113) Finale di Stagione 2017- Le Classifiche

Si chiude oggi un’altra stagione dello Spettatore Pagante scandita da impegni, incontri, festival, presentazioni e soprattutto vivendo ancora una volta numerose, sincere e forti emozioni.
Una stagione caratterizzata dalla prima e vera produzione teatrale di Roberto Sapienza, che ha avuto il suo clou lo scorso 3o marzo con l’anteprima stampa a Napoli di “Per Ofelia” di Mirko Di Martino con Stella Egitto ed Orazio Cerino.


Un impegno davvero totalizzante che ci ha distolto molte energie ed attenzione dalla cura giornaliera del nostro blog.
Non è venuta meno però la nostra passione e la volontà di raccontare le nostre passioni e sensazioni come privilegiati inviati da Festival.
Abbiamo dovuto rinunciare al Festival di Berlino, ma ci siamo rifatti con gli interessi con Cannes e poi Giffoni, senza dimenticare gli eventi come I Nastri D’Argento e I Ciak D’Oro.
La nostra assenza è stata però magnificamente colmata con professionalità, talento ed amicizia da valenti colleghi quali: Federica Rizzo, Alberto Leali, Ambra Azzoli, Valeria Lotti e Francesco Salvetti.
Per una precisa scelta editoriale, non abbiamo voluto pubblicare i loro pezzi sul blog, volendo rimarcare il loro concreto ed importante apporto alla crescita del progetto “Parole a Colori”di Roberta Turilazzi
Chi volesse leggere i loro articoli , basta cliccare su questo link (http://paroleacolori.com/category/cinema/cineasta-cinema/) apprezzando la bontà della loro scrittura .
I numeri dello Spettatore Pagante al 31 luglio 2017 sono questi: 129 film, 21 libri ( chi volesse leggere le recensioni letterarie di Vittorio De Agrò sul blog il Rumore dei Libri : http://ilrumoredeilibri.blogspot.it/ ), 11 programmi televisivi, 5 spettacoli teatrali e 1 un concerto.
Indine, come di consueto, vi presentiamo le nostre temute Classifiche

Libri

1) Ex Equo Il Maestro delle Ombre (Donato Carrisi)
https://ilritornodimelvin.wordpress.com/2017/02/25/56-il-maestro-delle-ombre-donato-carrisi/
La ragazza nella Nebbia (Donato Carrisi)
https://ilritornodimelvin.wordpress.com/2017/06/24/157-la-ragazza-nella-nebbia-donato-carrisi/

2) I Bastardi di Pizzo Falcone (Maurizio de Giovanni)
https://ilritornodimelvin.wordpress.com/2017/02/01/28-i-bastardi-di-pizzofalcone-maurizio-de-giovanni/
3) Qualcosa (Chiara Gamberale)
https://ilritornodimelvin.wordpress.com/2017/05/06/115-qualcosa-chiara-gamberale/

 

 

TV

1)Il Commissario Montalbano Un Covo di Vipere
https://ilritornodimelvin.wordpress.com/2017/02/27/58-il-commissario-montalbano-un-covo-di-vipere/
2)Ex Equo Maltese il Romanzo del Commissario
https://ilritornodimelvin.wordpress.com/2017/05/08/119-maltese-il-romanzo-del-commissario/
La Porta Rossa
https://ilritornodimelvin.wordpress.com/2017/02/22/50-la-porta-rossa/

3)In Treatment stagione finale
https://ilritornodimelvin.wordpress.com/2017/03/25/80-in-treatment-stagione-finale/

 

Film

1)La vendetta di un uomo Tranquillo
https://ilritornodimelvin.wordpress.com/2017/04/06/88-la-vendetta-di-un-uomo-tranquillo/
2) Ex Equo Crazy for football
https://ilritornodimelvin.wordpress.com/2017/02/22/51-crazy-for-football/
La Guerra dei Cafoni
https://ilritornodimelvin.wordpress.com/2017/04/27/107-la-guerra-dei-cafoni/

