4) Un Vizio di Famiglia

Il biglietto d’acquistare per “Un vizio di Famiglia” è : Omaggio

“Un Vizio di Famiglia” è un film del 2022 scritto e diretto da       Sébastien Marnier , con :

Attore e     Ruolo

Laure Calamy  Stéphane

Suzanne Clément la detenuta

Doria Tillier     George

Jacques Weber     Serge

Dominique Blanc  Louise

Naidra Ayadi   Leila

Céleste Brunnquell     Jeanne

Véronique Ruggia Saura   Agnès

Sinossi:

Un vizio di Famiglia, film diretto da Sébastien Marnier, racconta la storia di Stéphane, una donna umile e modesta, senza alcuna pretesa, che lavora come operaia. Un giorno senza nessun preavviso nella sua vita irrompe il padre, una figura che la donna non hai mai conosciuto, nonché un uomo molto ricco che vive nella sua grande villa insieme a quattro donne. Quest’ultime si sentono infastidite dalla presenza di Stéphane in casa, motivo per cui cercano di metterla in ogni modo a disagio.

Pur di essere accettata, Stéphane prova a fare una bella impressione a quella che è la sua nuova famiglia, inventando e raccontando bugie sulla sua vita, che in breve tempo da strumento di difesa diverranno causa di gelosia e amarezza. È così che all’interno della villa inizierà a diffondersi un male, che andrà a insidiarsi nelle basi della famiglia, pronto a farle vacillare..

Recensione:

Quanto è importante , vitale per chiunque di noi  sentirsi amati, accettati ?

La famiglia  rappresenta un’ istituzione opprimente o  possiamo ancora vederla, sentirla come un luogo  sicuro?

Esistono ancora delle famiglie  felici o proprio all’interno del nucleo familiare si sviluppano gli istinti più oscuri e feroci dell’uomo?

Ogni famiglia ha la propria storia, segreti e scheletri dell’armadio che possono sconvolgere lo status quo:  come ad esempio l’arrivo di figlia illegittima quanto desiderosa di ottenere un po’ d’affetto paterno.

“Un vizio di famiglia” presentato in anteprima alla 79 Mostra di Venezia nella sezione Orizzonti Extra , lo potremmo definire  come l’ arzigogolato tentativo creativo di mescolare il genere noir con il dramma familiare  cercando d’imitare i toni e soprattutto lo stile unico  di Alfred Hitchock nel  raggiungere il climax facendo sobbalzare ed inquietare lo spettatore.

“L’origine del male”  si rivela essere una sorta di “fritto  misto” drammaturgico  in cui l’intreccio cambia con troppa facilità  pelle, identità e genere con il solo scopo di sorprendere, ma finendo così per  rendere la visione dispersiva, lunga e cervellotica.

Lo spettatore fatica nel trovare il giusto mood psicologico per approcciarsi ad una visione disturbante, cupa e cinica sulla famiglia.

Chi è davvero Stephanie? La donna è una novella Cenerentola oppure è un abile manipolatrice?

Laure Calamy sfodera una performance davvero sontuosa, ardita, ricca di sfumature e contraddizioni psicologiche con l’obiettivo  parzialmente riuscito di rendere impossibile allo spettatore di capire la vera natura del suo personaggio.

Ma nonostante i talenti attoriali della Calamy e della bella Dorian Teller, insolitamente quanto efficacemente  sotto tono, la storia sbanda continuamente come se il regista non avesse chiaro  con quale taglio indirizzarla e soprattutto chiuderla ( c’erano almeno 3 finali più che plausibili, rispetto a quello scelto decisamente grottesco e stridente con quanto visto per quasi due ore.

“Un vizio di famiglia” è costruito come fosse un gioco di specchi in cui il ruolo di vittima e carnefice si scambiano e confondono  tra i personaggi di una famiglia in cui l’odio ed il sospetto reciproco rappresenta l’unico collante possibile.

“Un vizio di Famiglia” avrebbe voluto raccontarci, mostrarci e soprattutto trasmettere tramite i diversi personaggi come l’assenza o meno di una famiglia nella vita di una persona possa essere decisivo spesso in negativo.

Ma questo affresco familiare voluto da Sébastien Marnier e presentato qui in Laguna, appare decisamente forzato e sprezzante  sull’idea famiglia senza possedere però la forza  destabilizzante che ebbe all’epoca il film danese “Festen”.

In conclusione possiamo affermare che sono proprio le persone più  instabili a sentire bisogno di una famiglia anche a costo di compiere atti truffaldini ed impensabili pur di farne parte.

