81) Sabbia Nera ( Cristina Cassar Scalia)


“Sabbia Nera” è un romanzo scritto da Cristina Cassar Scalia e pubblicato da Einaudi editore nel Maggio 2018.

Sinossi:
Mentre Catania è avvolta da una pioggia di ceneri dell’Etna, nell’ala abbandonata di una villa signorile alle pendici del vulcano viene ritrovato un corpo di donna ormai mummificato dal tempo. Del caso è incaricato il vicequestore Giovanna Guarrasi, detta Vanina, trentanovenne palermitana trasferita alla Mobile di Catania. La casa è pressoché abbandonata dal 1959, solo Alfio Burrano, nipote del vecchio proprietario, ne occupa saltuariamente qualche stanza. Risalire all’identità del cadavere è complicato, e per riuscirci a Vanina servirà l’aiuto del commissario in pensione Biagio Patanè. I ricordi del vecchio poliziotto la costringeranno a indagare nel passato, conducendola al luogo dove l’intera vicenda ha avuto inizio: un rinomato bordello degli anni Cinquanta conosciuto come «il Valentino». Districandosi tra le ragnatele del tempo, il vicequestore svelerà una storia di avidità e risentimento che tutti credevano ormai sepolta per sempre, e che invece trascinerà con sé una striscia di sangue fino ai giorni nostri.
Recensione:
La mia amata Sicilia continua a regalarmi piacevoli ed interessanti scoperte letterarie.
Dopo Barbara Bellomo, è il turno della Dott.ssa Cristina Cassar Scalia a farmi rimpiangere la tardiva lettura.
“Sabbia nera” si rivela fin dalle prime pagine una storia intrigante, avvolgente, piena di colpi di scena scandito da un incalzante e crescente ritmo narrativo.
“Sabbia nera” ci piace definirlo come un riuscito ibrido tra thriller e noir contenendo il meglio dei due generi, magistralmente mescolati dalla creativa autrice.
“Sabbia nera” certifica la nascita di una nuova stella letteraria destinata, senza dubbio, a conquistare nei prossimi anni l’interesse e curiosità dei lettori.
Mi riferisco ovviamente al vicequestore Giovanna Guarrasi, detta Vanina.
Vanina è una donna forte, intelligente, capace nel proprio lavoro, ma costretta a con convivere con un passato doloroso mai sopito.
Il lettore più attento e scrupoloso potrebbe cogliere nella personalità e soprattutto nelle dure spigolature caratteriali della protagonista più di un’assonanza narrativa con i più famosi “colleghi” Montalbano e Schiavone.
Ma seppure queste comparazioni siano corrette oltre che legittime, sarebbe altresì errato credere che la Scalia si sia limitata ad adattare uno script valido in chiave femminile.
“Sabbia Nera” è molto di più potendo contare su altri personaggi dal notevole potenziale drammaturgico . Già in questo primo episodio appaiono preziosi nel dare brio e profondità all’intreccio.
L’altra protagonista di “Sabbia Nera” è la città di Catania raccontata e descritta dall’autrice con sincerità e passione senza dover ricorrere ad inutili cliché e stereotipi.
“Sabbia nera” permette al lettore di conoscere una Catania in bianco e nero in cui vizi e tradimenti erano paradossalmente tollerati fino a quando non venissero meno la facciata pubblica o peggio ancora gli interessi economici individuali.
Già perché l’avidità scatenava e scatena tutt’oggi i peggiori istinti criminali dell’uomo o di una donna.

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19) Il Peso Dell’Oro (Barbara Bellomo)

“Il peso dell’oro” è un romanzo scritto da Barbara Bellomo e pubblicato nel settembre 2018 da Salani Editore.
Sinossi:
Per la giovane archeologa siciliana Isabella De Clio il lavoro è sempre stato tutto. Ma adesso sta cominciando a non bastarle più. La solitudine può diventare pesante, soprattutto se non si riesce a scordare chi un giorno ti ha rubato il cuore. Per fortuna un nuovo mistero è pronto a farle dimenticare la sua situazione sentimentale: una recente scoperta di papiri attribuibili ad Archimede, rinvenuti durante degli scavi, la spinge ad avvicinarsi all’importante codex rescriptus di età medievale, ritenuto per molto tempo solo un libro di preghiere che nasconde però molte sorprese… Isabella si troverà così a dover districare un intreccio che interseca passato e presente: da un lato il famoso scienziato impegnato alla difesa di Siracusa sotto l’assedio dei Romani, guidati dal console Claudio Marcello, dall’altro un tesoro dal valore inestimabile, morti misteriose e intrighi molto più grandi di lei. Sarà proprio grazie a questa nuova, azzardata, indagine, però, che Isabella scoprirà di non essere poi sola come credeva.
Recensione:
Come si quantifica la ricchezza di una persona?
La prosperità del conto corrente? Il potere? La possibilità d’incidere sulla vita altrui?
O diversamente una persona è veramente ricca se possiede talento, intelligenza, l’amore o potendo contare su veri amici?
“Il peso dell’oro” di Barbara Bellomo conduce il lettore in una nuova ed emozionante indagine della brava e bella archeologa Isabella De Clio, caratterizzata ormai da una consolidata struttura narrativa basata sull’alternanza temporale e narrativo tra passato e presente.
Un passato rappresentato in questo caso dalle gesta e pensieri dal geniale Archimede Pitagorico e come grazie alle proprie invenzioni permise alla città di Siracusa di resistere per ben due anni all’assedio da parte dell’esercito romano.
Una struttura narrativa originale quanto complessa da maneggiare che indubbiamente va considerato come il vero “marchio di fabbrica” autoriale oltre che creativo della Dott.ssa Barbara Bellomo.
Il lettore anche in questo terzo romanzo è colpito, affascinato dalla grande conoscenza e padronanza della Storia della Bellomo e con quale naturalezza riesca ad unire, mescolare fatti storici realmente accaduti, spunti archeologici in un thriller moderno con sfumature romance, senza mai svilire il valore e l’importanza del contributo storico.
Al tempo stesso “Il peso dell’oro” racconta una prima quanta decisiva chiusura del cerchio nella vita professionale e soprattutto privata della protagonista De Clio.
Un ‘indagine che sconvolgerà totalmente l’esistenza di Isabella costringendola a riconsiderare vecchie amicizie, ripensare solidi principi ed ammettere le proprie fragilità e desideri d’affetto comuni ad ogni single.
“Il peso dell’oro” è complessivamente una lettura interessante, stimolante, vibrante capace di regalare pathos, emozioni e numerosi colpi di scena al lettore obbligandolo alla lettura fino all’ultimo pagina per conoscere tutte le verità di una storia davvero intensa e ben scritta.
Il finale romantico quanto aperto del romanzo induce il sorridere lettore ad attendere con ansia una nuova avventura della nostra Isabella finalmente “ricca” d’’amore e di fidati amici.

