5) Padri e figli nel cinema (Roberto Campari)

Padri e figli nel cinema : Campari, Roberto, Lingiardi, Vittorio:  Amazon.it: Libri

“Padri e figli nel cinema” è un saggio scritto da Roberto Campari e pubblicato da “La Nave di Teseo” il 17 Giugno 2021.

Sinossi:

“Scegliere la strada del cinema per raccontare il rapporto tra padri e figli è una scommessa altrettanto avventurosa che scegliere la strada del rapporto tra padri e figli per raccontare il cinema. Roberto Campari le imbocca entrambe con eleganza. Lieve come il racconto di un amico e puntuale come la competenza di uno studioso, Padri e figli nel cinema ci cattura con una storia antica come Abramo e Isacco e moderna come i protagonisti senza nome, padre e figlio, della Strada di Cormac McCarthy e dell’omonimo film di John Hillcoat.” Dall’introduzione di Vittorio Lingiardi

Un viaggio affascinante e intenso nelle pellicole che hanno fatto la storia del cinema per esplorare il sentimento della paternità. Affettuosi e gentili, oppure irascibili e brutali, colpevoli o redenti, indulgenti o moralisti, attesi o rimpianti, guerrieri o sconfitti, i tanti padri narrati in questo libro disegnano un unico grande ritratto composto di infiniti volti in cui cercare anche quello della propria famiglia.

Recensione:

Chi vi scrive ha avuto un rapporto “diversamente sereno” con il proprio padre.

La figura paterna per un figlio maschio rappresenta contemporaneamente un modello ed una sfida.

Il mio psichiatra volendo scuotermi dalla mia apatia mi ripeteva come un mantra “Perdona il padre e manda a vaffa.. l’uomo”.

È possibile scindere l’uomo dalla figura paterna?

Quando un figlio  può definirsi  realmente emancipato alias adulto dalla sfera paterna?

Il  controverso rapporto tra padre e figlio è stato affrontato  prima in chiave religiosa, poi analizzato in campo medico è successivamente è stata fonte d’ispirazione per la letteratura  e la 7 Arte-

La psicanalisi e l’Arte in generale  hanno intuito il potenziale salvifico /narrativo di questa tematica , cercando il linguaggio più giusto e gli strumenti più idonei nel poterlo codificare.

Esistono diverse figure di padre: il padre padrone, il padre castrante, il padre rigido, quello violento , comprensivo e purtroppo anche quelli assenti ed egoisti.

Ho sorriso quando ho ricevuto in dono il saggio di Roberto Campari.

Ma fin dalle prime pagine il saggio mi ha conquistato , facendomi riflettere , sorridere oltre che rievocare film ed attori unici

“Padri e figli nel cinema” è un saggio interessante, dotto, citazionista quanto  universale nel descrivere come la figura paterna sia evoluta negli anni, passando da un ruolo centrale a quello di quasi subalternità.

Campari firma un accurato viaggio nella memoria cinematografica che offre  una convincente valenza storica e sociologica.

Una lettura consigliata per i cinefili e non.

45) Il Lettore sul Lettino (Guido Vitiello)

“Il Lettore sul Lettino” è un saggio scritto da Guido Vitiello e pubblicato da Einaudi nel settembre 2021

Sinossi:

Perché molti lettori sottolineano i libri, ci scribacchiano sopra, fanno le orecchie ai bordi delle pagine, mentre altri guardano con orrore al più lieve maltrattamento? E quali segreti custodiscono gli scaffali delle biblioteche domestiche? Se i volumi sono disposti in file doppie, cosa si nasconde nelle retrovie? Una ricognizione ricca e spiazzante di quelle perversioni che rendono erotico e nevrotico il nostro rapporto con i libri. Come nelle migliori famiglie, anche in quella degli amanti dei libri non manca qualche zio matto, il cui ritratto è tenuto prudentemente in soffitta: il collezionista pluriomicida, il cleptomane impenitente, quello che si mangia la carta. Ma non è di loro che parla questo libro. Più che ai lettori psicotici, si dedica ai turbamenti del lettore nevrotico, che poi altri non è che il lettore comune. C’è chi è colto dall’angoscia se deve prestare un libro; chi si obbliga, mentre legge, a non sbadigliare; c’è il lettore poliamoroso che legge più libri contemporaneamente o, al contrario, il monogamo seriale che non tocca un romanzo prima di averne finito un altro; chi si vergogna a dire di non aver letto un classico e perciò l’ha sempre, per definizione, «riletto » e chi annota i libri seguendo un proprio cifrario idiosincratico… Se è vero che la lettura è un «vizio impunito» che ci porta a considerare normali dei comportamenti che in qualunque altro ambito apparirebbero perversi – pensiamo al gesto di annusare voluttuosamente la carta –, allora non dobbiamo stupirci di fronte alle mille stramberie del lettore comune, che, visto da vicino, ci apparirà molto meno comune di quanto sembra. Un campionario brillante, colto e divertente delle abitudini che circondano l’uso dei libri e dei meccanismi profondi che regolano i piaceri e i dispiaceri della lettura.