3) Get Out
https://ilritornodimelvin.wordpress.com/2017/05/20/130-get-out/
Premio Speciale Spettatore Pagante : I Peggiori
https://ilritornodimelvin.wordpress.com/2017/05/16/127-i-peggiori/
Premio rivelazione :
East End
https://ilritornodimelvin.wordpress.com/2017/05/05/112-east-end/

 

Teatro
1) Regine Sorelle
https://ilritornodimelvin.wordpress.com/2017/02/27/57-regine-sorelle/
2) Bedda Makki come resushitare il Ristorante
https://ilritornodimelvin.wordpress.com/2017/02/10/36-bedda-maki-come-resushitare-il-ristorante-e-vivere-felici/

 

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169) La rete di protezione (Andrea Camilleri)

“La rete di protezione” è un romanzo scritto da Andrea Camilleri e pubblicato nel maggio 2017 da Sellerio Editore.

Chi come il sottoscritto ha poche certezze nella vita , ma soprattutto ha una fede “letteraria” incrollabile nei confronti del Maestro Camilleri, prova ogni volta un certo imbarazzo e timore nel permettersi di scrivere una recensione, nell’esprimere un giudizio estetico, nel valutare un testo anche se dettato dallo scrittore più talentuoso, creativo e moderno del nostro Paese.
Quando Andrea Camilleri sarà insignito del Premio Nobel per la Letteratura, sarà sempre un atto tardivo e solamente in parte celebrativo dei talenti del Maestro.
Fatta queste dovute premesse, mi permetto di scrivere che “La rete di protezione” è probabilmente l’indagine, meno riuscita, del commissario Montalbano per il semplice fatto che il lettore dovrà attendere il finale, magistralmente costruito, per ritrovare “i classici e “tipici” elementi che hanno reso celebre il commissario Montalbano e nella vincente rivisitazione del genere giallo secondo Andrea Camilleri.
“La rete di protezione” è infatti, a mio modesto parere, un attento ed accurato saggio sulle “contraddizioni “e “cattiveria” della società moderna oltre che a tratteggiare con sensibilità e delicatezza la vana ricerca dell’uomo di ritrovare, almeno in minima parte, un po’ d’etica civile e morale.
Quelle che sulla carta potrebbero essere considerate tematiche pesanti e complesse come il bullismo tra ragazzi a scuola, l’abuso del web e l’infedeltà matrimoniale sono raccontate ed inserite all’interno di un intreccio narrativo scorrevole, lineare e quasi sempre avvolgente ed intenso. È presente anche in questo romanzo, l’aspetto emotivo e nostalgico del passato, rappresentato, almeno all’inizio in modo originale e stravagante, dall’insolita richiesta fatta al commissario Montalbano d’indagare su un banale muro ripreso in diverse cassette per svariati anni.
Sono micro storie collocate all’interno della divertente e comica cornice principale, ovvero quella di poter osservare e sorridere dell’effimera quanto travolgente attrattiva e reazione degli abitanti di Vigata nel poter essere spettatori della vita da set di una fiction svedese.
“La rete di protezione” è un romanzo atipico e diverso che forse potrebbe far storcere il naso ai fan storici di Montalbano, ma avendo la pazienza di leggere il testo fino fondo, ecco che la pazienza sarà premiata nel leggere e soprattutto provare sincere e profonde emozioni. Ritrovando ed apprezzando lo stile, la sensibilità e profondità del Maestro nel rappresentare l’uomo e le sue imperfezioni, a volte quest’ultime figlie di un grande amore e dell’ingenuità tipica della gioventù.
Andrea Camilleri attraverso le parole e azioni del suo alter ego Montalbano, continua a raccontare l’Italia e soprattutto noi italiani, senza essere mai cattivo, auspicando, con lucidità ed onesta, un scatto d’orgoglio e un cambio di mentalità, quanto mai indispensabili nel nostro Paese.

168) Dentro l’acqua ( Paula Hawkins)

“Dentro l’acqua” è un romanzo scritto da Paula Hawkins e pubblicato a maggio 2017 in Italia da Piemme.
Se avete problemi con l’acqua, se avete conti in sospeso con un fratello, se credete che il maschilismo non sia un difetto e se soprattutto avete letto ed amato “La ragazza del Treno”, l’esordio folgorante di Paula Hawkins, allora questo è il vostro romanzo per l’estate.
Se invece non appartenete a nessuno di queste categorie, allora forse è il caso di utilizzare MasterCard per trascorrere qualche ora piacevole sotto l’ombrellone.

