42 ) Petrademone – La Terra del Non Ritorno ( Manlio Castagna)

“Petrademone -La Terra del Non Ritorno” è un romanzo scritto da Manlio Castagna e pubblicato da Mondadori nel Gennaio 2019.

Sinossi:
Lasciato ormai il nostro mondo, Frida, Miriam e i gemelli Oberdan si inoltrano nei regni di Amalantrah per salvare i cani spariti, ritrovare i propri cari e soprattutto Iaso, il guaritore, l’unico in grado di curare Gerico dal veleno degli uomini vuoti. Nel viaggio dentro le perenni nebbie di Nevelhem, le strade dei ragazzi si dividono e le missioni si fanno sempre più difficili. Dovranno affrontare nuove e inquietanti creature (animali vampiro, aquiloni ingannatori, ipnoratti e spettri affamati di paura; viaggiare su vascelli fantasma in fiumi di tenebra e scoprire città sbalorditive. Ad aiutarli gli intrepidi border collie di Petrademone, che staranno al loro fianco nei momenti decisivi. Numerosi saranno gli enigmi a cui dovranno dare una risposta: chi domina gli adoratori di Shulu? Perché Miriam non ha voce, ma sa far comparire parole profetiche sul Libro delle Porte? Perché il Signore degli Incubi imprigiona le anime dei bambini dietro gli specchi? I ragazzi dovranno puntare al cuore stesso del Male e disinnescarlo. Sapranno farlo senza perdersi? Età di lettura: da 10 anni.
Recensione:
Confesso d’avere molti pregiudizi letterari sull’ esordiente “baciato” dal successo di pubblico e critica .
Un successo , magari meritato , ma che induce l’autore a firmare una vera e propria saga ma quasi sempre di dubbio valore artistico
Se è possibile sono ancora più scettico quando la saga è di genere fantasy e l’autore, generalmente italiano, esaurita la vena creativa si limita esclusivamente a rielaborare storie e personaggi già visti in altri celebri romanzi.
Infine sono altresì diffidente sui sequel letterari e non, pensati più come “macchine da soldi” piuttosto che basati su una brillante idea narrativa.
Insomma lo avete capito sono una persona molto difficile da convincere e conquistare.
Ebbene, caro lettore, esattamente un anno dopo mi ritrovo a dover far i miei più sinceri e sentiti complimenti a Manlio Castagna nell’ essere riuscito a firmare un “sequel” di grande valore letterario e emozionale.
“Petrademone -La Terra del Non Ritorno” è una lettura travolgente, tesa, avvolgente.
Il lettore si “perde” in questa avventura grazie ad un efficace impianto narrativo caratterizzato da continui quanto intelligenti colpi di scena e da un crescente ed incisivo pathos fino all’ultima pagina.
Il lettore vive quest’incredibile avventura, ancora una volta, accanto ai giovani protagonisti, osservandone i cambiamenti caratteriali, la crescita interiore e financo sorridendo delle loro prime ed ingenue “schermaglie amorose”.
In questo secondo romanzo Manlio Castagna supera sé stesso sul piano creativo e drammaturgico, dimostrando altresì d’aver affinato il proprio stile di racconto e limato le piccole criticità strutturali e narrative emerse nel suo felice esordio.
“Petrademone -la terra del non ritorno” aumenta nel lettore il desiderio di vedere quanto prima l’atteso adattamento televisivo di Ivan Cotroneo, affinché possa gustare ed ammirare anche da spettatore la bellezza e magia del mondo incanto quanto oscuro creato da Manlio Castagna.

28) The Lego Movie 2: Una nuova avventura

Il biglietto da acquistare per “The Lego Movie 2” è:
Nemmeno regalato. Omaggio. Di pomeriggio. Ridotto. Sempre.

“The Lego Movie” 2 -Una Nuova Avventura” è un film di Mike Mitchell, Trisha Gum. Con Chris Pratt, Elizabeth Banks, Will Arnett, Nick Offerman, Alison Brie, Charlie Day. Animazione, 106′. USA 2019

Sinossi:

Brichsburg, la città di Emmet, della sua amata Lucy e dei loro amici, la città dove tutto “È meraviglioso!” viene visitata da una specie aliena, i DUPLO, e da essa rasa al suolo. Da allora il suo nome è Apocalypseburg e la sua apparenza rubata a “Mad Max: Fury Road”, con Lucy nei panni di una guerriera tosta e dark, che cavalca la versione feroce e metallica di UniKitty, e Emmet nei panni di…se stesso. Anche dopo aver appurato di essere “Speciale”, nel primo film della serie, Emmet non riesce infatti ad essere diverso da quello che è. L’unica cosa che riesce a sognare è ancora e sempre una casetta unifamiliare con giardino, e sarà con quel sogno nella mente e una piantina al suo fianco, che si lancerà verso l’ignoto Sistema Sorellare, per salvare la sua innamorata e gli amici dalla terribile imperatrice Quello Che Voglio.