Recensione:

Da #diversamenteignorante e soprattutto da nostalgico quanto fiero  lettore  della Gazzetta dello Sport  diretto dal compianto  Candido Cannavò  mi sono sempre chiesto se esistesse un manuale specifico in grado di   raccontare le stranezze , fobie e caratteristiche dei lettori seriali.

Dal mio punto di vista i lettori rappresentano un vero mistero, quasi  fossero delle figure mitologiche,  nel leggere qualsiasi cosa non mostrando mai una esitazione o difficoltà.

Chi sono i lettori? Che cosa provano? Esistono davvero persone disponibili a spendere  ingenti risorse  in libri  con l’unico scopo di stipare  le  loro personali librerie?

Dubbi, domande, leggende che  finalmente trovano risposta  grazie al divertente ed ironico saggio scritto dal caro Guido Vitiello.

Non me vogliano gli altri dotti letterati ed illustri saggisti italiani, ma solamente Guido Vitiello vince ogni volta  la  sfida impossibile di stimolare la mia pigra parte  letteraria.

“Il Lettore sul Lettino” seppure si presenti sulla carta come  una lettura  colta, ipercitazionista, grondante cultura  ed amore  per la letteratura,  non spaventa mai il lettore ignorante o comunque privo degli adeguati strumenti di conoscenza.

“Il Lettore sul Lettino”  è un saggio atipico perché prima ti fa sorridere e solo successivamente ti stimola una serie di  riflessioni  dimostrando cosi tutto il  talento creativo di Guido Vitiello.

Guido Vitiello possiede “il tocco” o se preferite il dono di rendere semplici, chiari, comprensibili i tempi più complessi, astrusi trovando  il più efficace e funzionale  stile di scrittura.

Guido ci porta alla conoscenza del bizzarro mondo dei lettori che visti da lontano  ci appaiono tutti seri ed uguali, ma se visti da vicino rivelano tutte le loro fragilità e “perversioni letterarie”.

La parola “saggio” di norma allontana il lettore  spaventato nel dover leggere tematiche pesanti e complesse.

Se poi il saggio ha l’ambizione di raccontare, descrivere le nevrosi e personalità del lettore, allora il rischio di un flop letterario è quasi scontato.

Il “quasi” lo si deve al talento, creatività e sensibilità di  Guido Vitiello desideroso di condividere conoscenza anziché chiudersi nella banale e fredda Torre d’Avorio.

Guido Vitiello è uno scrittore,  un letterato capace d’entusiasmare con uno stile originale e pop, trascinandoci  con naturalezza  alla lettura del suo spassoso saggio.

Leggere “Il Lettore sul lettino” è il primo passo per diventare magari un giorno il nuovo “caso” di studio da parte del nostro Guido Vitiello.

129) Alla ricerca del predatore Alfa (David Quammen)

“Alla ricerca del predatore alfa” è un saggio scritto da David Quammen e ripubblicato da Adelphi nell’aprile 2020.

Sinossi:
«Grandi e terribili belve carnivore hanno da sempre condiviso lo spazio con gli esseri umani. Erano parte del contesto ecologico nel quale si è evoluto “Homo sapiens”. Erano parte dell’ambiente psicologico in cui è sorto il nostro senso di identità come specie. Erano parte dei sistemi spirituali da noi inventati per far fronte alle alterne vicende dell’esistenza. I denti e gli artigli, la ferocia e la fame dei grandi predatori erano truci realtà che si potevano eludere ma non dimenticare. Di tanto in tanto un mostruoso carnivoro emergeva come una fatalità da una selva o da un fiume, a uccidere e a cibarsi del cadavere. Era – come oggi gli incidenti d’auto – una sventura consueta, che ogni volta, nonostante la consuetudine, rinnovava il trauma e l’orrore. E comunicava un certo messaggio. Una delle prime forme dell’autoconsapevolezza umana fu la percezione di essere pura e semplice carne».
DAVID QUAMMEN

