107) Halloween Kills

Il biglietto d’acquistare per “Halloween Kills” è : Neanche regalato

“Halloween Kills” è un film del 2021 diretto da David Gordon Green, scritto da David Gordon Green, Danny McBride, Scott Teems

Interpreti e Personaggi
Jamie Lee Curtis
Laurie Strode
Anthony Michael Hall
Tommy Doyle
Judy Greer
Karen
Kyle Richards
Lindsey Wallace
Andi Matichak
Allyson
Dylan Arnold
Cameron Elam

Nick Castle
Michael Myers
Sinossi
Halloween Kills, film diretto da David Gordon Green, riprende la storia da dove era rimasta nel capitolo precedente con Michael Myers intrappolato nella casa in fiamme, mentre Laurie Strode (Jamie Lee Curtis), sua figlia Karen (Judy Greer) e la nipote Allyson (Andi Matichak) scappano via a bordo di un’auto, dopo aver fatto l’autostop. Ma Michael è ancora vivo e lo scopriranno a loro spese i vigli del fuoco accorsi a spegnere l’incendio nell’edificio.
Nel frattempo Laurie viene portata d’urgenza in ospedale, a causa delle ferite da lama riportate, e, non sapendo cosa stia accadendo sul luogo dell’incendio, crede di aver finalmente ucciso il suo incubo di un’intera vita. Il suo sollievo, però, viene spazzato via dalla notizia che i pompieri sono tutti morti, ferocemente uccisi dal maniaco omicida.
Questa volta, però, Laurie è pronta a fermare il male per sempre, preparando tutta la cittadina di Haddonfield a dare la caccia a Michael. Le donne della famiglia Strode, insieme a un gruppo di sopravvissutati alla follia omicida dei Myers, mettono su un gruppo di vigilanti, che setacciano la città alla ricerca dell’uomo mascherato, determinati a farlo fuori definitivamente.

Recensione
Provo un sincero imbarazzo nel dover “stroncare” il secondo episodio dell’attesa trilogia di “Hallowen” che ha visto Jamie Lee Curtis rindossare i panni di Laurie Strode, proprio nel giorno in cui l’attrice americana riceverà il Leone d’oro alla Carriera.
Ma se il primo episodio presentato nel 2018 alla Festa del Cinema di Roma aveva complessivamente soddisfatto i nostalgici puristi della saga puntando tutto sul ritorno della Lee Curtis e del vecchio Michael.
Tre anni dopo a Venezia 2021, l’effetto amarcord non è più bastevole nel nascondere il “buco” narrativo di una storia inverosimile, inconsistente e caotica.
“Halloween Kills” tenta registicamente d’unire, mescolare scene e personaggi iconici del primo leggendario Halloween con il sequel che riparte come storia da dove ci eravamo lasciati.
Michael destinato a bruciare dentro la casa e Laurie ferita quasi mortalmente trasportata in ospedale dalla figlia e nipote.
Un’idea creativa potenzialmente interessante sebbene si punti ancora tutto o quasi sull’effetto revival.
Un “accanimento” emotivo che si rivela alla lunga ripetitivo, retorico quanto stucchevole.
“Halloween Kills” non ci prova neanche a formulare uno straccio d’idea nuova, fresco , originale.
Gli autori hanno preferito “infarcire” lo script di brutali omicidi, splatter e brutalità senza dargli un senso , un contesto narrativo e respiro cinematografico.
I due mantra ripetuti istericamente da tutti i personaggi sono: “il male va estinto oggi”.
“Michael Myers deve essere ucciso, fermato ad ogni costo dai cittadini , perché il sistema alias le forze dell’ordine hanno fallito”.
Due concetti che sulla carta evocano contrasto politico, crisi sociale, complessità politica, vengono invece articolati nello script in un modo stereotipato e retorico. Pii ulteriormente banalizzati e sviliti come fossero degli slogan quando recitati dagli interpreti.
Un disastro narrativo e registico a cui si unisce purtroppo anche quello recitativo in cui non si salva nessuno dalla “mattanza” non provocata dalla diabolica furia di Micheal.
“Halloween Kills” delude i fan , gli amanti del genere e provocando un fastidioso sbadiglio al resto del pubblico.
L’unico augurio possibile che con il terzo episodio si cambi radicalmente registro artistico perché la furia omicida di Michael potrebbe abbattersi sulla produzione e cast.

71) Fast & Furious 9

Il biglietto d’acquistare per “Fast & Furious 9” è:
Nemmeno regalato. Omaggio (con riserva). Di pomeriggio. Ridotto. Sempre.

