone who has worn after him the tights and cape gave performances from the embarrassing and silly.
I do not want the adoring fans of Henry Cavill, but when I saw him two years ago in the Man of Steel, I had to force myself not to scream my anger in the packed hall.
Henry Cavill is a handsome guy, tall, muscular, but does not have the quid to be the superhero par excellence.
I love Batman and in my old heart are engraved the two films by Tim Burton, I still applauded the genius of Nolan and Christian Bale’s talent in the rewrite man bat saga in an existential and gloomy. When a year ago he came the news that Ben Affleck would inherit the Welsh actor’s role, as millions of fans, I had more of a concern.
They could be a good guy and a monolithic actor hold the weight of an ambitious project like the one the producers chose to stage, or put the greatest superheroes of history against each other?
Well, the short answer of the writer, after watching the preview release is lapidary: “no, no ifs, ands or buts.”
The Cavil-Affleck couple does not have the strength, elegance, talent and the quid necessary to write a memorable page of genre cinema.
Without this premise, I do not want to throw the baby out with the bath water.
“Batman V Superman” is an ambitious and exciting project that Warner wants to challenge the battleship Marvel on a very treacherous terrain and complex.
Being the zero bet, which will launch a series of films with many beloved characters of DC, in the coming years will flood our screens, this involves a series of narrative and structural problems.
I do not want to anticipate the plot and spoil the surprise to the fans, because, being the very complex and chaotic storyline, it would be difficult to summarize in a few lines.

We feel obliged to point out that the authors have wanted to write a text in which the ethical and moral issues are prevalent, placing the viewer’s question: If a superhero would remain so even above the law. continues on

http://www.mygenerationweb.it/201603262994/articoli/palcoscenico/cinema/2994-batman-vs-superman-un-supereroe-puo-agire-al-di-fuori-della-legge-per-il-bene-comune

Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

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69) Berlusconi si racconta a Friedman – My Way (Alan Friedman)

berlusconi

“Berlusconi si racconta a Friedman – My way” è un libro scritto da Alan Friedman e pubblicato nell’autunno 2015 da Rizzoli editore.

Su Silvio Berlusconi si è scritto e detto qualsiasi cosa negli ultimi anni.
L’Italia si è divisa in chi lo considera l’uomo della Provvidenza e chi il nuovo Belzebù dopo la morte di Giulio Andreotti.
Chi è dunque Silvio Berlusconi? Un geniale imprenditore? L’uomo politico che inventandosi in quaranta giorni un partito politico ha salvato l’Italia dai comunisti nel 1994?
E’ piuttosto un pregiudicato quale evasore fiscale come ha stabilito nell’agosto del 2014 dalla Cassazione?
Silvio Berlusconi è tutto questo e molto altro come avviene per uomo che è riuscito a catalizzare su se stesso enormi consensi e odi anche personali.
Alan Friedman, stimato giornalista americano, ha scelto di scrivere un libro intervista per cercare di raccontare l’uomo Berlusconi e di far arrivare al lettore senza troppe censure, che cosa pensa e prova uno degli uomini più influenti della nostra storia recente.
C’era bisogno di questo libro? Probabilmente no, e chi vi scrive, non ha mai nascosto le sue simpatie politiche di centro destra.
Mi aspettavo di più dal giornalista americano ovvero una maggiore incisività dialettica e una corrosiva capacità di “attaccare” il personaggio Berlusconi mostrando magari più cinismo e spregiudicatezza di stampo anglosassone nell’intervistare il potente di turno.
Per carità il libro è scritto in maniera semplice, diretta riuscendo a catturare l’attenzione e curiosità del lettore senza però toccare particolari vette di pathos narrativo né di rilevare qualcosa di nuovo e veramente audace.
Friedman sceglie uno stile sobrio e soprattutto una linea narrativa politicamente corretto limitandosi a intervistare Berlusconi con toni pacati e tranquilli e solamente nella parte legata alla giustizia, il lettore nota come ci sia stato un cambio di climax e in cui l’intervistato appare più in difficoltà e in sofferenza.
Il lettore segue le varie tappe della vita dell’ex premier per lo più già note e discusse e sicuramente rimanendo colpito dai ricordi dell’uomo riguardo la sua infanzia e i suoi genitori.