Recensione:
David Quammen, Chi è costui?
Inutile negarlo. Fino al tragico scoppio della pandemia non avevo mai sentito nominare il nome di questo saggista, né tantomeno letto una riga dei suoi libri.
Invece improvvisamente sui social network tutti sembravano grandi conoscitori di Quammen, arrivando addirittura a citare interi passaggi del suo saggio “Spillover” in cui paventava scientificamente e razionalmente l’inevitabile scoppio di una pandemia nel breve periodo.
Quest’estate avevo deciso di colmare questa mia grave mancanza saggista “facendomi contagiare” dalle pagine di Spillover, ma sfortunatamente le librerie di Catania ne erano sprovviste.
L’ultimo libraio contatto, non volendomi lasciare a mani vuote oltre che ignorante, mi ha suggerito di leggere “Alla ricerca del predatore Alfa” uscito nel 2003 e tornato “di moda” in questi mesi.
Non è stata una lettura facile né comprensibile per la complessità e vastità dei temi affrontati dall’autore.
Si fatica nel trovare un ritmo e un appiglio adeguato a connettersi visivamente ed emotivamente alla storia magistralmente raccontata da Quammen
“Alla ricerca del predatore alfa” pur essendo immaginata, pensata ed infine scritta come via di mezzo tra un saggio e un dettagliato diario di bordo, riesce solo a tratti a coinvolgere il lettore nel viaggio intrapreso dall’autore in giro per il mondo.
“Alla ricerca del predatore alfa” ha l’ambizione narrativa oltre che scientifica di far compiere al lettore un viaggio nella storia del mondo dei predatori facendoli comprendere in che modo il primo sia stato legato ed è tutt’ora a doppio filo con quello dell’uomo.
Una “convivenza” durata secoli scandita dal reciproco rispetto e nel preservare un equilibrio naturale indispensabile per la sopravvivenza dell’ecosistema.
Un equilibrio purtroppo che sta venendo meno a causa delle scellerate politiche ambientali, politiche e strutturali messe in campo nell’ultimo secolo dai governi che rischiano di provocare conseguenze disastrose per l’intera umanità.
“Alla ricerca del predatore Alfa” va forse letto a piccole dosi e magari riletto una seconda volta per apprezzarne appieno la bontà narrativa e validità scientifica.
Ma per un lettore medio resta sicuramente una sfida fuori portata.

33 ) La Fine del Tempo (Guido Maria Brera)

“La fine del tempo” è un romanzo scritto da Guido Maria Brera, pubblicato il 20 febbraio 2020 dalla Nave di Teseo.

Sinossi:
Philip Wade è uno stimato professore di Storia contemporanea al Birkbeck College di Londra, ma in passato ha vissuto molte vite e in una di queste ha lavorato per una grande banca d’affari della City in qualità di analista, chiamato a prevedere le tendenze economiche, politiche e sociali su cui indirizzare gli investimenti. Colpito da una forma di amnesia, Philip oggi non riesce più a trattenere alcun ricordo recente: nei buchi della sua memoria scompare anche il saggio che stava scrivendo e di cui non c’è più traccia. Con il ritmo di un giallo, “La fine del tempo” narra l’indagine di un uomo nell’abisso della propria mente, intorno al mistero di un libro rivoluzionario e perduto. Scoperta dopo scoperta, mentre l’Europa si infiamma sotto il montare della marea populista, Philip Wade ricompone il mosaico del suo libro, che potrebbe mettere in discussione il dominio delle grandi corporation che governano l’economia mondiale. E che hanno fondato la loro ascesa inarrestabile sull’eliminazione della principale variabile del gioco finanziario – il tempo – condannando così il nostro pianeta a vivere un eterno presente, quando tutto è possibile per i nuovi padroni del vapore, i signori del silicio, l’aristocrazia delle app.
Recensione:
Sei anni fa decisi di leggere “I Diavoli “i, romanzo d’esordio di Guido Maria Brera spinto dalla curiosità e soprattutto dalla convincente campagna promozionale messa in campo.
Una scelta letteraria che si rivelò complessivamente felice avendo riscontrato un efficace mix tra finzione e finanza nella struttura narrativa di “I Diavoli” .
Guido Maria Brera si era dimostrato bravo quanto furbo nel “nascondere” un saggio economico dentro un romanzo trovando così una modalità di racconto capace di conquistare l’attenzione ed interesse del lettore.
“I Diavoli” è diventato meritoriamente un best seller internazionale al punto che Sky ne ha acquistato i diritti televisivi con lo scopo di realizzarne una serie con protagonisti i bravi e belli Patrick Dempsey ed Alessandro Borghi.

