34)Luna Park

“Luna Park” è una miniserie ideata da Isabella Aguilar. Con Simona Tabasco, Lia Grieco, Guglielmo Poggi, Edoardo Coen, Alessio Lapice, Giulio Corso, Tommaso Ragno, Milvia Marigliano, Mario Sgueglia. Drammatico. Italia. 2021-in produzione

Recensione:

La parola Luna Park rievoca in me felici ricordi, legati alla mia infanzia e adolescenza e alla mia famiglia. I miei “poveri” genitori erano costretti a fermarsi in qualsiasi fiera con giostre esistente, per soddisfare i capricci di quel figlio che mal sopportava, invece, i musei e le città d’arte.

Per me, Luna Park significava gioia, stupore, divertimento, magia. Una meravigliosa pausa da una realtà spesso noiosa e ripetitiva. Da teledipendente, invece, mi vengono in mente i pre-serali di Rai1 degli anni ‘90, condotti da personaggi del calibro di Pippo Baudo e Mara Venier.

Questa personale divagazione era necessaria per rendervi partecipe de mio sincero rammarico da attempato recensore nel dover associare, da oggi, a questa bella parola anche un senso di noia e inutilità. Sono queste le sensazioni dominanti, dopo aver visto i sei episodi della miniserie ideata e scritta da Isabella Aguilar.

Dispiace vestire nuovamente i panni del guastafeste, criticando senza remore un progetto Netflix, e per giunta italiano, ma mi è oggettivamente impossibile elogiare qualcosa dove non ho compreso la linea narrativa, l’evoluzione dei personaggi, il senso.

“Luna Park” è una serie priva di riferimenti di genere, indicazioni stilistiche, identità. Sei ore di ibrido pasticciato. Thriller, dramma, melò si mescolano in una sceneggiatura priva di mordente, che lascia lo spettatore freddo e distaccato. E questo nonostante una vera e propria montagna russa di colpi di scena e cambi di registro.

La ricostruzione storica, quanto meno, è attenta, e lo sforzo produttivo importante si vede (l’Italia degli anni ’60 rivive nei costumi e nelle scenografie). continua su

33) I Bastardi di Pizzofalcone 3

“I Bastardi di PizzoFalcone” è una serie di Monica Vullo. Con Alessandro Gassmann, Carolina Crescentini, Antonio Folletto,
Tosca d’Aquino, Massimiliano Gallo, Gianfelice Imparato, Simona Tabasco,
Gennaro Silvestro, Gioia Spaziani, Francesco Guzzo.
Poliziesco. Italia. 2017-in produzione

Recensione:

Ha preso il via ieri su Rai1 la terza stagione della serie “I Bastardi di Pizzofalcone”, ispirata ai romanzi di Maurizio De Giovanni. “Fuochi” è il primo dei sei nuovi episodi, che vedremo in onda ogni lunedì. 

La seconda stagione si era chiusa con la drammatica esplosione del ristorante Letizia, all’interno del quale i nostri anti-eroi erano intenti a festeggiare la riuscita missione sotto copertura dell’ispettore Lojacono (Gassman). Un boato e le fiamme avevano lasciato il pubblico incredulo e spiazzato, senza sapere cosa ne era stato dei protagonisti.

L’attesa si è conclusa ieri. I Bastardi sono vivi! Feriti, scossi e soprattutto arrabbiati perché sono caduti in un’imboscata ordita da un misterioso mandante, ma comunque vivi. Ma chi è che li vuole morti, e soprattutto perché?

Parte da qui la nuova stagione, che comunque non cambia lo status di “indesiderati” dai piani alti che accompagna da sempre i nostri eroi. Persino il loro status di vittime viene messo in discussione dai superiori, con l’avvio di un’inchiesta interna per accertare eventuali responsabilità.

