73) Non sono un assassino

Un film di Andrea Zaccariello. Con Riccardo Scamarcio, Alessio Boni, Edoardo Pesce, Claudia Gerini, Sarah Felberbaum. Thriller, 111′. Italia 2019

Sinossi:

Francesco Prencipe è vicequestore e amico fraterno del giudice Giovanni Mastropaolo, oltre che dell’avvocato Giorgio, di ricca famiglia ma che ha smesso di esercitare dopo una delusione d’amore e una caduta nell’alcolismo. Quando il giudice Mastropaolo viene trovato morto, Francesco, che è l’ultimo ad averlo visto vivo, è il principale indiziato dell’indagine. Lui si dichiara innocente e si affida per la propria difesa a Giorgio, inoltre cerca di ricongiungersi con la figlia, che non gli perdona di aver lasciato la famiglia per un’altra donna. Tutti, inclusi i colleghi in polizia, accusano Francesco di essere una persona orribile e solo Giorgio sembra essere dalla sua parte, anche se da ragazzini Francesco finì per escluderlo e preferirgli Giovanni come amico del cuore. I tre strinsero anche un misterioso patto: non aprire mai un cassetto segreto della scrivania di Giovanni, dove lui aveva nascosto qualcosa che non ha mai voluto rivelare.

Recensione:

Ogni storia o accadimento può essere raccontato, anche al cinema, in modo diverso, a seconda della propria prospettiva o sensibilità. Se si tratta del brutale omicidio di un magistrato, in cui l’unico indiziato è un amico fraterno nonché vicequestore, è facile che tutto si giochi sulle sensazioni ed emozioni dei protagonisti piuttosto che sulle prove presentate durante un processo.

“Non sono un assassino” di Andrea Zaccariello può essere considerato un legal movie, nonostante la grande importanza data all’aspetto esistenziale e intimistico della vicenda. L’omicidio del giudice Giovanni Mastropaolo è infatti l’escamotage narrativo per raccontare la storia di una fraterna e profonda amicizia, quella tra Francesco (Scamarcio), Giovanni (Boni) e Giorgio (Pesce), ricostruita attraverso continui flashback.

La scelta di muoversi su tre distinti piani temporali, una cosa alla “True detective”, per intendersi, convince solo a tratti. Per quanto sia interessante, infatti, trasmette anche a chi guarda un senso di caos e di poca chiarezza, per via anche della messa in scena non sempre credibile. continua su

“Non sono un assassino”: un thriller ambizioso ma con grossi limiti

51) Bentornato Presidente

Il biglietto da acquistare per “Bentornato Presidente!” è:
Nemmeno regalato. Omaggo. Di pomeriggio. Ridotto. Sempre.

“Bentornato Presidente” è un film di Giancarlo Fontana, Giuseppe Stasi. Con Claudio Bisio, Sarah Felberbaum, Pietro Sermonti, Paolo Calabresi, Massimo Popolizio. Commedia. Italia 2019

Sinossi:

Sono passati otto anni dalla sua elezione al Quirinale e Peppino Garibaldi vive il suo idillio sui monti con Janis e la piccola Guevara. Peppino non ha dubbi: preferisce la montagna alla campagna… elettorale. Janis, invece, è sempre più insofferente a questa vita troppo tranquilla e soprattutto non riconosce più in lui l’uomo appassionato, di cui si era innamorata, e che voleva cambiare l’Italia. Richiamata al Quirinale, nel momento in cui il Paese è alle prese con la formazione del nuovo governo e appare minacciato da oscuri intrighi, Janis lascia Peppino e torna a Roma con Guevara. Disperato, Peppino non ha scelta: tornare alla politica per riconquistare la donna che ama.

Recensione:

Pagare le tasse è bellissimo. Era il marzo 2007 e a pronunciare queste parole fu l’allora Ministro dell’economia Tommaso Padoa Schioppa. L’esperienza di Schioppa come ministro si sarebbe conclusa amaramente di lì a pochi mesi, con la caduta del secondo governo Prodi.

