238) La Signora dello Zoo di Varsavia

Il biglietto d’acquistare per “La Signora dello Zoo di Varsavia” è : di pomeriggio (Con Riserva)

“La Signora dello Zoo di Varsavia” è un film del 2017 diretto da Niki Caro, scritto da Angela Workman, basato sul romanzo di Diane Ackerman, con : Jessica Chastain, Daniel Bruehl, Johan Heldenbergh, Iddo Goldberg, Shira Haas, Michael McElhatton, Marta Issová, Goran Kostic, Arnost Goldflam, Martin Hofmann.

Sinossi:
Ispirato alla storia vera di Jan e Antonina Zabinski, La signora dello zoo di Varsavia è un racconto di eroismo civile in tempo di guerra, e insieme una dichiarazione d’amore per la natura e gli animali.
Sul finire del 1939, le truppe naziste bombardano la capitale polacca, riducendo il famoso zoo a un cumulo di macerie. Il direttore della struttura e sua moglie (Jessica Chastain) assistono impotenti all’occupazione del Paese e alla costruzione del ghetto ebraico. Ma con l’inizio delle deportazioni, nel 1942, la coppia si mobilita per nascondere intere famiglie di Ebrei all’interno del giardino zoologico, mascherato da allevamento di maiali. La villa degli Zabinski e le vecchie gabbie ancora intatte diventano un rifugio segreto al riparo dai feroci nazisti. “La casa sotto la folle stella”, com’era chiamato lo zoo al tempo del suo massimo splendore, viene ricordata per aver salvato circa trecento Ebrei dal genocidio.

Recensione :
Pensiamo, erroneamente, d’aver visto, ascoltato, letto tutto ciò che era possibile sulla Seconda Guerra Mondiale, sulla ferocia e mostruosità del nazismo e sulla tragedia dell’Olocausto, arrivando anche sbuffare quando leggiamo di una nuova pellicola sul tema.
Ma poi succede di scoprire, durante un’anteprima stampa, una storia sconosciuta ai più, ambientata durante l’occupazione nazista della Polonia, ma talmente ricca di eroismo, coraggio e nobiltà d’animo , da farti dire al termine della proiezione d’aver assistito alla “Schindler list” polacca.
Jan e Antonina Zabinski erano una coppia felice, avevano un figlio e dirigevano insieme lo zoo di Varsavia, quando la loro vita come quella di milioni di polacchi fu distrutta dall’invasione nazista del Paese , tragica conseguenza del “Patto di non aggressione” siglato tra Hitler e Stalin.
Anche in Polonia i nazisti estesero le disgustose leggi razziali dando vita al terribile e famigerato “ghetto di Varsavia” in cui furono rinchiusi, in condizioni disumane, centinaia di migliaia di ebrei tra cui numerosi bambini, vecchi e donne.
Jan e Antonina di fronte alla barbarie e repressione naziste, decisero di fare qualcosa rischiando in prima persona pur di salvare più ebrei possibili, alcuni cari amici, da una tragica ed orrenda fine.
L’amato zoo distrutto dalle bombe tedesche fu usato come rifugio e nascondiglio per 300 ebrei che Jan riuscì a far uscire di nascosto dal Ghetto con la scusa di raccogliere l’immondizia dei prigionieri per rendere credibile l’astuto piano elaborato dalla coppia d’allevare maiali per sfamare le truppe tedesche. La stessa Antonina si sacrificò , collaborando e fingendosi lusingata di ricevere le attenzioni dello zelante e presuntuoso zoologo nazista Lutz Heck( Bruehl).
“La Signora dello Zoo di Varsaria” non è solamente un film, parte più debole dell’intreccio narrativo, sulla resistenza alla furia nazista; bensì ha come cuore drammaturgico da una parte l’intento di raccontare e mostrare la vita , le emozioni, le incomprensioni e le paure di una coppia “normale” negli anni dell’invasione nazista e dall’altra come fu “straordinariamente” naturale e semplice per entrambi i coniugi decidere di fare di tutto per salvare più vite umane possibili. continua su

http://www.nuoveedizionibohemien.it/index.php/appuntamento-al-cinema-20/

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236) Dieci Piccoli Infami (Selvaggia Lucarelli)

“Dieci piccoli infami” è un romanzo scritto da Selvaggia Lucarelli e pubblicato nel luglio 2017 da Rizzoli Editore.