196) La Ladra di Ricordi (Barbara Bellomo)

“La Ladra di Ricordi” è un romanzo scritto da Barbara Bellomo e pubblicato da Salani Editore nell’Aprile 2016.

Sinossi:
Cosa accomuna l’omicidio, ai giorni nostri, di una dolce, vecchia signora dalla vita irreprensibile e i grandi protagonisti dell’età repubblicana – Cesare, Lepido, Cicerone, Marco Antonio, la crudele moglie Fulvia e la piccola Clodia? È quello che dovrà scoprire un terzetto stranamente assortito, chiamato in causa per l’occasione. Isabella De Clio, giovane archeologa siciliana specializzata in arte antica, è bella, volitiva, preparatissima, ma ha un motivo particolare per temere la polizia. E il fatto che l’affascinante Mauro Caccia, l’uomo che la affianca nelle indagini, sia un commissario non l’aiuta più di tanto. Con loro c’è anche Giacomo Nardi, depresso professore di museologia e beni culturali… È l’inizio di una storia che intreccia la Roma del I secolo a.C. e l’Italia contemporanea, gli antichi intrighi politici e i mediocri baroni universitari dei nostri tempi, la violenza che si nasconde tra le mura di casa e la precarietà in cui i ragazzi di oggi, anche i migliori, sono costretti a crescere e a diventare adulti. Un romanzo fresco e ricco d’atmosfera, che si muove con agilità tra passato e presente, per un esordio che non passa inosservato.
Recensione:
“Meglio tardi che mai” recita un vecchio proverbio quanto mai valido ed applicabile oggi alla contradittoria e frenetica vita dell’uomo moderno.
Un proverbio che, da lettore, ho fortunatamente pronunciato sovente dopo aver terminato un romanzo di un autore sfuggito precedentemente alla mia attenzione.
“La ladra di ricordi “di Barbara Bellomo si è infatti rivelata una piacevole ed interessante lettura facendomi scoprire il talento, passione e creatività di una scrittrice siciliana.
“La Ladra di ricordi”, pubblicato nel 2016, ha rappresentato l’esordio della Dott.ssa Bellomo come autrice di romanzi, avendo già al suo attivo pubblicazioni scientifiche, ma conquistando, fin da subito, un meritato ed ampio consenso di critica e pubblico.
Leggendo i commenti sul web, sono sempre più numerosi e convinti coloro che paragonano la penna della Bellomo e la bella e tenace archeologa Isabella De Clio, protagonista dei suoi romanzi, alla fortunata e popolare saga letteraria ed ora televisiva de “L’Allieva” nata dalla penna della Dott.ssa Alice Gazzola.
La stessa Gazzola non ha esitato ad apprezzare pubblicamente il lavoro della collega, confermando una certa affinità elettiva oltre che letteraria tra queste due giovani e toste “eroine” impegnate in ambiti professionali prevalentemente maschili ed ottusi.
“La Ladra di Ricordi” è un thriller che profuma di storia, antichità ed allo stesso tempo di modernità, capace di coinvolgere con bravura il lettore fin dalle prime pagine anche grazie all’uso sapiente e calibrato di “flash back” originali ed efficaci.
“La Ladra di Ricordi” ha una struttura narrativa lineare, semplice, ma mai banale o prevedibile, riuscendo a mantenere alto l’interesse e curiosità del lettore con un costante ritmo e pathos narrativo fino all’ultima pagina del romanzo.
“Scoprire” Barbara Bellomo è stata una bella e preziosa sorpresa letteraria oltre ad offrire ad un lettore poco incline agli studi archeologici e storici di trovare nell’umanità e personalità di Isabella De Clio, un valido motivo e stimolo per riprendere tra le mani anche testi più impegnativi per approfondire alcune tematiche e colmare molte lacune scolastiche.

