97 ) Cobain – Montage of Heck

cobain

Do il benvenuto alla cara Remi nuova amica del blog ed esperta di musica che ci racconterà più da vicino il mondo della musica a me completamente sconosciuto essendo un anziano sordo.

Il biglietto d’acquistare per “Cobain – Montage of Heck” è: 1)Neanche regalato 2) Omaggio 3) Di pomeriggio 4) Ridotto 5)Sempre

“Cobain – Montage of Heck” è un documentario del 2015 scritto e diretto da Brett Morgen sulla vita dell’artista Kurt Cobain

Il documentario è nel suo genere ben fatto.
Rispetto a quelli visti fin ora sul cantante dei Nirvana direi decisamente il migliore.
Si sviluppa attraverso materiale inedito di riprese amatoriali casarecce e interviste. Le interviste e i dialoghi sono in lingua originale e sottotitolati..a me sinceramente non piace dover leggere mentre guardo un film..ma qualcuno potrebbe rispondere cavoli tuoi che sei una capra in inglese..
Gli intervistati sono , novità assoluta, persone vicinissime a Kurt (inclusi i genitori) e clamorosamente tra queste c è anche la tanto odiata e perseguitata moglie Kurtney.
Tutti sanno che quest’ ultima ha subito per decenni la rabbia di tutti i fans dei Nirvana e le speculazioni spiacevoli di molte teorie “complottiste” che l accusavano di aver addirittura architettato l omicidio del marito per fini economici, di non averlo amato, di averlo tradito, di averlo distrutto insomma.
La kurtney che si presenta alle interviste e sopratutto alle immagini inedite è invece una donna con la sua dose di follia ma che ha anche amato molto suo marito.
Kurtney è finalmente scagionata dall accusa di essere stata l assassina materiale o psichica di Cobain.
nonostante, è anche lei a dirlo, la loro sia stata una relazione “malata” caratterizzata dalla tossicodipendenza di entrambi e dalle reciproche instabilità che certo sono risultati elementi ulteriormente stressogeni.
Il documentario parte da lontano. Gli stessi genitori intervistati danno allo spettatore gli indizi sulle circostanze che hanno portato Kurt ad essere segnato da un profondo senso di morte fino all epilogo tragico del suicidio. Addirittura ammettendo le proprie responsabilità. Essere messi al mondo non equivale a vivere. La vita non si da col concepimento o il parto. Kurt nacque morto.
Segnato dall abbandono e dal rifiuto. Da assenze, da separazioni…dalla mancanza di una casa sicura e accudente chiamata famiglia.
Questo si iscrive nel suo carattere..nella sua psiche.
In Utero…titolo di uno degli album del gruppo è segno del desiderio prorompente di quel posto sicuro che forse si ritrova solo morendo.
Conosciamo un Kurt semplice, a volte simpatico, tenero… ma che sempre s aggira con la morte in groppa. Il documentario ci mostra disegni, scorci di diario, frasi..drammatiche. Mortifere.
Forse in alcuni punti eccessivamente enfatizzate con scene inquietanti aggiunte dal regista.
Poco approfondito forse il conflitto finale, la crisi ultima che ha portato il cantante a spararsi barricato in casa.
Il regista inoltre sceglie di non affrontare il tema suicidio con gli intervistati. Scelta forse un po imposta.
Gli si deve comunque il merito di essere stato sobrio e imparziale. Libero da tutti i pregiudizi che negli hanno hanno avvolto il cantante e i suoi dintorni.
Nessuna intenzione quindi di dare colpe o meriti..solo di rappresentare la realta come un buon documentario dovrebbe fare. Lasciando allo spettatore la liberta di trarre le proprie conclusioni.
E mi sento molto vicina a lui in questo senso.
Sono uscita dal cinema provando dispiacere per Kurt..ma per Kurtney anche..e loro malgrado per i genitori.
Nessuna condanna solo la responsabilita che ognuno con coraggio si è assunto nel non aver potuto o saputo o voluto togliere la morte dal cuore di un bambino, adolescente, uomo e artista forse fin troppo sensibile.

a Cura di Remì

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci,nonostante tutto”

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Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano “Essere Melvin”

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I welcome you to my dear friend Remi new blog and music expert who will tell us more about the world of music completely unknown to me being an elderly deaf.

The ticket purchase for “Cobain – Montage of Heck” is: 1) Not even gave 2) Tribute 3) In the afternoon 4) Reduced 5) Always

“Cobain – Montage of Heck” is a documentary of 2015 written and directed by Brett Morgen life artist Kurt Cobain

The documentary of its kind well done.
Than those seen so far on the lead singer of Nirvana would say definitely the best.
It is spread through unpublished material of Homemade amateur footage and interviews. The interviews and dialogues in the original language and sottotitolati..a I really do not like having to read while I watch a film..ma someone could answer your sprouts you’re a goat in English ..
Respondents, novelty, people very close to Kurt (including parents) and dramatically among these c is also the much-hated and persecuted wife Kurtney.
Everyone knows that this’ last for decades suffered the anger of all fans of Nirvana and unpleasant speculations of many theories “conspiracy” that the accused had even concocted the murder of her husband for economic purposes, not to have loved, to have it betrayed, short of destroying it.
The kurtney that comes to interviews and above all the new images is instead a woman with his dose of insanity but who also loved her husband.
Kurtney is finally exonerated from charges of being the killer material or psychic Cobain.
However, she is also to say, their relationship was “sick” from addiction characterized both from each other and instability that certain elements were further stressors.
The documentary began long ago. The same parents surveyed give the viewer clues about the circumstances that led Kurt to be marked by a profound sense of death until the tragic epilogue of suicide. Even assuming their responsibilities. Be brought into the world is not to live. Life is not as with the conception or birth. Kurt was stillborn.
Marked by abandonment and rejection. From absence, from separation … the lack of a safe and nurturing family called.
This is part of its carattere..nella his psyche.
In Utero … title of one of the albums of the group is a sign of the irrepressible desire of the safe place that maybe only found dying.
Kurt know a simple, sometimes funny, tender … but that’s always around with death riding. The documentary shows us the drawings, views of diary, frasi..drammatiche. Deadly.
Maybe in some places excessively emphasized with disturbing scenes added by the director.
Little depth perhaps the final conflict, the last crisis that led the singer to shoot himself barricaded in the house.
The director also chooses not to address the issue of suicide with respondents. Choice maybe a little tax.
It must be the merit of being sober and impartial. Free from all prejudices that they have wrapped the singer and its surroundings.
No intention therefore to blame or meriti..solo to represent reality as a good documentary should do. Leaving the viewer the freedom to draw their own conclusions.
And I feel very close to him in this regard.
I left the theater feeling sorry for Kurt..ma for Kurtney anche..e against their will for parents.
No condemnation only the responsibility that everyone has courageously taken in not being able or unable or unwilling to remove the dead from the heart of a child, teenager, man and artist perhaps too sensitive.

in care of Remi

Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

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Vittorio De Agro and Cavinato Publisher present “Being Melvin”

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96 ) Contrazioni pericolose

Locandina_Contrazioni_Pericolose

“Contrazioni pericolose” è uno spettacolo teatrale scritto e diretto da Gabriele Pignotta. Con Gabriele Pignotta, Fabio Avaro e Siddharta Prestinari. In scena fino al 17 maggio al Teatro Manzoni di Roma

L’arrivo di un bambino è un momento di gioia assoluta, ma segna anche, per una coppia, l’inizio della faticosa e complessa “carriera” da genitori. Una carriera che la mia generazione, se possibile, evita di intraprendere o comunque rimanda il più possibile, nonostante sia punteggiata da belle gratificazioni e momenti unici.

