148) La Piuma di (Giorgio Faletti)

la piuma

“La Piuma” è un libro scritto da Giorgio Faletti e pubblicato postumo nel 2015 da Baldini e Castoldi.

“La vita è una cosa meravigliosa” recita il titolo di un famoso e celebre film.
La vita è una sola e va vissuta al massimo dice un vecchio adagio.
Ma vi siete mai chiesti cosa pensa la vostra anima della vita che svolgiamo?
Di fronte alla bestialità dell’uomo e l’orrore delle sue gesta e la sua sconfinata avidità, l’anima continuerebbe a starli affianco o stanca e avvilita volerebbe via?
Difficile dare una riposta, ma cosa è in fondo un’anima?
La scintilla di Dio presente in noi? Forse, ma sicuramente è ciò che ci differenzia non dagli animali, loro sì essere viventi degni di stima, ma bensì dagli essere malvagi.
Ma come è fatta un’anima? Si dice che sia intangibile e non visibile, ebbene il compianto Giorgio Faletti nel suo ultimo scritto giocando con la fantasia e soprattutto usando la sua innata sensibilità ha immaginato, forse, che l’anima non fosse altro che una piccola e innocua piuma bianca che volando da un posto all’altro osservi e scruti con crudezza l’uomo e le sue miserie.
Miserie che non mutano nel corso dei secoli, semmai peggiorano con il tempo come il desiderio di uccidere e di fare la guerra da parte del potente di turno per ottenere ricchezze e potere, sacrificando sangue innocente e come se le vittime di guerra fossero solo un danno collaterale come possiamo leggere nel surreale racconto “ il Re e il Generale”.
Ma se l’uomo potente non brilla, l’uomo di fede non è da meno mostrando come il virus dell’avidità e dell’egoismo cresca anche nelle sacre stanze come si evince durante il colloquio tra il Curato e il Cardinale, quest’ultimo più impegnato a ingrossare il proprio portafogli e costruire vitelli d’ori nella forma di altari piuttosto che dedicarsi alle anime e alle sofferenze dei suoi fedeli.
Non c’è vita senza amore e la stessa anima soffre e si ammala per la sua assenza eppure ciò non impedisce alla bella e talentuosa ballerina seppure ferita dalla lettura della lettera del suo amato di rimettersi in piedi e di danzare davanti all’orchestra e di incantare.
Sì perché l’amore spinge l’uomo,lo trasforma e in parte lo rende schiavo di chi ne esercita con capacità e talento il potere come può essere una donna conoscendone tutti i trucchi e potendo disporre così dell’uomo sempre famelico di un corpo da possedere e quindi pronto a soddisfare ogni richiesta… continua su

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Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci,nonostante tutto”

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Vittorio De Agrò  e Cavinato Editore presentano “Essere Melvin”

http://www.ibs.it/code/9788899121372/de-agrograve/essere-melvin-tra.html.

“Feather” is a book written by Giorgio Faletti and published posthumously in 2015 by Baldini and Castoldi.

“Life is a wonderful thing,” reads the title of a famous, famous film.
Life is one and must be lived up to the old saying goes.
But have you ever wondered what you think your soul of life that we do?
Faced with the bestiality of man and the horror of his deeds and his boundless greed, the soul would continue to report them beside or tired and dejected fly away?
Difficult to give an answer, but what is at the bottom of a soul?
The spark of God in us? Maybe, but it certainly is not what differentiates us from the animals, their yes be living worthy of esteem, but rather from being evil.
But even as it is a soul? Is said to be intangible and invisible, well, the late Giorgio Faletti in his last play written with imagination and above using his innate sensitivity imagined, perhaps, that the soul was nothing more than a small and harmless white feather flying from location to observe and scrutinize crudely man and his miseries.
Miseries that do not change over the centuries, but rather worsen with time as the desire to kill and to make war on the part of the powers that be to gain wealth and power, sacrificing innocent blood, and as if the victims of war were only damage side as we can read in the surreal tale “King and the General.”
But if the powerful man does not shine, the man of faith is no less showing how the virus of greed and selfishness grow even in the sacred chambers as can be seen during the meeting between the Cure and the Cardinal, the latter more committed to fatten their wallets and build calves of gold in the form of altars rather than devote themselves to the souls and the suffering of his faithful.
There is no life without love and the same soul suffers and falls ill for his absence and yet this does not prevent the beautiful and talented dancer although hurt by the reading of the letter of his beloved to stand up and dance in front of the orchestra and of enchant.
Yes because love impels man, transforms him and makes him a slave of the person exercising the power capacity and talent may be as a woman knowing all the tricks and being able to have such a man always ravenous body possess and therefore ready to meet every request … read on

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Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

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Vittorio De Agro and Cavinato Publisher present “Being Melvin”

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147 ) Ex Machina

deus ex machina
Il biglietto d’acquistare per “Ex machina” è :1) Neanche regalato 2) Omaggio 3) Di pomeriggio 4) Ridotto 5) Sempre
“Ex machina” è un film del 2015 scritto e diretto da Alex Garland, con : Domhnall Gleeson, Oscar Isaac, Alicia Vikander.
Finchè l’uomo potrà contare sulla propria anima nessuna intelligenza artificiale per quanto perfetta, potrà essergli superiore.
Gli scienziati ci ripetono questa frase come un mantra eppure nello stesso tempo nei loro laboratori studiano e lavorano come forsennati nel tentativo di creare in vitreo un’anima, ancora qualcosa di misterioso per noi umani.
Cosa sarebbe una macchina con un’anima? Quale differenze ci sarebbe al quel punto con l’uomo?
Alan Touring elaborò un test per stabilire e codificare in quali casi l’uomo di fronte a una macchina possa stabilire che non sia più essa, ma bensì un entità pensante e autonoma.
“Ex Machina” inizia come un film di fantascienza puro in cui Caleb(Gleeson) , giovane e brillante programmatore informatico viene convocato in una sperduta e segreta isola dal suo eccentrico e ricchissimo capo Nathan(Isaac) per verificare tramite il test di Touring, se la sua ultima creazione: Ava (Vikander) possa essere considerata A.I(intelligenza artificiale) pura.
Ma ben presto il film muta pelle virando verso un genere introspettivo, analitico o se volte come una partita di scacchi o di poker in cui si alternano tre giocatori.
Sì, perche sulla scena si alternano Caleb, Nathan e Ava dove ognuno sembra seguire il proprio scopo evitando di mostrare il proprio gioco altri due giocatori.
Un fil giocato sulla parola e sulla tensione dei dialoghi, sul non detto e sull’idea di fondo “cosa ci rende davvero vivi?” e soprattutto se sia possibile creare e programmare un’anima.
L’intreccio narrativo e la costruzione dei personaggi si rivelano nel complesso ben studiati e sviluppati al punto che nel corso della storia lo spettatore nutre simpatie ed antipatie a seconda delle scene seguendo la scia delle emozioni trasmesse, finendo così nell’intricato labirinto psicologico costruito dal regista.
Una costruzione scenica e dialogica di livello teatrale, molto densa e intensa che avvolge e trascina lo spettatore all’interno di un’atmosfera claustrofobica senza avere mai la certezza di capire dove il film voglia andare a pare.
Sebbene la sceneggiatura sia ben scritta, elaborata e ricca di spunti perde di incisività e forza durante la proezione non avendo ben delineato un vero filo rosso narrativa e venendo meno soprattutto nel finale chiarezza e semplicità, confondendo lo spettatore e soprattutto sprecando il buon lavoro di preparazione fatto in precedenza.
La regia è di buon livello,pulito, attenta, forse però pecca di eccessiva staticità volendo dare maggior risalto alle parole che alle azioni, rischiando però in alcuni momenti una “certa palude verbale” e un ritmo non sempre scorrevole e tambureggiante.
I tre attori pur non facendo gridare al miracolo recitativo,formano una buona e affiata squadra riuscendo ad essere equilibrata , attenta e credibile soprattutto nel rappresentare le diverse sfumature psicologiche dei personaggi risultando credibili e tenendo alta la tensione e pathos narrativo.
Il finale probabilmente è la parte meno riuscita e sicuramente più frettolosa e meno ragionata, ma comunque induce alla riflessione lo spettatore su come le macchine forse ancora non avranno un’anima, ma come possano essere superiori nell’arte della manipolazione e della furbizia.