157) L’amore brucia come zolfo (Lucia Maria Collerone)

“L’amore brucia come zolfo” è un romanzo scritto da Lucia Maria Collerone ed auto pubblicato nel luglio 2017 con Independently published – Collane Le Titane

Sinossi:
L’opera è un romanzo storico ambientato nella città di Caltanissetta nel momento in cui essa è il centro mondiale dello zolfo e la grande storia dell’Indipendenza dell’Italia e dell’economia basata sull’estrazione dello zolfo fanno da sfondo alle vicende sociali e umane di due classi sociali: quelle degli zolfatari e delle loro donne, che lottano duramente per sopravvivere in condizioni di vita e di lavoro disumane e aberranti e dei nobili padroni delle miniere che gestiscono la ricchezza e governano le povere, disperate dei “diavoli della pirrera”. Molte storie s’intrecciano con il loro carico di sofferenza e umanità, esseri umani schiacciati dalla povertà assoluta e dalla disperazione, che si ergono a titani e non arretrano davanti al dolore, alla crudeltà del reale e rispondono alla vita con coraggio e forza sorprendenti. Ci sono uomini che le convenzioni sociali stigmatizzano e costringono in scelte di vita senza scampo, senza libertà. Protagonista è Cecilia eroina tragica che spicca prepotentemente per la sua bellezza d’animo, la sua capacità d’amore abnegazione per la famiglia, per la sua capacità di sognare oltre il reale e che accetta la prigionia di un amore dorato per sfuggire all’abbandono, alla solitudine, ai pregiudizi che la avvolgono in una comunità becera e incapace di condivisione, troppo oppressa dalle sofferenze di una vita meschina. Cecilia è sola in un mondo dove l’anello debole è la donna, dove quando una donna non ha un uomo a proteggerla essa può solo diventare una prostituta. La sua bellezza particolare, diversa, quasi regale e la sua furbizia arguta, nonché la sua intelligenza operosa, la rendono appetibile agli occhi del barone che lei incontra e seduce quando è poco più che una bambina. L’intreccio assorbe per il turbinio delle azioni, per il continuo cambio di azione e di situazione, per i capovolgimenti e gli eventi, che non coinvolgono solo Cecilia, ma tutto il mondo che è intorno a lei sia umano che storico. La scrittura è veloce e curata nei particolari, crea immagini vivide e forti che nella mente del lettore diventano come scene da un film. La storia narrata ha la sua fonte in una storia vera, realmente vissuta, i personaggi sono realmente esistiti e l’impianto della cornice è storicamente circostanziato e corrispondente al vero storico. Ciò che, invece, è frutto della creatività dell’autrice, è la ricostruzione della storia d’amore, che pur essendo realmente esistita, nel suo dispiegarsi e nell’evolvere dei fatti, è frutto della fantasia narrativa dell’autrice e della narrazione orale di chi è stato realmente a contatto con i protagonisti.
Recensione:
Esistono romanzi capaci di trasmettere sincere e vivide emozioni trasudando autenticità ed amore.
Esistono romanzi che permettono al lettore d’immaginare i luoghi, vedere i colori, sentire profumi dell’ambientazione storica, culturale, naturalistica e sociale scelti dall’autore.
Esistono romanzi che catturano l’attenzione e cuore del lettore fin dalla prima pagina, facendolo entrare completamente dentro una storia bella, coinvolgente quanto dura, amara e realistica nel suo sviluppo narrativo ed efficace quanto convincente nel descrivere e delineare l’evoluzione psicologica ed esistenziale dei diversi personaggi.
Esistono romanzi che una volta terminati di leggere ti rimangono dentro e spingendoti a riflettere quanto la vita, allo stesso tempo, possa essere bella e spietata.
Esistono romanzi che sanno raccontare, spiegare e mostrare la vera essenza della Sicilia e dei siciliani senza cedere a banali e stucchevoli stereotipi e pregiudizi.
Esistono romanzi che sanno parlare d’amore romantico quanto carnale senza dover utilizzare gratuite e volgari scene di sesso per acchiappare qualche lettore in più.
Esistono romanzi in cui è possibile riscontrare ed apprezzare dei personaggi caratterizzati dall’ educazione, rispetto, orgoglio, onestà, coraggio, dignità, senso del dovere pudore prima che dal proprio aspetto fisico o fascino.
Esistono dei romanzi scritti con uno stile semplice, lineare ma quanto mai incisivo e profondo, grazie alla penna di uno scrittore talentuoso, creativo ma soprattutto dotato di grande umanità e spiccata sensibilità.
Esiste nella carriera di ogni autore l’urgenza e necessità intima prima ancora che artistica di scrivere una storia.
Quando ciò avviene, il lettore avrà la fortuna di leggere non solo un libro, ma condividere una parte di cuore e d’anima dello stesso scrittore.
Caro Lettore, mi domandi dove puoi trovare, leggere un romanzo di tal genere?
La risposta è semplice: acquista e leggi il romanzo di Lucia Maria Collerone e scoprirai una Sicilia ed un mondo finora sconosciuto o solamente in minima parte raccontato da Giovanni Verga nelle sue novelle.
“L’amore brucia come zolfo” è un libro caldo, forte, vibrante come può essere soltanto l’amore verso la vostra famiglia e la propria terra.

154) Pipino Il Breve

pipino

“Pipino Il Breve” è una commedia musicale di Tony Cucchiara con la collaborazione al testo di Renzo Barbera, regia : Giuseppe Romani, scene e costumi: Francesco Geracà, coreografie : Silvana Lo Giudice, musiche : Tony Cucchiara.
Con :Tuccio Musumeci, Massimiliano Costantino, Evelyn Famà, Giampaolo Romania, Margherita Mingemi, Elena Ronsivalle,Olivia Spigarelli, Riccardo Maria Tarci. Musici: Pippo Russo, Roberto Fuzio, Rosario Moschitta, Alessandro Pizzimento.
Lo spettacolo sarà in scena il 13 Agosto ad Aci Bonaccorsi e il 16 e 17 a Segesta