Ciò che mi ha colpito di più leggendo il libro è da una parte la solitudine di Silvio Berlusconi ormai giunto nell’ultima parte della sua vita terrena, nonostante i soldi e le donne e dall’altra la tenacia e determinazione dell’uomo a non voler uscire dalla scena senza poter scrivere un nuovo capitolo vincente della sua lunga e avventurosa storia personale e di conseguenza del nostro Paese.

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci, nonostante tutto”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html

“Berlusconi is said to Friedman – My Way” is a book written by Alan Friedman and published in autumn 2015 by Rizzoli.

anything over the last few years on Silvio Berlusconi has been written and said.
Italy was divided into those who consider him the man of providence and who the new Beelzebub after Giulio Andreotti death.
Who then Silvio Berlusconi? A brilliant entrepreneur? The politician who in forty days inventing a political party has saved Italy from the communists in 1994?
And ‘quite a convicted tax evader whom as established in August 2014 by the Supreme Court?
Silvio Berlusconi is all this and more as it does for men that is able to catalyze on itself huge acclaim and even personal hatreds.
Alan Friedman, esteemed American journalist, he chose to write a book interview to try to tell the man Berlusconi and to get the reader without much censure, what the most influential of our recent history thinks and feels one of the men.
There was a need for this book? Probably not, and this writer, has never hidden his sympathies center-right policies.
I expected more from the American journalist that more incisive dialectics and a corrosive ability to “attack” the character Berlusconi showing perhaps more cynicism and ruthlessness Anglo-Saxon interviewing the powers that be.
For goodness sake, the book is written in a simple, direct managing to capture the attention and curiosity of the reader without touching particular narrative pathos peaks or detect something new and really daring.
Friedman chooses a sober and above all a narrative line politically correct simply to interview Berlusconi with soft tones and quiet and only in part related to justice, the player known as there was a change of climax and in which the interviewee seems more in difficulty and suffering.
The reader follows the various stages of the life of former Prime Minister mostly already known and discussed, and certainly remain impressed by the man’s memories of his childhood and his parents.

What struck me most is reading the book on one hand the loneliness of Silvio Berlusconi has now reached the last part of his earthly life, despite the money and women and on the other man’s tenacity and determination not to leave the scene without being able to write a new winning chapter of his long and adventurous history of staff and as a result of our country.

Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

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68) Un paese quasi perfetto

un paese quasi perfetto

il biglietto d’acquistare per “Un paese quasi perfetto” è : 1) Neanche regalato 2) Omaggio 3) Di pomeriggio 4) Ridotto 5) Sempre

“Un paese quasi perfetto” è un film del 2016 scritto e diretto da Massimo Gaudosio, basato sul film “ La Grande Seduction” scritto da Ken Scott e diretto da Jean Francois Pouliot, con : Fabio Volo,Silvio Orlando, Nando Paone, Carlo Buccirosso, Miriam Leone.

Vado a vivere in campagna cantò qualche anno a Sanremo Totò Cutugno. Dove si vive meglio tra la rumorosa città e la tranquilla provincia? E’ difficile darsi una risposta perché come ha dettolo stesso Fabio Volo, stamani in conferenza stampa, è sbagliato ritenere la città luogo di perdizione e la provincia sia invece emblema della serenità e pulizia.

Oggi in molti scappano dalla città emulando Billy Cristyal protagonista del film del 1991 più che per desiderio di un po’ di pace interiore piuttosto per la disperata ricerca di un posto di lavoro.

Stiamo assistendo negli ultimi anni a un vero controesodo figlio della lunga e drammatica crisi economica che stiamo vivendo.

C’è chi invece comunque non ha mai voluto abbandonare il proprio paese natio, deciso a vivere una vita magari spartana e semplice, ma più felice e realizzato che nelle grandi metropoli.

E’ una favola immaginate? Forse è cosi, ma esiste un paese, Pietramezzana, in Basilicata in cui vivono 120 anime dove il tempo e lo spazio sembrano essersi fermati dopo la chiusura della miniera, unica fonte di sostentamento e di lavoro per la comunità. Gli uomini ricevono ogni mese un sussidio di disoccupazione occupando il resto del tempo al bar a bere e a recriminare sui bei tempi.