Sembrano passati secoli, ma quella frase mi è inaspettatamente ritornata alla mente al termine della proiezione dell’atteso “Bentornato Presidente” di Giancarlo Fontana e Giuseppe Stasi sequel di “Benvenuto Presidente!”, campione d’incassi nel 2013.

L’Italia sta vivendo un momento istituzionale, sociale ed economico molto complesso, scandito da crescenti tensioni. Le ultime elezioni hanno dimostrato la voglia di cambiamento della popolazione, portando al Governo un’inedita maggioranza giallo-verde guidata dal premier Conte, spesso considerato alla stregua di un portavoce.

Questo cruciale momento della nostra storia repubblicana ha altresì ispirato la creatività dello sceneggiatore Fabio Bonifaci nell’immaginare il ritorno di Peppino Garibaldi (Bisio), contemporaneamente salvatore della patria per demerito altrui, e marito e padre depresso perché abbandonato dalla famiglia.

“Bentornato Presidente” mi è sembrato da una parte una convincente rilettura, con i toni della commedia, del tostissimo “La grande scommessa” del Premio Oscar Adam McKay; dall’altra un omaggio a “Il Presidente – Una storia d’amore” di Bob Reiner, con il tentativo di inserire, in una cornice seriosa e rigida come Palazzo Chigi, un elemento romantico. continua su

http://paroleacolori.com/bentornato-presidente-un-sequel-che-equilibra-realta-e-finzione/

 

 

101) Tu mi nascondi qualcosa

“Tu mi nascondi qualcosa” è un film di Giuseppe Lo Console. Con Giuseppe Battiston, Stella Egitto, Sarah Felberbaum, Rocio Munoz Morales, Rocco Papaleo. Commedia, 87′. Italia, 2018

Sinossi:

Valeria (Felberbaum), un’investigatrice privata, si trova per errore a pedinare la persona sbagliata. Scopre che la promessa sposa di Francesco (Battiston) lo tradisce. Quando la cosa viene fuori, il matrimonio salta e Francesco, piombato in depressione, si rivolge all’investigatrice: lei gli ha distrutto il rapporto e lei dovrà aiutarlo a rimetterlo in sesto. Irene (Rossi) fa un appello in tv denunciando la scomparsa di suo marito Alberto(Papaleo). Un ospedale risponde dicendo che l’uomo è lì ricoverato da quindici giorni a seguito di un incidente ma ha perso la memoria. Quando Irene raggiunge il marito, trova un’amara sorpresa: un’«altra» moglie tunisina (Muñoz Morales) è già al capezzale di Alberto che ovviamente, non ricorda nessuna delle due. Ezio (Tiberi) e Linda (Egitto) sono una coppia molto affiatata, nonostante l’insolito mestiere di lei: Linda infatti è una pornostar. Il fatto che la sua donna abbia rapporti sessuali con altre persone per ragioni “cinematografiche”, non impensierisce minimamente Ezio. Almeno finché non comincia a sospettare che tra Linda e il suo partner lavorativo ci sia una tresca.

Recensione:

La sincerità, nei rapporti umani e specialmente nella vita di coppia, è davvero necessaria? Una relazione può durare anche se uno dei partner omette qualche particolare e non è proprio limpido come uno specchio d’acqua montana?

Ma soprattutto, la verità è solo una, oppure di una stessa storia possono esistere più versioni, non necessariamente false?

“Tu mi nascondi qualcosa”, opera prima del regista Giuseppe Lo Console, si sforza di raccontare come la vita di coppia non sia mai una linea retta, una strada senza buche, ma piuttosto un percorso a ostacoli, dove talvolta la bugia diventa lo strumento indispensabile per il quieto vivere.

Il fine giustifica i mezzi sosteneva già nel Cinquecento Niccolò Machiavelli, non immaginando che questa sua frase sarebbe poi stata applicata anche in campo sentimentale.

Il film è un caleidoscopio di situazioni, tra tradimenti, delusioni, equivoci. Si assiste alla fine di matrimoni e di convivenze di lunga data, e alla crisi di una storia d’amore apparentemente solida e felice. Il tutto provocato dalla scoperta di una bugia, più o meno innocua.

