288) Il Cittadino Illustre

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Il biglietto da acquistare per “Il cittadino Illustre” è: 1)Nemmeno regalato; 2)Omaggio; 3)Di pomeriggio; 4)Ridotto; 5)Sempre.

Un film di Gastón Duprat, Mariano Cohn. Con Oscar Martínez, Dady Brieva, Andrea Frigerio, Belén Chavanne, Nora Navas. Drammatico, 118’. 2016

“Nemo propheta in patria” dicevano i latini, che avevano capito bene quanto fosse difficile emergere in un ambiente familiare. A maggior ragione se sei un artista, critico verso i potenti e il mal costume della società.

L’assegnazione del Premio Nobel per la letteratura al cantautore americano Bob Dylan, lo scorso 13 ottobre, ha suscitato numerose polemiche.

In origine il Nobel aveva la funzione di premiare il lavoro di quegli artisti impegnati a migliorare la qualità della vita nel mondo. Oggi, invece, non sembrano mancare neanche in questo campo intrusioni di interessi economici e politici. Ma, in ultima analisi, in campo letterario si tratta di un riconoscimento alla carriera o di uno stimolo per il proseguo dell’attività?

Domanda amletica che si pone Daniel Mantovani (Oscar Martinez) quando, all’inizio de “Il cittadino illustre” di Gastón Duprat, riceve il prestigioso riconoscimento, annunciando però al sorpreso pubblico di Stoccolma di volersi ritirare dalle scene.

Mantovani, dopo il Nobel, si chiude in una sorta di isolamento, rifiutando di presenziare a conferenze e ritiro di onorificenze. Di origini argentine, a sorpresa decide però di accettare un invito dalla sua città natale, Salas, per essere premiato.

In un viaggio che non è solo fisico ma metaforico verso il cuore stesso della letteratura, l’uomo riscoprirà l’affetto e le affinità che ancora lo uniscono al suo popolo, così come le differenze inconciliabili che li separano. Proprio queste daranno il là a un crescendo di violenza, con un finale inaspettato. continua su

http://paroleacolori.com/al-cinema-il-cittadino-illustre/

Roberto Sapienza presenta “Ninni, mio padre”

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280) Animali Notturni

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Il biglietto da acquistare per “Nocturnal animals” è: 1)Neanche regalato; 2)Omaggio; 3)Di pomeriggio; 4)Ridotto (con riserva); 5)Sempre.

Un film di Tom Ford. Con: Amy Adams, Jake Gyllenhaal, Isla Fisher, Aaron Taylor-Johnson, Armie Hammer, Michael Shannon, Laura Linney, Karl Glusman. Thriller, 115’. 2015

Tratto dal romanzo “Tony e Susan” di Austin Wright

Dio perdona, l’uomo no. La vendetta è un piatto che va servito freddo. La fine di un amore è uno dei più grandi dolori che una persona possa vivere. Basterebbero queste poche frasi per raccontare il secondo film di Tom Ford, “Nocturnal animals”, uscito dopo sette anni dal felice esordio di “A signle man”.

Personalmente non ho letto il romanzo di Austin Wright dal quale è tratta la pellicola, quindi non sapevo cosa aspettarmi. La proiezione ha suscitato in me la curiosità di leggerlo, quel libro, nonostante i cambiamenti apportai dal regista per scrivere la sceneggiatura.

La prima scena del film, in cui si assiste al ballo sensuale e scomposto di donne obese, proietta lo spettatore in una dimensione dove il confine tra realtà e immaginazione è assai sottile. La danza in questione avviene tutta nella mente di Susan (Adams), una gallerista di successo di Los Angeles, sposata a un uomo che la trascura, diviso tra lavoro e una relazione extraconiugale.

Susan è un animale notturno, per via della sua cronica insonnia. Quando riceve per posta il romanzo dell’ex marito Edward Sheffield (Gyllenhall), con cui non ha contatti da anni, insieme all’invito a leggerlo e a chiamarlo durante la sua visita in città per parlarne, le cose si complicano. continua su

Biennale di Venezia | In concorso | Nocturnal animals

Roberto Sapienza presenta “Ninni, mio padre”

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258) Rocco

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Il biglietto da acquistare per “Rocco” è: 1)Neanche regalato; 2)Omaggio (con riserva); 3)Di pomeriggio; 4)Ridotto; 5)Sempre.