Recensione:

L’uomo è predisposto geneticamente ai contrasti e ai litigi, e questa sua predisposizione si manifesta sopratutto in ambito familiare, dove basta un nonnulla perché genitori e figli si scontrino.

Che dire poi dei rapporti tra fratelli. Come ci ha tramandato già la storia – e la mitologia – spesso per ragioni futili si arriva a rompere anche il legame di sangue che dovrebbe essere più forte. E capita che i problemi abbiano origini lontane, nell’infanzia, dove si “combatte” per il possesso di un giocattolo o per le attenzioni dei genitori.

Se il primo “Lego movie”, cinque anni fa, aveva raccontato in maniera magistrale e originale il rapporto conflittuale tra un padre e un figlio, “The Lego Movie 2”, pur con registi differenti, ripropone lo stesso schema.

Gli sceneggiatori hanno però voluto alzare l’asticella, spingendosi più in profondità nel raccontare tematiche delicate e complesse come le difficoltà nel percorso di crescita, nell’accettazione del “diverso” e nella coabitazione con amici e familiari.

L’inizio del film d’animazione, con i suoi paesaggi desolati e l’indurimento emotivo e la cupezza esistenziale dei protagonisti, rievoca nello spettatore da una parte la serie animata “Ken il guerriero”, dall’altra il film cult “Mad Max”. Un inizio che indubbiamente spiazza, abituati come eravamo ai colori rassicuranti e alla giocosita del primo film. continua su

http://paroleacolori.com/the-lego-movie-2-un-vortice-pop-con-al-centro-un-messaggio-edificante/

179) Mamma Mia! Ci risiamo

Il biglietto d’acquistare per “Mamma Mia! Ci risiamo” è : Di pomeriggio

“Mamma Mia! Ci risiamo “ è una commedia musicale scritta e diretta da Oli Parker, con : : Meryl Streep, Pierce Brosnan, Colin Firth, Stellan Skarsgård, Julie Walters, Dominic Cooper, Amanda Seyfried, Christine Baranski, Lily James, Cher, Jeremy Irvine, Andy Garcia, Josh Dylan, Hugh Skinner, Alexa Davies.

Sinossi:
Preparatevi di nuovo a cantare e ballare, ridere ed amare! Dieci anni dopo Mamma Mia! il film che ha incassato oltre 600 milioni di dollari in tutto il mondo, siete invitati a tornare nella magica isola greca di Kalokairi in un nuovo ed originale musical basato sulle canzoni degli ABBA. Il film segna il ritorno del cast originale affiancato da nuovi membri tra cui Lily James. Riprendono i loro ruoli di Mamma Mia! Il film l’attrice premio Oscar® Meryl Streep nella parte di Donna; Julie Walters in quella di Rosie, e Christine Baranski in quella di Tanya. Amanda Seyfried e Dominic Cooper interpretano nuovamente Sophie e Sky, mentre Pierce Brosnan, Stellan Skarsgård e il premio Oscar® Colin Firth tornano nei ruoli dei tre possibili padri di Sophie: Sam, Bill e Harry. Il film, andando avanti e indietro nel tempo per mostrare come le relazioni forgiate nel passato risuonano nel presente, vede Lili James interpretare il ruolo di Donna da giovane. Rosie e Tanya da giovani invece sono ritratte rispettivamente da Alexa Davies (X+Y – A Brilliant Young Mind), e Jessica Keenan Wynn (Beautiful a Broadway). Il giovane Sam è interpretato da Jeremy Irvine, mentre il giovane Bill è Josh Dylan e il giovane Harry è Hugh Skinner.
Recensione :
Era davvero necessario realizzare il sequel di Mamma Mia, divenuto negli ultimi dieci anni un film cult unanimamente per pubblico e critica?
No, se dovessimo valutare l’operazione meramente sul piano creativo, artistico e narrativo.
Ma notoriamente dalle parti di Hollywood si utilizzano altri parametri per valutare l’opportunità o meno di proseguire in un progetto: soldi, soldi, amarcord, soldi e marketing.
I parametri “hollywoodiani” ben si applicano ovviamente al fenomeno “Mamma Mia!” , spingendo i produttori a rimettere su “la band” per celebrare in gran stile il decimo anniversario dall’uscita del primo film.
“Mamma mia1 Ci risiamo” è un sequel indubbiamente meno avvolgente, trascinante e brillante rispetto al precedente, lasciando lo spettatore contento ma non entusiasta per quanto visto.
Il successo planetario di “Mamma Mia!” si fondò su tre principali pilastri: La straordinaria colonna sonora degli Abba, l’eccelsa quanto scatenata interpretazione di Merly Streep ed un intreccio narrativo semplice quanto divertente e romantico.
“Mamma Mia! Ci Risiamo” non essendo stata ideato, scritto e poi realizzato, per motivi diversi, su questi necessari pilastri ha obbligato lo sceneggiatore e regista Oli Parker a snaturare, almeno in parte, l’anima del film.
Parker si aggrappa alla presenza dell’intero cast originale per far scattare l’effetto nostalgia nello spettatore sperandi così quest’ultimo noti il meno possibile le criticità e carenze strutturali e musicali
“Mamma Mia! Ci risiamo” può essere definita comunque come buona operazione amarcord capace di far emozionare, ballare e sorridere lo spettatore, nonostante le canzoni degli Abba siano davvero poche e l’atteso ritorno della Streep si riduca solamente ad una scena per quanto decisiva, toccante e memorabile per il film stesso.
Le new entry Lilly James e dell’intramontabile Cher rispettivamente nei ruoli di Donna da giovane e della vecchia e vanesia madre di Donna rappresentano un ventata di freschezza, bellezza , personalità e talento per la storia oltre ad arricchire ulteriormente il valore artistico ed umano del cast.
Lilly James ha dimostrato coraggio e forza nell’affrontare questo scomodo e difficile ruolo non temendo l’inevitabile paragone con la vera Donna. continua su

