108) Le Classifiche dello Spettatore Pagante 2015

Spettatore Pagante 1

Detesto le bilance e i bilanci. Non mi piacciono le ricorrenze
Eppure anche quest’anno mi toccano i saluti di fine anno.
Amo le sfide essendo una persona testarda e orgogliosa.
Dodici mesi fa con Roberto Sapienza lanciammo l’idea che questo blog diventasse la Casa dello Spettatore Pagante invitando chiunque lo volesse a scrivere delle proprie passioni.
Un anno dopo eccoci a qui festeggiare non solo i brillanti e stupefacenti risultati bensì la condivisione di molti di voi di questa nostra idea.
Siamo letti nei cinque continenti e ogni giorno con stupore scopriamo lettori di Paesi sconosciuti che hanno deciso di dare un’occhiata alle nostre “minchiate”
Basterebbe questo per sentirsi felice e sedersi in poltrona, ma non basta.
E’stato un 2015 davvero intenso e scoppiettante tra presentazioni, incontri e nuove amicizie e l’avvio di nuovi progetti.
Vi consigliamo,dopo Capodanno di metterVi in forma perché Io e Roberto siamo pronti allo scatto decisivo. Siete pronti a venirci dietro?

Nel ringraziarVi ancora una volta per il sostegno e l’entusiasmo che ci regalate ogni anno, vogliamo festeggiare l’ultimo dell’anno a modo nostro.
Tutti fanno classifiche. Esistono ormai le classifiche delle classifiche.
Noi per una volta ci uniformiamo presentandovi le nostre. Sperando che possano essere di vostro gradimento.
Lo Spettatore Pagante 2015 è a vostra disposizione, se aveste voglia di consultare e rileggere le recensioni di quest’anno:

Lo Spettatore Pagante 2015 2 on line

Cinema
1) Whiplash
https://ilritornodimelvin.wordpress.com/2015/02/15/37-whiplash/
2 ex Equo Birdman
https://ilritornodimelvin.wordpress.com/2015/02/09/32-birdman-o-limprevedibile-virtu-dellignoranza/.
E
Spotlight (in uscita nel 2016)
https://ilritornodimelvin.wordpress.com/2015/09/23/183-spotlight/.

3 Ex equo The Martian /Sopravvisuto
https://ilritornodimelvin.wordpress.com/2015/10/05/192-the-martian-sopravvissuto/.

Inside out
https://ilritornodimelvin.wordpress.com/2015/09/18/178-inside-out/.

Premio speciale dello Spettatore Pagante
“Lo chiamavano Jeeg Robot” ( in uscita nel 2016)
http://paroleacolori.com/festa-del-cinema-di-roma-lo-chiamavano-jeeg-robot/.

Televisione

1 Ex Equo Mr Robot (da Marzo su Mediaset Premium)
https://ilritornodimelvin.wordpress.com/2015/11/22/243-mr-robot/.
E
American Horror Story Freak
https://ilritornodimelvin.wordpress.com/2015/02/25/45-american-horror-story-freak-show/.

2 Ex Equo Non Uccidere
https://ilritornodimelvin.wordpress.com/2015/09/11/170-non-uccidere-la-serie/.
E
The Man in High Castle(su Amazon)
https://ilritornodimelvin.wordpress.com/2015/11/19/240-the-man-in-high-castle-deutschland-83/.

3 Ex quo Mozart in the Jungle
https://ilritornodimelvin.wordpress.com/2015/07/15/138-mozart-in-the-jungle/.
E
The Honourable Woman
https://ilritornodimelvin.wordpress.com/2015/02/18/40-the-honourable-woman/.

Teatro
1 Un Fulmine a Cielo Sereno

https://ilritornodimelvin.wordpress.com/2015/03/14/56-fulmine-a-cielo-sereno/.

2 Ex Equo Due Partite
https://ilritornodimelvin.wordpress.com/2015/11/18/236-due-partite/.
E
Giacominazza
https://ilritornodimelvin.wordpress.com/?s=giacominazza&submit=Cerca.

3 Ex quo
Santi, Balordi e Poveri Cristi
https://ilritornodimelvin.wordpress.com/2015/06/13/117-santi-balordi-e-poveri-cristi/.

E
La pazza della porta accanto
https://ilritornodimelvin.wordpress.com/2015/12/13/262-la-pazza-della-porta-accanto/.

Premio speciale dello Spettatore Pagante
Monsieur David, a piedi nudi non inquino
https://ilritornodimelvin.wordpress.com/2015/06/02/110-monsieur-david-a-piedi-non-inquino/.
Libri
1)House of Cards- Atto Finale
https://ilritornodimelvin.wordpress.com/2015/03/24/67-house-of-cards-3-atto-finale-di-michael-dobbs/.
2 Ex Equo
Io Ci Sono
https://ilritornodimelvin.wordpress.com/2015/02/19/41-io-ci-sonolucia-annibali-con-giusi-fasano/.
Perdersi – Still Alice
https://ilritornodimelvin.wordpress.com/2015/07/23/141-perdersi-still-alice-di-lisa-genova/.

3 Lettera al Padre
https://ilritornodimelvin.wordpress.com/2015/08/10/153-lettera-al-padre-franz-kafka-2/.

E
Il Baco di Seta
https://ilritornodimelvin.wordpress.com/2015/04/11/78-il-baco-di-seta-robert-galbraith-j-k-rowling/
Tanti Auguri e Buona Anno

Con affetto
Vittorio

Spettatore Pagante 2

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277) Quo Vado?

zalone

Il biglietto d’acquistare per “Quo vado?” è: 1)Neanche regalato; 2)Omaggio; 3)Di pomeriggio; 4)Ridotto; 5)Sempre.

Un film di Gennaro Nunziate. Con Checco Zalone, Eleonora Giovanardi, Sonia Bergamasco, Maurizio Micheli, Ludovica Modugno, Ninni Bruschetta, Lino Banfi. Commedia, 86′. 2016

Nella vita esistono pochi punti fermi e l’italiano medio, consapevole di essi, ha cercato di costruirci sopra la sua vita. Posto di lavoro fisso, fidanzamento eterno senza il desiderio di arrivare all’altare e a casa con i genitori, almeno finché possono mantenerti.

Già a inizio nuovo millennio, nel 2001, la commedia francese “Tanguy” raccontava in maniera brillante e provocatoria come essere eterni Peter Pan fosse un diritto alienabile di ogni figlio.

