91. Gigolò per caso – Storia di Irene (Erri De Luca)

gigolo per caso

Il biglietto d’acquistare per “Gigolò per caso “ è :1) Manco Regalato 2) Omaggio 3) Di pomeriggio 4) Ridotto 5) Sempre

“Gigolò per caso” è un film scritto, diretto e interpretato da John Turturro, distribuito in Italia dalla Lucky Red. Con John Turturro, Woody Allen, Sharon Stone, Vanessa Paradis, Sofia Vergara, Liev Schreiber.
La prostituzione è il mestiere più antico del mondo.
Oggi alcuni partiti politici chiedono, a gran voce, che le escort paghino le tasse e abbiano la partita IVA, ma nonostante ciò questo”mestiere” viene visto dalla ipocrita opinione pubblica come degradante e umiliante.
Eppure le stesse donne di ogni età sentono il bisogno d’avere al loro fianco dei baldi giovani come temporanei compagni.
Nel 1980 il primo a sdoganare il ruolo del gigolò fu Richard Gere con il bel film “American Gigolò” di Paul Schrader.
Nel 2014 con “Gigolò per caso” c’è il passaggio di consegne dall’atletico Gere a John Turturro. Nel film lo spettatore segue le vicende di un gigolò di mezza età ,dai modi eleganti e dallo sguardo malinconico.
Ambientato a New York, Fioravante(Torturro) è un fioraio precario, ma di bell’aspetto e questo basta al suo vecchio amico ebreo Murray(Allen), ormai libraio in pensione,a convincerlo a diventare un “gigolò”.
Fioravante, sebbene titubante, accetta d’entrare in società con l’amico, di fatto divenuto il suo “pappa “Dan Bongo”.
Fioravante, a sorpresa, mostra d’avere “talento” con le donne e nel giro di poco tempo riesce a crearsi una grossa clientela.
Così vediamo sfilare nella suo appartamento come clienti, donne di vario genere: sposate e annoiate come la Dottoressa Parker (Sharon Stone) oppure vogliose di esperienze nuove e forti come Selima(Vergara) o semplicemente sole come la vedova ebrea Avigal(Paradis).
Murray con la sua parlantina incessante e dissacratoria cerca di spazzare i dubbi dell’amico sulla sua nuova loro proficua attività.
Le loro conversazioni con lo sfondo di New York, grazie anche a una bella fotografia, divertono lo spettatore.
Il film ha un discreto ritmo per quasi tutta la proiezione, solo nel finale perde d’ intensità e vivacità.
La forza del film risiede sia in una sceneggiatura ben scritta , anche se semplice e poco originale e soprattutto nel talento dell’intero cast.
Turturro dirige con mano delicata ed esperta, riuscendo a tirare fuori il massimo da ogni interprete, riuscendo così a creare il giusto mix tra malinconia e ironia sull’amore.
Non mancano le stoccate al mondo ebraico e a i sui costumi, raccontati in modo dissacratorio, ma con stile.
“Gigolò per caso” per immagini e contenuti potrebbe essere un film d Woody Allen, vecchio stile.
Turturro e Woody Allen formano una coppia ben assortita, tra il romanticismo del primo e il cinismo del secondo.
Sharon Stone e Sofia Vergara anche se con età diverse, rendono bene l’idea della donna che desidera ancora provare emozioni forti e magari innamorarsi.
Meno convincente nel complesso la prova di Vanessa Paradis, forse anche perché è la più difficile.
Raccontare la solitudine non è cosa semplice e l’attrice francese riesce solo in parte a convincere ed emozionare lo spettatore.
Il finale anche se è la parte più debole e forse meno riuscita del film, comunque mostra una coerenza di “concetto” ed è reso godibile dal gioco di sguardi e parole dei protagonisti.
“Gigolò per caso” non è un film sull’amore, ma su cosa ci aspettiamo dall’amore e lo spettatore se lo chiede sorridendo uscendo dalla sala.

Vittorio De Agrò presenta “Essere Melvin”
http://www.lulu.com/spotlight/melvin2

“Storia di Irene” è un libro scritto da Erri De Luca e pubblicato da Feltrinelli nel 2013.
Non avevo mai letto nulla dello scrittore napoletano .Confesso d’aver trovato molte difficoltà a comprenderne lo stile e il linguaggio,
De Luca pur avendo una scrittura asciutta e breve, usa parole ed espressioni non sempre comprensibili alla prima lettura.
“Storia di Irene” contiene tre racconti tutti accomunati dall’elemento surreale e metaforico.
Il mare, l’inverno e la guerra sono i temi dei racconti nei quali lo scrittore parla di sé e del suo passato.
Gradevole e particolare il primo, ambientato in Grecia dove la protagonista Irene, ragazza di 14 anni incinta, racconta la sua storia a un “cantastorie”napoletano. Irene una ragazza che si trova più a suo agio con i delfini che con gli uomini. Una storia che, forse, vuole sottolinearci l’incapacità di comunicazione tra gli uomini e come sia più genuino invece il rapporto con la natura.
Il secondo racconto”Il cielo in una stalla” rievoca invece un ricordo di guerra del padre dello scrittore, dopo la firma dell’armistizio, attraverso la figura di un ebreo suo compagno di viaggio.
Infine “Una cosa molto stupida” paragona la vecchiaia e la solitudine dell’uomo, rappresentata da un vecchio che nonostante la bufera esce di casa e mangia di gusto il mandorlo, al freddo dell’inverno in pieno febbraio
De Luca non è uno scrittore per letture rilassate e magari sotto l’ombrellone, ma sicuramente stimola l’intelletto.
irene

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