90 ) Underworld – Blood Wars

Il biglietto da acquistare per “Underworld – Blood Wars” è: 1)Neanche regalato (con riserva); 2)Omaggio; 3)Di pomeriggio; 4)Ridotto; 5)Sempre.

Un film di Anna Foerster. Con Kate Beckinsale, Tobias Menzies, Theo James, Charles Dance, James Faulkner, Lara Pulver, Peter Andersson, Clementine Nicholson. Azione, 91′. 2017

Chi vi scrive è un fan della prima ora della saga di Underworld, nata nel lontano 2003.

Il mio cuore ha sobbalzato quando ha visto per la prima volta Kate Beckinsale nelle vesti della vampira guerriera Selene sparare, uccidere, combattere e infine innamorarsi, indossando una tuta nera e attillata di lattice.

Per la mia generazione, Underworld è stato l’alternativa gotica, adulta e sexy ai vampiri adolescenti e melensi di “Twilght”. È dunque con dolore che lancio questo appello ai produttori dei film e anche alla bella e tosta Beckinsale: per favore, finitela qui.

Il quinto episodio della saga, “Underlword – Blood wars”, è il trionfo del nulla drammaturgico, della banalità scenica e di un amaro piattume interpretativo.

L’atmosfera gotica, lo stile pulp, le scenografie cupe ed eleganti, i costumi tra il trash e il modaiolo non bastano a salvare una pellicola priva di una sua identità, di una logica narrativa e soprattutto di una vera ragion d’essere che non sia quella commerciale.

Nel film Selene (Beckinsale) è braccata da un lato dal clan dei Lycans, guidati dal carismatico Marius (Menzies), dall’altro dalla fazione dei vampiri che l’ha tradita, e può contare soltanto su due alleati: David (James) e il padre di lui Thomas (Dance).

Marius intanto riesce a convincere i Lycans che la chiave per porre fine alla millenaria battaglia contro i vampiri è il sangue di Eve, la figlia di Selene, per metà Lycans, per metà vampira, che conferisce a chi lo beve poteri eccezionali.

C’è solo un problema, Eve è desaparecida. Tutti la vogliono, nessuna sa dove trovarla. Sembra d’assistere alla versione dark di “Aspettando Godot”.

Selene si sente una madre inadeguata, è stanca di combattere, ma al contempo, davanti al pericolo d’estinzione per il suo popolo, non esita a mettere in gioco la propria vita ancora una volta.

Kate Beckinsale è da sempre l’anima, il corpo e il cuore di “Underworld” e anche in questo quinto episodio da tutta se stessa per riuscire a dare un quid al film, ma anche per lei, probabilmente, è tempo di pensionare il personaggio. La sua bellezza, il suo talento e la vitale e carismatica presenza scenica non riescono a colmare i limiti strutturali, narrativi e di regia. continua su

http://paroleacolori.com/al-cinema-underworld-blood-wars/

Roberto Sapienza presenta “Ninni, mio padre”

44) Resident Evil -The Final Chapter

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Il biglietto da acquistare per “Resident Evil : The final chapter” è: 1)Neanche regalato; 2)Omaggio; 3)Di pomeriggio; 4)Ridotto; 5)Sempre.

Un film di Paul W. S. Anderson. Con Milla Jovovich, Ali Larter, Iain Glen, William Levy, Ruby Rose, Shawn Roberts, Eoin Macken, Fraser James. Azione, 106′. 2016.

Avviso ai naviganti: prima di vedere quest’ultimo capitolo della saga di “Resident Evil” è consigliabile fare un rapido ripasso delle puntate precedenti, perché altrimenti si corre il rischio di non cogliere il sottile fil rouge che unisce “The final chapter” alle altre.

Nonostante all’inizio del film la protagonista Alice (Jovovich) faccia del suo meglio per portare lo spettatore dentro la storia facendo il punto della situazione, la confusione rimane forte.

Se i fan della saga riusciranno senza grande fatica a calarsi nell’impianto drammaturgico fatto di inseguimenti, spari, zombi ed esplosioni, tutti gli altri avranno qualche problema. Anche perché, togliendo l’audio, resta ben poco sul piano dell’intreccio e delle emozioni.

A seguito degli eventi raccontati in “Resident Evil Retribution”, l’umanità è ridotta ai minimi termini. Alice, tradita da Wesker a Washington e unica sopravvissuta del gruppo che avrebbe dovuto combattere le orde di non morti, deve fare ritorno nel luogo in cui l’incubo ha avuto inizio, Raccoon City, dove la Umbrella Corporation sta radunando le forze per sferrare un attacco fatale contro i superstiti all’Apocalisse.

In una lotta contro il tempo, Alice, privata delle sue capacità sovrumane, si riunirà agli amici di una volta in una nuova improbabile alleanza e vivrà la sua avventura più difficile, per cercare di sconfiggere zombie e altri mostri mutanti e salvare il genere umano, che rischia di precipitare nell’oblio.

“Resident Evile – The final chapter” è di fatto un one woman show di Milla Jovovich, che mette in campo anima, corpo, grinta e buona personalità per rendere la sua Alice un’eroina moderna, simile per certi versi al Bruce Willis salvatore dell’umanità di altre pellicole. continua su

http://paroleacolori.com/al-cinema-resident-evil-the-final-chapter/

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci, nonostante tutto”

200) Jason Bourne

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Il biglietto d’acquistare per “Jason Bourne” è: 1) Neanche regalato 2) Omaggio 3) Di pomeriggio 4) Ridotto 5) Sempre.

“Jason Bourne” è un film del 2016 diretto da Paul Greengrass, scritto da Matt  Damon,Paul Greengrass,Christopher Rouse , con: Matt Damon,Alicia Vikander,Julia Stiles,Tommy Lee Jones,Vincent Cassel.

