234) Quando hai 17 anni

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Il biglietto d’acquistare per “Quando hai 17 anni” è: 1) Neanche regalato 2) Omaggio 3) Di pomeriggio 4) Ridotto 5) Sempre.

“Quando hai 17 anni” è un film del 2016 diretto da Andrè Techinè, sceneggiatura e dialoghi: Andrè Techinè e Celine Sciamma, con : Sandrine Kiberlan, Kacey Mottet Klein, Corentin Fila, Alexis Loret.

Come eravamo a 17 anni? Sensazioni di panico e d’imbarazzo ci attraversano il corpo mentre la memoria rievoca i ricordi di un tempo passato in cui probabilmente eravamo nerd, asociali, imbranati o vittime di bullismo, anche se all’epoca neanche si conosceva questa parola. Avere 17 anni e illudersi di conquistare il mondo, quando invero stiamo appena comprendendo, forse, chi siamo e che cosa vogliamo essere.
Andrè Techinè porta lo spettatore in un aspro villaggio tra le montagne della Francia sud-occidentale, Damien (Klein) e Tom (Fila) frequentano la stessa scuola. Potrebbero essere amici, ma non si sopportano. Si insultano e, quando le parole non sono abbastanza, si picchiano. La madre di Damien, Marianne (Kiberlan), è medico, il padre (Loret), pilota militare in missione. Tom è magrebino, figlio adottivo di una coppia di contadini che vive in una remota fattoria in mezzo alle montagne. Dopo molte difficoltà, la madre adottiva di Tom è nuovamente incinta e, dal momento che la sua gravidanza si presenta difficile, Marianne si offre di aiutarla accogliendo Tom in casa sua per il tempo necessario. Damien e Tom si trovano così a vivere sotto lo stesso tetto, mettendo da parte l’apparente e reciproca antipatia, costretti, per forza di cose, a conoscersi.
In Quando hai 17 anni, Techinè cerca di mostrare allo spettatore l’inquietudine sentimentale ed esistenziale delle nuove generazioni e come esse abbiamo dubbi anche sull’orientamento sessuale. Se l’obiettivo del film era fissare un manifesto giovanile di questa società, questo risulta in larga parte fallito. La sceneggiatura presenta degli spunti narrativi e psicologici interessanti, ma nello sviluppo e nella messa in scena il film perde forza e incisività. Si ha la sensazione di assistere alla versione 2.0 de I dolori del giovane Werther rappresentati dal bravo e talentuoso Kacey Mottet Klein, ma privi di una vera anima, quasi studiati a tavolino. continua su

https://www.mygenerationweb.it/201610063366/articoli/palcoscenico/cinema/3366-quando-hai-17-anni-un-eta-complicata-al-cinema

Roberto Sapienza presenta “Ninni, mio padre”

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