209) La Bugia Bianca

 

la bugia bianca

Il biglietto d’acquistare per “La bugia bianca” è : 1) Neanche regalato 2) Omaggio 3) di pomeriggio 4) Ridotto 5) Sempre

“La bugia bianca” è un film del 2015 diretto da Giovanni Virgilio, scritto da Giovanni Virgilio e Annalaura Ciervo, con: Francesca di Maggio, Federica De Benedittis,Carmen Giardina, Isabel Russinova, Alessio Vassallo, Ignazio Barcellona, Nela Lucic, Stefano Pesce, Jean-Michel Martial, Olga Durano, Gianluca Enria, Laura Rapicavoli, Carlo Colloca, Mattia D’Eredità.

Mentire è sbagliato. Le bugie hanno le gambe corte. Stai attento, se continui a dire bugie ti si allunga il naso come Pinocchio.
Eppure tutti almeno una volta hanno mentito a fin di bene. Una bugia bianca resta comunque una bugia. Ma a volte l’uomo per nascondere una verità dolorosa non ha alternative.
Vent’anni fa l’Europa fu spettatore silente e colpevole della guerra civile che si svolse nell’ex Jugoslavia, ma soprattutto girò la testa nei confronti del genocidio in atto.
Sì, fu quello che avvenne in Bosnia per mano dei serbi con quella terribile frase entrata tristemente nel nostro vocabolario come ”pulizia etnica”. Le donne bosniache furono stuprate a migliaia e costrette partorire i figli dell’odio e della violenza. Non furono risparmiate nessuna neanche le suore di clausura.
Giovanni Virgilio, vent’anni dopo, con questo film ci racconta le conseguenze di quell’orrore e di come le donne vittime dello stupro abbiano tentato di tornare a una vita normale.
Un film indipendente e low budget girato in Sicilia in cui p viene ricostruita la Bosnia portando lo spettatore a conoscere gli abitanti di un piccolo cittadina
Diverse storie di donne che si sfiorano e incrociano lunga la storia per evidenziare come certi traumi non possono essere dimenticati.
Lo spettatore fa la conoscenza di Veronika (Di Maggio) giovane studentessa universitaria e talentuosa suonatrice di violoncello. La vita della ragazza scorre tranquilla e serena tra le lezioni, le uscite con l’esuberante amica Katrina(De Benedittis) e le pressioni subite dell’apprensiva e rigida madre Maya (Russinova). Un’apparente vita tranquilla scossa quando l’università organizza una serie di incontri sulla guerra civile curati da un associazione no profit che vuole raccontare alle nuove generazioni l’orrore della guerra e le violenze subite dalle donne.
Katrina obbligata dalla madre(Rapicavoli) a seguirli chiede all’amica di accompagnarla rompendo così un muro di omertà e di segreti all’interno della comunità e della stessa famiglia di Veronika.
Oggi la Bosnia è stata ricostruita, Sarajevo è una città colorata e ricca, ma porta sul corpo pesanti ed evidenti cicatrici e le nuove generazioni sono la drammatica prova di cosa successe vent’anni fa come sono i casi di Veronika e Katrina
Un testo semplice, diretto , ben scritto che contiene temi che non possono non lasciare indifferenti lo spettatore. Una scrittura che punta a scuotere il pubblico e farlo riflettere di come le conseguenze della guerra possano durare ben oltre la fine del conflitto armato. Un film “povero” di mezzi, ma dotata di un’anima e di una forte capacità empatica. Dal punto di vista del ritmo manca dei veri cambi di velocità durante la proezione trasmettendo così una sensazione di lentezza narrativa .Una lentezza che incide alla lunga sulla tensione narrativa e sulla capacità di tenere alta l’attenzione del pubblico.
La regia è pulita, essenziale e di taglio televisivo. Manca magari il guizzo artistico per rendere il prodotto più avvolgente, ma rivela una mano ferma e con buone potenzialità.
L’intero cast è meritevole di un plauso per l’intensa e sentita partecipazione al progetto. Ma merita una menzione particolare, a nostro avviso, Federica De Benedittis per la capacità di potare in scena il suo personaggio di Katrina con forza scenica, personalità e umanità soprattutto nei momenti più drammatici e di svolta della storia.
Il finale sebbene forse troppo frettoloso comunque regala al pubblico un toccante momento di vicinanza con la protagonista Veronika e soprattutto di sostegno nella sua scelta di voler andare incontro al futuro senza che il passato possa ancora condizionarla.