L’estate cinematografica 2016 è segnata dal ritorno sul grande schermo di alcune delle saghe più amate e seguite degli ultimi decenni. Non poteva mancare il quinto episodio della saga di Jason Bourne, interpretato da Matt Damon, ovvero la versione 3.0 dello Smemorato di Collegno.
Solo che, in questo, lo Smemorato, per lo spettatore poco addentro alla saga, è un killer spietato e super addestrato dalla Cia per combattere il pericolo terrorismo.
La prima domanda spontanea che suscita la visione di Jason Bourne è – era necessario un nuovo episodio? -.
Probabilmente no, ma è chiaro che i fan, e soprattutto i produttori pensando ai lauti incassi, siano di parere contrario.
Jason Bourne non presenta nuovi e interessanti approfondimenti della trama e non regala veri colpi di scena riguardo al passato del protagonista. Semmai, mette a fuoco alcuni particolari della vita privata dello Smemorato e di come sia diventato tale e per mano di chi.
Jason Bourne è il film ideale per chi ama il genere in prevalgono le scene d’inseguimento forsennato in auto e i combattimenti corpo a corpo. continua su

https://mygenerationweb.it/201607283257/articoli/palcoscenico/cinema/3257-anteprima-jason-bourne-e-tornato-ancora-una-volta

Roberto Sapienza presenta “Ninni, mio padre”

https://www.amazon.it/Ninni-mio-padre-Roberto-Sapienza-ebook/dp/B01H85DF8S/ref=sr_1_1?s=books&ie=UTF8&qid=1472395883&sr=1-1&keywords=ninni+mio+padre

191) I Love Shopping a Las Vegas (Sophie Kinsella)

kinsella

“I love shopping a Las Vegas” è un romanzo scritto da Sophie Kinsella e pubblicato in Italia nel febbraio 2016 da Mondadori Editore.

Probabilmente sono uno dei pochi uomini a leggere con curiosità e divertimento fin dall’inizio la saga de “I Love shopping” riconosciuta da più come una lettura al femminile. Ciò nonostante ho sempre seguito con interesse e passione le avventure della simpatica e pasticciona Becky e della sua band grazie al brillante e leggero stile della Kinsella.
Riconosco, come le altre fan, che gli ultimi libri della saga siano meno riusciti e briosi rispetto ai primi, mostrando i segni di una stanchezza narrativa e forse il segno di un esaurimento della vena creativa dell’autrice sull’argomento.
Le critiche in rete sono piuttosto fredde nei confronti di questo romanzo, considerato sbiadito e a tratti noioso come sequel del deludente “I love shopping ad Hollywood”.
Personalmente ritengo questo romanzo più interessante e più godibile rispetto alle precedenti puntate riscontrando una maggiore maturità narrativa dell’autrice e una bravura nel costruire una struttura narrativa adatta a tracciare maggiormente gli aspetti personali dei personaggi cogliendone le diverse sfumature psicologiche.
Becky non è più una ragazza frivola, capricciosa e maniaca dello shopping. E’ diventata ormai una donna quasi matura, una moglie innamorata e mamma premurosa. Ha cambiato le proprie priorità nella vita e decidendo di iniziare un viaggio on the road alla ricerca del padre scomparso per una misteriosa avventura, compie un passaggio epocale nella sua stessa vita.
Probabilmente l’intreccio narrativo a cavallo tra il thriller e la commedia presentano alcuni limiti e problemi nello sviluppo, restando comunque un apprezzabile segno della svolta artistica della Kinsella.
Il suo stile è sempre diretto, fluido, leggero e armonioso nel disegnare i personaggi rendendoli vivi e reali per il lettore.
Non possiamo non sorridere per i problemi coniugali di Suze e Tarquin e delle paturnie ed eccentricità della mamma di Becky e della sua amica Janice.
E’ una lettura comunque briosa e ideale per l’estate sotto l’ombrellone facendoci ricordare che lo shopping più bello da fare è ritrovarsi accanto amici veri e famiglia soprattutto nei momenti più difficili.

Roberto Sapienza presenta “Ninni, mio padre”

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178) Star Trek Beyond

star trek beyond

Il biglietto d’acquistare per “Star Trek Beyond” è : 1) Neanche regalato 2) Omaggio 3) Di pomeriggio 4) Ridotto 5) Sempre (Con riserva).

“Star Trek Beyond” è un film del 2016 diretto da Justin Lin, scritto da Doug Jung, Simon Pegg , con:Chris Pine, Zachary Quinto, Zoe Saldana, Simon Pegg, Idris Elba, Karl Urban,Sofia Boutella, Anton Yelchin, John Cho, Deep Roy, Joe Taslim, Lydia Wilson.

Lo confesso non sono un grande appassionato di fantascienza e la saga televisiva e poi cinematografica di Star Trek non è mai stata tra le mie preferite. Pur apprezzando la glaciale ironia del vulcaniano Spook e il coraggio del Capitano Kirk, ho sempre avuto un atteggiamento tiepido nei confronti dell’Enterprise e delle sue avventure nello spazio.
Ciò nonostante ieri sera assistendo in anteprima alla nuova puntata della saga, ammetto di essermi divertito e soprattutto essere stato coinvolto dalla storia, ben scritta e articolata.
“Star Trek Beyond” è da una parte il classico film di genere in cui il fan non potrà non rimanere affascinato dalla bellezza e spettacolarità delle maestose scenografie e ricostruzioni di universi diversi e lontani. Dall’altra quest’episodio della saga è caratterizzata da un elemento introspettivo e riflessivo inaspettato che coinvolge i due maggiori protagonisti :il capitano James Kirk (Pine) e Spock (Quinto). Per motivi diversi Kirk e Spock s’interrogano sul proprio futuro dubitando se esplorare lo spazio infinito e oltre possa essere davvero lo scopo delle rispettive vite.
Gli sceneggiatori formulando questo interrogativo, di fatto, pongono direttamente allo spettatore se una vita avventurosa sia davvero la migliore e più interessante possibile.
La struttura narrativa di “Star Trek Beyond” è semplice, chiara e lineare e nello stesso tempo è piena di colpi di scena, dinamica e veloce nel cambiare continuamente scenario e prospettiva narrativa. Il punto di forza del testo è il forte richiamo all’identità storica della saga, esaltata e rinverdita in diversi passaggi della proiezione. continua su

https://www.mygenerationweb.it/201607223245/articoli/palcoscenico/cinema/3245-anteprima-star-trek-beyond-il-viaggio-continua

Roberto Sapienza presenta “Ninni,mio padre”

https://www.amazon.it/Ninni-mio-padre-Roberto-Sapienza-ebook/dp/B01H85DF8S/ref=sr_1_1?s=books&ie=UTF8&qid=1469176986&sr=1-1&keywords=ninni+mio+padre

12) Creed – Nato per Combattere

Creed

Il biglietto d’acquistare per “Creed – Nato per Combattere” è: 1)Neanche regalato; 2)Omaggio; 3)Di pomeriggio; 4)Ridotto; 5)Sempre.