“Squadra che vince non si cambia” recita un saggio proverbio sportivo e Brera traslandolo in chiave letteraria ripropone la stessa struttura, lo stesso “inganno” narrativo nel firmare “La fine del tempo”.
“La fine del tempo” è infatti un dotto, interessante saggio economico /finanziario incentrato sulla controversa tematica del QE (quantitative easing, strumento finanziario introdotto da Mario Draghi durante la crisi economica del 2011) e come la finanza mondiale ne abbia stravolto il valore “terapeutico” destinato allele Borse e soprattutto rivolto alla crescita economica, facendolo diventare un pericoloso quanto silente “cavallo di Troia” di distruzione per l’economia reale.
“La fine del tempo” è un testo avvincente, profondo quanto inquietante nell’evidenziare come il sistema economico e finanziario internazionale si muova dentro una pericolosa bolla “drogata” dal costante flusso di denaro iniettato dalle Banche centrali.
Una bomba ad orologeria che secondo Brera inevitabilmente esploderà provocando, se possibile, maggiori disastri rispetto alla crisi iniziata nel 2008 in America.
“La Fine del tempo” fallisce od almeno convince poco nella parte di “finzione” risultando debole, risicata rispetto al contesto principale.
“La fine del tempo” deve essere considerato drammaturgicamente come una sorta di spin off di “I Diavoli” in cui dove il protagonista, il professore Philip Wade si relazionerà con i carismatici personaggi del primo romanzo.
“La fine del tempo” avendo un’anima, una visione più tecnica, scientifica, a tratti filosofica, perde slancio e coerenza quando la storia vira sull’aspetto intimistico e personale del protagonista.
L’escamotage drammaturgico di Brera di voler equiparare la sofferenza fisica ed esistenziale del professore Wade nell’affrontare la perdita della memoria alla colpevole amnesia collettiva di non vedere come il sistema sia truccato , lascia piuttosto tiepido il lettore.
Nel lettore non scatta l’empatia con Wade, con la sua storia, e soprattutto con tormenti interiori “ risultando poco coinvolgente rispetto al vero cuore narrativo del libro.
“La fine del tempo” nonostante i limiti strutturali e narrativi evidenziati rimane comunque una lettura consigliata per chi ha amato “I Diavoli” e soprattutto desidera capire i misteri ed i pericoli dell’alta finanza.

22) Siamo fottuti . Ma forse c’è ancora una speranza (Mark Manson)

“Siamo fottuti – ma forse c’è ancora una speranza “è un saggio scritto da Mark Manson e pubblicato nel settembre 2019 da Newton Compton Editori.

Sinossi:
Viviamo in uno strano periodo storico. Da un certo punto di vista il migliore dalla nascita del genere umano: siamo più liberi, più sani e più ricchi di chiunque ci abbia preceduto. Nonostante questo, tutto sembra stia andando in malora: il cambiamento climatico sta cambiando gli equilibri della vita sul pianeta, la politica economica dei diversi Stati sta miseramente naufragando, e la nostra unica reazione è quella di passare il tempo a insultarci sui social. Da quando abbiamo accesso a livelli di tecnologia, istruzione e comunicazione così elevati che i nostri antenati non si sarebbero neppure sognati, lo standard della felicità umana si è abbassato notevolmente. Siamo stressati, ansiosi, depressi. In questa analisi divertente, lucida e dissacrante Mark Manson disseziona i grandi temi del nostro tempo – dalla religione alla politica, dal denaro all’uso delle nuove tecnologie – e ci sfida a connetterci con il mondo che ci circonda in un modo del tutto inedito. In un felice mix di erudizione e umorismo, questo libro è destinato a cambiare per sempre la nostra prospettiva.
Recensione:
Viviamo una vita di m..a?
La tua vita ti fa schifo?
Vorresti mandare tutti e tutto a vaff..?
Ti senti solo ed incompreso?
Paradossalmente hai torto e ragione allo stesso tempo.
“Finché c’è vita c’è speranza “scriveva Marco Tullio Cicerone.
Esistono i presupposti di nutrire una speranza per un futuro migliore?
No, almeno secondo l’istrionico blogger Mark Manson.
La speranza di contare, d’avere un ruolo e che soprattutto il mondo possa considerarci indispensabile, secondo Manson, è il più grande quanto pericoloso inganno che la mente umana si auto impone da sempre.
Una volta scoperta “La Grande Verità”, come è ironicamente definita dall’ autore, spingerebbe inevitabilmente l’uomo verso l’autodistruzione esistenziale e poi fisica.
Che cosa fare dunque per sopravvivere alla Verità di non contare nulla nell’universo?
“Siamo fottuti” è un originale, catartico, dissacrante manuale o se preferite guida per diventare più forti, consapevoli di noi stessi e delle ricchezze e potenzialità che la società moderna ci offre.
Mark Manson affronta tematiche psicologiche, filosofiche, morali e religiose mostrando da una parte grande maestria e conoscenza delle materie affrontate e dall’altra parte scrivendone con uno stile ironico, colloquiale, diretto capace di tenere il lettore incollato alla lettura anche nei passaggi più complicati e dotti.
Manson offre una prospettiva diversa, alternativa, dissacrante ma con lo scopo di fornire al lettore nuovi ed efficaci strumenti di vedere ed affrontare la vita liberandosi da false illusioni ed errate convinzioni.
Ovviamente le tesi sostenute da Manson possono essere considerate risibili, sbagliate o semplicemente non applicabili, ma al lettore dopo aver completato la lettura di questo testo sicuramente sorriderà sentendosi un po’ meno fottuto.