Paula Hawkins è tornata ed ancora una volta dividendo in due opposti e feroci schieramenti, tra chi la considera un’autrice dalle grandi potenzialità e chi invece una perfetta e grandiosa operazione di marketing su grande scala.
Chi vi scrive, due anni fa spinto dalla curiosità lesse il suo primo romanzo, trovandola gradevole, nel complesso ben scritto, ma non facendomi gridare al capolavoro letterario.
“Dentro l’acqua” conferma il mio modesto giudizio sul talento e creatività di Paula Hawkins, evidenziando quanto l’autrice inglese abbia a cuore l’universo femminile e desiderando di raccontarlo scandagliando le diverse e intime sfumature dell’anima e mente. “Dentro l’acqua” ricalca in qualche modo l’impianto drammaturgico de “La Ragazza del treno” portando il lettore dentro la storia dalla prospettiva di una delle protagoniste, nel nostro caso è Julies Abbot , quando il corpo di sua sorella Nel viene trovato in fondo al fiume di Beckford, nel nord dell’Inghilterra, costringendo Julies a fare ciò che non avrebbe mai voluto: mettere di nuovo piede nella soffocante cittadina della loro adolescenza, un luogo da cui i suoi ricordi, spezzati, confusi, a volte ambigui, l’hanno sempre tenuta lontana. Ma adesso che Nel è morta, è il momento di tornare. Di tutte le cose che Julia sa, o pensa di sapere, di sua sorella, ce n’è solo una di cui è certa davvero: Nel non si sarebbe mai buttata. Era ossessionata da quel fiume, e da tutte le donne che, negli anni, vi hanno trovato la fine – donne “scomode”, difficili, come lei -, ma mai e poi mai le avrebbe seguite. Allora qual è il segreto che l’ha trascinata con sé dentro l’acqua? E perché Julies adesso, ha così tanta paura di essere lì, nei luoghi del suo passato? La verità, sfuggente come l’acqua, è difficile da scoprire a Beckford: è sepolta sul fondo del fiume, negli sguardi bassi dei suoi abitanti, nelle loro vite intrecciate in cui nulla è come sembra.
Oltre Julies, a piangere ed interrogarsi sulla misteriosa morte di Nel, c’è anche la figlia Lena, un’adolescente arrabbiata, ferita e decisa a scoprire la verità sulle ultime ore di vita della madre.
Beckord non è affatto una tranquilla cittadina, anzi più si procede nella lettura più lo spettatore non può trovare similitudini con l’atmosfera, i toni e soprattutto con i segreti inconfessabili dei personaggi che hanno reso celebre la cittadina di Twin Peaks ideata da David Linch.
Ogni personaggio di questa storia porta dentro di sé un lutto, un dolore e un segreto che lo fa apparire come possibile sospettato, non solo dell’omicidio di Nel ma di altre donne trovate morte in passato nel maledetto e misterioso fiume. Allo stesso tempo il comune travagliato passato unisce tutti i protagonisti diventano il filo rosso narrativo principale
Paula Hawkins, ispiratasi alla scrittrice svedese Camilla Lackberg che nello scrivere i suoi romanzi gialli alterna efficacemente il presente dell’indagine con flashback del passato, ripropone questo schema vincente nel costruire il proprio impianto. Confermando inoltre la propria peculiarità narrativa di cambiare la prospettiva ad ogni capitolo, dando voce ai pensieri e sentimenti dei diversi e contradditori personaggi.
“Dentro l’acqua” è un romanzo giallo solamente in apparenza, avendo piuttosto un taglio più introspettivo ed esistenziale sulla condizione delle donne in una piccola cittadina.
Il lettore fatica almeno nelle prime due parti su quattro ad entrare in empatia con la storia e i personaggi, essendo la prima troppo dispersiva e i secondi abbastanza stereotipati e già letti. Il romanzo diventa più interessante ed avvolgente nella terza e quarta parte trovando un buon ritmo e pathos incuriosendo il lettore nella lettura fino allo spiazzante e angosciante finale.
“Dentro l’acqua” merita sicuramente d’essere inserito tra le vostre letture estive, magari quando sarete lontani dall’acqua, per essere sani e salvi da qualsiasi tentativo d’emulazione.