Un film di Thierry Demaiziere, Alban Teurlai. Con Rocco Siffredi, Rozsa Tano, Gabriele Galetta, Kelly Stafford, Mark Spiegler, Abella Danger, John Stagliano. Documentario, 107’. 2016.

Alzi la mano chi di voi non ha mai visto, neppure di sfuggita, un film porno. Nessuno? Bene, possiamo dire che almeno siete onesti.

Se almeno una volta l’occhio vi è caduto su una pellicola di questo genere allora non potrete non conoscere, almeno di nome, Rocco Siffredi, da trent’anni uno dei più famosi pornostar in circolazione.

Siffredi è riuscito però ad andare oltre al set, diventando un marchio e costruendosi una risonanza mediatica che di fatto ha sdoganato l’immagine dell’attore porno agli occhi dell’opinione pubblica. Rocco lo abbiamo visto nella pubblicità di una nota marca di patatine, in diversi reality show, persino in film non hard.

Molti italiano hanno sognato, almeno una volta, di essere lui. Non sorprenda quindi che i due documentaristi francesi Thierry Demaiziere e Alban Teurlai abbiano voluto costruire un intero film sull’attore italiano, raccontandone vita personale e professionale, e neppure che la Mostra del cinema di Venezia abbia deciso di presentarlo in anteprima mondiale (nelle sale potrete vederlo dal 31 ottobre al 3 novembre).

“Rocco” è un’opportunità interessante per conoscere meglio l’uomo dietro la star, i suoi vizi, i suoi segreti, le sue debolezze.

Siffredi ha perso un fratello quando era giovane e questa tragedia ha segnato lui e soprattutto sua madre, che ha portato il lutto per tutta la vita. È uno dei momenti più belli e toccanti del film, quando il protagonista ricorda con commozione questa donna autoritaria e carismatica, ormai scomparsa.

Un documentario che apre sì allo spettatore le porte del porno, ma soprattutto fa comprendere meglio la filosofia e il modo di pensare delle persone che hanno scelto questo ambito come professione. continua su

Al cinema: Rocco

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci, nonostante tutto”

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236) Caffè

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Il biglietto da acquistare per “Caffè” è: 1)Neanche regalato; 2)Omaggio; 3)Di pomeriggio; 4)Ridotto; 5)Sempre.

Un film di Cristiano Bortone. Con Hichem Yacoubi, Dario Aita, Fangsheng Lu, Zhuo Tan, Arne De Tremerie, Miriam Dalmazio, Sarah Yimo Li, Koen De Bouw, Ennio Fantastichini, Michael Schermi. Drammatico, 110′. 2016.

Lo ammetto senza paura, io personalmente sono un drogato di caffè. Ne bevo ogni giorno una grande quantità, ed è questo che mi permette di tenere accesi i miei due neuroni.

Il caffè è un po’ come la vita: è ricco, vario, intrigante, amaro, adrenalinico. Il caffè e l’uomo formano una coppia indissolubile.

Partendo da questo presupposto accettato in ogni angolo del globo, il regista Cristiano Bortone firma la prima co-produzione italo-cinese di sempre, “Caffè“, presentata in anteprima alla Biennale di Venezia, che vedremo nelle sale a partire dal 22 settembre.

Si tratta di un film a episodi in cui lo spettatore si sposta tra Cina, Italia e Belgio, seguendo le vicende del manager cinese Fei, del precario sommelier di caffè Renzo (Aita) e di Hamed, mite proprietario di un modesto banco dei pegni. Tre uomini molto diversi l’uno dagli altri ma accomunati dal desiderio di trovare pace e tranquillità.

Per motivi diversi, è proprio il caffè la molla che fa muovere i tre protagonisti da un’iniziale condizione di stasi e negatività economica.