Stringere per la prima volta tuo figlio tra le braccia è sicuramente uno di questi, ma prima bisogna superare indenni il travaglio. Sì perché il parto di una donna, per quanto sia un atto d’amore unico, può anche tramutarsi in un’epica avventura, dai risvolti imprevedibili.

Questo è il caso di Martina (Prestinari), quarantenne in carriera, che si presenta senza un compagno accanto nel reparto maternità dell’ospedale San Camillo di Roma per partorire.

A rassicurare la donna c’è il sornione e sorridente ostetrico Francesco (Avaro) che tante ne ha viste nella sua carriera e che con naturalezza ed efficacia riesce a dispensare consigli e cure alle future mamme, impegnate con una delle prove più importanti delle loro vite.

Martina, però, è tutt’altro che sola. L’amico del cuore Massimo (Pignotta), sebbene sia rimasto stupito dalla maternità tenuta a lungo segreta, è al suo fianco. L’attesa per il lieto evento diventa allora l’opportunità per la coppia di chiarirsi, mettersi a nudo e capire quanto siano importanti l’uno per l’altra..continua su

http://paroleacolori.com/a-teatro-contrazioni-pericolose/

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci,nonostante tutto”

http://www.mondadoristore.it/Amiamoci-nonostante-tutto-Vittorio-De-Agro/eai978889118202/

Vittorio De Agrò e Cavinato editore presentano “Essere Melvin”

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“Contractions dangerous “is a play written and directed by Gabriele Pignotta. With Gabriele Pignotta, Fabio Miser and Siddharta Prestinari. On stage until May 17 at the Teatro Manzoni in Rome

The arrival of a baby is a moment of absolute joy, but also marks, for a couple, the beginning of the arduous and complex “career” by parents. A career that my generation, if possible, avoid undertaking or otherwise see as much as possible, although it is dotted with beautiful rewards and unique moments.

Squeeze for the first time your child in his arms is definitely one of them, but first we must overcome free labor. Yes, because the birth of a woman, although it is only an act of love, it can also turn into an epic adventure, with many aspects unpredictable.

This is the case of Martina (Prestinari), forty career, which comes without a companion next in the maternity ward of the hospital San Camillo in Rome to give birth.

To reassure the woman is the sly and smiling obstetrician Francesco (Miser) that many has seen in his career and that naturally and effectively able to offer advice and care to expectant mothers, engaged with one of the most important tests of their lives .

Martina, however, is far from alone. The bosom friend Massimo (Pignotta), although it was amazed at the maternity long held secret, is at his side. The wait for the happy event becomes an opportunity for the couple to clear up, get naked and understand how important they are for each of altra..continua

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Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

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Vittorio De Agro Cavinato and publisher have “Being Melvin”

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95) Short Skin

pene
Il biglietto d’acquistare per “Short skin” è : 1) Neanche regalato 2) Omaggio 3) Di pomeriggio 4) Ridotto 5) Sempre

“Short Skin” è un film del 2015 diretto da Duccio Chiarini,scritto da : Duccio Chiarini, Ottavia Maddeddu, Marco Pettenello, Miroslav Mandic, con : Matteo Creatini , Francesca Agostini, Nicola Nocchi, Miriana Raschillà, Bianca Ceravolo.

Ci sono momenti fondamentali per sancire il passaggio dall’adolescenza all’età adulta.
Per una ragazza è sicuramente quando arrivano le prime mestruazioni.
Per un ragazzo quando prendi coscienza di cosa hai tra le gambe e impari a usarlo per poi il più delle volta pensare solo con quello.
Ma c’è una piccola ma enorme differenza. Le ragazze sono pronte al cambiamento, noi no.
Il pene diventa si una parte di noi, ma nello stesso tempo lo mettiamo sull’altare e ne abbiamo timore e cura. Eppure capita che il nostro amico abbia qualche problema di fabbrica.
Già può capitare di essere afflitti da “ fimosi”, lo so sembra una parolaccia,ma in maniera cruda e diretta significa avere “il prepuzio troppo stretto che non permette al glande di uscire “come dovrebbe””.
La fimosi è un problema medico abbastanza diffuso, e anche il sottoscritto ne ha sofferto, che si può risolvere con operazione chirurgica. Ma per chi ne soffre oltre ad avere un disagio fisico doloroso diventa un pesante fardello psicologico.
Ti senti diverso dagli altri ragazzi, impacciato, guasto, diventando così di fatto un asessuato tendente all’asocialità. Fa sudare freddo solo immaginare un medico con bisturi che taglia e opera in quella tua parte così intima .Vi chiederete se è possibile fare un film sull’argomento. Ebbene si, come è” il caso del delizioso Short Skin”. In America i critici lo chiamerebbero “film indie” e gioiellino,invece in Italia uscito lo scorso week end rischia di passare sotto silenzio, ed è un peccato.
Duccio Chiarni con il suo primo lungometraggio porta lo spettatore dentro la vita di Edoardo(Creatini) diciassettenne pisano in apparenza sereno e tranquillo con la sua famiglia e amici,ma in vero complessato per via della fimosi che si trascina fin da bambino.
Edoardo vorrebbe avere una ragazza, una vita sessuale come tutti gli adolescenti ma è terrorizzato dall’intervento e così evita qualsiasi contatto fisico con una ragazza e la stessa masturbazione diventando di fatto un eunuco.
Edoardo ama la bella e dolce Bianca (Agostini) e sebbene da tempo amici è evidente tra un loro una certa sintonia. L’estate diventa per il nostro protagonista l’opportunità di dichiararsi e di perdere la verginità,nonostante la fimosi.
Un film che affronta con delicatezza, naturalezza e garbo ,con la scusa del handicap fisco,il mondo dei giovani e di quanto basti poco per far sentire diverso se non addirittura un emarginato un ragazzo e di come sebbene il sesso e dintorni sia costantemente sulla bocca dei ragazzi molte cose sono sconosciute.
Un testo semplice, asciutto, lineare che però riesce a descrivere con forza e bravura il travaglio interiore del protagonista mostrandoci con pudore le paure, i dubbi e l’ingenuità di una generazione.
La regia è solida, pulita e talentuosa nel creare empatia e coinvolgimento tra il protagonista e pubblico facendo sentire parte integrante delle sue emozioni e scelte.
Il giovane cast è per intero meritevole di menzione per la freschezza e professionalità mostrata regalando veridicità , sorrisi e genuine emozione.
L’esordiente Matteo Creatini si muove sulla scena con una esperienza di un veterano mostrando un talento e una personalità che esaltano le sue doti interpretative. Da tenere d’occhio per i prossimi Nastri d’Argento.
E’ un film per uomini, ma l’universo femminile è ben descritto e interprato dalla brava e candida Francesca Agostini che incanta il pubblico con il suo magnetico sguardo.
Il finale nella sua semplicità è speranzoso e toccante invitando lo spettatore a tagliare con delizia e sicurezza il cordone con l’adolescenza e guardare con fiducia all’età adulta.