http://www.nuoveedizionibohemien.it/index.php/appuntamento-al-cinema-68/

154) Mia Madre non lo deve sapere (Chiara Francini)

“Mia Madre non lo deve sapere” è un romanzo scritto da Chiara Francini e pubblicato da Rizzoli nel maggio 2018.

Sinossi:
Chiara lo sa: l’amore guarisce qualsiasi ferita, asciuga ogni lacrima, riassesta le ammaccature dell’anima. Fin da bambina, glielo avevano insegnato i suoi due papà, Giancarlo e Angelo, allevandola a poesia e Galatine, tolleranza e Natale-tutto-l’anno. È grazie a questa palpitante certezza che Chiara riesce di nuovo a sorridere alla vita dopo che babbo Giancarlo ha lasciato per sempre lei, papà Angelo e tutta la loro variegata famiglia di zie eccentriche, Supreme e amiche tatuate. La crisi con Federico, per fortuna, è superata e insieme hanno eletto a loro nuovo nido il Voilà, quella casa nel Ghetto di Roma che tanto era già stata importante per Giancarlo e Angelo. Federico ne adora il bagno per via della carta da parati verde in rilievo, Chiara ci sente tutto il calore di un grembo in cui mettersi in posizione fetale. Ma la vita è un susseguirsi di scherzi, dispetti e imprevisti, e nessun luogo, nemmeno il Voilà, può dirsi sicuro. Un venerdì, infatti, mentre Angelo come d’abitudine frigge triglie per tutti, suona alla porta Eleonora, la mamma-non mamma di Chiara. Con sé ha un trolley e un motivo segreto per cui ha abbandonato Londra. E ora si installa proprio al Voilà. Muta, immobile, rigida presenza. Ingombrantissima, assordante. Ma che cosa vorrà? Sciuperà il germoglio di felicità appena spuntato tra Chiara e Federico? Porterà con sé altre sciagure? Dopo lo straordinario successo di Non parlare con la bocca piena che ha rivelato il generoso talento narrativo di Chiara Francini, prosegue in questo romanzo la storia di Chiara e degli altri personaggi in una trama sorprendente che va ad arricchirsi di temi e protagonisti nuovi. I lettori vi troveranno non solo le ruvidità e la dolcezza di un rapporto madre-figlia che nasce, ma un’improbabile combriccola femminile che si riscatta con l’azzardo, colpi di scena e tutto un caleidoscopio di emozioni raccontate con sensibilità e ironia. E una conclusione che fa bene: «Condividere è come il lievito. Fa la felicità profumata e croccante».
Recensione:
Tanti, troppi, a mio modesto parere, sono  saliti sul carro vincente di Luca Guadagnino dopo i successi di critica del film “Chiamami con il Tuo nome”, senza averne visto neanche fotogramma.
Figurarsi leggerne almeno una pagina dell’omonimo romanzo di Andrè Aciman !
Altrettanti numerosi sono stato quelli che, colpiti dalla “furia radical chic”, si sono lanciati nell’invettiva social contro Lorenzo Fontana, neo ministro leghista alla Famiglia, responsabile di un ‘ improvvida quanto infelice esternazione sulle “famiglie arcobaleno”.
Ogni eccesso è difetto recita un vecchio e saggio proverbio.
Sono necessarie: misura, pazienza, intelligenza, amore e soprattutto una buona dose d’ironia nell’ affrontare, risolvere ed infine codificare , nella società d’oggi, l’evoluzione e trasformazione della parola ” famiglia” .
L’invito è  di ridurre   la vostra frenesia social e  di fare piuttosto un salto  nella più vicina libreria per comprare il brillante, colorato, ed intenso secondo romanzo di Chiara Francini.
Aspettando il possibile sequel di “Chiamami con il tuo Nome”, il lettore quest’estate  potrà gustarsi piuttosto il ritorno di Chiara e della sua allegra e variopinta famiglia, già conosciuti e amati con “Non si parla con la bocca piena”, convincente esordio letterario dell’artista toscana.
“Mia madre non lo deve sapere” è un romanzo delicato, intimo, profondo, toccante che conduce il lettore a scoprire, stavolta sì in modo opportuno, elegante e poetico, come e quanto amore si possa dare e ricevere all’interno di un nucleo familiare non “tradizionale”.
“Mia madre non lo deve sapere” è anche il racconto della “prima” controversa convivenza sotto lo stesso tetto tra la protagonista Chiara e l’eccentrica ed algida madre Eleonora, dopo che quest’ultima è stata cacciata di casa e spogliata d’ogni avere dal ricco marito londinese.
Eleonora consapevole di non possedere alcun istinto materno, compì una scelta controversa quanto sincera nell’affidare Chiara all’amore della coppia composta da Angelo e Giancarlo.
Una scelta rivelatesi giusta e felice per tutti oltre a dimostrare che una figlia può essere cresciuta felicemente e serenamente anche da due papà.
“Mia madre non lo deve sapere” ci insegna allo stesso tempo come non sia mai tardi per una madre “biologica” poter costruire un sincero rapporto affettivo con la propria figlia.

