38. Vita da set – Parte II

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Un’altra volta decise di fare un salto sul set anche il Presidente.
Anche lui era curioso di vedere dal vivo il Mondo dei Balocchi descritto dai miei post.
Il Presidente (si chiamava Paolo in vero),   era un ragazzo pacioso, attento, riflessivo.
Si presentò con indosso un maglione rosa davvero buffo.
Ci salutammo con stretta di mano calorosa.
Guardammo insieme alcune scene di Qualcosa è Cambiato.
Poi il Presidente  mi chiese cosa pensassi dell’Oscuro. Gli risposi tranquillo ”Ma ormai gli ho preso le misure a Gigio, si diverte a fare l’Oscuro. Abbaia, ma non morde.
Perché comunque mi chiedi di Lui?
Il Presidente mi guardò e poi scosse la testa ”Stai attento Mel, l’Oscuro come lo chiami tu, è veramente Oscuro.
Ha dei lati del carattere difficili da inquadrare. E’ maniaco del computer: può stare giornate intere su internet, campa sul sito della sua squadretta del cuore.
Lady Oscura mi ha detto che piange per giorni se la sua squadretta perde e si chiude dentro la sua cameretta
Non ci scherzare troppo”.
Io scrollai le spalle ”D’accordo Presidente, grazie per il consiglio”.
Dopo volle ovviamente salutare Godot. Lo invitai ad andare solo.
La mia presenza poteva sembrare inopportuna.
Quando tornò appariva deluso. Godot non l’aveva riconosciuto(anche lui aveva fatto parte della famosa cena di febbraio) anzi gli aveva chiesto come mai non ero venuto con lui in camerino.
Lo rincuorai: ” Paolo,  lo sai bene, Godot è cosi. E’ una piccola indiana. Non te ne fare un cruccio.”
La sera ero collegato sul messenger con i ragazzi del forum quando all’improvviso il Lumacone cominciò a scrivermi: ”Sai Mel, la tua storia  della malattia si sta diffondendo sul set.
Avevi chiesto riservatezza ma tu stesso la stai tradendo.
Il Presidente  mi ha detto che stanno girando varie voci sul tuo conto.
Ti consiglio di dire la verità, prima che sia tardi.
Se lo fai, ti prometto di spendere una parola per fermare l’ira dell’Oscuro. Allora cosa mi dici?”
Lessi quelle parole con stupore, e senza pensarci scrissi:
”Caro Lumacone,  non so cosa ha sentito Il Presidente oggi sul set. Ma io non ho nulla da confessare. Ogni tanto mi sembrate tutti pazzi qui dentro.
L’ira dell’Oscuro?Ma che e’ un titolo di un film?”
Il Lumacone non rispose subito, apparve invece l’Oscuro che attaccò
”Grande Mel, lo sapevo che non cadevi nel tranello Ve l’avevo detto ragazzi, Mel è un duro.”
Il Lumacone aggiunse”Scusa Mel, ma volevo solo provocarti.
Paolo ha davvero raccolto voci contrastanti sul tuo conto.
Il bastone, la malattia, stavolta sono serio. non parlarne in giro. Ci siamo noi qui, se vuoi sfogarti.”
Io chiusi la discussione con leggerezza:”Tranquilli giovinastri se dovessi fare qualche rivelazione, la farei sicuramente prima a voi”
Ormai vivevo come due vite parallele Dottore. Non riuscivo più a fermarmi.
Fantasia e realtà si stavano mescolando pericolosamente.
Angelica, la fidanzata di Piero , aveva anche lei una passione per Qualcosa è Cambiato.
Quando seppe che andavo in giro per Roma a vedere le riprese, mi chiese di essere coinvolta nelle spedizioni.
Una volta la portai con me. Come sempre i tecnici mi accolsero con simpatia e mi chiedevano del mio stato di salute.
Angelica rimase colpita dal grado di familiarità e mi chiese:”Ma perché ti chiedono tutti come stai?” io tagliai corto: ”Ma nulla, mi vedono con il bastone per via del mal di schiena”
Alla fine della scena lo stesso Esimio si avvicinò per salutarci.
L’attore rimase colpito dalla bellezza di Angelica e fece un po’ il pavone.
Avevo creato un bel rapporto anche con Cesare l’autista di Godot
Ci scambiavamo pettegolezzi da set e opinioni sulla fiction.
Lui si sfogava sul carattere ondivago di Godot, mi diceva:”Sai Mel, Ginevra è una ragazza capricciosa, volubile. Un giorno siamo amici, usciamo a mangiare la pizza insieme con la mia ragazza e invece l’altro si lamenta con la produzione perché a suo avviso, mi vanterei con gli altri tecnici , alludendo a un nostro presunto flirt.
La verità che su di lei girano tanti rumors su presunti flirt con tecnici e attori”
Io ascoltavo e cercavo di consolarlo:”Mi dispiace, deve essere dura per te. Stringi i denti”.
Un giorno eravamo sul set, si stava girando una scena noiosa e cosi scambiai qualche parola
con Cesare.
Lui mi disse di me: ”Tu sei diverso dagli altri fan Mel. Lo abbiamo notato tutti.
La stessa Ginevra l’ha capito”.
Io borbottai: ”Ma non credo di essere diverso, semplicemente sono curioso di questo mondo. Lascerei perdere Godot. Penso di starle sulle scatole poi mi sembra diversa. Credo che abbia un fidanzato nuovo che la rende nervosa”
Cesare mi guardò e disse: ”In effetti quest’estate ha conosciuto una persona. Ne è rimasta talmente colpita che ha tagliato tutte le altre storie che aveva in piedi”rimasi sorpreso”Quest’estate? Strano ero con Lei fino al 22 luglio e non c’era nessuno. E’ successo dopo?”
Cesare mi sorrise sornione e rispose: ”Lo so Mel, che eri a Rieti. Si, è successo dopo ”.
Io tagliai il discorso “Va be, se questa persona la rende felice, buon per lei”.
Un altra volta ero alla fine di una giornata di set .
Stavo salutando i vari tecnici quando dall’albergo dove soggiornavano gli attori , uscì il Comandante.
Io come sempre lo salutai ”Arrivederci Signor Comandante, le auguro una Buona serata”.
Lui mi guardò e mi disse”Signor Comandante? Ma che mi stai a prendere in giro?”.
io replicai serio”Certo che no. Io conosco forse l’attore Comandante ma per nulla il Signor Comandante”.
Lui scosse la testa”In effetti”.
Poi mentre stava per entrare in macchina mi urlò”Ma guarda se devo farmi pigliare in giro da un ragazzino con un finto bastone che poi scrive certe cose  e io più stupido che le leggo”.
Non sapevo cosa dire mi voltai verso Cesare che stava ridendo e balbettai”Ma di che sta parlando?”
Cesare sempre più ridente: ”Lascia perdere Mel, non ti preoccupare”.
Sempre il Comandante un’altra volta stavolta ai campi di calcio.
Stavo guardando una scena con l’Eclettico e l’Esimio.
Come sempre mi stavo divertendo molto.
Durante una pausa, alcune comparse lo avvicinarono per chiedergli dei commenti sugli altri colleghi.
Un ragazzo ingenuamente gli chiese”Comandante ma Giovanna(personaggio interpretato dall’Aspirante) come è?”
il Comandante cominciò: ”Giovanna è dolce, simpatica,  disponibile” io lo ascoltavo e pensavo” Ma di chi parla?del Personaggio o dell’Aspirante?” ad un certo punto Il Comandante si interrompe e mi guarda ”Comunque se volete informazioni sull’Aspirante chiedete a Lui. Le ha creato addirittura un sito internet” .
Non ebbi la prontezza di reagire. Le comparse mi guardavano con invidia.
Il Comandante mi aveva scambiato per l’Oscuro.
Chissà cosa diceva l’Aspirante in giro pensai e mi scappò da ridere.
Telefonai all’Oscuro per riderci insieme, ma non la prese bene.
Era di luna storta pensai.
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37. Vita da set – Parte I