Un film di Ryan Coogler. Con Michael B. Jordan, Sylvester Stallone, Graham McTavish, Tessa Thompson, Phylicia Rashad. Drammatico, 132′. 2015

Al cinema da giovedì 14 gennaio 2016

Quando uno spettatore pensa al mondo del pugilato trasportato sul grande schermo i nomi che gli vengono in mente sono fondamentalmente due: Robert De Niro e Sylvester Stallone. I personaggi di Toro Scatenato e Rocky Balboa hanno fatto appassionare a questo sport “da uomini veri” anche chi, come il sottoscritto, non vede di buon occhio l’esercizio fisico.

La saga di Rocky, soprattutto, iniziata nel lontano 1977, ha suscitato l’entusiasmo di diverse generazioni, che si sono riviste nell’eroe italo-americano e nella sua lotta per l’auto-realizzazione. Nella memoria degli appassionati ma anche degli spettatori semplici sono impressi gli epici duelli tra Apollo Creed e Rocky, protagonisti dei primi film, entrati di diritto nella storia del cinema.

Apollo e Rocky, avversai primi, amici poi, hanno rappresentato i volti forti ma umani di uno sport fatto di sacrificio, sudore e sangue.

La saga ha seguito tutte le stagioni del pugile italiano – dalla giovinezza fino all’inevitabile declino – con il naturale corredo di delusioni, passi falsi, cadute e risalite, drammi. Se il pubblico considera Rocky un po’ un amico di famiglia, molto poco sappiamo del campione dei campioni Apollo e di cosa sia successo ai suoi cari dopo la sua drammatica morte, avvenuta per mano del russo Ivan Drago.

“Creed – Nato per combattere” colma questo vuoto narrativo, diventando di fatto, più che uno spin off della saga, una sorta di meta-sequel. Nella prima scena del film, lo spettatore compie un salto indietro nel tempo, tornando al 1998 e facendo la conoscenza di Adonis (Jordan), un ragazzino turbolento che passa le giornate a fare pugni con gli altri ospiti della struttura per minori abbandonati dove vive. Il destino di Adonis cambia quando Mary Anne Creed (Rashad) decide di accoglierlo in casa sua, in quanto figlio illegittimo dell’ex marito.

Dopo questo antefatto si torna al presente. Adonis lavora in una grande azienda senza entusiasmo durante la settimana, mentre nei weekend combatte in malfamati club messicani. Sebbene non abbia mai conosciuto il padre Apollo, il ragazzo sente che il suo post è sul ring, ma vuole imporsi per il suo talento e non per il suo nome.

Adonis decide allora di lasciare il lavoro e andare a Philadelphia per provare a convincere l’ex pugile Balboa (Stallone) a fargli da mentore e allenatore. Rocky, vecchio e solo dopo la morte della moglie e dell’amico Poly, inizialmente rifiuta l’offerta. Ma si sa, il richiamo della foresta è più forte di ogni considerazione razionale. Così Rocky, anche per onorare il ricordo del vecchio amico Apollo, accetta di allenare Adonis.

Dalla trama lo avrete capito: “Creed” può anche essere visto anche come reboot del primo film della serie, con protagonista un giovane pugile di belle speranze, questa volta di colore, e con Sylvester Stallone a vestire i panni dell’allenatore, saggio ma anche ironico.

Il film di Ryan Coogler non poteva avere la forza narrativa ed emozionale del primo Rocky, un vero e proprio mito del cinema; per questo gli autori hanno puntato su un impianto moderno, vivace e nel complesso apprezzabile.

La sceneggiatura è ben scritta, fluida. Come il recente “Star Wars Episodio VII” da una parte strizza l’occhio ai fan storici, puntando sull’amarcord, dall’altra attrae le nuove generazioni, con una storia che parla soprattutto a loro.

Trattandosi di un Rocky 2.0 non poteva mancare un corrispettivo del personaggio della timida Adriana: in questo caso la bella amata dal protagonista è una giovane cantante, Bianca (Thomponson). continua su

Al cinema: Creed – Nato per combattere

Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano “Essere Melvin”

http://www.ibs.it/code/9788899121372/de-agrograve/essere-melvin-tra.html

The ticket purchase for “Creed – Born to Fight” is: 1) Not even a present; 2) Tribute; 3) In the afternoon; 4) Low; 5) Always.

Directed by Ryan Coogler. Michael B. Jordan, Sylvester Stallone, Graham McTavish, Tessa Thompson, Phylicia Rashad. Drama, 132 ‘. 2015

A movie theater from Thursday, January 14, 2016

When a viewer thinks the world of boxing transported to the big screen the names that come to mind are basically two: Robert De Niro and Sylvester Stallone. The characters of Raging Bull and Rocky Balboa made you love this sport “from real men” are those who, like myself, do not look kindly on exercise.

The saga of Rocky, especially, started in 1977, aroused the enthusiasm of different generations, which are reviewed in the hero and Italian-American in its struggle for self-realization. In the memory of the fans but also the spectators are simple imprinted on his epic duels between Apollo Creed and Rocky, the protagonists of the first film, which came right in the history of cinema.

Apollo and Rocky, avversai first, then friends, represented the human faces strong but a sport of sacrifice, sweat and blood.

The saga has followed all the seasons of the Italian boxer – from youth until the inevitable decline – with the natural set of disappointments, missteps, falls and ascents, dramas. If the audience sees a little Rocky ‘a family friend, we know very little of the champion of champions Apollo and what happened to their loved ones after his tragic death at the hands of the Russian Ivan Drago.

“Creed – The Abandoned” fills this void narrative, becoming in fact, more than a spin-off of the saga, a sort of meta-sequel. In the first scene of the film, the viewer takes a step back in time, back to 1998 and making the acquaintance of Adonis (Jordan), a troubled boy who spends his days making fists with the other guests for abandoned children, where he lives. The fate of Adonis changes when Mary Anne Creed (Rashad) decided to welcome him in his house, as the illegitimate son of the former husband.

After this background was, back to the present. Adonis works in a big company without enthusiasm during the week and on weekends fights infamous Mexican clubs. Although he never knew his father Apollo, the boy feels that his post is in the ring, but he wants to impose his talent and not for his name.

