22) Un Volo per Sara (Maurizio De Giovanni)

“Un Volo per Sara” è un romanzo scritto da Maurizio De Giovanni e pubblicato da Rizzoli il 24 Maggio 2022.

Sinossi:

Un piccolo aeroplano turistico diretto in Sardegna si schianta nel mar Tirreno con a bordo diverse persone. Tra loro, un noto imprenditore che ha rilasciato la sua ultima intervista poco prima del decollo, con il vociare degli altri passeggeri sullo sfondo, tutti tranquilli e sorridenti, ignari dell’imminente tragedia. Quando l’agente dei Servizi in pensione Andrea Catapano sente le voci delle vittime – lui che non vede ma sa ascoltare meglio di chiunque altro – un ricordo nitido riaffiora. Così decide di chiamare l’ex collega Teresa Pandolfi, ora a capo dell’Unità investigativa. Il disastro potrebbe celare un mistero che risale agli anni di Tangentopoli. E se la caduta del velivolo non fosse stata un incidente, ma il nesso tra una vicenda degli anni Novanta e il nostro presente? L’unica che può scoprire la verità è la donna invisibile, Sara Morozzi. Affiancata dall’ispettore Davide Pardo e da Viola, Mora si trova a investigare su personalità pubbliche intoccabili, scavando dentro gli ingranaggi del potere d’Italia a suo rischio e pericolo, senza paracadute.

Recensione:

Si può definire un romanzo “anonimo”?

È corretto definire l’opera di un bravo e stimato autore come una “furbata commerciale”?

Ai tempi della scuola la mia insegnate di lettere assegnandomi l’ennesima insufficienza al tema d’italiano scriveva nelle note “ le idee ci sono anche, ma forma e costruzione sono carenti”.

Non me ne  voglia il caro Maurizio De Giovanni, ma sono costretto ad applicare questo giudizio scolastico alla nuova indagine di Sara.

“Un volo per Sara” appare come una bozza di sceneggiatura televisiva più che un testo letterario.

Come è stato per il personaggio di “Mina Settembre”, anche per Sara, la pubblicazione appare  preparatoria al “salto” televisivo.

L’intreccio  svela poco o nulla rispetto ai precedenti della saga.

De Giovanni stavolta ha utilizzato “il pilota automatico “ nello scrivere questa storia facendo muovere la protagonista e gli altri personaggi su binari già consolidati.

“ Un volo per Sara” è un romanzo lineare quanto prevedibile negli sviluppi se ci eccettua il finale aperto e misterioso.

Una storia di passaggio o se volete preparatoria ad una svolta esistenziale e chissà sentimentale dell’invisibile “Mora”.

La costruzione fondata sull’alternanza tra  presente e passato stavolta risulta poco efficace e meno attrattiva.

Il lettore è meno coinvolto  sotto ogni aspetto.

“Un Volo per Sara” è complessivamente una “battuta d’arresto” agli occhi dei fan della prima ora, invece al neofita lascia la sensazione di uno scritto incompiuto.

Maurizio De Giovanni è “rinviato “ alla sessione di settembre , augurandoci che il volo creativo riprenda quota.

16) Rinascere – L’anno in cui ho ricominciato a vincere (Manuel Bortuzzo)

“Rinascere – l’anno in cui ho ricominciato a vincere” è un romanzo scritto da Manuel Bortuzzo e pubblicato da Rizzoli il 5 novembre 2019

Sinossi:

2 febbraio 2019. Sono passate le due di notte, pochi secondi che segnano al tempo stesso una fine e un nuovo inizio: alla periferia di Roma, vittima di uno scambio di persona, Manuel Bortuzzo, giovanissima promessa del nuoto in lizza per un posto alle Olimpiadi, viene colpito alla schiena da un proiettile. Le immagini, riprese da una telecamera di sorveglianza, le conosciamo tutti: il ragazzo si accascia a terra, la sua fidanzata, Martina, si china su di lui. Poi la corsa in ospedale, le operazioni e una volta scongiurato il pericolo di vita, la diagnosi – lesione midollare completa. Quindi la sedia a rotelle, la riabilitazione, il sorriso di Manuel, nonostante l’assurdità di quello che gli è accaduto, rilanciato da tv e giornali. Questo libro racconta ciò che di Manuel non sappiamo: la sofferenza, lo sconforto, la rabbia dopo “quella notte”, e sopra ogni altra cosa la forza che ha dovuto trovare dentro di sé, gli insegnamenti che ha saputo riconoscere anche in questa vicenda, la determinazione dello sportivo e del ragazzo speciale che ha dimostrato di essere. Con un solo obiettivo, ci dice Manuel: vivere al meglio la nuova condizione, lottando fino in fondo, con tutte le energie fisiche e mentali, per riprendersi quello che gli è stato tolto. Sono pagine di dolore e di gioia incontenibile: oggi Manuel Bortuzzo ci racconta una storia ancora da scrivere. Rinascere per lui significa questo: imparare di nuovo, da uomo nuovo, a camminare.

Recensione:

Ho recuperato “le memorie” di Manuel Bortuzzo grazie al gentile regalo  avuto durante la presentazione stampa del film tv “Rinascere” che stasera vedremo su Rai 1.

Ero un po’ scettico sul valore letterario e non ovviamente sull’aspetto umano ed esistenziale della storia.

Non è mai  semplice raccontare di sé, figurarsi dover descrivere una tragedia personale, un incidente che ti ha sconvolto l’esistenza per sempre.

Manuel Bortuzzo  non è uno scrittore, lo  scrive lui stesso nei ringraziamenti finali.