Nel 2016 è Checco Zalone a proporci la sua versione del bamboccione italianissimo, che non ha particolari grilli per la testa ed è disposto a tutto pur di mantenere il posto fisso.

Checco è un uomo felice: lavora nell’ufficio caccia e pesca della Provincia, vive ancora con i genitori e non ci pensa proprio a sposarsi con l’eterna fidanzata. Una vita da sogno, la sua, che si trasforma però in un incubo quando il Governo, nell’opera di ristrutturazione della pubblica amministrazione, vara il taglio delle Provincie.

Per Checco è un colpo durissimo: la prospettiva è quella di lasciare l’amata Puglia. L’uomo è tentato di dimettersi e intascare così la liquidazione, ma è bloccato nel suo proposito dal senatore Binetto (Banfi), che dall’alto sua esperienza gli ricorda la sacralità del posto fisso e lo invita alla resistenza.

Checco accetta allora ogni trasferimento che gli viene proposto, in giro per l’Italia e per il mondo, diventando il peggiore incubo dell’inflessibile dottoressa Sironi (Bergamasco), determinata a ridurre a ogni costo il personale della pubblica amministrazione.

Nel suo peregrinare in difesa del posto fisso, Checco arriva fino al Polo Nord e in mezzo a ghiacciai e orsi polari trova persino l’amore, la ricercatrice Valeria (Giovanardi), madre di tre figli avuti da tre uomini diversi.

Per amore il protagonista mette da parte la sua italianità, trasferendosi in Norvegia e sforzandosi di diventare una persona civile. Ma nonostante i buoni propositi, Checco rimane Checco e il richiamo della giungla – ovvero dell’Italia – è più forte di tutto. Per Valeria, però, il nostro è un paese indigesto, lontano per cultura e stile vita, e questo porta Checco a un bivio: l’amore o il posto fisso?

Luca Medici – alias Zalone – e Gennaro Nunziate firmano una commedia divertente, brillante e leggera, che racconta con ironia chi siano oggi gli italiani e come il posto fisso sia, come in passato, al contempo chimera e, una volta raggiunto, traguardo difficile da lasciarsi alle spalle.

Una sceneggiatura pulita, convincente, nel complesso fluida e scorrevole. Forse la prima parte è più vivace e dinamica rispetto alla seconda, dove si ha la sensazione che la storia scivoli verso il collo dell’imbuto, diventando abbastanza prevedibile. Debole e banale appare invece la storia d’amore tra Checco e Valeria, una storia che non suscita particolari emozioni.

continua su

http://paroleacolori.com/al-cinema-quo-vado/

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci,nonostante tutto”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html

The ticket purchase for “Quo I go?” Is: 1) Not even a present; 2) Tribute; 3) In the afternoon; 4) Low; 5) Always.

Directed by Gennaro Nunziate. Checco Zalone, Eleonora Giovanardi, Sonia Bergamasco, Maurizio Micheli, Ludovica Modugno, Ninni Bruschetta, Lino Banfi. Comedy, 86 ‘. 2016

In life there are a few key points and the average Italian is aware of them, he tried to build on his life. Permanent job, engagement eternal without the desire to get to the altar and at home with their parents, as long as they can keep.

Already at the beginning of the new millennium, in 2001, the French comedy “Tanguy” told in a brilliant and provocative as to be eternal Peter Pan was an alienable right of every child.

In 2016 Checco Zalone to propose its version of the big baby very Italian, which has no particular shackles on my mind and is willing to do anything to keep the place fixed.

Checco is a happy man: hunting and fishing works in the office of the province, still lives with his parents and does not think just to get married with the eternal girlfriend. A dream life, his, but that turns into a nightmare when the government, in restructuring of public administration, launched the cutting of the Provinces.

Checco is a terrible blow: the perspective is that of leaving his beloved Puglia. The man tried to resign and pocket so the liquidation, but is locked in his resolution by Senator Binetto (Banfi), that from his experience reminds him of the sanctity of a permanent job and invited him to resistance.

Checco accepts then any transfer that is proposed, around Italy and the world, becoming the worst nightmare dell’inflessibile Dr. Sironi (Bergamasco), determined at all costs to reduce the staff of the public administration.

In his travels in defense of a permanent job, Checco get to the North Pole and in the midst of glaciers and polar bears is even love, the researcher Valeria (Giovanardi), mother of three children by three different men.

To love the protagonist puts aside his Italian, moving to Norway and striving to become a civilized person. But despite the good intentions, it remains Checco Checco and the call of the jungle – or Italy – is stronger than anything. For Valeria, however, ours is a country indigestible away for culture and life style, and this leads Checco at a crossroads: the love or the permanent position?

Luca Doctors – aka Zalone – and Gennaro Nunziate sign a funny comedy, brilliant light, which tells with humor Italians who they are today and as the place is fixed, as in the past, while chimera and, once achieved, a goal difficult to leave behind.

A screenplay clean, convincing, overall fluid and smooth. Perhaps the first part is more lively and dynamic than the second, where you have the feeling that the story slides towards the neck of the funnel, becoming quite predictable. Weak and trivial is instead the love story between Checco and Valeria, a story that arouses particular emotions.

continues on

http://paroleacolori.com/al-cinema-quo-vado/

Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.htm

Analisi del 2015

Felici, per una volta di dare i numeri. Grazie di cuore a tutti.

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2015 per Il Ritorno di Melvin. #LaCasaDelloSpettatorePagante è una splendida realtà. Continuiamo a lavorare per voi.!