Adonis decides to leave work and go to Philadelphia to try to convince the former boxer Balboa (Stallone) to act as his mentor and coach. Rocky, old and only after the death of his wife and friend Poly, initially rejects the offer. But you know, the call of the wild is stronger than any rational consideration. So Rocky, also to honor the memory of his old friend Apollo, agrees to coach Adonis.

From the plot you will have it figured out: “Creed” can also be seen as a reboot of the first film in the series, starring a young boxer with high hopes, this time in color, and with Sylvester Stallone to assume the role of coach, but wise even ironic.

The film Ryan Coogler could not have the strength and emotional narrative of the first Rocky, a true legend of cinema; for this, the authors aimed at a modern plant, lively and altogether remarkable.

The script is well written, fluid. Such as the recent “Star Wars Episode VII” on the one hand gives a nod to fans of historical, pointing sull’amarcord, the other attracts the younger generation, with a story that speaks especially to them.

Being a 2.0 Rocky could not miss a consideration of the character of Adriana timid: in this case the beautiful beloved by the protagonist is a young singer, Bianca (Thomponson). continues on

Al cinema: Creed – Nato per combattere

Vittorio De Agro and Cavinato Publisher present “Being Melvin”

http://www.ibs.it/code/9788899121372/de-agrograve/essere-melvin-tra.html

273) Storia del nuovo cognome (Elena Ferrante)

ferrante

“Storia del  nuovo cognome” è un romanzo di Elena Ferrante pubblicato nel settembre 2012 da E/O Edizioni.

Una seconda chance è giusto darla a chiunque. Figurarsi se poi il destinatario di tale opportunità è l’acclamata “scrittrice/scrittore?” Elena Ferrante.
Vi avevo lasciato qualche tempo fa con la mia recensione sul libro “L’amica geniale”, carico di perplessità e dubbi sulle effettive qualità della misteriosa autrice.
“L’amica geniale” non mi aveva entusiasmato avendo trovato la storia prolissa, lunga, lenta e incapace di accendere fino in fondo la mia curiosità e interessa di lettore.
Essendo però consapevole di “essere un diversamente ignorante” e probabilmente non adatto a cogliere le sottili sfumature letterarie del testo mi ero ripromesso di seguire il secondo romanzo, acquistato in promozione.
Ebbene la controprova è stata se possibile ancora peggiore.
Io sono un appassionato di soap-opera grazie alla preziosa e utile super visione di mia nonna.
Ciò che per molti è un prodotto insulso e inguardabile per me invece può diventare una storia da seguire con interesse giorno dopo giorno.
Elena Ferrante ha scritto una soap-opera  ambientata a Napoli, ma il problema che è assai brutta.
Il teledipendente che è in me mentre leggeva questo secondo romanzo immaginava si le diverse scene proiettate sullo schermo, ma nello stesso tempo sbadigliava cercando con lo sguardo il telecomando.
Le vite di Elena e Lila e dei loro amici non bucano lo schermo restando piatte e monotone.
La storia di un’amicizia che si tramuta in odio poi gelosia poi ancora compassione e infine preoccupazione non convince, poco originale e prevedibile.
L’autrice ha costruito una struttura narrativa complessa e nello stesso tempo farraginosa e confusionaria non facendo scattare l’empatia tra i personaggi e il lettore.
Lo stile seppure curato, preciso ed elegante non aiuta nella lettura che risulta comunque faticosa e lenta.
Una saga perché di questo si tratta dovrebbe avere dei caposaldi che permettano al lettore di ritrovarsi e rispecchiarsi nei protagonisti e nei loro problemi. Nel nostro caso invece manca tutto questo e onestamente non perché questo romanzo sia adatto più a un genere femminile.
Il sottoscritto legge con gusto anche Sophia Kinsella e Bridget Jones e semmai il problema che con Elena Ferrante non è scattata la scintilla.
Consiglierei quindi a un mio amico/a di leggere la saga? No, forse per onestà intellettuale e soddisfare la loro curiosità probabilmente li farei leggere il primo romanzo.
Onestamente “Storia del nuovo cognome” nonostante il titolo ha ben poco di nuovo.

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci, nonostante tutto”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html

“History of the last new” is a novel by Elena Ferrante published in September 2012 by E / O issues.

A second chance is right to give it to anyone. Imagine then if the recipient of such an opportunity is the acclaimed “writer / writer?” Elena Ferrante.
I had left some time ago with my review on the book “The brilliant friend”, full of confusion and doubt about the actual quality of the mysterious author.
“The brilliant friend” I was thrilled having found the story lengthy, long, slow and unable to turn up at the bottom of my curiosity and interest of the reader.
However, being aware of “being an otherwise ignorant” and probably not suitable to grasp the subtle nuances of the literary text I had promised myself to follow the second novel, bought in promotion.
Well, the rebuttal was if possible even worse.
I am a fan of soap operas thanks to the valuable and useful super vision of my grandmother.
What for many is a product silly and unwatchable for me it can become a story to follow with interest every day.
Elena Ferrante wrote a soap opera, but the problem is very bad.
The couch potato in me while reading this second novel imagined you different scenes projected on the screen, but at the same time yawned looking around the remote control.
The lives of Elena and Lila and their friends will not pierce the screen remain flat and monotonous.
The story of a friendship that turns into hate and jealousy then even compassion and concern ultimately unconvincing, unoriginal and predictable.
The author has constructed a complex narrative structure and at the same time cumbersome and confusing not triggering the empathy between the characters and the reader.
The style even cared, precise and elegant does not help in the reading which is still arduous and slow.
A saga because of this it should be the cornerstones that enable the reader to find himself and reflected in the protagonists and their problems. In our case this is lacking and honestly not because this novel is more suited to a female gender.
The law signed by taste even Sophia Kinsella and Bridget Jones and if anything, the problem with Elena Ferrante’s spark.
Then I would recommend to a friend / to read the saga? No, maybe for intellectual honesty and satisfy their curiosity I would probably read the first novel.
Honestly “History of the new surname” despite the title has very little new.

Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html

268) Star Wars – Il Risveglio della Forza

Star Wars - il Risveglio della Forza

In una Galassia dietro l’angolo e in un tempo attuale le redazioni dei giornali lottano senza esclusioni di colpe per scrivere la recensione migliore sul film dell’anno “Star Wars- il Risveglio della Forza”. I poveri redattori si sono sottoposti a lunghissimi e faticosi allenamenti dai loro Direttori per non cedere al Lato Oscuro del “copia e incolla” e degli Spoiler.