“Tanti nemici Tanto Onore” sosteneva con orgoglio e presunzione Benito Mussolini, prima che Gli Alleati e dopo il popolo italiano dicessero basta al suo regime.
Non è mia intenzione, ovviamente, accostare Selvaggia Lucarelli alla figura del Duce, ma non si può negare che seppure con motivazioni e modalità diverse, i due personaggi siano accomunati da una campagna d’odio, invettiva, rabbia.
Se per Mussolini, tali sentimenti possono essere comprensibili e giustificati, gli “haters” che quotidianamente sul web attaccano la Lucarelli, risultano davvero esagerati ed ingiustificati.
Selvaggia Lucarelli può avere un modo d’agire, pensare, d’apparire lontano e opposto a molti di noi, ma le vanno riconosciuti alcuni talenti: ironia, personalità e una penna graffiante ed incisiva.
“Dieci piccoli infami” è una lettura brillante, fluida, godibile, divertente, che pur non avendo alcuna velleità letterarie incuriosisce il lettore fino alla fine.
Ognuno di noi abbiamo avuto degli incontri nel corso della nostra vita che in qualche modo ci hanno segnato, forse fatto soffrire, ma che sicuramente hanno contributo a renderci più forti e consapevoli del nostro valore.
Selvaggia Lucarelli ci racconta, con bravura e creatività, i dieci piccoli infami che le hanno segnato e cambiato l’esistenza, utilizzando una convincente ed agile struttura narrativa che permette al singolo lettore d’immaginare ogni “infame” e scoprendone la personalità, l’anima e la singolare, buffa e grottesca cattiveria.
La lettura di “Dieci piccoli infami” permette di scoprire la sfera più intima e personale di Selvaggia Lucarelli, e mentre sorridi di alcuni accadimenti capitati alla giovane Selvaggia, ti ritrovi a comprendere qualcosa in più del personaggio pubblico d’oggi.
Selvaggia Lucarelli, come ebbi modo di scrivere due anni fa (https://ilritornodimelvin.wordpress.com/2014/08/18/152-che-ci-importa-del-mondo-selvaggia-lucarelli/)
recensendo il suo secondo romanzo “Che ci importa del mondo”, difficilmente potrà ambire alla vittoria del Nobel per la Letteratura, ma rispetto ai numerosi pomposi, autoreferenziali e noiosi pseudo scrittori italiani, rivela di possedere sicuramente una marcia artistica e letteraria in più.

223) Mr Ove

Il biglietto d’acquistare per “Mr Ove” è: Sempre (Con Riserva)

“Mr Ove “ è un film del 2015 scritto e diretto da Hannes Holm, tratto dal romanzo di Fedrik Backman “ L’uomo che metteva in ordine il mondo”, con : Rolf Lassgård, (voce italiana di Massimo Lopez), Bahar Pars, Johan Widerberg, Ida Engvoll, Filip Berg.

Sinossi: Mr. Ove (Rolf Lassgård) è un burbero cinquantanovenne che per molti anni prima ricopriva il ruolo di Presidente dell’Associazione dei condomini. A lui però non importa niente di essere stato sollevato dall’incarico, infatti continua a sorvegliare rigidamente la vita di quartiere, bacchettando senza riguardo il vicinato: non perdona chi parcheggia l’auto in doppia fila e chi sbaglia la differenziata, condanna il disordine e gli schiamazzi, il calpestio dei tacchi, il latrare dei cani e il vagabondare dei gatti (specialmente di un randagio spelacchiato che per ripicca continua a fare pipì davanti alla sua porta). Operaio da 43 anni presso le industrie Saab, Ove viene mandato in pensione e da quel momento già vedovo dell’amata moglie Sonja(Engvoll), progetta il suicidio per poterla riabbracciare.
L’atteggiamento intransigente di Ove si ammorbidisce dopo l’incontro con l’iraniana Parvaneh (Bahar Pars), la nuova vicina, da poco trasferita nella casa di fronte con il marito e i due figlioletti. Smessi i panni di ispettore del vialetto, insieme a quelli di vigilante dei parcheggi e della spazzatura, l’inquilino solitario si apre a una tenera e inaspettata amicizia.
Recensione:
Mr Ove è una persona rompiscatole, burbera, schematica, maniacale, onesta ed incapace di relazionarsi con diplomazia con il suo prossimo.
Sulla carta Mr. Ove è una persona da evitare con cura, ma l’uomo è allo stesso la personificazione dell’antico e saggio proverbio” L’abito non fa il monaco”.
Mr Ove è sì tutte queste cose, ma è anche un uomo giusto, un grande lavoratore, determinato e soprattutto è stato un marito fedele e profondamente innamorato di sua moglie Sonja.
Mr Ove ha avuto una vita piena di sofferenze e lutti, avendo perso in poco tempo entrambi i genitori e la sua casa natia per colpa della cattiveria ed ottusità dei “colletti bianchi). Eppure Mr. Ove non si è mai arreso, rimanendo coerente con sé stesso e i suoi principi.
Mr Ove è una straordinaria e bellissima storia d’amore dove lo spettatore prende parte al primo e causale incontro su un treno tra due persone diverse ed opposte come la colta e bella Sonja e il ruvido e giovane Ove, avendo la conferma come il vero Amore possa superare ogni barriera sociale e culturale.
Sonja è stato tutto per Mr Ove, un tornado che gli ha cambiato la vita.
Come dice lo stesso protagonista alla sua vicina iraniana “la mia vita è stata nulla prima di Sonja e lo è adesso senza di lei”
Mr Ove è un Gigante buono, che nasconde le proprie fragilità, dolori e sensibilità dentro un’armatura fatta di regole, urla e schemi. continua su