87) Gli Spiriti dell’Isola

“Gli Spiriti dell’Isola” è un film di Martin McDonagh. Con Colin Farrell, Brendan Gleeson, Kerry Condon, Barry Keoghan, Pat Shortt. Titolo originale: The Banshees of Inisherin. Drammatico. Irlanda, USA, Gran Bretagna 2022

Sinossi:

Irlanda, 1923. I migliori amici Pádraic e Colm s’incontrano da una vita alle due del pomeriggio per qualche pinta al pub e le solite chiacchiere. Un giorno, però, Colm non apre la porta di casa all’amico, e in seguito, costretto a fornire una spiegazione, afferma di averne abbastanza di lui e di non voler passare un minuto di più in sua compagnia. Devastato e incapace di accettare la cosa, Pádraic cerca l’aiuto della sorella e poi del parrocco perché parlino con Colm, ma quest’ultimo non solo non ritratta, ma minaccia il peggio se Pádraic non lo lascerà in pace. Mentre sul continente infuria la guerra civile, sull’immaginaria isola di Inisherin, che si è sempre considerata al riparo dal conflitto, l’allontanamento di due amici fraterni innesca ugualmente una serie di conseguenze e un’escalation di atrocità.

Recensione:

Nella vita, purtroppo (?), tutto ha una fine. E no, non mi riferisco alla fine ultima, quella che tutti dovremmo giocoforza incontrare, prima o dopo. Io parlo di quella imposta in modo irrazionale dagli uomini, “che a causa di un particolare mandano per aria sogni e grandi amori”, per dirla alla Povia.

La storia dell’umanità è infarcita di grandi amori, collaborazioni professionali e storiche amicizie finite improvvisamente, tra urla, rancori e litigi, senza un valido motivo. Perché se è vero che l’uomo è un animale sociale, al contempo è anche il solo capace di rivoltarsi contro chi ha definito, fino all’attimo prima, “amico”.

Adesso prendete tutte queste considerazioni di carattere generale e spostatele nell’Irlanda del 1923, sull’immaginaria isola di Inisherin, e avrete un’idea di cosa aspettarvi da “Gli spiriti dell’isola” di Martin McDonagh, presentato in concorso a Venezia. continua su

85)Amanda

“Amanda” è un film di Carolina Cavalli. Con Benedetta Porcaroli, Galatéa Bellugi, Michele Bravi, Monica Nappo, Margherita Maccapani Missoni. Commedia, 94′. Italia 2022

Sinossi:

Amanda è una ragazza di 25 anni che non ha amici e forse non li ha mai avuti. Ha una famiglia benestante, ha vissuto a Parigi dove passava le serate al cinema e ogni tanto incontrava qualcuno. Ma non ha mai avuto un legame stabile. I genitori e la sorella non la sostengono e trova solo complicità nella domestica che spesso le ha fatto compagnia. Cerca di conoscere nuove persone in festival tecno e rave abusivi e vorrebbe rendere libero un vecchio cavallo. Un giorno rivede una sua coetanea, Rebecca, figlia di un’amica di sua madre. Quando erano bambine, trascorrevano molto tempo insieme. Ora anche Rebecca è spesso isolata, chiusa nella sua stanza. Riusciranno, insieme, ad essere meno infelici?

Recensione:

Chi è Amanda (Porcaroli)? Una stronza? Una cinica? Una disadatta?Una “povera” incompresa, cresciuta con poco affetto e poche attenzioni? Oppure soltanto una 24enne viziata incapace di mostrare vera empatia nei confronti del prossimo? continua su

80 ) Gli Orsi non esistono

“Gli Orsi non esistono” è un film di Jafar Panahi. Con Jafar Panahi, Naser Hashemi, Vahid Mobasheri, Bakhtiyar Panjeei, Reza Heydari. Drammatico, 106′. Iran 2022

Sinossi:

Una strada e una coppia. Lui ha procurato per lei un passaporto falso per consentirle di espatriare ma quando la donna apprende che non partiranno insieme rifiuta di lasciarlo. Uno “Stop” ci informa del fatto che si tratta di una scena di una docufiction che Jafar Panahi sta cercando di dirigere a distanza da un villaggio in cui il segnale è estremamente precario. Ma anche la vita in quel luogo è precaria.