Anche per Vittorio De Agrò Skywalker è giunto il momento di dimostrare il suo valore alla direttrice Torrisi.

“Direttrice, allora io andrei”.

“Sì, Vittorio, è giunto il momento”.

“Direttrice, come fa a essere così sicura e serena. Io ho tanti dubbi e perplessità. Non so se sono all’altezza del compito”.

“Vittorio, non ho alcuna certezza, ma so che la Forza delle fantasia scorre in te. Il tuo addestramento è finito. Ora vai e scrivimi un pezzo su Star Wars e non tornare nel mio ufficio senza qualcosa di originale!”.

“Obbedisco Direttrice”

“La Forza sia con te”

Il giovane redattore, sotto il peso delle responsabilità, affronta il suo destino. Il film è già uscito da qualche giorno. Il mondo è impazzito. Non c’è più equilibrio nella Forza. Tutti si sono scoperti esperti di cinema e recensiscono il film.

Vittorio sa che si sono formate sul web due fazioni opposte di fan che si combattono furiosamente. I “Puristi” che si dichiarano delusi dall’operazione nostalgia voluta dalla Disney e minacciano di distruggere con il raggio della Morte Nera gli studios. Poi ci sono “I Nostalgici” quelli che non aspettavano altro di rivedere Han Solo, Luke Skywalker e la principessa Leila.

Vittorio si accende il sigaro, passeggia nervosamente per la redazione alla ricerca della giusta ispirazione.

Poi improvvisamente sorride, capendo dove disporsi. La Forza del vecchio democristiano e dell’arte del compromesso gli hanno aperto gli occhi.

Vittorio rivede dentro la sua mente le immagini del film, e sorridendo annota sul suo quaderno di appunti: si scrive Star Wars il Risveglio della Forza, ma si legge che anche nella Galassia Lontana Lontana le beghe familiari sono all’ordine del giorno. Chissà cosa direbbe Freud se potesse vedere questa saga.

Vittorio non vuole cedere al Lato Oscuro degli Spoiler, eppure è tentato di raccontare come JJ Abrams e gli altri autori hanno riempito la storia di riferimenti alle tragedie greche e di come gli eroi siano essi positivi o negativi per emergere e percorrere la propria strada debbano uccidere i propri padri. Sì, perché questo Star Wars è un continuo succedersi di abbandoni e ricongiungimenti familiari dove passato, presente e futuro si mescola e si fondono.

E non poteva essere diversamente essendo la Disney a comandare, evidenziando che al centro della vita di un uomo c’è la famiglia sia nel bene come nel male.

JJ Abrams è un regista furbo oltre che bravo e sapendo di giocarsi la carriera con un mito sceglie di non rischiare e di puntare tutto sull’effetto amarcord del pubblico.

Una scelta rivelatasi giusta e funzionale per mettere in scena un film che strizza l’occhio sia agli attempati spettatori sia alle nuove generazioni. Portando entrambi a immergersi in un film che nonostante il tempo non mostra segni d’invecchiamento mantenendo il suo fascino e forza narrativa.

Abrams si rivela allo stesso tempo un buon conservatore e uno scaltro progressista inserendo nella storia Finn (Boyega), un personaggio di colore, prendendosi i meriti del politicamente corretto anche se il personaggio non convince fino in fondo, dando spazio e rilievo alla libertà dell’uomo di scegliere il proprio destino.

Vittorio sa che il Lato Oscuro può essere seducente e più fascinoso, ma sa altrettanto bene che ci sarà un motivo se Darth Vader resta il cattivo per eccellenza della storia dl cinema.

Non è da tutti essere veramente cattivo e Adam Driver con il suo Kylo Ren appare più la controfigura di Renato Zero che un discendente di Vader.

Vittorio riconosce quando una bella ragazza è una brava attrice. Questo è il caso dell’attrice britannica Daisy Ridley. La sua Rey, cacciatrice di rottami, è un mix di dolcezza e forza che non lascia indifferenti. Forse sarà prematuro affermalo, ma Vittorio ha la sensazione che nella Galassia di Star Wars si nata la Stella Ridley. continua su

http://www.nuoveedizionibohemien.it/index.php/l-opinionista-di-redazione-al-cinema-star-wars-il-risveglio-della-forza/

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci,nonostante tutto”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html

In a galaxy around the corner and once current newspaper offices struggle without exclusion of guilt for writing the review Best Film of the Year “Star Wars- the Awakening of the Force.” The poor editors undergo long and strenuous training from their managers not to give in to the dark side of the “cut and paste” and spoiler.

Even for Vittorio De Agro Skywalker is now time to prove his worth to the director Torrisi.

“Director, then I would go.”

“Yes, Victor, it’s about time.”

“Director, how do you be so safe and serene. I have many doubts and misgivings. I do not know if they are up to the task. ”

“Victor, I do not have any certainty, but I know that the strength of the imagination flows in you. Your training is finished. Now go and write me a piece of Star Wars and not go back to my office without something original. ”

“I obey Director”

“The force be with you”

The young editor, under the weight of responsibility, faces his fate. The film has been out for a few days. The world has gone mad. There is more balance to the Force. All were discovered film experts and recensiscono the film.

Victor knows that formed on the web two opposing fans fighting each other furiously. The “purists” who say they are disappointed by the operation yearning wanted by Disney and threaten to destroy the Death Star with the radius studios. Then there are “The Nostalgic” those who can not wait to revisit Han Solo, Luke Skywalker and Princess Leia.

Vittorio lights his cigar, pacing nervously in the preparation to find the right inspiration.

Then suddenly she smiles, understanding where disposed. The strength of the old Democrat and the art of compromise opened the eyes.

Victor sees in his mind the images of the film, notes and smiling on his notebook: you write Star Wars Awakening Force, but also stated that the Galaxy Far Far family quarrels are on the agenda. I wonder what Freud would say if he could see this saga.

Victor does not want to give in to the dark side of the spoiler, but tried to tell as JJ Abrams and the other authors have filled the history of references to Greek tragedies and how the heroes whether positive or negative to emerge and go their own way should kill their fathers. Yes, because that Star Wars is a continuous succession of abandonment and family reunifications where past, present and future mix and blend.

