35) Figlia della Cenere (Ilaria Tuti)

“Figlia della Cenere” è un romanzo scritto da Ilaria Tuti e pubblicato da Longanesi il 3 Giugno 2021

Sinossi:

«La mia è una storia antica, scritta nelle ossa. Sono antiche le ceneri di cui sono figlia, ceneri da cui, troppe volte, sono rinata. E a tratti è un sollievo sapere che prima o poi la mia mente mi tradirà, che i ricordi sembreranno illusioni, racconti appartenenti a qualcun altro e non a me. È quasi un sollievo sapere che è giunto il momento di darmi una risposta, e darla soprattutto a chi ne ha più bisogno. Perché i miei giorni da commissario stanno per terminare. Eppure, nessun sollievo mi è concesso. Oggi il presente torna a scivolare verso il passato, come un piano inclinato che mi costringe a rotolare dentro un buco nero. Oggi capirò di dovere a me stessa, alla mia squadra, un ultimo atto, un ultimo scontro con la ferocia della verità. Perché oggi ascolterò un assassino, e l’assassino parlerà di me.» Dopo “Fiori sopra l’inferno” e “Ninfa Dormiente”, torna il commissario Teresa Battaglia in una storia intrisa di spietatezza e compassione, di crudeltà e lealtà, di menzogna e gentilezza. L’indagine più pericolosa per Teresa, il caso che segna la fine di un’epoca.

Recensione:

Pochi giorni fa scrivevamo  con sincera  convinzione che la Dott.ssa Cristina Cassar Scalia andava   considerata come il più degno successore del Maestro Camilleri nello scrivere romanzi gialli ambientati in Sicilia.

Oggi ci sentiamo di scrivere con altrettanta sicurezza e consapevolezza come Ilaria Tuti abbia  tutte “le carte in regola” per essere  ammessa  nell’esclusivo club di autori “nordici” del calibro di Stieg Larsson, Henning Mankell e soprattutto Camilla Lackberg.

Ilaria Tuti ha uno stile originale, incisivo, scorrevole capace d’inchiodare il lettore alla lettura fino all’ultima pagina.

Teresa Battaglia è ormai   molto di più  di  un personaggio letterario.  

La commissaria   è pronta  a spiccare il volo verso un meritato adattamento televisivo.

In questo nuovo episodio della saga il lettore conoscerà la sfera più intima, profonda, segreta di questo commissario burbero in apparenza, ma avendo un’anima segnata da dolorose cicatrici capace di rinascere dalle “proprie ceneri” nella Teresa Battaglia che i suoi uomini amano ed il resto del mondo teme e/o odia.

“Figlia della Cenere” è un piccolo gioiello letterario costruito con sapienza, creatività, talento dove la Tuti ha dimostrato piena padronanza delle tematiche storiche e religiose affrontante e ben mescolate con l’impianto giallo.

“Figlia della Cenere” è un giallo dentro il giallo in cui il tempo, i ricordi, flashback rappresentano il cuore narrativo /esistenziale della storia facendo vivere al lettore un’indagine ad alto tasso di pathos e coinvolgimento emotivo

“Figlia della Cenere” ci piace vederlo da una parte come l’inquietante e cupa rivisitazione letteraria del leggendario film “Il Silenzio degli Innocenti” magistralmente ambientata e sviluppata ai giorni nostri.

Dall’altra parte la sofferta, drammatica lotta di Teresa contro la demenza senile ci ha rievocato il dramma interiore vissuto da commissario Wallander, anche lui costretto alla fine ad arrendersi al vuoto della mente.

“Figlia della Cenere” è una lettura intensa, avvolgente, sorprendente, spiazzante che consigliamo di leggere per ripartire con il piede giusto almeno in campo letterario.

6) Luce della notte (Ilaria Tuti)

“Luce della Notte” è un romanzo scritto da Ilaria Tuti e pubblicato nel gennaio 2021 da Longanesi Editore.