Vi siete mai chiesti come sarebbe stato il mondo se non fosse nato Carlo Magno?
E se dietro la sua nascita ci fosse stata una sorta di “Beautiful” ante litteram?
In fondo la storia è fatta anche di avvenimenti imprevisti degni di una sceneggiatura teatrale.
In questo modo lo spettatore entra nello corte di Pipino il Breve(Tuccio Musumeci), Re di Francia che sebbene sia anziano desidera avere un erede decidendo così di spedire i suoi ambasciatori presso i Sovrani d’Ungheria perchè gli diano in moglie la loro figlia Berta in modo da poter garantire un futuro al proprio regno.
L’ingenua e ubbidiente Berta parte per la Francia e durante il viaggio si ferma a Magonza per rifocillarsi. Qui Falista(Famà) la figlia del Re di Magonza, fisicamente simile a Berta e bramosa di salire sul trono di Francia, escogita insieme al suo amante cavaliere un diabolico piano per prendere il posto di Berta e presentarsi al cospetto di Pipino il Breve.
Un ‘inganno lungo sette anni in cui Falista sebbene dia la luce ben due eredi alla Francia non viene amata bensì schernita pesantemente dalla popolazione oberata di lavoro e stanca.
Berta , risparmiata dalla morte dall’amante di Falista, trova rifugio per sette anni nel bosco presso un cacciatore.
Saranno i genitori di Berta, preoccupati dal lungo silenzio della figlia e desiderosi di rivederla , una volta giunti a corte a svelare l’inganno di Falista, provocando l’ira di Pipino il Breve.
La commedia divisa in due atti ha forse il proprio limite nell’eccessiva lunghezza sebbene nel complesso risulti godibile, fresca, e brillante.
La prima parte risulta più dinamica e incalzante rispetto alla seconda in cui il testo appare meno fluido e dispersivo con alcune scene probabilmente superflue e non necessarie per cogliere l’essenza della storia e rendendo l’intreccio narrativo più pesante da seguire.
Il testo è ben scritto, divertente, fluido, diretto e semplice capace di strappare più di una risata.
Sebbene non sia un ‘amante dei musical, lo spettacolo si segue con piacere e attenzione per merito del giusto alternarsi di recitazione , canto e ballo e soprattutto grazie al talento e alla poliedricità dell’intero cast che si rivela compatto, affiatato e capace di sfornare una prestazione corale di assoluto livello.
Non si può ovviamente non menzionare la performance di Tuccio Musumeci che nonostante non appaia in tutte le scene e la sua veneranda età continua a graffiare e reggere la scena con carisma e personalità. Come degna di citazione è la prestazione di Evelyn Famà convincente anche nel ruolo di “cattiva” rivelando oltre i già conosciuti e apprezzati talenti interpretativi una notevole e intensa capacità canora.
Sono meritevoli di elogio la coreografa Silvana Lo Giudice e l’autore delle musiche Tony Cucchiara per come hanno reso intrigante e coinvolgente l’equilibrio tra musica e danza.
La regia di Giuseppe Romani ispirata a quella del 1975 si dimostra valida, armoniosa, vibrante e ricca di talento magari non sempre costante nel ritmo narrativo, ma brava nell’idea di presentare la storia attraverso quattro talentuosi “musici”- cantastorie.
Il regno di Carlo Magno ha cambiato la storia del mondo, la sua nascita sicuramente cambia la serata dello spettatore che esce dal teatro sorridendo e canticchiando”E’nato Carlo”!.

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci,nonostante tutto”

http://www.ibs.it/ebook/ser/serfat.asp?site=ebook&xy=amiamoci+nonostante+tutto

Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano “Essere Melvin”

http://www.ibs.it/code/9788899121372/de-agrograve/essere-melvin-tra.html

“Pepin the Short” is a musical comedy of Tony Cucchiara collaboration with the text of Renzo Barbera, director: Joseph Roman, sets and costumes: Francesco Geracà, choreography: Silvana Lo Giudice, music: Tony Cucchiara.
With: Tuccio Musumeci, Massimiliano Constantine, Evelyn Famà Giampaolo Romania, Margherita Mingemi, Elena Ronsivalle, Olivia Spigarelli, Riccardo Maria Tarci. Musicians: Pippo Russo, Roberto Fuzio, Rosario Moschitta, Alessandro Pizzimento.
The show will be staged on August 13 at Aci Bonaccorsi and 16:17 to Segesta

Have you ever wondered how the world would be if it were not born Charlemagne?
And if behind his birth there was a sort of “Beautiful” before its time?
After all, the story is also made of unexpected events worthy of a theatrical script.
In this way, the viewer enters the court of Pepin the Short (Tuccio Musumeci), King of France, who although older want to have an heir deciding to send its ambassadors to the sovereigns of Hungary because the give in marriage their daughter Berta so we can guarantee a future for his kingdom.
The naive and obedient Berta leaves for France and during the journey stops in Mainz for refreshment. Here Falista (Fama), the daughter of the King of Mainz, physically similar to Berta and eager to get on the throne of France, devises with his lover knight a diabolical plan to take the place of Berta and appear in the presence of Pepin the Short.
A ‘deception through seven years when Falista although give light two heirs to France is not popular but heavily mocked by the people overworked and tired.
Berta, saved from death by the lover of Falista, finds refuge in the woods for seven years at a hunter.
Will the parents of Berta, worried by the long silence of her daughter and eager to see you again, when you get to court to reveal the deception of Falista, provoking the wrath of Pepin the Short.
The play is divided into two acts has perhaps its limit in the excessive length overall result although enjoyable, fresh and bright.
The first part is more dynamic and insistent than the second where text appears less fluid and dispersed with some scenes probably unnecessary and not needed to capture the essence of the story and making the heaviest storyline to follow.
The text is well written, fun, fluid, direct and easily able to rip more than a laugh.
Although not a ‘lover of musicals, the show will follow with pleasure and attention to the merits of the right alternation of acting, singing and dancing and especially thanks to the talent and versatility of the entire cast that reveals compact, cohesive and able to churn a choral performance of the highest level.
One can of course not to mention the performance of Tuccio Musumeci that despite not appearing in all scenes and its age continues to scratch and hold the stage with charisma and personality. How worthy of mention is the performance of Evelyn Famà convincing in the role of “bad” proving beyond the already known and appreciated considerable interpretive talents and intense singing ability.
They are deserving of praise choreographer Silvana The Judge and the composer of the music for Tony Cucchiara as they made intriguing and engaging balance between music and dance.
Directed by Giuseppe Romans inspired by that of 1975 became an effective, harmonious, vibrant and full of talent may not always consistent in narrative rhythm, but good idea to present the story through four talented “musicians” – storytellers.
The reign of Charlemagne changed the history of the world, his birth certainly changes the evening of the spectator who leaves the theater smiling and humming “He was born Charles” !.

Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

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Vittorio De Agro and Cavinato Publisher present “Being Melvin”

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105) Amiamoci Nonostante Tutto – La Festa dell’Amore va in scena in Sicilia

di pietro 19

Quando capisci che la  tua vita è davvero tornata pienamente nelle tue mani?

Difficile dare una risposta certa e onestamente  essendo una persona inquieta e nevrotica non so neanche bene cosa significhi essere sereni e tranquilli.

Eppure quando Venerdì sera  non appena si è conclusa la presentazione del mio “Amiamoci, nonostante Tutto” tra gli applausi del sorridente e numeroso pubblico, ho pensato “Chissà forse è questo il momento che tanto  ho cercato?!”

Quando ho cominciato a stringere  le mani di estranei, abbracciare amici e parenti e soprattutto firmare con la mia pessima calligrafia i miei libri, sono tornato con la memoria al 31 luglio del 2009 quando la mia vita implose  iniziando la mia traversata del deserto che appariva lunga ed interminabile.

La  “malattia” mi ha costretto a  rivoluzionare la a vita e a guardarmi dentro con assoluta e ferocia onestà e soprattutto quanto mi  aveva reso indigesta e amara la mia casa,la mia terra:la Sicilia. Uno strappo doloroso che sognavo di sanare il prima possibile.

Il 31 Luglio 2009 sono morto,il 10 Luglio 2015 sono tornato anche in Sicilia e non posso negarVi la mia gioia,orgoglio e soddisfazione.

La “mia”  Sicilia è tornata ad essere il luogo dell’infanzia, dei ricordi e del Sole.

Un Amore è rifiorito e come tale sono contento di raccontarvelo, perchè è stata davvero una bella Festa D’Amore e Amicizia.

Ringrazio di cuore tutti gli ospiti venuti ad ascoltarmi, vi ho stretto la mano ad uno ad uno,ma credetemi avete riscaldato  e reso felice  il mio vecchio cuore.

Davvero Grazie a tutti.

Da  Venerdi  notte ancora più forte posso gridare al mondo il mio “Amiamoci,Nonostante Tutto”.

Se volete sapere di più sulla serata cliccate sui seguenti video per foto e video.

Foto:

https://www.facebook.com/essere.melvin/media_set?set=a.458935990946610.1073741833.100004906388526&type=3&pnref=story

https://www.facebook.com/essere.melvin/media_set?set=a.458730167633859.1073741832.100004906388526&type=3

Video:

When you realize that your life is really back fully into your hands?

Difficult to give a definite answer honestly and being a person restless and neurotic not even know well what it means to be calm and peaceful.

Yet when Friday night came to an end as soon as the presentation of my “Let us love, despite all” to the applause of the large audience and smiling, I thought, “Who knows, perhaps this is the time that I have tried so much ?!”

When I began to shake the hands of strangers, embrace friends and family and especially with my bad handwriting sign my books, I came back with the memory to 31 July 2009 when my life imploded starting my journey through the desert that seemed long and endless.

The “disease” forced me to revolutionize the life and look inside with absolute ferocity and honesty and above what had made me bitter and indigestible my house, my land: Sicily. A tear painful that I dreamed to heal as soon as possible.

The July 31, 2009 died, July 10, 2015 I returned in Sicily and I can not deny my joy, pride and satisfaction.

The “my” Sicilia has once again become the place of childhood memories and the sun.

A Love it flourished and as such I’m happy to tell you about it, because it was really a beautiful Feast of Love and Friendship.

I sincerely thank all the guests who came to listen to me, I shook hands one by one, but trust me you have warmed up and made happy my old heart.

Thank you all really.

From Friday night even stronger I can tell the world my “Let us love, Despite Everything”.

If you want to know more about the event please click on the following video to photos and video.

Photo:

https://www.facebook.com/essere.melvin/media_set?set=a.458935990946610.1073741833.100004906388526&type=3&pnref=story

https://www.facebook.com/essere.melvin/media_set?set=a.458730167633859.1073741832.100004906388526&type=3

Videos:

127) Mauro c’ha da fare

mauro c'ha da fare

Il biglietto d’acquistare per “Mauro c’ha da fare” è : 1) Neanche regalato 2) Omaggio 3) Di pomeriggio 4) Ridotto 5) Sempre

“Mauro c’ha da fare” è un film del 2013 diretto da Alessandro Di Robilant, scritto da Alessandro Marinaro e Alessandro Di Robilant, con: Carlo Ferreri, Evelyn Famà, Andrea Borrelli, Cettina Bonaffini, Massimo Leggio.