Ecco un estratto:

La sala concerti del teatro dell’opera di Sydney contiene 2.700 spettatori. Questo blog è stato visitato circa 13.000 volte in 2015. Se fosse un concerto al teatro dell’opera di Sydney, servirebbero circa 5 spettacoli con tutto esaurito per permettere a così tante persone di vederlo.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

276) Manhattan -American Horror Story Hotel

bomba

 

L’anno sta per concludersi e solitamente siamo soliti fare bilanci della nostra vita e ci sforziamo di pensare positivo sperando che l’anno nuovo sia carico di novità e belle novità.
Il vostro nevrotico spettatore pagante ama però differenziarsi dalla massa.
Così stasera desideroso di trascorrere una serata tranquilla ha accesso l’amata TV certo che avrei trovato qualcosa di interessante da vedere.
Sappiamo bene quanto Sky ci abbia cambiato la vita e di come le nostre abitudini da teledipendente siano state travolte dall’arrivo della televisione satellitare.
Da qualche settimana anche in Italia è arrivata Netflix pieno di doni e sorprese eppure provo a resistere al suo fascino, rimanendo fedele ai primi amori ovvero Sky Atlantic e il mondo Fox.
La prima mi ha permesso di scoprire la serie “Manthann” e come ogni gradita e inaspettata sorpresa ha attiratola mia attenzione e curiosità.
Cosa sappiamo esattamente di come gli americani riuscirono a vincere la sfida mortale sui tedeschi sull’atomica. Chi furono gli uomini e le donne che scelsero di mettere i loro talenti al servizio delle forze armate per creare l’arma più terribile del mondo?
Conosciamo Enrico Fermi e i ragazzi di via Panisperna, ma poi?
Ebbene seguendo la prima puntata di questa serie lo spettatore è catapultato indietro nel tempo, esattamente nel 1943 nel nuovo Messico.
Un deserto dove sorse Los Alamos National Laboratory ovvero il centro dove fu studiato l’atomo e trasformando gli studi di Fermi in un arma di distruzione di massa.
La prima immagine che lo spettatore annota nella sua mente è un numero:763.
Sono i giorni che separano l’umanità da Hiroshima.
Una corsa contro il tempo nel pieno del conflitto mondiale per trovare la “soluzione finale” al pericolo nazista.
La scelta degli autori è pero di raccontare la vita della piccola comunità della cittadina militare piuttosto che ricostruire gli esperimenti e studi compiuti dall’equipè di scienziati.
Lo spettatore viene introdotto nella quotidianità di questi uomini e delle loro famiglie respirando un clima plumbeo e angosciante in cui vige l’esigenza dell’assoluta segretezza su quale sia davvero la posta in gioco.
Il tempo scorre lento nel campo in antitesi alla frenetica e nevrotica vita del Laboratorio. Un’alternanza di ritmo che avvince e conquista lo spettatore.
Si può vivere una vita normale in tale atmosfera? Può una famiglia adattarsi? Si posso crescere dei figli?
Sono le domande che i produttori di questa serie pongono allo spettatore angustiato e stordito dallo scenario in cui è immerso.
La pace è un bene prezioso, ma per ottenerla, il più delle volte sono necessari enormi sacrifici. “Manhattan” è un drammatico e riuscito esempio di questa ricerca. Una serie da seguire con interesse per ricordare come il mondo attuale debba tanto a quegli uomini e donne che scelsero un isolato deserto per offrire a tutti gli altri il profumo della libertà.

hotel

Se “Manhattan” ha acceso mia curiosità invece la nuova stagione di “American Horror Story-Hotel” trasmessa su Fox mi ha davvero annoiato e spinto a un passo dal sonno. La scelta di privarsi di Jessica Lange è stata rischiosa e dopo la prima puntata posso dire assai rischiosa. Avevo letto sul web nei mesi precedenti diverse recensioni e opinioni sulla serie,in vero assai discordanti sulla qualità del prodotto.
Ero curioso di vedere al’opera le new entry: la cantante Lady Gaga e il fascinoso attore Pat Bomer.
Ebbene la delusione è forte e netta. Le loro perfomance sono davvero ben poca cosa. Tanto rumore per nulla direbbe il buon Shakespeare
Però la vera criticità di questa stagione è la sceneggiatura. E’ un notevole passo all’indietro rispetto alla scorsa stagione dove i dialoghi erano davvero brillanti, intensi e incisivi. L’intreccio narrativo è confuso, caotico e dispersivo.
Lo spettatore fatica a trovare il filo rosso della storia nel corso della storia dove appaiono in scena diversi personaggi privi di fascino e interesse.
Dal disastro artistico si salva solo Sarah Paulson ancora una volta all’altezza della situazione per talento e personalità.
La stessa regia non incanta più di tanto più attenta a costruire sì un’ambientazione ricca e lussuosa di un hotel maledetto, ma povera nel creare come nelle precedenti stagioni un ponte emotivo e di suspense con il pubblico.
La TV non conosce pause né feste e anche ancora a costo di saltare una ricorrenza e di dimenticarsi i bilanci di fine anno, bisogna seguirla perché la vera festa è soloin sua compagnia.

Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano “essere melvin”

http://www.ibs.it/code/9788899121372/de-agrograve/essere-melvin-tra.html

275) Dio esiste e vive a Bruxelles

dio esiste

Il biglietto d’acquistare per “Dio esiste e vive a Bruxelles” è : 1) Neanche regalato 2) Omaggio 3) Di pomeriggio 4) Ridotto 5)Sempre

“Dio esiste e vive a Bruxelles” è un film del 2015 scritto e diretto da Jacovan Dormael, con : Benoît Poelvoorde, Yolande Moreau, Catherine Deneuve, Pili Groyne

Dio è buono e giusto. Il Paradiso è un luogo di Amore, pace e beatitudine eterna.
Queste e altre cose ci vengono insegnate al catechesi e ripetute dal sacerdote in chiesa ogni santa domenica.