Sinossi:
Chiara ha fatto un sogno. E ha avuto tantissima paura. Canta e conta, si diceva nel sogno, ma il buio non voleva andarsene. Così, Chiara si è affidata alla luce invisibile della notte per muovere i propri passi nel bosco. Ma quello che ha trovato scavando alle radici dell’albero l’ha sconvolta. Perché forse non era davvero un sogno. Forse era una spaventosa realtà. Manca poco a Natale, il giorno in cui Chiara compirà nove anni. Anzi, la notte: perché la bambina non vede la luce del sole da non sa più quanto tempo. Ci vuole un cuore grande per aiutare il suo piccolo cuore a smettere di tremare. È per questo che, a pochi giorni dalla chiusura di un faticosissimo e pericoloso caso e dalla scoperta di qualcosa che dovrà tenere per sé, Teresa Battaglia non esita a mettersi in gioco. Forse perché, no¬nostante tutto, in lei batte ancora un cuore bambino.
Lo stesso che palpita, suo malgrado, nel giovane ispettore Marini, dato che pur tra mille dubbi e perplessità decide di unirsi al commissario Battaglia in quella che sembra un’indagine folle e insensata.
Già, perché come si può anche solo pensare di indagare su un sogno? Però Teresa sa, anzi, sente dentro di sé che quella fragile, spaurita e coraggiosissima bambina ha affondato le mani in qualcosa di vero, di autentico… E di terribile.

Recensione:
“Nemmeno due mesi fa, Luce della notte non esisteva.
Era solo un pensiero nato da una grave perdita, dalla necessità di non restare immobili
…. È la seconda volta che nella mia vita che la scrittura mi viene incontro come una rinascita…”
Quello che avete appena letto è un breve stralcio della nota scritta da Ilaria Tuti alla fine del romanzo.
Queste poche righe, a mio modesto parere, sarebbero bastevoli per spiegare il senso, la forza narrativa e soprattutto emozionale di questo romanzo.
Ilaria Tuti aveva bisogno di liberarsi di un peso, di rendere meno soffocante un dolore insopportabile quanto imprevisto capace di sconvolgere un’intera esistenza.
Ilaria, da talentuosa scrittrice, aveva, ha il dono della creatività capace di trasformare la sofferenza in opportunità, il dolore in bellezza.
“Luce della notte” non è un semplice romanzo o meglio è sì un bel romanzo alla “Tuti”, ma va letto, vissuto come la coraggiosa condivisione della sfera più intima e personale da parte dell’autrice.
Mai come in questo caso il personaggio di Teresa Battaglia ha assorbito le energie, emozioni, l’anima inquieta e dolente della sua creatrice.
Ilaria Tuti scrivendo “Luce della notte” ha compiuto un atto un liberatorio, catartico e soprattutto d’amore nei riguardi della sua Sarah.
Si percepisce si dalla lettura delle prime pagine come questa storia abbia un sapore diverso, spirituale, oserei dire onirico seppure collegato alla tragica e sempre poco raccontata pagina della guerra dei Balcani degli anni 90
“Luce della notte” è un accurato, calibrato, inteso affresco sull’animo umano dove convivono amore , odio, luce e oscurità, nobiltà e miseria.
Non voglio aggiungere altro, perché sarebbe riduttivo oltre che non adeguato.
Fatevi un regalo e leggete “Luce della Notte”, inizierete con il cuore gonfio di gioia e commozione il vostro 2021 letterario.

119) Ninfa Dormiente (Ilaria Tuti)

“Ninfa Dormiente” è un romanzo scritto da Ilaria Tuti e pubblicato nel Maggio 2019 da Longanesi Editore

