161) Avventure Tragicomiche di Una Supplente ( Beatrice Viola)


“Avventure tragicomiche di una supplente” è un romanzo scritto da Beatrice Viola e pubblicato da Harper Collins nel luglio 2018.

Sinossi:
Con due settimane di ritardo, anche quest’anno per la Supplente è suonata la campanella d’inizio scuola, aprendo una parentesi che non è dato sapere quando si chiuderà. “Fino ad avente diritto” si legge infatti sul suo contratto. Sostituisce una docente che, in congedo di maternità, è rimasta in Sicilia con i suoi due gemellini. Dopo una lunga lunghissima estate, la Supplente è grata ai parti plurimi e alla Sicilia, al governo che non ha abbattuto la supplentite, all’autunno che sa di primavera, con il suo rifiorire di opportunità… D’altronde, ha conquistato nuovamente un posto in una scuola e avrà uno stipendio! Una raccolta di incontri, luoghi e stupori durante anni di insegnamento precario: dagli aspiranti meccanici un po’ bulli un po’ belli ai nanetti montani e lontani, ai giovani molto tecnici e professionali, il tutto passando per i gironi infernali dell’INPS e le incertezze che il futuro le riserva. Perché la Supplente si sente un punticino dentro una grande macchina ma, nonostante le numerose difficoltà e incognite, non perde il suo sguardo ironico e riconosce la bellezza della scuola e del mestiere che ha scelto. Un libro che racconta in modo sarcastico e travolgente le fatiche quotidiane di una supplente.
Recensione:
Per l’uomo comune è difficile capire, intuire, farsi anche solo un ‘idea in quali condizioni riversi oggi la scuola italiana.
Tutti noi conserviamo, in un angolo remoto del nostro cuore, i ricordi, le emozioni ed i dolori legati al periodo scolastico.
È tuttavia una prospettiva personale e molto spesso distorta priva di qualsiasi valore conoscitivo e sociale.
Sappiamo altrettanto bene come qualunque governo, negli ultimi vent’anni, abbia  avuto l’ardire di toccare, cambiare od addirittura riformare la scuola, nè sia  uscito  elettoralmente  distrutto.
Chi tocca la scuola muore!
Può apparire come un’antica e misteriosa maledizione, ma in vero è esclusivamente la tragicomica realtà del nostro Paese.
Allora in che modo un comune lettore può ottenere notizie vere, documentate evitando di doversi leggere un noioso e pesante saggio o magari una cripta circolare del Ministero dell’Istruzione?
Ci ha pensato Beatrice Viola, pseudonimo inevitabile per l’autrice oltre che davvero supplente, per poter firmare il suo romanzo d’esordio e regalare al lettore un prezioso quanto brillante contributo su questa controversa tematica
“Avventure tragicomiche di una supplente” non è altro infatti che il resoconto delle tragicomiche avventure affrontate realmente dalla protagonista, ogni qualvolta, è stata chiamata a svolgere il ruolo di Supplente in una scuola… “fino ad avente diritto” come recita la formula di rito all’atto di firmare il contratto d’assunzione.
“Avventure tragicomiche di una supplente” è un affresco agrodolce, sincero, garbato quanto pungente sulle dinamiche relazionali emotive che si vivono quotidianamente dentro una classe.
Beatrice Viola è una giovane e bella donna di trent’anni, convive da tempo con il suo compagno Gianpazienza, così definito dalla stessa autrice
“di natura pazienza e di formazione filosofo, ma è assunto con l’inquadramento di un animatore senza titolo, ha un contratto a tempo indeterminato con una cooperativa che può perdere l’appalto ogni anno e ogni anno dirgli “ciao” “,
Beatrice ama il proprio lavoro… ma ogni volta deve attendere la chiamata. …di un “divino” preside.
La nostra Supplente pur d’insegnare accetta degli improbabili incarichi paragonabili per difficoltà e sfinimento psicofisico alle più spericolate avventure di Tom Cruise di “Mission Impossible”.
Beatrice crede nel proprio ruolo, nella scuola e nella “mission” d’aprire la mente dei suoi studenti, rimanendo poi puntualmente delusa ed affranta di fronte all’insipienza e menefreghismo delle nuove generazioni.
Se da una parte il lettore sorride amaro leggendo le cronache di straordinaria mediocrità intellettiva e culturale che albergano nella futura classe dirigente del nostro Paese, dall’altra non può non apprezzare il coraggio e la testardaggine di questa eroina al cui confronto fa sembrare “savio” anche il caro Don Chisciotte.
“Avventure tragicomiche di una supplente” deve essere vista anche come una storia d’eroismo, perché solo una persona dotata di una straordinaria virtù può uscire indenne dalle giornate infernali trascorse agli uffici dell’Inps!
Chi ha amato il celebre quanto poetico romanzo “Io speriamo che me la cavo “(1990) scritto dal maestro Marcello D’Orta, non potrà non trovare analoghi sentimenti verso il libro di Beatrice Viola.
Due romanzi scritti da due persone accomunate dall’amore per la scuola e dalla ferrea convinzione che non esistono cattivi studenti bensì solamente svogliati e poco stimolati da professori interessanti ormai a prendere lo stipendio mensile
Beatrice Viola oltre ad essere una brava e coscienziosa supplente ha dimostrato di possedere buone potenzialità creative, artistiche oltre che umane, meritandosi fin da subito il ruolo di “scrittrice” a titolo definitivo.