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci,nonostante tutto”

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Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano “Essere Melvin”

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The ticket purchase for “Short skin” is: 1) Not even gave 2) Tribute 3) In the afternoon 4) Reduced 5) Always

“Short Skin” is a film of 2015 directed by Duccio Chiarini, written by Duccio Chiarini, Octavia Maddeddu, Marco Pettenello, Miroslav Mandic, with: Matthew Creatini, Francesca Agostini, Nicholas Nocchi, Miriam Raschillà, White Ceravolo.

There are key moments to sanction the transition from adolescence to adulthood.
For a girl is definitely when the first menstruation.
For a guy when you become aware of what you have between your legs and learn to use it and then most of the time only think with that.
But there is a small but huge difference. The girls are ready for change, we do not.
The penis will become a part of us, but at the same time we put it on the altar and we fear and care. Yet it happens that our friend has a problem in the factory.
Already may happen to be afflicted with “phimosis”, I know it looks like a dirty word, but in a raw and direct means to have “the foreskin too tight that does not allow the penis to come out” as it should “.”
The phimosis is a fairly common medical problem, and the undersigned has suffered, which can be solved with surgery. But for those who suffer as well as having a painful physical discomfort becomes a heavy psychological burden.
Do you feel different from other kids, clumsy, fault, making it a de facto asexual tending asociality. Makes cold sweat only imagine a doctor with a scalpel that cuts and work in that part of your so intimate .We wonder if you can make a film on the subject. Yes, as is “the case of the delightful Short Skin”. In America the critics would call “indie films” and gem instead in Italy came out last weekend is likely to pass over in silence, and it is unfortunate.
Duccio Chiarni with his first feature film takes the viewer inside the life of Edward (Creatini) seventeen Pisa apparently serene and peaceful with his family and friends, but in true complexed because of phimosis that drags since childhood.
Edward would like to have a girl, a sex life as all teenagers but is terrified by the intervention and thus avoids any physical contact with a girl and the very fact of masturbation becoming a eunuch.
Edward loves beautiful and sweet Bianca (Agostini) and although from time friends is evident between them a certain harmony. The summer becomes for our protagonist the opportunity to declare himself and losing his virginity, despite phimosis.
A film that deals gently, naturally and gracefully, with the excuse of the disability tax authorities, the world of young people and how much is enough just to feel different or even an outcast and a boy as though sex is constantly on the lips and around boys many things are unknown.
A simple text, dry, linear but can describe with strength and skill the inner struggle of the protagonist showing modesty with the fears, the doubts and the ingenuity of a generation.
The direction is solid, clean and talented in creating empathy and involvement between the protagonist and the audience making them feel part of his emotions and choices.
The young cast is entirely worthy of mention for the freshness and professionalism shown giving veracity, smiles and genuine emotion.
The rookie Matthew Creatini moves on the scene with an experience of a veteran showing a talent and a personality that enhance its interpretative skills. Keep an eye out for the next Silver Ribbons.
It ‘a film for men, but the female is well described and interpreted to the good and candid Francesca Agostini that captivates the audience with his magnetic gaze.
The ending is hopeful in its simplicity and touching inviting the viewer to cut with delight and security cordon with adolescence and look confidently to adulthood.

94) I Corti Teatrali

corti teatrali

“Il teatro è morto. Il teatro è per anziani. Il teatro è diventato l’ospizio e il rifugio degli pseudo artisti che sono stati cacciati e dimenticati dalla Tv e cinema.”
“Non esiste il teatro di Serie A e uno di Serie B e purtroppo nella massima divisione non ti fanno tocca palla” dice spesso sconsolato il mio amico attore Orazio Cerino.
E’ difficile stabilire senza apparire come un medico pietoso se fare teatro sia diventato una utopia o qualcosa che solo “ lucidi pazzi” possano intraprendere come carriera.
Da acerbo e neofita spettatore di questo mondo posso solo dire che sono sempre pronto ad accogliere inviti e stimoli per osservare e gustarmi nuove produzioni. Un Paese come il nostro rimarrà vecchio se non è capace di evolvere, mutarsi e da fiducia a nuovi talenti e alla creatività.
Già perche in tanti e piccoli scantinati delle nostre città che in maniera “cool” chiamiamo “teatro off” c’è una ricca miniera d’oro composta da attori, attrici, registi sceneggiatori che avrebbero tanto da raccontare, esibire e mostrare se avessero anche solo un cenno dagli avidi e sciocchi produttori per incantare e divertir ire il pubblico.
Così ogni Festival è una benedizione per gli addetti ai lavori e per lo spettatore che può finalmente conoscere facce nuove.
Ieri ho assisto con piacere alla penultima serata della terza edizione dei”I Corti Teatrali” al Teatro Dell’Angelo di Roma.Un evento ideato, voluto e diretto da Massimiliano Caprara con il valido supporto della bella e brava Veronica Milaneschi per presentarci le nuove leve teatrali che ci sono nel nostro Paese.
21 compagnie nel corso della settimana hanno presentato i loro spettacoli(quattro a serata) sottoponendosi al giudizio insindacabile del pubblico, il quale ha dovuto valutare testi, regia e recitazione.
Come ha giustamente detto il direttore Caprara questo Festival serve si a mappare lo stato dell’arte nel mondo del teatro italiano,ma soprattutto a comprendere come è cambiato ed evolve ancora lo spettatore, quali gusti predilige e cosa cerca in teatro.
Un vero e proprio sondaggio live per cogliere gli umori, i sogni e lo spirito del nostro Paese.
Ieri si sono alternati quattro compagnie portando in scena differenti generi e proposte di teatralità:commedia, dramma, cabaret e religioso con stili e linguaggi diversi che sicuramente ha soddisfatto il variopinto pubblico strappando sorrisi e applausi a seconda dei gusti e inclinazioni.
Personalmente la mia attenzione e curiosità sono stati colpiti dall’ultimo corto “Unigenti Figli Di Dio” in cui si è dimostrato come si possa ironizzare con garbo ed eleganza sulla religione quando il testo si rivela ben scritto, fluido e frizzante e ben interpretato dagli attori in scena. Perché in fondo secondo gli autori anche Gesù Cristo può avere beghe familiari e trovarsi impelagato in discussioni per l’eredità.
Oggi pomeriggio ci sarà l’acclamazione dei vincitori e la conseguente premiazione, in un mondo in cui tutto sembra fermo e antico, questa è una bella opportunità da cogliere per respirare a pieni polmoni la freschezza e la forza della novità.