“Tu mi nascondi qualcosa” è formato da tre episodi, incentrati sui temi della poligamia, del tradimento, e della mancanza di fiducia. A legare il tutto, l’amore, sentimento che cambia, si evolve, porta a toccare vette altissime di piacere ma può anche spezzare il cuore.

Il film risulta nel complesso godibile, divertente e in alcuni passaggi anche commovente. Non è una semplice commedia romantica, ma piuttosto una sincera e riuscita rappresentazione delle difficoltà una coppia deve affrontare ogni giorno. Perché il difficile non è tanto trovarsi e innamorarsi, ma restare insieme!

In un cast artistico di assoluto livello, ci piace sottolineare la prova della brava e poliedrica Stella Egitto, che conferma, nel ruolo solo sulla carta più leggero di Linda Angel, quanto di buono fatto vedere di recente al cinema e in tv. continua su

http://paroleacolori.com/tu-mi-nascondi-qualcosa-un-film-corale-che-va-oltre-la-commedia/

196) Poli Opposti

poli opposti

Il biglietto d’acquistare per “Poli Opposti” è: 1) Neanche regalato 2) Omaggio 3) Di pomeriggio 4) Ridotto 5) Sempre

“Poli opposti” è un film del 2015 diretto da Max Crocci, scritto da Gianluca Ansanelli, Tito Buffulini,Roberto Burchielli, Antonello De Leo, Mauro Graiani,Riccardo Irrera, Paolo Logli, Alessandro Pondi, con : Luca Argentero, Sarah Felberbaum,Giampaolo Morelli, Tommaso Ragno, Grazia Schiavo,Anna Safroncik, Riccardo Russo.

Scienza e Amore sono due mondi assai distanti eppure convergono su cosa: i poli opposti si attraggono fatalmente.
Quante volte abbiamo visto coppie sulla carta mal assortite e poi durare felicemente?
Non esiste la formula giusta per scegliere il partner giusto eppure siamo tentati da ciò che è più distante e diverso da noi.
Se dunque questa misteriosa attrazione governa i nostri sentimenti e scandisce la nostra vita da sempre perché allora otto autori e sottolineo otto chiamati a creare una storia d’amore ben chiara e delineata si riducono a partorire un testo scolastico e modesto come “Poli Opposti”?
La crisi del nostro cinema è soprattutto la crisi dei nostri autori. Non hanno più coraggio creativo e addirittura devono allestire una “coalizione” delle banalità e del già visto per sfornare un testo.
Otto menti per portare a casa un risultato che definire amatoriale suona quasi offensivo per chi fa per hobby ma con passione lo sceneggiatore
Non è necessario essere creativi o geniali purchè si scriva qualcosa di semplice,lineare e garbato.
In “Poli opposti” invece manca tutto questo. Una storia d’amore tra un uomo e donna costruita intorno a una serie di gag che farebbero fatica a strappare un sorriso al dopo lavoro ferroviario.
Lo spunto iniziale poteva anche essere carino:lei Claudia Torrini(Felberbaum) avvocato divorzista senza scrupoli e madre single, lui Stefano Paris( Argentero) terapista di coppia, appena separato e suo nuovo vicino di casa . Da bambini erano ottimi amici e Alessandro(Morelli) il fratello funge da trait de union spingendo l’uno nelle braccia dell’altro dopo l’iniziale tensione.
I dialoghi sono insipidi, banali e privi di alcuna forma di ironia.
La regia è di taglio televisivo, ma di basso livello. Stile scolastico e anonimo.
Manca l’alchimia di coppia tra i due protagonisti Lo spettatore magari si compiace di vedere due bei e sorridenti giovani, ma è ben lontano dal provare empatia con i personaggi.
Argentero è mono espressivo , incapace di modulare l’interpretazione e di portare in scena almeno un accenno di profondità al personaggio.
Sarah Felberbaum risulta un punto più credibile per la sua bellezza e capacità di reggere bene i primi piani. Sebbene rispetto ai suoi esordi con il famoso spot Tim abbia perso in parte lo smalto e il bagliore accecante il suo sorriso e i suoi occhi restano le sue armi migliori.
E’ una buona attrice di fiction, ma per fare cinema seriamente deve cambiare registro e modalità espressive La sua è una recitazione troppa povera fatta esclusivamente di “faccette” .
Si salvano dal grigiore meritando una menzione particolare il giovane e simpatico Riccardo Russo che interpreta Luca il figlio della Felberbaum per come riesce a reggere la scena con naturalezza e in molti casi sovrastando in talento e intensità i personaggi maggiori e Giampaolo Morelli per aver almeno tentato di regalare qualche sorriso in un contesto assai triste.
Il finale sebbene scontato,prevedibile e stiracchiato risulta la parte migliore del film perché ci conferma che l’amore resta qualcosa di magico ed emozionante per noi tutti.

