73. Nella selva oscura

selva oscura
Quando si è dispersi per mare o nella foresta hai il solo desiderio di tornare a casa.
Quando vengono meno le certezze di una vita, devi avere la forza di costruirne delle altre.
I tedeschi hanno perso due guerre, eppure sono la locomotiva d’Europa.
Chi si ferma è perduto.
Sono stanco, eppure devo iniziare a ricostruire la mia vita.
Tutto ha perso significato e valore.
Non riesco a mettere un silenziatore ai miei pensieri.
Sono vivo, eppure, dentro mi sento svuotato.
Aspetto il mio turno seduto  con lo sguardo fisso sulla porta.
Quante volte dovrò venire qui?
Trattengo le lacrime quando lo Splendente, come sempre sorridente, mi fa cenno d’entrare.
Ciao Mel come stai?
Non lo so, Dottore. Non riesco neanche a descrivere il mio stato.
Ho finito le parole.
Vorrei veramente scappare sulla Luna.
Mi sento perso nella selva oscura.
Dante almeno scrisse la Divina Commedia, ma io?
Ho letto i tuoi scritti, Mel.
Hai davvero un dono. Intanto continua a scrivere per me.
Come li hai passati questi primi mesi di terapia?
Male, Dottore. Sono turbato, angosciato, avvilito.
Sa bene quante volte durante i nostri incontri ho versato lacrime per i miei atti.
Mi sono sentito in colpa per quei ragazzi.
Le ho detto che desideravo incontrare il dottor Serioso per rispettare la parola data
Sì, Mel,  ma farlo, sarebbe stata un enorme cazzata.
Lo so,Dottore, abbiamo una visione diversa dell’Onore.
Mi sento uno schifo.
I file hanno cominciato a farmi male.
Sono sempre con me.
La mia mente ha bloccato i ricordi sull ‘Aspirante per tanto tempo e poi li ha liberati.
Non riesco a farmene una ragione.
La mia vita mi sembra vuota e desolata.
Ho recuperato i ricordi, ma soprattutto i sentimenti a loro legati.
Mi sembra un incubo. Lei ha detto che sulla mia storia potrebbe uscire anche la trama di un film.
Mi sembra tutto cosi confuso e opprimente.
Mi sono iscritto in palestra per non rimanere fermo.
Odio le pillole, ma al momento non posso farne a meno.
Mi guardo allo specchio e non mi riconosco.
Non riesco a comprendere la ratio dei miei gesti.
I miei amici mi sono stati vicini in questi mesi, anche se i ricordi sull’Aspirante  sembrano loro assurdi.
Li capisco. Anch’io per mesi, ho cercato di capire se tutto fosse frutto della mia fantasia.
Ma ogni giorno la mia mente libera un particolare.
E’uno strazio.
Ogni seduta è una fatica, una tortura, ma non posso più scappare.
Sul messenger continuo a sentirmi con la Ciovane.
Mi è stata vicina come non mai.
E’ davvero una brava ragazza.
Non riesco più a vedere un’ immagine o video di Godot attuale.
Mi fa venire la malinconia e la nausea.
La mia mente torna al 2007.
Mi sento abbandonato da tutti .
Nessuno dei ragazzi ha voluto ascoltarmi
Il 29 ottobre è nato Aldo.
E’ il primo nipote, dovrei essere felice, euforico.
Ma la mia mente è invasa dai file e dai sensi di colpa.
Ricordo l’urlo di Piero”E’ nato, è nato!”
Ero a letto, stordito,sulle prime non capisco.
Ci precipitiamo in clinica.
Stefania e il bambino stanno bene.
Francesco sembra felice.
Aldo è cosi piccolo, innocente.
Ha i nostri occhi , penso.
Lo prendo pure in braccio.
Penso a papà, che dall’altro sicuramente starà guardando la scena.
Le settimane successive sono segnate dai pianti di Aldo.
Tutto ruota intorno a Lui.
Mamma è cosi felice, dopo le preoccupazioni delle settimane scorse.
Stefania soffre di classica depressione post partum: è irrequieta ed insofferente
Impone degli orari per vedere Aldo.
Mamma e noi altri stiamo attenti a non turbare l’equilibrio precario.
Aldo è un bagliore di luce dopo tanta oscurità
Ma  non riesco a godermi questo momento, Dottore
A novembre, approfittando di una sua assenza, con mamma, ormai trasformatasi nel mio angelo custode, siamo tornati in Sicilia.
Tua madre è preoccupata. L’ho conosciuta, è una donna molto forte.
Lo è Dottore. Quando le dissi che mi ero deciso ad andare in terapia, era contenta.
Per anni mi aveva martellato affinchè lo facessi.