Sinossi:
“Li chiamano «cold case», e sono gli unici di cui posso occuparmi ormai. Casi freddi, come il vento che spira tra queste valli, come il ghiaccio che lambisce le cime delle montagne. Violenze sepolte dal tempo e che d’improvviso riaffiorano, con la crudele perentorietà di un enigma. Ma ciò che ho di fronte è qualcosa di più cupo e più complicato di quanto mi aspettavo. Il male ha tracciato un disegno e a me non resta che analizzarlo minuziosamente e seguire le tracce, nelle valli più profonde, nel folto del bosco che rinasce a primavera. Dovrò arrivare fin dove gli indizi mi porteranno. E fin dove le forze della mia mente mi sorreggeranno. Mi chiamo Teresa Battaglia e sono un commissario di polizia specializzato in profiling. Ogni giorno cammino sopra l’inferno, ogni giorno l’inferno mi abita e mi divora. Perché c’è qualcosa che, a poco a poco, mi sta consumando come fuoco. Il mio lavoro, la mia squadra, sono tutto per me. Perderli sarebbe come se mi venisse strappato il cuore dal petto. Eppure, questa potrebbe essere l’ultima indagine che svolgerò. E, per la prima volta nella mia vita, ho paura di non poter salvare nessuno, nemmeno me stessa”.

Recensione:
Ci prendiamo convintamente la responsabilità d’ annunciare ai nostri due lettori la nascita di una vera stella nell’attuale quanto  modesto panorama letterario italiano: Ilaria Tuti.
“Ninfa Dormiente” consacra Ilaria Tuti nell’Olimpo dei giallisti, avendo dimostrato ancora una volta tutto il proprio talento, creatività, sensibilità, umanità nel tratteggiare e rendere vivi, credibili ogni personaggio in questo affascinante, cupo e magnetico secondo romanzo.
Non è per nulla azzardato sancire la nascita dello “stile Tuti” nel costruire un impianto drammaturgico in cui si mescolano splendidamente finzione, storia e spiritualismo.
“Ninfa Dormiente” ha una struttura narrativa stratificata, complessa, piena di rimandi e continui flashback ciò nonostante si rivela una lettura incalzante, fluida, intensa che non lascia spazio e modo al lettore di mollare il libro fino alla sua conclusione.
Tuti incanta, inquieta, commuove con intreccio narrativo ricco di pathos, colpi di scena spiazzando costantemente il lettore.
Teresa Battaglia affronta probabilmente l’indagine più difficile della propria carriera, ma con l’agrodolce consapevolezza d’aver trovato una vera famiglia nella sua fidata squadra, pronta a sostenerla nella risoluzione di un misterioso omicidio avvenuto nel lontano 1945 e nel voler consegnare l’assassino alla giustizia
“Ninfa Dormiente” trasporta il lettore dentro una storia in cui si alternano orrore ed amore, misticismo ed ossessione, guerra e desiderio di pace, ricerca della propria
identità personale e quella di un popolo.
“Ninfa Dormiente” è una storia d’amore, vendetta e tragica resa dei conti in cui a nessun personaggio è consentito una  via di fuga.
Tuti firma un romanzo di respiro cinematografico stimolando con facilità e naturalezza il lettore nell’immaginare luoghi e personaggi e soprattutto l’evoluzione psicologica ed interiore di quest’ultimi.
“Ninfa Dormiente” è un racconto di sofferenza, dolore e rabbia, ma che ha nella parte finale una svolta catartica e liberatoria, magari narrativamente un po’ eccessiva e frettolosa, ma emotivamente efficace e soprattutto necessaria per far tirar il fiato al coinvolto quanto commosso lettore.
Teresa Battaglia è una donna forte, orgogliosa, preparata, dura, ma dietro quella spessa corazza si cela un’anima nobile, ferita dal doloro passato oltre che giustamente spaventata all’inesorabile avanzare di una malattia che rischia di renderla “vuota” e soprattutto “impotente” nel quotidiano.
“Ninfa Dormiente” è un romanzo da leggere, divorare e consumarlo quanto prima, nonostante un finale aperto che ci trasmette contemporaneamente curiosità ed inquietudine.

