74. Ricordi- Anno 2010

prigioniero dei ricordi
Il peggio è alle spalle.
Finchè si può raccontare,  è un bene.
A dà passa la nuttata dicono a Napoli.
Ciò che non ti uccide, ti rende più forte.
Mi sono finalmente tolto l’ultimo dente.
Ho vuotato il sacco sul triennio.
Ora tocca ricostruire e ripartire.
Ma con quale forza, voglia , entusiasmo?
Mi sembra d’essere perso nel deserto, assetato, provato, ormai allo stremo.
Faccio fatica a vedere l’oasi più vicina.
Non riesco a darmi pace.
Il vuoto è una brutta bestia.
Ti sforzi di guardare oltre, ma vedi solo nero e oppressione.
Aspetto ancora una volta il mio turno.
E’ ormai da tempo che ripeto questa scena.
Attendo e spero in un segnale anche dall’alto, se servisse.
Si apre la porta e come sempre vengo investito dal rassicurante sorriso e dal solito cenno d’entrare.
Ciao Mel,come va?
Buona sera Dottore, mi sento stordito.
Ci sono giornate buone, altre meno.
Non riesco a scrollarmi di dosso l’inquietudine.
Il viaggio della memoria sta ,almeno in parte, funzionando.
La mente è più libera, leggera.
La mattina, però  è il momento peggiore.
Lo Splendente scrive qualcosa:I file sono sempre presenti? In quale misura?
Spiegami meglio le tue sensazioni e il risveglio al mattino.
Si, purtroppo i file ci sono sempre Dottore.
Sono opprimenti, distruttivi ,ossessivi.
La mia mente li proietta come se ci fosse un grande schermo bianco.
E’ una litania terribile.
Sono l’unico spettatore in questo particolare cinema.
Mi vedo all’opera, e dentro il mio cuore esplodono i sentimenti.
Si alternano incredulità, rabbia, tristezza, malinconia, sconcerto, disperazione.
Vorrei farli a pezzi, bloccarli, ma non so come fare.
Vivo un incubo ad occhi aperti.
Non posso guardare una foto dell’Aspirante o un servizio su Qualcosa è cambiato, perchè  si scatena l’inferno dentro di me.
Mi manca quasi il respiro. Mi gira la testa. Sudo e sento venire meno le forze.
Non riesco ad accettare di aver rinunciato a una possibilità d’essere felice.
Non riesco a credere come la mia mente mi abbia tradito.
Ripenso ai momenti che ho vissuto  e alle cose che detto, e mi sembra di vedere un folle cretino e non me.
Cosa intendi per possibilità d’ essere felice?
Dottore , so bene che “un’ eventuale rapporto”con l’Aspirante sarebbe crollato  alla prima difficoltà.
Ma l’idea che forse la mia vita sarebbe stata diversa, mi scuote.
Mel,  non porti domande a cui nessuno puo’ dare una risposta.
E’ inutile.
 Lo guardo, e stringo il bastone: mi sembra di vivere un incubo ad occhi aperti.
Sono prigioniero dei ricordi.
Devo fuggire dalla mia amata TV e dalle edicole.
Ho paura di vedere immagini di Godot.
Godot è diventata la  mia criptonite.
Ha presente Dottore il personaggio della Marvel , il verde  e gigantesco Hulk?
No, Mel, mi dispiace. Chi è Hulk?
Il personaggio che vive dentro il mite scienziato Dottor Banner.
E’ la versione moderna del Dottor Jekill e Mr Hyde.
Ogni scatto di rabbia o di dolore  trasforma il mite scienziato nel mostro verde.
 Quando vedo,per caso ,una foto dell’Aspirante attuale,  nella mia mente penso all’Aspirante del 2007.
Dentro di me si scatena una battaglia feroce.
Tornano i fantasmi del passato e divento un’altra persona.
 A volte abulico, altre assente oppure scontroso o rabbioso.
Vorrei urlare questa rabbia, ma non so come fare.
Vedo nella mia mente le discussioni messenger con Gigio e con gli altri ragazzi e sento salire un’ ira fredda.
Sono solo io il responsabile di tutto questo.
Apro un’inutile caccia alle streghe.
L’unico modo per rendere meno forte questo flusso di ricordi è trasformarli a mio piacimento. Immagino finali diversi.
Sogno un ritorno impossibile.
Mi sveglio con un file, e me lo porto dietro per tutta la giornata.
I file portano con sè i sentimenti conseguenti. …
Solo leggendo o guardando un po’ di fiction riesco a distrarmi.