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218) Terapia di coppia per amanti -Il Film

“Terapia di coppia per amanti” è un film di Alessio Maria Federici. Con Ambra Angiolini, Pietro Sermonti, Sergio Rubini, Franco Branciaroli, Anna Ferzetti. Commedia, 97′. Italia, 2017
Data di uscita italiana: 26 ottobre 2017

Sinossi:Viviana (Angiolini) e Modesto (Sermonti) sono amanti, entrambi sposati e con un figlio a testa. Il loro rapporto è talmente tormentato che decidono di sottoporsi ad una terapia di coppia: o meglio, Modesto si adegua alle richieste di Viviana, ma mantiene un laconico distacco nei confronti del terapista, il professor Malavolta (Rubini), star di una trasmissione televisiva che si chiama Jung-le Fever, soprattutto quando scopre che il terapista ha a sua volta problemi di relazione. Riusciranno Viviana e Modesto a vivere la loro storia d’amore senza soffocare nella conflittualità?

Recensione :

Ci sono due Diego De Silva oppure siamo di fronte a una persona afflitta da personalità multipla? È la domanda che mi sono fatto al termine della proiezione di “Terapia di coppia per amanti”, attesa trasposizione del romanzo dello scrittore napoletano.

Come può una stessa persona aver scritto un romanzo divertente, intimo, originale su un tema delicato e controverso come l’amore clandestino, romanzo che ha conquistato critica, pubblico e non ultimo il vostro inviato (qui la mia recensione) e la scialba sceneggiatura dell’adattamento cinematografico?

Il film “Terapia di coppia per amanti”, infatti, è una delusione quanto mai inaspettata sul piano drammaturgico e dello sviluppo narrativo, con un ritmo monocorde e scarso pathos. I dialoghi risultano per lo più banali, retorici e freddi; Modesto e Viviana, ottimi personaggi nel romanzo, caricaturali e finti.

Nel suo romanzo Diego De Silva sdogana il tema del tradimento, mettendo da parte ogni critica morale per mostrare come i sentimenti possano nascere anche nelle peggiori condizioni. Nel passaggio dalla pagina al grande schermo, però, la storia perde in autenticità, romanticismo, intensità e umanità, nonostante l’impegno e la discreta alchimia tra i due protagonisti, Ambra Angiolini e Pietro Sermonti. continua su

http://paroleacolori.com/terapia-di-coppia-per-amanti/

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci, nonostante tutto”

215) Origin (Dan Brown)

“Origin” è un romanzo scritto da Dan Brown e pubblicato nell’ottobre 2017 da Mondadori Editore.

Sinossi: Robert Langdon, professore di simbologia e iconologia religiosa a Harvard, è stato invitato all’avveniristico museo Guggenheim di Bilbao per assistere a un evento unico: la rivelazione che cambierà per sempre la storia dell’umanità e rimetterà in discussione dogmi e principi dati ormai come acquisiti, aprendo la via a un futuro tanto imminente quanto inimmaginabile. Protagonista della serata è Edmond Kirsch, quarantenne miliardario e futurologo, famoso in tutto il mondo per le sbalorditive invenzioni high-tech, le audaci previsioni e l’ateismo corrosivo. Kirsch, che è stato uno dei primi studenti di Langdon e ha con lui un’amicizia ormai ventennale, sta per svelare una stupefacente scoperta che risponderà alle due fondamentali domande: da dove veniamo? E, soprattutto, dove andiamo? Mentre Langdon e centinaia di altri ospiti sono ipnotizzati dall’eclatante e spregiudicata presentazione del futurologo, all’improvviso la serata sfocia nel caos. La preziosa scoperta di Kirsch, prima ancora di essere rivelata, rischia di andare perduta per sempre. Scosso e incalzato da una minaccia incombente, Langdon è costretto a un disperato tentativo di fuga da Bilbao con Ambra Vidal, l’affascinante direttrice del museo che ha collaborato con Kirsch alla preparazione del provocatorio evento. In gioco non ci sono solo le loro vite, ma anche l’inestimabile patrimonio di conoscenza a cui il futurologo ha dedicato tutte le sue energie, ora sull’orlo di un oblio irreversibile. Percorrendo i corridoi più oscuri della storia e della religione, tra forze occulte, crimini mai sepolti e fanatismi incontrollabili, Langdon e Vidal devono sfuggire a un nemico letale il cui onnisciente potere pare emanare dal Palazzo reale di Spagna, e che non si fermerà davanti a nulla pur di ridurre al silenzio Edmond Kirsch. In una corsa mozzafiato contro il tempo, i due protagonisti decifrano gli indizi che li porteranno faccia a faccia con la scioccante scoperta di Kirsch… e con la sconvolgente verità che da sempre ci sfugge.