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Ci sono incontri che cambiamo una vita.
Ci sono momenti che ti rimangono impressi nella memoria per sempre.
Sono a volte i particolari a rendere una storia memorabile.
Sorrido ripensando ai momenti passati sul set,  quando lo Splendente mi fa cenno d’entrare:
-Ciao Mel, finalmente ti vedo sorridere. A cosa pensavi?
– Stavo riflettendo agli incontri avuti sul set . Alcuni sono stati davvero divertenti.
E’ strano che la mia memoria li abbia in parte rimossi per cosi tanto tempo.
-Raccontami la tua vita da set Mel,  come ti viene.
Un’ altra volta ero di turno per delle scene con Godot.
Come sempre salutai tutti i tecnici e Tiziana in particolare.
Godot era, come sempre, bella.
L’osservavo mentre girava e mi chiedevo veramente chi fosse questa ragazza.
Non riuscivo ad inquadrarla.
Ogni volta che la vedevo pensavo di saperne di più,  ma rimaneva un enigma da decifrare.
Approfittai di una pausa di lavorazione per avvicinarmi.
Avevo promesso a Sharon che mi sarei fatto fare un autografo per il suo fratellino più piccolo.
Godot stava bevendo un cappuccino con il collega attore Monolita in un bar e nello stesso tempo leggeva il giornale.
La colsi di sorpresa e così la vidi fare un sussulto. Attaccai subito: ”Mi perdoni Signorina non volevo spaventarla”.
Lei scosse la testa e mi guardò sorridendo.
Io presi coraggio e le chiesi:   “Mi dispiace disturbarla durante la sua pausa ma volevo chiedere un altro favore. Potrebbe farmi cortesemente un autografo per un giovane fan?”
Godot lo fece senza problemi. Poi, come si dice,  l’appetito viene mangiando e le chiesi di firmarmi il biglietto del film che avevo visto durante l’estate: per una volta volevo qualcosa per me.
Lei mi guardò e mi disse: ”Devo scrivere a Melvin o qualcosa altro?”
Io sospirai: ”Signorina, io ho un nome, se proprio vuole farmi una dedica…”
Alla fine scrisse solo ”Un abbraccio fortissimo, Ginevra “Soddisfatto per i cadeau ricevuti, volevo lasciarla libera ma lei mi chiese: “Mel come hai trascorso l’estate?” io balbettai ”Bene Signorina, sono stato in Sicilia come sempre”.
Godot continuava a guardarmi e poi continuò ”Ma tu sei impegnato Melvin? Ti frequenti con qualcuna?”
Quelle parole mi sembravano strane, inaspettate se poi dette da Godot.
Io mi guardai intorno e le chiesi : “Signorina cosa intende per frequentare una persona?”
Lei mi sorrise ” Be, se vedi una persona con continuità, se la conosci bene. Insomma se è una cosa seria”
Dopo Rieti ancora una volta la mia mente decise di proseguire sulla strada meno battuta.
Mi venne in mente un episodio di una delle mie fiction preferite ”Ally Mc Beal, storia delle peripezie sentimentali di una giovane avvocatessa”.
Cosi sorrisi e le risposi guardandola negli occhi: ”Be , Signorina, diciamo che da qualche mese mi vedo con una persona. La vedo ogni tanto,ma non so se la conosco, dipende da giorni. A volte si, altri no. Non saprei dirle se è una cosa seria. Diciamo che mi piacerebbe conoscerla meglio”
Lei diventò rossa e balbettò: ”Bé Mel, ora devo tornare al lavoro”.
Io di rimando: ”Certamente Signorina, buon lavoro”.
Un altra volta dovevo raggiungere il Play Boy sul set .
Ero un pò in ritardo, cosi il Play mi chiamò al cellulare e attaccò: ”Mel ma quando vieni?
Godot mi chiede di te! Ci sono le ragazze di Casa Qualcosa e’ cambiato (un altro forum, nostri fieri avversari per la supremazia delle notizie da set) che le stanno chiedendo di fare un intervista per il loro sito”.
Cercai di calmarlo: ”Play stai calmo, sto arrivando. Fai fare pure tutti i tentativi che vogliono alle ragazze di Casa Qualcosa è Cambiato. Voglio vedere se hanno la stessa pazienza di Giobbe .”
Una volta arrivato sul set, Riccardo mi avvicinò con il suo solito approccio da playboy ma era strano.
Lo notai e gli chiesi cosa stava succedendo.
Lui attaccò ”Ma niente Melvin, mentre tu non c’eri, ero con  L’Aspirante e le stavo facendo alcune foto per il forum. Stavamo parlando del set e di quanto poco ultimamente passasse sul forum.
Poi lei all’improvviso mi ha chiesto di te. Voleva sapere se informazioni sul tuo conto.
Voleva sapere perchè non fossi ancora arrivato. Sembrava in attesa.
Io, allora, le ho chiesto in maniera provocatoria se avesse una cotta per te!
Le ho detto che eri curvo, con il bastone, goffo, maldestro. Be,  Godot si è messa a ridere e mi ha risposto che con un pò di palestra tutto si sarebbe aggiustato
Le ho detto che eri molto riservato sulla tua vita e che con me ti apri poco e che parli solo con l’Oscuro.
Lei sai cosa mi ha risposto? ”Ma sai quante volte ho tentato di convincere l’Oscuro a venire sul set?
Gli ho proposto di venire con Melvin anche a Cinecittà. Gli ho chiesto notizie su Mel ma l’Oscuro ha sempre glissato”
Io ascoltavo silente il Play Boy che ormai era un fiume in piena
Sapevo solo che ti dava fastidio essere chiamato con il tuo nickname e cosi le ho chiesto di smetterla.
Lei  mi ha risposto ”Io so perfettamente come si chiama Melvin ma io lo chiamo cosi finchè lui non la finirà di chiamarmi Signorina Aspirante. Mi fa venire un nervoso!”
Il Play boy, che ormai mi conosceva,  le aveva risposto ”Be Mel è una persona estremamente educata.
Poi ha capito che le dà fastidio e cosi continua nell’appellativo Signorina”
Godot aveva controbattuto ”Be, allora saremo in due a continuare.
Ora vado, magari mi venite a chiamare quando arriva Mel”.
Il Play mi guardò e disse ancora: ”Sai Mel, io ti sono amico. In queste settimane ho cominciato a conoscerti.
Secondo me dovresti smetterla di usare il bastone e di avere certi atteggiamenti.
La gente parla, a volte in maniera cattiva ed odiosa alle spalle, lo dico per il tuo bene.
Poi su l’Aspirante non so cosa dirti, mi ha lasciato senza parole.”
Rimasi volutamente silente per un minuto, poi gli sorrisi e attaccai: ”Mi meraviglio di te Riccardo!
Sei pure un playboy e non riconosci quando una ragazza gioca la carta della seduzione.
Godot ti ha preso in castagna. Voleva vedere la tua reazione e tu ci sei cascato con tutte le scarpe.
Semplicemente io non dico sempre si ad ogni cosa che Godot chieda. Stabilisco un limite.
Questa cosa non le va a genio e cosi si è fissata su di me.
Credimi Play, è un gioco. Sono certo che se tu smettessi d’essere cosi accondiscendente con Godot,
otterresti la sua immediata attenzione, fidati.
Per il resto onestamente non me importa nulla. Fai pure parlare la gente.
Il Play non sembrava convinto e scosse la testa:  “Sarà come dici tu , Melvin”.
Io chiusi la questione ”Ecco appunto Riccardo, lasciamo perdere, parliamo delle
scene di oggi”.