Se volessimo definire i tre episodi in poche parole potremmo dire che quello cinese è esistenzialistico e intimista, quello italiano più brillante e divertente, infine quello belga è incentrato su tematiche più sociali e politiche. continua su

http://paroleacolori.com/biennale-di-venezia-giornate-degli-autori-caffe/

Roberto Sapienza presenta “Ninni, mio padre”

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228) Liberami

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Il biglietto da acquistare per “Liberami” è: 1)Neanche regalato; 2)Omaggio; 3)Di pomeriggio; 4)Ridotto; 5)Sempre.

Un film di Federica Di Giacomo. Documentario, 90’. 2016.

Se pensiamo al demonio e al suo tentativo di impossessarsi delle anime di innocenti è impossibile, sul versante cinematografico, non ricordare due film cult: “L’esorcista” di William Friedkin (1973) e “L’Esorciccio” di Ciccio Ingrassia (1975). Il primo è probabilmente il migliore horror mai girato, il secondo è la sua nemesi comica più riuscita.

Federica Di Giacomo, nel girare il documentario “Liberami”, vincitore a Venezia 73 nella sezione Orizzonti, ha voluto portare alla luce in modo serio e scrupoloso una realtà poco nota, ovvero il numero di persone che si dichiarano possedute in Sicilia, in particolare a Palermo e dintorni.

Eppure, durante tutta la visione, si ha la sensazione di essere dentro una candid camera, una presa in giro – come quando appare sullo schermo padre Cataldo, mite francescano che quotidianamente accoglie nella sua parrocchia decine di devoti bisognosi di un esorcismo.

Sembra tutto uno scherzo, invece è realmente cosi, e questo lascia lo spettatore interdetto. Davvero ci sono così tante persone che ancora ricorrono a un supporto religioso invece che medico per risolvere criticità fisiche e mentali? continua su

Biennale di Venezia | Orizzonti | Liberami

Roberto Sapienza presenta “Ninni, mio padre”

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226) Frantz

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Il biglietto da acquistare per “Frantz” è: 1)Neanche regalato; 2)Omaggio; 3)Di pomeriggio; 4)Ridotto; 5)Sempre.

Un film di François Ozon. Con Pierre Niney, Paula Beer, Ernst Stötzner, Marie Gruber, Johann von Bülow. Drammatico, 113′. 2016.

La Prima guerra mondiale devastò l’Europa tra il 1914 e il 1918, provocando morte e distruzione, ma gettò anche i semi per la genesi della Seconda. La Germania del Kaiser, sconfitta e umiliata dagli Alleati, pianse i propri figli morti al fronte covando al contempo sete di vendetta e rivincita soprattutto nei confronti degli odiati francesi.

Il regista François Ozon si ispira a un pièce teatrale del dopoguerra di Maurice Rostand, già portata al cinema da Ernst Lubitsch in un film poco noto, per raccontare in “Frantz” una storia di lutto e riscatto.

Protagonista è Anna (Beer), una giovane che passa le giornate sulla tomba dell’amato fidanzato morto in guerra. Anna vive con i suoceri, anch’essi distrutti dalla perdita e sospesi in una bolla in cui tempo e spazio sono fermi al momento in cui il figlio è partito per il fronte.

Questa stasi è scossa dall’arrivo in paese del fascinoso Pierre (Niney), un vecchio amico di Frantz ai tempi di Parigi, che spinge Anna a riaprirsi alla vita e la coppia di anziani genitori ad affrontare ciò che è accaduto con maggiore serenità.

Ma Pierre nasconde un segreto, e quando Anna lo viene a sapere deve mettere tutto in discussione ancora una volta e partire per Parigi, per capire la natura dei sentimenti che la legano ormai all’uomo.

“Frantz” è un melodramma storico che nonostante sulla carta possa apparire pesante, almeno nella prima parte risulta godibile e avvincente, grazie a elementi propri del genere giallo e a un buon pathos.

La scelta di alternare scene in bianco e nero e scene a colori è funzionale a rappresentare con efficacia e incisività i mutamenti sentimentali ed emotivi dei personaggi.