Recensione
A cura di Roberto Sapienza
Caro Dan,
Spero che non ti offenda se mi permetto di scriverti in questo modo informale, sebbene tu sia uno degli scrittori più apprezzati e letti al mondo, mentre il sottoscritto è invece uno sconosciuto blogger e soprattutto un lettore diversamente ignorante.
Ma trovo il coraggio di scriverti questa lettera aperta, essendo diventato un tuo grande fan, dopo aver letto anni fa il tuo best seller “Il Codice da Vinci,” grazie al prezioso consiglio del mio caro amico Giovanni.
I tuoi romanzi hanno sempre provocato polemiche, critiche e dividendo storici, cattolici e semplici lettori.
Personalmente ritengo che, se uno scrittore o un ‘artista in generale ,con il proprio lavoro suscita una qualsiasi reazione o emozione nel pubblico, ha comunque vinto la sua personale scommessa.
L’Artista ha il compito di scuotere la società dall’apatia e dall’immobilismo intellettuale e morale mai come oggi dilagante e soffocante.
Tu, Dan, con i tuoi precedenti romanzi hai assolto pienamente a questa missione oltre che a conquistare con merito, a mio modesto avviso, gli elogi dei critici letterari per la qualità, profondità, incisività dei tuoi testi.
Ma stavolta con “Origin, caro Dan, onestamente non ho compreso fino in fondo quale fosse il tuo messaggio.
Il cuore drammaturgico, filosofico e soprattutto spirituale della tua ultima fatica è rappresentata dal personaggio di Edmond Kirsch, quarantenne miliardario e futurologo, che prima d’essere brutalmente ucciso si apprestava ad affrontare la madre di tutte le sfide per uno scienziato: dimostrare l’inutilità della religione.
Kirch si chiede e soprattutto domanda ai suoi illustri invitati, tra cui il suo ex professore ed ora caro amico Robert Langdon, e soprattutto ai milioni di utenti collegati nel mondo “Da Dove Veniamo? E dove stiamo andando?”
“Origin” ruota intorno a queste due semplici e straordinarie domande e come, durante una lunga e ansiogena notte, Langdon e la sua ultima compagna d’avventura la bella Ambra, futura Regina di Spagna, possano darvi risposta onorando la memoria del comune amico Edmond.

Dan non hai voluto rischiare nulla confermando o se preferisci ripetendo lo stesso impianto e intreccio narrativo dei tuoi ultimi lavori.
Ti sei voluto affidare all’”usato sicuro”, forse anche per pigrizia creativa, e mi duole scriverlo finendo per rivelarsi un grave errore.

Hai voluto affrontare il delicato e complesso conflitto tra scienza e fede utilizzando il genere thriller che ben presto appare inadeguato e povero per contenere il pathos e la profondità etica e spirituale di una contesa antica quanto moderna.
Chi ti scrive è un credente pigro, distratto, fortemente convinto che la scienza possa davvero migliorare ed aiutare la qualità di vita dell’umanità, ma più mi addentravo nella lettura del tuo romanzo, più sentivo crescere dentro di me un forte e crescente sentimento di opposizione alla tua idea di mondo migliore e più giusto.
L’uomo può e deve credere ai progressi della scienza, della tecnologia, ma in egual modo non può e non deve sentirsi “arretrato” nel credere, sperare in un’entità, Dio, chiamala come preferisci, a cui affidarsi nei momenti di sconforto, paura ed attesa che possono verificarsi nell’arco di una vita.
“Origin” è un ottimo romanzo, caro Dan, come sempre il tuo stile è semplice, lineare quanto incalzante, avvolgente. Ancora una volta hai confermato il tuo talento nel costruire una storia capace d’incuriosire il lettore “costringendolo” a divorare le pagine del libro per arrivare all’atteso finale.
Ma almeno per me, “Origin” è una delusione sul piano creativo, ideale ed esistenziale.
Nonostante tutto, caro Dan, continuerò a credere …ed a ritenerti un brillante autore, perché in fondo la fede sia essa religiosa o letteraria può vacillare, ma mai venire meno.
Con stima ed affetto
Roberto

206) La Colonna di Fuoco (Ken Follett)

“La colonna di Fuoco” è un romanzo di Ken Follet e pubblicato in Italia da Mondadori editore nel settembre 2017.