Dicono che i nazionalismi siano pericolosi e che l’orgoglio e la testardaggine siano cattivi consiglieri. In molti casi è così, ma ogni tanto è piacevole sventolare la propria bandiera e dimostrare il senso di appartenenza a un gruppo. Sempre che questo non comporti fare del male a chi ci circonda e arrivare all’estremismo.

Quando si parla e si scrive della Sicilia e dei siciliani, in genere, ci si sofferma su temi consolidati: mafia, indolenza, clientelismo, arretratezza culturale. Più di un colpo di pistola, quello che uccide sono lo stereotipo e il luogo comune.

Ebbene, Alessandro Di Robilant con la sua ultima fatica rompe gli schemi e i cliché, regalandoci una commedia agrodolce che racconta cosa significhi, oggi, essere giovani in Sicilia, con la volontà di affermare nella propria terra puntando sul talento e la cultura.

Un’utopia o forse una favola, visti i tempi in cui viviamo, eppure Mauro Magazzino (Ferreri), brillante 33enne, dopo aver ottenuto due lauree, in Economia e Filosofia, vorrebbe conquistarsi “un posto al sole” all’Università e così, con costanza, ogni anno partecipa al concorso per un dottorato e puntualmente viene scavalcato da raccomandanti privi di titoli e talenti.

Mauro è un uomo onesto ma orgoglioso, che ritiene che i suoi sforzi debbano essere ripagati con un lavoro all’altezza. Per questo rifiuta ogni raccomandazione e ogni compromesso, facendo arrabbiare la fidanzata storica Laura (Famà), che invece vuole lasciare la Sicilia, avara di prospettive.

Un modo molto diverso di vedere la vita, che provoca alla fine la rottura tra i due, facendo sprofondare Mauro nell’abulia e in uno stato di apatia rabbiosa. Così il nostro Don Chisciotte siciliano si rinchiude nel suo mondo, lottando contro i suoi mulini a vento, rappresentati dai genitori, stanchi di averlo a casa, impegnato a rimproverare la donna delle pulizie, a fare ripetizioni private inutili, o a scrivere articoli di protesta contro l’incuria dell’amministrazione comunale.

Mauro vorrebbe farsi una famiglia e avere una vita autonoma, ma non può fare altro che osservare e sospirare malinconicamente dalla finestra della sua camera, invidiando le giovani coppie con figli. E così passa il tempo.

Gli autori hanno scritto una commedia di denuncia, di critica sociale e di costume, scegliendo però di declinarla attraverso i toni dell’ironia e del sarcasmo. Lo stile si muove tra il grottesco e il surreale, portando lo spettatore a respirare un’atmosfera kafkiana in salsa siciliana.

continua su

http://paroleacolori.com/al-cinema-mauro-c-ha-da-fare/

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci,nonostante tutto”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html

Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano “Essere Melvin”

http://www.ibs.it/code/9788899121372/de-agrograve/essere-melvin-tra.html

The ticket purchase for “Mauro which has to do” is: 1) Not even gave 2) Tribute 3) In the afternoon 4) Reduced 5) Always

“Mauro which has to do” is a film of 2013 directed by Alessandro Di Robilant, written by Alessandro Marinaro and Alessandro Di Robilant, with: Carlo Ferreri, Evelyn Famà, Andrea Borrelli, Cettina Bonaffini, Massimo Leggio.

They say that nationalism is dangerous and that pride and stubbornness are bad advisers. In many cases it is, but sometimes it’s nice to wave its flag and demonstrate a sense of belonging to a group. Provided that this does not lead to hurt those around us and going to the extremes.

When speaking and writing of Sicily and Sicilians, generally, we focus on themes established: mafia, indolence, patronage, cultural backwardness. More than a gunshot, what kills are the stereotype and cliché.

Well, Alessandro Di Robilant with his latest effort breaks the mold and clichés, giving us a bittersweet comedy that tells what it means today to be young in Sicily, with a willingness to say in their own land by focusing on talent and culture.

Utopia or perhaps a fairy tale, given the times we live in, but Mauro Warehouse (Ferreri), bright 33-year, after obtaining two degrees in Economics and Philosophy, would gain “a place in the sun” at the University and so, consistently, every year takes part in the competition for a doctorate and is regularly crossed by advising without qualifications and talents.

Mauro is an honest man, but proud, that believes that its efforts should be rewarded with a job at. For that refuses every recommendation and every compromise, angering longtime girlfriend Laura (Fama), who instead wants to leave Sicily, stingy prospects.

A very different way of looking at life, which eventually causes the break between the two, plunging Mauro nell’abulia and in a state of apathy angry. So our Don Quixote Sicilian locks herself in her world, fighting his windmills, represented by parents, tired of having it at home, busy scolding the cleaning lady, to do private lessons unnecessary, or write articles protesting the neglect of the municipal administration.

Mauro would like to start a family and have a life of its own, but can not do anything but watch and sigh wistfully from the window of his room, envying the young couples with children. And so time passes.

The authors have written a comedy of complaint, criticism and social custom, but choose to combine it through the tone of irony and sarcasm. The style moves between the grotesque and the surreal, leading the viewer to breathe a Kafkaesque in Sicilian sauce.

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http://paroleacolori.com/al-cinema-mauro-c-ha-da-fare/

Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html

Vittorio De Agro and Cavinato Publisher present “Being Melvin”

http://www.ibs.it/code/9788899121372/de-agrograve/essere-melvin-tra.html

81) A Testa Sutta

A testa sutta

“A testa sutta” è uno spettacolo teatrale di Luana Rondinelli.