Recensione:

È nel momento di maggiore difficoltà che la persona carismatica e creativa è capace di fare “di necessità virtù”, trovando soluzioni a problemi all’apparenza insormontabili. Questa definizione ben si adatta al regista iraniano dissidente Jafar Panahi, vincitore con il suo ultimo film, “Gli orsi non esistono”, del premio della giuria all’ultima Mostra del cinema. 

79) Love Life

Love Life è Un film di Kôji Fukada. Con Fumino Kimura, Kento Nagayama, Atom Sunada.
Drammatico, 123′. Giappone 2022

Sinossi:

Taeko vive felicemente con il giovane sposo Jiro e il piccolo Keita, nato da una relazione precedente. Tutto ciò che desidera è l’approvazione di suo suocero, che stenta ad arrivare. Un incidente domestico riscrive però improvvisamente la vita di Taeko e di chi le sta vicino e determina il ritorno del padre biologico di Keita, Park, di cui la donna non aveva notizie da anni.

Recensione:

Questa volta vorrei cominciare con un paio di domande (retoriche). Avevamo bisogno che il regista giapponese Kôji Fukada ci offrisse il suo punto di vista sull’elaborazione del lutto? Che ci proponesse la versione in salsa giapponese de “La stanza del figlio”?

continua :

77) Bones and all

Bones and all è un film di Luca Guadagnino. Con Timothée Chalamet, Chloë Sevigny, Michael Stuhlbarg, Mark Rylance, Taylor Russell. Drammatico, horror, 130′. USA 2022

Sinossi:

Verso la metà degli anni 80, Maren vive con il padre in Virginia ed è un’adolescente come tante. La sua vera natura costringe però il padre ad abbandonarla e a lasciarla al suo destino. Rimasta sola, Maren parte alla ricerca della madre che non ha mai conosciuto e lungo il tragitto conosce persone come lei, vagabondi ed emarginati nella società americana dell’era Reagan, tra cui Lee, di poco più grande, sbandato e affascinante, con il quale Maren prosegue il suo viaggio. Stato dopo stato, dal Maryland al Nebraska, incontro dopo incontro, Maren e Lee trovano la propria strada, incerti e spaventati di fronte all’irrompere del desiderio che li guida.

Recensione:

È complicato esprimere un giudizio definitivo sull’ultimo film di Luca Guadagnino“Bones and all”, il primo girato negli Stati Unito, presentato in concorso alla Mostra del cinema di Venezia. D’altra parte è una costante del cinema del regista palermitano: o lo si ama o lo si detesta!

In questi anni, i passaggi alla Biennale non sono sempre stati trionfali, per Guadagnino, vedi quanto successo con “Splash” e “Suspiria”, ma stavolta qualcosa sembra essere decisamente cambiato…

Per ciò che mi riguarda, dovrei farvi sapere se mi sono saziato, cinematograficamente parlando, o meno con questi pezzi d’amore, di solitudine e di ferocia assemblati in una storia on the road ambientata nell’America rurale di Ronald Regan, piuttosto lontana da quella che siamo abituati a vedere al cinema.

Dovrei prendere posizione, insomma, ma sebbene siano trascorse molte ore dall’anteprima stampa, non riesco a sciogliere le mie riserve. continua

75) Siccità

“Siccità” è un film di Paolo Virzì. Con Silvio Orlando, Valerio Mastandrea, Elena Lietti, Tommaso Ragno, Claudia Pandolfi. Drammatico, 124′. Italia 2022

Sinossi:

Da troppo tempo non piove a Roma e come le piante, uomini e donne si sono inariditi. Antonio, in prigione per aver ucciso la sua compagna, non contempla più la libertà; Loris, chauffeur impiegato un tempo nella pubblica amministrazione, parla coi suoi cari fantasmi; Alfredo, attore in panne, è ossessionato dai social; sua moglie Mila risolleva l’economia familiare lavorando in un supermercato. Sara, dottoressa a tempo pieno, individua un nuovo ‘male’; Luca, avvocato marito di Sara, è in crisi con la moglie e si consola con Mila; Giulia, infermiera alla prima gravidanza, aspetta da sempre il ritorno del padre; Raffaella, consorte tradita, cerca da sempre il consenso del padre… I loro destini si incrociano nella capitale che aspetta la pioggia e guarda avanti. Per migliorarsi o forse per lasciare tutto com’era.