Sperava che attraverso la terapia tornassi a studiare.
E’ il suo chiodo fisso.
La laurea per lei è il minimo sindacale per avere un futuro lavorativo certo.
Non amo studiare, invece mia madre era una studentessa modella.
Mi ha sempre aiutato negli studi.
Crede nelle mie capacità e non accetta la mia rinuncia.
Non capisce quanto sia difficile per me concentrarmi per delle ore sui libri.
La mia mente dopo un po’, vaga.
Mio padre era ossessionato che io avessi una ragazza , mia madre martellava sullo studio.
Entrambi si aspettavano tanto da me.
Ma nessuno dei due si sforzava di comprendere il mio disagio.
Nella nostra famiglia si è sempre parlato poco.
Lo Splendente scuote la testa e scrive qualcosa: Sai cosa penso della laurea. Ne abbiamo parlato a lungo. Se vuoi far felice tua madre, iscriviti a una triennale. Ci sono tanti corsi anche on line.
Anche se per me, il tuo futuro è nella scrittura.
I tuoi genitori hanno le loro responsabilità, ne riparleremo.
Come và il rientro in campagna?
Il fattore mi ha abbracciato e mi ha detto”Bentornato Mel.Ti vedo meglio. Non ti preoccupare di nulla. Qui ci pensiamo io e mio figlio”.
Mi sentivo lontano e distante dai miei agrumeti.
Dovevo stimare la produzione, ma non riuscivo a concentrarmi.
I file me lo impedivano.
Una sera sono andato pure al Flash Dance
C’era pure la Ballerina. Ho sentito il cuore che si animava. Mi sono avvicinato per salutarla.
Lei è stata come sempre fredda nel salutarmi.
Ma rivederla è stata un’ emozione.
Mamma l’ha vista e mi ha detto”In effetti è una bella ragazza”.
Lo Splendente sorride e beve un po’ di caffè: Chissà quanti film ti sarei fatto quella sera!
 Sorrido e stringo il bastone , mi ha sempre detto che non dovevo chiedere scusa a nessuno.
Perché non avevo fatto nulla e che soprattutto  non fotteva niente a nessuno.
Io invece la pensavo diversamente.
Sentivo il bisogno di un chiarimento.
Ho scritto a Luisa un email e un messaggio sul facebook al Lumacone e scritto un sms al Play Boy.
Non mi aspettavo nulla.
Luisa e il Lumacone mi hanno risposto, mostrandomi comprensione.
Luisa si è detta disponibile ad incontrarmi in un futuro lontano.
Invece il Play Boy è rimasto silente.
A Dicembre ci fu uno spettacolo teatrale con Miss Eleganza, una delle protagoniste di “Qualcosa è cambiato.”
Decisi d’andarci alla prima con mamma.
Ero curioso di vedere gli ospiti.
Lo Splendente scrive qualcosa e dice:Speravi di vedere l’Aspirante?
Non lo so, Dottore. Forse.
Volevo andarci. Non sapevo cosa aspettarmi.
Da lontano vedo Luisa. Comincio a tremare. Non ho il coraggio d’avvicinarmi.
Ero ancora una volta travolto dai sensi di colpa.
Temevo di  non reggere lo sguardo di Luisa.
Lasciai di corsa il teatro, come”un ladro” disse mamma.
Sono fragile, me l’ha sempre detto in questi mesi, Dottore.
Ma sentivo il bisogno di spiegare il mio malessere.
Scuote la testa e mi sorride: Quando capirai che questa storia non frega più a nessuno, sarà sempre troppo tardi.
Pensavo a Caterina. Era rimasta male dal mio rifiuto d’incontrarla in estate.
C’ eravamo scambiati qualche sms ed email.
Desideravo raccontarle il mio problema.
Cosi nonostante il suo parere contrario, le inviai il racconto scritto nei mesi scorsi sulla mia storia.
La sua reazione fu tremenda.
Mi scrisse un email d’insulti.
Era rabbiosa, delusa, amareggiata.
Provai a farla ragionare, ma fu tutto inutile.
Scrisse che non riconosceva quella persona descritta nel racconto e che al momento non avrebbe preso neanche un caffè con me.
Aveva pensato di chiamarmi per Natale, ma ora si sentiva svuotata.
Aveva pianto leggendo quelle pagine.
Per lei, era stato come ricevere una tegola in testa.
Per settimane si rifiutò di parlarmi.
Mi scrisse che non voleva più vedermi.
Arrivò a definirmi”un’ idiota”, poi pentendosene dopo
Era l’ultima pena per le mie colpe.
Decido di rassegnare le mie dimissioni dall’Aia.
Ormai mi sento fuori posto.