167) Operation Chromite

Il biglietto da acquistare per “Operation Chromite” è:
Nemmeno regalato. Omaggio. Di pomeriggio (con riserva). Ridotto. Sempre.

“Operation Chromite” è un film di Jae-Han Lee. Con Lee Jung-Jae, Lee Beom-soo, Se-Yeon Jin, Liam Neeson, Mathew Darcy, Sean Dulake. Azione, 111′. Corea del Sud, 2016

Ogni Paese ha nella sua storia eroi e gesta coraggiose, che ancora oggi vengono portate a modello per i giovani. Ricordare la dura lotta verso la libertà è un atto dovuto, perché il benessere di oggi spesso arriva da un passato di sacrificio e dolore.

“Operation Chromite” di Jae-Han Lee altro non è che un omaggio ai soldati sudcoreani che diedero la vita, a inizio guerra fredda, pur di liberare il proprio paese dalla Corea del Nord.

25 giugno 1950. La Corea del Nord invade la Corea del Sud con l’aiuto di Cina e Russia. La capitale Seul cade in tre giorni, il resto del paese in un mese.

Per rispondere all’attacco il generale MacArthur, comandante delle forze Onu, pianifica uno sbarco nella città portuale di Incheon. L’operazione, nome in codice di “Operation Chromite”, ha pochissime probabilità di successo, ma un esito positivo potrebbe cambiare le sorti della guerra.

Sotto la guida di MacArthur (Neeson), l’unità speciale X-RAY riesce a infiltrarsi nella città, occupata dai nordcoreani del Comandante Lim Gye-Jin (Beom-soo), per preparare lo sbarco delle forze Onu.

Sette soldati insieme al capitano Jang Hak-soo (Jung-Jae) si fingono nordcoreani e cominciano a raccogliere informazioni, ma quando la loro copertura salta rimane soltanto una possibilità per condurre le forze delle Nazioni Unite a Incheon.

“Operation Chromite”, come è inevitabile in questo genere di film, trasuda retorica patriottica e netta divisione tra buoni e cattivi da ogni poro, e questo nuoce alla bontà complessiva del progetto.

Sarebbe stato opportuno asciugare il testo, tagliando alcune scene superflue, per non appesantire la pellicola e rendere ritmo e pathos meno discontinui.

Vizi di forma a parte, il film risulta interessante, scorrevole e coinvolgente nel suo parlare non solo di guerra e spionaggio ma anche di eroismo e coraggio. continua su

http://paroleacolori.com/operation-chromite-uno-spy-movie-che-punta-sulla-retorica-e-sul-fervore-nazionalista/

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci, nonostante tutto”

166) USS Indianapolis

Il biglietto da acquistare per “USS Indianapolis” è:
Nemmeno regalato. Omaggio. Di pomeriggio. Ridotto. Sempre.

“USS Indianapolis ” è un film di Mario Van Peebles. Con Nicolas Cage, Tom Sizemore, Thomas Jane, Matt Lanter, Weronika Rosati, Brian Presley. Azione, 128′. USA, 2016

Ci sono verità che, per ragioni di Stato, non possono essere divulgate anche a costo di passare sopra così facendo a morti, diritto e buon senso.

Sul progetto Manhattan, la corsa all’atomica che vide contrapposti Stati Uniti e Germania nazista e la fine della seconda guerra mondiale con le due bombe americana sganciate sulle città giapponesi di Hiroshima e Nagasaki sappiamo molto.

Un capitolo della storia che fino a oggi, invece, ci era ignoto è la vicenda della nave militare USS Indianapolis e del suo equipaggio.

Durante la guerra la USS si distingue come uno degli incrociatori più veloci e temuti della marina americana e sotto il comando del valoroso ammiraglio Charles Butler McVay (Nicolas Cage) combatte le più importanti battaglie sul fronte del Pacifico.

