33) Si vive una volta sola

Il biglietto da acquistare per “Si vive una volta sola” è:
Neanche regalato. Omaggio. Di pomeriggio. Ridotto. Sempre.

“Si vive una volta sola” è un film di Carlo Verdone. Con Carlo Verdone, Anna Foglietta, Rocco Papaleo, Max Tortora, Mariana Falace, Sergio Muniz, Livia Luppattelli. Commedia, 105′. Italia 2021

Sinossi:

Il professor Umberto Gastaldi è un chirurgo di fama che dirige un’équipe dì fedelissimi: l’assistente Corrado Pezzella, la strumentista Lucia Santilli e l’anestesista Amedeo Lasalandra. A unirli non è solo la medicina ma una comune inabilità nel far coesistere la propria affermazione professionale con una vita personale decente, e la passione per gli scherzi che hanno come target loro stessi, soprattutto il tenero Amedeo. Quando però si viene a scoprire che uno di loro è, a sua insaputa, affetto da una malattia terminale la voglia di scherzare si trasforma nel desiderio di stringersi l’uno all’altro, con l’escamotage di una (ultima?) vacanza nel Salento.

Recensione:

Per una volta voglio tagliare sulle premesse e i giri di parole iniziali e andare dritto al sodo – non me ne voglia il buon Carlo Verdone. “Si vive una volta sola”, 27esimo film della sua carriera, disponibile su Prime Video, non è che una brutta quanto fastidiosa copia dell’immortale “Amici miei” di Mario Monicelli.

Girato tra maggio e luglio 2019, principalmente nei luoghi incantevoli della Puglia, il film sarebbe dovuto uscire nelle sale nel febbraio 2020. Il Covid ha portato a posticipare due volte la data e alla fine, nonostante la situazione epidemiologica stia migliorando, la storica decisione di portarlo solo online.

Personalmente penso che sia stata una buona scelta, perché “Si vive una volta sola” non sarebbe stato un buon biglietto da visita per il cinema italiano che spera di tornare alla normalità. Il film, infatti, è povero dal punto di vista drammaturgico, prevedibile nello sviluppo, piatto a livello emotivo. continua su

78) Il Grande Spirito

Il biglietto da acquistare per “Il grande spirito” è:
Nemmeno regalato. Omaggio. Di pomeriggio. Ridotto. Sempre.

2Il Grande Spirito” è un film di Sergio Rubini. Con Rocco Papaleo, Sergio Rubini, Ivana Lotito, Bianca Guaccero, Geno Diana, Alessandro Giallocosta. Commedia, 113′. Italia 2019.

Sinossi_

Tonino è un ladruncolo sempre in cerca del grande colpo di fortuna: che sembra finalmente arrivare quando il bottino di una rapina, per cui lui era stato relegato al ruolo di palo, finisce fortuitamente nelle sue mani. Tonino fugge con la refurtiva sui tetti di Taranto e trova rifugio in un abbaino fatiscente abitato da uno strano personaggio: Renato, che si è dato il soprannome di Cervo Nero perché si ritiene un indiano, parte di una tribù in perenne lotta contro gli yankee. Renato, come sillaba sprezzantemente Tonino, è un “mi-no-ra-to”, ma è anche l’unica àncora di salvezza per il fuggitivo, che tra l’altro si è ferito malamente cadendo dall’alto di un cantiere sopraelevato. Fra i due nascerà un’intesa frutto non solo dell’emarginazione, ma anche di un’insospettabile consonanza di vedute.

Recensione :

La strada che porta in Paradiso è lastricata di rinunce, sacrifici e dolore… almeno quella per il Paradiso inteso in senso cristiano. Per un rapinatore, invece, nessuna ricompensa futura sarà mai tanto allettante quanto godersi qui, in Terra, i frutti di un colpo andato a buon fine.