Parlare o uscire con gli amici serve a poco.
Sono distratto e spesso assente, quando gli altri parlano.
La mia mente è proiettata altrove.
Cosa intendi per sentimenti conseguenti?
Dottore, è difficile da spiegare.
 Con i file sono  ritornati i sentimenti e le sensazioni sepolte dentro uno spaventoso buco nero.
 Ricordo cosa provava il mio cuore.
Sono scariche elettriche fortissime.
Mi lasciano in uno stato psicofisico difficile da descrivere.
Più che ricordare, rivivo ogni volta l’emozione.
E sempre con maggiore forza.
Ogni volta il file si arricchisce di un dannato particolare recuperato dalla memoria.
Per settimane, ho prima temuto, e poi sperato che la mia mente si fosse inventato tutto.
Ma è come se dietro questo dolorosa e continua via crucis, ci fosse un malefico regista che si diverte a rilasciare un  fotogramma della pellicola.
Ogni volta ricordo una voce, un’ atteggiamento, un viso.
E’ sfruttante, umiliante, irritante.
Non posso fare nulla per cambiare tutto questo.
Passo le mie giornate a riflettere e rivedere tutto.
Non riesco a fermarmi.
La mia mente è bloccata.
Mi arrovello con il gioco dei se e dei ma.
Non c’è nulla intorno che mi distragga da questo circolo vizioso
Non trovo pace o un senso a tutto questo.
I sentimenti che provo, so bene che appartengono al passato.
Eppur sono cosi reali, vivi, forti.
La mia famiglia e i miei amici non riescono a capire il dolore che provo.
Non capiscono quale incubo viva ogni giorno.
Non capiscono quanto sia difficile accettare una situazione di cui non comprendi le cause.
Lo Splendente scrive e beve una tazza di thè: Ci sono cose che bisogna accettare, e altre per cui non c’è una spiegazione, Mel.
Tu alimenti questi file, perchè nella tua vita non c’è niente di alternativo.
Gli ultimi file sono stati sulla Ballerina e la Ciovane.
Avevi perso la tua identità nell’estate del 2009 e ti sei ricompattato sull’Aspirante e il forum.
Ma ormai, tutto questo appartiene al tuo passato.
Ti ostini a pensarci perchè non c’è una donna all’orizzonte.
La tua fantasia è arida. Manca un soggetto per un nuovo film.
Dottore ,si sbaglia, è più complicato.
Ci sono  state altre donne, ma i file sono rimasti.
La mia mente rifiuta di archiviare, perchè non accetta il finale del film.
Mel, tu sei scappato da Roma e dall’Aspirante.
La tua vita è piena di fughe e di”vigliaccheria” con le donne.
Dottore, come puo’ dire questo dopo aver ascoltato il mio viaggio?
Con l’Aspirante è stato diverso.
Ho fatto un passo che mai avevo fatto prima.
Quella sera ai campi di calcio, le ho aperto il mio cuore.
Sono stato sincero fino in fondo!
Credo che lo shock di quella forte emozione mi abbia travolto.
 Mel, nessuna donna prima di lei era stata cosi diretta.
 Lo guardo, stringo il bastone e sospiro: nessuna prima  aveva ricambiato  i miei sentimenti.
Il copione del film era diverso.
 Non lo so, Dottore.
Forse ero stanco, forse ero impaurito da Gigio, ma sicuramente non ero pronto ad assumermi la responsabilità per le mie bugie.
Temevo il giudizio della  mia famiglia e dei miei amici.
Non ero pronto al cambiamento.
La mia memoria ha cancellato con precisione chirurgica ogni episodio “intimo” con l’Aspirante.
Sono rimasto bloccato  all’episodio di Villa  Borghese per due anni, nonostante gli stessi ragazzi del forum mi dicessero il contrario.
Per me, Godot mi aveva maltrattato in pubblico.
Come puo’ dire che ho recitato lo stesso copione, Dottore?
Mel, l’Aspirante ti mise spalle a muro.
Non potevi più rifugiarti nei tuoi soliti schemi.
Eri chiamato per la prima volta a metterti in gioco.
 La tua mente ha preferito l’oblio, piuttosto che affrontare il tuo atavico senso d’inadeguatezza.
Le pressioni dei tuoi genitori per lo studio e per le donne ti hanno indubbiamente condizionato.
Pochi altri ragazzi hanno subito lo stesso trattamento.