La struttura narrativa risente dell’origine teatrale, con il suo ritmo compassato, ma questo non impedisce di seguire la storia con interesse e curiosità. continua su

Al cinema: Frantz

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci, nonostante tutto”

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222) I Magnifici 7

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Il biglietto da acquistare per “I magnifici sette” è: 1)Neanche regalato; 2)Omaggio; 3)Di pomeriggio; 4)Ridotto; 5)Sempre.

Un film di Antoine Fuqua. Denzel Washington, Chris Pratt, Ethan Hawke, Vincent D’Onofrio, Byung-Hun Lee, Peter Sarsgaard. Azione, 132′. 2016.

Due premesse d’obbligo, prima della recensione: non sono un appassionato del genere western e diffido per principio della categoria dei remake, che il più delle volte risultano soltanto copie mediocri e poco riuscite del film originale.

I nuovi “Magnifici sette”, portati a Venezia fuori concorso da Antoine Fuqua, mi davano da pensare per due motivi. Le storie di cowboy possono ancora risultare interessanti? E, nell’intento di renderle commerciali, non si rischia di intervenire troppo e creare un genere spurio? Ebbene dopo aver assistito alla proiezione che ha chiuso la 73° edizione della Mostra del cinema di Venezia posso dire con sollievo che i miei timori erano infondati.

Non ho visto il film originale del 1960 di John Sturges e quindi non sono in grado di fare paragoni tra quello e il remake e stabilire come le due pellicole divergono, ma posso garantirvi che “I magnifici sette” di Fuqua rispetta appieno la tradizione e lo spirito del western.

La cittadina di Rose Creek ha un problema: si trova in una valle che si rivela essere un consistente bacino minerario. Il magnate Bartholomew Bogue (Sarsgaard) ha deciso di appropriarsene senza porsi alcun tipo di scrupolo, lasciando alla popolazione tre settimane per decidere se accettare un risarcimento da fame per i terreni espropriati o farsi uccidere.

Emma Cullen, che si è vista uccidere dagli uomini di Bogue il marito, lascia Rose Creek con un proposito ben preciso: trovare qualcuno che accetti, dietro compenso, di difendere i suoi concittadini. Il qualcuno in questione è Sam Chisolm (Washington), un funzionario statale il cui compito è rintracciare e mettere in condizione di non nuocere pericolosi criminali ricercati. Una volta accettata la proposta Chisolm progressivamente convincerà altri uomini a unirsi a lui. Bogue è però pronto a scatenargli contro un volume di fuoco davvero imponente.

Anche se il paragone può sembrare azzardato, il film somiglia per certi versi alla serie tv “A-team”. In entrambi ci sono due gruppi di eroi al limite se non proprio fuori dalla legge, chiamati a difendere degli innocenti quando l’autorità che dovrebbe farlo è assente se non corrotta.

Gli sceneggiatori hanno scelto una linea narrativa semplice, lineare, chiara senza inventarsi alcuna bizzarria o sofismo intellettuale e questo si rivela vincente. continua su

Biennale di Venezia | Fuori concorso | I magnifici sette

Roberto Sapienza presenta “Ninni, mio padre”

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221) Spira Mirabilis

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Lettera Aperta ad Alberto Barbera, direttore artistico della Mostra Internazionale del Cinema di Venezia

Egregio Direttore,

chi le scrive è un cronista/inviato per passione, alla sua prima Mostra del cinema Venezia, che sta vivendo quest’esperienza con grande emozione ed entusiasmo. In questi giorni ho già avuto il piacere e la fortuna di assistere alla proiezione di bei film, e anche di qualche delusione. Vorrei che sapesse che non ha davanti un hollywoodiano convinto; personalmente sostengo sempre e comunque il cinema italiano.

Se mi permetto di scriverle queste righe, di getto, è proprio perché oggi, di certo non volontariamente, lei ha nuociuto al cinema di casa nostra.

Dopo neanche mezz’ora ho abbandonato, come molti altri, la proiezione stampa del documentario “Spira Mirabilis” perché incapace di cogliere nelle immagini un qualsiasi senso drammaturgico, registico o tecnico degno di nota.