Vittorio De Agrò  presenta “Amiamoci,nonostante tutto”

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Vittorio De Agrò e  Cavinato Editore presentano “Essere Melvin”

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The ticket purchase for “Ex machina” is: 1) Not even gave 2) Tribute 3) In the afternoon 4) Reduced 5) Always
“Ex machina” is a film of 2015 written and directed by Alex Garland, with: Domhnall Gleeson, Oscar Isaac, Alicia Vikander.
As long as man can count on no one’s soul as perfect artificial intelligence, may well be higher.
Scientists will repeat this phrase as a mantra and yet at the same time in their laboratories studying and working like mad in an attempt to create a soul in the vitreous, still something of a mystery for us humans.
What would a machine with a soul? What differences there would be at that point with the man?
Alan Turing developed a test to determine in which cases and encode the man in front of a machine can determine that it is no longer, but rather a thinking entity and independent.
“Ex Machina” begins as a pure science fiction film in which Caleb (Gleeson), a brilliant young computer programmer is summoned to a remote and secret island by its eccentric and wealthy boss Nathan (Isaac) to verify through testing Touring, if his latest creation: Ava (Vikander) can be considered AI (artificial intelligence) pure.
But soon the film silent skin veering toward a kind introspective, analytical, or sometimes as a game of chess or poker with alternating three players.
Yes, because the scene alternating Caleb, Nathan and Ava where everyone seems to follow its goal of avoiding show your game two more players.
A fil played on the word and on the tension of the dialogues, the unsaid and on the idea “what makes us really live?” And especially if you can create and schedule a soul.
The storyline and the construction of the characters are revealed overall well designed and developed to the point that throughout history the viewer likes and dislikes feeds depending on the scenes in the wake of the emotions conveyed, which puts them in the intricate maze built by psychological director.
A scenic construction and dialogic level theatrical, very dense and intense winds and drags the viewer inside a claustrophobic atmosphere without ever having the certainty to figure out where the film seems to want to go.
Although the script is well written, drawn and full of ideas loses incisiveness and strength during proezione not having clearly defined a real narrative thread and failing especially the ending clarity and simplicity, confusing the viewer and especially wasting good job of preparation done previously.
The direction is good, clean, careful, though perhaps guilty of excessive static wanting to give greater prominence to words and actions, but risk at times a “certain verbal swamp” and not always smooth rhythm and drumming.
The three actors although not a miracle recitative form a good team and affiata managing to be balanced, thoughtful and above all credible in representing different psychological nuances of the characters resulting credible and the tension high pathos and narrative.
The final is probably the least successful and certainly more cursory and less rational, but still leads to consideration the viewer on how the machines might still not have a soul, but how they can be superior in the art of manipulation and cunning.

Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

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146) Turisti in Giallo (Gimènez-Bartlet- Malvadi-Manzini- Piazzese-Recami, Savatteri)

turisti in giallo

“Turisti in Giallo” è una raccolta di racconti scritti da Gimènez- Bartlett, Malvadi, Manzini, Piazzese, Recami e Savattieri, pubblicata da Sellerio Editore nel luglio 2015.
Il turismo per molti Paesi è una miniera d’oro, per l’Italia, tranne rare eccezioni, è la conferma di quanto siamo un Paese arretrato nelle infrastrutture e soprattutto nella mentalità.
Tutti sognano di andare in vacanza e qualcuno pur di farsi la settimana al mare si indebita pure.
Mare o montagna, lago pur che possa postare una foto sorridente e abbronzato sul proprio profilo facebook o instagram.
Eppure essere in vacanza e fare i turisti non sempre significa felicità, serenità e pace. Anzi molto spesso il relax e l’ozio scatenano i peggiori istinti nell’uomo.
Liberarsi della moglie fastidiosa, sbarazzarsi di un caro malato, escogitare modi di truffare lo Stato o il proprio socio con ogni mezzo anche illecito e in taluni casi la vacanza fa rima con situazioni imbarazzanti.
La Sellerio con questa raccolta ci mostra come in fondo il mondo sia un piccolo paese e che certe brutte abitudini e inclinazioni accomunino tutti ad ogni latitudine.
Come nel caso del racconto “Castoro E Polluce” di Antonio Manzini, in cui il vice questore Schiavone è costretto ad indossare i panni dello scalatore d’altura nelle montagne del Trentino, per smascherare un finto incidente mortale avvenuto tra tre amici portando alla luce un vile omicidio, verificatosi per la vile pecunia e interessi di bottega.
Con Alicia Gimenèz- Barlett nel suo “Un poco di buono” ci mostra come possa essere pesante e faticoso per un marito accudire per lungo tempo una moglie malata di Alzheimer e di come l’esasperazione e la stanchezza spinga l’egoista figlia ad escogitare un meschino e diabolico piano per liberarsi del fardello materno dimostrando come sia valido il proverbio “l’abito non fa il monaco”. continua su ..

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Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci,Nonostante Tutto”

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Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano “Essere Melvin”

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“Tourists in Yellow” is a collection of stories written by Gimènez- Bartlett, Malvadi, Manzini, Piazzese, Recami and Savattieri, published by Sellerio Publisher in July 2015.
Tourism for many countries is a gold mine, for Italy, with rare exceptions, is the confirmation of what we are a backward country in infrastructure and especially in the mentality.
Everyone dreams of going on holiday and someone just to get the week at sea into debt as well.
Sea or mountain lake while you can post pictures smiling and tanned on your facebook profile or instagram.
Yet being on vacation and do tourists do not always mean happiness, serenity and peace. In fact very often the relaxation and idleness unleashed the worst instincts in man.
Get rid of the nagging wife, get rid of a dear sick, devising ways to cheat the state or your partner by all means also illegal and in some cases the holiday rhymes with embarrassing situations.
The Sellerio with this collection shows us that basically the world is a small country and that certain bad habits and inclinations accomunino everyone at every latitude.
As with the story “Beaver And Pollux” by Antonio Manzini, where the vice Schiavone is forced to wear the clothes of the climber on the high seas in the mountains of Trentino, to expose a fake fatal accident occurred between three friends bringing to light a vile murder, which occurred for the cowardly and pecuniary interests of the shop.
With Alicia Gimenèz- Barlett in his “A little good” shows us how it can be heavy and difficult for a husband to look after for a long time a wife suffering from Alzheimer’s and how the exasperation and exhaustion push the selfish daughter to devise a petty and evil plan to get rid of the burden of maternal demonstrating how valid the saying “clothes do not make the Monaco”. continues on ..
Vittorio De Agro presents “Let us love, Despite Everything”

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Vittorio De Agro and Cavinato Publisher present “Being Melvin”

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145) La Crisi in Giallo (Fantini e Pariani – Malvadi- Manotti – Manzini- Recami – Savattieri)

la crisi in giallo

“ La crisi in giallo” è una raccolta di racconti scritti da Fantini, Paiani,Malvadi,Manotti, Manzini, Recami e Savatteri pubblicati lo scorso Aprile dalla Sellerio Editore.