“Fast & Furious 9” è un film di Justin Lin. Con Vin Diesel, John Cena, Lucas Black, Tyrese Gibson, Charlize Theron, Helen Mirren, Finn Cole. Azione, 145′. USA 2021

Sinossi:

Dominic Toretto è profondamente cambiato, e trascorre una vita serena e rilassata lontano da pericoli e inseguimenti, insieme a Letty e a suo figlio Brian. Ma le cose sono destinate a cambiare quando fa ritorno sulla scena suo fratello minore Jakob, alleato con Cipher. L’hacker era stata arrestata da Mr. Nobody e sta per essere trasferita tramite aereo in prigione, ma viene liberata dal dirottamento messo in atto da Jakob e da Otto, decisi a impossessarsi del Progetto Aries, un programma di armi che, una volta riunificato, consente di controllare tutti i computer del mondo e i sistemi più avanzati. Jakob oltre a essere un audace pilota, è uno scaltro assassino e un ladro che sta organizzando un complotto a livello mondiale. Dom dovrà riunire ancora una volta la sua squadra e fare i conti con il proprio passato, finora lasciato in sospeso. Riuscirà a fermare i piani di suo fratello e mettere al sicuro le persone che ama?

Recensione:

Le saghe cinematografiche e le longeve serie televisive prima o poi devono tutte confrontarsi con il medesimo dubbio amletico: smettere, non rischiando di diventare la caricatura di se stesse, o spingersi oltre qualsiasi limite narrativo e senso della misura, mettendo alla prova anche il fan più sfegatato?

Fast & Furious ha ormai da tempo imboccato la seconda strada, dando vita a una Saga che, episodio dopo episodio, ha alzato sempre di più l’asticella dell’inverosimile.

Personalmente pensavo di aver già visto tutto nel precedente film, invece Justin Lin, che torna dietro la macchina da presa dopo aver diretto i capitoli 3, 4, 5 e 6, ha minato le mie poche certezze, portando agli estremi il mix tra melodramma familiare e spy story caotica. continua su

143) I Love shopping a Natale (Sophie Kinsella)

“I Love shopping a Natale” è un romanzo scritto da Sophie Kinsella e pubblicato il 15 ottobre 2019 da Mondadori Editore.
Sinossi:
Becky Bloomwood adora il Natale. Il rito è identico ogni anno: l’invito a casa dei suoi genitori, le canzoni tradizionali ripetute fino allo sfinimento, la mamma che finge di aver fatto lei il pudding e i vicini di casa che puntualmente si ripresentano con i loro orrendi maglioni a tema per bere insieme un bicchiere di sherry. Ma stavolta lo scenario cambia: i genitori di Becky si sono temporaneamente trasferiti a Shoreditch, il quartiere londinese più modaiolo del momento, e le chiedono di organizzare il Natale a casa sua. In fondo qual è il problema? Sarà sicuramente in grado di farlo, figuriamoci! Ora Becky vive in campagna con Luke e la piccola Minnie, vicino alla sua amica Suze, e lavora nel negozio annesso alla sua splendida e antica residenza di famiglia. Anche se non rinuncia alle scorribande nei negozi londinesi, lo shopping online è la sua nuova frontiera e sapere di poter fare acquisti da casa in ogni momento, semplicemente con un clic, è per lei molto rassicurante. Poco importa se deve procurarsi un tacchino vegano per la sorella Jess, se vuole a ogni costo trovare regali personalizzati per tutti o se il vestito che ha scelto le è troppo stretto: Becky coglie questa occasione come una vera e propria missione. Dal Duemila, anno in cui è uscito il primo “I love shopping”, a oggi il modo di fare acquisti è molto cambiato: la rete è entrata prepotentemente nella nostra vita e in questo romanzo Sophie Kinsella ha saputo cogliere i nuovi tic e comportamenti di tutti noi attraverso il racconto delle situazioni esilaranti e spesso paradossali in cui Becky puntualmente si ritrova. Perché la sua massima soddisfazione è guardare quanto ha risparmiato approfittando di sconti più o meno reali, e mai una volta quanto ha speso.

