63) Un Sogno chiamato Florida

Il biglietto da acquistare per “Un sogno chiamato Florida” è:
Nemmeno regalato. Omaggio (con riserva). Di pomeriggio. Ridotto. Sempre.

“Un sogno chiamato Florida” è un film di Sean Baker. Con Willem Dafoe, Brooklynn Prince, Valeria Cotto, Bria Vinaite, Christopher Rivera. Drammatico, 115′. USA, 2017

Sinossi:

Moonie, Scooty e Jancey vivono in Florida, in una zona degradata tanto vicina a Disneyland quanto lontana dal suo gioioso e spensierato benessere. Ma i tre hanno circa sei anni, e riescono ancora a trasformare una realtà fatta di fast food, trash televisivo e quotidiana miseria in un’avventura alla Tom Sawyer e Huckleberry Finn.

Recensione :

Il film di Sean Baker “Un sogno chiamato Florida”, presentato al Torino Film Festival, rischia di diventare il “Moonlight” 2018 per il sottoscritto, nella notte in cui saranno assegnati i prossimi Oscar.

Avevo purtroppo bucato la pellicola a Cannes, a causa di una sfortunata contemporaneità d’orari di proiezioni, e ho rimpianto più volte l’infelice scelta nei mesi successivi, leggendo gli entusiastici commenti di colleghi più o meno autorevoli durante i festival di Toronto, New York, San Sebastian e Londra.

Ho accolto quindi con gioia la notizia che Emanuela Martini aveva scelto il film come chiusura del TFF e che la caporedattrice Turillazzi lo aveva inserito nella mia temuta lista di imperdibili. Il problema è che a distanza di qualche ora dal termine della proiezione stampa, faccio fatica a inquadrare “Un sogno chiamato Florida”.

Dopo alcune ricerche in rete, ho scoperto grazie all’articolo della collega Ilaria Falcone che il titolo ha una precisa motivazione storica oltre che autoriale; riprende infatti il nome di un sogno utopico di Walt Disney, un progetto da favola che riguardava i parchi di divertimento.

La Falcone scrive poi una recensione appassionata, elogiando il film. Se andrete avanti nella lettura del mio articolo, invece, troverete più dubbi, perplessità e interrogativi che entusiasmo. L’impianto drammaturgico è sicuramente originale, fluido, vivace e ben scritto, soprattutto nella prima parte, con tematiche come degrado, povertà, disoccupazione e le difficoltà di una giovane madre single traslate in un contesto da simil commedia. continua su

http://paroleacolori.com/un-sogno-chiamato-florida-una-storia-disperazione-ma-ricca-di-allegria/

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248) Seven sisters

Il biglietto da acquistare per “Seven sisters” è:
Nemmeno regalato. Omaggio. Di pomeriggio. Ridotto. Sempre.

“Seven Sisters” è un film di Tommy Wirkola. Con Noomi Rapace, Glenn Close, Willem Dafoe, Marwan Kenzari, Christian Rubeck. Fantascienza, 123’. Gran Bretagna, 2017
Data di uscita italiana: 30 novembre 2017

Sinossi:
In un futuro tetro, la sovrappopolazione obbliga il governo a misure estreme. Il piano di Nicolette Cayman prevede di obbligare le famiglie ad avere un solo figlio: fratelli e sorelle saranno ibernati in attesa di tempi migliori. Ma Terrence riesce ad aggirare i controlli del Child Allocation Bureau, facendo assumere alle sue sette nipotine gemelle la medesima identità. Ognuna si chiamerà come un giorno della settimana e in quello stesso giorno potrà uscire di casa. Per il mondo le sette sorelle corrispondono a un’unica persona: Karen Settman.

Recensione :

È un dato innegabile che la popolazione sulla Terra, sebbene nei Paesi occidentali il calo delle nascite sia un fatto, stia aumentando al punto tale che presto le risorse alimentari e ambientali saranno insufficienti per sostenerci tutti.

Quale dovrebbe essere la soluzione più giusta per scongiurare questa terribile catastrofe? Intervenire sulle politiche dei governi? Troppo semplice. Meglio varare una legge per il controllo delle nascite, come in Cina, e costringere ogni madre a tenere solo il primogenito. Vi sembra un’idea folle e fantasiosa?

Forse al momento è così, ma da questa idea ha preso spunto il regista Tommy Wirkola per costruire “Seven sisters”, un thriller dispostico e angosciante, con una forte matrice sociologica ed esistenzialista.