“Mia madre non lo deve sapere” è un romanzo ironico, garbato, frizzante in cui si alternano, in modo efficace ed armonioso, momenti di malinconia ad altri di grande allegria e tenerezza ben incarnati dai diversi e briosi personaggi che bussano alla porta del “Voilà”.
Chiara Francini conferma ,con questo brioso secondo romanzo, le proprie doti creative e letterarie e soprattutto permette al lettore di cogliere ed apprezzare bellezza purezza e maturità della donna prima ancora dell’artista.
“Mia Madre non lo deve sapere” è una lettura irrinunciabile della vostra, nostra estate!.

114) Deadpool 2

Il biglietto da acquistare per “Deadpool 2” è:
Nemmeno regalato. Omaggio. Di pomeriggio. Ridotto (con riserva). Sempre.

“Deadpool 2” è un film di David Leitch. Con Ryan Reynolds, Josh Brolin, Zazie Beetz, Julian Dennison, Morena Baccarin. Azione, 119′. USA, 2018

Sinossi:

Il mercenario malato di cancro e trasformato in un essere pressoché immortale, capace di rigenerarsi da ogni ferita, si gode finalmente la vita insieme alla compagna Vanessa. Ma ad accettare irresponsabilmente, com’è nel suo stile, missioni da sicario in giro per il mondo si finisce per farsi dei nemici e arriva presto per Deadpool il momento di pagare il conto. Una batosta tale da ritrovarsi a casa degli X-Men, con Colosso che ancora una volta gli dà la possibilità di essere un eroe e lo porta con sé in una missione per calmare un giovanissimo e potente mutante. Prevedibilmente le cose non vanno a finir bene e Deadpool si ritrova nei guai insieme al ragazzino a cui però si sta affezionando tanto che, quando dal futuro giungerà un letale guerriero deciso a ucciderlo, il loquace ex mercenario farà tutto il possibile per proteggere il giovane.

Recensione:

Quando due anni fa fece il suo debutto al cinema Deadpool, eroe scorretto, egoista, volgare e vanesio, furono in molti a rimare spiazzati e allo stesso tempo piacevolmente sorpresi dal suo stile e dal suo linguaggio, così distanti da quelli classici dei personaggi Marvel.

La performance di Ryan Reynolds conquistò persino i critici, portando l’attore americano – e il film – a un passo dal Golden Globe. Un vero stravolgimento delle regole, quello messo in atto da David Leitch e dal suo protagonista!