La parola crisi almeno una volta chiunque l’ha pronunciata nella propria vita esistendo vari tipi di crisi: personale, familiare, sociale, di sistema ed economica.
Quest’ultima ciclicamente si presenta nelle diverse epoche storiche devastando la società e imponendo gravosi cambiamenti nella vita i ognuno. La crisi economica crea disperazione,povertà, sofferenza e disagi, ma avete mai pensato che possa essere anche oggetto di un buon giallo?
La Sellerio l’ha pensato e così chiamando a raccolta alcuna dei suoi più talentuosi autori ha creato questa raccolta di racconti.
Racconti che spaziano da Aosta alla Sicilia per passare per la Toscana e Lombardia per finire in America in cui la crisi,protagonista assoluta, determina e influenza le scelte e le vite dei protagonisti.
La crisi non guarda in faccia neanche la morte come ci ricorda Antonio Manzini nel suo malinconico e toccante racconto “L’anello mancante” in cui il vice questore Rocco Schiavone, da poco trasferito ad Aosta, è costretto ad occuparsi di un corpo di uomo sconosciuto ritrovato nella tomba di un nobil donna. Un caso particolare che ben presto, scartati i motivi passionali e morbosi, mette in scena come una famiglia povera non possa permettersi la sepoltura di un proprio caro per non perdere l’indispensabile pensione per sopravvivere.
La crisi ha mille volti, ma le stesse vittime nelle forme e difficoltà dei lavoratori che ogni giorno perdono il lavoro e si trovano incapaci di poter accudire la propria famiglia e di conseguenza disposti anche a compiere atti estremi.
Atti estremi che però spesso diventano tragicomici come accade nel racconto “Il fatto viene dopo” di Gaetano Savattieri in cui da una parte i ricchi piangono miseria dimostrando una vera povertà d’’animo e dall’altra i veri poveri rivelano un’ingenuità che chi solo è nobile d’animo può avere però finendo per diventare anche nella tragedia solo dei meri fatti di cronaca da inserire in fondo ai tg e giornali.
La crisi morde e divora tutto, ma fortunatamente non impedisce atti di solidarietà e di sostegno nei confronti di chi pur lavorando duramente e con onestà non riesce a pagare le bollette e sfamare i propri figli. E se questi “angeli” assumono le sembianze di un’arzilla coppia d’anziani non si può non sorridere una volta di più come leggiamo nel racconto di Francesco Recami “Chi ha pane non ha denti e chi ha denti non ha pane”. continua su

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Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci,nonostante tutto”

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Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano “Essere Melvin”

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“The crisis in yellow” is a collection of stories written by Fantini, Paiani, Malvadi, Manotti, Manzini, and Recami Savatteri published last April by Sellerio Publisher.

The word crisis at least once anyone has uttered in his life existence of various types of crisis: personal, family, social, and economic system.
This last cycle is presented in different historical ravaging society and imposing burdensome changes in the life each. The economic crisis creates despair, poverty, suffering and inconvenience, but have you ever thought that it can also be the subject of a good detective?
The Sellerio the thought and thus summoning some of its most talented writers have created this collection of stories.
Stories ranging from Aosta to Sicily to go to Tuscany and Lombardy in America in which to end the crisis, protagonist, and determines the choices and influence the lives of the protagonists.
The crisis does not look even death reminds us Antonio Manzini in his melancholy and touching tale “The missing link” in which the vice chief Rocco Schiavone, recently moved to Aosta, he is forced to deal with a body of unknown man found in the tomb of a noble lady. A special case that soon, discarded the reasons passionate and morbid, staged as a poor family can not afford the burial of a loved one not to miss the essential pension to survive.
The crisis has many faces, but the victims themselves in the forms and problems of workers who lose their jobs every day and are incapable of being able to look after their families and therefore also willing to carry out extreme acts.
Extreme acts but often become tragicomic as in the story “The fact is after” by Gaetano Savattieri where on one hand the rich are crying poverty proving a real poverty of ‘mood and the other the real poor naive reveal that those only noble being can have, however, eventually becoming even in tragedy only mere news items to be included at the bottom of the news and newspapers.
The crisis bites and devours everything, but fortunately does not prevent acts of solidarity and support towards those who despite working hard and honestly can not pay the bills and feed their children. And if these “angels” take the form of un’arzilla elderly couple, you can not smile once more as we read in the story of Francis Recami “Who has bread has no teeth and those who have teeth have no bread.” continues on
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Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

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Vittorio De Agro and Cavinato Publisher present “Being Melvin”

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144) Pixels

 

pixels
Il biglietto d’acquistare per “Pixels” è : 1) Neanche Regalato 2) Omaggio 3) Di Pomeriggio 4) Ridotto 5) Sempre

“Pixels” è un film del 2015 di Chris Columbus , scritto da Timothy Dowling, Tim Herlihy, con : Adam Sandler, Peter Dinklage, Josh Gad,Michelle Monaghan, Kevin James.

Nel 1989 il cantante Raf si chiese cosa sarebbe rimasto degli anni 80 e decidendo di farci una canzone “Cosa resterà degli anni 80”, arrivata quindicesima al Festival di Sanremo , ma poi diventata presto un cult.
Sugli anni 80 si possono dire tante cose, per molti fu la vera età dell’oro, per altri l’età dell’eccesso e dell’edonismo sfrenato, ma per la mia generazione fu soprattutto gli anni della sala giochi e dei video games come: pac- man, space invanders, donkey kong e centipede.
Quanti pomeriggi trascorsi con questi meravigliosi alieni e simpatici mostri, giochi che visti con l’occhio dei ragazzi oggi oltre a sembrare tecnologicamente arcaici risultano anche noiosi.
I ragazzi degli anni 80 si accontentavano di poco e avevano tanti sogni come ad esempio vincere il campionato mondiale dei video giochi come Sam Brenner( Sandller), Will Cooper (James), Ludlow Lamonsoff (Gad).
Sam è davvero il più bravo di tutti e meriterebbe di vincere il titolo, ma è costretto a cedere il passo nella finale contro Eddie “The Fire Blaster” Plant (Peter Dinklage) nella partita spareggio di Donkey Kong.
Una sconfitta che gli condiziona la vita al punto che oggi, nonostante i suoi talenti informatici,è un anonimo installatore continuando ad avere come migliore amico Will, divenuto invece il più contestato e imbranato Presidente degli Stati Uniti della storia.
Si sa però basta poco per diventare un eroe e nel caso di Sam ciò accadde quando la Terra viene attaccata da un gruppo di buffi Alieni ,che ricevuta dalla Nasa anni prima primala cassetta della finale dei video giochi, valutando gli umani ostili decidono di sfidarli non armi tecnologiche e pericolose,ma tramite i mostri degli anni 80. Di fatto mettendo in ambasce i militari e costringendo Will a chiedere aiuto ai suoi vecchi amici, veri esperti del campo.
Scordatevi film come “Independence Day” e affini, qui gli Alieni comunicano attraverso le icone musicali degli anni 80 tipo Madonna o gli attori tipo Fonzie o le serie cult come “Fantasilandia” e hanno come codice d’onore le regole delle tre vite stile sala giochi.
Lo spettatore entra così in battaglia insieme con Sam e i suoi amici dall’India a Londra fino a New York senza vedere una goccia di sangue, ma assistendo a divertenti scontri all’ultimo pixel vedendo in scena i vari mostri della nostra giovinezza
Un film che punta sulla nostalgia e amarcord più che su vero testo o sui dei dialoghi credibili e incisivi.
Lo spettatore eviti di farsi domande e di interrogasi sugli evidenti buchi di sceneggiatura come ad esempio chi siano questi Alieni e da dove vengano, ma si faccia trasportare in questo gigantesco video gioco sul grande schermo e non potrà non ridere ed emozionarsi ricordando un’età ormai lontana.
La regia di Columbus è furba nello strizzare l’occhio allo spettatore mettendo al centro i veri protagonisti della storia, non gli attori in carne ossa, ma i personaggi dei video giochi che dominano la scena in maniera brillante e naturale creando i veri momenti divertenti riusciti dello show. L’intreccio narrativo ha dei evidenti buchi evidenziando un ritmo non sempre fluido e costante,ma dal punto di vista scenografico,il film soddisfa l’occhio dello spettatore.
Adam Sandler e il resto del cast svolgono il compito di spalla in maniera dignitosa e soprattutto rendendo credibile e reale come è la generazione di ragazzi vissuta negli anni 80, semmai piccola delusione per Michelle Monaghan,una bellezza quasi sfiorita neanche a quarant’anni.
“Pixels” non è un film da Oscar, né da premi in qualche Festival, ma siamo convinti che nel cuore del pubblico avrà un suo spazio come li hanno pac-man e gli altri giochi di quei tempi, perché allora bastavano 500 lire e una sala giochi per essere un ragazzo felice, quasi una chimera oggi le attuali generazioni.

