236. Il Ragazzo Invisibile- Zio Gianni la Serie

salvatores

Il biglietto d’acquistare per “Il ragazzo Invisibile” è :1)Neanche regalato 2)Omaggio 3)Di pomeriggio 4)Ridotto 5)Sempre
“Il Ragazzo Invisibile” è un film del 2014 diretto da Gabriele Salvatores, scritto da Alessandro Fabbri, Ludovica Rampoldi, Stefano Sardo, con: Ludovico Girardello, Valeria Golino, Fabrizio Bentivoglio, Kseniya Rappoport, Noa Zatta, Laura Sampedro, Aleksey Guskov.
I critici, seppure al guinzaglio, rimproverano ai produttori e autori italiani di essere poco coraggiosi e di campare di rendita e di dormire sugli allori. Il pubblico è spesso costretto a sorbirsi le solite e scontate commedie e peggio ancora assiste a un triste scimmiottare di format stranieri provocando la fuga dal cinema italiano.
Ieri sera mentre vedevo “Il Ragazzo Invisibile” un moto di inaspettato orgoglio mi ha attraversato.
Il Premio Oscar Salvatores ha dato al pubblico prova che ancora il suo lato creativo e innovatore non è completamente sopito. Siamo abituati a vedere eroi solo parlare in inglese e a stupirci degli effetti speciali provenienti da Oltre Oceano. Per molti la Marvel è la “Bibbia” dei super eroi e pochi potevano pensare che anche l’Italia potesse lanciare la sua saga.
Il rischio di essere preso a pernacchie e cadere nel ridicolo o nel grottesco era forte, ma Salvatores ha comunque raccolto la sfida e gli va dato merito.
Io stesso quando mi sono seduto in poltrona ero carico di perplessità e pregiudizi non sapendo cosa aspettarmi. Sebbene con alcuni limiti strutturali e narrativi sono rimasto coinvolto dalla storia del giovane Michele(Girardello) che vive a Trieste con Giovanna(Golino) , madre poliziotto, ed è costretto a subire il bullismo dei suoi coetanei a scuola e guardare da lontano la graziosa ed etera Stella(Zatta). Come in tutte le storie di eroi, anche il nostro Michele scopre per caso il suo dono durante una festa in maschera dove ancora una volta era stato preso di mira. La capacità di diventare invisibile all’inizio sconvolge e impaurisce il ragazzo, ma poi la sfrutta per vendicarsi di chi per anni lo ha bullato. Nello stesso tempo in città alcuni ragazzi sono stati misteriosamente rapiti e Giovanna è incaricata di investigare con l’aiuto dello psicologo Basili (Bentivoglio), ma ben presto lo spettatore scopre il rapimento dei ragazzi è opera di una oscura organizzazione russa che sta cercando gli “Speciali”. Michele infatti scopre l’origine dei suoi poteri e soprattutto la verità sulla sua famiglia e su chi sia la sua vera madre Ylenia (Rappoport) ufficialmente morta per salvare lui e il padre in fuga dalla Russia.
Michele , nonostante la giovane età, decide di mettere disposizione i suoi poteri per salvare Stella e gli altri ragazzi rapiti rischiando la sua stessa vita.
Una storia nel complesso ben costruita, lineare e fluida che riesce appassionare e coinvolgere il pubblico. La struttura narrativa non presenta buchi o incoerenze nello sviluppo e i vari personaggi sono costruiti in maniera semplice e lineare anche se i “cattivi” forse risultano la parte debole del’anello e magari andavano maggiormente approfonditi e delineati. Il testo è comunque originale e fresco e abbastanza vivace e i dialoghi sono abbastanza vivaci e diretti.
La regia di Salvatores è coraggiosa e innovativa e nello stesso tempo dimostra talento ed esperienza nel condurre sulla scena tanti giovani attori senza farli apparire figure insignificanti e privi di personalità.
Interessante e degna di menzione è la colonna musica in sintonia e coerente con le varie scene.
Il cast composto da giovani attori e quasi sconosciuti sono da premiare in blocco per la naturalezza ed efficacia con cui recitano dando prova di professionalità e talento.
Golino e Bentivoglio fanno da “chiocce” al giovane gruppo con bravura e forza interpretativa.
Il finale aperto piace e convince rivelandosi all’altezza dei film targati Marvel e suscitando nello spettatore curiosità e compiacimento per il nostro eroe invisibile per tanti, ma fisicamente ed emotivamente pronto per l’amore e nel dimostrarsi già una persona coraggiosa.