Sinossi: gennaio 1558, Kingsbridge. Quando il giovane Ned Willard fa ritorno a casa si rende conto che il suo mondo sta per cambiare radicalmente. Solo la vecchia cattedrale sopravvive immutata, testimone di una città lacerata dal conflitto religioso. Tutti i principi di lealtà, amicizia e amore verranno sovvertiti. Figlio di un ricco mercante protestante, Ned vorrebbe sposare Margery Fitzgerald, figlia del sindaco cattolico della città, ma il loro amore non basta a superare le barriere degli opposti schieramenti religiosi. Costretto a lasciare Kingsbridge, Ned viene ingaggiato da Sir William Cecil, il consigliere di Elisabetta Tudor, futura regina di Inghilterra. Dopo la sua incoronazione, la giovane e determinata Elisabetta I vede tutta l’Europa cattolica rivoltarsi contro di lei, prima tra tutti Maria Stuarda, regina di Scozia. Decide per questo di creare una rete di spionaggio per proteggersi dai numerosi attacchi dei nemici decisi a eliminarla e contrastare i tentativi di ribellione e invasione del suo regno. Il giovane Ned diventa così uno degli uomini chiave del primo servizio segreto britannico della storia. Per quasi mezzo secolo il suo amore per Margery sembra condannato, mentre gli estremisti religiosi seminano violenza ovunque. In gioco, allora come oggi, non sono certo le diverse convinzioni religiose, ma gli interessi dei tiranni che vogliono imporre a qualunque costo il loro potere su tutti coloro che credono invece nella tolleranza e nel compromesso. Dopo il successo straordinario de I pilastri della terra e Mondo senza fine, la saga di Kingsbridge che ha appassionato milioni di lettori nel mondo continua con questo magnifico romanzo di spionaggio cinquecentesco, in cui Ken Follett racconta con sapiente maestria la grande Storia attraverso gli intrighi, gli amori e le vendette di decine di personaggi indimenticabili, passando dall’Inghilterra e la Scozia, alla Francia, Spagna e Paesi Bassi. Ambientato in uno dei periodi più turbolenti e rivoluzionari di tutti i tempi, La colonna di fuoco è un romanzo epico sulla libertà, con un forte richiamo all’attualità di oggi.
Recensione:
Ai tempi di scuola, le lezioni di storia per la maggior parte degli studenti rappresentavano uno dei momenti più bui, noiosi e terribili della vita scolastica, non capendo l’importanza d’apprendere e conoscere il passato e le origini del nostro Paese e gli equilibri mondiali, ritendendo quelle ore trascorse tra in classe, tempo perduto a non poter mordere il presente.
Probabilmente chi oggi è un accanito fan di Ken Follett, era all’epoca uno di quei studenti insofferenti alle lezioni del suo professore di storia, e forse oggi ha capito quanto era ingenuo e sciocco quel sentimento.
La storia è maestra di vita, sostengono gli studiosi ed i saggi, dalla quale soprattutto i politici sarebbe auspicabile cogliessero ispirazione e spunti di riflessione prima di prendere alcune decisioni discutibili.
Viviamo un ‘epoca in cui dominano gli interessi economici, gli egoismi personali, la disonestà, e dove stanno riemergendo forti rigurgiti razzisti. Paradossalmente la religione, la fede sono diventati gli ideali paraventi e scudi per poter compiere atti di terrore, di morte e di distruzione.
Oggi molti parlano, scrivono di terrorismo islamico, spaventati dal fanatismo dei militanti dell’Isis, dopo ogni vile attentato nelle capitali europee contro inermi civili, contrapponendo con orgoglio la civiltà e il laicismo dell’Occidente.
Ma siamo davvero convinti di queste affermazioni e convincimenti?
Basterebbe sfogliare qualsiasi manuale di storia per vedere ed annotare quante Guerre di Religione siano state combattute nella vecchia Europa, senza che l’Islam o mussulmano fosse coinvolto.
Ma se proprio toccare e sfogliare un libro di storia vi mette i brividi, ma siete amanti dei romanzi storici, la nuova fatica di Ken Follet è sicuramente una valida alternativa per toccare con mano quanto violenza, ingiustizia e sangue sia stato versato nella feroce e drammatica contesa tra cattolici e protestanti.
Ken Follet firmando “La Colonna di Fuoco” dimostra ancora una volta d’essere un profondo ed attento studioso ed osservatore della storia prima ancora che un talentuoso e creativo scrittore.
“La colonna di Fuoco” è infatti contemporaneamente un romanzo storico, un thriller, una spy story, dove non mancano però struggenti e sincere storie d’amore tra i diversi protagonisti della storia, condizionate e negate da vili motivi politici e pseudo religiosi.
Ragion di Stato, Religione e storie familiari sono magistralmente e armoniosamente mescolate ed unite dal filo rosso dell’ambizione e corruzione dei Re e Regine dell’epoca e dei loro rispettivi entourage, mascherati dal compito di diffondere la vera Fede, schiacciando l’eresia dilagante.
“La colonna di Fuoco” ha una struttura narrativa articolata, forse a tratti complessa e dispersiva, e ciò nonostante l’attenzione e curiosità del lettore rimangono costanti e forti per tutte le 901 pagine, piene di pathos e di colpi di scena, del romanzo.
Lo stile di Follet è elegante quanto chiaro, pulito ed avvolgente ed evidenziando la consueta abilità ed esperienza nel condurre il lettore all’interno di una storia collocata in un ampio periodo storico, mantenendo brillante e fluido il ritmo narrativo.
“La Colonna di Fuoco” è un romanzo interessante, godibile, quanto utile per capire come i problemi internazionali di oggi siano assai simili a quelli di secoli fa e come il problema non sia religioso quanto piuttosto chi ne abusa per il proprio tornaconto personale e purtroppo politico.