Recensione
Se da una parte il Natale è la festività cattolica più attesa e sentita, dall’altra rappresenta laicamente per molti di noi il momento più nevrotico quanto difficile dell’anno.
Eh già Natale significa cena in famiglia, scambio di doni e l’immane sforzo di non mandare al diavolo parenti ed amici.
Organizzare la cena della Viglia può rivelarsi un’impresa titanica se bisogna accontentare ogni capriccio /desiderio degli invitati.
Natale è amore, pace, salvezza, ma financo sfoggio di pazienza e self control.
Ci voleva la graffiante ed ironica penna di Sophie Kinsella per rendere meno stressante e più sopportabile le prossime festività natalizie.
Ma soprattutto ci voleva lo scoppiettante ritorno di Becky Brandon “nata” Bloomwood e della celebre saga de “I Love shopping” per regalare un carico di risate e leggerezza al lettore.
“I Love shopping a Natale” non delude le aspettative dei fan riproponendo la collaudata ed efficace struttura narrativa dei precedenti romanzi, senza però percepire l’usura del tempo od avere la sensazione di leggere una storia scontata e monotona.
La bravura della Kinsella consiste esattamente nel trasmettere ogni volta nuovo brio, forza ai suoi personaggi aggiungendo nuove e significative sfumature caratteriali ed umane.
Il lettore si trova così piacevolmente immerso dentro la storia, felice di ritrovare la cara e vecchia Becky, ma allo stesso tempo diversa, più matura, più sensibile, generosa.
Becky è maturata, cresciuta rispetto all’inizio della saga. È una mamma, una moglie, un ‘amica, una confidente.
Sophie Kinsella ci racconta le peripezie natalizie della nostra protagonista alternando momenti esilaranti e buffi ad altri più intimi e seri, evidenziandone determinazione, tenacia al limite della follia, ma altresì una rara dolcezza ed umanità.
“I love shopping a Natale” va considerato “un usato garantito” capace di rinnovarsi, suscitare interesse, divertimento e la giusta dose d’emozione e colpi di scena. Dimostrando come le buone idee e una valente penna possano sopravvivere agli anni e soprattutto adattandosi ai cambiamenti della società e dello shopping.
Becky Brandon nata “Bloomwood” rimane un modello da seguire per lo shopping anche all’epoca degli acquisti on line.

141) Rambo Last Blood

 

Il biglietto da acquistare per “Rambo – Last blood” è:
Neanche regalato (con riserva). Omaggio. Di pomeriggio. Ridotto. Sempre.

“Rambo -Last Blood” è un film di Adrian Grunberg. Con Sylvester Stallone, Paz Vega, Louis Mandylor, Óscar Jaenada, Joaquín Cosio. Azione, 100′. USA 2019

Sinossi:

John Rambo si è ritirato in Arizona, presso la tenuta di famiglia dove vive con la domestica e amica Maria e con la nipote Gabrielle, entrambe di origini messicane. L’uomo è più integrato che mai, tanto che aiuta anche la forestale nel corso di una alluvione, ma è sempre tormentato dai fantasmi della guerra, infatti vive in un ampio labirinto di tunnel che ha scavato sotto il terreno del ranch. Gabrielle sta per andare al college, ma un’amica trasferitasi in Messico le ha detto di aver trovato suo padre e la ragazza vorrebbe conoscerlo. John e Maria non sono d’accordo, ma Gabrielle non si lascerà convincere e finirà in grave pericolo, obbligando lo zio a imbracciare ancora una volta le armi.

Recensione:

Chi scrive non è mai stato un grande fan della saga di Rambo, pur avendone apprezzato il valore cinematografico e il significato narrativo e simbolico, soprattutto nei primi film.

Il personaggio di John Rambo ha entusiasmato generazioni di spettatori, incarnando la figura dell’uomo deluso e ferito dalle false promesse del governo, e rappresentando un monito contro l’inutilità della guerra, soprattutto quella intrapresa in nome della pace.

Ma anche l’invincibile Rambo invecchia e il valoroso soldato, dopo tante sanguinose battaglie, ha deciso di ritirarsi nel suo ranch in Arizona, illudendosi di trovare un po’ di pace dai demoni del passato. Ma quando la nipote della domestica, che considera una di famiglia, viene rapita non ha altra scelta che imbracciare di nuovo il fucile…

“Rambo – Last blood” non è altro che il racconto di una spietata, sanguinaria e tragica vendetta privata. La sceneggiatura, purtroppo, è povera, scialba, infarcita di pregiudizi e luoghi comuni, soprattutto sul Messico e sui messicani (che hanno provocato molte polemiche al momento dell’uscita del film negli Stati Uniti). Anche i riferimenti ambientalisti e sociali risultano forzati, eccessivi. continua su

“Rambo – Last blood”: un film che punta sullo splatter e poco altro

42 ) Petrademone – La Terra del Non Ritorno ( Manlio Castagna)

“Petrademone -La Terra del Non Ritorno” è un romanzo scritto da Manlio Castagna e pubblicato da Mondadori nel Gennaio 2019.