Non mi sento più degno d’indossare quella divisa.
Ricordo che andai in sezione a firmare il modulo con il cuore in tumulto.
Mi sentivo in debito con quel mondo.
Il Presidente della sezione e Giulio provano a dissuadermi, ma preferisco chiudere.
La mia vita è cambiata per sempre. Non c’è più spazio per l’arbitraggio, almeno così penso.
Qualche giorno ricevo la lettera di conferma delle dimissioni.
Mi sento ancora più solo e desolato
Come era prevedibile la storia di Carlo con Marilù finisce prima di Natale.
Carlo non ce la faceva più a reggere un rapporto a distanza.
Lei aspirava al salto di qualità nel rapporto e in futuro magari al matrimonio.
Carlo la lasciò per telefono, non aveva il coraggio di scendere.
Qualche settimana dopo aveva in mente un’altra donna, una commercialista.
Dai suoi racconti era molto piacente, ma questo flirt durò poco.
Ascoltavo, ma ero preso dai miei pensieri.
Una sera mi raccontò che aveva iniziato una storia con una collega, una certa Carlotta.
Sospiravo e pensavo ascoltandolo”Non cambierà mai”.
Durante le vacanze di Natale mi mandò un sms mentre era in gita con lei”Mel, questa volta mi sposo. E’ quella giusta”
Lessi e rabbrividii.
Dopo una seduta , in cui continuava a convincermi che questo senso di colpa era privo di fondamento, tornai a casa e pensai all’Oscuro.
Credevo di aver esagerato con quei sms deliranti di settembre e decisi di mandargli un sms di scuse. Non mi rispose mai.
L’Oscuro aveva evidentemente tagliato la corda.
Lo Splendente mi guarda e scuote la testa :Sei testardo , Mel.
Te l’avevo detto di non far leggere quel racconto.
Doveva essere un esercizio per te, e magari per il mio amico regista l’opportunità di leggere una storia.
Caterina ha avuto una reazione esagerata, ma ha visto l’amore della sua vita perdere la testa per un’altra. Non ha retto il colpo .
Lasciala perdere.
Hai scelto d’abbandonare l’arbitraggio, per un senso di fallimento che ti avvolge.
E’ stata una tua scelta.
 Pensiamo ad altro, se vuoi voltare pagina veramente.
Ricordo quella seduta. Te l’ho dissi allora e te lo ripeto adesso:Non devi chiedere scusa a nessuno. Non hai fatto un cazzo! Ma tu sei de coccio, come dicono a Roma.
Luisa è almeno una bella ragazza?
Sorrido e mi dirigo verso la finestra:Si, Luisa è anche una bella ragazza, oltre che un’ amica che spero di cuore di recuperare.
E’ difficile da accettare, Dottore.
Caterina fa parte della mia vita.
Scuote la testa:Lascia perdere i ragazzi del forum.
Non posso pensare che non voglia più parlarmi.
Sto pagando per i miei errori.
Caterina è così intransigente, dura, ma doveva sapere.
Non potevo tenerla ancora all’oscuro di tutto.
Cercherò di convincerla, ma si è sentita ferita da me.
L’ho delusa mortalmente.
Vista la reazione di Caterina, ho evitato di raccontare la verità a Flavia.
Non potevo perdere pure lei.
Sono le donne della mia vita, senza di loro, mi sento perso.
Già Mel, tu e le tue Madonne, potrei scrivere un libro. Continua.
Comunque le vacanze di Natale passano tra il rimpianto e i file.
Mi sento come uno che gli è passato sopra un  treno.
Le uniche note liete furono i messaggi di Sharon e Luisa.
Dopo mesi di silenzio e di ostracismo, qualcuno mi tendeva la mano.
Sono finito dentro un pozzo nero .
Uscirne sarà un impresa.
 Lo Splendente sorride, e beve un po’ di caffè:Secondo me, ci vorrà meno tempo di quanto tu possa pensare,
Ci vorrebbe una donna per te.
Il tuo mondo ha bisogno di donna su cui far ruotare il tutto.
Scuoto la testa e sorrido:Già, magari una Beatrice, vero?
No Mel, una donna con cui finalmente ti metti in gioco realmente. Basta Madonne!
E’ stato un periodo impegnativo della tua vita.
Meglio ancora sono stati tre anni particolari.
Il viaggio nella memoria è stato utile per capire tante cose, ma ora dobbiamo lavorarci sopra.
Per oggi fermiamoci qui.
Dottore, mi sono affidato a lei.
Speriamo d’aver preso la strada giusta.
La diritta via l’ho persa tanto tempo fa. Alla prossima.
Il prossimo post sarà pubblicato Lunedì 23.
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