Alla fine del primo episodio avevamo lasciato Deadpool pronto a godersi la vita insieme alla sua bella, la ex prostituta Vanessa (Baccarin). Il sequel – voglio subito tranquillizzare i fan – riesce nella non semplice impresa di non rovinare quanto di buono fatto in passato.

“Deadpool 2”, infatti, è ricco di colpi di scena, intenso, divertente, coinvolgente. E segna una svolta inaspettata per il protagonista, una svolta intimistica e profonda.

La struttura del film e lo stile registico spiazzano ancora una volta, alternando con naturalezza e buona efficacia momenti da commedia pura ad altri insolitamente drammatici e commoventi. Il tutto restando però fedeli al principio numero uno del franchise: mai prendersi completamente sul serio. continua su

http://paroleacolori.com/deadpool-2-se-il-sequel-non-supera-originale-ma-almeno-non-sfigura/

67) Pacific Rim- La Rivolta

Il biglietto da acquistare per “Pacific Rim – La rivolta” è:
Nemmeno regalato. Omaggio. Di pomeriggio. Ridotto. Sempre.

“Pacific Rim -La Rivolta ” è un film di Steven S. DeKnight. Con John Boyega, Scott Eastwood, Tian Jing, Cailee Spaeny, Rinko Kikuchi, Burn Gorman. Azione, 111′. USA, 2018

Sinossi:

Ambientato alcuni anni dopo le vicende del primo film, in un mondo libero che non conosce i devastanti attacchi dei Kaiju. Jake Pentecost (Boyega), figlio del leggendario Stacker (Elba), che ha dato la vita per assicurare la vittoria dell’umanità contro i mostruosi extraterrestri, da promettente pilota è diventato un criminale. L’occasione per tornare sulla retta via gli viene offerta dalla sorella, da cui si è allontanato da tempo. Mako Mori (Kikuchi) è infatti a capo di una nuova generazione di piloti che si stanno preparando ad affrontare una minaccia che rischia di distruggere il mondo. Jake si unisce a loro, insieme a Lambert (Eastwood), Jules Reyes (Arjona) e la giovanissima hacker e costruttrice di Jaeger Amara (Spaeny). A loro si aggiungono gli eroi del Pan Pacific Defence Corps, trasformando il gruppo nella più potente forza di difesa della Terra.

Recensione:

Quattro anni fa Guillermo del Toro era già un regista visionario per milioni di fan, anche se i riconoscimenti dell’Academy erano ancora in là da venire. Il progetto “Pacific Rim” si è preannunciato sin dall’inizio come una scommessa difficile da vincere.

I mostri alieni intenzionati a distruggere il Giappone e il resto del mondo combattuti da robot con alla guida piloti umani non erano una novità per chi è cresciuto con anime come “Mazinga Z”, “Jeeg Robot”, “Goldrake”, ma l’idea di avvicinare il pubblico giovane alla storia, realizzando più di un film, era rischiosa.

Il primo “Pacific Rim”, uscito nel 2013 e diretto da del Toro, ottenne risultati al box office piuttosto modesti, tanto da spingere la Warner Bros. a tirarsi fuori dalla produzione e frenare l’entusiasmo del regista cileno, che avrebbe voluto proseguire con il capitolo due in breve tempo.

Genesi tormentata per “Pacific Rim – La rivolta”, insomma, che arriva al cinema quasi cinque anni dopo l’esordio della storia, prodotto da Legendary e Universal. Guillermo del Toro ha mantenuto il ruolo di co-producer, ma la regia è stata affida a Steven S. DeKnight, al debutto cinematografico dopo una vita in tv (ha sceneggiato “Buffy”, “Angel”, “Smallville”, “Spartacus”, “Daredevil”).

Il vostro cronista, dopo le sensazioni contrastanti trasmesse dal primo film, nutriva molte perplessità su questo sequel. Togliamoci subito il dente: “Pacific Rim – La rivolta” non è un capolavoro, ma bisogna dare atto al regista e agli sceneggiatori per aver creato un film nel complesso godibile e divertente, spettacolare e accattivante a livello visivo.

Ambientato dieci anni dopo l’attacco dei terribili Kaiju, respinto eroicamente dai piloti dei robot Jaeger, si concentra sulle “nuove leve”, in particolar modo Jake Pentecost (Boyega), figlio del leggendario Stacker (Elba), la sorellastra Mako Mori (Kikuchi), la giovanissima hacker e costruttrice di Jaeger Amara (Spaeny).