Recensione

La pandemia ci ha resi “assetati” di normalità. Il distanziamento sociale e i lockdown hanno trasformato il contatto fisico e tante attività in un lontano ricordo. E nei momenti più duri non abbiamo potuto fare altro che farci coraggio pensando che ne saremmo usciti migliori…

La curiosità di sapere cosa sarebbe successo “dopo” era forte, una costante nelle nostre giornate fattesi silenziose, solitarie, ristrette. Come sarebbe stata l’Italia “post-Covid”? Come sarebbero state le nostre vite? A ben guardare, adesso che il virus fa meno notizia ed è diventato la normalità, non sembra cambiato molto.

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38) Athena

“Athena” è un film di Romain Gavras. Con Dali Benssalah, Sami Slimane, Anthony Bajon, Ouassini Embarek, Alexis Manenti. Drammatico, 97′. Francia 2022

Sinossi:

Dopo la morte del fratello minore a causa di un presunto scontro con la polizia, Abdel viene richiamato a casa dalla prima linea e ritrova la sua famiglia devastata. Intrappolato tra il desiderio di vendetta del fratello minore Karim e gli affari criminali del fratello maggiore Moktar, cerca con fatica di calmare le tensioni sempre più aspre. Quando però la situazione degenera, Athena, la loro comunità, si trasforma in una fortezza sotto assedio, diventando così la scena di una tragedia per la famiglia e non solo…

Recensione:

Arriva su Netflix oggi, 23 settembre, “Athena” di Romain Gavras, presentato in anteprima alla Mostra del cinema di Venezia, 97 minuti senza un attimo di pausa, di silenzio o di respiro.

Esplosioni, grida, colpi di pistola sono il fil rouge di una sceneggiatura in cui le parole e i dialoghi sono davvero pochi e funzionali al caos rabbioso ed esistenziale magistralmente costruito e inseguito dal regista francese.

La rabbia per un omicidio ingiustificato e orribile romperà gli argini della pace precaria, trascinando il quartiere Athena in una guerra contro la polizia e sconvolgendo la vita dei tre fratelli protagonisti. continua su

72) The Hanging Sun

“The Hanging Sun” è Un film di Francesco Carrozzini. Con Alessandro Borghi, Jessica Brown Findlay, Charles Dance, Sam Spruell, Peter Mullan. Drammatico. Italia 2022

Sinossi:

John ha deciso che non ucciderà più, contro il volere del padre e del fratello Michael. Ha lasciato la casa paterna ed è fuggito nel nord della Norvegia, ai confini del mondo. Ma il padre lo vuole indietro, e manda Michael a cercarlo affinché lo riporti da lui. Il paesino dove John si è rifugiato è una comunità fortemente religiosa guidata da un pastore convinto che “la paura ci protegge dal male che portiamo dentro”. Ma la figlia del pastore, Lea, e suo figlio Caleb il Male l’hanno già in casa, nella persona del marito e padre Aaron. John si imbatterà in loro e non riuscirà più a mantenere quel distacco dal mondo che si era augurato.

Recensione:

Dopo sette anni di visioni deludenti, mi sembra di poter affermare con buona sicurezza che la qualità e il senso non rientrano tra i criteri adottati del direttore Barbera e del suo staff, quando selezionano il film di chiusura della Mostra del cinema di Venezia.

Non sfugge al teorema “The hanging sun – Sole di mezzanotte” di Francesco Carrozzini, che per ciò che mi riguarda è riuscito nell’obiettivo poco lusinghiero di affiancare “Siccità” al primo posto nella classifica delle pellicole più noiose e inutili di questa edizione di Venezia. continua su

71) Love Life

“Love Life” è Un film di Kôji Fukada. Con Fumino Kimura, Kento Nagayama, Atom Sunada.
Drammatico, 123′. Giappone 202

Sinossi:

Taeko vive felicemente con il giovane sposo Jiro e il piccolo Keita, nato da una relazione precedente. Tutto ciò che desidera è l’approvazione di suo suocero, che stenta ad arrivare. Un incidente domestico riscrive però improvvisamente la vita di Taeko e di chi le sta vicino e determina il ritorno del padre biologico di Keita, Park, di cui la donna non aveva notizie da anni.

Recensione:

Questa volta vorrei cominciare con un paio di domande (retoriche). Avevamo bisogno che il regista giapponese Kôji Fukada ci offrisse il suo punto di vista sull’elaborazione del lutto? Che ci proponesse la versione in salsa giapponese de “La stanza del figlio”?

Visto il risultato finale, la mia risposta è, chiaramente, no. Ma probabilmente il caro direttore Barbera sentiva il bisogno di arricchire il concorso della Mostra del cinema di Venezia con questa tematica…continua su