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci,nonostante tutto”

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Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano “Essere Melvin”

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The ticket purchase for “Pixels” is: 1) Not Gifted 2) Tribute 3) Afternoon 4) Reduced 5) Always

“Pixels” is a film of 2015 by Chris Columbus, written by Timothy Dowling, Tim Herlihy, with Adam Sandler, Peter Dinklage, Josh Gad, Michelle Monaghan, Kevin James.

In 1989 the singer Raf wondered what would remain of the 80 and decided to make us a song “What will remain of the 80”, arrived on the fifteenth at the Sanremo Festival, but then quickly became a cult classic.
80 years on you can say many things, for many it was the real golden age, for others the age of excess and unbridled hedonism, but for my generation it was mainly the years of the arcade and video games as : pack- man, space invanders, donkey kong and centipede.
How many afternoons spent with these wonderful aliens and cute monsters, games that seen with the eye of the kids today than to seem technologically archaic are also boring.
The boys of the 80 were satisfied with little and had many dreams like winning the world championship of video games such as Sam Brenner (Sandller), Will Cooper (James), Ludlow Lamonsoff (Gad).
Sam is really the best of all and deserves to win the title, but is forced to give way in the final against Eddie “The Fire Blaster” Plant (Peter Dinklage) in playoff game Donkey Kong.
A defeat that affects the lives to the point that today, despite his talents systems, is continuing to have an anonymous installer as best friend Will, became instead the most contested and bumbling US president in history.
It is known, however, does not take much to become a hero and in the case of Sam what happened when Earth is attacked by a group of funny Aliens, which received NASA primala years before the final box of video games, assessing the human hostile decide not to challenge them tech weapons and dangerous, but by the monsters of the 80 fact putting in anguish the military and forcing Will to ask for help to his old friends, the real experts of the field.
Forget movies like “Independence Day” and the like, where the aliens communicate through music icons of the 80’s like Madonna or actors like Fonzie or the cult series such as “Fantasy Island” and have as a code of honor the rules of style room three lives games.
The viewer thus enters into battle together with Sam and his friends from India to London to New York without seeing a drop of blood, but witnessing clashes fun pixel-seeing in scene the various monsters of our youth
A film that focuses on nostalgia and nostalgic memory than on actual text or the dialogue credible and effective.
The viewer avoid asking questions and interrogasi on obvious holes script such as who these aliens are and where they come from, but they do carry this giant video game on the big screen and will not laugh and get excited recalling an age now away.
Directed by Columbus is sly wink at the viewer by focusing on the real protagonists of the story, not the actors of flesh bones, but the characters of video games that dominate the scene brilliantly and creating natural real funny moments managed the show. The storyline has some obvious holes showing a pace not always fluid and constant, but in terms of spectacular, the film meets the eye of the viewer.
Adam Sandler and the cast perform the task to shoulder with dignity and above all making it believable and real as is the generation of young people living in the 80’s, if anything small disappointment for Michelle Monaghan, a beauty almost faded even at forty.
“Pixels” is not a film by Oscar, nor in any festival awards, but we are convinced that at the heart of the public will have its own space as you have Pac-Man and other games of that time, because then enough and a 500 lire game room to be a happy, almost a pipe dream today current generations.

Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

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143 ) Il fidanzato di mia Sorella

il fidanzato di mia sorella

Il biglietto da acquistare per “Il fidanzato di mia sorella” è: 1) Neanche regalato 2) Omaggio 3) Di pomeriggio 4) Ridotto 5) Sempre

“il fidanzato di mia sorella” è un film del 2015 diretto da Tom VaughanTom Vaughan, scritto da Matthew NewmanMatthew Newman, con Pierce BrosnanPierce Brosnan, Jessica AlbaJessica Alba, Salma HayekSalma Hayek, Malcolm McDowellMalcolm McDowell, Ben McKenzie

L’uomo è cacciatore. È allergico al matrimonio, ai figli e alla monogamia eppure i maggiori scrittori di romanzi d’amore e fondatori del pensiero romantico sono uomini.
Esiste dunque una contraddizione tra l’amore teorico e quello che si vive nella quotidianità?
Sì, risponderebbe a questa domanda Richard Haig (Brosnan), protagonista della nostra storia, affascinante e brillante professore di letteratura romantica al’Università di Cambrige e nello stesso tempo incallito playboy che ha nell’edonista e egoista padre Gordon (McDowell), il suo mentore fin da piccolo.
Richard è felice della sua vita, passa da una relazione all’altra, insegna e si gode la vita. Fino a quando la bella e giovane studentessa americana Kate (Alba) rimane incinta sconvolgendogli la vita.
Prima di un pranzo organizzato per conoscere la famiglia di Kate, Richard rimane colpito al bar dalla fascinosa Olvia (Hayek), flirtando con lei senza conoscere il legame di sangue che la lega alla fidanzata, è la sorellastra.
Dopo l’iniziale smarrimento, l’uomo decide di assumersi le sue responsabilità e di sposare Kate, trasferendosi in California per crescere l’adorato figlio Jake. Ma l’effetto “Famiglia Mulino Bianco” svanisce ben presto quando Kate confessa al marito di essersi innamorata di un suo collega e di volere il divorzio.
Per Richard è un colpo durissimo, ma per amore del figlio decide di rimanere in America, iniziando una convivenza forzata con l’ex moglie e il nuovo fidanzato, una situazione che ben presto si evolve in un quadrilatero, quando Olivia si rifugia da loro dopo aver scoperto il tradimento del suo fidanzato.
Iniziano così per il protagonista una serie di situazioni tra comico e romantico, tese ad ottenere la necessaria “carta verde” per rimanere in America.
Una commedia che, sebbene americana, ha tempi e toni per lo più inglesi, mostrando un potenziale narrativo interessante, ma che nello sviluppo perde quasi completamente slancio e intensità a causa di dialoghi vuoti e poco incisivi.
Lo stesso intreccio narrativo risulta forzato da una parte e dall’altra parte, in molte scene, i personaggi si muovono secondo clichè scontati e banali..continua su

http://www.mygenerationweb.it/201507252553/articoli/palcoscenico/cinema/2553-il-fidanzato-di-mia-sorella-tiepida-commedia-estiva-salvata-dall-ex-007-brosnan

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci, nonostante tutto”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html

Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano “Essere Melvin”

http://www.cavinatoeditore.com

The ticket to buy for “The boyfriend of my sister” is: 1) Not even gave 2) Tribute 3) In the afternoon 4) Reduced 5) Always