Lo sa bene Tonino, detto “Barboncino”, il protagonista del film “Il grande spirito” di Sergio Rubini, un ladro pugliese caduto in disgrazia dopo una rapina finita male per colpa di un cane. Considerato inutile e superato dagli altri criminali, viene utilizzato al massimo come palo. Durante un colpo entra fortuitamente in possesso della refurtiva e trova rifugio sui tetti di Taranto dove incontra il bizzarro Renato…

La sceneggiatura si basa su due elementi: la strana amicizia tra i due protagonisti e la caccia all’uomo in stile crime. Il primo risulta convincente e valido, merito della bella alchimia nata tra Rubini e Papaleo. Il secondo, invece, appare fin dalle prime battute forzato, fuori contesto e poco credibile. continua su

“Il grande spirito”: una storia di miseria e nobiltà italiana

101) Tu mi nascondi qualcosa

“Tu mi nascondi qualcosa” è un film di Giuseppe Lo Console. Con Giuseppe Battiston, Stella Egitto, Sarah Felberbaum, Rocio Munoz Morales, Rocco Papaleo. Commedia, 87′. Italia, 2018

Sinossi:

Valeria (Felberbaum), un’investigatrice privata, si trova per errore a pedinare la persona sbagliata. Scopre che la promessa sposa di Francesco (Battiston) lo tradisce. Quando la cosa viene fuori, il matrimonio salta e Francesco, piombato in depressione, si rivolge all’investigatrice: lei gli ha distrutto il rapporto e lei dovrà aiutarlo a rimetterlo in sesto. Irene (Rossi) fa un appello in tv denunciando la scomparsa di suo marito Alberto(Papaleo). Un ospedale risponde dicendo che l’uomo è lì ricoverato da quindici giorni a seguito di un incidente ma ha perso la memoria. Quando Irene raggiunge il marito, trova un’amara sorpresa: un’«altra» moglie tunisina (Muñoz Morales) è già al capezzale di Alberto che ovviamente, non ricorda nessuna delle due. Ezio (Tiberi) e Linda (Egitto) sono una coppia molto affiatata, nonostante l’insolito mestiere di lei: Linda infatti è una pornostar. Il fatto che la sua donna abbia rapporti sessuali con altre persone per ragioni “cinematografiche”, non impensierisce minimamente Ezio. Almeno finché non comincia a sospettare che tra Linda e il suo partner lavorativo ci sia una tresca.

Recensione:

La sincerità, nei rapporti umani e specialmente nella vita di coppia, è davvero necessaria? Una relazione può durare anche se uno dei partner omette qualche particolare e non è proprio limpido come uno specchio d’acqua montana?

Ma soprattutto, la verità è solo una, oppure di una stessa storia possono esistere più versioni, non necessariamente false?

“Tu mi nascondi qualcosa”, opera prima del regista Giuseppe Lo Console, si sforza di raccontare come la vita di coppia non sia mai una linea retta, una strada senza buche, ma piuttosto un percorso a ostacoli, dove talvolta la bugia diventa lo strumento indispensabile per il quieto vivere.

Il fine giustifica i mezzi sosteneva già nel Cinquecento Niccolò Machiavelli, non immaginando che questa sua frase sarebbe poi stata applicata anche in campo sentimentale.

Il film è un caleidoscopio di situazioni, tra tradimenti, delusioni, equivoci. Si assiste alla fine di matrimoni e di convivenze di lunga data, e alla crisi di una storia d’amore apparentemente solida e felice. Il tutto provocato dalla scoperta di una bugia, più o meno innocua.

“Tu mi nascondi qualcosa” è formato da tre episodi, incentrati sui temi della poligamia, del tradimento, e della mancanza di fiducia. A legare il tutto, l’amore, sentimento che cambia, si evolve, porta a toccare vette altissime di piacere ma può anche spezzare il cuore.

Il film risulta nel complesso godibile, divertente e in alcuni passaggi anche commovente. Non è una semplice commedia romantica, ma piuttosto una sincera e riuscita rappresentazione delle difficoltà una coppia deve affrontare ogni giorno. Perché il difficile non è tanto trovarsi e innamorarsi, ma restare insieme!

In un cast artistico di assoluto livello, ci piace sottolineare la prova della brava e poliedrica Stella Egitto, che conferma, nel ruolo solo sulla carta più leggero di Linda Angel, quanto di buono fatto vedere di recente al cinema e in tv. continua su

http://paroleacolori.com/tu-mi-nascondi-qualcosa-un-film-corale-che-va-oltre-la-commedia/

254) Il Premio

Il biglietto da acquistare per “Il premio” è:
Neanche regalato (con riserva). Omaggio. Di pomeriggio. Ridotto. Sempre.