E’ uno scenario triste e melanconico che si presenta agli occhi dello spettatore e quando il sindaco stesso decide di abbandonare il paese tutto sembra destinato a concludersi drammaticamente.

Ma si sa, l’orgoglio dell’uomo di paese è sconfinato insieme alla sua determinazione. Valori ben incarnati da Domenico (Orlando) che non volendo arrendersi all’amara realtà insieme ai suoi storici amici decidono di coinvolgere l’intera comunità a una truffa in stile Totò. Ovvero convincere un’importante azienda del Nord a investire nel loro paese e per fare ciò deve dimostrare che in paese è presente un medico di base. Un’impresa non da poco, ma che diviene possibile quando il ricco e ingenuo chirurgo plastico Gianluca Terragni (Fabio Volo) per evitare il carcere accetta di vivere un mese a Pietramezzana prestando servizio.

Domenico e l’intero paese si mobilitano per far credere al medico di essere finito nel paese perfetto al punto di fargli credere che lo sport preferito della comunità è il suo amato cricket.

Se avete amato il film “La vita degli altri” allora non potrete non sorridere di questa versione italica e con i toni da commedia tutta basta sull’equivoco e sulle apparenze. continua su

http://www.nuoveedizionibohemien.it/index.php/appuntamento-al-cinema-un-paese-quasi-perfetto/

Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano “Essere Melvin”

http://www.ibs.it/code/9788899121372/de-agrograve/essere-melvin-tra.html

the ticket of purchase for “An almost perfect country” is: 1) Not even given 2) Tribute 3) afternoon 4) Reduced 5) Always

“A country almost perfect” is a film of 2016 written and directed by Massimo Gaudosio, based on the movie “La Grande Seduction” written by Ken Scott and directed by Jean Francois Pouliot, with: Fabio Volo, Silvio Orlando, Nando Paone, Carlo Buccirosso Miriam Leone.

I’m going to live in the country sang a few years in Sanremo Toto Cutugno. Where you live better between the noisy city and the quiet province? It ‘hard to give an answer because as dettolo same Fabio Volo, this morning at a press conference, it is unwise to assume the place of perdition city and the province is rather emblem of serenity and cleanliness.

Today in many cities they run away from emulating Billy Cristyal star of the 1991 movie rather than a desire for a bit ‘of inner peace rather to the desperate search for a job.

We are seeing in recent years a real controesodo son of the long and dramatic economic crisis we are experiencing.

There are those who still never wanted to leave their homeland, determined to live a life maybe spartan and simple, but happier and realized that in the big cities.

It ‘a fairy tale imagined? Maybe so, but there is a country, Pietramezzana, in the Basilicata region in which they live 120 souls where time and space seem to have stopped after the closure of the mine, the only source of livelihood and work for the community. Men receive a monthly dole occupying the rest of the time at the bar to drink and complain about the good times.

It ‘a sad and melancholy scene that presents itself to the viewer and when the mayor himself decides to leave the country everything seems destined to end dramatically.

But you know, the country’s pride is boundless along with his determination. well the values ​​embodied by Domenico (Orlando) who did not want to surrender to the bitter reality with his old friends decide to involve the whole community to a scam in Toto style. Or convince a major North company to invest in their country and to do that is to show that in the village there is a primary care physician. No mean feat, but that becomes possible when the rich and naive plastic surgeon Gianluca Terragni (Fabio Volo) to avoid jail accepts to live one month Pietramezzana paying service.

Domenico and the whole country are mobilizing to fool the doctor to be finished in the perfect country to the point to make him believe that the favorite sport of the community is his beloved cricket.

If you loved the movie “The Lives of Others” then you can not help but smile at this italic version and the comedic tone throughout and just equivocate on appearances. continues on

http://www.nuoveedizionibohemien.it/index.php/appuntamento-al-cinema-un-paese-quasi-perfetto/

Vittorio De Agro and Cavinato Publisher feature “Being Melvin”

http://www.ibs.it/code/9788899121372/de-agrograve/essere-melvin-tra.html

67) Il mio grosso grasso matrimonio greco 2

greco 2

Il biglietto da acquistare per “Il mio grosso grasso matrimonio greco 2” è: 1)Neanche regalato; 2)Omaggio; 3)Di pomeriggio; 4)Ridotto; 5)Sempre.