17) Quattro chiacchiere con Alessandro Condurro -La pizza è pizza (Davide Ippolito)

“Quattro chiacchiere con Alessandro Condurro – La Pizza è Pizza” è un saggio -intervista di Davide Ippolito pubblicato da Book4Business.com

Sinossi:
Un libro che partendo dalle origini della Pizza,ne racconta l’evoluzione, il suo sviluppo nel mondo con un focus sull’Antica Pizzeria da Michele, il primo Brand Italiano di Pizza riconosciuto in tutto il mondo. Quella dei Condurro e dell’Antica Pizzeria da Michele è una storia ultracentenaria. Una storia che si interseca irrimediabilmente con le sorti di una città e di una passione che esiste da ben cinque generazioni. In questo libro proviamo ad analizzare la storia della Pizza e il segreto che si nasconde dietro il successo di Michele in the world, la società che ha portato il brand “Antica Pizzeria da Michele” nel mondo.

Recensione:
Molti di voi trovandosi tra le mani questo libro, ingenuamente, si chiederebbero come la pizza possa essere argomento meritevole di visibilità ed approfondimento letterario.
Altri ancora resterebbero stupiti nell’apprendere che la pizza oltre assurto a vero business economico e sociale nel nostro Paese , sia diventati un “fenomeno” da analizzare, studiare a livello finanziario , analitico alla stregua di famosi marchi di moda , tecnologici ed affini.
Tranquilli, i vostri dubbi, perplessità e stupore sono stati i miei prima di “divorare” quest’interessante saggio di Davide Ippolito.
Non spaventatevi alla parola “saggio”, perché questo testo è tutt’altro che noioso, criptico e/o magari comprensibile esclusivamente agli addetti ai lavori.
L’azzeccato titolo rende perfettamente l’idea dell’impianto drammaturgico scelto dall’autore nello spiegare con efficacia e semplicità la genesi , radicamento e soprattutto sviluppo di una delle più importanti pizzerie di Napoli .
“Quattro chiacchiere con Alessandro Condurro” è un viaggio piacevole, avvolgente ed entusiasmante nella storia della famiglia Condurro in cui è descritto come il “patriarca” Michele diede origine alla buonissima pizza da “Michele” per poi trasformarsi, dal 2011, grazie alla passione e capacità imprenditoriale di Alessandro insieme a sua cugina in un marchio vincente.
Il saggio opportunamente strutturato in tre parti consente al lettore d’avere preziose quanto approfondite informazioni , curiosità sull’origine etimologica e storica della pizza, di scoprire la faticosa quanto meritata “escalation” sociale e professionale della figura del pizzaiolo e come la pizza da “cibo povero” sia diventato nei decenni un settore su cui investire ingenti investimenti da parte di fondi e multinazionali.
Infine nella terza ed ultima parte inizia la vera e propria “chiacchierata” tra l’autore ed Alessandro Condurro in cui percepiamo nitidamente come il secondo sia stato capace di unire magistralmente tradizione e modernità nel proprio lavoro rendendo “L’antica pizzeria da Michele” un marchio pieno di umanità, genuità oltre che di infinità bontà.

151) Diversi (Gian Antonio Stella)

“Diversi” è un saggio scritto da Gian Antonio Stella e pubblicato il 7 Novembre 2019 da Solferino Editore
Sinossi:
Gian Antonio Stella racconta la storia della disabilità, una storia di orrori, crimini, errori scientifici, incubi religiosi fino alla catastrofica illusione di perfezionare l’uomo e al genocidio nazista degli «esseri inutili», attraverso le vite di uomini e donne che hanno subìto di tutto.
Agli sgoccioli d’una vita davvero speciale, Stephen Hawking poteva muovere solo la palpebra dell’occhio destro ma continuava a fare conferenze e rinnovò fino all’ultimo la prenotazione per un volo nello spazio. Dodicimila cinquecento anni prima il suo avo preistorico «Romito 8», paralizzato per una brutta caduta, riuscì a vivere e a essere utile agli altri grazie a ciò che gli era rimasto di intatto: i denti. Lontanissimi nel tempo e nello spazio, li legava l’amore per la vita, la forza di volontà, la fantasia. È lunga la storia dei disabili. Segnata, da un capo all’altro del pianeta, da millenni di silenzi, mattanze, ferocia, abbandoni. Ma anche da vicende umane straordinarie. Di «deformi» acclamati imperatori come Claudio, narratori immensi anche se ciechi come Omero, raffinati calligrafi senza braccia come Thomas Schweicker, geniali pianisti nonostante la cecità e l’autismo come lo schiavo nero «Blind Tom», poliomielitici eletti quattro volte alla Casa Bianca come Franklin D. Roosevelt, artiste capaci di sfidare paure millenarie mostrando la propria disabilità come Frida Kahlo, giganti «nani» come Antonio Gramsci, Henri de Toulouse-Lautrec, Giacomo Leopardi… Ma più ancora milioni di anonimi figli d’un dio minore che sono riusciti in condizioni difficilissime a tirar fuori, per dirla con papa Francesco, «la scatoletta preziosa che avevano dentro». Gian Antonio Stella racconta la storia della disabilità, una storia di orrori, crimini, errori scientifici, incubi religiosi fino alla catastrofica illusione di perfezionare l’uomo e al genocidio nazista degli «esseri inutili», attraverso le vite di uomini e donne che hanno subìto di tutto resistendo come meglio potevano all’odio e al disprezzo fino a riuscire piano piano a cambiare il mondo. Almeno un po’.