Nel luglio 1945 a McVay e ai suoi marinai viene affidata una missione top secret: trasportare una delle due bombe atomiche che metteranno fine alla guerra a Tinian. Durante il viaggio di ritorno verso le Filippine, però, la nave viene attaccata da un sommergibile giapponese e affondata.

Vista la segretezza della missione, l’equipaggio della USS viene abbandonato nel mare infestato di squali. Dei 1197 uomini a bordo solo 317 vengono ritrovati ancora in vita.

Per nascondere le proprie colpe agli occhi dell’opinione pubblica, qualche mese dopo il disastro il Governo degli Stati Uniti processa McVay davanti alla Corte Marziale.

La sinossi parla chiaro: la storia dell’USS Indianapolis, se non fosse che è tragicamente vera, sarebbe stata perfetta come materiale narrativo per un film o un romanzo, tra guerra, coraggio e segreti.

Purtroppo si tratta della realtà, e questo non può non colpire chi guarda, spingendolo a riflettere ancora una volta sul numero di vite che furono necessarie per mettere fine alla guerra. continua su

http://paroleacolori.com/uss-indianapolis-un-war-disaster-movie-poco-riuscito-e-retorico/

Roberto Sapienza presenta “Ninni, mio padre”

165) Prima di Domani

Il biglietto da acquistare per “Prima di domani” è:
Neanche regalato. Omaggio. Di pomeriggio (con riserva). Ridotto. Sempre.

“Prima di domani” è un film di Ry Russo-Young. Con Zoey Deutch, Halston Sage, Logan Miller, Elena Kampourish. Drammatico, 99′. USA, 2017

Basato sul romanzo omonimo di Lauren Oliver

 Gli anni del liceo, per quanto crescendo il ricordo possa modificarsi, non sono semplici. Il tempo sembra non passare mai, che tu sia un nerd – o secchione – oppure un ragazzo in.

Sì perché anche le persone popolari, belle e richieste hanno i loro problemi. E neppure loro possono sfuggire all’appuntamento con il destino, se questo si presenta.

Prima di domani” di Ry Russo-Young, tratto dal best-seller di Lauren Oliver, è stato presentato in anteprima al Giffoni Film Festival.

Sam (Dutch) ha una vita perfetta, un ragazzo stupendo e tre amiche fantastiche.

È il 12 febbraio, il Cupid Day, il giorno in cui a scuola la popolarità si misura dal numero di rose ricevute dagli ammiratori. Per Sam è soprattutto il giorno in cui dormirà per la prima volta con Rob.

Sembra già tutto deciso, ma le cose, alla festa, non vanno come immaginato, tra bullismo e alcol. A Sam, delusa, non resta che tornare a casa con le sue amiche. Ma alle 00:39 l’auto della ragazza resta coinvolta in un mortale incidente

Almeno in apparenza. Perché Sam si risveglia nel proprio letto, quanto mai confusa. È di nuovo il 12 febbraio. Si è trattato solo di un incubo?

Lo sconcerto della giovane va aumentando, quando la giornata si ripete praticamente identica, e a 00:39 anche l’incidente mortale ritorna. E di nuovo Sam è nel suo letto. E di nuovo è il 12 febbraio.

Prigioniera in questo eterno presente, Sam prova a cambiare atteggiamento, a modificare le cose, ma il finale resta sempre lo stesso.

“Sono rimasto molto colpito dalla lettura del romanzo della Oliver, per il modo in cui ha affrontato il tema della morte dalla prospettiva di un’adolescente – ha spiegato il regista Ry Russo-Young. – Per la mia trasposizione mi sono ispirato a Ricomincio daccapo con Bill Murray, ma a differenza di quella commedia qui i toni sono più cupi e drammatici”. continua su

http://paroleacolori.com/prima-di-domani-un-teen-movie-sentimentale-tratto-dal-best-seller-di-laure-oliver/

Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano “Essere Melvin”

164) Cane mangia Cane

Il biglietto da acquistare per “Cane mangia cane”:
Neanche regalato. Omaggio. Di pomeriggio (con riserva). Ridotto. Sempre.