“My sister’s boyfriend” is a film of 2015 directed by Tom Vaughan VaughanTom, written by Matthew NewmanMatthew Newman, starring Pierce Brosnan BrosnanPierce, AlbaJessica Jessica Alba, Salma Hayek HayekSalma, McDowellMalcolm Malcolm McDowell, Ben McKenzie

The man is a hunter. You are allergic to marriage, children, and monogamy yet the greatest writers of romance novels and the founders of the Romantic thought are men.
There is therefore a contradiction between the theoretical and the love that is lived in everyday life?
Yes, answer this question Richard Haig (Brosnan), the protagonist of our story, fascinating and brilliant professor of Romantic literature al’Università of Cambridge and at the same time inveterate playboy who nell’edonista and selfish father Gordon (McDowell), his mentor since childhood.
Richard is happy with his life, he went from one relationship to another, teaches and enjoys life. Until the beautiful young American student Kate (Alba) becomes pregnant sconvolgendogli life.
Before a lunch for the family to know Kate, Richard was struck the bar from the fascinating Olvia (Hayek), flirting with her without knowing the blood tie that binds to the girlfriend, it is the half-sister.
After the initial confusion, the man decides to shoulder its responsibility and to marry Kate, moving to California to grow the adored son Jake. But the effect “Family Mulino Bianco” fades quickly when Kate confesses to her husband that he had fallen in love with one of his colleagues and wanted a divorce.
Richard is a terrible blow, but for the sake of the child decides to stay in America, beginning a forced cohabitation with his ex-wife and her new boyfriend, a situation that soon evolves into a quadrangle when Olivia took refuge from them after discovering the betrayal of her boyfriend.
They start to the protagonist of a series of comic situations and romantic, aimed to get the necessary “green card” to stay in America.
A comedy that, although American, he and tones mostly British, showing an interesting narrative potential, but that development almost completely loses momentum and intensity because of dialogues empty and weak.
The same storyline is forced on one side and the other side, in many scenes, the characters move according cliché discounted banali..continua on

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Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html

Vittorio De Agro and Cavinato Publisher present “Being Melvin”

http://www.cavinatoeditore.com

142 ) The Babadok

horror

Io e il mio vecchio  e grasso amico Roberto Sapienza siamo lieti di presentarVi un nuovo gradito  #spettatorePagante: Lorenzo Dagnino

L’amico Lorenzo esordisce  parlandoci del film #TheBabadok.  Buona Lettura e Tenevi Forte!

Il biglietto d’acquistare per “Babaddok” è : 1) Neanche regalato 2) Omaggio 3) Di pomeriggio 4)Ridotto 5) Sempre

” The Bababook” è un film del 2015  scritto e diretto da Jennifer Kent, con : Essie Davis, Noah Wiseman, Daniel Henshall, Hayley McElhinney, Barbara West, Benjamin Winspear

Lo ammetto: quando mi sono seduto in sala al cinema, pop corn da una parte (al diavolo i puristi, il cinema non è lo stesso senza un po’ di pop corn fumanti) e bicchierone di coca-cola dall’altra, mi aspettavo nient’altro che l’ennesimo horror paranormale (avendo visto il trailer), l’ennesimo clichè in stile Jason Blum (Insidious e Paranormal Activity, per intenderci) che mi avrebbe ovviamente lasciato l’amaro in bocca.
Bene, per chi crede che “The Babadook” si avvicini anche solo lontanamente a quel genere di film horror, il genere che bene o male ha dominato per decenni il mercato dell’orrore cinematografico, sbaglia di grosso.
La trama è abbastanza semplice ed intuitiva: Amelia vive da sola con il figlio Samuel in una vecchia casa, probabilmente in Australia. La donna presenta sin da subito una condizione psichica molto precaria dovuta alla perdita, 7 anni prima, del suo amato marito. Fin da subito, i due personaggi principali stonano fortemente, nella loro totale alienazione, (e ciò regala allo spettatore una terribile e bellissima sensazione di ansia) coi toni iniziali della pellicola, la cui storia inizia, seguendo la convenzione, in medias res.
Il giovane Sam, 6 anni, è fortemente convinto che la sua famiglia (composta della fattispece da lui stesso, la madre e un piccolo cagnolino agitato) sia perseguitata da mostri e che sia suo compito proteggere i suoi cari.
Questa convinzione, nonostante sia qualcosa di assolutamente comprensibile in un bambino di 6 anni, arriva ad assumere proporzioni talmente iperboliche da costringere mamma Amelia a tenere il bambino a casa e non permettergli di frequentare i suoi coetanei, causa le sue sempre più frequenti crisi di panico e di aggressività.
Una sera, durante la solita “lettura prima della nanna”, Sam porge alla madre un libro per bambini, dalla perfetta rilegatura rossa, che la stessa Amelia non ricordava di avere: “Mr. Babadook”, il “Signor Babadook”.
Leggendo il libro a suo figlio, la madre capisce da subito che qualcosa non quadra, le immagini e le didascalie del libro sono molto inquietanti, quasi minacciose, e non possono essere inserite in un libro per bambini.
Col tempo, Sam si convince che la creatura oscura descritta nel libro, il signor Babadook appunto, sia proprio il mostro che popola la sua fervida fantasia puerile, quell’essere maligno dal quale dovrà salvare coloro che ama.
Nel frattempo, la vita dei protagonisti è funestata da improvvisi e terribili rumori che si manifestano in casa, oltre ad un’inspiegabile infestazione di cimici.
Cominciando a dubitare dell’innocuità del libro, Amelia tenta di disfarsene strappandolo, ritrovandolo poi con sue estremo orrore integro sulla soglia della porta di casa.
Da questo momento in poi, la creatura del libro si manifesterà fisicamente ed aggressivamente nella vita di Amelia e Sam, rendendo la loro esistenza un inferno e sottraendo loro ogni possibile serenità.
Al culmine della violenza, quando il “Babadook” si fa finalmente vedere quasi nella sua interezza e cerca di portare via con se Sam, Amelia (dopo essere stata posseduta dal mostro ed aver cercato di uccidere il proprio figlio) userà l’affetto di Sam nei suoi confronti per affrontare il temibile mostro e, in un certo senso, domarlo.
Il “Babadook” non abbandonerà mai le vita di Amelia e Sam ma, accudendolo e nutrendolo, nascosto a tutti giù in cantina, lascerà loro vivere una vita normale e serena.