Recensione:
Siamo davvero convinti che il razzismo, l’intolleranza, l’Olocausto, i genocidi debbano essere esclusivamente imputati alla ferocia follia di regimi sanguinari ed autoritari?
Oggi la diversità /disabilità fisica o mentale, almeno a parole, è sostenuta, difesa ed accettata dalla società ebbra del politicamente corretto.
Eppure basterebbe scorrere qualsiasi social network per essere travolti da parole e slogan grondanti odio e razzismo.
Forse sarebbe il caso di guardaci allo specchio ammettendo come  la verità sia ben diversa, magari sfogliando qualche libro di storia, testo scientifico ed addirittura testo teologico.
Gian Antonio Stella firma con il saggio “Diversi” un approfondito quanto sconvolgente reportage storico, sociale e scientifico sulla parte più nera e malvagia dell’anima umano capace di compiere le peggior nefandezze nei confronti dei più deboli
“Diversi” è un racconto d’orrore, mistificazione, ignoranza perpetrato nel corso dei secoli ai danni di bambini, uomini, donne “colpevoli” d’esseri nati con delle disabilità fisiche e mentali e catalogati come “mostri” dalla società.
La parola “diverso” ha assunto un significato negativo, malvagio, sbagliato al punto da giustificare veri e propri genocidi da parte di governi ufficialmente democratici,
Scienziati, religiosi oltre che politici hanno sostenuto la tesi della Razza pura” prima ancora del nazismo mettendo per iscritto una “caccia alle streghe” da far impallidire gli stessi nazisti.
“Diversi” consente al lettore di scoperchiare un imbarazzante vaso di Pandora in cui sono contenuti tanti, troppi crimini compiuti da esimi scienziati e teologi convinti che “eliminare” un diverso fosse un gesto di pietà e misericordia per conto di chi sa quale loro dio.
Il lettore non potrà non essere scosso dalla tragica crono storia magistralmente scritta da Stella oltre comprendere come l’odio e l’intolleranza facciano parte del nostro “Dna” fin dall’inizio dell’umanità
Un quadro oscuro, tragico, sconfortante quello tratteggiato da Gian Antonio Stella, reso però meno doloroso nello scoprire storie di “diversi” talentuosi, unici capaci di ribaltare l’infausto destino imponendosi all’attenzione del mondo ed ottenendo i doverosi e meritati riconoscimenti.
“Diversi” è una lettura natalizia consigliata e necessaria perché ognuno di noi comprenda pienamente il significato più profondo, universale ed esistenziale della diversità umana.

144) Una Visita al Bates Motel (Guido Vitiello)

“Una Visita al Bates Motel” è un saggio scritto da Guido Vitiello e pubblicato nell’ottobre 2019 da Adelphi editore.
Sinossi:
Questa indagine nasce da una serie di indizi curiosi: un refuso rivelatore – Psyche invece di Psycho – nel primo trafiletto che annunciava il nuovo progetto di Hitchcock. Una statuetta di Amore e Psiche di Canova che s’intravede in una scena del film. Una sibillina dichiarazione del regista, che presentò Psycho alla stampa come un’«escursione nel sesso metafisico». Continua con un’ispezione dei luoghi del delitto ormai disabitati: il Bates Motel e la casa arcigna in cima alla collina, che Hitchcock volle allestire come gallerie d’arte o Wunderkammern. E diventa una visita guidata che si svolge, con i brividi di prammatica, fra il bric-à-brac degli arredi cupi, e sotto l’occhio impassibile di uccelli impagliati. Una stanza dopo l’altra, il detective Vitiello – e dietro di lui, lo spirito di un Hitchcock mistagogo e sornione – ci aiutano a vedere la spettrale dimora vittoriana di Psycho come un musée imaginaire dell’erotica misterica, per le cui stanze si inseguono tre cicli mitologici infernali: Amore e Psiche, Orfeo ed Euridice, Demetra e Persefone. E una scoperta sorprendente e a suo modo sinistra, alla quale tutto sommato vorremmo sottrarci. Ma forse è troppo tardi: come avremmo dovuto sapere prima ancora di aprire il libro, infatti, dal regno infero di Norman Bates non si esce con la stessa facilità con cui si entra.
Recensione:
Può un “diversamente ignorante ” scrivere una recensione letteraria?
Ogni volta che termino di leggere un libro, un saggio mi pongo questo quesito
Se da una parte ho il timore di poter scrivere delle profonde sciocchezze.
Dall’altra parte le sfide impossibili rappresentano il mio pane quotidiano
Mi ero ripromesso di non farlo per il rispetto, stima ed affetto che nutro nei confronti dell’autore.
Ma il senso del dovere o se preferite il proverbiale egocentrismo ha prevalso.
Ergo,
Caro Guido Vitiello
beccati questa mini recensione sul tuo nuovo libro
#UnaVisitaAlBatesMotel edito da Adelphi Edizioni è una vera figata
Il buon Guido Vitiello è riuscito nella magistrale impresa di rendere appassionante, avvolgente , intrigante quanto misteriosa una dotta e sofisticata lezione d’arte e di critica cinematografica.
#UnaVisitaAlBatesMotel consente al lettore /spettatore l’originale e preziosa opportunità di rivedere, riconsiderare con occhi diversi il pauroso #Psycho di Sir Alfred Hitchcock.
Guido Vitiello unendo talento, creatività e cultura firma un testo comprensibile, affascinante e dal ritmo incalzante.
#UnaVisitaAlBatesMotel si “divora” in pochi giorni lasciandoti con l’impellente desiderio di rivedere subito la pellicola.
#UnaVisitaAlBatesMotel è un appuntamento irrinunciabile per tutti gli appassionati, fan di Psycho e soprattutto della penna dell’amico Guido