“Cane mangia Cane” è un film di Paul Schrader. Con Nicolas Cage, Willem Dafoe, Christopher Matthew Cook, Omar J. Dorsey, Louisa Krause. Azione, 93′. USA, 2016
Basato sul romanzo omonimo di Edward Bunker.

Il carcere ha una funzione rieducativa, oltre che punitiva, nei confronti di chi commette un crimine? La pena è utile per cambiare l’indole di un individuo, per riportarlo “sulla retta via”? E gli ex galeotti hanno diritto, scontata la pena, a una seconda possibilità?

Da tempo in Italia e nel mondo su questi complessi temi si fronteggiano due schieramenti non solo politicamente diversi – conservatori da una parte, progressisti dall’altra -, ma anche ideologicamente e culturalmente agli antipodi.

Dopo aver visto “Cane mangia cane”, il nuovo film di Paul Schrader, basato sul romanzo omonimo di Edward Bunker, ex galeotto divenuto uno scrittore di successo mentre scontava una pena in un carcere americano, non potremo che essere scettici a riguardo.

Presentato al Festival di Cannes 2016 nella sezione Quinzaine, la pellicola susciterà emozioni contrastanti nello spettatore, che sarà tentato di definirlo un cult oppure non vedrà l’ora di dimenticarlo.

Un film che è allo stesso tempo psichedelico, visionario, pulp, crudo, violento, con spunti di macabra ironia comunque incisivi e divertenti.

Mad Dog (Defoe) e gli amici Troy (Cage) e Diesel (Cook), da poco usciti di prigione, vorrebbero filare dritto e vivere una vita tranquilla, ma la loro indole criminale è più forte di ogni buona intenzione.

Desiderosi di svoltare, i tre accettano di rapire un bambino di pochi mesi per conto di un boss locale. Ben lungi da prendere la piega desiderata, il loro destino subirà una tragica svolta.

“Cane mangia cane” può essere visto come una sorta di versione moderna di “Le iene” di Quentin Tarantino. continua su

http://paroleacolori.com/cane-mangia-cane-un-noir-ipnotico-e-cupo-con-willem-defoe/

Roberto Sapienza presenta “Ninni, mio padre”

163) Nessuno come Noi (Luca Bianchini)

“Nessuno come noi” è un romanzo scritto da Luca Bianchini e pubblicato nel gennaio 2017 da Mondadori Editore.
Inutile girarci intorno chi ha avuto la fortuna di vivere gli anni 80 è stato allo stesso tempo un privilegiato, quanto oggi un nerd nostalgico senza speranza.
Gli Anni 80 sono stati gli anni in cui tutto era concesso senza pensare al futuro e alle conseguenze.
Il sottoscritto che ha vissuto quel periodo storico come nerd e teledipendente non poteva non essere attratto ed incuriosito dal nuovo romanzo di Luca Bianchini, che fin dalla quarta di copertina di prepara a un vero salto nel tempo stile “Ritorno al Futuro”
“Torino, 1987. Vincenzo, per gli amici Vince, aspirante paninaro e aspirante diciassettenne, è innamorato di Caterina, detta Cate, la sua compagna di banco di terza liceo, che invece si innamora di tutti tranne che di lui. Senza rendersene conto, lei lo fa soffrire chiedendogli di continuo consigli amorosi sotto gli occhi perplessi di Spagna, la dark della scuola, capelli neri e lingua pungente. In classe Vince, Cate e Spagna vengono chiamati “Tre cuori in affitto”, come il terzetto inseparabile della loro sit-com preferita. L’equilibrio di questo allegro trio viene stravolto, in pieno anno scolastico, dall’arrivo di Romeo Fioravanti, bello, viziato e un po’ arrogante, che è stato già bocciato un anno e rischia di perderne un altro. Romeo sta per compiere diciotto anni, incarna il cliché degli anni Ottanta e crede di sapere tutto solo perché è di buona famiglia. Ma Vince e Cate, senza volerlo, metteranno in discussione le sue certezze. A vigilare su di loro ci sarà sempre Betty Bottone, l’appassionata insegnante di italiano, che li sgrida in francese e fa esercizi di danza moderna mentre spiega Dante. Anche lei cadrà nella trappola dell’adolescenza e inizierà un viaggio per il quale nessuno ti prepara mai abbastanza: quello dell’amore imprevisto, che fa battere il cuore anche quando “non dovrebbe”. In un liceo statale dove si incontrano i ricchi della collina e i meno privilegiati della periferia torinese, Vince, Cate, Romeo e Spagna partiranno per un viaggio alla scoperta di sé stessi senza avere a disposizione un computer o uno smartphone che gli indichi la via, chiedendo, andando a sbattere, scrivendosi bigliettini e pregando un telefono fisso perché suoni quando sono a casa. E, soprattutto, capendo quanto sia importante non avere paura delle proprie debolezze.”