Onestamente, tralasciando i graditissimi (e palesi) riferimenti a grandi pilastri portanti del genere horror quali “The Shining” e “L’esorcista” , trovo “The Babadook” un film molto innovativo e distante da qualsiasi forma di banalità.
A partire dalla musica e gli effetti sonori, spesso ossessivi e martellanti come un horror psicologico che si rispetti richiede, fino alla fotografia sempre plumbea e “dark” che fa sfumare qualsiasi colore in una scala di “bluastri”, per arrivare ai temi, sicuramente profondi e che offrono ottimi spunti di riflessione.
In sala ho sentito una domanda molto importante, alla quale vorrei cercare di trovar risposta.
“Cos’è il Babadook?”
Rappresentato prima come un disegno a pastelli poi come un’ombra evanescente che scivola nell’oscurità, il Babadook è ciò di cui noi abbiamo più paura. È, per Sam, l’orribile uomo nero, il BauBau burtoniano che popola i suoi incubi e che lo spaventa a morte ed è, per Amelia, il male che popola la mente umana e la sua vita. È il marito morto, è il suo istinto psicotico che ritiene Sam il responsabile della perdita dell’amato consorte. Quel male che si annida nei meandri più nascosti e oscuri della mente umana, quella parte oscura che ognuno di noi non può ignorare ma che, nutrendola e accudendola, accetta di non manifestarsi e di rimanere, per sempre, nella “cantina” della nostra anima.
Come dicevo, davvero una pellicola coi controfiocchi.
Le uniche due pecche, se così si possono definire, le ho personalmente trovate nella durata del film stesso (a mio parere 93 minuti non sono stati abbastanza per sviluppare una storia come questa che avrebbe anche potuto essere divisa in diversi capitoli) e nella figura stessa del mostro Babadook, così bene presentata all’inizio del film come ombra elusiva ed oscura (bella innovazione nel genere horror) e poi palesatasi, con un triste clichè, come entità paranormale, non interna alla psiche dei due personaggi come all’inizio del film si era creduto, ma esterna ed estranea, come arrivata dalle viscere degli inferi. Quest’improvviso cambio direzionale nella descrizione e nella presentazione della figura del mostro, forse, fa perdere all’intera pellicola il suo potenziale di diventare un film “portante” del genere horror, un film che avrebbe fatto storia. Peccato davvero, l’eccessiva frettolosità del finale fa davvero perdere tanto a questo “mancato capolavoro”.
Detto questo, la pellicola in generale è ottima, sia tematicamente che tecnicamente e davvero non ha nulla a che vedere con certi “pasticci” di recente uscita. 93 minuto che scorrono veloci, forse troppo e che ci lasciano la voglia di vederne ancora, magari un seguito.
Un giudizio molto sintetico sulla pellicola è “consigliata”. Si, consiglio caldamente la visione del film a chiunque si definisca appassionato di cinema e di horror perchè, nonostante il potenziale inespresso, erano davvero parecchi anni che non si vedeva, nelle sale italiane, un horror così ben fatto.
L’australiana Jennifer Kent, con “The Babadook” ha decisamente conquistato la mia stima e il mio apprezzamento.

Voto sintetico: 7.5

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci,nonostante tutto”

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Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano “Essere Melvin”

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Me and my fat old friend Roberto Sapienza we are pleased to present a new welcome #spettatorePagante: Lorenzo Dagnino

The friend Lorenzo begins speaking to the film #Babadok. Good Reading and cared Forte!

The ticket purchase for “Babaddok” is: 1) Not even gave 2) Tribute 3) In the afternoon 4) Reduced 5) Always

“Bababook” is a 2015 film written and directed by Jennifer Kent, with: Essie Davis, Noah Wiseman, Daniel Henshall, Hayley McElhinney, Barbara West, Benjamin Winspear

I admit it: when I sat in the room to the movies, popcorn on the one hand (to hell with the purists, the film is not the same without a little ‘popcorn smoldering) and glass of Coca-Cola on the other, I expected nothing more than yet another horror paranormal (having seen the trailer), yet another cliché style Jason Blum (Insidious and Paranormal Activity, for instance) that I would obviously left a bitter taste.
Well, for those who believe that “The Babadook” even remotely comes close to that kind of horror movie, the kind that for better or worse, has dominated the market for decades horror film, wrong.
The plot is pretty simple and intuitive: Amelia lives alone with his son Samuel in an old house, probably in Australia. The woman has since suffered a mental condition very precarious due to the loss, seven years before, of her beloved husband. From the beginning, the two main characters clash heavily in their total alienation, (and this gives the viewer a terrible and wonderful feeling of anxiety) with initial tone of the film, whose story begins, following the convention, in medias res.
Young Sam, 6 years old, strongly believes that his family (composed of fattispece by himself, his mother and a little dog agitated) is haunted by monsters and it’s his job to protect his loved ones.
This belief, despite being something quite understandable in a 6 year old, is assuming proportions so hyperbolic as to force mom Amelia to keep the child at home and not allow him to attend his peers, because of his increasingly frequent panic attacks and aggression.
One evening, during the usual “reading before bed,” Sam’s mother hands him a book for children, the perfect red binding, that the same Amelia did not remember to have, “Mr. Babadook”, “Mr. Babadook”.
Reading the book to his son, the mother understands immediately that something is wrong, the pictures and captions in the book are very disturbing, almost threatening, and can not be placed in a children’s book.
Over time, Sam is convinced that dark creature in the book, Mr. Babadook fact, it is precisely the monster that inhabits his lively imagination childish, that being the evil from which will save those she loves.
Meanwhile, the life of the protagonists is marred by sudden and terrible noises that occur in the home, as well as an inexplicable infestation of bed bugs.
Beginning to doubts as to the book, Amelia tries to discard pulling or ritrovandolo then with his extreme horror intact in the doorway of the house.
From this point on, the creature of the book will be manifested physically and aggressively in the life of Amelia and Sam, making their lives hell and subtracting them every possible serenity.
At the height of the violence, when the “Babadook” you do finally see almost in its entirety and try to do away with him Sam, Amelia (after being possessed by the monster and he tried to kill his son) will use the love of Sam for him to face the fearsome monster and, in a sense, subdue him.
The “Babadook” will never abandon the life of Amelia and Sam but, accudendolo and feeding him, hidden from all down in the basement, let them live a normal, quiet life.

Honestly, aside from the very welcome (and obvious) references to the great pillars of the horror genre such as “The Shining” and “The Exorcist”, I find “The Babadook” a movie very innovative and far from any form of banality.
From the music and sound effects, often obsessive and relentless as a psychological horror respectable requires, until the photograph always leaden and “dark” that does fade any color on a scale of “bluish”, to get to the issues, definitely deep and that offer great food for thought.
In the hall I heard a very important question, which I would try to find answers.
“What is Babadook?”
Represented first as a crayon drawing then vanishing like a shadow that slips into the darkness, the Babadook is what we fear most. It is, for Sam, the horrible black man, the Bow Wow Burton populating his nightmares and that scares him to death and is, for Amelia, the evil that inhabits the human mind and his life. He is the husband died, his instinct psychotic believes Sam responsible for the loss of the beloved consort. The evil that lurks in the depths hidden and obscure the human mind, that dark side that everyone can not ignore but that, nourishing and accudendola, agree not to occur and remain, forever, in the “basement” of our soul .
As I said, really a film with controfiocchi.
The only two flaws, if one can define, I personally find the length of the film itself (in my opinion 93 minutes were not enough to develop a story like this that might have been divided into various chapters) and in the figure Monster Babadook, so well presented at the beginning of the film as shadow elusive and obscure (good innovation in the horror genre) and then welcome shift, with a sad cliché, like paranormal entity, not internal to the psyche of the two characters as the beginning of the movie He was believed, but external and foreign, as came from the bowels of hell. This sudden directional changes in the description and presentation of the figure of the monster, perhaps, lose the entire film its potential to become a movie “carrier” of the horror genre, a film that would make history. Too bad, the excessive haste of the final does really lose much in this “failure masterpiece”.
That said, the film in general is excellent, both thematically and technically, and really has nothing to do with some “trouble” recently released. 93 minutes to run fast, maybe too much and leave us the desire to see again, maybe later.
A very brief judgment on the film is “recommended”. Yes, I strongly recommend the movie to anyone who defines horror movie fan and because, despite the untapped potential, were really several years not seen, in Italian cinemas, a horror so well done.
The Australian Jennifer Kent, with “The Babadook” has definitely earned my respect and my appreciation.