193) Noi siamo tutto

Il biglietto da acquistare per “Noi siamo tutto” è:
Nemmeno regalato. Omaggio. Di pomeriggio (con riserva). Ridotto. Sempre.

“Noi siamo tutto” è un film di Stella Meghie. Con Nick Robinson, Taylor Hickson, Ana de la Reguera, Amandla Stenberg, Peter Benson. Drammatico, 96′. USA, 2017
Tratto dal romanzo omonimo di Nicola Yoon
State tranquilli, spettatori giovani o inguaribilmente romantici, dopo “Colpa delle stelle” e “Io prima di te” anche quest’anno avrete il vostro film su cui versare fiumi di lacrime e che al contempo vi farà battere il cuore.

Il 21 settembre arriva nelle sale “Noi siamo tutto” di Stella Meghie, tratto dal romanzo omonimo di Nicola Yoon.

Come sarebbe la vita, se non potessimo entrare in contatto con il mondo esterno? Se azioni banali, come prendere una boccata d’aria fresca o farsi accarezzare il viso da un raggio di sole ci fossero negate?

Maddy (Stenberg), diciottenne intelligente e fantasiosa, è costretta da una rara malattia genetica a vivere segregata dentro casa. Le uniche persone con cui interagisce sono l’infermiera Cara (de la Reguera) e la madre (Anika Noni Rose), amorevole e apprensiva, profondamente segnata dalla perdita del marito e dell’altro figlio in un incidente.

Proprio nella casa accanto si trasferisce Olly (Robinson), un ragazzo che vive una situazione familiare delicata.

Maddy e Olly sono molto diversi, le loro esperienze di vita opposte. Eppure basta uno sguardo attraverso la finestra per far scattare tra loro una scintilla, per far nascere un legame forte e profondo.

Per Maddy, che cerca nelle pagine dei libri le emozioni e le esperienze che le sono negate, l’incontro con Olly è l’occasione per fare uno squarcio nel suo isolamento fisico ed emozionale, per iniziare a vedere e vivere la vita in prima persona e per sperimentare la bellezza del primo amore.

“Noi siamo tutto” è costruito in maniera bipartita. La prima parte descrive gli approcci iniziali e poi il tenero innamoramento dei due ragazzi, che avviene tramite messaggi e chat.

Il tutto è portato in scena in modo creativo ed efficace dalla talentuosa regista Stella Meghie come se avvenisse durante incontri onirici e divertenti, nei luoghi costruiti da Maddy nei suoi lavori durante il corso d’architettura on-line. continua su

http://paroleacolori.com/noi-siamo-tutto-mettersi-gioco-e-rischiare-per-stare-insieme-una-fiaba-moderna/

Roberto Sapienza presenta “Ninni, mio padre”

178) Prima Di Domani (Lauren Oliver)