Sinossi:
Lasciato ormai il nostro mondo, Frida, Miriam e i gemelli Oberdan si inoltrano nei regni di Amalantrah per salvare i cani spariti, ritrovare i propri cari e soprattutto Iaso, il guaritore, l’unico in grado di curare Gerico dal veleno degli uomini vuoti. Nel viaggio dentro le perenni nebbie di Nevelhem, le strade dei ragazzi si dividono e le missioni si fanno sempre più difficili. Dovranno affrontare nuove e inquietanti creature (animali vampiro, aquiloni ingannatori, ipnoratti e spettri affamati di paura; viaggiare su vascelli fantasma in fiumi di tenebra e scoprire città sbalorditive. Ad aiutarli gli intrepidi border collie di Petrademone, che staranno al loro fianco nei momenti decisivi. Numerosi saranno gli enigmi a cui dovranno dare una risposta: chi domina gli adoratori di Shulu? Perché Miriam non ha voce, ma sa far comparire parole profetiche sul Libro delle Porte? Perché il Signore degli Incubi imprigiona le anime dei bambini dietro gli specchi? I ragazzi dovranno puntare al cuore stesso del Male e disinnescarlo. Sapranno farlo senza perdersi? Età di lettura: da 10 anni.
Recensione:
Confesso d’avere molti pregiudizi letterari sull’ esordiente “baciato” dal successo di pubblico e critica .
Un successo , magari meritato , ma che induce l’autore a firmare una vera e propria saga ma quasi sempre di dubbio valore artistico
Se è possibile sono ancora più scettico quando la saga è di genere fantasy e l’autore, generalmente italiano, esaurita la vena creativa si limita esclusivamente a rielaborare storie e personaggi già visti in altri celebri romanzi.
Infine sono altresì diffidente sui sequel letterari e non, pensati più come “macchine da soldi” piuttosto che basati su una brillante idea narrativa.
Insomma lo avete capito sono una persona molto difficile da convincere e conquistare.
Ebbene, caro lettore, esattamente un anno dopo mi ritrovo a dover far i miei più sinceri e sentiti complimenti a Manlio Castagna nell’ essere riuscito a firmare un “sequel” di grande valore letterario e emozionale.
“Petrademone -La Terra del Non Ritorno” è una lettura travolgente, tesa, avvolgente.
Il lettore si “perde” in questa avventura grazie ad un efficace impianto narrativo caratterizzato da continui quanto intelligenti colpi di scena e da un crescente ed incisivo pathos fino all’ultima pagina.
Il lettore vive quest’incredibile avventura, ancora una volta, accanto ai giovani protagonisti, osservandone i cambiamenti caratteriali, la crescita interiore e financo sorridendo delle loro prime ed ingenue “schermaglie amorose”.
In questo secondo romanzo Manlio Castagna supera sé stesso sul piano creativo e drammaturgico, dimostrando altresì d’aver affinato il proprio stile di racconto e limato le piccole criticità strutturali e narrative emerse nel suo felice esordio.
“Petrademone -la terra del non ritorno” aumenta nel lettore il desiderio di vedere quanto prima l’atteso adattamento televisivo di Ivan Cotroneo, affinché possa gustare ed ammirare anche da spettatore la bellezza e magia del mondo incanto quanto oscuro creato da Manlio Castagna.

208) Il Ladro Gentiluomo (Alessia Gazzola)