36. L’Oscura minaccia

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Il set è come una grande famiglia.
Vivi dentro un villaggio.
Senti, vedi tante storie.
Nascono amicizie, amori e soprattutto tanti gossip.
Vivi dentro una fiction.
Sorrido ripensando ad alcune scene quando si apre la porta.
Ciao Mel stavo ripensando alla nostra ultima chiacchierata, mi sembra che qui si apra un doppio fronte: da una parte il montaggio di questa benedetta intervista e dall’altra la vita del set che giorno dopo giorno si arricchisce di personaggi nuovi e di responsabilità.
Tutto questo ti crea nervosismo, tensione.
La bugia “linfoma” ormai è uscita fuori dall’ambito forum e cominci a non controllarla più. Cerchiamo di analizzare meglio il tuo stato emotivo
-Mi ero buttato anima e corpo sull’intervista e sulle riprese.
Uscivo la mattina presto e ritornavo stanco ma felice la sera.
Giorno dopo giorno, il mio nome acquisiva con mia sorpresa sempre più “prestigio” e il peso delle bugie diventava sempre più enorme e soffocante.
Non parlai mai a nessuno di come trascorrevo le giornate sul set.
Ero immerso nel mio Mondo dei Balocchi.
La mia “leggendaria” memoria da elefante su questo periodo non è sempre lineare.
Ho dei vuoti. Solo da settembre del 2009 ho ricominciato a ricordare momenti ed episodi sotto forma di flashback.
Ho provato a mettere un ordine ma con modesti risultati.
Ricordo come con il Play boy e con le altre ragazze si fosse formata una bella squadra di inviati da set. Ci alternavano in maniera precisa e rigorosa.
Ormai seguivo indistintamente l’Aspirante e gli altri attori. Ero diventato curioso di tutto.
Volevo scoprire tutti i segreti della fiction in anticipo.
Con il Play boy miravamo a fare un megariassunto della seconda stagione in esclusiva .
Una parte di me voleva mollare, era stanca di mentire a tutto e tutti ma non volevo perdere il mio  mondo.
E’ difficile Dottore spiegarle l’atmosfera da set, erano un mix di emozioni e avvenimenti che si susseguivano in maniera vorticosa. Cercavo di raccontarli sul forum con i miei riassunti .
Evidentemente in parte ci riuscivo, visto come erano richiesti la sera .
Ma francamente per me quei post erano solo una goccia nel mare, privi d’importanza.
Ora si metta comodo Dottore, le voglio raccontare alcuni episodi di set senza una precisa cronologia temporale anche perchè non ne sarei capace. Cosi potrà rendersi conto di come vivevo quelle giornate.
Era mia intenzione coinvolgere Gigio sul set. Ne avevamo parlato tante volte sul messenger.
Cercavo di spronarlo ad uscire da casa sua e dal mondo di internet.
Ero preoccupato dal suo isolamento e dalla sua “depressione oscura”.
Cosi una mattina lo convinsi a seguirmi sul set, era la seconda volta che ci vedevamo di persona.
Lo andai a prendere di fronte all’Università, lì studiava medicina con alterne fortune.
Io ero felice di vederlo, mi mostrai sorridente e pieno d’entusiasmo.
Lui invece era ombroso e di scarse parole.
Eravamo diretti sul set dove speravamo d’incontrare Godot.
Durante il tragitto stavamo parlando di noi e della fiction quando all’improvviso l’Oscuro mi guarda e mi dice: ”E’ strano ma tu non hai la faccia di uno che ha un linfoma. Il tuo colorito è roseo. Sei proprio sicuro di avere questo male?” Io lo guardo e mormoro sarcastico: ”Oscuro vuoi per caso la mia cartella clinica?” lui sempre più serio ”Sai mio padre è un importante medico, non avrei difficoltà a scoprire la verità sul tuo conto.
Onestamente non capisco come tu possa andare in giro con un bastone e raccontare queste cazzate. Non so quale sia il tuo scopo ma non mi va che tu usi il  mio nome e quello del Forum per girare intorno a Ginevra. Non posso permetterlo. Quindi se vuoi evitare ulteriori complicazioni, ammetti ora che ti sei inventato tutto. Mi scrivi una bella confessione, io la pubblico sul forum e sugli altri siti. Ti sputtano come ti meriti e per me la questione è chiusa”.
Rimango in silenzio per qualche secondo e poi attacco: ”Che tu fossi Oscuro lo sapevo ma che adesso ti fossi autonominato Il Cavaliere Oscuro di Godot mi diverte assai, sei pesante Gigio, non credo che Godot abbia bisogno della tua protezione”.
L’Oscuro riprende piccato: ”Sai Melvin, io sono una persona che tende ad affezionarsi”.
La tua storia indubbiamente mi ha colpito. Io sono pronto ad aiutarti e proteggerti ma stai attento se dovessi scoprire che mi stai raccontando delle balle e quindi danneggiando il mio nome o il forum , non esiterei a usare il coltello e inseguirti per mare e per monti. Quindi sei pronto a giurare su tuo padre che tu sei malato? Se no, fammi scendere da questa macchina” io trattenni il respiro e poi con la mente e il cuore chiesi scusa alla memoria di papà e dissi: ”Oscuro , io non devo giurare su nulla. Fai tutte le verifiche che vuoi. Io non ho nulla da nascondere, vediamo se la privacy medica in Italia ha ancora qualche valore. Se vuoi scendere, non c’e problema”.
L’Oscuro mi guardò e disse: ”Si vede che eri un bravo avvocato, mi hai risposto senza dire nulla. Va bene Melvin andiamo sul set”.
Dentro di me tremavo di rabbia e paura, era stata una discussione per certi versi kafkiana, non riuscivo a capire chi avevo di fronte a me.
Purtroppo sul set non trovammo Godot.
I tecnici e gli altri ragazzi come sempre mi accolsero con grande simpatia, un po’ meno l’Oscuro.
Gigio in pubblico perdeva molto della sua sicurezza e baldanza. Era confinato in un angolo e lanciava occhiatacce a tutto e tutti.
Addirittura l’autista Cesare mi chiese se potessi garantire per quel ragazzo perchè al contrario la produzione lo avrebbe mandato via.
Quando al ritorno raccontai a Gigio l’episodio, divenne rabbioso ”Se me lo avessi detto prima, lo avrei accoltellato quel tipo”. Lo guardai esterrefatto ”Ora Basta Oscuro, tu non accoltelli proprio nessuno. La vuoi smettere di fare l’Oscuro? Tu sei Gigio, so che sei un bravo ragazzo. Smetti di pensare che la vita ruoti intorno al Forum e a Internet. La vita è qui fuori”
Per una volta l’Oscuro sembrava incassare e infatti rispose ”Mel ti volevo chiedere scusa per la brutta discussione avuta prima in macchina. Non è colpa mia ma Lady Oscura mi ha messo in testa dei dubbi su di te e sulla tua storia. In passato molte persone hanno tradito la mia fiducia, tendo ad essere diffidente. Capisci dovevamo fare quella chiacchierata. Ora so che posso fidarmi di te. Ti chiedo ancora scusa per le mie parole. Anzi ti ammiro come tu riesca cosi sorridente e sereno in mezzo agli altri con tutto quello che stai passando”
Gli sorrisi e dissi: ”Ok Gigio, non ti preoccupare caso chiuso. Ci vediamo alla prossima”.
Tornai a casa quel giorno, consapevole di aver evitato un finale anticipato della mia storia.
Lo Splendente scrive qualcosa e dice: L’Oscuro è un figlio di puttana ma tu sei dentro il tuo file e non ti rendi conto chi hai di fronte. Sottovaluti le sue minacce!
Io lo guardo e sospiro: Dottore anche le oscure minacce facevano parte del Mondo dei Balocchi.  Gigio era un ragazzo problematico. Solo ora mi rendo conto quanto fosse bisogno d’aiuto e cure, forse più di me. Alla prossima.
 http://www.facebook.com/pages/Il-Ritorno-di-Melvin/313768195405616