Un film di Kirk Jones. Con Nia Vardalos, John Corbett, John Stamos, Alex Wolff, Rita Wilson, Mark Margolis, Lainie Kazan, Elena Kampourish, Andrea Martin, Jayne Eastwood. Commedia, 89′. 2016.

Negli ultimi anni se pensiamo alla Grecia ci vengono in mente soprattutto crisi economica e dissensi con l’Unione Europea, povertà, caos politico, migranti ammassati negli improvvisati campi profughi delle isole.

Le avventure e disavventure di una famiglia greca sui generis possono ancora far ridere il pubblico, spingendolo a recarsi in massa al cinema, come è successo ormai 14 anni fa (correva infatti l’anno 2002 quando “Il mio grosso grasso matrimonio greco” uscì in Italia)?

Se la famiglia è quella di Toula (Vardalos), che abbiamo imparato a conoscere e amare tempo fa, sembra proprio che la risposta sia sì. Squadra che vince, si sa, non si cambia. Tornano allora a imperversare sul grande schermo i Portokalos, più numerosi, rumorosi e impiccioni che mai.

La protagonista Toula è ancora felicemente sposata con il suo Ian (Corbett) e la coppia ha una figlia, Paris, pronta però a volare via dal nido per inscriversi al college.

Non aspettatevi una storia complicata o chissà quali sofismi narrativi: l’autrice Nia Vardalos ripropone infatti uno schema vincente quanto noto, puntando soprattutto sui personaggi del primo film, ironici e divertenti, e inserendo un nodo problematico nella trama – per risolvere il quale, tutta la famiglia Portokalos si mobiliterà.

Una commedia a trazione, e soprattutto di spirito, familiare, dove viene messa in evidenza l’importanza per l’individuo della vita in comune e della condivisione sia dei problemi sia delle gioie.

Una pellicola brillante, fresca, pulita, che non ricorre, per riuscire, a volgarità e doppi sensi a sfondo sessuale, banali quanto abusati. continua su

Al cinema: Il mio grosso grasso matrimonio greco 2

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci, nonostante tutto”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html

The ticket to buy for “My big fat greek wedding 2” is: 1) Not even a present; 2) Tribute; 3) In the afternoon; 4) Reduced; 5) Always.

A Kirk Jones film. With Nia Vardalos, John Corbett, John Stamos, Alex Wolff, Rita Wilson, Mark Margolis, Lainie Kazan, Elena Kampourish, Andrea Martin, Jayne Eastwood. Comedy, 89 ‘. 2016.

In recent years, if we think of Greece come to mind above all economic crises and disagreements with the European Union, poverty, political chaos, migrants crammed in makeshift refugee camps on the islands.

The adventures and misadventures of a Greek family sui generis can still make the audience laugh, pushing him to go to the movies en masse, as is now 14 years ago happened (in fact ran the year 2002 when “My big fat greek wedding” was released in Italy)?

If the family is to Toula (Vardalos), we’ve come to know and love while ago, it seems that the answer is yes. Winning team, you know, it does not change. Back then to rage on the big screen the Portokalos, more numerous, noisy and nosy as ever.

The main character Toula is still happily married to her Ian (Corbett) and the couple has a daughter, Paris, however, ready to fly away from the nest to subscribe to college.

Do not expect a complicated story or some kind of sophistry narrative: the author Nia Vardalos in fact proposes a winning scheme known as, focusing on the characters of the first film, ironic and amusing, and entering a problematic issue in the plot – to solve that, throughout Portokalos the family will mobilize.

A tensile comedy, and especially the spirit, family, where it is highlighted the importance for the individual of living together and sharing both the problems of both the joys.

A brilliant film, fresh, clean, that does not occur, to succeed, to vulgarity and double meanings sexual, trivial as it abused. continues on

Al cinema: Il mio grosso grasso matrimonio greco 2