Vittorio De Agrò e Cavinato editore presentano “Essere Melvin”

http://www.ibs.it/code/9788899121372/de-agrograve/essere-melvin-tra.html

The ticket da’acquistare for “The white lie” is: 1) Not even gave 2) Tribute 3) afternoon 4) Reduced 5) Always
“The white lie” is a film of 2015 directed by John Virgil, written by John and Virgil Annalaura Ciervo, with Francesca May, Federica De Benedittis, Carmen Giardina, Isabel Russinova, Alessio Vassallo, Ignatius Barcelona, ​​Nela Lucic, Stefano Pesce Jean-Michel Martial, Olga Durano, Gianluca Enria, Laura Rapicavoli, Charles Place, Mattia D’Heritage.
Lying is wrong. Lies have short legs. Be careful, if you keep lying you will lengthen the nose like Pinocchio.
Yet everyone at least once lied to a good purpose. A white lie is still a lie. But sometimes the man to hide a painful truth has no alternative.
Twenty years ago Europe was silent spectator and guilty of the civil war that took place in the former Yugoslavia, but also turned his head towards the genocide taking place.
Yes, it was what happened in Bosnia at the hands of Serbs with that terrible phrase entered sadly in our vocabulary as “ethnic cleansing”. The Bosnian women were raped and thousands forced to give birth to children of hatred and violence. They were not even spared no cloistered nuns.
John Virgil, twenty years later, this film tells us about the consequences of that horror and how women victims of rape have attempted to return to a normal life.
A low budget independent film and shot in Sicily where p is reconstructed Bosnia bringing the viewer to know the inhabitants of a small town
Several women’s stories that touch and cross long history to highlight how certain traumas can not be forgotten.
The viewer is introduced to Veronika (DiMaggio) young university student and talented suonatrice cello. The girl’s life is slow and calm between lessons, the outputs with the exuberant friend Katrina (De Benedittis) and pressures suffered dell’apprensiva and rigid mother Maya (Russinova). An apparent calm life shaken when the university is organizing a series of meetings on the civil war cared for by a non-profit association that aims to tell the new generations the horror of war and violence suffered by women.
Katrina forced by her mother (Rapicavoli) asks her friend to accompany her to follow thus breaking a wall of silence and secrets within the community and the same family of Veronika.
Today, Bosnia has been reconstructed, Sarajevo is a town colorful and rich, but it brings the body heavy and obvious scars and new generations are dramatic evidence of what happened twenty years ago, as are the cases of Veronika and Katrina
A simple text, direct, well-written that contains subjects that can not leave the viewer indifferent. A writing that aims to shock the public and make them think of the consequences of the war will last well beyond the end of the armed conflict. A film “poor” means, but with a soul and a strong capacity for empathy. From the point of view of rhythm it lacks real speed changes during proezione thus transmitting a feeling of slow narrative .A slowness that affects the long run on the narrative tension and the ability to keep the attention of the public.
The direction is clean, basic and cutting television. Maybe missing the flicker art to make the product more enveloping, but reveals a steady hand and good potential.
The entire cast is worthy of praise for the intense and heartfelt participation in the project. But it deserves a special mention, in our opinion, Federica De Benedittis for the ability to prune the scene her character Katrina strongly stage, personality and humanity, especially in the most dramatic and turn of history.
The final although perhaps too hasty still gives the audience a touching moment of closeness with the star Veronika and especially support in his choice of wanting to go into the future without the past can still condition it.

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