“Fuochi” gira intorno al desiderio di giustizia dei Bastardi, che sebbene ufficialmente inoperosi perché sotto inchiesta, danno vita a un’indagine parallela scandita da colpi di scena e pathos. Ma tutti devono anche affrontare le conseguenze emotive e psicologiche di ciò che è successo, e le crisi e le difficoltà nella vita privata che ne sono conseguite. continua su

195) I Bastardi di Pizzofalcone -Seconda Stagione

“I bastardi di PizzoFalcone 2” è una serie diretta da Alessandro D’Alatri, Carlo Carlei. Con Alessandro Gassmann, Carolina Crescentini, Tosca d’Aquino, Antonio Folletto, Gianfelice Imparato, Simona Tabasco, Gennaro Silvestro, Gioia Spaziani, Serena Iansiti. Italia. 2017-in produzione

Recensione:

Tornano a partire da questa sera, lunedì 8 ottobre, in prima serata su Rai 1 i bravi quanto reietti protagonisti de “I bastardi di Pizzofalcone”, con l’attesa seconda stagione della serie tv, composta da sei episodi.

La libera trasposizione dei romanzi di Maurizio De Giovanni, editi da Einaudi, ha conquistato critica e pubblico, facendo breccia anche per il suo modo accattivante e innovativo di raccontare Napoli. La città in cui i Bastardi si muovono, indagano e vivono, infatti, ha un volto molto diverso da quello presentato da serie come “Gomorra”.

Eppure anche in questa Napoli bella e gaudente è presente un’anima nera e malvagia, che si materializza in omicidi, efferatezze e crimini vari su cui è chiamata a indagare la squadra di outsider capitanata dall’ispettore Lojacono (Gassman).

Ma cosa dobbiamo aspettarci da questa seconda stagione della serie? Quanto di buono visto lo scorso anno verrà confermato? Dopo aver visto in anteprima su Raiplay il primo episodio, “Cuccioli” , posso fugare ogni dubbio su un possibile calo qualitativo. I Bastardi si confermano serie di spessore, ben strutturata, girata e interpretata.

Non volendo rovinarvi la visione con incauti spoiler mi limiterà a qualche considerazione generale. “Cuccioli” rappresenta indubbiamente un inizio col botto. Il caso di puntata è l’uccisione di una giovane ucraina e dell’abbandono della sua bambina di fronte al commissariato, che nel corso dell’indagine assumerà i contorni di una storia di egoismo e cinismo con protagonista la cosiddetta società civile cittadina. continua su

http://paroleacolori.com/i-bastardi-di-pizzofalcone-al-via-su-rai-1-la-seconda-stagione/

34) E’ arrivata la felicità 2

“E’ arrivata  la Felicità” è una serie di Riccardo Milani, Francesco Vicario. Con Claudio Santamaria, Claudia Pandolfi, Lunetta Savino, Alessandro Roja, Edwige Fenech, Ninetto Davoli, Giulia Bevilacqua. Commedia romantica. 2015-in corso, Italia

È arrivata la felicità… No, caro lettore, non sono preda di visioni né sono stato colto da un improvviso attacco di ottimismo. Dopo due anni e mezzo d’attesa, è tornata ieri, 20 febbraio, su Rai 1 la serie tv con Claudio Santamaria e Claudia Pandolfi.

Chi vi scrive è stato probabilmente uno dei pochi a stroncare, a suo tempo, la prima stagione, scritta da Ivan Cotroneo e Monica Rametta, e diretta da Riccardo Milani e Francesco Vicario, giudicandola molto al di sotto delle aspettative. Ma come sempre, sono i dati Auditel e il pubblico a dettare legge – e palinsesto.

Perché abbiamo dovuto aspettare tre anni, per rivedere Orlando, Angelica e gli altri personaggi? È stata la stessa Tinni Andreatta, direttrice di Rai Fiction, in conferenza stampa a dare la risposta. “Questo tempo è servito per dare agli sceneggiatori modo di scrivere episodi (24 da 50’ ciascuno) efficaci e di qualità, e successivamente per realizzarli al meglio”.

L’idea di “È arrivata la felicità” era quella di mettere in scena una sorta di fiaba moderna, dove ogni personaggio, alla fine di un percorso emotivo ed esistenziale, riuscisse a trovare la sua dimensione e il suo posto nel mondo. Per gli sceneggiatori, questo pareva includere l’amore – perché alla fine della prima stagione quasi tutti erano felici e innamorati.

Nella seconda stagione si riparte proprio dal “e vissero felici e contenti”, per raccontare come sono andate le cose dopo due anni. Orlando (Santamaria) e Angelica (Pandolfi), si ameranno ancora, dopo la nascita del figlio e la convivenza con la famiglia allargata? Che a proposito, come se la starà cavando sotto un unico tetto?