35. Il malato immaginario – Parte II

ritrovarsi
Come promesso qualche giorno dopo, mi arrivò un sms dell’Altruista, per comunicarmi che ci sarebbero state da lì a poco delle nuove esterne con l’Aspirante protagonista.
Sul forum si viveva un aria di stanca.
L’euforia dell’intervista sembrava essersi esaurita.
L’Oscuro era di cattivo umore.
Godot non dava segnali di vita.
Decisi di prendere l’iniziativa così dissi al Lumacone che al placet di Godot ci avrei pensato io, ma che poi lo staff si sarebbe dovuto svegliare e mettersi al lavoro, perché le vacanze erano finite.
Ricordo che scrissi un post sul forum dal titolo “La tregua è finita”.

Arrivai molto presto. C’era un caos indescrivibile, non sapevo se Godot mi avrebbe riconosciuto. I fan cingevano “d’assedio” la casa dove stavano girando.

Quel giorno sul set conobbi di persona il Play Boy, un ragazzo carino, alto e con la lingua sciolta. Il suo sopranome mi sembrò perfetto, il suo vero nome era Riccardo.

Mi ero presentato sul set con il solito libro per vincere  la noia dei tempi morti delle scene.
Un colpo di vento mi fece entrare un pò di terra negli occhi.
Facevo fatica a tenere gli occhi aperti. Mi bruciavano molto.
Il Play Boy disse che mi aveva riconosciuto più  dal libro che dal bastone.
Passammo dieci ore per strada in attesa di poter parlare con l’Aspirante. Fu una gara di resistenza.
Le scene erano girate dentro il giardino di una casa, non si poteva guardare nulla, al massimo captare qualche voce.
Molti fan dopo alcune ore abbandonarono il campo.

Durante la pausa cena decisi di rompere gli indugi. Vidi Godot entrare dentro un’ auto di produzione e mi avvicinai con il cuore in tumulto. Ci guardammo negli occhi e poi le feci segno che volevo parlarle dopo.
Godot sembrò sorpresa di vedermi ma poi mi sorrise e scosse la testa.

Al calar della notte eravamo rimasti io, il Play e la troupe.
Quella sera fu l’inizio di un sodalizio proficuo. Mi ero davvero sbagliato su Riccardo.
Era davvero un bravo ragazzo e soprattutto paziente e curioso come ero lo io.
Tanta fatica fu alla fine premiata, dall’apparizione di Godot.
Era da poco passata la mezzanotte quando uscì dalla casa radiosa e sorridente. Mi misi davanti a Lei.
Avevo un aspetto terribile: ero pallido, stravolto,avevo gli occhi rossi.
Mi vide, mi sorrise e provò a baciarmi sulla guancia e mi disse: ”Dottore, che bello rivederla”, ma la bloccai.
Lei mi guardò un pò indispettita e disse: ”Ok Dottore, niente baci me ne ricorderò”.
Io come un mastino attaccai: “Buona sera Signorina, la disturbo per la famosa intervista, ci chiedevamo se aveva avuto modo di vedere il materiale girato. C’è qualcosa che ritiene che si debba tagliare?”
Lei scosse la testa e io ripresi: “Bene, allora se per lei va bene, cominceremmo a lavorarci sopra, poi magari dopo a lavoro finito, ci potrà dare un giudizio complessivo e continuai “magari ha qualche canzone a cui tiene di più”.
Lei sorrise e disse: “Magari potreste mettere “Drugs don’t work dei The Verve”, poi mi guardò e mi chiese: ”Dottore ma si sente bene?Ha una faccia. I suoi occhi sono rossi”
Io scossi la testa e dissi: “In effetti non sto bene, signorina”.
Lei sempre più preoccupata: “Spero che non sia nulla di grave”. Decisi di tagliare corto : “Ci sto lavorando, signorina” poi per fare contento il Play Boy, le chiesi una foto e lei acconsenti ma mi chiese: “Ma lui chi è’?”  mi misi a ridere. Per l’orgoglio del Play fu un duro colpo .
Stava per andarsene quando Godot si raccomandò: “Dottore si curi, non mi faccia preoccupare”e io di rimando: “Io mi curo, ma lei recuperi ogni tanto la tastiera del computer e scriva sul forum”.
L’Aspirante mi guardò lungamente prima di salire in macchina,io rimasi immobile mentre andare via.
Prima di lasciare il set, volevo salutare e ringraziare l’Altruista che stava riordinando la scenografia nella casa.
Era stata davvero di una bontà e gentilezza unica: nel pomeriggio aveva tentato di farmi entrare nel set blindato. Seppi dopo dall’ “Autista Confessore”, Cesare, che stavamo girando la puntata finale della seconda stagione.
Per qualche minuto ero stato in mezzo al caos organizzato del set ma il regista vedendomi lì si arrabbiò e mi fece andare via.
Comunque anche Tiziana mi guardò preoccupata e disse: “Mel vai a casa, hai una brutta cera” incassai anche questa osservazione in silenzio ormai per quasi tutti ero malato, non si sa bene di cosa, ma lo ero.
Tornai a casa stravolto ma felice. Parlai sul messenger con il triste e depresso Oscuro per via della sua modesta squadra, almeno cosi pensavo. Non reagiva agli stimoli esterni.
Ricordo che blaterava sul fatto che le amicizie sul forum potessero durare in eterno.
Mi arrabbiai molto. Non capiva gli sforzi fatti.
Mi ripromisi che il giorno dopo avrei cominciato a lavorare con il Lumacone e con Mr Pazienza.
Non c’era più tempo da perdere, temevo che gli impegni e la popolarità dell’Aspirante potesse ostacolarci.
Lo Splendente scrive qualcosa e dice: Eri un malato sui generis Mel.
Eri nuovamente in campo per realizzare l’intervista.
Sei cosi concentrato sull’obiettivo che  tieni a distanza la stessa Aspirante.
– E’ vero Dottore, avevo in mente solo l’intervista, ma non  capii veramente le attenzioni dell’Aspirante. Aveva modificato il suo modo di guardarmi pensavo che fosse arrabbiata con me .
Chissà Dottore cosa scriverebbe Moliere sulla mia storia.Alla prossima