141) Perdersi, Still Alice di Lisa Genova

perdersi

“Perdersi, Still Alice” è un libro scritto e auto pubblicato nel 2007 da Lisa Genova e successivamente pubblicato anche in Italia nel 2013 da Piemme Edizioni. Da questo libro è stato tratto il film “Still Alice” con Julianne Moore che le è valso quest’anno il premio Oscar come miglior Attrice.
Cosa saremmo senza i nostri ricordi? L’uomo senza la propria esperienza e memoria non potrebbe mai migliorare né progredire evitando di commettere sempre gli stessi errori.
L’intelligenza ci differenza dagli animali e la nostra mente nello stesso tempo un ingranaggio perfetto e qualcosa di estremamente delicato e fragile. Basta poco perché il precario meccanismo che lo fa muovere si rompa.
Esistono varie malattie di cui sia l’ uomo che la donna possono essere vittime contro le quali la medicina cerca una cura o quanto meno di tenere sotto controllo.
Eppure nonostante il progresso scientifico e le quotidiane scoperte su alcune di esse siamo impotenti.
Se il cancro ci devasta il corpo riducendoci alla fine pelle e ossa come larve, il Morbo di Alzheimer devasta in maniera inesorabile anche la nostra mente.
Sappiamo poco di questa malattia che normalmente aggredisce gli anziani, ma sempre più spesso anche i più giovani.
L’Alzheimer non fa prigionieri non esistendo alcuna cura per arrestarla, ma solo dei blandi palliativi.
Chi ne viene colpito come nel caso di Alice Howland, protagonista della nostra storia, è costretto a stravolgere la propria vita e quella dei propri familiari.
Alice è una brillante e bella professoressa di psicologia cognitiva ad Harvard, ha appena cinquant’anni , un marito devoto come John e tre bei figli: Tom, Anna e Lydia.
Lavora, studia, viaggia svolgendo una vita ricca e intensa quando un giorno mentre sta tenendo un discorso durante un convegno improvvisamente le sfuggono delle parole.
Una strana sensazione la avvolge, anche se all’inizio addebita il tutto allo stress, ma quando nei giorni successivi altri casi si manifestano come sentirsi smarrita mentre sta correndo nell’abituale circuito o vampate di calore, non può esimersi nel fare più accurati esami.
Il responso è senz’appello: Morbo di Alzheimer precoce .Una forma rara che colpisce con egual misura è che soprattutto ereditaria e degenerativa. Una spada di Damocle che si abbatte anche su suoi figli creando nella donna, se possibile, ancora più dolore e angoscia.
Il malato di Alzheimer perde lentamente ogni forma d autonomia e indipendenza, diventando balia di se stesso e della sua mente. Alice lotta con tutta se stessa per rimanere ancorata alla sua identità e al ricordo della donna che è stata. Si impegna a scrivere, studiare, si sforza di continuare ad avere una vita normale,ma sarà tutto inutile.

John e i figli si stringono intorno alla donna assistendo impotenti alla sua “morte sociale” e di come la malattia le priva di godersi le gioie di diventare anche nonna.
Alice non vorrebbe essere un peso per la sua famiglia e soprattutto desidera mantenere la propria dignità cosi decide di elaborare una sua personale uscita di scena prima che il morbo glielo impedisca.
Lisa Genova con uno stile asciutto, semplice porta il lettore dentro la testa e soprattutto il cuore della protagonista accompagnandola nel suo viaggio senza ritorno non potendo non provare empatia condividendone i sentimenti di dolore, sconforto e rabbiosa rassegnazione.
Il Morbo di Alzheimer priva la persona di ogni cosa e lo fa precipitare nel buio esistenziale dove non c’è più spazio per i sentimenti,ma Alice nonostante sia prossima a cadere nel burrone, nel bellissimo e toccante finale ascoltando e vedendo recitare la figlia Lydia ,le sorride facendolo capire che ancora dentro di sé c’è amore e soprattutto nè conosce appieno il valore oltre che il significato.

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci , Nonostante Tutto”

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Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano “Essere Melvin”

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“” Get lost, Still Alice “is a book written and self published in 2007 by Lisa Genova and subsequently published in Italy in 2013 by Edizioni Piemme. Since this book was made into the movie” Still Alice “with Julianne Moore earned her This year the Academy Award for Best Actress.
What would we be without our memories? The Man Without their experience and memory could never improve or progress to avoid committing the same mistakes.
The intelligence we difference from the animals and our minds at the same time a perfect gear and something extremely delicate and fragile. Very little is needed because the precarious mechanism that moves it breaks.
There are several diseases which is the ‘man and the woman are victims against which the medicine seeks a cure or at least to control.
Yet despite the progress of science and the daily discoveries of some of them we are powerless.
If cancer we devastates the body and reduces us to the end of skin and bones, as larvae, Alzheimer’s disease devastates inexorably also our mind.
We know little about this disease that usually attacks the elderly, but increasingly also the youngest.
Alzheimer’s takes no prisoners as there is no cure for arrest, but only mild palliatives.
Those who are affected as in the case of Alice Howland, the protagonist of our story, is forced to disrupt their lives and that of their family.
Alice is a beautiful and brilliant professor of cognitive psychology at Harvard, just fifty years, as a devoted husband John and three beautiful children: Tom, Anna and Lydia.
He is working, studying, traveling serving a life rich and intense when one day while he is giving a speech during a conference suddenly beyond words.
A strange feeling wraps, although at charging for all the stress, but when in the following days other cases manifest as feeling lost while he is running in the usual circuit or hot flashes, can not refuse to perform more thorough examinations.
The verdict is without appeal: Alzheimer’s early .A rare form that strikes with equal measure is mainly hereditary and degenerative. A sword of Damocles, which struck even on his children by creating the woman, if possible, even more pain and anguish.
People with Alzheimer’s slowly losing all forms of autonomy and independence, becoming fend for himself and his mind. Alice struggles with all of herself to remain anchored to its identity and to remember the woman who was. He agrees to write, study, strives to continue to have a normal life, but it will be useless .

John and children huddle around the woman watching helplessly as his “social death” and as the disease robs them of enjoying the joys of becoming even grandmother.
Alice would not want to be a burden to his family and especially want to keep their dignity so he decided to develop his personal left the scene before the disease prevents him.
Lisa Genova with a dry style, simply takes the reader inside the head and especially the heart of the protagonist accompanying her on her journey of no return and could not have empathy, sharing the feelings of pain, despair and angry resignation.
Alzheimer’s disease deprives the person of everything and it does fall into the darkness of existence where there is no room for sentiment, but Alice despite being next to fall into the ravine, in the beautiful and touching final hearing and seeing recite the daughter Lydia , she smiles making it understand that there is still inside her love and above all neither knows the full value as well as the meaning.
Vittorio De Agro presents “Let us love, Despite Everything”

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Vittorio De Agro and Cavinato Publisher present “Being Melvin”

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140) Festival Internazionale Del Cinema Povero Anno 2015

festival

Paganini non ripete: una scelta artistica che ha fatto scuola. Vezzi stilistici a parte, talvolta replicare è un bene.

Lo è ad esempio nel caso del Festival Internazionale del Cinema Povero che ha riaperto il sipario nella location di Ispra, sul Lago Maggiore, per la seconda edizione.

 

 

 

 

 

 

 

buzzi

 

Giancarlo Buzzi (qui potete trovare l’intervista su Parole a Colori), sceneggiatore nonché direttore artistico della manifestazione, ha deciso di riproporre il format, che ha riscosso lo scorso anno un grande successo, per mostrare al pubblico le novità del cinema cosiddetto “povero”, ma in realtà ricchissimo di qualità e di contenuti.

Un Festival che, per numeri, non ha nulla da invidiare ad altre manifestazioni più blasonate e sponsorizzate dalla stampa: i cortometraggi inviati all’attenzione degli organizzatori sono infatti stati 104, 45 stranieri e 59 italiani, con l’aggiunta di quattro lungometraggi.

Dopo la prima scrematura, 88 pellicole sono state visionate dalla giuria tecnica e poi da quella popolare nei mesi scorsi, per arrivare ai 12 finalisti.

L’auditorium di Ispra ha fatto nuovamente da sfondo alla serata inaugurale. Nonostante il Festival lombardo si differenzi per definizione da quelli hollywoodiani non manca neppure il tappeto rosso, tocco di glamour ed elegante.