Nunzia (Tabasco) e Pietro (Roja), nonostante sulla carta fossero una coppia improbabile, saranno riusciti a tenere viva la fiamma della passione e a durare? E Valeria (Bevilacqua) e la sua compagna Rita (De Cola)? Mamma Giovanna (Savino) avrà alla fine accettato pienamente il loro rapporto?

Tanti i possibili sviluppi che devono aver frullato nella testa degli sceneggiatori in fase di scrittura. Ma in realtà le novità sono dietro l’angolo. “La vera sfida è stata quella di voler inserire la tematica del cancro in una serie televisiva per famiglie – ha spiegato Cotroneo in conferenza stampa -, cercando di raccontare la malattia in modo autentico e realistico, ma trovando il giusto equilibrio tra dramma e commedia. Soprattutto volendo trasmettere il messaggio che la vita va avanti comunque, per chi è malato, per i famigliari e gli amici”.

Una sfida ambiziosa, ma che probabilmente dopo il successo della miniserie “La linea verticale” di Mattia Torre (qui la recensione su Parole a Colori) risulta meno d’impatto e originale per chi guarda, anche se sicuramente apprezzabile.

Nei primi due episodi di “È arrivata la felicità” tornano tutti i personaggi, a distanza di due anni. Ci si accorge sin da subito, però, che qualcosa è cambiato… Orlando e Angelica discutono continuamente, e si rimproverano a vicenda scarsa attenzione e scarso impegno nella gestione della nuova vita insieme. I due sembra diventati una coppia “normale”, usurata dalla convivenza e dai problemi. continua su

http://paroleacolori.com/e-arrivata-la-felicita-quando-e-vissero-felici-e-contenti-e-solo-linizio/

243) I Baby Sitter

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Il biglietto d’acquistare per “I babysitter” è : 1) Neanche regalato 2) Omaggio 3) Di pomeriggio (Con Riserva ) 4) Ridotto 5) Sempre.
“I baby Sitter” è un film del 2016 scritto e diretto da Giovanni Bognetti , remake del film francese “Babysitting”, con : Francesco Mandelli, Paolo Ruffini, Andrea Pisani, Simona Tabasco, Bruno Gambarotta, Francesca Cavallin, Antonio Catania, Francesco Facchinetti, Diego Abatantuono.

Fare il babysitter può essere un lavoro rischioso e complicato, oltre che delicato. Nel nostro immaginario i babysitter sono di solito donne mature ed esperte, ragazzine in cerca di qualche soldo oppure zii o nonni che, per amor del nipote, si sottopongono alle “13 fatiche di Ercole”.
“I babysitter” presenta una variazione sul tema, anche se già vista al cinema e in tv, ovvero quella dell’impiegato modello obbligato dal capo a fare da balia al proprio figlio ribelle.
Nello specifico, il protagonista della nostra storia è Andrea (Mandelli), modesto agente sportivo presso l’importante agenzia di Gianni Porrini (Abatantuono). Così, nel giorno del suo trentesimo compleanno, invece di festeggiare con gli amici storici, accetta ob torto collo, di fare da babysitter a Remo (Pinter), sperando di avere un’opportunità di visibilità con papà Porrini.
I coniugi Porrini, convinti di aver lasciato il proprio figlio in mani sicure, trascorrono serenamente la notte fuori. La mattina seguente l’imprevista telefonata della polizia li costringe a ritornare in una casa devastata e con il figlio scomparso.
Preoccupati e increduli, insieme con la polizia, iniziano a guardare un video girato da Andrea e dai suoi amici sulla notte appena trascorsa.
Così lo spettatore entra in un film dentro al film, scoprendo cosa è successo ai protagonisti nella loro movimentata e notte.
La sceneggiatura, anche se ben scritta e godibile, risulta abbastanza scontata e prevedibile, nel tentativo di rielaborare il tema del film “Una Notte da Leoni” in chiave italiana. continua su

https://www.mygenerationweb.it/201610193392/articoli/palcoscenico/cinema/3392-anteprima-i-babysitter-una-notte-da-leoni-con-bambino