zio gianni

Sono un giovane anziano, un teledipendente “old style” cresciuto guardando la TV generalista e commerciale e confesso che frequento e conosco poco i prodotti realizzati sul web.
L’Italia , come sempre, in ritardo rispetto all’America, sta sfornando su You Tube nuovi talenti capaci di scrivere finalmente testi innovativi e di produrre qualcosa di diverso dai soli clichè.
Se a più giovani i nomi dei “The Jackall” e i “The Pills” dicono molto, personalmente fino a qualche settimana erano il più desolante vuoto. Così ho voluto colmare la grave lacuna televisiva e mi si è aperto un mondo. Ho avuto la conferma che anche in Italia è possibile stupire e far ridere anche con pochi soldi grazie all’ironia e alla creatività.
Filmati brevi, rapidi, incalzanti che scuotono e avvolgono il pubblico con un linguaggio semplice e diretto. Davvero tutta un’altra musica rispetto alle fiction italiche che siamo costretti a sorbirici.
Così quando domenica sera la mia amica Federica mi ha fatto presente che i “The Pills” (Luigi Di Capua, Luca Vecchi, Matteo Corradini) sbarcavano ieri sera su Rai 2 con “ZioGianni” una nuova e surreale serie non potevo non darci uno sguardo.
“Zio Gianni” è l’eclettico e stralunato Paolo Calabresi, un uomo di cinquant’anni ,che trovandosi improvvisamente disoccupato e senza una famiglia, è costretto ad affittarsi in una stanza in una casa di studenti.
Ogni puntata dura nove minuti ed è un microcosmo dove lo spettatore viene risucchiato non potendo non rimanere coinvolto dalle vicende e soprattutto dal vortice verbale dei protagonisti.
La prima puntata è stata come dire di presentazione dei personaggi, ma fin da subito si coglie la qualità e soprattutto freschezza del testo scritto anche dal regista e sceneggiatore Sydney Sibilia.
La figura di Zio Gianni è caratterizzata in poche e chiare pennellate grazie al talento e efficacia interpretativa di Calabresi. Cacciato dalla moglie perché marito assente, messo in mezzo dal truffaldino capo ufficio e mal sopportato da genitori.
Il tema del caro affitto viene raccontato in maniera graffiante e ironica quando Gianni fa il giro delle 7 chiese per trovare una stanza e si e vede costretto a subire l’umiliante e grottesca audizione dei tre coinquilini: Rodolfo (Francesco Russo), il nerd del gruppo, e Chiara (Cristel Checca) biologa e vegana e ulvio (Luca Di Capua), amante del dolce far niente.
Una prima puntata che onestamente mi ha incuriosito e divertito e soprattutto spinto a segnare sulla mia agenda l’appuntamento per stasera essendo già affezionato a Zio Gianni e ai suoi inquilini. Non male per un esordio sulla rete generalista.

Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano : “Essere Melvin”