“Il Premio” è un film di Alessandro Gassmann. Con Gigi Proietti, Alessandro Gassmann, Rocco Papaleo, Anna Foglietta, Matilda De Angelis. Commedia, 100′. Italia, 2017
Data di uscita italiana: 6 dicembre 2017.

Sinossi:

Oreste è un personal trainer con una moglie dispotica e il sogno di aprire una palestra: sogno alla cui realizzazione mancano 15mila euro. Suo padre Giovanni gli promette quella cifra in cambio di un compito preciso: accompagnarlo in automobile a Stoccolma, dove l’anziano scrittore dovrà ritirare il premio Nobel per la letteratura. E Oreste, che non ha mai accettato denaro da suo padre e ha cercato di vivere il più possibile fuori dal suo cono d’ombra, si ritrova a trascorrere una settimana fra Italia, Austria, Germania, Danimarca e Svezia, in compagnia di Giovanni ma anche di Rinaldo, il segretario personale di papà, e Lucrezia, la sorellastra blogger che ha deciso di documentare tutta l’impresa.

Recensione :

Un premio, agli sceneggiatori de “Il premio”, andrà sicuramente dato alla prima occasione: per essere stati così diversamente creativi e originali da aver pensato una sceneggiatura che include tutto e il contrario tutto, e che si traduce in un film che è un guazzabuglio, poco credibile e a tratti persino desolante.

Dispiace essere tanto duro e sprezzante verso Massimiliano Bruno e Alessandro Gassman, che ammiro, ma questa, a mio modesto parere, è solo una brutta parodia della società e della famiglia moderne.

Né carne né pesce, questo road movie debole, prevedibile ed emozionalmente piatto non riesce a trasmettere al pubblico un messaggio che sia uno, uno spunto. Peccato, perché degli spunti interessanti la storia sembrava offrirli.

Tra tanta desolazione, non si può non sottolineare la professionalità del cast, a partire da Gigi Proietti, che ha deciso di mettersi in gioco in questo progetto. Purtroppo tutto il talento e l’esperienza di questo mondo nulla ha potuto davanti a personaggi rarefatti e poco credibili, quando non superflui alla narrazione. continua su

http://paroleacolori.com/il-premio-un-road-movie-debole-e-prevedibile-che-non-esalta-il-cast/

Roberto Sapienza presenta “Ninni, mio padre”

264) Che vuoi che sia

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Il biglietto d’acquistare per “Che vuoi che sia” : 1) Neanche regalato 2) Omaggio 3) di pomeriggio 4) Ridotto 5) Sempre.

“Che vuoi che sia” è un film del 2016 diretto da Edoardo Leo, scritto da Edoardo Leo Alessandro Aronadio, Marco Bonini, Renato Sannio, con : Edoardo Leo, Anna Foglietta, Rocco Papaleo, Marina Massironi, Bebo Storti, Massimo Wertmuller.
I social network sono la nuova frontiera della comunicazione e simbolo del progresso o piuttosto rappresentano uno strumento se in mano a persone irresponsabili per poter ferire e umiliare un’altra persona?
Si può sfidare il web senza subirne le conseguenze? Esiste ancora oggi il senso del pudore e il diritto alla privacy?
Sono domande assai impegnative a cui è difficile dare una risposta senza apparire moralisti e tradizionalisti, ma è sano lasciare il web senza regole e limiti?
Edoardo Leo con il suo terzo lungometraggio affronta queste spinose e delicate questioni con una commedia agrodolce in cui mostra allo spettatore che cosa può capitare a una coppia di quarentenni precari di fronte a una proposta del web “quasi” decente.
Claudio(Leo), ingegnere elettronico e Anna (Foglietta), insegnate precaria continuano a rimandare il progetto di un figlio nell’attesa che la loro situazione economica migliori. Le loro speranze future sono riposte in una piattaforma web ideata da Claudio, ma il crowdfunding lanciato per svilupparla non dà i risultati auspicati. Una sera, ad una festa, complici alcol e delusione, Claudio registra un video che posta per scherzo. Poiché sul web alla fine quasi tutti si riducono a guardare scene di sesso invece di rendersi conto del valore sociale della sua idea, Claudio lancia una sfida al “popolo di Internet”: fare un’offerta per un video hard, girato con Anna nella loro camera da letto, da mettere online. Tanto è questo che si cerca su Internet, no? La provocazione, però, viene presa sul serio e, mentre la loro celebrità aumenta, le donazioni raggiungono la cifra incredibile di 250 mila euro. E qui una domanda inizia a farsi strada: è davvero così sbagliato svendere la propria intimità per potersi finalmente permettere di realizzare i propri sogni?
La coppia è chiamata a una difficile scelta esistenziale e morale rischiando di compromettere anche il loro rapporto. Spalleggiati in questo delicato progetto dallo zio Franco (Papaleo) i due si ritrovano a diventare le star del web e ricercate dai media. Una commedia che nella prima parte risulta gradevole, leggera, frizzante e assai godibile, mentre cambia pelle nella seconda quando gli autori vogliono inserire una riflessione critica sull’uso smodato e senza controllo dei social network diventando forse troppo moraleggiante e pedagogico perdendo in incisività, vivacità e diventando più pesante nei toni e compassato nel ritmo narrativo.  continua su