Siamo davvero convinti che non esista come in ogni storia, un ‘altra versione della Bibbia?
E se Dio esistesse davvero e vivesse a Bruxelles? Magari vivendo in un brutto e squallido appartamento con moglie e figlia di 10 anni sconosciuta ai più?
E se Dio fosse burbero, cattivo,misogino, violento e dispettoso? Un Dio del vecchio Testamento 2.0 che trova piacere a mettere a dura prova gli uomini con le sue leggi della sfiga universale scritte al computer?
I teologi si tranquillizzino, non voglio creare una setta né mettere in discussione i dogmi sacri della Chiesa cattolica bensì semplicemente sto riportando la versione di Jacovan Dormael del cristianesimo e delle sue origini.
Per Dormael, Dio (Poelvoorde) è un pessimo padre di famiglia che ha ridotto la moglie al silenzio, fatto scappare di casa JC, figlio prediletto, che è sceso sulla terra per farsi la propria strada e opprime la piccola EA(Groyne).
EA non accettando i metodi di Dio nel gestire l’umanità e stanca dei sui rimproveri e cattiverie decide di lasciare la casa del padre e di visitare Bruxelles e di conoscere il mondo e l’umanità.
EA è anche dispettosa e volendo mettere in discussione l’autorità paterna decide di rivelare ad ogni uomo la data della propria morte tramite sms.
Una rivelazione che sconvolge l’umanità , costringendo ogni singolo uomo a riflettere sulla propria vita e valutare cosa fare del tempo che gli resta da vivere.
Come valutare questo film?: Blasfemo? Capolavoro? Esempio di satira?
E’ sicuramente un film originale, particolare e in qualche modo visionario e poetico.
Giocare con la religione con il rischio di risultare offensivi non è da tutti e Jacovan Dormael dimostra coraggio, creatività e una scrittura davvero pungente e sarcastica.
Un testo davvero complesso che alterna al suo intero momenti di pura comicità ad altri molti alti e intensi sul piano filosofico e religioso.
E’ assai probabile che un film del genere in Italia non sarebbe mai fatto né pensato.
Non a caso il Belgio l’ho candidato come miglior film straniero agli Oscar.
Il cinema deve sapere osare, criticare e far riflettere soprattutto con la forza dl sorriso e dell’ironia.
Il paradosso e limite di questa pellicola risiede proprio nella vastità di temi e nell’ambizione creativa dell’autore
Volendo puntare al Cielo come un novello Icaro, le ali della sceneggiatore si bruciano per troppo volere. Il testo con il trascorrere dei minuti diventa caotico, confusionario e cripto diventando così pesante da digerire per lo spettatore oltre che appesantito dall’eccessiva lunghezza del film. La regia è di talento, visionaria, ricca di metafore, colorata e ispirata eppure è discontinua nel ritmo e soprattutto dispersiva nel portare avanti con chiarezza e forza il filo rosso della storia.
Benoît Poelvoorde è un Dio assolutamente da applausi per come riesce ad essere divino e umano allo stesso modo dando dimostrazione di talento e personalità scena.
Il resto del cast è allo stesso modo di buon livello e capace di dare un buon contributo alla riuscita del film.
Cosa ci insegna dunque questo film? Difficile da stabilire, in gran parte dipende dalla propria sensibilità e fede. Sicuramente lo spettatore uscendo dalla sala ha la certezza che anche nell’alto dei Cieli se a comandare fosse una Donna, il mondo sarebbe davvero un posto migliore.

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci,nonostante tutto”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html

The ticket purchase for “God exists and lives in Brussels” is: 1) Not even gave 2) Tribute 3) In the afternoon 4) Reduced 5) Always

“God exists and lives in Brussels” is a 2015 film written and directed by Jacovan Dormael, with Benoît Poelvoorde, Yolande Moreau, Catherine Deneuve, Pili Groyne

God is good and just. Paradise is a place of love, peace and eternal happiness.
These and other things we are taught the catechism, and repeated by the priest in church every Sunday holy.

We truly believe that there is, as in every story, an ‘other version of the Bible?
And if God really existed and lived in Brussels? Maybe you are living in an ugly and squalid apartment with his wife and 10 year old daughter unknown to most?
And if God were surly, bad, misogynistic, violent and spiteful? A God of the Old Testament that 2.0 is pleased to put a strain on men with its laws of universal jinx written to the computer?
Theologians tranquilize, do not want to create a sect nor to question the sacred tenets of the Catholic Church but I’m just reporting the version of Jacovan Dormael of Christianity and its origins.
For Dormael, God (Poelvoorde) is a very poor family man who has reduced his wife to silence, JC did run away from home, favorite son, who came down to earth to get their own way and oppresses the small EA (Groyne).
EA is not accepting God’s ways in managing humanity and tired of the accusations and nastiness decides to leave his father’s house and to visit Brussels and to know the world and humanity.
EA is also mischievous and wanting to question parental authority decides to reveal to every man the date of his death via SMS.
A revelation which upsets humanity, forcing each man to reflect on their life and assess what to do with the time he has left to live.
How to evaluate this film ?: Blasphemous? Masterpiece? Example of satire?
It ‘definitely an original film, particular and somewhat visionary and poetic.
Playing with religion at the risk of being offensive is not for everybody and Jacovan Dormael demonstrates courage, creativity and writing really biting and sarcastic.
A really complex text that alternates its entire moments of pure comedy to others many ups and intense on the philosophical and religious.
It ‘very likely that such a film in Italy would not have ever done or thought.
No coincidence that Belgium I nominated for Best Foreign Film at the Oscars.
Film must know dare criticize and give pause especially by force dl smile and irony.
The paradox and the limit of this film lies in the breadth of topics and creative ambition of the author
Wanting to point to the sky like a new Icarus, wings writer will burn for too willing. The text with the passing of minutes becomes chaotic, confusing and krypton making it heavy to digest for the viewer as well as burdened by the excessive length of the film. The director is talented, visionary, full of metaphors, colorful and inspired yet it is discontinuous in the rhythm and especially distracting to carry on with clarity and force the thread of the story.
Benoît Poelvoorde is a God absolutely applause for how it manages to be divine and human alike demonstrating talent and personality scene.
The rest of the cast is similarly good level and capable of giving a good contribution to the success of the film.
What do we learn then this film? Difficult to establish, largely it depends on their sensitivity and faith. Surely the viewer out of the room has the certainty that even in the highest command if it were a woman, the world would be a better place.

Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html

274) Franny

Franny

Il biglietto d’acquistare per “Franny” è : 1) Neanche regalato 2) Omaggio 3) Di pomeriggio 4) Ridotto 5)Sempre

“Franny” è un film del 2015 scritto e diretto da Andrew Renzi, con : Richard Gere, Dakota Fanning, Theo James.
Recensione a cura di Mirella Frascolla

Cosa ci spinge ad andare al cinema a vedere un film in uscita? In questo caso l’attore protagonista che stimo e ammiro per bravura e doti umane. Prima di decidere ho guardato il trailer e letto l’intervista rilasciata da Gere su Repubblica.it ed entrambe mi avevano convinto. La sala era piena ieri, la festività ha portato moltissime persone ad evadere con la visione di un buon film. Purtroppo per me non lo è stato. La trama è risultata banale e scontata, il protagonista Franny da angelo custode e uomo pieno di generosità da elargire a tutti si trasforma in un nevrotico drogato e frustrato da un incidente mortale che ritiene di aver provocato. E’ schiavo della morfina, dell’exstasy, dell’alcool e delle canne con le quali spera di trascinare avanti la sua solitaria vita. E’ un personaggio che ho trovato falso e senza consistenza fin dall’inizio così come incontistenti sono i due giovani attori che interpretano la coppia a cui elargisce soldi e aiuti in cambio di nulla, in apparenza, in realtà solo per tenere a bada il senso di colpa nei confronti della ragazza a cui sono morti i genitori nel famoso incidente stradale. L’immedesimazione nel personaggio fa di Gere il grande professionista che è, non ha paura di mostrane fragilità e nevrosi così come non ha paura di mostrare al suo pubblico i segni dell’invecchiamento impressi nel suo corpo senza nessun imbarazzo e voglia di farsi compatire. L’uomo vince sulla figura dell’attore secondo me ed è questa la grandezza di un artista come Richard Gere. Se volete apprezzare la recitazione di questo bravissimo interprete andate a vedere il film, se cercate un film che vi lasci emozioni dentro non ve lo consiglio.