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci, nonostante tutto”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html

Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano “Essere Melvin”

http://www.ibs.it/code/9788899121372/de-agrograve/essere-melvin-tra.html

The ticket purchase for “Poli Opposites” is: 1) Not even gave 2) Tribute 3) In the afternoon 4) Reduced 5) Always

“Opposite poles” is a film of 2015 directed by Max Crocci, written by Gianluca Ansanelli, Tito Buffulini, Roberto Burchielli, Antonello De Leo, Mauro Graiani, Riccardo Irrera, Paul Logli, Alessandro Pondi, with: Luca Argentero, Sarah Felberbaum, Giampaolo Morelli, Tommaso Ragno, Grazia Schiavo, Anna Safroncik, Riccardo Russo.

Science and love are two very distant worlds yet converge on something: the opposite poles attract fatally.
How many times have we seen couples on paper mismatched and then last happily?
There is no right formula to choose the right partner yet we are tempted by what is more distant and different from us.
If, then, this mysterious attraction governs our feelings and marks our life forever because then eight authors and emphasize eight challenged to create a love story very clear and outlined are reduced to delivering a textbook and modest as “Poli Opposites”?
The crisis of our cinema is above all the crisis of our authors. They have no courage creative and even have to set up a “coalition” of banality and the already seen to churn out a text.
Eight minds to bring home a result that define amateur sounds almost insulting to those who make a hobby but with passion screenwriter
You need not be creative or brilliant as long as you write something simple, linear and polite.
In “Opposite poles” we are lacking this. A love story between a man and woman built around a series of gags that would struggle to wrest a smile after the railway work.
The starting point could also be cute: she Claudia Torrini (Felberbaum) ruthless divorce lawyer and single mother, he Stefano Paris (Argentero) therapist couple, newly separated and her new neighbor. As children were good friends and Alessandro (Morelli) brother acts as a trait de union pushing each other’s arms after the initial tension.
The dialogue is insipid, banal and devoid of any form of irony.
It directed by cutting television, but low-level. Style school and anonymous.
Missing alchemy of torque between the two protagonists The viewer maybe is pleased to see two handsome, smiling young, but it is far from empathize with the characters.
Argentero is mono expressive, unable to modulate the interpretation and to stage at least a hint of depth to the character.
Sarah Felberbaum point is a more credible for its beauty and ability to hold up well closeups. Although in its infancy compared with the famous spot Tim has lost some of the enamel and the blinding flash his smile and his eyes are his best weapons.
It ‘a good actress fiction, but to make films seriously needs to change register and expressive modalities His acting is too poor made exclusively of “facets”.
Saved from the gray deserving special mention the young and pleasant Riccardo Russo who plays Luke, the son of Felberbaum how can withstand the scene naturally and in many cases overhanging in talent and intensity of the major characters and Giampaolo Morelli for having at least tried to give a smile in a very sad.
The final although obvious, predictable and stretched is the best part of the film because it tells us that love is something magical and exciting for us all.

Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html

Vittorio De Agro and Cavinato Publisher present “Being Melvin”

http://www.ibs.it/code/9788899121372/de-agrograve/essere-melvin-tra.html