“Prima di domani” è un romanzo scritto da Lauren Oliver e pubblicato per la prima volta in Italia nel 2010 da Piemme.
Morire tragicamente e prematuramente è una gran rottura, a prescindere che tu sia credente o meno.
Se poi sei una bella ragazza di 17 anni pronta a perdere la verginità con il ragazzo più fico della scuola, allora l’improvvisa e tragica dipartenza è davvero dura da digerire.
La morte è non più tematica tabù almeno per gli autori di romanzi rivolti ai giovani lettori.
Anzi la morte negli ultimi anni è utilizzata come espediente narrativo di molte storie per poter raccontare, descrivere, e far comprendere agli adulti il complesso e misterioso mondo dei propri figli.
Lo scrivono i sociologi, lo urlano gli psicologi nei talk show, le nuove generazioni sono cattive, sprezzanti, egoiste soprattutto tra di loro.
Bullismo, razzismo sono all’ordine del giorno nelle nostre scuole e sui sociali network affollati ed usati dai teenager.
Qualche settimana fa il mio amico Vittorio De Agrò ha recensito il film “Prima di domani” (qui la sua recensione http://paroleacolori.com/prima-di-domani-un-teen-movie-sentimentale-tratto-dal-best-seller-di-laure-oliver/), invitandomi a leggere il romanzo di Lauren Oliver, convinto che il libro potesse essere più interessante e profondo del film stesso.
Ho voluto raccogliere il cortese invito, tuffandomi nella lettura del libro di Lauren Oliver, ritornando subito con la memoria e il cuore ai lontani tempi del mio essere liceale, e ritrovando nella protagonista Samantha e negli altri personaggi molte delle paure, emozioni, contradizioni e pregiudizi tipiche di quel età.
“Prima di Domani” è un romanzo che mia piace definire come il “l’evoluzione e maturazione “di una ragazza costretta, dal beffardo ed imperscrutabile Destino, a comprendere la vera essenza della vita.
Se invece preferite una definizione più filosofica/esoterica, “Prima di Domani” racconta il delicato e divertente karma di un’anima, che ha l’opportunità di purificarsi dai propri errori e vizi prima di passare a migliore vita.
Samantha è una ragazza di 17 anni, non è una santa, anzi insieme alle sue perfide amiche formano un gruppo odioso ed elitario, che si diverte ad umiliare le altre ragazze.
Samantha è intollerante nei confronti della sorella più piccola, non ha nessun dialogo con i genitori, trascorre le sue giornate cercando effimere soddisfazioni e conferme del proprio status di ragazza “in”.
Tutti noi siamo stati almeno un po’ Samantha e alcune, ahimè, continuano ad esserlo nonostante il tempo, e con questo libro soprattutto le seconde potranno trovare il modo magari di cambiare un po’ della loro mentalità e approccio alla vita e nei confronti del prossimo.
Lauren Oliver ha uno stile semplice, pulito, magari senza particolari guizzi creativi, ma riuscendo comunque a incuriosire ed avvolgere il lettore, facendolo entrare dentro la storia partecipando in fondo alle scelte e al viaggio emotivo della protagonista.
Il libro e il film , per ovvie ragioni, ha differenti impianti drammaturgici, ma rappresentano un riuscito esempio di passaggio dalla pagina scritta al grande schermo
“Prima di domani” è un romanzo di formazione spirituale ed esistenziale che ognuno di noi dovrebbe leggere, sperando che l’appuntamento con la morte sia comunque il più lontano possibile.

176) La Strega (Camilla Lackberg)

“La Strega” è un romanzo di Camilla Lackberg e pubblicato in Italia nel giugno 2017 da Marsilio Editore.
Anche alla talentuosa e creativa Camilla Lackberg succede di sfornare una ciambella senza buco.
Chi vi scrive ha letto con grande interesse, curiosità ed ammirazione i dieci precedenti romanzi o raccolta di racconti dell’autrice svedese e pubblicati finora in Italia.
Considero Camilla Lackberg, una dei migliori e fecondi scrittori di questo terzo millennio, capace di dare vita a una saga di gialli intensi, umani e coinvolgenti, magistralmente costruiti intorno alla vita di coppia composta dalla scrittrice Erika e dal suo compagno e poi marito Patrik, poliziotto nell’apparente tranquilla cittadina di Fjallbacka, ma che poi in ogni romanzo rivela sempre un ‘anima nera ed oscura.
Fjallbacka e i suoi abitanti sono entranti nel cuore e nell’immaginazione del lettore, creando una grande empatia con gli altri personaggi, veri coprotagonisti, delle indagini condotte da Patrick ed Erica.
Mi tocca con amarezza e un pizzico di delusione dover scrivere come “la Strega” sia il romanzo meno riuscito ed avvolgente di Camilla Lackberg.
Intendiamoci, anche in quest’indagine sono presenti e forti gli elementi che hanno reso popolare l’autrice svedese: come ad esempio nel pensare e costruire un’originale ed incisivo impianto drammaturgico in cui si alternano storie del passato (n questo caso ben due) e il presente caratterizzato dall’indagine d’omicidio in corso, che in modo fluido e geniale si fondono, quasi sempre, nel finale.
Oppure inserendo in un contesto giallo e spesso cruento ed angosciante, alcuni teneri e divertenti momenti di vita familiare e di società svedese, che permettono al lettore di respirare e superare alcuni passaggi drammatici e violenti dell’intreccio narrativo.
Paradossalmente sono proprio i segni “distintivi” narrativi di Camilla che nella stesura di” La Strega” si sono trasformati invece in limiti.
“La Strega” si presenta come una matrioska drammaturgica e temporale in cui il passato remoto, prossimo e presente litigano per avere la supremazia nella storia e l’attenzione del lettore, ma provocando a quest’ultimo una grande difficoltà ad entrare nel vivo della storia.
Una storia articolata e suddivisa in diversi microcosmo narrativi, caratterizzati dalle tematiche dell’intolleranza razziale, il bullismo e l’omosessualità, ma risultando legati in modo poco armonioso e fluido.
“La strega” è un romanzo ben scritto, ricco di accadimenti, ma ciò nonostante la lettura si rivela faticosa e non sempre avvincente.
Dal passato non si può fuggire e molto spesso può condizionare ed influenzare il presente e futuro di una famiglia per generazioni, portando con sé un pesante fardello di dolore, sangue ed orrore.