The ticket purchase for “Franny” is: 1) Not even gave 2) Tribute 3) In the afternoon 4) Reduced 5) Always

“Franny” is a 2015 film written and directed by Andrew Renzi, with Richard Gere, Dakota Fanning, Theo James.
Review by Mirella Frascolla

What drives us to go to the cinema to see a movie coming out? In this case the actor whom I respect and admire him for skill and human qualities. Before deciding I watched the trailer and read the interview on Repubblica.it Gere and both had convinced me. The hall was filled yesterday, the festival has brought many people to escape by watching a good movie. Unfortunately for me it was. The plot was trivial and obvious, the protagonist Franny guardian angel and a man full of generosity to bestow on all turns into a neurotic junkie and frustrated by a fatal accident that believes that it has caused. And ‘slave morphine, dell’exstasy, alcohol and reeds with which he hopes to drag out his lonely life. It ‘a character who I found false and without consistency from the start as incontistenti are the two young actors who play the couple who lavishes money and aid in exchange for nothing, apparently, really just to hold off the way of guilt towards the girl who died the parents in the famous car accident. The identification with the character of Gere is the great professional who is not afraid to mostrane frailties and neuroses as well as is not afraid to show his audience the signs of aging imprinted in his body without any embarrassment and desire to be pitied. Man wins on the figure of the actor in my opinion and this is the greatness of an artist like Richard Gere. If you want to appreciate the drama of this very good interpreter you went to see the film, if you want a movie that you let emotions inside do not recommend it.

273) Storia del nuovo cognome (Elena Ferrante)

ferrante

“Storia del  nuovo cognome” è un romanzo di Elena Ferrante pubblicato nel settembre 2012 da E/O Edizioni.

Una seconda chance è giusto darla a chiunque. Figurarsi se poi il destinatario di tale opportunità è l’acclamata “scrittrice/scrittore?” Elena Ferrante.
Vi avevo lasciato qualche tempo fa con la mia recensione sul libro “L’amica geniale”, carico di perplessità e dubbi sulle effettive qualità della misteriosa autrice.
“L’amica geniale” non mi aveva entusiasmato avendo trovato la storia prolissa, lunga, lenta e incapace di accendere fino in fondo la mia curiosità e interessa di lettore.
Essendo però consapevole di “essere un diversamente ignorante” e probabilmente non adatto a cogliere le sottili sfumature letterarie del testo mi ero ripromesso di seguire il secondo romanzo, acquistato in promozione.
Ebbene la controprova è stata se possibile ancora peggiore.
Io sono un appassionato di soap-opera grazie alla preziosa e utile super visione di mia nonna.
Ciò che per molti è un prodotto insulso e inguardabile per me invece può diventare una storia da seguire con interesse giorno dopo giorno.
Elena Ferrante ha scritto una soap-opera  ambientata a Napoli, ma il problema che è assai brutta.
Il teledipendente che è in me mentre leggeva questo secondo romanzo immaginava si le diverse scene proiettate sullo schermo, ma nello stesso tempo sbadigliava cercando con lo sguardo il telecomando.
Le vite di Elena e Lila e dei loro amici non bucano lo schermo restando piatte e monotone.
La storia di un’amicizia che si tramuta in odio poi gelosia poi ancora compassione e infine preoccupazione non convince, poco originale e prevedibile.
L’autrice ha costruito una struttura narrativa complessa e nello stesso tempo farraginosa e confusionaria non facendo scattare l’empatia tra i personaggi e il lettore.
Lo stile seppure curato, preciso ed elegante non aiuta nella lettura che risulta comunque faticosa e lenta.
Una saga perché di questo si tratta dovrebbe avere dei caposaldi che permettano al lettore di ritrovarsi e rispecchiarsi nei protagonisti e nei loro problemi. Nel nostro caso invece manca tutto questo e onestamente non perché questo romanzo sia adatto più a un genere femminile.
Il sottoscritto legge con gusto anche Sophia Kinsella e Bridget Jones e semmai il problema che con Elena Ferrante non è scattata la scintilla.
Consiglierei quindi a un mio amico/a di leggere la saga? No, forse per onestà intellettuale e soddisfare la loro curiosità probabilmente li farei leggere il primo romanzo.
Onestamente “Storia del nuovo cognome” nonostante il titolo ha ben poco di nuovo.

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci, nonostante tutto”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html

“History of the last new” is a novel by Elena Ferrante published in September 2012 by E / O issues.

A second chance is right to give it to anyone. Imagine then if the recipient of such an opportunity is the acclaimed “writer / writer?” Elena Ferrante.
I had left some time ago with my review on the book “The brilliant friend”, full of confusion and doubt about the actual quality of the mysterious author.
“The brilliant friend” I was thrilled having found the story lengthy, long, slow and unable to turn up at the bottom of my curiosity and interest of the reader.
However, being aware of “being an otherwise ignorant” and probably not suitable to grasp the subtle nuances of the literary text I had promised myself to follow the second novel, bought in promotion.
Well, the rebuttal was if possible even worse.
I am a fan of soap operas thanks to the valuable and useful super vision of my grandmother.
What for many is a product silly and unwatchable for me it can become a story to follow with interest every day.
Elena Ferrante wrote a soap opera, but the problem is very bad.
The couch potato in me while reading this second novel imagined you different scenes projected on the screen, but at the same time yawned looking around the remote control.
The lives of Elena and Lila and their friends will not pierce the screen remain flat and monotonous.
The story of a friendship that turns into hate and jealousy then even compassion and concern ultimately unconvincing, unoriginal and predictable.
The author has constructed a complex narrative structure and at the same time cumbersome and confusing not triggering the empathy between the characters and the reader.
The style even cared, precise and elegant does not help in the reading which is still arduous and slow.
A saga because of this it should be the cornerstones that enable the reader to find himself and reflected in the protagonists and their problems. In our case this is lacking and honestly not because this novel is more suited to a female gender.
The law signed by taste even Sophia Kinsella and Bridget Jones and if anything, the problem with Elena Ferrante’s spark.
Then I would recommend to a friend / to read the saga? No, maybe for intellectual honesty and satisfy their curiosity I would probably read the first novel.
Honestly “History of the new surname” despite the title has very little new.

Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html

272) CSI Immortality

Csi

Anche le storie più belle hanno una fine. I grandi amori sono tali perché comunque ne rimangono un indelebile ricordo nei cuori. Quando inizi a vedere una serie Tv e come quando inizi una relazione non sai cosa succederà eppure ha il cuore in tumulto e senti le farfalle nello stomaco.
È una scintilla quella che scocca tra lo spettatore e i personaggi della serie, e diventando di solito un incendio di passione e di teledipendenza.
Purtroppo anche le serie Tv finiscono spezzandoci il cuore e soprattutto orfani di eroi.
Pochi minuti fa è calato il sipario sulla serie cult “Csi La Vegas” con la puntata speciale “Csi Immortality” trasmessa come dono di Natale da Fox Crime.
E’ stata una puntata speciale segnata dal ritorno dell’eroe saggio e solitario, Gil Grissom (William Petersen), nella sua Las Vegas, chiamato dallo sceriffo a risolvere l’ultimo complicato caso.
Quanto ci sono mancati i suoi silenzi, le sue dotte citazioni e la sua flemma malinconia.
Grissom è tornato per mettere equilibrio nella Forza di Csi e soprattutto per dare un significato alla sua storia d’amore con l’ex moglie e compagna Sarah (Jorja Fox).
Per essere completa la rimpatriata non poteva non mancare anche la presenza della bella e sensuale Catherine Willows (Marg Helgenberger) rientrata anche lei a casa, dopo che il casinò del padre è stato il cuore di un presunto attentato terroristico.
Ha poco senso di per sé scrivere una recensione su questa puntata speciale e probabilmente su Csi.
Ciò nonostante mi sento in dovere come fan accanito comunque di scrivere qualche parola su questa serie. CSI Las Vegas-Scene del Crimine, ideata da Anthony Zuiker, è stata una delle serie di maggior successo in America dove ha debuttato il 6 ottobre del 2000 e in seguito in Italia dal 13 settembre 2001, raccogliendo enormi successi di critica e pubblico in tutto il mondo, tanto da generare ben tre spin off: CSI Miami, CSI New York e il recentissimo CSI Cyber.
Csi ha riscritto le regole, lo stile e il linguaggio del genere giallo.
Per la prima volta a essere protagonisti non sono commissari, agenti o gli assassini, bensì gli uomini della scientifica con il loro rigore e intelligenza.
Le prove e la ricostruzione e analisi della scena del crimine diventano per lo spettatore comune pratiche accessibili e comprensibili.
Essere un fan di Csi in qualche modo pone lo spettatore a guardare la realtà da una diversa prospettiva e con maggiore occhio critico e analitico.
Fu il mio caro amico Paolo Tenaglia, quasi dieci anni, a introdurmi nel mondo Csi, quando mi chiese di registrare una puntata dello spin off Csi Miami. Lo vidi per curiosità e dopodiché estasiato non ho più mollato Orazio Caine e gli altri.
Csi Las Vegas è il padre di questo nuovo filone televisivo investigativo- scientifico e nonostante gli anni non ha mai perso forza narrativa, attendibilità e incisività.
Gil Grissom è il maestro Yoda delle prove e rivederlo riapparire stasera sulla scena è stato davvero un piacere oltre un bellissimo regalo di Natale.
La scienza forense è diventata il pane quotidiano per milioni di spettatori e gli stessi criminali hanno preso appunti grazie a Grissom e alla sua squadra.
Grissom e la sua squadra ci hanno tenuto compagnia per tanto tempo svelandoci stagione dopo stagione i loro sentimenti e personalità di uomini oltre che di scienziati.
E in fondo, anche se probabilmente melensa e auto celebrativa per questa serie, il #GranFinale di Csi Immortality è riuscito a dare questi eroi perfetti un calore e un’umanità che ce li rendono, se possibile, ancora più amati.

Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano “Essere Melvin”

http://www.ibs.it/code/9788899121372/de-agrograve/essere-melvin-tra.html

Even the best stories come to an end. The great loves are such because they still remain an indelible memory in the hearts. When you start to see a TV series and how when you start a relationship you do not know what will happen yet his heart is pounding and you feel butterflies in your stomach.
It is a spark that strikes between the viewer and the characters of the series, and becoming usually a fire of passion and television addiction.
Unfortunately, the TV series ends spezzandoci the heart and especially orphans heroes.
A few minutes ago the curtain fell on the cult series “CSI The Vegas” with the special episode of “CSI Immortality” transmitted as a Christmas gift from Fox Crime.
It ‘was a special episode marked by the return of the hero essay and lonely, Gil Grissom (William Petersen), in his Las Vegas, called the sheriff to solve the last case complicated.
As we missed his silences, his erudite citations and his phlegm melancholy.
Grissom is back to bring balance to the Force of the CIS and above all to give meaning to his love affair with his ex-wife and girlfriend Sarah (Jorja Fox).
To complete the reunion could not miss the presence of beautiful and sensual Catherine Willows (Marg Helgenberger) she returned home, after the casino’s father was the heart of an alleged terrorist attack.
There is little point in itself write a review on this special episode and probably on CSI.
Nevertheless, I feel compelled as avid fans still write a few words on this series. CSI Las Vegas-Scenes of the Crime, created by Anthony Zuiker, was one of the most successful series in America where he made his debut on October 6, 2000, and later in Italy from September 13, 2001, reaping huge success with critics and audiences around the world, so as to generate three spin-offs: CSI Miami, CSI New York and the recent CSI Cyber.
CSI has rewritten the rules, the style and language of the yellow kind.
For the first time to be protagonists are not commissioners, agents or killers, but the men of science with their rigor and intelligence.
The tests and the reconstruction and analysis of the crime scene to the viewer become common practices accessible and understandable.
Being a fan of CSI somehow puts the viewer to look at reality from a different perspective and with more critically and analytically.
It was my dear friend Paul Tenaglia, almost ten years to break into the world’s CSI, when he asked me to record an episode of the spin-off CSI Miami. I saw it out of curiosity and then ecstatic I have not given up Horatio Caine and others.
CSI Las Vegas is the father of this new genre television investigativo- scientific and despite the years has never lost narrative power, reliability and effectiveness.
Gil Grissom is the Yoda of evidence and review it reappear on the scene tonight was really a pleasure than a wonderful Christmas gift.
Forensic science has become the daily bread for millions of spectators and the same criminals have taken notes thanks to Grissom and his team.
Grissom and his team kept us company for so long season after season revealing their feelings and personality of men as well as scientists.
And basically, although probably gooey and celebratory car for this series, the #GranFinale of Immortality CSI has managed to give these heroes perfect warmth and humanity that we make them, if possible, even more loved.