34. Il malato immaginario – Parte I

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Pensavo di poter “controllare” le mie bugie, mi sbagliavo.
Il “personaggio” che ho creato mi ha lentamente divorato
Sto scrivendo sul mio blocco d’appunti quando la porta si apre
Ciao Mel come va? Hai passato una buona settimana?
-Può farmi un’ altra domanda Dottore per favore?
– Cosa succede Mel, sempre i file?
-Pensavo invero a Molière Dottore.
-Molière? Spiegami Mel
-Sorrido e inizio: durante l’estate avevo conosciuto tramite il web altri forum sempre dedicati alla fiction Qualcosa è cambiato .
Su uno in particolare “Fan club Qualcosa è Cambiato” scambiavo con gli altri utenti opinioni sulla seconda stagione in base alle informazioni in nostro possesso .
Avevo creato una sorta di “ponte” tra il forum dell’Aspirante e il Fan club
In particolare feci amicizia con alcune ragazze: Madame Luisa, la piccola Sharon e Miss Veronica.
Erano anche loro fan della fiction ma d’altri attori:la prima dell’Esimio, la seconda della Signora Eleganza e l’ultima del Comandante, come noi con l’Aspirante, li seguivano ovunque.
 A Settembre ci fu l’occasione di conoscerle personalmente durante delle riprese, grazie alla segnalazione di Luisa che lavorava nella zona.
Ricordo che mi chiamò per telefono una mattina. Ne parlerò più avanti di lei ma fin dalla prima volta che la sentii mi trasmise l’idea di una ragazza forte, buona e nello stesso tempo determinata.
Dal vivo, le ragazze risultarono ancora più simpatiche e divertenti e anche discretamente carine.
Quel giorno le riprese erano “chiuse” perché giravano dentro una casa.
I protagonisti erano gli attori “senior”: Il Comandante, l’Esimio, l’Eclettico, Miss Superiorità e la Signora Eleganza.
Ad assistere c’eravamo io e le ragazze, con mia sorpresa, i tecnici si ricordavano e mi permisero d’entrare in casa per osservare
Io facevo la spola tra il set e le ragazze per raccontare le scene viste.
Quel giorno rividi l’altruista scenografa Tiziana.
Mi accolse con un sorriso e cominciammo a parlare del più e del meno.
Era sempre cosi cortese e radiosa.
Ricordo che stavo leggendo il manuale del calcio quando si avvicinò e mi chiese il motivo del bastone e delle mie lunghe ore sul set con molta grazia per non apparire invadente.
Io non sapevo cosa dire, non volevo mentire anche a lei ma le parole mi uscirono fuori da sole senza alcun ritegno.
Le parlai della malattia e del bastone, mi ascoltò in silenzio, mi sorrise e disse: ”Sai che facciamo, dammi il tuo numero di telefono, cosi quando ci sono delle esterne ti mando un messaggio, non dovrei farlo. Avevo sentito qualcosa sulla tua condizione in giro ma speravo che fossero notizie infondate”.
Dentro di me già provavo una vergogna enorme e balbettai: ”Ma no, non si disturbi Dottsa, non è il caso” e lei decisa: ”Mel, lo faccio volentieri, sei una brava persona, educata e silenziosa. Non c’entra la tua malattia. Lo avrei fatto a prescindere, tu rispetti il nostro lavoro. Qui tutti lo hanno notato, sei diverso dagli altri e per favore dammi del Tu.”
Io sempre più imbarazzato ”La ringrazio Dottsa, veramente”.
L’Altruista si segnò il mio numero e mi salutò sorridendo.
Mi creda Dottore quel bel sorriso oggi è diventato nella mia mente come un tormento.
Non riesco a perdonarmi d’aver mentito a una persona cosi buona .
Non mi rendevo conto d’aver perso il controllo delle mie bugie.
Alla fine della giornata salutai le ragazze prendendo reciprocamente l’impegno di mutua assistenza sul set e dintorni.
Era l’inizio di una grande alleanza.
Mi guarda e dice: Mel in amore e in guerra si fa di tutto per vincere. Smettila di fustigarti
-Difficile quando hai davanti agli occhi un immagine cosi bella come l’Altruista
-Lascia perdere, non farti i film Mel, cosa successe dopo?
Cercavo un modo per rivedere Godot.
 Una sera andai al cinema Adriano per l’anteprima di un film dove recitava un’altra Aspirante.
Ero convinto di trovarla.
Ricordo che chiamai pure l’Oscuro per concordare la strategia giusta.
Fu una delusione non vederla apparire nello stesso cinema del Roma Fiction Fest.
Mi consolai con l’altra Aspirante.
L’organizzazione dell’evento mi trascinò dentro la sala per fare numero.
Si ricordi di quest’episodio Dottore, avrà uno sviluppo divertente qualche tempo dopo
Sorride e dice: con te Mel ormai sono abituato ai colpi di scena ma torniamo alla vita da set, cosa avviene dopo?