It could not be otherwise since Disney to command, noting that the center of the life of a man’s family for better or for worse.

JJ Abrams is a director as well as smart and good knowing putting our careers with a myth chooses not to take risks and to stake everything on the effect amarcord public.

This choice proved fair and workable to stage a film that gives a nod to both spectators vintage men both to new generations. Bringing both to immerse themselves in a film that despite the weather shows no signs of aging while maintaining its charm and narrative power.

Abrams is revealed at the same time a good conservative and a wily progressive entering in the history Finn (Boyega), a character color, taking the merits of the politically correct even if the character does not convince all the way, giving space and importance to the freedom of ‘ man to choose his own destiny.

Victor knows that the dark side can be more seductive and fascinating, but know as well that there is a reason why Darth Vader is the iconic villain of the story dl cinema.

Not everyone can be really bad and Adam Driver with its Kylo Ren appears the stunt Renato Zero that a descendant of Vader.

Vittorio recognizes when a pretty girl is a good actress. This is the case with British actress Daisy Ridley. His Rey, hunter scrap, is a mix of sweetness and strength that does not go unnoticed. Maybe it will be premature affermalo, but Victor has the feeling that the galaxy of Star Wars is born the Stella Ridley. continues on

http://www.nuoveedizionibohemien.it/index.php/l-opinionista-di-redazione-al-cinema-star-wars-il-risveglio-della-forza/

Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html

249) Hunger Games -Il Canto della Rivolta- Parte Seconda

hunger games

Il biglietto d’acquistare per “Hunger Games, il Canto della Rivolta- Parte Seconda” è : 1) neanche regalato 2) Omaggio 3) di pomeriggio 4) ridotto 5) Sempre

“Hunger Games, il Canto della Rivolta, Parte Seconda” è un film del 2015  diretto da Francis Lawrence, scritto da Danny Strong, Peter Craig, con : Jennifer Lawrence, Josh Hutcherson, Liam Hemsworth, Woody Harrelson, Elizabeth Banks, Julianne Moore, Philip Seymour Hoffman, Willow Shields, Jeffrey Wright, Stanley Tucci, Donald Sutherland, Toby Jones, Sam Claflin, Jena Malone, Mahershala Ali, Paula Malcomson, Natalie Dormer, Evan Ross.

Recensione a cura di Lorenzo Dagnino

Voglio essere assolutamente sincero con chiunque leggerà questo pezzo.
Scrivere una recensione sul capitolo conclusivo della saga di Hunger Games, per me, è un compito assai arduo.
Proprio mentre scrivo queste righe per la prima volta, infatti, (davanti al PC e con una tazza di the bollente in mano) sono preda di un estenuante conflitto interiore che potrebbe portarmi alla stesura di due recensioni profondamente diverse.
Da una parte, infatti, vorrei scrivere la recensione di un fan accanito della saga che, entusiasta ed emozionato, ha visto concludersi una delle produzioni cinematografiche tratte da libri più emozionanti dopo Harry Potter e politicamente impegnate dopo 1984, capolavoro di George Orwell.
D’altra parte, invece, vorrei scrivere una recensione più distaccata e obiettiva, che vedrebbe il film in questione come un, comunque, discreto lavoro di un regista affermato come Francis Lawrence ma, sicuramente, non all’altezza ne di alcuni lavori precedenti dello stesso regista ne, tanto meno, delle aspettative di appassionati della serie e non.
Per il beneficio di coloro che in questi giorni, al cinema, hanno avuto il loro primissimo incontro con “The Hunger Games” completamente ignari dell’esistenza di altri 3 film e altrettanti libri, vorrei prima di tutto ricapitolare brevemente l’intera trama della serie.
The Hunger Games, serie di libri scritta da Suzanne Collins, è ambientata in un imprecisato futuro post apocalittico di chiaro stampo orwelliano, dove guerre e radicali cambiamenti climatici hanno irreversibilmente mutato il pianeta terra e la stessa civiltà umana.
Sulle rovine di quello che un giorno fu il grande Nord America sorge “Panem” (probabilmente da panem et circenses), un’enorme nazione divisa in 13 regioni (qui chiamate distretti) dove una potente élite che risiede a Capitol City, la maestosa e iper tecnologica città capitale, la fa da padrona.
A Panem la vita non è semplice. Mentre Capitol City è una città ricca e raffinata, dove il cibo abbonda e le persone possono concedersi ogni sorta possibile di lusso e stravaganza, tutti i distretti sono costretti a vivere nella povertà più totale, schiavi di un sistema oligarchico totalitario (che vede la sua apoteosi nella figura del crudele presidente Coriolanus Snow) che li fa lavorare per ciò che serve a Capitol e che li controlla tramite un sistema di sorveglianza totale e un brutale e spietato corpo di polizia (i “Pacificatori”), non molto dissimile dalle SS della Germania nazista.
E’ proprio in questo contesto che si svolgono gli “Hunger Games”, mortali giochi annuali di sopravvivenza e combattimento in cui ogni distretto è costretto a inviare un ragazzo e una ragazza tra i 12 e i 18 anni (i cosiddetti “tributi”) che dovranno sfidarsi fino alla morte, fino a quando un unico “vincitore” verrà ricoperto per sempre di gloria, fama e ricchezza.
Un tempo ideati come punizione ai distretti per una ribellione passata, dopo 74 anni dalla prima edizione gli Hunger Games sono molto più di un semplice pegno da pagare: sono un vero e proprio evento mediatico e culturale, vengono trasmessi in tutta la nazione a mo’ di reality show odierno dove i tributi sono degli idoli, dei VIP per cui fare il tifo e su cui scommettere, un po’ come potrebbero essere gli sportivi e i cantanti oggi, e non dei ragazzi che marciano verso un destino tanto disumano da essere quasi inconcepibile.
Paura e speranza, terrore e divertimento. Questo è il tremendo binomio grazie al quale Capitol City tiene sotto scacco tutti i distretti e consolida il proprio potere assoluto.
Poco prima dell’inizio dei 74esimi Hunger Games, però, una ragazza di nome Katniss Everdeen, offrendosi volontaria alla partecipazione ai giochi al posto della sorella minore, darà il via suo malgrado all’attuazione di un complotto ordito da anni che porterà al rovesciamento totale del sistema e alla liberazione della sua patria dalla tirannia e disumanità dell’élite di Capitol, al termine di un’estenuante guerra civile.
In “Hunger Games: Il canto della rivolta – Parte 2” assistiamo alle fasi finali di questa storia. Il sistema è già stato spezzato e l’élite di Panem sta disperatamente lottando per mantenere il controllo e cercare di sconfiggere i ribelli.
Nonostante sia stata psicologicamente devastata da ben 2 partecipazioni agli Hunger Games, una Katniss Everdeen ormai guidata da un fortissimo senso di libertà e giustizia, vuole combattere in prima linea nella guerra che lei stessa ha contribuito a causare.
La ragazza, una sorta di leader simbolico della rivoluzione che serpeggia tra le genti di Panem, non vuole farsi sfuggire un’occasione che da tempo immemore l’intera nazione aspetta: uccidere il tirannico presidente Snow e porre così fine al terribile regime di Capitol.
Il film verte molto sulla parte “bellica” della trama, con grande piacere degli spettatori più “maturi”, perdendo però notevolmente la componente estremamente emotiva e commovente che era stata il leitmotiv dell’intera serie. Esempio: le morti dei personaggi non sono più enfatizzate e spettacolarizzate ma vengono quasi “inglobate” dallo scorrere degli eventi. Questo, se da una parte aiuta notevolmente a rendere l’idea della guerra, dell’impossibilità di fermarsi a contemplare la perdita di un amico, pena, la propria morte, dall’altra va chiaramente a intaccare l’intera connotazione epica che fin dall’inizio aveva costituito parte fondamentale della saga.
Nota interamente positiva: la colonna sonora. Con buona pace di chi, anni addietro, confondeva la colonna sonora del film con la musica originale scritta per il film, James Newton Howard si conferma ancora abile e sapiente giocoliere delle emozioni degli spettatori. Con temi che abbiamo già imparato ad amare negli scorsi capitoli e altri nuovi o rimaneggiati, il compositore americano non fallisce mai un colpo.
In generale, il film si presenta diverso dai precedenti: più votato ad un’atmosfera vicina alla realtà odierna che non ad un’ambientazione futuristica, più votato all’enfatizzazione della guerra che non alla realtà emotivo-psicologica dei personaggi.
Un film, insomma, più adulto ma, a tratti, non capace di emozionare come i suoi predecessori.
Resta, comunque, un ottimo lavoro di Francis Lawrence e di tutto il cast, capitolo conclusivo di una delle migliori saghe degli ultimi vent’anni e, chissà, magari un giorno grande classico da studiare a scuola.