“Il Ladro Gentiluomo” è un romanzo scritto da Alessia Gazzola e pubblicato nell’ottobre 2018 da Longanesi Editore.
Sinossi:
Alice Allevi, finalmente Specialista in Medicina Legale, ha dovuto affrontare scelte difficili sia sul piano professionale che su quello sentimentale. Dopo un lungo e burrascoso corteggiamento, sembrava che tra lei e Claudio Conforti, l’affascinante e imprevedibile medico legale con il quale ha condiviso ogni disavventura dai tempi della specializzazione, fosse nato qualcosa. Per un attimo, Alice ha creduto finalmente di aver raggiunto un periodo di serenità, almeno al di fuori dell’Istituto di Medicina Legale. Ma in un momento di smarrimento sentimentale chiede un trasferimento. E lo ottiene: a Domodossola.
Per sua fortuna, o suo malgrado, Alice non avrà molto tempo per indugiare sul proprio destino, perché subito un nuovo caso la travolge. Durante quella che credeva essere un’autopsia di routine, Alice ritrova un diamante nello stomaco del cadavere. Una pietra di notevole caratura e valore, ma anche una prova materiale importante per il caso. Per questo, Alice si premura di convocare un ufficiale giudiziario a cui consegnarlo in custodia. L’ufficiale che si presenta da lei è un uomo distinto ed elegante, dai modi cortesi ed impeccabili, e Alice non esita ad affidargli il diamante. Ed è a quel punto che il fantomatico ufficiale sparisce nel nulla e i guai per Alice iniziano a farsi enormi…
Recensione:
Esistono davvero nell’arco di una vita alcuni passaggi o scelte decisive capaci d’influenzarci per sempre?
E qualora fossimo chiamati a confrontarci con i nostri personali “Sliding Doors”, avremmo gli appropriati ed adeguati strumenti emotivi per superare questi cruciali bivi esistenziali?
Qual è la sottile linea che divide la fine di una storia d’amore da un suo definitivo salto di qualità?
Ancora, può una possibile gravidanza conferire ad una giovane donna la piena maturità e consapevolezza di sé stessa?
Sono alcune delle domande che mi sono posto al termine della lettura dell’ultimo romanzo della Dott.ssa Alice Gazzola con protagonista l’amata e buffa Alice Allievi.
Vi sembrerà strano come un romanzo leggero, romantico, diversamente thriller possa scatenare nel lettore queste profonde ed inedite riflessioni.
Strano se non fosse che l’autrice in questione è Alessia Gazzola, ormai diventata una vera “Maestra” nel raccontare, descrivere ed indagare sull’evoluzione umana, intima e profonda del suo celebre personaggio.
La Dott.ssa Gazzola è riuscita brillantemente ad andare oltre le aspettative narrative dei suoi numerosi fan, firmando il romanzo più difficile e controverso della saga senza far venire meno il suo stile garbato, appassionato, efficace e il dono di trasmettere la propria umanità e sensibilità ad ogni singolo personaggio.
“Il ladro gentiluomo” rappresenta, almeno per il momento, la conclusione di un viaggio ricco di colpi di scena, cambiamenti, delusioni, riavvicinamenti e tradimenti che hanno permesso al lettore d’affiancare e condividere con la nostra Alice un processo di maturazione e crescita sentimentale e professionale.
Va dato il merito ad Alessia Gazzola, nonostante il crescente e meritato successo, di non aver snaturato la bellezza interiore o tradito la coraggiosa quanto buffa indole romantica della protagonista.
“Il Ladro gentiluomo” segna l’inizio di una nuova “vita letteraria” per Alessia Gazzola, desiderosa d’andare oltre Alice Allevi, volendosi cimentare in altre storie altrettanto coinvolgenti e particolari.
Fermarsi quando si è all’apice del successo, è un segnale d’intelligenza oltre che di coraggio.
Il coraggio di perdonare evitando di perdere l’amore della vita è probabilmente la lezione più autentica e fondamentale che la Gazzola tramite Alice Allevi, ex Allieva pasticciona, regala al suo pubblico in un finale aperto quanto emozionante.

178) Mission Impossible – Fallout

Il biglietto da acquistare per “Mission Impossible – Fallaout” è:
Nemmeno regalato. Omaggio (con riserva). Di pomeriggio. Ridotto. Sempre

“Mission Impossible – Fallout” è un film di Christopher McQuarrie. Con Tom Cruise, Henry Cavill, Simon Pegg, Rebecca Ferguson, Ving Rhames, Sean Harris. Azione, 147′. USA 2018

Sinossi:

Ethan Hunt riceve a Belfast l’ordine di una nuova missione impossibile: recuperare una valigia di plutonio e scovare i cattivi che immancabilmente vogliono metterci le mani sopra. Sulle tracce di John Lark, il misterioso finanziatore del rapimento di uno scienziato anarchico ed esperto in armi nucleari, ritrova a Berlino i compagni di sempre: Benji e Luther, a cui salva la pelle compromettendo la missione. E adesso tocca riparare, lanciandosi sul cielo di Parigi per (s)mascherare Lark e incontrare la Vedova Bianca, un’intermediaria sexy e letale. Come a ogni missione, niente andrà come previsto.

Recensione:

Questa volta – viste anche le recensioni entusiaste che potrete trovare un po’ da per tutto – voglio mettere le mani avanti: forse il fatto di avere visto le oltre due ore di “Mission: Impossible – Fallout” in una sala senza aria condizionata, nella torrida estate romana, potrebbe avere influenzato negativamente le mie percezioni.

“Mission Impossibile”, per me, è constatare come Tom Cruise, a 56 anni suonati, sembri aver stipulato un patto col diavolo o chi per lui, apparendo più bello, giovane e scattante che mai, e facendo sentire tutto il resto del pubblico maschile un rottame ambulante.

“Mission Impossible” è osservare come questo sesto capitolo della saga, per quanto spettacolare, mozzafiato e adrenalinico, abbia alla base una sceneggiatura povera di contenuti, confusa, inverosimile, banale.