172) Il Caso Fitzgerald (John Grisham)

“Il caso Fitzgerald” è un romanzo scritto da John Grisham e pubblicato in Italia nel giugno 2017 da Mondadori Editore.
Puoi anche divertiti a farti chiamare scrittore da parenti, amici o dalla amorevole fidanzata/ moglie di turno, ma devi avere la certezza che ogni 27 del mese sul tuo conto sia accreditato lo stipendio.
Scrivere romanzi sarà bello, creativo, ma non ci paghi le bollette.
Quanti di voi, scrittori in erba, almeno una volta non sono stati destinatari di queste parole?
Tante, troppe. Tutti possiamo scrivere un romanzo, pochi hanno diritto ad accedere all’Olimpo della letteratura. Tra gli sfigati e gli Dei, ci sono quelli che non hanno talento, creatività e a stento sanno maneggiare la lingua italiana, eppure sono sempre in cima alle classifiche di vendite e ad ogni presentazione del nuovo libro, c’è una folla di lettori esaltati ad attenderli.
Chi di voi è stanco e deluso da questo stato di cose, dovrà per forza leggere il nuovo romanzo di John Grisham, trovando conforto, forza e divertimento preparandovi a leggere una storia assai diversa rispetto al consolidato approccio e stile. del Re dei thriller.
“Il Caso Fitzgerald” inizia con una rapina meticolosamente preparata ed organizzata da una misteriosa banda. Ma il colpo non è né in una banca, né a casa di un ricco proprietario, bensì all’interno dell’austera Università di Princeton. Infatti la banda eludendo tutti i severi e sofisticati controlli di sicurezza, riesce ad entrare nel caveau dell’Università per impadronirsi di quattro preziosi manoscritti: i quattro originali libri scritti dallo scrittore Francis Scott Fitzgerald (il grande Gatsby, giusto per capirci).
Probabilmente per l’uomo della strada possedere anche uno solo di questi manoscritti, sarebbe un libro in più da far impolverare sulla propria libreria, ma per una piccola cerchia di persone, i collezionisti di libri rari, sarebbe invece una preda da ottenere a qualsiasi prezzo.
John Grishman con il suo nuovo libro svela all’uomo e alla donna della strada, un mondo sconosciuto, strampalato e magari grottesco come solo può essere quello popolato da scrittori, editori, lettori e librai, ma che se in apparenza può risultare bizzarro e nevrotico, può rivelarsi pericoloso, invece osservandolo da più vicino riservando delle sconvolgenti verità ed impensabili avventure.
“Il Caso Fitzgerald” è infatti un thriller “letterario” che non ha nulla da invidiare alla spy story o ai noir in cui fino all’ultima pagina, non si sa se il cattivo di turno riuscirà a farla franca o meno.
Non crediate che poiché l’oggetto di questa storia siano dei libri rari, vengano meno suspense, omicidi, pedinamenti, inganni, seduzioni. Sareste davvero fuori strada.
Quando uno scrittore è in crisi creativa e soprattutto senza soldi, sarebbe disposto a fare qualunque cosa, anche a diventare una spia per conto di una potente e misteriosa “assicurazione”.
E’ questo il caso della giovane e bella scrittrice Mercer Mann, reclutata dall’eccentrica Elaine, affinché torni nell’isola della sua infanzia, a Camino Island in Florida, e con la scusa di trovare l’ispirazione per il suo nuovo romanzo, assolva il compito di spiare, osservare e in estremo rati dio lasciarsi sedurre dall’affascinante librario Bruce Cable, uomo colto e amante di libri, ma che oltre a gestire la più bella libreria del Paese, è anche la persona che potrebbe nascondere i preziosi manoscritti di Fitzgerald, dopo che la banda di ladri è stata costretta a liberarsne perché braccata dal FBI.
Grisham costruisce un intreccio narrativo in cui sono mescolati con bravura ed efficacia il crime e l’azione nella prima parte, un’originale spy story nella parte centrale, il genere commedia e romance nella terza parte e un finale, forse la parte meno convincente, di puro stampo giallo.
Il lettore entra nei salotti e nelle cene degli scrittori ascoltandone paure, nevrosi, invidie e gelosie e scoprendo quanto possa essere dura e frustante decidere e sperare di poter vivere della propria creatività ed ingegno.
“Il caso Fitzgerad” magari non sarà il romanzo più bello ed intrigante della carriera di John Grisham, eppure si fa leggere con grande facilità, suscitando curiosità ed interesse su ogni personaggio magistralmente costruito sul piano psicologico e caratteriale.
Bruce Cable ci appare come il Jep Gambardella dei librai, suscitandoci simpatia, rispetto e soprattutto desiderio di poter entrare nella sua cerchia e di poter visitare la sua elegante libreria.
“Il Caso Fitzgerald” è una lettura fresca, leggera, avvolgente, ironica che non potrà mancare tra le vostre letture estive, soprattutto se siete uno scrittore o quantomeno sperate che un giorno gli altri lo dicando di voi seriamente.