The ticket to buy for “Hunger Games, the Song of tedding Part Two” is: 1) even gave 2) Tribute 3) afternoon 4) reduced 5) Always
“Hunger Games, the Song of Revolt, Part Two” is a film of 2015 directed by Francis Lawrence, written by Danny Strong, Peter Craig, with Jennifer Lawrence, Josh Hutcherson, Liam Hemsworth, Woody Harrelson, Elizabeth Banks, Julianne Moore, Philip Seymour Hoffman, Willow Shields, Jeffrey Wright, Stanley Tucci, Donald Sutherland, Toby Jones, Sam Claflin, Jena Malone, Mahershala Ali, Paula Malcomson, Natalie Dormer, Evan Ross.
Review by Lorenzo Dagnino
I want to be absolutely honest with anyone who will read this piece.
Write a review on the final chapter in the saga of The Hunger Games, for me, it is a very difficult task.
Even as I write these lines for the first time, in fact, (in front of the PC and with a cup of hot tea in hand) are caught in a grueling conflict that could bring me to the writing of two very different reviews.
On the one hand, in fact, I would like to write a review of an avid fan of the saga, enthusiastic and excited, she saw the conclusion of one of the film productions from books more exciting after Harry Potter and politically engaged after 1984 masterpiece by George Orwell.
On the other hand, however, I would write a review and more detached and objective, which would see the film in question as one, however, a decent job of director Francis Lawrence as stated but, certainly, it does not live up to some of the previous work the director will, much less, the expectations of fans of the series and not.
For the benefit of those who in these days, to the movies, had their first encounter with “The Hunger Games” completely unaware of the existence of other 3 movies and many books, first I would like to briefly summarize the whole plot of the series .
The Hunger Games, a series of books written by Suzanne Collins, is set in an unspecified future post apocalyptic clear Orwellian, where wars and radical climate change have irreversibly altered the planet earth and human civilization itself.
On the ruins of what one day was the great North America is “Panem” (probably by bread and circuses), a huge nation divided into 13 regions (here called districts) where a powerful elite that lives in Capitol City, the majestic and hyper technological capital city, is the host.
A Panem life is not simple. While Capitol City is a city rich and refined, where food is abundant and people can enjoy all sorts of possible luxury and extravagance, all districts are forced to live in utter poverty, slaves of a totalitarian oligarchic system (which sees its apotheosis in the figure of the cruel President Coriolanus Snow) that makes them work for you need to Capitol and who controls them through a system of total surveillance and a brutal and ruthless police force (the “Peacekeepers”), not very different from the SS Nazi Germany.
E ‘in this context that take place the “Hunger Games”, annual deadly games of survival and combat in which each district is forced to send one boy and one girl between 12 and 18 years (the so-called “taxes”) that will challenge to the death, until one “winner” will be forever covered with glory, fame and wealth.
Once conceived as a punishment to the districts for a past rebellion, after 74 years since the first edition of the Hunger Games are much more than just a pledge to pay: is a real media event and cultural, are broadcast across the nation by way ‘ reality shows today where the taxes are the idols, the VIP for which to cheer and bet on, a little ‘how could they be sportsmen and singers today, and not the guys who are working toward a destiny so inhuman as to be almost inconceivable .
Fear and hope, fear and fun. This is the terrible combination whereby Capitol City holds in check all districts and consolidated its absolute power.
Shortly before the start of 74esimi Hunger Games, however, a girl named Katniss Everdeen, offering the voluntary participation in the Games in place of her younger sister, he will start against his implementation of a plot for years that lead to the toppling total system and the liberation of his country from tyranny and inhumanity elite Capitol, at the end of an exhausting civil war.
In “The Hunger Games: The song of the uprising – Part 2” are witnessing the final stages of this story. The system has already been broken and the elite of Panem is desperately struggling to maintain control and try to defeat the rebels.
Despite being psychologically devastated by two well-sharing Hunger Games, Katniss Everdeen one now led by a strong sense of freedom and justice, want to fight on the front line in the war that she herself helped to cause.
The girl, a kind of symbolic leader of the revolution that winds among the people of Panem, does not want to miss an opportunity that from time immemorial the entire nation waits: kill the tyrannical President Snow and put an end to the terrible regime Capitol.
The film focuses much on the “war” of the plot, to the great delight of the spectators more “mature”, but lost considerably component extremely emotional and moving that was the leitmotiv of the entire series. Example: the deaths of the characters are no longer emphasized and a spectacle but are almost “incorporated” by the flow of events. This, on one hand helps greatly to make the idea of ​​war, the inability to stop and contemplate the loss of a friend, punishment, his own death, the other is clearly to undermine the entire epic connotation from the outset ‘start had constituted a fundamental part of the saga.
Note entirely positive: the soundtrack. With respect to those who, years ago, confused the soundtrack of the film with original music written for the film, James Newton Howard is confirmed yet skillful and clever juggling of the emotions of the audience. With themes that we have come to love in previous chapters and other new or reworked, the American composer never fails a shot.
In general, the film looks different from previous ones: the most votes in an atmosphere closer to reality today than to a futuristic setting, most voted for emphasizing the war than to the emotional and psychological reality of the characters.
A film, in short, more adult but, at times, not able to move like its predecessors.
It remains, however, a great job by Francis Lawrence and the cast, the final chapter of one of the best sagas of the last twenty years and, who knows, maybe one day classic from studying at school.