http://www.nuoveedizionibohemien.it/index.php/appuntamento-al-cinema-che-vuoi-che-sia/

Roberto Sapienza presenta “Ninni, mio padre”

https://www.amazon.it/Ninni-mio-padre-Roberto-Sapienza-ebook/dp/B01H85DF8S/ref=sr_1_1_twi_kin_1?s=books&ie=UTF8&qid=1478618055&sr=1-1&keywords=ninni+mio+padre

89) Buena Onda

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Uno spettacolo teatrale di Valter Lupo, Valerio Vestoso, Rocco Papaleo, Giovanni Esposito. Con Rocco Papaleo e Giovanni Esposito.

“Buena Onda” è in scena fino al 24 aprile al teatro Ambra Jovinelli di Roma.

Sfatiamo un mito: pur essendo siciliano non amo il mare. Detesto anche andare in barca – sebbene mio padre fosse un appassionato – e non ho mai pensato di fare una crociera.

Eppure anche per uno scettico come me è stato piacevole navigare per due ore con la nave “Buena Onda”, osservando e ascoltando le divertenti discussioni tra il comandante Chiaromonte (Giovanni Esposito) e il cantante Gege Cristofori (Papaleo), intervallate dalla musica della band “Gli Incompresi”.

La vita su una nave da crociera – fatti di cronaca neppure troppo remoti dovrebbero avercelo insegnato – non è tutta rose e fiori. Il comandante non ha solo la responsabilità di non far finire la propria nave come il Titanic, ma ha anche l’ingrato compito di supervisionare l’intrattenimento, affinché i passeggeri passino momenti spensierati e felici.

Se il cantante e la band che dovrebbero intrattenere il pubblico si mettono in testa di proporre solo canzoni in dialetto lucano e pezzi jazz dai toni melanconici, ecco allora che la situazione diventa problematica.

Lo spettatore-passeggero assiste così alle continue diatribe tra l’ansioso comandante, preoccupato di soddisfare l’armatore considerato solo un gradino sotto Dio, e Gege, cantante disilluso e amante di citazioni letterarie velate da un pessimismo non castrante, ma semmai sarcastico. continua su

A teatro: Buena Onda

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci,nonostante tutto”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html

A play by Valter Wolf, Valerio Vestoso, Rocco Papaleo, John Esposito. With Rocco Papaleo and John Esposito.

“Buena Onda” is on stage until April 24 at the Teatro Ambra Jovinelli of Rome.

We are dispelling a myth: although I do not love the Sicilian sea. I hate to even go to the boat – even though my father was a passionate – and I never thought to take a cruise.

Yet even for a skeptic like me was pleasant to navigate for two hours by ferry “Buena Onda”, watching and listening to the funny discussions between the commander Chiaromonte (John Edwards) and the singer Gege Cristofori (Papaleo), punctuated by the music of the band “The Misunderstood”.

Life on a cruise ship – news stories not too remote should have taught us – is not all rosy. The commander not only a responsibility not to end his ship like the Titanic, but also has the thankless task of supervising the entertainment, so passengers pass carefree and happy moments.

If the singer and the band that should entertain the audience into their heads to propose only songs in dialect Lucan and jazz pieces by melancholy tones, this is when the situation becomes problematic.

The spectator-passenger assists as the continuous disputes between the captain anxious, worried to satisfy the owner considered just a step below God, and Gege, disillusioned singer and lover of veiled literary quotations by a castrating not pessimism, but rather sarcastically. continues on

A teatro: Buena Onda

Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html