64) Boys

Il biglietto da acquistare per “Boys” è:
Nemmeno regalato. Omaggio. Di pomeriggio. Ridotto. Sempre.

“Boys” è un film di Davide Ferrario. Con Neri Marcorè, Marco Paolini, Giovanni Storti, Giorgio Tirabassi, Paolo Giangrasso. Commedia, 97′. Italia 2021

Sinossi:

Quattro sessantenni come tanti, gli amici Carlo, Joe, Giacomo e Bobo, vivono nel ricordo di una giovinezza dal sapore rock. Insieme formavano infatti The Boys, un gruppo di successo. Pur non essendosi mai sciolti, e continuando anzi a suonare insieme ogni settimana, i quattro si sono abituati a vite più tradizionali, chi notaio chi ristoratore, chi con figli, matrimoni o amori perduti, senza contare i problemi di salute. Ora però si presenta un’opportunità di tornare sulla cresta dell’onda grazie a una proposta di cover di un giovane rapper che brilla sui social network. Oltre che dei quattro membri serve però il consenso di Anita, vecchia vocalist del gruppo di cui poi si erano perse le tracce, e la banda si rimette quindi “on the road” per andare a cercarla.

Recensione:

Oggi l’utilizzo di una parola oppure di un’altra può condizionare la carriera e la vita stessa di una persona. Vecchio e antico sono termini superati; vintage è diventato cool.

Ascoltare musica anni ’80 è vintage, e i produttori cinematografici stanno sfruttando la cosa più che possono, magari per rilanciare la carriera di qualche vincitore di talent show in crisi.

La società, gli usi e i costumi sono in perenne mutamento, ma anche nel frullatore contemporaneo resta qualche certezza: le amicizie e la musica, ad esempio. Su questi due pilastri, Davide Ferrario ha costruito il suo terzo film, “Boys”.

Un’opera lineare, pulita, per molti versi persino prevedibile, eppure capace di strappare più di un sorriso allo spettatore.

I quattro protagonisti – Giacomo, Joe, Giovanni e Bobo – hanno conosciuto il successo negli anni ’70 con il loro gruppo The Boys, ma poi, crescendo, hanno dovuto fare i conti con la realtà e trovarsi “un lavoro vero”. Eppure sono rimasti sempre fedeli a sé stessi, alla loro amicizia e alla loro idea di musica.

Accetteranno di tradire, almeno parzialmente, la loro identità artistica per poter tornare sulla cresta dell’onda? continua su

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