Vittorio De  Agrò presenta “Amiamoci, nonostante tutto”

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Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano “Essere Melvin”

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“The theater is dead. The theater is for seniors. The theater became the hospice and the refuge of pseudo artists who were driven out and forgotten by TV and cinema. ”
“There is the scene of one of Serie A and Serie B in the top division and unfortunately do not make you touch the ball,” says my friend often dejected actor Horace Cerino.
It ‘difficult to say without sounding like a compassionate doctor if theater has become a utopia or something that only “shiny crazy” can undertake as a career.
From unripe and neophyte spectator of this world can only say that I am always ready to accept invitations and stimuli to observe and savor new productions. A country like ours will remain old if it is not able to evolve, mutate and confidence in new talent and creativity.
Already because in many of our cities and small basements that in a “cool” call “theater off” there is a rich gold mine consists of actors, actresses, directors, writers who would so much to tell, show and show if they had also only a nod from the greedy and foolish manufacturers to enchant and amuse the public ire.
So every Festival is a blessing for those who work and for the viewer who can finally know new faces.
Yesterday I I watch with pleasure the penultimate evening of the third edition of “The Theatrical Short” at the Teatro Dell’Angelo of Roma.Un event conceived, created and directed by Massimiliano Caprara with the valuable support of the beautiful and talented Veronica Milaneschi to introduce the new generation theater that there are in our country.
21 companies in the week presented their shows (four in the evening) by submitting to the sole opinion of the public, who had to evaluate texts, directing and acting.
As rightly said director Caprara this Festival you need to map the state of art in the world of Italian theater, but especially to understand how it has changed and evolved yet the viewer, which tastes prefers and what to look for in the theater.
A real live survey to capture the moods, the dreams and the spirit of our country.
Yesterday took turns on stage four companies bringing different genres and proposals of theatricality: comedy, drama, comedy and religious with different styles and languages ​​that definitely has met the colorful public ripping smiles and applause depending on the tastes and inclinations.
Personally my attention and curiosity have been affected by the last short “Unigenti Sons Of God” which has been shown how one can make fun with grace and elegance on religion when the text proves well written, fluid and crisp and well played by actors in the scene. Because in the end the authors also Jesus Christ can have family quarrels and be embroiled in discussions over the inheritance.
This afternoon we will cheer the winners and the subsequent award, in a world where everything seems still and old, this is a great opportunity to be seized to breathe in the freshness and strength of novelty.

Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

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93) Sarà il mio tipo ?

il mio tipo

Il biglietto d’acquistare per “Sarà il mio tipo ?” è : 1) Neanche regalato 2) Omaggio 3) Di pomeriggio 4) Ridotto 5) Sempre

“Sarà il mio tipo?” è un film del 2015 scritto e diretto da Lucas Belvaux, tratto dal romanzo”Pas son genre” di Philippe Vilain, con: Émilie Dequenne, Loïc Corbery, Sandra Nkake, Charlotte Talpaert, Anne Coesens.
Quale è il segreto per la coppia perfetta? Chi è la coppia perfetta?
È necessario condividere ideali,passioni,interessi e orientamenti politici per amarsi? I saggi dicono che “ i poli opposti si attraggono e che in amore vince chi fugge”
L’Amore, fortunatamente, non è una scienza esatta, e ancora oggi possiamo osservare delle coppie in apparenza mal assortite ma che eppure funzionano alla faccia di tutto e tutti.
Per sopravvivere all’amore e far funzionare una coppia occorre essere romantici o cinici e disillusi?
Lo spettatore se lo chiede osservando la storia di Clement(Cobery), professore di filosofia, bello,giovane, colto e allergico alle relazioni stabile e ai figli e di Jennifer (Dequenne) parrucchiera, ragazza madre, amante del karaoke, fan di Jennifer Aniston e romantica tout court.
Due persone agli antipodi che probabilmente non si sarebbe mai incontrate se il destino non avesse deciso per loro spendendo Clement ad insegnare filosofia per un anno ad Arras piccola cittadina a un ora e mezzo da Parigi. Per il giovane professore parigino fino al midollo è come scontare una pena alla Silvio Pellico, ma l’incontro fortuito con Jennifer cambia la sua storia. Nasce tra un loro un alchimia non solo fisica ma soprattutto di anime seppure cosi diverse, in qualche modo completandosi a vicenda. Iniziano così una relazione fatta di letture, di passione e di confronti serrati su cosa sia l’amore e vivere una relazione. Due modi di pensare, di amare e di relazionarsi si confrontano in maniera semplice e diretta per cui allo spettatore è difficile prendere posizione. Si può tifare per l’ingenua e romantica Jennifer oppure prendere atto che i sentimenti sono un prodotto comunque a scadenza e quindi fare nostri i dubbi nichilisti di Clement.
Una commedia sull’amore che evita di cadere in sciocchi e scontati sentimentalismi e piuttosto con un testo asciutto, snello e ricco di spunti invita lo spettatore a riflettere sulle dinamiche della coppia e su quali e quanti compromessi bisogna compiere per far funzionare un rapporto. L’autore ci mostra due differenti modi d’approcciare l’amore e di manifestarlo senza prendere le parti di nessuno evidenziandone però di entrambi pregi e difetti. Sembra di ascoltare e vedere la messa in scena di un saggio amoroso con tempi e modi teatrali e ciò penalizza il film rendendolo un po’ compassato e lento e non sempre frizzante come dovrebbe essere una commedia sull’amore.
La regia è pulita, lineare, attenta a far risaltare le qualità artistiche e interpretative della coppia che si rivela talentuosa, affiatata e credibile negli dialoghi, negli sguardi e soprattutto nel mostrare i differenti sentimenti dei due personaggi.
Il finale in qualche modo contro corrente e malinconico, conferma che l’amore può cambiare un individuo, ma a volte non è sufficiente per vivere felici e contenti.