Non mi piace sparare sulla Croce Rossa, ma un appunto mi sento di farlo: la scelta sua e dei suoi collaboratori di selezionarlo è stata davvero incomprensibile. Lo dimostrano le decine di giornalisti italiani e stranieri che hanno lasciato la sala, sconsolati e quasi increduli. Mentre le scrivo è ancora in corso la proiezione e il fuggi fuggi continua, inarrestabile. continua su

Biennale di Venezia | Lettera aperta al direttore artistico Alberto Barbera

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci, nonostante tutto”

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214) Questi Giorni

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Il biglietto da acquistare per “Questi giorni” è: 1)Nemmeno regalato; 2)Omaggio (con riserva); 3)Di pomeriggio; 4)Ridotto; 5)Sempre.

Un film di Giuseppe Piccioni. Con Margherita Buy, Maria Roveran, Marta Gastini, Caterina Le Caselle, Laura Adriani, Filippo Timi. Drammatico, 120′. 2016.

È destino che in questa edizione del Festival di Venezia la maggior parte dei film italiani presentati abbia come tematica centrale i giovani e i cambiamenti che sono chiamati ad affrontare per diventare grande.

In molti casi lo spunto per raccontare l’evoluzione esistenziale e intimistica dei personaggi è un viaggio – vedi “L’estate addosso” di Grabriele Muccino (qui la recensione).

Giuseppe Piccioni non sfugge alla regola, portando alla Biennale il suo nuovo lavoro, “Questi giorni”, racconto dell’amicizia tra quattro ragazze, Liliana, Caterina, Anna e Angela, che decidono di partire tutte insieme per Belgrado.

Quattro ragazze chiamate ad affrontare problemi diversi – chi di salute, chi legati a una prossima maternità, chi di tipo sentimentale – che sentono il bisogno di allontanarsi fisicamente dall’Italia per capire quale sia la loro strada.

Nonostante le premesse interessanti, la sceneggiatura risulta povera, monotona, priva di brillantezza, originalità e incisività narrativa.

“Questi giorni” è un film che scorre lento, blando, senza riuscire a essere né commedia né dramma generazionale. continua su

Biennale di Venezia | In concorso | Questi giorni

Roberto Sapienza presenta “Ninni, mio padre”

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213) Indivisibili

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Il biglietto da acquistare per “Indivisibili” è: 1)Neanche regalato; 2)Omaggio; 3)Di pomeriggio; 4)Ridotto; 5)Sempre (con riserva).

Un film di Edoardo De Angelis. Con Angela Fontana, Marianna Fontana, Antonia Truppo, Massimiliano Rossi, Toni Laudadio, Marco Mario De Notaris, Gaetano Bruno, Gianfranco Gallo, Peppe Servillo. Drammatico, 100′. 2016.

Dasy e Viola (Angela e Marianna Fontana) sono giovani e belle, cantanti neo-melodiche dotate nella Napoli di oggi. Soprattutto, Dasy e Viola sono gemelle siamesi, unite fin dalla nascita per il fianco.

Il mantenimento della famiglia – formata dal padre dedito al gioco d’azzardo, e dalla madre Titti (Truppa), troppa impegnata a fumare e bere piuttosto che difendere le figlie – grava tutto sulle loro spalle.

Le due hanno sempre vissuto in simbiosi, condividendo gioie, dolori, segreti, successo, talento, considerate dalla gente totem portafortuna a causa della loro particolarità.

Tutto cambia quando un giorno, a una festa di comunione, un sedicente produttore si avvicina a Dasy e le fa credere di avere una cotta per lei. Tanto basta alla ragazza per guardare la propria esistenza da una prospettiva diversa, sognando una vita libera e indipendente da Viola, sulla carta la più remissiva delle due.

Quando un noto chirurgo napoletano che opera in Svizzera (Servillo) prospetta alle sorelle la possibilità di intervenire per separarsi, inizia per le protagoniste la ricerca di qualcuno che possa aiutarle ad avere questa agognata vita normale. continua su

Biennale di Venezia | Giornate degli autori | Indivisibili

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci, Nonostante tutto”

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