33. Un’estate inquieta – Parte II

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– La tua inquietudine è il segnale di un’instabilità emotiva. Il personaggio Melvin sta prendendo il sopravvento sul Melvin reale. Hai concentrato sull’intervista tutta la tua attenzione e le tue energie. Lo scambio di battute con l’Oscuro sul messenger evidenzia come la tua visione della realtà si stia incrinando. Le minacce e le offese dell’Oscuro non le prendi sul serio. Cosa avviene dopo?
– Lavoravo in campagna per portare avanti il progetto di modernizzazione dell’azienda attraverso la pratica europea sul reimpianto seguendo le direttive del mio agronomo, il Dott. Pignolo. Cercai di distrarmi un po’ organizzando la nuova edizione del trofeo Melvin, poi vinta ancora una volta dalla mia squadra: Gli Sfigati.
– Cos’è il trofeo Melvin ?
-È una partita che organizzo con i miei amici del mare dall’’89. Sono sempre le stesse squadre che si affrontano ogni estate. È l’anticalcio che scende in campo. Se ne parla per tutto l’anno. È l’evento dell’estate, ne vado molto orgoglioso, nessuno lo vuole perdere.
Lo Splendente sorride e dice:
– Siete alternativi al Trofeo Berlusconi. Continua, Mel.
– La mia testa era a Roma e all’intervista da montare. La facevo vedere ai miei amici del mare, ne ero molto orgoglioso. Anche se loro conoscevano a stento la fiction Qualcosa è cambiato e di conseguenza l’Aspirante. Solo mia madre vedendo l’intervista mi disse: ”È strano ma questa ragazza mi sembra emozionata, ha un debole per te?”. Io la guardai e le sorrisi: “Mamma, cosa dici! Era turbata per via del suo ex fidanzato”. Mamma scosse la testa poco convinta. A fine mese mi sacrificai per il forum e andai al cinema per scrivere la recensione di un film, in cui era protagonista una giovane ed acerba Aspirante. Non riuscivo a calmarmi. Avevo maturato la convinzione che senza il mio rientro a Roma l’intervista non sarebbe stata pubblicata. L’Aspirante diventò Godot. Non accettavo che tanta fatica non venisse premiata. Settembre stava arrivando e con esso anche il matrimonio di Flavia. Il pensiero Aspirante e l’intervista avevano messo in un angolo della mia mente e del mio cuore questo evento. Ma ormai era arrivato il momento di affrontare la dura realtà, dall’annuncio del matrimonio avevo tenuto un profilo basso.
– Aspetta Mel, so che non ami parlare delle tue donne ma come mi hai detto tempo fa Flavia è stato il tuo primo amore. Quando ci fu la notizia del matrimonio?
– Come le dissi, Dottore, Flavia significa tanto per me. Ci siamo conosciuti da ragazzini. Abbiamo raggiunto un equilibrio. Siamo ottimi amici ormai. A gennaio del 2007 mi annunciò il matrimonio, ero felice per lei ma per me fu un colpo. Sapevo che un’ epoca volgeva al termine. Temevo di perderla nuovamente.
Lo Splendente scrive a lungo e poi dice:
– Credo che Flavia significhi tanto per te. Ancora oggi sento l’emozione con cui ne parli. Ci torneremo Mel, ora vai avanti.
– Durante Agosto l’avevo sentita qualche volta per saggiarne l’umore. Fino all’ultimo avevo dato in dubbio la mia presenza all’evento. Lei ovviamente non la prese bene e mi disse: ”Mel, se non ti presenti almeno in chiesa, sei uno scostumato per non dire peggio”. Non amo le feste Dottore, i matrimoni mi mettono tristezza. Assistere al matrimonio era come sancire la fine di un’epoca durata quattordici anni, ma sapevo che la mia assenza sarebbe stata grave e avrebbe creato magari dei rumors antipatici. Cosi decisi d’essere presente.
– Il matrimonio di Flavia e l’attesa per l’intervista gettano le basi per un ulteriore peggioramento del tuo precario equilibrio. Le emozioni ti stanno consumando. Il passato, il presente e il futuro ti stanno ballando davanti, come ti comporti in questo momento del film?
– Dottore, a volte mi fa venire voglia di ribaltare il tavolo. Sono una persona ironica, ma nella mia storia non vedo nulla di divertente.
Scuote il capo e dice:
– Io la smetterò quando tu la finirai di fustigarti.
– Tornai a Roma, ufficialmente per il matrimonio di Flavia ma nella mia mente c’era l’intervista da realizzare ad ogni costo. La Cerimonia si svolse nel centro di Roma. Mi ero attrezzato di videocamera e macchina fotografica per rendere immortale l’evento. Era una giornata luminosa e calda, tutto era perfetto. Ricordo che Flavia arrivò, come ogni sposa, leggermente in ritardo. Era davvero bella vestita di bianco, indossava un abito semplice ma nello stesso tempo elegante. Era accompagnata all’altare dall’emozionato padre, la chiesa era gremita. Ad officiare messa c’erano quattro preti e un vescovo. C’era un bel coro che rendeva l’atmosfera melodiosa e armoniosa. Finalmente conobbi il futuro marito, mi sembrava un bravo ragazzo. A fine cerimonia, mi avvicinai per congratularmi con la coppia. Strinsi la mano di Ezio e gli dissi sorridendo: ”Ti faccio i migliori auguri o forse dovrei dire condoglianze. Non sai in quale guaio ti sei messo”. All’uscita della Chiesa ci fu il rituale lancio del riso, mi feci una foto con la neo coppia. Ancora oggi questa foto è tra i ricordi più belli che conservo nel cassetto della mia scrivania. Mamma mi aveva accompagnato alla cerimonia. Sa Dottore, di quel giorno conservo l’immagine della coppia che passeggia felice e sorridente mano nella mano per piazza Navona con il fotografo dietro di loro. Li osservai per qualche minuto da lontano e mi creda, ero felice per Flavia. Stava realizzando il suo sogno di farsi una famiglia ma dentro il mio cuore sentivo una grande malinconia. Mi passarono davanti agli occhi come in un film le immagini degli ultimi 14 anni tra me e Flavia, trattenni le lacrime. Mia madre vedendomi assorto nei miei pensieri mi disse: ”Mel, torniamo a casa. Lasciali stare. Adesso sono marito e moglie”. Ricordo che per il resto della giornata rimasi chiuso nella mia camera in compagnia delle emozioni e dei tanti ricordi. Settembre significava raduno arbitrale ma per la prima volta come osservatore. In sezione mi spiegarono che avrei dovuto seguire due corsi prima dell’esame finale ad Aprile 2008. Il primo corso era a livello sezionale e il successivo era regionale. Quello sezionale lo avrebbe diretto il mio amico Giulio. Era una novità importante ed emozionante. Cambiava il modo di appartenere all’associazione,  era un passo inevitabile, come per Flavia.
Lo Splendente annota qualcosa e poi attacca:
– Flavia e l’arbitraggio sono due aspetti diversi della tua vita ma che rappresentano comunque tappe importanti della tua emotività. Il matrimonio di Flavia ti impone una presa d’atto che una stagione della tua vita è definitivamente conclusa anche se ti crea un vuoto accettarlo. Lasciare l’arbitraggio attivo significa mettersi in gioco in una dimensione. C’è la solita paura di non essere all’altezza nel nuovo ruolo di osservatore ma come sempre ti imponi di fare qualcosa, ti lanci nella sfida con tutte le tue forze ed entusiasmo. L’intervista diventa una valvola di sfogo e le riprese servono a coprire un vuoto esistenziale ed emotivo. Su Godot concentri tutto l’interesse possibile ma non basta a spiegare il tuo crollo. C’è ancora molto da fare. Ci vediamo la prossima volta, Mel.
– Ecco perché non volevo venirci in analisi, ascoltare la cruda verità e non poter replicare. Alla prossima, Dottore.

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32. Un’estate inquieta – Parte I

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Non ci si accontenta mai.
Una volta raggiunto un obiettivo scatta il desiderio di raggiungerne un altro.
Sono un rompiscatole.
Finché non realizzo l’idea che ho in testa non mi fermo.
Sono sempre irrequieto.
Invidio molto la serenità altrui.
– Ciao Mel. Come va?
– Un po’ meglio. Raccontare la mia discesa alleggerisce il peso sul mio cuore, ma i file sono sempre presenti, Dottore.
– Un passo alla volta. Realizzata l’intervista,  potevi considerati soddisfatto. Invece cosa succede dopo?
– In effetti Dottore, i giorni successivi furono gioiosi e pieni di allegria. Il forum ribolliva d’entusiasmo. I vari utenti bramavano di vedere l’intervista. Io stesso immaginavo che l’Oscuro e lo staff si sarebbero messi subito al lavoro per montarla e farla uscire durante l’estate ma non fu cosi. L’Oscuro disse che tutto il girato doveva essere visto dall’Aspirante per l’approvazione prima di lavorarci sopra. Ero ovviamente fremente ma l’Oscuro era più apatico del solito. Nessuno aveva la mia stessa voglia. Non li capivo ma decisi al momento di non rompere ulteriormente le scatole. Partii per la Sicilia, felice e soddisfatto.
Avevo raggiunto il mio scopo. Annunciai sul sito che mi sarei ritirato per un po’ per evitare di prendermi qualche denuncia da parte della Famiglia dell’Aspirante. Avevo maturato l’idea d’aver superato il limite con lei. Non volevo danneggiare il forum e soprattutto risultare “molesto”. Pensavo di poter gestire la situazione da giù in tranquillità.
Mi sbagliavo: dopo solo pochi giorni, tornai ad essere irrequieto e nervoso. La stessa intervista cominciava a non piacermi più. Immaginavo di rifarla, di poterla migliorare. L’Oscuro cercava d tranquillizzarmi, dicendomi che avevo fatto un buon lavoro. Dopo varie pressioni e lamenti con lo staff riuscii a strappare almeno un primo spot di lancio per l’intervista. Lo lanciammo e si rivelò subito di grande impatto.
Agosto fu anche il mese delle repliche della prima stagione.
Puntualmente dopo ogni puntata, il forum veniva preso dallo tsunami di curiosi e di farneticanti fan dell’Aspirante. Tra le varie ondate arrivarono alcuni utenti di valore come il Playboy, l’Educando e Mr Pazienza. Con il primo, l’inizio fu turbolento. Voleva subito mettersi in mostra, pensavo che ambisse  alle luci della ribalta. Si offrì di coprire un evento molisano dell’Aspirante. Non mi piaceva il suo modo di fare e lo affrontai. Ci fu uno scambio di post piuttosto duro, misi in dubbio la sua onestà e lealtà. Volevo fargli capire che in questo forum non c’era spazio per le prime donne. Il Playboy mi rispose a tono.
Come sempre accade, il tempo fu galantuomo stavolta per il Playboy. Fece un servizio molto bello, ricco di foto e ben scritto, mi scusai pubblicamente con lui. Vidi le sue foto in compagnia della Signora Patrizia e del Dottore Serioso e da lì nacque subito il sopranome : il Playboy del Molise Da quel momento con il Play sarebbe nato un rapporto molto forte e soprattutto una sincera amicizia. Intanto dall’Aspirante non giungevano notizie sull’intervista. Mi sembrava di essere bloccato sul  tasto “pause”. Lo stesso Oscuro non aveva voglia.
Era estate e tutti volevano divertirsi , tranne il sottoscritto. Una sera io e l’Oscuro ci parlammo sul messenger . Era strano da giorni.
Era nervoso, scontroso quasi odioso. Io gli parlai della mia malattia e lui improvvisamente mi attaccò: ”Basta  con questa storia del linfoma, tanto non sei malato! Piuttosto dimmi la verità, ci hai provato con Ginevra vero?”.
Io ero frastornato ed incredulo e gli risposi: ”Gigio ma che minchia dici? Cosa vai a pensare? Come ti può venire in mente una cosa del genere?
Cosa ti ha detto l’Aspirante ?”. L’Oscuro continuò: ”Certo un coglione del genere non può pensare di fregarmi la ragazza”.
Io ero davvero perplesso e gli risposi: ”Gigio ma ti senti bene? Cosa stai dicendo?”
L’Oscuro, sempre più irritato ”Non mi importa nulla. Quando torni a Roma, facciamo i conti”. E chiuse la discussione.
Rimasi davvero interdetto ma pensai che fosse solo una delle solite oscure uscite e la liquidai come una boutade estiva.