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci,nonostante tutto”

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Vittorio De Agrò e Cavinato Editore  presentano “Essere Melvin”

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The ticket purchase for “Will my type?” Is: 1) Not even gave 2) Tribute 3) In the afternoon 4) Reduced 5) Always

“It will be my type?” Is a 2015 film written and directed by Lucas Belvaux, based on the novel “Pas son genre” of Philippe Vilain, with: Emilie Dequenne, Loïc Corbery, Sandra NKake, Talpaert Charlotte, Anne Coesens.
What is the secret to the perfect couple? Who is the perfect couple?
You need to share ideals, passions, interests and political orientations to love each other? The sages say that “the opposite poles attract each other and that love conquers those fleeing”
Love, fortunately, is not an exact science, and even today we can observe couples seemingly mismatched but yet work in the face of all odds.
To survive, to love and to work a couple must be romantic or cynical and disillusioned?
The viewer asks if observing the history of Clement (Cobery), professor of philosophy, beautiful, young, educated and allergic to stable relationships and children and Jennifer (Dequenne) hairdresser, single mother, lover of karaoke fan of Jennifer Aniston and romantic tout court.
Two people at the antipodes that probably never would have met if fate had not decided for them by spending Clement teaching philosophy for a year at Arras small town an hour and a half from Paris. To the young professor Parisian to the core is like to serve a sentence Silvio Pellico, but the chance meeting with Jennifer changes his story. Born between them an alchemy not only physical but most of souls though so different, somehow complementing each other. Thus begins a relationship made up of readings, passion and respect tightened on what love and live a report. Two ways of thinking, to love and to relate are compared in a simple and direct that the viewer is difficult to take a stand. You can cheer for the naive and romantic Jennifer or take note that the feelings are still a product to maturity and then our doubts nihilists of Clement.
A comedy about love that avoids falling into silly and obvious sentimentality and with a text rather dry, lean and full of ideas invites the viewer to reflect on the dynamics of the couple and of which and how many compromises you have to make to run a report. The author shows us two different ways of approaching the love and manifest it without taking sides but no highlighting both strengths and weaknesses. We seem to hear and see the staging of an essay with the time and manner of love theater and this penalizes the film making it a bit ‘stiff and slow and not always as hot as it should be a comedy about love.
The direction is clear, straightforward, careful to bring out the artistic qualities and interpretation of the couple reveals talented, close and credible in the dialogues, in looks and especially in showing the different feelings of the two characters.
The final somewhat against the tide and melancholy, confirms that love can change a person, but sometimes it is not enough to live happily.

Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

http://www.amazon.it/Amiamoci-nonostante-tutto-Vittorio-Agr%C3%B2-ebook/dp/B00TJEWLZU/ref=sr_1_1?s=books&ie=UTF8&qid=1430047889&sr=1-1&keywords=amiamoci+nonostante+tutto

Vittorio De Agro and Cavinato Publisher present “Being Melvin”

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92) Black Sea

Ringrazio ancora una volta l’amico Lucas e la compagna Ingrid per il loro prezioso contributo

sea

 

Il biglietto d’acquistare per “Black Sea” è : 1) neanche regalato 2) Omaggio 3) di pomeriggio 4) Ridotto 5) Sempre

“Black Sea” è un film del 2015 diretto da Kevin Macdonald, scritto da Dennis Lee Kelly, con :  Jude Law, Scoot McNairy, Jodie Whittaker, Konstantin Khabenskiy, June Smith, Karl Davies, Daniel Ryan

Ingrid decide di nuovo, la lascio fare e mi stupisce. Un bel filmone d’azione, apparentemente votato al testosterone ma ottimo per tutti: Black Sea, di Kevin Mcdonald.
La trama: un sommergibilista, licenziato dalla ditta per cui ha lavorato per una vita, ricevendo una misera buonuscita economica e non ritrovando piú i propri affetti (la moglie, stanca dei suoi interminabili periodi lavorativi in mare, si é rifatta una vita con un uomo ricco, portando con se il figlio piccolo), decide di radunare un manipolo di uomini per ritrovare un tesoro nazista, affondato in un sottomarino nel mar nero.
E giá la storia é scontata, che piú scontata non si puó.
Si aggiunge la sceneggiatura: un pot-pourri di idee mutuate da altre pellicole (immediato va il pensiero a “Caccia a Ottobre Rosso”, al quale, peró, il film non avvicina minimamente in raffinatezza sceneggiativa), il tutto, infine, condito con infiniti luoghi comuni legati alla morale. Ad esempio: i soldi non daranno l’amore di una famiglia; l’attaccamento bramoso al denaro porta alla morte; ecc.
Allora questa pellicola é da rifuggire? Per nulla! Infatti c’é Jude Law (il protagonista, il capitano Robinson) che con una poderosa interpretazione tiene il pubblico in sala attaccato alle poltrone fino alla fine del film, in un susseguirsi di colpi di scena e con una tensione narrativa che non ci si aspetterebbe mai e poi mai.
Insomma, un collante dorato in un’architettura bronzea, che la riempie di valore aggiunto, riqualificandola.
Infine, degna di nota l’interpretazione di Ben Mendelsohn (il nevrotico ed imprevedibile Fraser) artefice di momenti nevralgici della trama.
In conclusione, una pellicola che non arriverá nell’olimpo cinematografico; un Jude Law bravissimo, anche se non all’altezza di uno Sean Connery (n.b., “Caccia a Ottobre Rosso”); una proiezione godibile esclusivamente sul grande schermo

Lucas

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci, nonostante tutto”

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Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano “Essere Melvin”

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I once again thank the friend Lucas and his partner Ingrid for their valuable contribution

The ticket to buy for “Black Sea” is: 1) even gave 2) Tribute 3) afternoon 4) Reduced 5) Always

“Black Sea” is a film of 2015 directed by Kevin Macdonald, written by Dennis Lee Kelly, with Jude Law, Scoot McNairy, Jodie Whittaker, Konstantin Khabenskiy, June Smith, Karl Davies, Daniel Ryan