Ti hanno sradicato dalla Sicilia senza preparare il terreno.
Ti hanno buttato nella fossa dei leoni.
Inizia lì una tua ipersensibilità e senso d’inadeguatezza.
Avrebbero dovuto proteggerti.
Il file della Ballerina ti aveva fatto mettere in un angolo Godot.
Non te ne fregava più nulla.
La tua mente era concentrata sulla Ballerina. Su questo punto devi fare pace.
Le bugie fanno parte del tuo modo d’essere per coprire il tuo senso d’inadeguatezza e di vuoto.
Sei venuto qui non per le bugie, ma perchè hai perso la tua identità, non avevi più punti di riferimento.
Dottore,  sono qui, perchè ero disperato, impaurito, nauseato da me stesso.
Non riuscivo a capire la ratio delle mie azioni.
Il senso di colpa e l’imbarazzo sono sempre forti.
La sera mi assale lo sconforto e la malinconia.
Con la mente fantastico su impossibili ritorni con Godot e rivincite con il forum.
Vorrei con tutte le mie forze cambiare il passato, mi prenderei a schiaffi.
Non sa quante notti ho faticato ad addormentarmi e ho pianto come un bambino.
E’ come se stessi elaborando un lutto.
Mi dispero per qualcosa che non c’è mai stata.
Mi manca l’aria.
La mattina non ho la forza d’ alzarmi.
Mi rigiro nel letto con la testa che mi scoppia.
Una volta in piedi, sembro uno zombi.
Sono assente e nello stesso tempo irritabile.
Mi danno fastidio le voci di mamma e dei fratelli.
Mi fanno arrabbiare i loro sguardi pieni di sconforto e apprensione.
Non sanno come aiutarmi, ma nello stesso tempo premono che esca quanto prima dal tunnel.
Mi trascino in palestra ogni giorno per fare almeno un po’ d’ attività fisica.
Neanche le mie amate fiction mi risollevano l’umore.
Sono triste,deluso,avvilito.
Non so cosa fare della mia vita
Hai mai pensato di fare un viaggio?
Magari potrebbe essere lo spunto per scrivere un diario della tua vita.
Hai un talento nel raccontare le cose Mel.
Dottore, non ho come mio fratello Piero, il sacro fuoco del viaggiatore.
Sono una persona pigra,indolente.
In questo momento preferisco stare chiuso nella mia camera.
Non sono uno scrittore. Non ho la fantasia. La mia mente è vuota
Non ho soldi, voglia e parlo un’ inglese  scadente.
Nella mia vita ho viaggiato più per effetto traino che di mia volontà.
Da piccolo sono stato a Parigi con la mia famiglia. Credo che fosse il 1985.
Ho dei bei ricordi di quella vacanza.
Mi vedo con mamma e papà in giro per Parigi, a passeggio lungo l’Arco di Trionfo con i miei fratelli.
 Oppure dopo una lunga e faticosa scalata in cima alla Torre Effeil ad ammirare il paesaggio. Mangiammo nei ristoranti più importanti :La Tour d’Argent, Chez Maxim.
Papà volle portaci pure a Moulin Rouge. Che spettacolo vedere  il can can dal vivo!
Sono partito con la scuola, con gli amici o dopo la maturità con Francesco per gli Stati Uniti.
Ho bei ricordi.
Mi alzo, apro la finestra e mi accendo il sigaro.
 Ma ora non saprei dove andare.
Scrive qualcosa e dice: Dovresti incontrare un’ altra Ambrosia.
Qualcosa che ti spinga a cambiare.
Un altro 31 luglio.
Per Ambrosia hai studiato lo spagnolo, hai viaggiato.
Era un file, ma hai modificato i tuoi schemi.
Mi manca la scintilla Dottore.
Un’ altra Ambrosia?
Difficile Dottore, certe situazioni non si ripetono.
La senti ancora?
Purtroppo di meno  da quando è tornata in Sud America.
Sa che sei in terapia?
Si, lo sa. A modo suo mi sta vicina.
Non ti piace il calcio?
Perchè non vai allo stadio?
Lo stadio è sempre stato un mio pallino. Fin da piccolo mi è sempre piaciuto andarci.
Vedere le partite dal vivo, sentire le urla e i cori dei tifosi.
E’ uno spettacolo dentro lo spettacolo.
Papà non amava il calcio.
Non mi ha mai accompagnato allo stadio.
Lo considerava una perdita di tempo e uno sport inutile.
Secondo lui dedicare energie e passione a dei maschi che corrono dietro un pallone era da evitare.