L’inedita e scoppiettante coppia composta da John Boyega (“Star Wars”) e da Cailee Spaeny conquista la scena, soprattutto per merito della seconda, che dimostra di possedere le potenzialità artistiche e la personalità per ritagliarsi un ruolo da protagonista nei prossimi anni. continua su

http://paroleacolori.com/pacific-rim-la-rivolta-sequel-del-film-del-2013/

269) Il Ragazzo Invisibile – Seconda Generazione

Il biglietto da acquistare per “Il ragazzo invisibile: seconda generazione” è:
Nemmeno regalato. Omaggio (con riserva). Di pomeriggio. Ridotto. Sempre.

“Il Ragazzo Invisibile- Seconda Un film di Gabriele Salvatores. Con Ludovico Girardello, Ksenia Rappoport, Galatéa Bellugi, Ivan Franek, Dario Cantarelli. Fantascienza, 90′. Italia, 2017

Data di uscita italiana: 4 gennaio 2018

Sinossi:

Michele Silenzi è cresciuto: ora ha 16 anni e il temperamento tipico dell’adolescente scontroso, anche perché, oltre alla crisi di crescita comune a tutti i teenager, ha gravi problemi da affrontare. Il primo è un lutto, di cui è impossibile parlare senza fare spoiler. Il secondo è il dono dell’invisibilità, abbinato a quella forza incontrollata che gli ha permesso, al termine de “Il ragazzo invisibile”, di distruggere un sottomarino. Il terzo è un passato scomodo del quale fanno parte una madre biologica russa e una gemella cresciuta in Marocco della quale non sospettava l’esistenza. Ora Michele dovrà capire se essere uno “speciale” sia davvero un dono o una dannazione, scoprire chi vuole essere davvero, e fare i conti con il suo lato oscuro.

Recensione:

“Il Premio Oscar Gabriele Salvatores ha dato prova al pubblico che il suo lato creativo e innovativo non è ancora completamente sopito. Siamo abituati a vedere eroi che parlano inglese e strabilianti effetti speciali, con la Marvel a fare il ruolo del leone nel campo. In pochi pensavano che anche l’Italia potesse lanciare la sua saga e visti l’alto rischio di essere sbeffeggiato e cadere nel ridicolo, al tentativo di Salvatores va comunque tributato il giusto merito.”

Quello che avete letto è uno stralcio della recensione che, tre anni fa, scrissi su “Il ragazzo invisibile” (qui trovate il pezzo completo), coraggiosa operazione supereroica intrapresa da Gabriele Salvatores e dalla Indigo produzione con la collaborazione di Rai Cinema.

La maggior parte della critica bocciò senza appelli il film, per osannare poi, solo pochi mesi dopo, “Lo chiamavano Jeeg Robot” di Gabriele Mainetti (qui la recensione). Personalmente credo che coerenza e onestà intellettuale siano valori che andrebbero applicati in ogni ambito, e a costo di restare un non influencer è quello che cerco sempre di fare.

Questa lunga premessa era necessaria per spiegare perché, oggi, sono costretto, a malincuore, a esternare la mia delusione per il sequel della saga di Salvatores, “Il ragazzo invisibile: seconda generazione”, soprattutto per ciò che riguarda la sceneggiatura. continua su

http://paroleacolori.com/il-ragazzo-invisibile-seconda-generazione-nuove-sfide-e-tormenti-per-michele-silenzi/

120) Alien Covenant

Il biglietto da acquistare per “Alien: Covenant” è: 1)Nemmeno regalato; 2)Omaggio; 3)Di pomeriggio; 4)Ridotto; 5)Sempre.

Un film di Ridley Scott. Con Michael Fassbender, Katherine Waterston, James Franco, Billy Crudup, Danny McBride, Demián Bichir. Fantascienza, 121′. USA 2017

Chi siamo? Da dove veniamo? Dove siamo diretti? Sono i grandi quesiti che da sempre l’uomo si è posto.

Ridley Scott, colto da crisi esistenziale sulla sua creatura “Alien”, ha deciso di fornirci delle adeguate risposte sull’origine del mostro più rock della storia del cinema.

I fan della saga sono stati felici della scelta, mentre il resto del mondo probabilmente avrebbe potuto vivere senza.

Dopo che due anni fa il filosofico e arzigogolato “Prometheus” aveva lasciato piuttosto fredda la critica e deluso in parte il pubblico, il buon Ridley nel secondo atto dell’annunciata trilogia ha messo da parte l’esistenzialismo tornando, almeno sulla carta, alle origini, ovvero a far paura.

“Alien Covenant” è ambientato dieci anni dopo gli eventi narrati in Prometheus.

Una missione di colonizzazione su larga scala è partita per raggiungere il pianeta Origae-6, sull’orlo estremo della galassia. A bordo dell’astronave Covenant sono in 2000, addormentati artificialmente. Su di loro veglia l’androide Walter (Fassbender).

