68) Bianco Letale ( Robert Galbraith)

“Bianco Letale” è un romanzo del 2018 scritto da Robert Galbraith (pseudonimo della scrittrice inglese J.K. Rowling) e pubblicato da Salani Editore nel Febbraio 2019.

Sinossi:
Quando il giovane Billy, in preda a una grande agitazione, irrompe nella sua agenzia investigativa per denunciare un crimine a cui crede di aver assistito da piccolo, Cormoran Strike rimane profondamente turbato. Anche se Billy ha problemi mentali e fatica a ricordare i particolari concreti, in lui e nel suo racconto c’è qualcosa di sincero. Ma prima che Strike possa interrogarlo più a fondo, Billy si spaventa e fugge via. Cercando di scoprire la verità sulla storia di Billy, Strike e Robin Ellacott – una volta sua assistente, ora sua socia – seguono una pista tortuosa, che si dipana dai sobborghi di Londra alle stanze più recondite e segrete del Parlamento, fino a una suggestiva ma inquietante tenuta di campagna. E se l’indagine si fa sempre più labirintica, la vita di Strike è tutt’altro che semplice: la sua rinnovata fama di investigatore privato gli impedisce di agire nell’ombra come un tempo e il suo rapporto con Robin è più teso che mai. Lei è senza dubbio indispensabile nel lavoro dell’agenzia, ma la loro relazione personale è piena di sottintesi e non detti…
Recensione:
Può essere definito un “mezzo passo falso” letterario aver scritto un buon romanzo di una saga?
Sì, può essere delusi da fan sebbene l’intreccio narrativo sia ricco di colpi scena e caratterizzato sotto storie?
Insomma è legittimo storcere il naso di fronte al nuovo lavoro di Robert Galbraith alias J. K Rowling?
Consapevole di sfidare con queste mie parole l’ira di milioni di fan, non posso altresì esimermi dall’esprimere la mia delusione come fan della serie incentrata sull’ investigatore Cormoran Strike.
I miei due lettori sanno bene quanto abbia apprezzato i primi tre romanzi rendendo Onore all’abilità, creatività e soprattutto coraggio della Rowling di rimettersi in gioco con un genere ben lontano e diverso dai successi mondiali di Harry Potter.
“Bianco Letale” è, a mio modesto parere, paradossalmente si è rivelato deludente per colpa di una struttura narrativa ricca di spunti quanto dispersiva e poco amalgamata
La Rowling ha cercato di coniugare e mescolare insieme due linee narrative: la sfera personale ed intima dei due protagonisti (Strike e Robin) con quella professionale, ma ottenendo come risultato un romanzo privo di una chiara e precisa identità.
Una scelta autoriale coraggiosa quanto poco felice depotenziando entrambi gli aspetti e soprattutto impedendo al lettore di viverli appieno.
La continua alternanza tra le due sfere distrare e in parte infastidisce il lettore non ritrovando la fluidità e scorrevolezza di scrittura, rivelatesi vincenti e decisivi per la riuscita dei precedenti romanzi.
Il lettore ha la sensazione che l’autrice abbia voluto racchiudere due romanzi in uno, volendo soddisfare le richieste commerciali e quelle dei fan magari più interessati nello scoprire se e come il rapporto tra Strike e la sua fidata Robin potesse cambiare /evolvere dopo il sorprendente e romantico finale aperto de “La via del male”.
“Bianco Letale”, nonostante le criticità evidenziate, rimane comunque una lettura interessante e vibrante capace d’incuriosire ed appassionare il lettore fino all’ultima pagina.
J. K Rowling conferma nuovamente tutto il proprio talento e poliedricità creativa e narrativa raccontando un thriller credibile quanto feroce ambientato nell’élite politica e borghese inglese e designando in modo impeccabile ed accurato le personalità ed indole di ogni personaggio.
“Bianco Letale” è un romanzo consigliato per chi ama il genere thriller e soprattutto il fascino rude e magnetico di Cormoran Strike, ma con l’augurio che il prossimo episodio possa essere magari meno “ambizioso” ma possegga il “quid” che ha reso unica ed avvincente questa serie investigativa.

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199) La via del male (Robert Galbraith)

strike

“La via del male” è un romanzo di Robert Galbraith (pseudonimo della scrittrice inglese J.K. Rowling) e pubblicato in Italia nel maggio 2016 da Salani Editore.
Pur non essendo un lettore di grande esperienza mi vanto di aver un discreto fiuto nell’individuare scrittori e romanzi che abbiano delle potenzialità e destinati a diventare nel tempo dei cult per i fan. Così è stato nel 2014 quando lessi il primo romanzo di Robert Galbraith (Il richiamo del Cuculo) sottolineando come ci fosse dell’ottimo materiale per una trasposizione televisiva o cinematografica. È di qualche mese l’annuncio della prossima realizzazione di una serie Tv ispirata ai casi dell’investigatore privato Coroman Strike.
Oggi voglio spingermi ancora più avanti con le mie previsioni e mi permetto di scrivere che le avventure di Strike e della sua bella e tenace socia Robin supereranno anche le magie di Harry Potter.
Sì, perché J. K Rowling sembra essere nata per scrivere romanzi gialli. Nato per gioco il suo alter ego Galbraith ha da subito conquistato i lettori e meritandosi con il personaggio di Strike un ruolo importante nel Pantheon dei commissari e affini.
“La via del male” è il terzo libro della saga Strike e senza dubbio segna un salto in avanti sul piano dello stile e soprattutto della qualità narrativa.
È il punto di rottura da un esercizio di scrittura dell’autrice inglese alla consapevolezza di essere una scrittrice poliedrica oltre che di acclamato talento.
La Rowling con questo terzo libro allarga l’orizzonte della storia presentando in maniera efficace e avvincente il passato di Coroman Strike e di Robin facendo entrare il lettore in una storia in cui i colpi di scena si susseguono quasi in ogni pagina.
Strike dopo aver ottenuto popolarità e fama per aver risolto brillantemente due casi, si trova sulla difensiva quando un misterioso e feroce assassinio manda a Robin pezzi di cadavere di giovane donne. Strike è costretto ad aprire l’armadio e ad uscire tutti i suoi scheletri davvero inquietanti e paurosi.
È un romanzo in cui non mancano scene cruente, sanguinose e drammatiche eppure la lettura resta sempre fluida, diretta e avvolgente.
La struttura narrativa ben costruita e sviluppata inchioda il lettore alla lettura senza fargli mai abbassare l’attenzione e interesse dovendo seguire più sotto storie, tutte intese e di fatto collegate dal filo rosso dell’odio contro Coroman Strike.
La coppia Strike-Robin si conferma perfetta nelle loro diversità, capaci di completarsi a vicenda e di essere in momenti diversi l’uno ispirazione dell’altro.
Forse il finale è la parte meno riuscita del romanzo risultando frettolosa rispetto al lavoro di costruzione psicologica dei molti personaggi e di pathos narrativo dell’atmosfera fatto nelle pagine precedenti, ma resta sempre una conclusione ad effetto in cui non manca una divertente e fresca scena romantica.
Il lettore terminato di leggere il librò sarà costretto a una doppia attesa: un nuovo libro da divorare e magari una bella serie Tv da gustarsi nelle sere d’inverno.

Roberto Sapienza presenta “Ninni, mio padre”

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