116 ) Fury

fury

Diamo con orgoglio e gioia il benvenuto all’amico “Polifemo” che fa il suo esordio  nel blog con questa bella recensione.

Il biglietto d’acquistare per “Fury” è : 1) Neanche regalato 2) Omaggio 3) Di pomeriggio 4) Ridotto 5)Sempre

“Fury” è un film del 2015 scritto e diretto da David Ayer con Brad Pitt, Logan Lerman, Shia LaBeouf, Jon Bernthal, Michael Peña, Scott Eastwood, Xavier Samuel, Jason Isaacs, Jim Parrack, Branko Tomovic,Brad William Henke
Fury: vita – si fa per dire – da tanker…

Ci sono molti punti di contatto tra Salvate il soldato Ryan e Fury. Il livello di ferocia nei combattimenti tra americani e tedeschi e la crudeltà reciproca, la spietatezza delle immagini nei dettagli di morte e, ovviamente, la tecnica cinematografica evidenziata dai due registi come, per esempio, la fotografia livida e i cambi di piani nelle riprese delle scene di movimento e dei primi piani degli attori. Il montaggio è molto valido, al punto che in madre patria si è “acchiappato” un premio, Hollywood Film Awards, oltre a diverse nomination.
Anche i protagonisti “non protagonisti” sono molto simili tra loro. In Ryan, l’interprete tecnico di quinto grado Timothy Upham è un passacarte che si trova gettato nel vivo dell’operazione militare più imponente della storia umana dietro le linee tedesche insieme a soldati esperti, alla ricerca di un paracadutista che andava salvato per preservare la stirpe della sua famiglia. In Fury, invece, tocca a al dattilografo Norman Ellison – da appena otto settimane sotto le armi senza aver sparato nemmeno un colpo – sedersi sul posto di aiuto-conducente (lasciato “libero” dal suo predecessore, morto in malo modo nell’ultima missione) in un carro armato M4 comandato dal sergente Don “Wardaddy” Collier e andare a presidiare un incrocio strategico.
La differenza del teatro di guerra è solo geografica tra i due film. Non c’è, infatti, molta difformità tra i paesaggi della Normandia oppure della Germania, anzi: l’assalto dei carri M4 verso una postazione fortificata di cannoni tedeschi ricorda molto l’assalto dei Rangers verso i nidi di mitragliatrice che in Ryan costerà la vita all’infermiere Irwin Wade.
Ma Fury differisce completamente da Ryan per via del carro armato che funziona, in pratica, da mini-teatro. Le scene al suo interno, necessariamente molte, oltre che di semplice combattimento sono anche delle piccole “pieces” teatrali. Molti i primi piani, i giochi di luce inquietanti per tutti i carristi eccetto che per Wardaddy, il capocarro, che essendo seduto vicino alla botola della torretta riceve la luce dall’alto come un soggetto di un dipinto di Vermeer.
Gli attori sono molto diversi tra loro – secondo l’iconografia classica dei combat-film americani – perché ciascuno rappresenta una tipologia differente di essere umano ma tutti tengono bene la tensione drammatica, e claustrofobica, della pellicola. Bella, anche per via del riferimento iconografico “fiammingo”, la scena ambientata nella casa di una donna nel villaggio tedesco appena conquistato. Sembra lunga ma in realtà è articolata in tranches differenti dove tutti gli attori coinvolti offrono una recitazione fatta di semplici stati d’animo più che di parole.
Prima dell’inizio del film una nota ci avverte che i tank americani erano inferiori a quelli tedeschi per corazzatura e armamenti. La riprova sarà la scena d’azione più bella del film, dove il reparto comandato da Wardaddy, se la vedrà con un solo Panzer VI “Tiger”: non rivelo nulla.
Il finale non sorprende ma non è importante: la guerra è una cosa orrenda ma è capace di far compiere azioni incredibili agli uomini che la combattono.
Gli attori principali
Brad Pitt è Don ‘Wardaddy’ Collier, il sergente che comanda il carro armato in modo molto particolare, quasi fosse una nave. Shia LaBeouf interpreta Boyd ‘Bibbia’ Swan: dopo anni passati a fare faccine strane di fronte a camion che diventano robot una prova convincente nei panni di un artigliere che cita la Bibbia a memoria (anche questa una similitudine con il cecchino infallibile di Ryan). Jon Bernthal è Grady ‘Coon-Ass’ Travis, motorista, elettricista e armiere del carro, alquanto coatto e sgraziato. Il conducente del carro è Trini ‘Gordo’ Garcia, interpretato da Michael Peña, che in genere vediamo in panni di ispanico truffaldino ma in questa circostanza è il rassicurante nocchiero del carro verso l’Inferno finale. E, infine, Logan Lerman, che interpreta Norman ‘Macchina’ Ellison. In realtà Macchina sta per Machine, cioè la mitragliatrice, lo strumento di morte che inizialmente non vuole azionare ma che alla fine gli varrà il soprannome. Le uniche figure femminili della pellicola, cioè Alicia von Rittberg e la giovane Anamaria Marinca, hanno concesso spessore nella scena della casa.