L’iper-sonno dell’equipaggio e la tranquillità del viaggio vengono interrotti dalla violenta esplosione di una stella che distrugge le vele di raccolta di energia della Covenant, provocando decine e decine di morti, tra cui quella del comandante ancora ibernato (Franco).

L’incidente spinge il nuovo comandante (Cudrup) a modificare i piani della missione facendo approdare i superstiti su quello che sembra essere un paradiso inesplorato, un Eden con montagne coperte di nuvole e alberi altissimi, più vicino di Origae-6 e potenzialmente altrettanto valido.

Guidati dall’esperta di terraformazione Daniels (Waterston) e assistiti da Walter, le persone scese a terra si imbattono nella carcassa di una nave aliena schiantata, ignari del pericolo che vi si nasconde.

Il gruppo, seguito a distanza ravvicinata dall’androide David, unico superstite della spedizione Prometheus, identico nell’aspetto al sintetico Walter, dovrà lottare fino allo stremo delle forze per resistere agli attacchi delle mostruose creature che ha inavvertitamente risvegliato.

Con questo episodio, il sesto della serie, Ridley Scott si avvicina sempre di più alla rivelazione sulle misteriose origini della madre di tutti gli alieni, il letale xenomorfo del primo Alien. continua su

http://paroleacolori.com/alien-convenant-ridley-scott-riflette-sulle-origini-della-sua-creatura/

Roberto Sapienza presenta “Ninni, mio padre”

109) Gli Eredi della Terra ( Ildefonso Falcones)

“Gli Eredi della Terra” è un romanzo scritto da Ildefonso Falcones e pubblicato in Italia nell’ottobre 2016 da Longanesi.

È un periodo amaro e deludente come lettore. Dopo Zafon, anche Falcones non è stato capace di soddisfare le mie attese letterarie.
Il suo nuovo romanzo “Gli Eredi della Terra” presentato dalla critica come il sequel dell’acclamato “La Cattedrale del Mare”, è, ahimè, un non riuscito tentativo di allungare il brodo narrativo oltre modo su tematiche e storie già lette e raccontate da altri autori.
Per carità Ildefonso Falcones si conferma uno scrittore valido, preparato, colto, capace di maneggiare con cura e naturalezza la Storia, mescolandola sapientemente con la finzione, arrivando a costruire un prodotto ben scritto, a tratti anche interessante, ma privo di quel quid creativo e stilistico che hanno caratterizzato le sue precedenti opere.
“Gli Eredi della Terra” è però un romanzo eccessivamente lungo, prolisso, dispersivo che solamente in parte riesce a conquistare l’attenzione del lettore, a causa di un intreccio narrativo troppo caotico senza una vera e precisa identità.
Ci ritroviamo a Barcellona, 1387. Arnau Estanyol, dopo le mille traversie che hanno segnato la sua vita e la costruzione della grandiosa Cattedrale del Mare, è ormai uno dei più stimati notabili di Barcellona. Giunto in città ancora in fasce e stretto tra le braccia del padre, un misero bracciante, nessuno sa meglio di lui quanto Barcellona possa essere dura e ingiusta con gli umili. Tanto che oggi è amministratore del Piatto dei Poveri, un’istituzione benefica della Cattedrale del Mare che offre sostegno ai più bisognosi mediante le rendite di vigneti, palazzi, botteghe e tributi, ma anche grazie alle elemosine che lo stesso Arnau si incarica di raccogliere per le strade. Sembra però che la città pretenda da lui il sacrificio estremo. Ed è proprio dalla chiesa tanto cara ad Arnau a giungere il segnale d’allarme. Le campane di Santa Maria del Mar risuonano in tutto il quartiere della Ribera: rintocchi a lutto, che annunciano la morte di re Pietro… Ad ascoltare quei suoni con particolare attenzione c’è un ragazzino di soli dodici anni. Si chiama Hugo Llor, è figlio di un uomo che ha perso la vita in mare, e ha trovato lavoro nei cantieri navali grazie al generoso interessamento di Arnau. Ma i suoi sogni di diventare un maestro d’ascia e costruire le splendide navi che per ora guarda soltanto dalla spiaggia si infrangono contro una realtà spietata. Tornano in città i Puig, storici nemici di Arnau: finalmente hanno l’occasione di mettere in atto una vendetta che covano da anni, tanto sanguinosa quanto ignobile.
La tragica morte di Arnau è lo spartiacque drammaturgico del romanzo che utilizza l’autore spagnolo per costruire un nuovo filone narrativo, tutto imperniato sulla vita del giovane Hugo.
Il lettore così seguirà le vicende personali, umane e professionali di Hugo Llor, scanditi da lutti, delusioni amorosi, matrimoni imposti, rovesci finanziari e il sogno di diventare il più bravo vinicoltore di Barcellona.
La vita di Hugo è condizionata e segnata anche dagli accadimenti politici e religiosi che scuotano Barcellona e la Spagna in generale, costringendo il nostro protagonista a subire diverse umiliazioni e rinunce dolorose imposte dal potente di turno.
Hugo Llor è un ragazzo e poi un uomo semplice, onesto, lavoratore a cui Aranau ha insegnato a “non piegare mai la testa nei confronti di nessuno”, e queste parole rappresentano una sorta di mantra e guida per la tutta vita di Hugo.
Il personaggio di Hugo conquista ed avvolge il lettore solamente in parte, anche se non può non provare simpatia e vicinanza per le tante vicissitudini e problemi che affliggono il povero Llor.
“Gli Eredi della Terra” è in definitiva un buon romanzo storico, ma assai lontano dai vertici creativi, drammaturgici e di pathos narrativo a cui il lettore era stato ben abituato da Falcones. Una vera delusione letteraria primaverile.