“Mission Impossibile” è dover assistere, come di consueto, all’innamoramento facile dei personaggi femminili e ai rifiuti, in nome della ragione di Stato, del buon Tom. E il bello, in questa serie, è che i due di picche non provocano alcuna reazione nelle sventurate. Quando si dice essere sicure di sé.

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http://paroleacolori.com/mission-impossibile-fallout-torna-lagente-ethan-hunt-nel-6-film/

130) Jurassic World – Il Regno Distrutto

Il biglietto d’acquistare per “Jurassic World – Il Regno Distrutto” è: Di Pomeriggio

“Jurassic World – Il Regno Distrutto” è un film del 2018 diretto da Juan Antonio Bayona, scritto da Derek Connolly e Colin Trevorrow, con : Chris Pratt, Bryce Dallas Howard, Ted Levine, Toby Jones, Rafe Spall, Daniella Pineda, Justice Smith, Jeff Goldblum, B.D. Wong, James Cromwell, Geraldine Chaplin, Peter Jason, Michael Papajohn, Robert Emms, Faith Fay.

Sinossi:
Benvenuti in Jurassic World: il Regno Distrutto, il film diretto da J.A. Bayona, sequel del film campione di incassi del 2015 e quinto capitolo della saga che ha fatto rivivere il mondo dei dinosauri, oltre 60 milioni di anni dopo la loro estinzione. Un film che segna il ritorno dei personaggi e dei dinosauri del film precedente, insieme a nuove specie più terrificanti e spaventose che mai.

Sono passati tre anni da quando il parco a tema Jurassic World, il sogno di John Hammond, è di nuovo andato in frantumi distrutto dai dinosauri scappati dalle gabbie. Il progetto di mettere le creature preistoriche in gabbia e trasformarle in attrazioni per famiglie ha funzionato finché lo spaventoso ibrido Indominus Rex non è evaso dal recinto, seminando il panico su Isla Nublar, che ora è abbandonata dagli esseri umani, mentre i dinosauri sopravvissuti abitano nella giungla.
Ma Quando il vulcano dormiente dell’isola si risveglia, l’ex addestratore di velociraptor Owen Grady (Chris Pratt) e la vecchia responsabile del parco Claire Dearing (Bryce Dallas Howard) decidono di tornare in azione per salvare i dinosauri sopravvissuti da una catastrofe che li porterebbe a una nuova estinzione.
Owen intende trovare Blue, il suo velociraptor ancora disperso nella natura selvaggia, mentre Claire ha sviluppato un rispetto per queste creature, divenute ormai la sua missione. Arrivati sull’isola mentre la lava comincia a scendere, la loro spedizione scopre che una cospirazione potrebbe riportare il nostro intero pianeta ad un pericoloso stato di disordine che non si vedeva dai tempi della preistoria. Questa volta, i nostri due eroi potranno contare sullo sguardo lucido e lungimirante del professor Ian Macolm (Jeff Goldblum), specialista della teoria del caos e sopravvissuto agli attacchi di oltre vent’anni prima.

Tra gli altri personaggi del film Benjamin Lockwood (James Cromwell), un ricco imprenditore che è stato il socio del Dr.John Hammond nella creazione di Jurassic Park. Franklin Webb (Justice Smith), un brillante membro del Dinosaur Protection Group, che si trova più a suo agio dietro la scrivania che nel mezzo dell’azione.
La Dottoressa Zia Rodriguez (Daniella Pineda), una esperta paleo-veterinaria le cui abilità in questa sub-specialità arcaica non sono mai state testate su dinosauri vivi. Eli Mills (Rafe Spall), il braccio destro di Lockwood che recluta Claire e Owen per portare i dinosauri in una riserva privata. Wheatley (Ted Levine), uno spietato mercenario che Mills incarica di dirigere l’operazione a terra a Isla Nublar. In Jurassic World 2, torna B.D Wong nei panni del genetista corrotto Dr. Henry Wu.
Recensione:
Per quanto sia vanesio ed egocentrico non amo l’autocitazione, ma quando si tratta dei simpatici quanto giganteschi Dinosauri, non posso non riportare alla vostra attenzione un passaggio della mia recensione scritta tre anni fa per Parole a Colori su “Jurassic World”, che ancora oggi ritengo valida e purtroppo solamente in parte ascoltata dai produttori.

“…Vediamo allora perché il nuovo capitolo della saga sui dinosauri, che si è ampliata tanto da meritare il titolo di “Jurassic World”, può essere salvato dalla lapidazione cinematografica.