Il problema è, cari lettori, che l’intrigante e stimolante quarta di copertina, non trova adeguato riscontro nello sviluppo ed intreccio narrativo del romanzo
Luca Bianchini dimostra di conoscere pienamente e profondamente l’essenza e anima degli Anni 80, vivendoli nella fase dell’adolescenza, dove per un ragazzo non esistendo social network e cellulari , la massima goduria era vedere la domenica sera una puntata di Drive In su Italia Uno.
Bianchini trasmette nel testo le proprie emozioni, ricordi ed esperienze riuscendo a costruire una credibile, sincera e nostalgica cornice ambientale, in cui un lettore attempato non potrà che gustarsi rievocando la sua gioventù spensierata.
La storia in sé però risulta prevedibile e a tratti banale, non trovando mai un guizzo artistico, creativo e di pathos davvero significativo.
“Nessuno di noi” è un romanzo nel complesso ben scritto, leggero, scorrevole nella lettura, ma senza possedere una chiara e precisa identità narrativa.
Il lettore fatica ad entrare dentro una storia avara di un vero colpo di scena o di un evento che faccia fare al romanzo un salto di qualità.
Bianchini è bravo a “fotografare” l’epoca storica, a rievocare l’atmosfera, e il linguaggio giovanile, ma fallisce nel dare forza e profondità ai personaggi, non facendo scattare una vera empatia emotiva. con il lettore.
“Nessuno come noi” è un romanzo adatto al periodo estivo come lettura disimpegnata e allo stesso tempo è l’ideale per chi non si rassegna all’idea che i favolosi anni 80 siano finti troppo presto.

162) Le Ardenne -Oltre i confini dell’Amore

Il biglietto d’acquistare per “Le Ardenne – Oltre i confini dell’amore” è:
Nemmeno regalato. Omaggio. Di pomeriggio. Ridotto. Sempre.

“Le Ardenne – Oltre i Confini dell’Amore”  è Un film di Robin Pront. Con Jeroen Perceval, Kevin Janssen, Veerle Baetens, Sam Lowyck, Jan Bijvoet. Drammatico, 96’. Belgio, 2015

Non desiderare la donna d’altri, recita il nono comandamento. I fratelli, sulla carta, dovrebbero amarsi, proteggersi e sostenersi, peccato che anche in questo caso le Sacre Scritture hanno un’immagine da rimandarci, quella di Caino e Abele, i primi a rompere il sacro legame.

State sereni, cari lettori, non voglio tenervi un corso di catechismo accelerato o farvi la morale sull’importanza dei legami familiari, ma per cogliere appieno il senso e la profondità del film di Robin Pront “Le Ardenne – Oltre i confini dell’amore” tenere a mente questi due capisaldi biblici è utile.

corsa disperata raggiunge Sylvie (Baetens), che lo sta aspettando alla guida di un’auto.

L’uomo in questione è Dave (Perceval), riuscito a sfuggire a una rapina. Il fratello Kenneth (Janssen), invece, è rimasto indietro e sarà lui a pagare per tutti e due.

Irascibile, irruente ma leale, Kenneth tiene duro in carcere perché in testa ha un unico obiettivo: ritrovare, una volta uscito, Sylvie, la sua donna.