Riconfermata, a furor di applausi, anche la coppia di presentatori dello scorso anno formata da Giancarlo Samaritani e Pierre Ley, affiatati, naturali, ironici nelle vesti di padroni di casa.

I dodici film finalisti arrivano da Argentina, Francia, Polonia, Svizzera, Iran e Italia. Lo spettro di temi affrontati dai registi è molto ampio; non mancano gli spunti di carattere contemporaneo, che dimostrano ancora una volta come il cinema cosiddetto “minore” sia molto attento alla realtà e alle dinamiche della nostra società. continua su..

http://paroleacolori.com/il-festival-del-cinema-povero-accende-i-riflettori-su-ispra/

 

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci,nonostante tutto”

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Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano “Essere Melvin”

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Paganini repeats: an artistic choice that has made school. Stylistic quirks aside, sometimes replicate is good.

It is for example in the case of the International Festival of Poor Cinema has opened the curtain on location in Ispra, Lake Maggiore, for the second edition.
Giancarlo Buzzi (here you can find the interview on Words in Color), screenwriter and artistic director of the event, has decided to revive the format, which has been a great success last year, to show the public the new film called “poor “, but in reality rich in quality and content.

A Festival that, for numbers, it has nothing to envy to other more famous events and sponsored by the press: the short films submitted to the attention of the organizers were in fact 104, 45 foreign and 59 Italian, with the addition of four feature films.

After the initial screening, 88 films have been viewed by the jury and then from that popular in recent months, to reach the 12 finalists.

The auditorium of Ispra has made again a backdrop to the opening night. Despite the Festival Lombard differs by definition from those Hollywood there is even the red carpet, glamorous and elegant touch.

Reconfirmed, to the fury of applause, even the couple of presenters last year formed by Giancarlo Samaritan and Pierre Ley, rehearsed, natural, ironic in the role of hosts.

The twelve finalists come from Argentina, France, Poland, Switzerland, Iran and Italy. The spectrum of subjects addressed by the directors is very large; there are plenty of ideas for contemporary character, demonstrating once again how the cinema so-called “minor” is very attentive to the reality and the dynamics of our society. continues on ..

http://paroleacolori.com/il-festival-del-cinema-povero-accende-i-riflettori-su-ispra/

Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html

Vittorio De Agro and Cavinato Publisher have “Being Melvin”

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139) Spy

spy

Il biglietto d’acquistare per “Spy” è: 1)Neanche regalato; 2)Omaggio; 3)Di pomeriggio; 4)Ridotto; 5)Sempre.

Un film di Paul Feig. Con Melissa McCarthy, Jason Statham, Jude Law, Rose Byrne, Morena Baccarin, Allison Janney, Bobby Cannavale. Commedia, 120′. 2015

Di James Bond – affascinante, avventuroso, molto british, – ce n’è uno solo. Alla penna di Ian Fleming si deve il merito di aver reso glamour il ruolo della spia e di aver creato un prototipo di agente segreto che, anche a distanza di molti anni, il pubblico si aspetta sempre di ritrovare nei libri e nei film.

Nel nostro immaginario ogni 007 è bello, atletico, dotato di un notevole senso del pericolo. Ma siamo proprio sicuri che si tratti anche di un lupo solitario? Dietro ogni spia efficiente si nasconde una guida, di sesso femminile, che fa da spalla durante le missioni.

E se le donne si dimostrassero migliori degli uomini non solo sul piano organizzativo e gestionale ma anche sul campo?

È questa la domanda che sta alla base della commedia di Paul Feig che se da un lato prende di mira, con ironia, la saga di James Bond e più in generale le spy story, dall’altro prova a raccontare come anche le donne possano essere spericolate e, tutto sommato, brave spie.

Una donna in carne e anonima, Susan Cooper (McCarthy), è in realtà un agente della Cia, supporto informatico e strategico dell’affascinante e vanesia spia Bradley Fine (Law). I due formano la coppia perfetta, dove Susan è la mente e Bradley è il braccio.

Susan, per amore di Bradley, preferisce restare nell’ombra e rinunciare all’operatività, ma quando durante una missione voluta dalla Cia per fermare Rayna Boyanov (Byrne), spietata donna d’affari che ha in animo di vendere un testata nucleare a dei terroristi ceceni, Bradley verrà messo fuori combattimento e i nomi di tutti gli agenti sotto copertura vengono compromessi, Susan deciderà di mettersi in gioco sul campo. Inizia così la missione della donna in giro per l’Europa, tra sparatorie, inseguimenti e travestimenti. A farla da padrone, però, più che il pathos e la tensione sono le risate e il divertimento.

Una commedia che ha il suo punto di forza negli attori. Sorprende Jason Statham in versione comica, capace di interpretare la spia Ford in maniera volutamente caricata e grottesca, versione “machista”. Melissa McCarthy ha di certo fatto molta strada dai tempi del telefilm “Una mamma per amica”, ma il suo personaggio risulta forse un po’ troppo caricaturale ed eccessivo, con la voglia di strappare a tutti i costi un sorriso allo spettatore. Dal canto suo, Jude Law si rivela una dignitosa spalla, mostrando nel complesso discreti tempi comici…continua su

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Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci, nonostante tutto”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html

Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano “Essere Melvin”

http://www.ibs.it/code/9788899121372/de-agrograve/essere-melvin-tra.html

The ticket purchase for “Spy” is: 1) Even given; 2) Tribute; 3) In the afternoon; 4) Reduced; 5) Always.

Directed by Paul Feig. Melissa McCarthy, Jason Statham, Jude Law, Rose Byrne, Morena Baccarin, Allison Janney, Bobby Cannavale. Comedy, 120 ‘. 2015

James Bond – charming, adventurous, very British, – there is only one. The pen of Ian Fleming has the merit of making the glamorous spy role and created a prototype of a secret agent who, even after many years, the public always expects to find in books and film.

In our imagination every 007 is beautiful, athletic, with a remarkable sense of danger. But are we sure that this is also a lone wolf? Behind every light efficiently it hides a guide, female, which is the shoulder during missions.

And if women are proved better than men, not only in its organization and management but also in the field?

This is the question that lies at the heart of the play by Paul Feig that while it takes aim at, ironically, the saga of James Bond and more generally the spy story, the other tries to tell as well as women can be reckless and, all in all, good spies.

A woman of flesh and anonymous, Susan Cooper (McCarthy), is actually a CIA agent, computer support and strategic of the charismatic spy vain Bradley Fine (Law). The two form the perfect couple, where Susan is the mind and Bradley is the arm.

Susan, for the sake of Bradley, prefers to remain in the shadows and give up operations, but when during a mission commissioned by the CIA to stop Rayna Boyanov (Byrne), ruthless businesswoman who has it in mind to sell a nuclear warhead of Chechen terrorists, Bradley will be knocked out, and the names of all the undercover agents are compromised, Susan decide to get involved in the field. Thus began the mission of women around Europe, including shootings, chases and disguises. To lead the way, though, more than the pathos and tension are the laughter and the fun.

A comedy that has its strength in the actors. Unsurprisingly Jason Statham in comic version, able to interpret the indicator Ford in a deliberately loaded and grotesque version of “macho”. Melissa McCarthy has certainly come a long way since the days of the show “Gilmore Girls”, but its character is perhaps a bit ‘too grotesque and excessive, with the desire to tear at all costs a smile to the viewer. For its part, Jude Law proves to be a decent shoulder, showing overall decent comic timing … read on

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Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

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Vittorio De Agro and Cavinato Publisher present “Being Melvin”

http://www.ibs.it/code/9788899121372/de-agrograve/essere-melvin-tra.html