Vittorio De Agro and Cavinato Publisher present “Being Melvin”

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271) Roma Gospel Voices – Sconcerto di Natale 2015

agata

Chi  vi scrive considera andare ai concerti un qualcosa di noioso e inutile. Spendere soldi e tempo dietro a un cantante lo ritiene  qualcosa d’incomprensibile per il sottoscritto.
Non suono, non so cantare, e al massimo ascolto la radio quando sono in macchina.
Il Natale è una festività che mi produce, ormai, tanta malinconia e osservo ogni anno che passa, come le persone in questo periodo dell’anno diventino, se possibile, ancora più cattive, ciniche e indolente.
Allora vi chiederete perché ieri seri ser,a invece di stare in casa a leggere un buon libro, mi sia sorbito “Lo Sconcerto di Natale” del Roma Gospel Voices?

Per due motivi: voglio bene alla mia amica Agata, e seppure io sia un gran rompicoglioni resto, invecchiando, una persona curiosa.
Dopo aver ascoltato per tanto tempo racconti entusiastici dalla mia amica sulla sua vita da corista, non potevo non essere presente all’evento svoltosi ieri al Teatro Orione di Roma.
Che cosa posso dirVi sul concerto Gospel? Nulla dal punto di vista tecnico e musicale, perché potrei scrivere delle stupidaggini, oltretutto rischiando di offendere la professionalità e il talento dei coristi.
Piuttosto preferisco raccontarVi come ho avuto modo di trascorrere una bella e calorosa serata in compagnia della musica e di come l’atmosfera allegra, elettrizzante e positiva dal palco si sia trasferita al pubblico numeroso presente in sala.
E’ un coro composto di uomini e donne uniti da sincera amicizia, prima ancora che dall’amore per il canto. Capaci di dare tutto se stessi nelle canzoni , generando un’energia positiva e contagiosa.
Una positività trascinante che si riflette nelle canzoni e nel modo come sono interpretate e sentite.
Nico Bucci è il Leader, anima, direttore d’orchestra di questo scatenato e fresco coro.

Bucci si dimostra anche un bravo e capace cantante,rivelando doti di vero mattatore.
Il pubblico in sala si scalda, scatta in piedi, balla e applaude e soprattutto canta creando con il coro una sinergia musicale e spirituale unica.
Per il sottoscritto è stata un’esperienza nuova e intensa .Sicuramente sarà un bel ricordo quando la malinconia natalizia mi assalirà e per i miei lettori la mia testimonianza possa essere uno stimolo per conoscere quanto prima  il “Gospel Roma Voices”!.

The writer considers going to concerts something boring and useless. Spend money and time behind a singer is really something incomprehensible for myself.
No sound, can not sing, and at most when I listen to the radio in the car.
Christmas is a holiday that I produce now so melancholy and watch each passing year as the people in this time of year to become, if anything, even more vicious, cynical and lazy.
Then you wonder why serious yesterday evening instead of staying at home reading a good book, I have sipped “The Bewilderment of Natale2 the Roma Gospel Voices?

For two reasons: I love my friend Agata and although it is a big pain in the ass getting older rest a curious person.
After listening for a long time enthusiastic stories from my friend about his life as a chorister I could not be present at the event which took place yesterday at the Orion Theatre in Rome.
What can I tell You of Gospel concert? Nothing in terms of technical and musical because I write stupid things plus the risk of offending the professionalism and talent of the boys.
So I prefer to tell you how I got to spend a beautiful and warm evening with the music and how the atmosphere cheerful, positive and electrifying the stage will be transferred to the audience in the hall.
It ‘a choir of men and women united by sincere friendship before love for singing. Capable of giving their all in the songs creating a positive energy and contagious.
A positive enthralling reflected in the songs and how they are interpreted and heard.
Nico Bucci is the leader, soul, conductor of this wild and fresh chorus Bucci but it also shows a good and capable singer revealing gifts of a true showman.
The audience warms up, jumps up, dances and claps and sings above all creating a synergy with the choir musical and spiritual one.
For myself it was a new and intense and that will surely be a nice souvenir when melancholy Christmas assail me and for you instead my brief testimony may be an incentive to learn and appreciate the near future “Rome Gospel Voices”!

270) Un posto sicuro

Un posto sicuro

Il biglietto d’acquistare per “Un posto sicuro” è: 1) Neanche regalato 2) Omaggio 3) Di pomeriggio 4) Ridotto 5) Sempre.

“Un Posto Sicuro” è un film del 2015 di Francesco Ghiaccio, scritto da Francesco Ghiaccio e Marco D’Amore, con: Marco D’Amore, Giorgio Colangeli e Matilde Gioli.