151) Il Segreto degli Angeli (Camilla Lackberg)

il segreto degli angeli
“Il Segreto degli Angeli” è un romanzo scritto da Camilla Lackberg e pubblicato nelmaggio 2015 in Italia dalla Marsilio.

Perché un lettore dovrebbe leggere l’ottavo libro della saga ideata dalla scrittrice svedese?
Perché continuare a seguire le vicende private e lavorative della coppia Patrick-Erica?
Perché tornare in Svezia e scoprire i nuovi misteri che il piccolo paesino di Fjallbacka sembra sfornare senza sosta neanche fosse la mamma di Twin Peaks?

Perché Camilla Lackberg è un ‘ottima scrittrice di romanzi gialli conoscendo e sapendo maneggiare il genere e nonostante da tempo usi la stessa struttura narrativa continua a stupire il lettore con dei colpi di scienza spiazzanti anche se forse un po’ forzati.

Il lettore ha fame di storie che uniscano passato e presente capaci di regalare emozioni, suspense e pathos.
“Il Segreto degli Angeli” potrebbe essere definito “un usato sicuro” dal punto di letterario per come l’autrice svedese presenta al lettore i personaggi e la storia o sarebbe meglio le tre storie divise tra trapassato prossimo, passato e presente che attraversano un secolo e più di storia non potendo non incuriosire. Mai come in questo romanzo, Camilla Lackberg mostra la propria abilità giallistica nel seminare sul campo i vari pezzi del puzzle in apparenza in maniera confusa per il lettore per poi fargli trovare con maestria e talento il filo rosso per fargli mettere in ordine.
Una storia orribile di bimbi uccisi compiuta ai primi del novecento, una misteriosa scomparsa di una famiglia a Pasqua del 1974 e un tentativo di omicidio nel 2015 ai danni di Ebba unica superstite alla tragedia del 74.
Tre storia lontane e in apparenza diverse che con lo scorrere della lettura si sfiorano per poi mescolarsi nel sorprendente e caotico finale che svelerà cosa o chi tiene unite le tre storie.
Il filo rosso narrativa fatica ad individuarsi fino a metà del romanzo in parte per merito della capacità della scrittrice di tenere coperte le carte , ma anche perché la prima parte della storia risulta forse troppo articolata non dondola sensazione di fluidità e semplicità
Nella seconda parte invece sale il ritmo e con esso il pathos narrativo riuscendo a dare al lettore la spinta necessaria per “divorare” le pagine restanti con curiosità e interesse..continua su
http://www.passionelettura.it/recensioni-libri/il-segreto-degli-angeli/

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci,nonostante tutto”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html

Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano “Essere Melvin”

http://www.ibs.it/code/9788899121372/de-agrograve/essere-melvin-tra.html

“The Secret of the Angels” is a novel written by Camilla Lackberg nelmaggio 2015 and published in Italian by Marsilio.

Why a reader should read the eighth book in the series created by the Swedish writer?
Why continue to follow the private lives and work of the couple Patrick-Erica?
Why go back to Sweden and discover new mysteries that the small village of Fjallbacka seems churn relentlessly even had the mother of Twin Peaks?

Why Camilla Lackberg is a ‘great writer of detective novels by knowing and knowing to handle the kind of time and in spite of using the same narrative structure continues to impress the reader with the blows of science unsettling though perhaps a little’ forced.

The reader hungry for stories that combine past and present able to give emotions, suspense and pathos.
“The Secret of the Angels” could be called “a used safe” from the point of literary as the Swedish author introduces the reader to the characters and the story, or it would be better divided between the three stories past perfect, past and present through a century and most of the history can not not intrigue. Never as in this novel, Camilla Lackberg giallistica show their skills in the field sow the various pieces of the puzzle seemingly dimly to the reader and then let him find with skill and talent the thread for him to put in order.
A horrible story of children killed accomplished the early twentieth century, a mysterious disappearance of a family at Easter 1974 and an assassination attempt in 2015 against Ebba only survivor of the tragedy of 74.
Three story far and apparently different that with the passing of skim reading and then mix in surprising and chaotic final that will reveal what or who holds together the three stories.
The narrative thread hard to be identified until the middle of the novel in part thanks to the ability of the writer to keep covered the cards, but also because the first part of the story is perhaps not too articulated swing feeling of fluidity and simplicity
The second part of the meeting pace and with it the narrative pathos managing to give the reader the necessary push to “devour” the remaining pages with curiosity and interesse..continua on

http://www.passionelettura.it/recensioni-libri/il-segreto-degli-angeli/
Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html

Vittorio De Agro and Cavinato Publisher present “Being Melvin”

http://www.ibs.it/code/9788899121372/de-agrograve/essere-melvin-tra.html