Si irritava quando guardavo le partite in Tv o leggevo la Gazzetta dello Sport.
Studiavo a memoria i risultati delle partite.
Mio zio Pietro era un appassionato.
Parlavo con lui di calciatori e campionato.
La prima volta allo stadio avevo credo dodici anni. Mi portò Filippo, l’autista di papà.
Era un gran tifoso del Milan e purtroppo un alcolista.
 Non immagina quanto ero felice, Dottore.
Pregavo sempre Filippo di portarmi.
Quando ci siamo trasferiti a Roma,ovviamente colsi l’opportunità per andare al Flaminio e poi all’ Olimpico per vedere la Serie A.
Quanto avrei voluto avere mio padre in quelle esperienze, ma non riuscì mai a capire quella mia passione ed interesse.
Era anzi infastidito.
Sbraitava perché vedevo le partite in Tv:”Cosa vedi questi maschi! Sempre calcio! Vai a femmine Mel! Non cresco un figlio anormale!”
Per lui lo sport era solo l’automobilismo. In gioventù era stato pilota collaudatore della Ferrari.
Sperava di trasmettere le sue passioni ai figli.
Non non ci è riuscito.
Nei primi anni di Roma, andavo il sabato pomeriggio a Villa Borghese, mio padre sbuffava.
Non capiva che piacere avessi a giocare a pallone.
Mi diceva”Non esci con le femmine? Stai a casa. Che perdi tempo a Villa Borghese con i maschi!”
Lo Splendente scuote la testa e dice: Tua madre non diceva nulla?
No, per mamma era importante che studiassi.  Per il resto mi lasciava libero.
Non ha mai avuto “la forza” di fermare le ossessioni di papà.
Come le ho detto in altre sedute,  mio padre aveva una personalità forte.
Non è facile da da descrivere e  raccontare.
Ad esempio a quattordici anni invece del classico motorino  mi comprò la macchina a tre ruote.
Fui uno dei primi ad averla.
Mi proteggeva e capiva le mie difficoltà scolastiche.
Non mi ha fatto mai mancare nulla.
Avevamo,forse, due caratteri simili. Gli “scontri” erano quotidiani.
Non ci siamo mai capiti. Non ha mai accettato la “mia diversità”
Lo Splendente scrive qualcosa e poi mi sorride: Questo “mancato” chiarimento con tuo padre è fonte di parte dei tuoi problemi, Mel.
La figura di tuo padre è stata castrante soprattutto nella costruzione della tua sfera affettiva
Nessuno  con i giusti modi ti  parlava d’intimità con l’altro sesso.
 Scuoto la testa e sospiro: Filippo aveva anche una fissa per le donne, ma a differenza di papà, il suo approccio era volgare e maniacale.
Mi dava ogni tanto dei film o giornaletti pornografici per “farmi una cultura”.
Avevo due modelli completamente diversi per affrontare il mondo delle donne.
Dopo la morte di papà, mi vergogno a dirlo ma mi senti più libero di poter “godere” per il mio hobby calcistico.
Sono andato spesso allo stadio negli anni. Ho tanti bei ricordi.
Ogni tanto mi hanno accompagnato i miei fratelli, ma anche per loro il calcio è uno sport minore.
Ho girato tanti stadi d’ Italia in compagnia di Giulio e colleghi arbitri.
Potevo condividere questo interesse con qualcuno e non sentirmi “un diverso”.
Ora ci vado raramente.
Tutto ha perso interesse, Dottore.
Lo Splendente scrive qualcosa e poi attacca”Tuo padre ancora una volta non ha capito come prenderti. Vedeva la passione calcistica come una distrazione dalle donne.
Non accettava questo tuo hobby come del resto la tua famiglia.
Ti hanno, in qualche modo, reso ancora più solo.
Ti hanno confinato nel tuo mondo di fantasia e di solitudine.
Filippo rappresenta un modo sbagliato per parlarti dell’intimità e delle donna.
Non c’è nessuno che si prenda l’onere di darti un educazione sentimentale e sessuale corretta.
Lo faremo insieme quando una donna entrerà nella tua vita Mel.
La prossima volta riprenderemo il viaggio. Ora sparisci.
Sorrido, mentre ripenso alla mia prima volta allo stadio.
Mi alzo e stringo il bastone: Alla prossima Dottore.
Il prossimo post sarà pubblicato Lunedì 30 settembre
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2 pensieri su “74. Ricordi- Anno 2010

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