171) Fiori sopra l’Inferno (Ilaria Tuti)


“ Fiori sopra l’Inferno” è un romanzo scritto da Ilaria Tuti e pubblicato da Longanesi Editore nel Gennaio 2018.
Sinossi:
«Tra i boschi e le pareti rocciose a strapiombo, giù nell’orrido che conduce al torrente, tra le pozze d’acqua smeraldo che profuma di ghiaccio, qualcosa si nasconde. Me lo dicono le tracce di sangue, me lo dice l’esperienza: è successo, ma potrebbe risuccedere. Questo è solo l’inizio. Qualcosa di sconvolgente è accaduto, tra queste montagne. Qualcosa che richiede tutta la mia abilità investigativa. Sono un commissario di polizia specializzato in profilino, e ogni giorno cammino sopra l’inferno. Non è la pistola, non è la divisa: è la mia mente la vera arma. Ma proprio lei mi sta tradendo. Non il corpo acciaccato dall’età che avanza, non il mio cuore tormentato. La mia lucidità è a rischio, e questo significa che lo è anche l’indagine. Mi chiamo Teresa Battaglia, ho un segreto che non oso confessare nemmeno a me stessa, e per la prima volta nella vita ho paura».
Recensione:
“Ilaria Tuti vive a Gemona del Friuli, in provincia di Udine. Da ragazzina volava fare la fotografa, ma ha studiato Economia.
. Ama i romanzi di Donato Carrisi…”

Generalmente le note biografiche dell’autore le leggo quando mi ritrovo a metà lettura dell’opera letteraria, per non farmi influenzare nel giudizio dal suo passato umano e professionale.
Ma Ilaria Tuti ha rappresentato la classica e proverbiale eccezione al mio consolidato e rigido schema, avendomi subito colpito alcuni passaggi e soprattutto il suo principale di riferimento letterario.
Il lettore leggendole può subito cogliere l’anima, creatività e versatilità dell’autrice e comprendere come queste doti abbiano decretato l’immediato e meritato successo di critica e pubblico di questo romanzo.
“ Fiori sopra l’inferno” è un romanzo capace di conquistare ed avvolgere il lettore fin dalle prime pagine trascinandolo dentro una storia in cui alternano costantemente orrore e bellezza, amore e morte all’interno di una chiusa e misteriosa comunità montanara.
Una comunità caratterizzata da terribili segreti, gelosie ed ipocrisie che rievocano nel lettore l’atmosfera e tensione del primo Twin Peaks.
“ Fiori sopra l’inferno” è un romanzo intenso, cupo, violento quanto delicato come soltanto pochi e talentuosi autori sono capaci di realizzare oltre che stimolare la fantasia e colpire cuore del lettore.
Ilaria Tuti si rivela una degna “allieva” di Donato Carrisi nel talento ed abilità di raccontare e descrivere i personaggi con uno stile chiaro, semplice, diretto oltre a firmare una struttura narrativa efficace quanto “cinematografica”.
Teresa Battaglia è uno dei quei personaggi letterari destinati a vivere ben oltre le pagine di un romanzo riscontrando l’apprezzamento, la simpatia ed affetto del lettore come è stato negli anni per il commissario Montalbano ed il vice questore Schiavone.
Teresa Battaglia è una donna ruvida, spigolosa essenziale quanto intuitiva nel proprio lavoro. E’ dotata di una sensibilità ed umanità che le permette di vedere la profondità dell’animo umano non temendone la parte più oscura e brutale.
Teresa Battaglia può essere considerata come l’alter ego femminile del vice questore Rocco Schiavone, anche se abbiamo trovato molte similitudini caratteriali e soprattutto emotive ed esistenziali con il ruvido quanto geniale Dottor House della serie tv.
Ilaria Tuti ha anche il merito d’aver dato vita a un personaggio femminile nuovo e diverso nel panorama letterario italiano, evitando fortunatamente qualsiasi tentazione romantica e sessuale assolutamente fuori luogo sul piano narrativo.
“ Fiori sopra l’inferno” è una lettura totalizzante e sconvolgente fino all’ultima pagina che non potrà non segnarvi nel profondo ed allo stesso tempo regalandovi una sincera ed amara commozione anche per il presunto carnefice, a sua volta vittima della follia umana di voler piegare, ai propri voleri, Madre Natura.