31. Una notte da ricordare

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L’Aspirante mi tranquillizzò e mi chiese:  ”Mel, ma tu che farai quest’estate?”.
Le risposi: ”Credo che tornerò in Sicilia”.
Lei riprese in maniera esitante: ”Ma se volessi contattarti o magari venirti a trovare in Sicilia, come posso avere il tuo numero?”.
Io la guardai un attimo e le risposi: ”Mi perdoni Signorina, ma perché vorrebbe avere il mio numero? Comunque per qualunque cosa chieda all’Oscuro, sono sempre in contatto con lui”.
Lei mi guardò e mormorò: ”Già, perchè dovrei volere il tuo numero?.”
Ci fu un momento d’imbarazzo, poi sorrisi e aggiunsi: “Vada a cena Signorina, ho già fatto arrabbiare suo padre”.
Lei mi sorrise ed entrò nel ristorante. Ero davvero felice, ero riuscito nell’impresa.
Chiamai al cellulare in piena notte l’Oscuro dicendogli del materiale raccolto e della serata in genere, promettendogli che da quella sera niente sarebbe stato più come prima.
Arrivai a Roma in piena notte. Mi collegai subito sul forum per scrivere un primo resoconto sulla serata. Ero al settimo Cielo. Avevo fatto l’intervista. Il resto contava poco o nulla.
Lo Splendente sembra anche lui coinvolto nel racconto, sorride e dice: “Devo dirtelo Melvin, nella mia carriera ho ascoltato tanti racconti ma questa storia riesce a coinvolgermi. Ma qui dobbiamo lavorare e quindi non posso che sottolineare che mentre per l’Aspirante era uno scherzo e/o tentativo di metterti in difficoltà, per te era una vera dichiarazione anche se ben nascosta. Quello che dobbiamo chiederci è se fosse rivolta all’Aspirante o in genere alla tua Donna ideale? C’era un trasporto eccessivo nelle tue parole, molta enfasi. L’incontro con tutta la famiglia dell’Aspirante è decisamente particolare. Sei dentro un film in cui sei involontariamente il protagonista. Mi sembra che siamo arrivati a uno snodo importante della storia. Teoricamente non avevi più nulla da chiedere né all’Aspirante né al forum. Avevi completato l’opera.
– Dottore non so spiegarle come mi successe quella sera. Non mi era mai capitato una cosa del genere. Per la mia mente c’eravamo solo io e l’Aspirante. Avevo intuito il tentativo maldestro di seduzione della ragazza, invece di fermarmi volli rilanciare. La mia mente ha rimosso quel “gioco di ruolo” con l’Aspirante. Ero incuriosito dalla ragazza. Era fragile, Dottore. Scattò  un senso di protezione ma, mi creda,  il giorno dopo ero concentrato sull’intervista. Non pensavo più a quel momento. Ricordavo con emozione i momenti passati insieme. Non pensavo che ci sarei riuscito. Mi sentivo felice ed orgoglioso di me stesso. La famiglia dell’Aspirante mi risultò subito simpatica. Lo stesso Serioso nella sua veste di padre protettivo e altezzoso mi aveva interessato, anche se nel prosieguo della storia avrà un ruolo determinante. Ancora oggi non riesco a catalogare la notte di Rieti. Avevo di fronte la Donna dei miei Sogni eppure non ero nervoso. Ero sì emozionato, ma sereno. Una dichiarazione del genere non l’avevo mai fatta a nessuno. Dissi la verità all’Aspirante senza che lei lo capisse. La storia cambiò quella sera e non me ne resi conto. Fu davvero una notte unica e irripetibile.  Ed è l’ ultimo ricordo che ho recuperato nel settembre 2009 dopo la crisi psicotica. Mi chiedo perché la mia mente cominciò a cancellare ogni ricordo “intimo” con l’Aspirante. Mi aiuti a capire Dottore, per favore, passo le mie giornate a cercare di capire inutilmente.
– Mel, quel “gioco di ruolo” è l’emblema del tuo modo di fare. Con l’Aspirante stava nascendo un rapporto che la tua mente non credeva possibile neanche nell’immaginario. Eri entrato in un file molto intenso. Non eri abituato a gestire  le emozioni. Il Serioso è sicuramente prevenuto ma avremo modo di parlarne un’altra volta, non ti preoccupare.
– Già la fantasia, a volte penso come sarebbe stata la mia vita senza questa “dote”.
– Mel, è questa dote che rende avvincente la tua storia. Ne riparleremo.
– Per il momento sogno di scappare sulla Luna. Alla prossima, Dottore.

30. Soli contro il Mondo – Parte II

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Appena uscimmo, l’Aspirante rimproverò la sorella perché era sempre al telefono: ”Giulia smettila di parlare, lo sai che poi papà si arrabbia”. Non so come spiegarglielo Dottore, ma vedendo quella scena e avendo osservato per tutta la sera la famiglia dell’Aspirante rividi in loro alcune dinamiche della mia. Il pensiero mi fece sorridere. Ancora una volta mi scusai con l’Aspirante per il disturbo, ma lei mi disse di non preoccuparmi, che ormai facevo parte in qualche modo della famiglia. Io la guardai e risposi scocciato: ”Sì, d’accordo della famiglia di Qualcosa è cambiato”. Lei mi guardò seria: ”No, della mia famiglia”. Feci finta di non capire. Ci sedemmo su una panchina e riprendemmo l’intervista. Il mio cuore era in tumulto, batteva forte. Non mi sentivo così vivo e felice da tempo. La riprendevo con la telecamera con la mano tremante per l’emozione. Era davvero bella. All’improvviso apparve una macchina con dentro Mr. Galbanino e fidanzata. Il sorriso si spense sul volto dell’attrice. Cominciò lievemente a tremare. Quando capii che non era più in grado di continuare spensi la telecamera. All’improvviso davanti a me vedevo una semplice ragazza di ventun anni con dei problemi di cuore. Non sapevo cosa fare. Poi mi decisi, le strinsi la mano e le dissi: “Signorina mi creda, passa tutto, passerà anche questa”. Lei mormorò: ”Non sai molte cose”. E io, di rimando: “Mi guardi, Signorina, io sono qui, me le racconti pure”. Lei mi guardò e sospirò: ”Non capisco perché ti ostini a darmi del Lei, un giorno o l’altro me lo dovrai spiegare”. Le sorrisi e allargai le braccia: ”Perché io sono Melvin, un vecchio arnese, mentre lei è Ginevra, l’Aspirante Diva”.
Poi l’organizzatore le fece segno che era arrivato il momento di iniziare la kermesse. Lei mi disse: ”Mi dispiace, devo andare”. Ero avvilito al pensiero che ancora una volta l’intervista stava sfumando, ma le risposi: “Certo, vada pure, ci vediamo dopo”. La serata continuò come da copione. L’Aspirante si rivelò un’ottima madrina. L’idea di tornare a Roma a mani vuote mi faceva venire il mal di testa. Durante la serata mandavo sms all’Oscuro per relazionarlo sulla serata. In uno lo canzonavo sulla famosa cena negata fino all’inverosimile di febbraio 2007 con l’Aspirante, gli scrissi: ”Sei veramente un bugiardo pietoso, l’Aspirante mi ha raccontato tutto”.

