187. Annabelle

annabelle

Il biglietto d’acquistare per “Annabelle” è:1)Manco regalato 2)Omaggio 3)Di pomeriggio 4)Ridotto 5)Sempre
“Annabelle” è un film del 2014 diretto da John R. Leonetti, scritto da Gary Dauberman, spin-off del film horror “L’evocazione” con: Annabelle Wallis, Ward Horton, Alfre Woodard, Tony Amendola.

Sbagliare è umano,preservare è diabolico. Nonostante ogni mattina lo specchio e la bilancia mi mostrino senza censure quanto sia vecchio e grasso continuano a illudermi che almeno i miei gusti cinematografici non siano cambiati.
Ieri sera vedendo invece “Annabelle” ho avuto la conferma che il genere horror ha ormai su di me un effetto soporifero o al massimo suscita una modesta ilarità.
Spinto dai commenti entusiastici dei social network ieri sera ho voluto dare fiducia alla prequel dell’”Evocazione” che ovviamente non avevo visto.
Ma al di là dei mancanti collegamenti con il precedente film, fin da subito ci si rende conto che la storia fa acqua con una sceneggiatura alquanto prevedibile, noiosa e leggera nei contenuti.
Un merito del film è sicuramente l’ambientazione storica. Lo spettatore si ritrova alla fine degli anni Sessanta in America, un epoca segnata dalla cultura hippy, dalla rivoluzione sessuale e dei costumi e dal diffondersi di sette di vario genere e l’interesse di molti verso l’occulto. E’ l’epoca segnata da Charlie Manson e dalla sua sanguinaria “famiglia”.
In una cupa atmosfera dove la fede oscilla tra fanatismo e misticismo lo spettatore segue le vicende di una giovane coppia composta John(Horton) aspirante medico e la delicata e in dolce attesa moglie Mia (Wallis) nella calda California.
L’attesa del bambino viene funestata dal brutale assassinio dei vicini compiuta della loro stessa figlia ,manipolata da una setta, uccisa poi dalla polizia.
Un caso chiuso per i federali, ma che invece scatena le forze oscure che insidiano la tranquillità di Mia e soprattutto l’anima della piccola Lia.
L’inquietante bambola “Annabelle” regalo di John per Mia, è diventata il mezzo per un demone per provocare terrore e mietere vittime. Mia troverà aiuto e sostegno in Evelyn(Woodard)vicina bibliotecaria e anch’essa sfortunata madre
Anima, Amore materno, innocenza di un bambino sono al centro del film, ma seppure siano temi forti e interessanti vengono dall’autore banalizzati e resi scialbi.
La regia alquanto televisiva e monocorde solo a sprazzi riesce a tenere sveglio lo spettatore con un ritmo poco incalzante e avvolgente. Il pathos narrativo è sulle spalle della muta bambola che il suo angoscioso silenzio e con il suo sguardo fisso e quasi diabolico qualche brivido riesce a provocarlo.
Il resto del cast è insipido e di modesto impatto emotivo.
Il finale confuso e retorico conferma i limiti strutturali e narrativi del film, lasciando allo spettatore deluso comunque la sensazione che da oggi vedrà una bambola con occhi diversi.

The ticket purchase for “Annabelle” is: 1) gave Tribute 2) Tribute 3) In the afternoon 4) Reduced 5) Always
“Annabelle” is a 2014 film directed by John R. Leonetti, written by Gary Dauberman, a spin-off of the horror film “The evocation” by: Annabelle Wallis, Ward Horton, Alfre Woodard, Tony Amendola.

To err is human, to preserve is diabolical. Despite the mirror every morning and the balance uncensored show me how old and fat continue to delude myself that at least my film tastes have not changed.
Last night, instead of seeing “Annabelle” I got confirmation that the horror genre has become a soporific effect on me or at least raises a modest hilarity.
Driven by the enthusiastic comments of the social network last night I wanted to give confidence to the prequel of ‘”Summon” which of course I had not seen.
But beyond the missing links to the previous film, right away you realize that the story does not hold water with a script somewhat predictable, boring and lightweight content.
A merit of the film is definitely the historical setting. The viewer finds himself at the end of the sixties in America, an era marked by the hippie culture, the sexual revolution and the costumes and the spread of sects of various kinds and the interest of many in the occult. And ‘the era marked by Charlie Manson and his murderous “family”.
In a gloomy atmosphere where faith is between fanaticism and mysticism, the viewer follows the story of a young couple consisting of John (Horton) and the delicate aspiring doctor and pregnant wife Mia (Wallis) in the warm California.
Waiting for the baby is marred by the brutal murder of the neighbors made ​​their own daughter, manipulated by a cult, then killed by the police.
A case closed by the feds, but instead unleashes the dark forces that threaten the peace of Mia and especially the soul of the little Leah.
The creepy doll “Annabelle” My gift to John, has become the medium for a demon to cause terror and claim victims. Mia will find help and support in Evelyn (Woodard) nearby library and also unfortunate mother
Soul, maternal love, innocence of a child are at the center of the film, but even if they are strong themes and interesting are the author trivialized and rendered lifeless.
The direction rather lackluster television and only fitfully able to keep the audience awake with a little rhythm paced and enveloping. The pathos of the narrative is on the shoulders of the suit doll that her anguished silence and with his gaze and almost diabolical few thrills can provoke.
The rest of the cast is bland and modest emotional impact.
The final confirmation confused and rhetorical limits structural and narrative of the film, leaving the viewer feeling disappointed, however, that today will see a doll with different eyes.

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Un pensiero su “187. Annabelle

  1. Pingback: "Annabelle 2": sequel noioso e prevedibile per la bambola demoniaca

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