Con Giovanni Carta, regia Giovanni Carta, aiutoregia Laura Palmeri, musiche Massimiliano Pace, foto Pino Le Pera, video Valeria e Tiziana Tomasulo, organizzazione Emanuela Trovato. DAL 7 AL 12 Aprile 2015 al Teatro Argotstudio di Roma.

Le vere amicizie te le crei quando sei bambino e ti accompagnano per tutta la vita. Sono spesso i cugini piuttosto dei fratelli stessi a diventare i primi compagni di giochi, di confidenze e di avventure.

Un legame di parentela che unisce, protegge e che porta a condividere esperienze e a crescere insieme.

A volte ci si innamora pure della propria cugina/o, perché l’amore si sa, ha diverse sfaccettature .

“A testa sutta” è la storia di un’ amicizia, d’amore tra Giovanni(Carta) detto”Il Biondo” e suo cugino,amico, compagno di giochi e soprattutto angelo custode.

Giovanni è un’anima pura, gentile, ingenua , ma per la società in cui vive è solamente “babbo”:scemo, ritardato, un cervello avariato.

Tutti lo irridono, la famiglia stessa mal lo sopporta, il padre lo evita, la madre seppure affettuosa e servizievole è nello stesso tempo amaramente rassegnata ad avere un figlio difettoso.

Un figlio difettoso in una Sicilia senza tempo in cui è facile dare una etichetta e indicare il diverso con disprezzo e isolarlo. Eppure Giovanni non è solo,il caro cugino lo protegge,lo sprona, gli vuole bene e per lui la su”babberia” è una virtù…continua su

http://www.nuoveedizionibohemien.it/?p=9310

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci,nonostante tutto”

http://www.amazon.it/Amiamoci-nonostante-tutto-Vittorio-Agr%C3%B2-ebook/dp/B00TJEWLZU/ref=sr_1_1?s=books&ie=UTF8&qid=1428842809&sr=1-1&keywords=amiamoci+nonostante+tutto

Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano :”Essere Melvin”

http://www.cavinatoeditore.com

“A head sutta” is a play of Luana Rondinelli.

With John Charter, directing John Carta, aiutoregia Laura Palmeri, music Massimiliano Pace, photo Pino Le Pera, video Valeria and Tiziana Tomasulo, organization Emanuela Found. FROM 7 TO 12 April 2015 at the Teatro Argotstudio Rome.

True friendships you create when you’re the child and accompany you for a lifetime. They are often quite cousins ​​of the brothers themselves to become the first playmates, confidences and adventures.

A family relationship that unites, protects and leading to share experiences and grow together.

Sometimes you fall in love even of one’s cousin / or, because love is known, has many facets.

“A head Sutta” is the story of a ‘friendship, love between John (Paper) said “The Blonde” and its cousin, friend, playmate and especially guardian angel.

John is a pure soul, kind, naive, but for the society in which he lives is just “Dad”: stupid, retarded, a brain battering.

All the scoff, the family itself badly stand him, his father prevents the mother albeit affectionate and obliging is both bitterly resigned to having a bad son.

A son defective in Sicily without a time when it is easy to give a label and indicate the other with contempt and isolate it. Yet John is not alone, dear cousin protects him, urges him, loves him, and for him to “babberia” is a virtue … read on

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Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

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Vittorio De Agro and have Cavinato Publisher: “Being Melvin”

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61) Sono nata il ventitre

Sono nata il ventitrè

“Sono nata il ventitré” è un one man show di e con Teresa Mannino, scritto da Teresa Mannino e Giovanna Donini. Fino al 29 Marzo 2015 al Teatro Ambra Jovinelli di Roma.

Stiamo davvero vivendo nell’epoca migliore ? Il Duemila è il millennio che ci porterà sviluppo, benessere e la pace nel modo?

Leggendo i giornali o buttando una occhiata un po’ meno distratta del solito ai nostri figli, concittadini e in genere alla nostra società è forse legittimi farci venire qualche dubbio.

L’uomo e la donna vengono davvero da pianeti diversi. Si amano, fanno coppia eppure se studiati con attenzione non si può non notare le notevoli differenze di carattere, stile e di natura. Se poi per caso un lettore curioso volesse per esempio rileggersi l’Odissea noterebbe come Ulisse e Penelope,marito e moglie, abbiano vissuto in maniera profonda diversa il distacco e la lontananza durata dieci anni.

Sono stati questi alcuni dei temi affrontanti ieri sera da Teresa Mannino nel suo monologo nella premiere all’Ambra Jovinelli. L’ attrice palermitana divenuta famosa grazie alla trasmissione televisiva Zelig e ai noti spot pubblicitari della 3 con Raoul Bova, ha dimostrato di saper calcare il palcoscenico con naturalezza, talento e buona personalità.

Va di moda quest’anno a teatro tra gli attori raccontare di sé e della propria famiglia attraverso dei brillanti e diretti monologhi che possano coinvolgere lo spettatore e nello stesso tempo farlo riflettere su come in fondo il nostro recente passato senza web, social network non fosse così male.

Così anche Teresa Mannino ha seguito la tendenza raccontando divertenti e frizzanti aneddoti dalla sua nascita(23 novembre 70) per passare alla infanzia e adolescenza trascorsi in Sicilia, nella complessa Palermo degli anni 70, in cui l’acqua potabile nelle case era una chimera perché la mafia aveva deciso di specularci sopra.

Un’infanzia serena per come può essere quella dell’ultima arrivata in famiglia per cui ogni attenzione e affetto vanno conquistati da parte di genitori distratti e stanchi dagli altri figli…continua su

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Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci, nonostante tutto”

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Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano “Essere Melvin”

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I was born on the twenty-three “is a one man show and Teresa Mannino, written by Teresa Mannino and Giovanna Donini. Until March 29, 2015 at the Teatro Ambra Jovinelli Rome.