”Era ormai mezzanotte quando lo spettacolo finì. Ero disperato, sapevo che non c’era più tempo. L’Aspirante mi si avvicinò all’orecchio e mi disse: “Noi due dobbiamo parlare”. Io scossi la testa sorpreso, pensavo che parlasse dell’intervista. Poi venne circondata dai fan festanti. Osservavo la scena e in un certo senso mi faceva piacere rivederla sorridente e disponibile dopo il momento Galbanino di prima. La madre si avvicinò e scambiammo ancora qualche battuta sulla carriera della figlia. Mentre uscivamo dal Chiostro, vidi la sorella Giulia seduta in ultima fila intenta a scrivere un sms. Mi avvicinai e le dissi: “Sa cosa pensavo, Signorina Giulia: sua sorella è ormai osannata e amata da tutti, quindi è irraggiungibile. Magari Lei, tra due anni, quando sarà maggiorenne e se avrà voglia… potremmo prendere un caffè insieme”. Lei mi guardò esterrefatta e mi rispose : “Ma parli con me? Sei serio?”. Io le risposi sorridendo: “Assolutamente, Signorina Giulia”. Vidi che il Dottor Serioso aveva visto e soprattutto ascoltato tutto e mi guardava in maniera torva. Lo guardai sorridendo e gli dissi: ”Non si preoccupi Dottore, ho detto tra due anni”. Il Serioso, con aria di superiorità: ”Ecco, bravo, due anni”. Fuori dal chiosco c’erano la Signora Patrizia e l’Aspirante. Entrambe mi chiesero che intenzioni avessi per la serata. Erano preoccupate dal fatto che sarei tornato a Roma in piena notte. La madre cercò di convincermi a restare: ”Mel, non puoi prendere la macchina a quest’ora, devi rimanere”, la stessa Aspirante si sbilanciò: “Dai Melvin devi rimanere, prendi una stanza”. Io rimasi fermo sulla mia posizione: “Vi ringrazio ma devo tornare. Domani mattina ho appuntamento con il ragazzo delle pulizie. Vi ringrazio comunque per il pensiero”. La signora provò ad insistere, ma desistette quando le dissi: ”Signora, stia serena, anche mia madre è tranquilla se viaggio di notte”.  Restava il problema dell’’intervista, lo dissi chiaramente all’Aspirante. Decidemmo di farla per strada mentre andavano a cena in un ristorante. La sorella Giulia si offrì nella veste di operatore. Ci seguivano per strada alcuni razzi incuriositi. Io mi sforzavo d’essere naturale e ironico nella domande. L’Aspirante invece era seria e compita nelle risposte. La trattenni fuori dal ristorante più del dovuto e solo l’intervento di un insofferente Dottor Serioso pose fine alla intervista. La ringraziai, scusandomi per tutto il tempo che le avevo fatto perdere.

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29. Soli contro il Mondo – Parte I

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– Per la seconda volta entri in contatto direttamente con Lei. Cosa succede?

– L’Aspirante mi guarda con i suoi occhi magnetici e mi dice: ”Sai Melvin su cosa riflettevo mentre mi vestivo per venire qui? Se un uomo si inventasse una storia di un aereo preso al volo, magari dalla Sicilia, per poi prendere una macchina per trascinarsi fin qui, e quest’uomo avesse il coraggio di dirmi che sta mentendo, io sarei disposta a fare una pazzia. Lascerei questa sala con lui, mangeremmo qualcosa insieme e poi lo trascinerei in camera e farei l’amore con lui in tutti i modi possibili e con grande passione. Tu cosa ne pensi?”. Lei mi guarda intensamente e io faccio passare qualche secondo prima di rispondere. Infine guardo alla mie spalle, dove noto Mr. Galbanino con la sua nuova compagna. Sorrido tra me, e le dico: "Potrei dirle d’aver visto all’opera Giovanna di Qualcosa è Cambiato che prova una parte, con un po’ dell’Aspirante completato da un pizzico d’infantile desiderio di Ginevra di far ingelosire l’ex. Ma sarebbe un maldestro tentativo se fatto con un vecchio arnese come sono io, in più col bastone”. L’Aspirante sorride e tirando fuori la lingua ammette: “Ok, ci ho provato Melvin, complimenti, è veramente difficile prenderti in castagna, avevamo ragione”. Io le sorrido e le dico: “Ora se permette, Signorina, vorrei provarci io a parti invertite, in questi mesi sul set credo d’aver osservato bene come funziona”. L’Aspirante acconsente alla sfida e io attacco guardandola dritta negli occhi: “Immagini un giovane uomo che una sera d’inverno scopre per caso in televisione una ragazza e si accorge di rimanerne colpito. Si rende conto che è solo un’immagine, ma è inspiegabilmente preso. Decide che vuole saperne di più. Cerca informazioni per mari e monti. Fa e dice cose che non avrebbe mai immaginato. Alcune sono anche discutibili e magari di dubbio gusto. Ormai ha attraversato un limite e sa che non potrà tornare indietro. Sa che prima o poi il castello che ha costruito cadrà e sarà travolto dalle macerie, ma non gli importa. Questo ragazzo è disposto a pagarne il prezzo per poter condividere con questa giovane donna anche solo un minuto insieme. Perché questo ragazzo ha potuto osservarla per qualche tempo e ha potuto capire che dietro l’attrice c’è una ragazza dal cuore d’oro, gentile e amante dei bambini. Il suo sorriso l’ha stregata fin da subito e quando la vede sorridere il suo cuore si riscalda. Ebbene, Signorina, se questo vecchio arnese oggi fosse qui davanti a lei, le tendesse la mano e la invitasse a uscire, lei lo farebbe? Noi due soli contro il mondo? Le dirò di più, il vecchio arnese abbandona pure il bastone e si alza in piedi davanti a tutti e con voce ferma e sicura dice: “Ginevra, vogliamo andare? Io sono pronto. Possiamo andare dove vogliamo”. Mi alzai, le tesi la mano fissandola negli occhi e aggiunsi: “Per la camera da letto magari aspetterei prima un primo appuntamento”. L’Aspirante mi guarda e arrossisce ogni secondo di più. Mormora: “Per favore siediti”. Io continuo: “Allora, Ginevra, non vuoi accettare il mio invito?”. Dopo altri secondi d’imbarazzo, l’Aspirante cede: “Ok Melvin, hai vinto tu, sei stato più bravo di me, sembravi vero. Fa caldo qui, eh?”. Io sorrisi, mi rimisi seduto e come se nulla fosse successo le dissi: “Allora possiamo iniziare l’intervista, Signorina? Ovviamente mi perdoni, ma non sono del mestiere, sarà tutto molto amatoriale”. A intervista appena iniziata, piombò l’organizzatore del festival nonché collega dell’Aspirante. Mi pareva brutto mandarlo via e lo invitai a rimanere. Ovviamente la trascinò via, con la scusa che era arrivato l’ospite d’onore, un famoso regista. Ricordo che rimasi seduto. Mi sentivo strano, euforico. Ero come lontano da tutti e da tutto. Solo quando sentii la voce dell’Aspirante mi destai dal torpore: “Se vogliamo fare questa intervista dobbiamo farla adesso”. E mi invitò ad andare fuori dal Chiostro.

***

Per la foto ringrazio per la gentile collaborazione Alessia Delilah

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