139) La società signorile di massa (Luca Ricolfi)

“La società signorile di massa” è un saggio scritto da Luca Ricolfi e pubblicato nell’ottobre 2019 da “La Nave di Teseo”

Sinossi:
Come può una società signorile essere anche di massa? Con questa paradossale definizione, Luca Ricolfi introduce una nuova, forse definitiva, categoria interpretativa, che scardina le idee correnti sulla società in cui viviamo. Oggi, per la prima volta nella storia d’Italia, ricorrono insieme tre condizioni: il numero di cittadini che non lavorano ha superato ampiamente il numero di cittadini che lavorano; l’accesso ai consumi opulenti ha raggiunto una larga parte della popolazione; l’economia è entrata in stagnazione e la produttività è ferma da vent’anni. Questi tre fatti, forse sorprendenti ma documentabili dati alla mano, hanno aperto la strada all’affermazione di un tipo nuovo di organizzazione sociale, che si regge su tre pilastri: la ricchezza accumulata dai padri, la distruzione di scuola e università, un’infrastruttura di stampo para-schiavistico. Luca Ricolfi compone un ritratto senza alcun giudizio morale, per nulla ideologico ma chiaro e spietato. Un libro che pone alcune domande essenziali: l’Italia è un caso unico o anticipa quanto accadrà su larga scala in Occidente? E, soprattutto, qual è il futuro di una società in cui molti consumano e pochi producono?
Recensione:
“Signori si nasce non si diventa” recita un popolare proverbio.
Il grande Totò lo rese celebre con la consueta ironia “. ed io modestamente lo nacqui”.
Saggezza popolare ed ironia purtroppo non sono sufficienti a nascondere il preoccupante impatto sociologico, culturale, economico derivante dalla lettura del nuovo saggio del prof Luca Ricolfi.
“La società signorile di massa” fin dall’efficace quanto furbo titolo spinge il lettore ad immergersi in un testo tecnico, complesso quando scritto in modo chiaro, esaustivo e pieno di dati scientifici. considerazioni filosofiche, antropologiche e culturali.
“L’Italia è ferma”, “il nostro è un Paese a crescita zero”, “L’Italia è un paese vecchio e senza futuro”. Sono queste alcune delle frasi o se vogliamo “slogan” che sovente sentiamo pronunciate dal politico di turno nei talk show per accreditare la propria tesi denunciando le malefatte dell’avversario.
Ma al netto della propaganda politica, quanto di queste frasi sono vere. Siamo veramente un Paese fermo?
Luca Ricolfi conduce un ‘analisi rigorosa, approfondita e soprattutto scevra da qualsiasi interesse politico sull’involuzione sociale, arretramento culturale e decrescita economica che sta spingendo la nostra società verso il baratro economico e sociale.
“La società signorile di massa” è un arguto ossimoro nell’evidenziare come le nuove generazioni vivano erodendo “il tesoretto” accumulato dai nonni e padri senza preoccuparsi di produrre una fonte di reddito alternativa.
Ricolfi fotografa un Paese in cui i disoccupati sono in maggioranza rispetto ai lavoratori e con i primi che spendono e spandono in beni di lusso, vacanze e benefit incompatibili con il loro attuale status.
Viviamo un’insostenibile condizione da “giovin signore” sfruttando la manodopera straniera soprattutto d’origine extracomunitaria affidandogli le mansioni più umili e massacranti oltre che mal pagati.
“La società signorile di massa” è un preciso, ponderato, motivato j’accuse fondato sui numeri, elaborazioni statiche e confronti con altre nazioni europee.
Ricolfi con intelligenza, maestria e professionalità ci spiega, illustra, certifica come da tanti decenni ormai “Re sia nudo” nella totale incoscienza collettiva.
Impegnati esclusivamente a soddisfare il proprio egoismo e badi bene non individualismo perché in tal caso potrebbero, almeno, emergere dei talenti, personalità capaci di distinguersi e magari di produrre reddito e crescita.
Paradossalmente, chiosa Ricolfi, di fronte all’avanzare indiscriminato di questa società signorile di massa, i “veri “ricchi tendono a ritirarsi, a scomparire volendo evitare qualsiasi contatto con questa società fastidiosa e sovraesposta.
L’Italia è destinata ad affondare come il Titanic continuando su questo insano stile di vita e d’erosione del capitale primario. Ma anziché ascoltare le note di una malinconica orchestra su un ponte, al massimo dovremmo accontentarci di una suoneria di un costoso cellulare d’ultima generazione.