Si, avete letto bene. Un film muto ci avrebbe evitato di ascoltare dei dialoghi deprimenti, piatti e scontati, e di veder sviluppato un intreccio narrativo davvero modesto, che porta lo spettatore a pensare che gli sceneggiatori del primo “Jurassic” avrebbero meritato una cattedra ad honorem in creatività, mentre quelli di oggi dovrebbero seguire un buon corso di aggiornamento e comprendere cosa significhi l’espressione “evoluzione narrativa”.
Dinosauri a parte, il film piace per la grandezza scenografica, stupisce per gli effetti speciali e in parte convince per una regia coraggiosa nel rendere naturale e pacificata l’idea – di per sé del tutto insensata – che l’uomo possa davvero essere “simile a un Dio”, che possa con le moderne tecnologie sfidare la natura, mischiando le carte della creazione e dell’evoluzione…”

Non me vogliano i fan di Chris Pratt e Bryce Dallas Howard, ma i loro rispettivi personaggi , la loro tormentata storia d’amore e come e perché siamo legati ai destini dei dinosauri , veri protagonisti della storia, rappresentano le principali criticità drammaturgiche di questa seconda trilogia.
Pratt e Howard sono due ragazzi simpatici, carini, volenterosi ma ogni qualvolta appaiono sulla scena, lo spettatore ha la fastidiosa sensazione di dover subire un inutile intermezzo prima che il film riprenda il suo naturale e giusto climax con i dinosauri
“Jurassic World -Il Regno Distrutto” sul piano drammaturgico si rivela essere il punto di svolta inaspettato quanto convincente nell’ambito della saga di Jurassic.
I due sceneggiatori infatti dividendo l’intreccio narrativo in due chiari e distinti atti compiono un’operazione ambiziosa e coraggiosa quanto rischiosa.
Con il primo atto infatti assistiamo, in modo eclatante quanto simbolico, alla fine di tutto ciò che è stato e soprattutto ha rappresentato Jurassic Park nell’immaginario collettivo tracciando una chiara e precisa linea sulla storia, effetti speciali e personaggi entrati nella leggenda cinematografica.
Un taglio doloroso quanto necessario per poter spingere la saga verso nuovi obiettivi e livelli di racconto, pathos ed empatia con il pubblico.
Un primo atto che, però nell’atto della scrittura e poi nella messa in scena risulta debole, sbrigativo e frettoloso, reso comunque digeribile ed accettabile da un epilogo tragico quanto teatrale ma che riesce nell’intento di colpire e commuovere lo spettatore.
Il secondo atto invece segna l’inizio di una nuova fase della saga, il punto di non ritorno per gli uomini ed i dinosauri, con i primi che saranno tragicamente costretti finalmente a fare i conti con la propria folle presunzione di poter “giocare” con la genetica fino ad aspirare al “divino” ruolo di Creatore.
“Jurassic World -Il Regno Distrutto” è una rilettura moderna, spietata ed efficace del mito di “Frankenstein”, dove è rappresentato in modo magistrale sul piano visivo, narrativo e registico quanto per l’uomo possa essere pericoloso oltre sciocco il solo pensare di sottomettere e manipolare Madre Natura.
La spettacolarità e bellezza stilistica del secondo atto va attribuita in gran parte al regista spagnolo Juan Antonio Bayona, che dopo il convincente ed commovente “7 minuti dopo la Mezzanotte”, conferma tutto il proprio talento e sapienza nel saper maneggiare e rileggere i generi fantasy /horror ed inserendo in tale contesto l’elemento esistenziale ed emozionale.
“Jurassic World – Il Regno Distrutto” magari potrà far storcere il naso al fan più accanito e purista, ma senza dubbio questo capitolo reiventa la celebre saga, decretandone una fondamentale “evoluzione” sotto ogni aspetto.

227) Saw Legacy

Il biglietto da acquistare per “Saw: Legacy” è:
Neanche regalato. Omaggio. Di pomeriggio. Ridotto. Sempre.

“Saw Legacy” è un film di Michael Spierig, Peter Spierig. Con Tobin Bell, Laura Vandervoort, Callum Keith Rennie, Matt Passmore, Clé Bennett. Horror, 91’. USA, 2017
Sinossi:
Un ladruncolo, Edgar Munsen, viene braccato dalla polizia: ha uno strano telecomando in mano e chiede urgentemente del detective Halloran. Questi accorre, ma Edgar viene colpito da una pallottola dopo aver detto che il gioco è cominciato. Cinque persone, in effetti, si ritrovano in un luogo sconosciuto con una sorta di secchio di metallo in testa, legati a delle catene che li trascinano verso lame rotanti, mentre una voce chiede loro di confessare le bugie che hanno detto nella loro vita, perché il gioco è cominciato, ma, come sempre, c’è una via di scampo. Halloran vorrebbe interrogare Edgar, ma questi è tenuto in coma farmacologico perché la pallottola l’ha colpito vicino al cuore e bisogna attendere che la sua situazione si stabilizzi.