We are truly living in the age better? The millennium is the millennium that will bring development, well-being and peace in the way?

Reading newspapers or throwing a look a bit ‘less distracted than usual to our children, to our fellow citizens and society in general is perhaps legitimate us up some doubts.

The man and the woman are really from different planets. They love each other, but if they do couples studied carefully one can not but notice the large differences in character, style and nature. And if by chance a curious reader wanted to reread the Odyssey would notice such as Ulysses and Penelope, husband and wife, have lived in a profound way different detachment and distance lasted ten years.

These were some of the topics affrontanti last night by Teresa Mannino in his monologue in the premiere Ambra Jovinelli. L ‘actress Palermo became famous through the TV show Zelig and known commercials of 3 with Raoul Bova, has demonstrated the ability to take the stage in a natural talent and good personality.

Is in fashion this year at the theater between the actors tell about himself and his family through the brilliant and direct monologues that could involve the viewer and at the same time make him think about how down our recent past without web, social networks were not so bad.

So even Teresa Mannino has followed the trend by telling funny and sparkling anecdotes from his birth (November 23, 70) to move to the childhood and adolescence spent in Sicily, Palermo in the complex of the 70, in which the drinking water in homes was a chimera because the Mafia had decided to waffle on.

A happy childhood for how it can be that the last arrived in the family that every attention and affection must be conquered by parents distracted and tired by the other children … read on

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2. Il Crollo

Sicilia, 12 settembre 2009. </
Mi gira la testa, ho la nausea, mi sento dentro una bolla d’aria. Ho appena lasciato la campagna in lacrime. Corro nell'unico posto dove spero di trovare un po’ di pace e serenità. Fa caldo, nei viali c’è poca gente. Ho comprato delle rose come sempre. A testa bassa e con il cuore carico di disperazione e d’angoscia arrivo da Lui. Guardo la tomba malconcia e desolata e sospiro. Cerco di togliere le erbacce che ormai spuntano ovunque. Cambio l’acqua ai fiori.  Sento le gambe farsi molli e mi accascio sulla lapide. C’è un silenzio assordante attorno a me. Vedo la lapide di papà e sto per piangere. Non so da dove cominciare, papà. Ho fatto un casino. Per favore perdonami. Non volevo. Non so cosa mi sia successo. Non riesco a capire. Non volevo fare del male a nessuno. Mi vergogno così tanto. Scusami, ho macchiato il tuo nome. Ho coperto di ridicolo la nostra famiglia. Come posso guardare in faccia la mamma? Come posso dirle tutto?

Papà, lo so che sei arrabbiato. Ti ho deluso così tante volte. Non sono riuscito a darti mai una gioia. Tu e mamma mi avete sempre detto di studiare e  di decidere il mio futuro. Ho fatto sempre di testa mia. Ora sento di aver rovinato tutto. Papà vorrei tanto che fossi qui. Ho bisogno di te. In questi anni ho sempre pensato di averti al fianco. Ti ho sempre immaginato come silente osservatore della mia vita. Chissà quante volte avrai scosso la testa, nauseato. Lo so, papà, potevo pensarci prima. Come ho potuto raccontare tutte queste bugie? Come ho potuto essere così miserabile? Mi faccio schifo, ho evocato la tua malattia, l’ho resa grottesca. Ho insultato migliaia di persone che ogni giorno soffrono e lottano. Papà, mi sento male. Mi sono pure confessato in chiesa. Non è servito a nulla. Volevo vedere Caterina, ma non ce l’ho fatta. Non volevo farmi vedere in questo stato. Ma sai già tutto, immagino. Già: Flavia, Caterina, Ambrosia e tante altre. Le ho deluse tutte. Papà, non so più chi sono. Sto crollando, papà. So che dovrò pagare per le mie colpe. Ho tradito la fiducia di tante persone. Mi sento un uomo di merda. Ho il terrore di incrociare lo sguardo di mamma. In questi anni l’ho vista soffrire in silenzio. Sono la sua costante preoccupazione. Mi vede senza arte né parte. Lei non lo direbbe neanche sotto tortura, ma i suoi occhi parlano da soli. Papà per favore dimmi qualcosa. Ti prego, ho bisogno di un tuo gesto. Aiutami a capire. Chissà cosa penseranno i nonni e lo zio Angelo. Per favore, perdonatemi anche voi. Non volevo. Ho perso il controllo.

Ho deciso che andrò da uno psichiatra. Non posso più scappare. Sono malato. Devo farmi aiutare, prima che sia tardi. Ogni compleanno vengo qui per fare un bilancio della mia vita. Mi sembrava di sentire la tua presenza, papà. Ora come potrò tornarci? Mi vergogno così tanto. Francesco mi ha dato il nome dello Splendente. Non mi resta che affidarmi a questo sconosciuto. Sono disperato. Vorrei scappare sulla Luna. Ho rovinato tutto. Ho paura di cosa succederà appena tornerò a Roma. Papà ti prego stammi vicino. Non mi abbandonare proprio ora. Ora vado da mamma. Le devo dire la verità. È cosi preoccupata. Sono giorni che non mangio e faccio l’isterico per casa. Mi sento un leone in gabbia. Papà ti voglio bene. Ci vediamo presto. Resta con me per favore. Mi faccio il segno della croce e corro via prima di piangere.

Arrivo a casa. Mamma mi sorride e prova a darmi una carezza. Io mi sottraggo e mormoro: “Sediamoci fuori, per favore. Devo dirti alcune cose”.