138) Pachidermi e Pappagalli ( Carlo Cottarelli)

“Pachidermi e Pappagalli” è un saggio scritto da Carlo Cottarelli e pubblicato il 7 Novembre 2019 da Feltrinelli Editore

Sinossi:
Questo libro parla di come la realtà economica viene percepita e, soprattutto, di come si voglia farla percepire. Parla di false informazioni che circolano ormai da parecchio tempo e sono considerate verità assolute, fuori discussione: costituiscono, per molte persone, la realtà. Una volta le si chiamava “palle” o “bufale”. Oggi si chiamano “fake news”. Ci sono i pregiudizi sulle banche, che non prestano soldi perché se li vogliono tenere e che ci è toccato salvare con 60 miliardi di soldi pubblici. Ci sono le invenzioni sui tecnocrati, incapaci e corrotti, che ci hanno fatto entrare nell’euro a un cambio sbagliato. Ci sono quelle sulle pensioni, secondo cui i problemi del nostro sistema previdenziale non derivano dall’invecchiamento della popolazione e dal crollo delle nascite, ma dalla perfidia di qualche ministro dell’austerità. E poi ci sono le bugie sull’Europa e sul complotto dei poteri forti, oscure potenze nordiche che vogliono affamare i Paesi mediterranei. Spesso le bufale contengono elementi di verità. Però, se vogliamo capire l’economia italiana e quella mondiale, è importante separare la verità dalle esagerazioni create ad arte sui social e anche sui media tradizionali per indirizzare l’opinione pubblica secondo strategie ben definite. A qualcuno, forse, conviene che le cose non cambino. Con un’analisi limpida e schietta, Carlo Cottarelli ci aiuta a distinguere il vero dal falso e a riconoscere le bufale che compromettono la nostra capacità di scegliere.
Recensione:
Bufale, fake news, manipolazione mediatica, disinformazione . Quante volte in questi anni abbiamo letto, ascoltato queste parole sui giornali, nei talk show e soprattutto sui social media?
Tante, troppe volte.
Chi, come il sottoscritto, ammette la “propria ignoranza” in campo politico, economico, giuridico e financo finanziario fatica non poco a districarsi nella valanga di bugie, mezze verità e bufale costruite e diffuse quotidianamente in modo scientifico e professionale.
Una bufala è “percepita” dall’uomo della strada come più credibile rispetto ad una rigorosa quanto noiosa verità.
Parafrasando il buon Collodi gli italiani sembrano irrimediabilmente rinchiusi dentro un Mondo di Bufale. Persuasi dal gatto e la volpe dell’incompetenza a demonizzare il malcapitato grillo parlante di turno.
Viviamo in una società in cui chi cerca di spiegare, divulgare e fare chiarezza è preso di mira fino alla strenua di “nemico del popolo”.
In un clima d’odio e d’ignoranza dilagante, esistono ancora persone coraggiose, testarde e soprattutto realmente preparate che non si rassegnano a questo “nuovo Medioevo”.
Carlo Cottarelli da anni combatte questa “perfida” quanto “paradossale” guerra contro la disformazione e la propaganda economica e finanziaria che sta avvelando i pozzi del sapere con il grave e serio rischio di compromettere il futuro del nostro Paese.
“Pachidermi e Pappagalli” è una lettura chiara, precisa, puntuale che consente anche al lettore /cittadino più sprovveduto e distratto di comprendere da dove e soprattutto perché sono ideate e “fabbricate” queste bufale.
Cottarelli utilizza un linguaggio semplice, diretto nello spiegare, analizzare ed evidenziare tutte le contradizioni e falsità inserite dentro una bufala.
“Pachidermi e Pappagalli” più che un saggio va visto semmai come una colta e brillante autopsia eseguita su una vittima eccellente: la verità.
“il medico finanziario” Cottarelli esamina, verifica, conducendo un’analisi lucida ed incalzante portando alla luce tutti i misfatti compiuti sulla povera vittima.
Il lettore di qualunque colore politico non potrà comunque non apprezzare lo sforzo scientifico ed onestà intellettuale messe in campo da Cottarelli nell’ offrire una prospettiva diversa ed ampia su tante tematiche scontanti e controverse.
“Pachidermi e Pappagalli” è una lettura consigliata quanto indispensabile per far uscire gli italiani dal mondo delle Bufale.