Peccato che lei e Dave, dopo la rapina finita male, si siano innamorati e abbiano deciso di cambiare vita, smettendo di drogarsi e di bere. Adesso conducono una vita normale, e aspettano un bambino. Ma per voltare davvero pagina devono dire la verità a Kenneth. E se Sylvie è pronta a farlo, Dave sembra subire ancora il fascino del fratello…

“Le Ardenne – Oltre i confini dell’amore”, tratto da una pièce teatrale di grande successo scritta e diretta dallo stesso Perceval, nella trasposizione cinematografica conserva gran parte delle sue epicità, pathos, forza e soprattutto crudezza e ferocia da tragedia greca.

DNA TEATRALE PER UN NOIR A TINTE FORTI, ATROCE, CUPO E BEN INTERPRETATO.

Robin Pront, adattando la storia per il grande schermo, costruisce un intreccio drammaturgico dove speranza e ineluttabilità del destino si affrontano sulla scena, e alla fine sembra non esserci spazio per la salvezza.

Un film duro, cupo e denso nell’ambientazione e nell’atmosfera, lineare nella scrittura e pulito e secco nella regia.

“Le Ardenne”, avendo un DNA teatrale, fatica almeno nella prima parte a decollare, puntando troppo sulla fisicità e sui silenzi dei protagonisti piuttosto che sulle parole. Nella seconda parte, invece, cambia pelle, lasciando spazio al noir, alla crudezza delle azioni e alla ferocia dell’uomo, con maggiore ritmo, identità e pathos. continua su

http://paroleacolori.com/la-ardenne-oltre-confini-dell-amore-un-noir-teso-e-cupo-sui-legami-familiari/

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci, nonostante tutto”

161) Ninna Nanna

Il biglietto da acquistare per “Ninna nanna” è:
Nemmeno regalato. Omaggio. Di pomeriggio. Ridotto. Sempre.

“Ninna Nanna” è Un film di Enzo Russo, Dario Germani. Con Francesca Inaudi, Fabrizio Ferracane, Nino Frassica, Manuela Ventura, Guai Jelo. Drammatico, 112′. Italia, 2017

Diventare madre cambia per sempre la vita, le abitudini e l’anima stessa di una donna. Per quanto la gravidanza sia un’esperienza unica, il primo abbraccio con il neonato un momento di completamento, la maternità ha anche lati complessi e delicati. L’equilibrio della neo mamma viene messo a dura prova, e ritrovarlo, dopo il parto, non è facile.

“Ninna nanna” di Enzo Russo e Dario Germani racconta la storia di Anita (Inaudi), una valente enologa siciliana che cura ogni acino d’uva come un figlio. Una donna amata e innamorata del marito Salvo (Ferracane), e pronta a diventare mamma. Almeno così crede.

Fin da quando Gioia, sua figlia, viene al mondo, infatti, appare ad Anita come l’opposto del suo nome, poiché esige la quantità enorme di tempo, energie e attenzioni che richiede ogni neonato. Anita è esausta, si sente inadeguata, e cova un rancore sordo verso quella creaturina, che attenta alla sua vita e alla sua felicità.

“Ninna nanna”, in modo inaspettato, con una drammaturgia semplice, lineare, chiara e nello stesso tempo curata, toccante e acuta porta al cinema il tema della depressione post partum, che colpisce moltissime donne (il 10-15 %), impreparate al nuovo carico di responsabilità, impegni ed emozioni che la maternità comporta.

Gestire un neonato non è impresa facile, e se non si riceve il giusto supporto dal partner e dalla famiglia – non solo pratico, ma psicologico – si corre il rischio di sprofondare.

Una straordinaria, credibile e intensa Francesca Inaudi dà corpo al personaggio di Anita, giovane donna impaurita, frastornata, arrabbiata nonostante il lieto evento. Anita – attenzione! – è felice di essere madre, ma non vuole per questo rinunciare alle altre componenti della sua vita – il lavoro, la sessualità.

QUATTRO SCENEGGIATORI, DUE REGISTI, PER UNA STORIA AL FEMMINILE.

Gli autori – tutti uomini – sono stati capaci di scrivere una storia sincera, universale e moderna, calandosi nei panni di una donna senza però cadere nei luoghi comuni e nella banalità. continua su

http://paroleacolori.com/ninna-nanna-un-film-insolito-e-coraggioso-che-racconta-la-depressione-post-partum/

Roberto Sapienza presenta “Ninni, mio padre”