72) Chi salverà le rose?

Il biglietto d’acquistare per “Chi salverà le rose?” è : 1) Neanche regalato 2) Omaggio (Con Riserva) 3) Di pomeriggio 4) Ridotto 5) Sempre.

“Chi salverà le rose?” è un film del 2017 diretto da Cesare Furesi, scritto da Cesare Furesi, Guido Furesi e con la collaborazione di Paola Mammini, con: Carlo Delle Piane, Lando Buzzanca, Caterina Murino, Antonio Careddu, Guenda Goria, Philippe Leroy.
Per chi è amante del gioco del poker il nome di Giulio Santella alias l’Avvocato rappresenta una figura cult nella propria personale cultura cinematografica.
Infatti Santella è il personaggio chiave e misterioso dei due celeberrimi film di Pupi Avati “Regalo di Natale” (86) e il sequel “Rivincita di Natale” (2004), entrambi incentrati su una drammatica e personale sfida a poker tra amici.
Carlo Delle Piane, nonostante la sua e gloriosa carriera artistica, è ricordato spesso dalle ultime generazioni solamente come l’Avvocato, un ruolo che gli fece vincere, nel 1986, la Coppi Volpi come migliore attore protagonista al Festival Di Venezia.
Eppure fino ad oggi nessuno sapeva chi fosse veramente Giulio Santella, quali segreti nascondesse e più in generale c’era il buio fitto sulla sua vita privata.
A colmare questo buco narrativo e soddisfare le curiosità dei fan ci ha pensato, con coraggio, Cesare Furesi al suo esordio come regista di lungometraggio con il suo “Chi salverà le rose” portando lo spettatore dentro la sfera più intima e personale di Santella, rivelando quanto quest’uomo abile e cinico con le carte, sia invece una persona amorevole e dedita anima e corpo nell’accudire Claudio(Buzzanca), suo compagno di vita, gravemente malato.
Giulio ha fatto addirittura voto di rinunciare al poker in cambio di vedere guarito il caro Claudio. Per non fargli mancare nulla si è indebitato fino al punto di vendere tutti i mobili e ipotecando il proprio albergo e per far preoccupare il suo compagno, gli cela la verit�
La situazione è talmente disperata che Giulio non ha altra scelta di chiedere aiuto a Valeria(Murino), sua figlia, con cui ha un rapporto da sempre conflittuale, e suo nipote Marco (Careddu) che invece adora i due “nonni” e ha ereditato da Giulio la passione per il poker.
“Chi salverà le rose?” è un film sull’amore nel senso più ampio e puro della parola: è sia la storia d’amore di una coppia anziana che fino all’ultimo cerca conforto nell’altro, quanto quella tra un padre e una figlia assai diversi e lontani per carattere, spinti dalla necessità a confrontarsi e in parte ritrovarsi ed è infine il delicato e simbolico passaggio di consegne tra il nonno e il nipote, vissuto sul tavolo di poker, che sancisce nel secondo il vero inizio dell’età adulta.
Ambientato nella splendida cornice di Alghero il film presenta alcune note positive come le belle ed intense interpretazioni dei due “giovanotti “nelle figure di Carlo Delle Piane e Lando Buzzanca ed evidenti limiti sul piano drammaturgico e strutturale, e con una regia volenterosa quanto acerba e di respiro televisivo. Ciò nonostante lo spettatore osserva con discreta partecipazione e coinvolgimento la storia e si sente toccato dalla purezza dei sentimenti mostrati e raccontati. continua su

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