Ingrid decides again, I leave it to do and it amazes me. A nice Filmon action, apparently voted to testosterone but great for everyone: Black Sea, Kevin Mcdonald.
The plot: a submariner, fired by the company I worked for a living, receiving a paltry severance pay economic and not finding more their loved (his wife, tired of his endless periods of work at sea, it is rebuilt a life with a man rich, bringing with him his little son), decides to gather a handful of men to find a treasure Nazi submarine sunk in the Black Sea.
And already the story is obvious, that more can not be discounted.
You add the script: a potpourri of ideas borrowed from other films (immediate thought goes to “The Hunt for Red October”, which to, however, the film is not in the least approaching refinement sceneggiativa), all finally seasoned with endless clichés related to morality. For example: the money will not give the love of a family; desirous attachment to money leads to death; etc.
Then this film is to shun? In no way! In fact there is Jude Law (the protagonist, Captain Robinson) that with a powerful interpretation keeps the audience attached to your seats until the end of the film, in a series of twists and with a narrative tension that you would not expect Never.
In short, a glue golden bronze in architecture, which fills it with added value, riqualificandola.
Finally, notable interpretation of Ben Mendelsohn (the neurotic and unpredictable Fraser) maker of crucial moments in the plot.
In conclusion, a film that no film will arrive in the Olympus; Jude Law a very good, though not up to a Sean Connery (nb, “Hunt for Red October”); a projection enjoyable exclusively on the big screen

Lucas

Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

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Vittorio De Agro and Cavinato Publisher present “Being Melvin”

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91) Samba

samba Il biglietto d’acquistare per “Samba” è : 1) neanche regalato 2) Omaggio 3) di pomeriggio 4) Ridotto 5) Sempre

“Samba” è un film del 2015 scritto e diretto da Olivier Nakache Olivier  Eric Toledano tratto dal romanzo “Samba pour le France” di Delphine Coulin, con Omar Sy, Charlotte Gainsbourg, Tahar RahimTahar Rahim, Issaka SawadogoI, Hélène Vincent, Christiane Millet, Jacqueline Jehanneuf, Liya Kebede, Izia Higelin.

Ci sono film che ti capita di vedere al momento giusto e nel periodo storico ideale. Sono ancora fresche le tragiche immagini degli immigrati morti nel Canale di Sicilia e si è subito scatenata la nauseabonda e sconcertante polemica su chi si dovrebbe sparare e chi scortare con navi e aerei. Ci riempiamo la bocca di slogan contro il razzismo e poi alla prima occasione diventiamo dei novelli nazisti fautori della superiorità della razza. Eppure l’immigrato ci serve, lavora per noi e più di noi e fa girare l’economia. Se in Italia ci si interroga e si polemizza, anche nel resto dell’Europa la questione ribolle. Questo film ci racconta, in maniera delicata, graffiante e anche ironica, la vita dell’immigrato nella multirazziale e contraddittoria Francia. Samba (Sy) è un giovane uomo senegalese che vive da dieci anni a Parigi con l’ambizione di diventare cuoco e, nel frattempo, fa lo sguattero in cucina per poter mandare soldi alla sua povera famiglia. Sebbene sia una persona tranquilla, seria e che, soprattutto, ha un lavoro per la burocrazia francese, non ha diritto al permesso di soggiorno e così, dopo un controllo di polizia, gli viene intimato di lasciare la Francia. A causa dell’ottusa burocrazia, Samba cerca in tutti i modi di diventare “invisibile” e di continuare a lavorare, cercando di ottenere in maniera tragicomica documenti falsi, anche con l’aiuto dell’improvvisata assistente sociale Alice (Gainsbourg) che è invero un’importante manager con un recente esaurimento nervoso..continua su http://www.mygenerationweb.it/201504252400/articoli/palcoscenico/cinema/2400-samba-immigrazione-sogno-e-romanticismo-al-cinema

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci,nonostante tutto”

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Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano “Essere Melvin” http://www.amazon.it/Essere-Melvin-tra-finzione-realt%C3%A0-ebook/dp/8899121370/ref=sr_1_1_twi_2_pap?s=books&ie=UTF8&qid=1429981326&sr=1-1&keywords=essere+melvin

The ticket purchase for “Samba” is: 1) even gave 2) Tribute 3) afternoon 4) Reduced 5) Always Samba “is a 2015 film written and directed by Olivier NakacheOlivier Nakache, Eric Toledano ToledanoEric, based on the novel” Samba pour le France “by Delphine Coulin with SyOmar Omar Sy, Charlotte Gainsbourg GainsbourgCharlotte, Tahar Rahim RahimTahar, Issaka SawadogoIssaka Sawadogo, Hélène VincentHélène Vincent, Christiane Millet MilletChristiane, Jacqueline JehanneufJacqueline Jehanneuf, Liya Kebede KebedeLiya, Izia Higelin. There are films that you happen to see at the right time and in the historical period perfect. Are still fresh of the tragic images of migrants died in the Strait of Sicily and immediately unleashed the nauseating and bewildering controversy about who is and who should shoot with escort ships and aircraft. We fill our mouths slogans against racism and then at the first opportunity for newly-Nazis become advocates of racial superiority. Yet we need the immigrant, works for us and most of us and runs the economy. If in Italy there are questions and argues, in the rest of Europe the question boils. This film tells us, in a delicate, scratchy and also ironic, immigrant life in multiracial and contradictory France. Samba (Sy) is a young Senegalese man who lives for ten years in Paris with the ambition to be a chef and, in the meantime, does the garbage boy in the kitchen to be able to send money home to his poor family. Although a quiet person, serious and, above all, has a job for the French bureaucracy, is not entitled to a residence permit and so, after a police raid, was ordered to leave France. Because obtuse bureaucracy, Samba tries in every way to become “invisible” and to continue to work, trying to get in tragicomic false documents, even with the help of the improvised social worker Alice (Gainsbourg) which is indeed an important manager with a recent depletion of nervoso..continua http://www.mygenerationweb.it/201504252400/articoli/palcoscenico/cinema/2400-samba-immigrazione-sogno-e-romanticismo-al-cinema Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything” http://www.amazon.it/Amiamoci-nonostante-tutto-Vittorio-Agr%C3%B2-ebook/dp/B00TJEWLZU/ref=sr_1_1?s=books&ie=UTF8&qid=1429981241&sr=1-1&keywords=amiamoci+nonostante+tutto Vittorio De Agro and Cavinato Publisher present “Being Melvin” http://www.amazon.it/Essere-Melvin-tra-finzione-realt%C3%A0-ebook/dp/8899121370/ref=sr_1_1_twi_2_pap?s=books&ie=UTF8&qid=1429981326&sr=1-1&keywords=essere+melvin

90) Avrò cura di te (Massimo Gramellini- Chiara Gamberale)

Avrò cura di te

“Avrò cura di te” è un libro scritto da Massimo Gramellini e Chiara Gamberale e pubblicato nel novembre 2014 da Longanesi.