Recensione:

Chi scrive nel 2004 rimase incantato dall’originalità e dal forza narrativa e registica del primo episodio (Saw – L’enigmista), e oggi si trova in grave difficoltà, invece, nel dover recensire una pellicola davvero inutile, che non aggiunge nessun elemento nuovo o quanto meno degno di nota né sul piano narrativo né per il rilancio del franchise.

Fin dalle prime scene “Saw: Legacy” risulta confusionario, improbabile e noioso, debole nell’intreccio e appena abbozzato nella costruzione psicologica e caratteriale dei personaggi.

Le gravi carenze di sceneggiatura vorrebbero essere compensate dal susseguirsi di esagerate e improbabili scene splatter e violente, che invece solo raramente riescono davvero a turbare un annoiato spettatore.

Il cast, sebbene composto da attori di esperienza, risulta spaesato, inconsistente e artisticamente modesto. continua su

http://paroleacolori.com/saw-legacy-sequel-flop-per-enigmista/

94) Fast and Furious 8

Il biglietto da acquistare per i fan di “Fast and Furious 8” è: 1)Neanche regalato; 2)Omaggio; 3)Di pomeriggio; 4)Ridotto; 5)Sempre (con riserva).

Il biglietto da acquistare per un neofita della saga (ma innamorato da sempre di Charlize Theron) è: 1)Neanche regalato; 2)Omaggio; 3)Di pomeriggio; 4)Ridotto; 5)Sempre.

Un film di F. Gary Gray. Con Vin Diesel, Jason Statham, Dwayne Johnson, Scott Eastwood, Michelle Rodriguez, Helen Mirren, Charlize Theron, Kurt Russell, Eva Mendes. Azione, 136′. 2017

Ti rendi conto di essere ormai giunto all’età della pensione, anche come giornalista per caso, quando prima della proiezione stampa dell’atteso “Fast and Furious 8” di F. Gary Gray chiedi a dei colleghi più giovani un breve riassunto della saga e loro ti elencano entusiasti i pregi, l’essenza, i significati reconditi dietro i diversi personaggi, mentre tu rimani tra il perplesso e l’annoiato.

Ma siccome il caporedattore Turilazzi non ha intenzione, al momento, di lasciarmi godere il meritato riposo, ecco che mi sono dovuto sorbire oltre due ore di film, preceduto da due improbabili gruppi musicali, difficilmente classificabili in un preciso genere.

I numeri al botteghino e i milioni di fan nel mondo hanno sancito il successo e la lunga vita di “Fast and Furious”, gettando le basi, dicono i bene informati, per la produzione anche dei capitoli 9 e 10.

L’ottavo episodio, il primo senza Paul Walker, era molto atteso. Tanta la curiosità di capire come gli autori avrebbero rimodellato la saga dopo la tragica scomparsa di uno dei principali protagonisti.

Ebbene, ecco alcuni commenti a caldo dei colleghi/fan alla fine della proiezione.

“Perfetto. Uno dei migliori della saga. Per bellezza e spettacolarità si avvicina al settimo”.

“Un grande film d’azione”.

“Charlize Theron è di una perfidia e cattiveria unica, da volerla sempre accanto”.

“Fast and Furious 8 non delude le aspettative. 2 ore e 15 sono volate via”.

Potrei anche chiudere qui la recensione, e probabilmente sarebbe la cosa più giusta da fare. Ma sono cosciente che esistono anche spettatori anziani o meno entusiasti, che magari decideranno di dare una chance alla saga senza aver visto neanche un fotogramma prima. Per loro il mio feedback potrebbe non essere superfluo.

La prima cosa che colpisce in “Fast and Furious 8” è l’uso, e oserei dire l’abuso, della parola famiglia. Paradossalmente, la parola viene citata più volte in questo film che nella serie “Un medico in famiglia”!

Mi sono sempre definito bigotto, conservatore e tradizionalista, ma su questo versante sono un progressista. Oggi di famiglia non ne esiste più un solo tipo, è innegabile.

Ma che in un action movie costruito su inseguimenti in macchina, sparatorie, tradimenti, doppio gioco, quasi ogni personaggio giustifichi le sue azioni appellandosi a questo concetto… continua su

http://paroleacolori.com/al-cinema-fast-and-furious-8/

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