L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro.
Eppure, in Italia nel 2015 è diventato un fatto ”normale” morire sul posto di lavoro.
E, se ciò non bastasse, il posto di lavoro può tramutarsi nella tomba dell’operaio.
Sembra fantascienza, ma è la triste e amara verità.
Questa è la storia di Casal Monferrato, piccolo paese del Piemonte che, per oltre trent’anni, ha ospitato la fabbrica più grande d’Europa di amianto: “L’Eternit”.
Un’azienda che dava lavoro, nei momenti di maggiore lustro, a più di tremila abitanti.
Come dice nel film Eduardo (Colangeli), vecchio operaio Eternit, “lavorarci era un privilegio”.
Un privilegio che molti hanno pagato con la morte.
Quello che per i bambini era neve, solo polvere per gli adulti, erano invero gli scarti dell’amianto che veniva, in maniera illegale e senza controllo, eliminato dalla società.
La “nube” bianca di amianto ha colpito non solo gli operai, ma anche gli abitanti di Casale, provocando il cancro ai polmoni a migliaia di persone.
Casale si è ribellato, trascinando in giudizio i proprietari dell’Eternit nel 2011.
Il film parte da lì e dall’attesa della popolazione per il processo di Primo Grado che doveva stabilire le responsabilità della morte di migliaia di persone, colpevoli solo di aver lavorato in una fabbrica. Un film di denuncia che unisce la verità giudiziaria alla fiction quando gli autori presentano allo spettatore i personaggi immaginari di Luca (D’Amore) e Eduardo, rispettivamente figlio e padre. I due hanno un rapporto conflittuale, difficile, e non riescono a capirsi. Luca è un attore fallito che sbarca il lunario facendo il clown alle feste. La sua vita però cambia quando riceve la notizia della malattia mortale del padre, costringendolo a confrontarsi con lui e con il suo passato. Una convivenza forzosa che però permette a Luca di conoscere meglio il padre e la sua vita e soprattutto di aprire gli occhi sullo scandalo dell’Eternit e di approfondire le cause delle tante morti nel paese. Luca, ascoltando le parole del padre sulle origini dell’Eternit e accompagnandolo nel suo ultimo viaggio mortale, riesce a ritrovare in lui di nuovo l’affetto filiale e la voglia di tornare in teatro e di raccontare questa storia.
Luca, in questo suo viaggio di dolore, sofferenza e conoscenza, è accompagnato da Raffaella (Gioli), giovane e bella ragazza con cui inizia una romantica e delicata storia d’amore.
“Un posto sicuro” è un film triste, cupo, amaro, come può essere a volte la vita stessa.
Un film utile per chi, come il sottoscritto, non conosceva fino in fondo questa tragedia italiana. Un film che piace e coinvolge nella parte d’indagine e ricostruzione storica e invece è debole e poco incisivo sul versante creativo. La verità storica vince sulla finzione.
Il rapporto padre- figlio risulta, alla fine, ridondante, eccessivo e, solo in parte, davvero coinvolgente e toccante.
La storia d’amore è invece superflua e inutile al racconto nonostante l’impegno e la passione dei protagonisti.
Giorgio Colangeli vince la sfida di talento e carisma con il bel Marco D’Amore, dimostrando come la vecchia guardia possegga più frecce nel suo arco. Colangeli riesce a trasmettere i suoi intensi ricordi e vivide emozioni allo spettatore, non lasciandolo indifferente.
Marco D’Amore, invece, convince a intermittenza, forse perché si compiace del suo stile recitativo e si convince della bontà del suo personaggio e del messaggio del film.
Matilde Gioli è una luce nel buio. È bella, radiosa e con un sorriso accecante, ma la sua Raffaella è davvero poca cosa. Tanta volontà e impegno non sono sufficienti se il testo latita. continua su

http://www.mygenerationweb.it/201512232836/articoli/palcoscenico/cinema/2836-un-posto-sicuro-il-nuovo-film-di-francesco-ghiaccio-con-marco-d-amore

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci, nonostante tutto”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html

The ticket purchase for “A safe place” is: 1) Not even gave 2) Tribute 3) In the afternoon 4) Reduced 5) Always.

“A Safe Place” is a film of 2015 by Francesco Ice, written by Francesco Ice and Marco D’Amore, with: Marco D’Amore, Giorgio Colangeli and Matilde Gioli.

Italy is a republic founded on work.
Yet, in Italy in 2015 it has become a fact “normal” die on the job.
And if that were not enough, the workplace can be transformed into the tomb worker.
It sounds like science fiction, but it is the sad and bitter truth.
This is the story of Casal Monferrato, a small town of Piedmont, for over thirty years, the factory has hosted Europe’s largest asbestos “Eternit”.
A company that employed, in moments of great luster, more than three thousand inhabitants.
As he says in the film Eduardo (Colangeli), old worker Eternit, “work was a privilege.”
A privilege that many have paid with their death.
What for the children was the snow, only powder for adults, were indeed waste asbestos that was, illegally and without control, eliminated from society.
The “cloud” of white asbestos has affected not only the workers, but also the residents of Casale, causing lung cancer in thousands of people.
Casale rebelled, dragging in court the owners of Eternit in 2011.
The film starts from there and by the expectation of the population in the process of First Instance had to establish that the responsibility for the deaths of thousands of people, guilty only of having worked in a factory. A protest film that combines the judicial truth to fiction when the authors present the viewer the fictional characters of Luke (D’Amore) and Eduardo, father and son respectively. The two have an adversarial relationship, difficult, and they can not understand each other. Luke is a failed actor who ekes out a living doing the clown at parties. But his life changes when he receives the news of the fatal illness of his father, forcing him to confront him and his past. A forced cohabitation but allows Luke to learn more about his father and his life and especially eye-opening scandal Eternit and with the causes of the many deaths in the country. Luke heard the words of his father about the origins of Eternit and accompanying him on his last journey deadly, he manages to find him again the filial affection and the desire to go on stage and tell this story.
Luke, in his journey of pain, suffering and knowledge, is accompanied by Raffaella (Gioli), the beautiful young girl with whom he begins a romantic love story.
“A safe place” is a sad movie, dark, bitter as it may be sometimes life itself.
A film useful for those who, like myself, did not know the way this tragedy Italian. A film like that and involves in the investigation and reconstruction of historical and instead is weak and not very sharp on the creative side. The historical truth wins over fiction.
The father-son relationship is, in the end, redundant, excessive and, in part, really engaging and touching.
The love story is rather superfluous and unnecessary to the story despite the commitment and passion of the protagonists.
Giorgio Colangeli wins the challenge of talent and charisma with the beautiful Marco D’Amore, showing that the old guard owns more arrows in his bow. Colangeli manages to convey his intense vivid memories and emotions to the viewer, do not leave indifferent.
Mark D’Amore, however, convinces intermittently, perhaps because it welcomes his acting style and is convinced of the goodness of his character and the message of the film.
Matilde Gioli is a light in the darkness. It is beautiful, radiant and with a blinding smile, but his Raffaella is really small. A lot of will and commitment are not enough if the text latita. continues on

http://www.mygenerationweb.it/201512232836/articoli/palcoscenico/cinema/2836-un-posto-sicuro-il-nuovo-film-di-francesco-ghiaccio-con-marco-d-amore

Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html