Quando pensiamo di esserci persi, di non avere più un punto di riferimento e magari di aver perso fiducia nell’amore e nel prossimo a chi ci rivolgiamo?
Analista? Amici? Fede? Tutte soluzioni possibili, ma a volte per ritrovare noi stessi dobbiamo guardarci dentro e comprendere chi siamo e quali siano i complessi meccanismi che ci guidano.
Oppure possiamo sempre scrivere una lettera al nostro Angelo Custode sperando che ci risponda.
Come decide di fare Gioconda, la protagonista della nostra storia. Gioconda giovane e complicata professoressa che sta vivendo un momento esistenziale difficile dopo la separazione dal marito che l’ha lasciata con un fredda e spietata email. Gioconda si sente svuotata, in balia dei suoi pensieri e delle sue fragilità e sentendo il bisogno di parlare, sfogarsi e soprattutto una spalla su cui piangere decide così di scrivere una lettera al suo Angelo che per magia comincia a rispondergli rivelandosi con il nome di Filemone. Ha inizio così un fitto scambio epistolare “old style” che mi ha ricordato molto il film “C’è posta per te” in cui Filemone alterna le figure di un Virgilio, Dott StranoAmore e psicologo nel tentativo di scuotere l’impasse emotiva di Gioconda e cercando di mostrarle una diversa e possibile alternativa di vita e di darle gli strumenti per cercare dentro se stessa la sicurezza di cui lei ha bisogno e imparare ad amarsi un pò di più.

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http://www.passionelettura.it/recensioni-libri/avro-cura/?hootPostID=50d7617f479c4e50f2148fc42e177ace

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci, nonostante tutto”

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Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano “Essere Melvin”

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“I will take care of you” is a book written by Massimo and Chiara Gamberale Gramellini and published in November 2014 by Longanesi.

When we think of getting lost, no longer had a reference point and maybe he had lost faith in love and in the near where do we turn?
Analyst? Friends? Faith? All possible solutions, but sometimes to find ourselves we must look inside and understand who we are and what are the complex mechanisms that guide us.
Or we can always write a letter to our Guardian Angel hoping that we respond.
How to decide to do the Mona Lisa, the protagonist of our story. Gioconda complicated young teacher who is going through a difficult existential after separating from her husband that left her with a cold and ruthless email. Gioconda feels emptied, at the mercy of his thoughts and of its fragility and feeling the need to talk, vent, and especially a shoulder to cry so decided to write a letter to his Angel by magic begins to answer him with revealing the name of Philemon . So began an intense exchange of letters “old style” which reminded me very much the movie “You’ve Got Mail” in which Philemon alternates the figures of a Virgil, Dr. StranoAmore and psychologist in an attempt to shake the emotional impasse Gioconda and trying to show them a different and possible alternative of life and give them the tools to look within itself the security that she needs and learn to love each other a little more.

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89) Adaline, l’eterna giovinezza

Adaline 2

Il biglietto d’acquistare per “Adaline, l’eterna giovinezza” è : 1)Neanche regalato 2) Omaggio 3) Di pomeriggio 4) Ridotto 5) Omaggio

Adaline, l’eterna giovinezza” è un film del 2015 diretto da Lee Toland Krieger, scritto da Salvador Paskowitz, J. Mills Goodloe, con : Harrison Ford, Blake Lively, Michiel Huisman,Amanda Crew, Ellen Burstyn.

L’eterna giovinezza è davvero il desiderio più ambito e ricercato dall’uomo?

Forse sarò cinico ma dipende molto se sei un giovane bello, magro e con i capelli, personalmente sono contento della mia età e della mia panza, magari vorrei essere meno sordo.

Eppure sono in tanti che sarebbero pronti a vendere la propria anima al Diavolo per non vedere una ruga o un capello bianco come ci ricorda il bel romanzo di Oscar Wilde “Il Ritratto di Dorian Gray”.

Ora immaginate che anzichè un uomo sia una donna ad aver ricevuto involontariamente questo”dono” non dal Diavolo bensì da Dio o da qualche misteriosa entità rendendo la sua vita non bella e gioiosa, ma una sofferenza,una dannazione e soprattutto costringendola all’eterna solitudine e fuga , chi vedreste davanti a voi?

La risposta è Adaline Bowman (Lively) una donna bloccata all’età di 29 anni in seguito a drammatico incidente d’auto dal 1937 e costretta a scappare da tutto e tutti perché non diventi un fenomeno da baraccone o una cavia da esperimenti. Adaline soffre , detesta questo suo stato, costretta a vivere delle non vite perché non può amare, condividere emozioni e momenti con nessuno, tranne che con la figlia Flemming (Burstyn)che vede invecchiare e con cui si può vedere raramente per non destare sospetti dell’autorità.

Adaline vive in compagnia del suo cane, la stessa razza da sempre, rassegnata a vedersi sfilare volti e persone senza poter mai stringere a sé nessuno di loro.

Tutto cambia però quando durante un festa di fine anno la donna incontra l’affascinante e colto Ellis(Huisman) facendo scattare in entrambi il più classico dei colpi di fulmine.

Un nuovo e imprevisto amore che fa vacillare Adaline dal proposito di scappare nuovamente e di concedersi per una volta un momento di felicità finchè non riappare dal suo passato William (Ford) , a sorpresa, padre di Ellis che la costringerà a scegliere tra la fuga e il rivelare il suo segreto.

Adaline è la versione al femminile di Dorian Gray, ma con molti limiti e criticità rispetto al romanzo. Gli autori hanno voluto raccontare una favola in cui il tema centrale è l’amore e di come una vita vissuta senza più assaporare questo sentimento diventi vuota e triste nonostante tu possa essere giovane e bello. Si può essere giovani fuori, ma senza amore si è vecchi dentro.

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http://www.nuoveedizionibohemien.it/?p=9465

The ticket purchase for “Adaline, eternal youth” is: 1) Not even gave 2) Tribute 3) In the afternoon 4) Reduced 5) Tribute

Adaline, eternal youth “is a film of 2015 directed by Lee Toland Krieger, written by Salvador Paskowitz, J. Mills Goodloe, with Harrison Ford, Blake Lively, Michiel Huisman, Amanda Crew, Ellen Burstyn.

The eternal youth is really desire most coveted and sought after by man?

Maybe I’ll be cynical but it depends if you’re a very handsome young man, thin and with hair, personally I am happy with my age and my belly, maybe I would be less dull.

Yet too many people who would be ready to sell his soul to the Devil to not see a wrinkle or a white hair as we remember the beautiful novel of Oscar Wilde’s “The Picture of Dorian Gray.”

Now imagine that instead of a man is a woman to have inadvertently received this “gift” is not the devil but from God or from some mysterious entity making his life beautiful and joyful, but a suffering, damnation and especially forcing her eternal solitude and escape, who would see in front of you?