Il potere centrale può sacrificare uno o più individui per salvare la maggioranza? E decidere di mettere al mondo più di un figlio, oggi, ben sapendo che il mondo è prossimo al collasso, è una scelta coraggiosa oppure una follia? continua su

http://paroleacolori.com/seven-sisters-un-thriller-distopico-dai-risvolti-etici/

Roberto Sapienza presenta “Ninni, mio padre”

164) Cane mangia Cane

Il biglietto da acquistare per “Cane mangia cane”:
Neanche regalato. Omaggio. Di pomeriggio (con riserva). Ridotto. Sempre.

“Cane mangia Cane” è un film di Paul Schrader. Con Nicolas Cage, Willem Dafoe, Christopher Matthew Cook, Omar J. Dorsey, Louisa Krause. Azione, 93′. USA, 2016
Basato sul romanzo omonimo di Edward Bunker.

Il carcere ha una funzione rieducativa, oltre che punitiva, nei confronti di chi commette un crimine? La pena è utile per cambiare l’indole di un individuo, per riportarlo “sulla retta via”? E gli ex galeotti hanno diritto, scontata la pena, a una seconda possibilità?

Da tempo in Italia e nel mondo su questi complessi temi si fronteggiano due schieramenti non solo politicamente diversi – conservatori da una parte, progressisti dall’altra -, ma anche ideologicamente e culturalmente agli antipodi.

Dopo aver visto “Cane mangia cane”, il nuovo film di Paul Schrader, basato sul romanzo omonimo di Edward Bunker, ex galeotto divenuto uno scrittore di successo mentre scontava una pena in un carcere americano, non potremo che essere scettici a riguardo.

Presentato al Festival di Cannes 2016 nella sezione Quinzaine, la pellicola susciterà emozioni contrastanti nello spettatore, che sarà tentato di definirlo un cult oppure non vedrà l’ora di dimenticarlo.

Un film che è allo stesso tempo psichedelico, visionario, pulp, crudo, violento, con spunti di macabra ironia comunque incisivi e divertenti.

Mad Dog (Defoe) e gli amici Troy (Cage) e Diesel (Cook), da poco usciti di prigione, vorrebbero filare dritto e vivere una vita tranquilla, ma la loro indole criminale è più forte di ogni buona intenzione.

Desiderosi di svoltare, i tre accettano di rapire un bambino di pochi mesi per conto di un boss locale. Ben lungi da prendere la piega desiderata, il loro destino subirà una tragica svolta.

“Cane mangia cane” può essere visto come una sorta di versione moderna di “Le iene” di Quentin Tarantino. continua su

http://paroleacolori.com/cane-mangia-cane-un-noir-ipnotico-e-cupo-con-willem-defoe/

Roberto Sapienza presenta “Ninni, mio padre”

145) Quando un padre

Il biglietto da acquistare per “Quando un padre” è:Neanche regalato. Omaggio. Di pomeriggio. Ridotto. Sempre

“Quando un padre” è un film di Mark Williams. Con Gerard Butler, Willem Dafoe, Gretchen Mol, Alison Brie, Alfred Molina. Drammatico, 108’. Canada, USA, 2016

Se chiedete a un uomo quali sono i suoi obiettivi nella vita, molto probabilmente vi risponderà avere una carriera soddisfacente, che gli permetta di provvedere alla propria famiglia.

Purtroppo, molto spesso, presi dal desiderio di successo, questi individui tendono a dimenticare che mogli e figli necessitano non solo di bene materiali ma anche e soprattutto di affetto, attenzioni e presenza.

Il protagonista di “Quando un padre” di Mark Williams, il cacciatore di teste Dane Jensen (Butler), ritiene che il modo migliore per prendersi cura della sua famiglia sia guadagnare più denaro possibile. Per questo si lancia anima e corpo nel lavoro, rinunciando alla sua etica in nome del guadagno economico e al tempo di qualità con la moglie Elise (Mol) e figli in nome di una carriera in ascesa.

A poco a poco Dane, che non è un cattivo padre né un cattivo marito, si allontana dai suoi cari e si dimostra incapace di instaurare una connessione emotiva con loro, fino a quando il figlio maggiore Ryan, di dieci anni, non si ammala gravemente. Il ribaltamento dei valori che ne consegue getterà Dane in una crisi profonda.

Il film è ideato e costruito sulla fisicità e presenza scenica di Gerard Butler, che si dimostra all’altezza del ruolo. continua su

http://paroleacolori.com/quando-un-padre-esordio-alla-regia-per-mark-williams/

Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano: Essere Melvin