65) A spasso con Willy

Il biglietto da acquistare per “A Spasso con Willy” è:
Nemmeno regalato. Omaggio. Di pomeriggio. Ridotto. Sempre.

“A spasso con Willy” è un film di Eric Tosti. Con Timothé Vom Dorp, Edouard Baer, Marie-Eugénie Maréchal, Guillaume Lebon, Barbara Tissier. Animazione, 90′. Francia 2019

Sinossi:

Il piccolo Willy viene separato dai genitori con cui viaggiava nello spazio. La sua capsula di salvataggio atterra su un pianeta selvaggio e inesplorato. Con l’aiuto di Buck, un robot di sopravvivenza, dovrà cavarsela fino all’arrivo dei soccorsi. Nel frattempo Willy, Buck e Flash, una creatura aliena con cui hanno stretto amicizia, scopriranno il pianeta, la sua fauna, la sua flora… ma anche i suoi pericoli.

Recensione:

Da bambini capita spesso di giocare a essere esploratori, astronauti o generici, intrepidi eroi, capaci di affrontare con successo qualsiasi pericolosa avventura. Altrettanto spesso desideriamo emulare il lavoro dei nostri genitori, sperando così di ottenere il loro apprezzamento e riconoscimento.

Ma che cosa accadrebbe se un bambino di 10 anni, figlio di esploratori, si ritrovasse davvero disperso su un pianeta sconosciuto, a seguito di un incidente? Riuscirebbe a cavarsela in attesa dei soccorsi?

Eric Tosti risponde alla domanda con “A spasso con Willy” un film d’animazione “spaziale” divertente, colorato e piacevole da vedere che unisce storia di sopravvivenza, di amicizia e di maturazione, il tutto raccontato con leggerezza e semplicità.

L’intreccio narrativo è ricco di riferimenti e omaggi a celebri pellicole del passato, da “Cast Away” di Robert Zemeckis e “Robinson Crusoe” (nelle sue varie versioni, non ultima quella animata) a “Lost in space” di Christopher Lennertz.

Nonostante il soggetto di partenza non sia particolarmente originale, Tosti e gli altri due sceneggiatori sono bravi a costruire una storia emozionante, delineando con intelligenza e sensibilità il personaggio di Willy e il legame di amicizia e reciproco sostegno che si instaura tra il bambino e il robot guardiano Buck (i loro dialoghi sono sicuramente i mometi più divertenti e riusciti del film) e soprattutto tra lui e Flash. continua su

“A spasso con Willy”: un film d’animazione per piccoli esploratori

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67) Il Diritto di Contare

Il biglietto da acquistare per “Il diritto di contare” è: 1)Nemmeno regalato; 2)Omaggio; 3)Di pomeriggio; 4)Ridotto (con riserva); 5)Sempre.

Un film di Theodore Melfi. Con Taraji P. Henson, Octavia Spencer, Janelle Monáe, Kevin Costner, Kirsten Dunst, Jim Parsons, Mahershala Ali, Aldis Hodge, Glen Powell, Kimberly Quinn. Drammatico, 127’. 2017

Basato sul libro “Hidden figures: The story of the african-american women who helped win the space race” di Margot Lee Shetterly.

Per un certo tipo di uomo, maschilista per definizione, pensare che oggi una donna possieda il suo stesso grado di intelligenza e creatività, insieme alla capacità di raggiungere qualsiasi obiettivo, risulterà ancora strano.

Che dire allora di una donna di colore nell’America degli anni ‘60, tanto qualificata da contribuire a portare l’uomo sulla luna? Impossibile?

Ebbene, cari amici maschilisti, non si tratta di una storia di fantasia ma della realtà, e le donne in questione sono addirittura tre.

“Il diritto di contare” di Theodore Melfi è la storia mai raccontata fino a oggi di Katherine Johnson (Taraji P. Henson), Dorothy Vaughn (Octavia Spencer) e Mary Jackson (Janelle Monae), tre brillanti afroamericane che lavorarono alla Nasa a una delle più grandi operazioni della storia: l’invio in orbita dell’astronauta John Glenn.

La riuscita dell’operazione riportò fiducia nella nazione durante un periodo cruciale della Guerra fredda, è ribaltò la corsa allo spazio, galvanizzando il mondo intero.

Negli Stati Uniti degli anni ‘60 essere una donna, di colore in modo particolare, significava avere pochissime possibilità di affermarsi in ambito lavorativo.

Il razzismo era forte e radicato nella società, e anche alla Nasa, dove la scienza e il talento erano di casa, vigeva una forma ostinata di mobbing e segregazione (i bagni e la sala mensa, ad esempio, erano divisi) nei confronti delle lavoratrici di colore.

Ma il colore della pelle non può ostacolare il genio.

Katherine Johnson è una brillante matematica che fin da bambina ha stupito i suoi insegnati. Le sue notevoli doti le spalano le porte del gruppo di calcolo d’élite della Nasa guidato da Al Harrison (Kostner), tra la diffidenza e l’ostracismo dei colleghi.

Katherine dimostra sul campo di essere la migliore, contribuendo alla riuscita della spedizione spaziale di John Glenn, eseguendo i complessi calcoli per fare tornare l’astronauta a casa, dopo tre dei sette giri intorno alla Terra previsti.

Dorothy Vaughn, invece, esperta di meccanica si rivela decisiva per istruire i computer IBM nella realizzazione dei difficili calcoli. La tenace Mary Jackson, infine, sfida la segregazione e riesce a laurearsi, diventando il primo ingegnere aerospaziale donna.

“Il diritto di contare” è una storia di riscatto e indipendenza femminile, oltre che di denuncia civile della società americana dell’epoca. La storia di tre donne che, grazie solo al loro ingegno e determinazione, divennero tre eroine. continua su

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Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano “Essere Melvin”

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