The answer is Adaline Bowman (Lively) a woman stuck at age 29 following a dramatic car accident in 1937 and forced to run away from it all because it does not become a freak or a guinea pig experiments. Adaline suffers, hates that his state, forced to live the lives not because they can not love, emotions and moments to share with anyone except with her daughter Flemming (Burstyn) who sees growing old and with which you can see rarely to avoid arousing suspicion of ‘authorities.

Adaline lives in the company of his dog, the same race as always, resigned to behold pull faces and people without ever being able to cuddle any of them.

Everything changes, however, when during a year-end party she meets the charming and cultured Ellis (Huisman) by taking in both the classic lightning strikes.

A new and unexpected love that shakes Adaline from about escape again and enjoy for once a moment of happiness until it reappears from his past William (Ford), surprisingly, father of Ellis that will force her to choose between the flight and the reveal his secret.

Adaline is the female version of Dorian Gray, but with many limitations and weaknesses with respect to the novel. The authors wanted to tell a story in which the central theme is love and how a life lived without savor this feeling becomes empty and sad though you can be young and beautiful. You can be young people out, but without love you are old inside.

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88) Avengers, Age of Ultron

 

avengersIl biglietto d’acquistare per “Avengers, Age of Ultron” è: 1)Neanche regalato 2)Omaggio 3)Di pomeriggio 4)Ridotto 5)Sempre

Un film di Joss Whedon. Con Robert Downey Jr., Scarlett Johansson, Mark Ruffalo, Chris Evans, Chris Hemsworth, Aaron Taylor-Johnson, Jeremy Renner, Anthony Mackie, Elizabeth Olsen, Samuel L. Jackson, Stellan Skarsgård, Cobie Smulders, Andy Serkis, Idris Elba, James Spader, Hayley Atwell, Paul Bettany, Don Cheadle. Azione, 142′. 2015

Quando le aspettative sono grandi, la possibilità di restare delusi è sempre dietro l’angolo. È stato questo il primo pensiero che ho avuto dopo aver visto “Avengers. Age of Ultron”. Anche se può suonare strano, penso davvero che chi, come me, ha visto e apprezzato il primo capitolo della serie non possa non restare leggermente deluso dal sequel.

Entrando in sala speravo di poter ammirare ancora una volta quel meccanismo perfetto che, nel primo film, univa testo, interpretazione, effetti speciali e la forza narrativa dei personaggi Marvel. È successo solo in parte. Bisogna ammettere che ripetersi era difficile, se non impossibile.

Pensiamo soltanto al fatto che trovare un cattivo glamour e affascinante come Loki era di per sé un’impresa, e si sa, nessun film di eroi e di super-poteri ha speranza di funzionare senza un “villain” all’altezza. Ultron (James Spider), creato dal genio e soprattutto dalle paure di Tony Stark (Downey Jr.), piace ma non convince fino in fondo. Il personaggio, a ben vedere, non è altro che la nemesi robotica di Stark, un’intelligenza artificiale che, come un novello Frankenstein, si ribella al suo creatore e decide di stabilire un Nuovo Ordine sulla Terra.

Se il “cattivo” è impegnato, almeno nella prima parte del film, più a spiegare la sua filosofia che a far danni, gli Avengers sembrano persone in attesa di una seduta dallo psicanalista. Il gruppo è infatti costretto dal potere manipolatore di Wanda Maximoff (Olsen), una dei gemelli terribili e new entry del cast, a confrontarsi con loro stessi, con le loro paure e con un passato fatto di dolore e rinunce. Attraverso questa costruzione narrativa, lo spettatore osserva e analizza la parte umana e più intima dei supereroi, scoprendone le debolezze e in qualche modo identificandosi con loro.

Ma quale è la missione degli Avengers in questo secondo capitolo, si chiede lo spettatore durante la proiezione del film? La trama complessiva, infatti, è tutt’altro che chiara. La sceneggiatura, pur nella complessità e ricchezza di storie e sub plot, evidenzia delle criticità. Il testo si muove tra filosofia, esistenzialismo, paure, angosce in maniera agile e brillante eppure in certi momenti rischia di deragliare. Si ha come la sensazione che il regista Whedon, cercando di stupire al massimo, abbia messo troppo carne al fuoco, dimenticando che questo tipo di film prima di tutto deve far divertire, riflettere sì ma senza appesantire troppo la mente.

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http://paroleacolori.com/al-cinema-avengers-age-of-ultron/

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The ticket purchase for “Avengers, Age of Ultron” is: 1) Not even gave 2) Tribute 3) In the afternoon 4) Reduced 5) Always

A film by Joss Whedon. With Robert Downey Jr., Scarlett Johansson, Mark Ruffalo, Chris Evans, Chris Hemsworth, Aaron Taylor-Johnson, Jeremy Renner, Anthony Mackie, Elizabeth Olsen, Samuel L. Jackson, Stellan Skarsgård, Cobie Smulders, Andy Serkis, Idris Elba, James Spader, Hayley Atwell, Paul Bettany, Don Cheadle. Action, 142 ‘. 2015

When the expectations are great, the possibility of being disappointed is always around the corner. This was the first thought I had after watching “Avengers. Age of Ultron “. Although it may sound strange, I really think that people like me, saw and enjoyed the first chapter of the series can not avoid being slightly disappointed by the sequel.

Upon entering the room I was hoping to see once again the perfect mechanism that, in the first film, united text, interpretation, special effects and narrative power of Marvel characters. It happened only in part. Admittedly recurrence was difficult, if not impossible.

Just think about the fact that finding a bad glamorous and fascinating as Loki was a feat in itself, and you know, any movie heroes and super-powers has hope to work without a “villain” height. Ultron (James Spider), created by the genius and above all by fears of Tony Stark (Downey Jr.), like but not convincing to the end. The character, in hindsight, is nothing but the nemesis of Stark robotics, artificial intelligence, as a novel Frankenstein, rebels against his creator and decided to establish a new order on Earth.

If the “bad” is involved, at least in the first part of the film, more to explain his philosophy to do damage, the Avengers seem people waiting for a seat psychoanalyst. The group is forced from power manipulator Wanda Maximoff (Olsen), a terrible twins and newcomer cast, to confront themselves with their fears and with a past of pain and renunciation. Through this narrative construction, the viewer observes and analyzes the human part and the most intimate of superheroes, discovering weaknesses and somehow identifying with them.

But what is the mission of the Avengers in this second chapter, the viewer is asked during the screening of the film? The overall plot, in fact, is far from clear. The script, despite the complexity and richness of stories and sub plot, highlights the critical issues. The text moves between philosophy, existentialism, fears, anxieties in an agile and brilliant and yet at times threatens to derail. One has the feeling that the director Whedon, trying to impress the most, has put too thinly, forgetting that this type of film, first of all should entertain, think yes but without weighing too much mind.

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