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The ticket purchase for “The Invisible Boy” is: 1) Not even gave 2) Tribute 3) In the afternoon 4) Reduced 5) Always
“The Invisible Boy” is a 2014 film directed by Gabriele Salvatores, written by Alessandro Fabbri, Ludovica Rampoldi, Stefano Sardo, with: Ludovico Girardello, Valeria Golino, Fabrizio Bentivoglio, Kseniya Rappoport, Noa Zatta, Laura Sampedro, Aleksey Guskov.
Critics, though on a leash, reproach to producers and Italian authors to be little brave and laurels and rest on our laurels. The public is often forced to put up with the usual and obvious comedies and even worse seeing a sad ape format of foreigners causing the escape from Italian cinema.
Last night as I saw “The Invisible Boy” a surge of unexpected pride went through me.
The Academy Award Salvatores gave the public proof that even his creative side and innovator is not completely dormant. We are used to seeing heroes only speak English and surprise special effects from Beyond Ocean. For many Marvel is the “Bible” of super heroes and few could think that Italy could launch his saga.
The risk of being caught in raspberries and ridiculous or grotesque was strong, but still Salvatores has taken up the challenge and should be given credit.
I myself when I sat in the chair I was full of doubts and prejudices, not knowing what to expect. Although some limited structural and narrative have been involved by the story of young Michael (Girardello) who lives in Trieste with Giovanna (Golino), mother policeman, and is forced to endure the bullying of his peers at school and watch from a distance and the pretty etera Stella (Zatta). As in all the stories of heroes, also our Michele discovers by chance his gift during a costume party where once again he had been targeted. The ability to become invisible early upsets and frightens the boy, but then uses to take revenge on those who for years has bullato. At the same time in the city some guys were mysteriously kidnapped and Giovanna is responsible to investigate with the help of the psychologist Basili (Bentivoglio), but soon the viewer discovers the abduction of children is the work of an obscure Russian organization that is looking for “Special “. Michele fact discovers the source of his powers and especially the truth about her family and about who his real mother Ylenia (Rappoport) officially dead to save himself and his father fled from Russia.
Michael, despite his young age, he decided to put his powers available to save Stella and the other boys abducted risking his own life.
A story on the whole well built, linear and fluid that can excite and engage the public. The narrative structure has no holes or inconsistencies in the development and the various characters are constructed in a simple and straightforward even if the “bad guys” are perhaps the weakest part del’anello and maybe were more detailed and outlined. The text is still original and fresh and lively enough and the dialogues are quite vivid and direct.
Directed by Salvatores is bold and innovative and at the same time demonstrates talent and experience in leading many young actors on the scene without making them appear insignificant figures and no personality.
Interesting and worthy of mention is the column music in harmony and consistent with the various scenes.
The cast of young actors and almost unknown in the block are to be awarded for the ease and effectiveness with which recite demonstrating professionalism and talent.
Golino and Bentivoglio are the “hens” to the young group with talent and interpretative power.
The open ending love and convinces revealing the height of the film targati Marvel and arousing curiosity in the viewer and welcomed our hero invisible to many, but physically and emotionally ready for love and prove already a brave person.

uncle gianni

I am a young elder, a couch potato “old style” grew up watching TV and general commercial and I confess that I attend and I know just the products made available on the web.
Italy, as always, late compared to America, is churning out new talent on You Tube able to finally write texts innovative and produce something other than just clichés.
If a younger names “The Jackall” and “The Pills” say a lot, personally until a few weeks were the most bleak emptiness. So I wanted to fill the serious gap television and I opened up a world. I got confirmation that in Italy you can impress and make you laugh even with little money thanks to irony and creativity.
Short Movie, fast, relentless shaking and envelop the audience with a simple and direct language. Really a different music than the fiction that we are forced to sorbirici Italic.
So when Sunday evening my friend Federica I pointed out that the “The Pills” (Luigi Di Capua, Luca Vecchi, Matteo Corradini) landed last night on Rai 2 with “ZioGianni” a new and surreal series I could not give us a look .
“Uncle John” is the eclectic and staring Paolo Calabresi, a man of fifty, who suddenly finding himself unemployed and without a family, is forced to rented a room in a student house.
Each episode lasts nine minutes and is a microcosm where the viewer is sucked not being able to not get caught by the events and especially the minutes of the protagonists from the vortex.
The first episode was like saying the presentation of the characters, but from the beginning it captures the quality and freshness of the above text also written by the director and screenwriter Sydney Sibilia.
The figure of Uncle Gianni is characterized by a few clear strokes thanks to the talent and effectiveness of interpretation of Calabresi. Hunted by his wife because her husband absent, put in half from head office and fraudulent poorly tolerated by parents.
The theme of the first rent is told in a scathing and ironic when Gianni goes around the seven churches to find a room and you and forced to undergo humiliating and grotesque hearing of the three roommates: Rodolfo (Francesco Russo), the nerd group, and Chiara (Cristel Queer) biologist and vegan and ulvio (Luca Di Capua), lover of doing nothing.
A first episode that honestly I was intrigued and amused and especially pushed to score on my agenda for the meeting tonight having already fond of Uncle Gianni and his tenants. Not bad for a debut on the network generalist.

Vittorio De Agro and have Cavinato Publisher: “Being Melvin”

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