A cura di Polifemo.

 

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci, nonostante tutto”

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Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano “Essere Melvin”

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The ticket purchase for “Fury” is: 1) Not even gave 2) Tribute 3) In the afternoon 4) Reduced 5) Always

“Fury” is a 2015 film written and directed by David Ayer with Brad Pitt, Logan Lerman, Shia LaBeouf, Jon Bernthal, Michael Peña, Scott Eastwood, Xavier Samuel, Jason Isaacs, Jim Parrack, Branko Tomovic, Brad William Henke
Fury: life – so to speak – by tanker …

There are many points of contact between Saving Private Ryan and Fury. The level of ferocity in the fighting between the Americans and the Germans and the mutual cruelty, the ruthlessness of the images in the details of death and, of course, the technique shown by the two film directors such as, for example, photography livid and changes of plans in the filming of the scenes movement and close-ups of the actors. Installation is very valid, to the point that in the mother country was “caught” a premium, Hollywood Film Awards, as well as several nominations.
Even the protagonists’ not protagonists “are very similar to each other. In Ryan, the interpreter technician fifth grade Timothy Upham is a rubber-stamping that is thrown into the heart of the military most imposing of human history behind the German lines with experienced soldiers, looking for a paratrooper who was saved to preserve lineage of his family. In Fury, however, it’s up to the typist Norman Ellison – by just eight weeks in the army without having fired a single shot – sit in place help-driver (left “free” from his predecessor, who died in a bad way in the last mission ) in a tank M4 commanded by Sergeant Don “Wardaddy” Collier and going to guard a strategic crossroads.
The difference of the theater of war is only geographic between the two films. There is, in fact, a lot of differences between the landscapes of Normandy or in Germany, or rather: the onslaught of tanks M4 towards a fortified position of German guns resembles the assault of the Rangers to the machine gun nests that Ryan will cost life nurse Irwin Wade.
But Fury differs completely from Ryan because of the tank that works in practice, mini-theater. The scenes inside, many necessarily, beyond that of simple combat are also of small “pieces” theater. Many close-ups, the play of light disturbing for all tank drivers except for Wardaddy, the commander, that being sitting near the hatch of the turret receives light from above as a subject of a painting by Vermeer.
The actors are very different from each other – according to the classic iconography of combat-American movies – because each represents a different type of human being but all hold good dramatic tension, and claustrophobic film. Beautiful, also because of the iconic reference “Flemish”, the scene set in the home of a woman in the German village just conquered. It seems long but is actually divided into different tranches, where all actors involved have made a recitation of simple moods rather than words.
Before the beginning of the film a note warns that the American tanks were lower than those for German armor and weaponry. The proof will be the most beautiful scene of action of the film, where the department controlled by Wardaddy, will face one Panzer VI “Tiger”: do not reveal anything.
The ending is not surprising but it is not important: the war is a horrible thing, but is able to do things incredible men who fight it.
The main players
Brad Pitt is Don ‘Wardaddy’ Collier, the sergeant commanding the tank in a very particular way, as if it were a ship. Shia LaBeouf plays Boyd ‘Bible’ Swan: after years of doing odd smiley faces in front of trucks that robots become a convincing role of a gunner who quotes the Bible by heart (also a similarity with the sniper infallible Ryan). Jon Bernthal is Grady ‘Coon-Ass’ Travis, engineer, electrician and gunsmith wagon, somewhat forced and awkward. The driver of the wagon is Trini ‘Gordo’ Garcia, played by Michael Peña, who typically see in the shoes of Hispanic fraudulent but in this circumstance it is reassuring the helmsman of the wagon into Hell final. And finally, Logan Lerman, who plays Norman ‘Machine’ Ellison. In reality machine stands for Machine, that is, the machine gun, the instrument of death that initially does not want to operate but that eventually earned him the nickname. The only female characters of the film, ie Alicia von Rittberg and young Anamaria Marinca, have given thickness in the scene of the house.

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