Fino alla disgraziata notte del 2 Febbraio del 2019, era una giovane promessa del nuoto, era un ragazzo di 20 anni pieno di sogni, speranze e felicemente innamorato della sua ragazza Martina.

Poi due colpi di pistola e la vita di Manuel è cambiata, anzi è ricominciata in modo diverso.

“Rinascere “ è difficile da  catalogare in preciso genere letterario.

E’  un “instant book”, un memoriale, un diario, ma personalmente mi piace pensarlo come una grande lavagna bianca su cui Manuel ha messo “nero su bianco” i propri pensieri, sentimenti, incubi , sogni e speranze.

È un flusso di parole, sensazioni, stati d’animo che si mescolano ed alternano sancendo un prima e dopo nella vita di Manuel.

Un prima e un dopo che nessuno di noi vorrebbe vivere e che in pochi sarebbero capaci di sopportare trovando il coraggio e forza pe ripartire.

Manuel Bortuzzo  ha trovato dentro di sé questa forza, deciso insieme al padre Franco di “riprendersi tutto”.

Manuel non si piegato all’ingiustizia, allo scoramento, alla rabbia, iniziando  così la sfida più difficile da  uomo e nuotatore.

Il libro è il racconto sincero, schietto, appassionante del  suo ritorno alla vita, scandito da intensi ed emozionanti passaggi: dalla presa di coscienza del suo nuovo status alla ferrea determinazione di sovvertire il pronostico medico.

“Rinascere” è un romanzo  lineare, semplice, forse in qualche passaggio eccessivamente sbrigativa, ma il lettore percependo   la“ vis pugnandi” e soprattutto voglia di vivere del protagonista,  si sente al termine della lettura più coraggioso e fiducioso immaginando Manuel fieramente in vasca a nuotare.

9) Crepacuore (Selvaggia Lucarelli)

“Crepacuore” è un romanzo scritto da Selvaggia Lucarelli e pubblicato nel Novembre 2021 da Rizzoli.
Sinossi:
“Quando non eravamo insieme sentivo uno strano disordine emotivo, una specie di febbre, di sete che dovevo placare. Vivevo le mie giornate senza di lui come un intervallo, una pausa dell’esistenza. Mi spegnevo, in attesa di riaccendermi quando lo avrei rivisto. Ero appena diventata una giovane tossica, convinta, al contrario, di aver colmato quella zona irrimediabilmente cava della mia esistenza. “Così Selvaggia Lucarelli descrive gli esordi di una relazione durata ben quattro anni in cui nulla, nella sua vita, ha avuto scampo: dal lavoro agli amici, l’ossessione per una storia che non aveva alcuna possibilità di funzionare, piano piano, come un fungo infestante, ha intaccato tutto quello che la circondava. Perfino l’amore per suo figlio, che finisce trascurato tra decisioni imprudenti e un’asfissiante sindrome abbandonica: “Oggi, guardandomi indietro, faccio ancora fatica ad ammetterlo, ma la felicità di mio figlio, la sua sicurezza perfino, erano la cosa più importante solo in quei rari momenti in cui sentivo di aver messo la mia relazione al sicuro. L’unico pericolo che avvertivo come costante e incombente era quello che lui mi lasciasse per la mia evidente inadeguatezza”. Con coraggio, senza fare sconti soprattutto a sé stessa, racconta come un incontro tra un uomo che non vede nulla oltre sé stesso e una donna che non vede nulla oltre lui può trasformarsi in una devastante dipendenza affettiva da cui la protagonista uscirà solo dopo aver toccato il fondo. Solo dopo aver compreso cos’era quel vuoto da colmare e perché ha coltivato la speranza distruttiva che qualcuno potesse colmarlo: “Siamo stati, insieme, una profezia feroce che per avverarsi aveva bisogno delle ferite di entrambi”.
Recensione:
Le persone sagge o quelle che si sentono depositari delle verità sostengono che almeno una volta nella vita è necessario soffrire per amore.
Le delusioni d’amore servono a crescere aggiungono gli esperti.
“Ciò che non ti uccide, fortifica” rivendica un proverbio popolare.
Ma al di là della saggezza e lungimiranza acquisita, siamo davvero capaci di controllare il sentimento amoroso?
Siamo in grado di razionalizzare il colpo di fulmine?
Abbiamo la forza d’evitare la dipendenza affettiva?
Possiamo affermare sinceramente di non essere stati almeno un po’ zerbino di un partner?
Inutile girarci intorno, la risposta è no.
L’amore ci rende folli, coraggiosi quanto stupidi, inetti e l’ombra di noi stessi.
Come in tutte le malattie e momenti difficili della vita, riconoscere d’avere un problema e chiedere aiuto è il primo passo.
Un drogato deve smettere di farsi. Resistere alla tentazione iniziando un lungo e faticoso percorso di disintossicazione.
L’innamorato patologico o se preferite la dipendenza emotiva come ci spiega Selvaggia Lucarelli va paragonata al drogato in crisi d’astinenza.
“Crepacuore” è una confessione intensa, sincera, inaspettata che Selvaggia Lucarelli ha deciso di compiere con tutti noi.
Dopo il divertente e leggero “Casi Umani” del 2018 in cui la giornalista elencava le storie tragicomiche avute dopo la fine di una storia importante quanto devastante, con il nuovo romanzo firma una sorta di “prequel” letterario raccontandoci la genesi , evoluzione e dopo la via crucis di un amore tossico.
Una discesa agli inferi sul piano psicologico ed emotivo che la donna Selvaggia si auto impone con il piccolo figlio Leon, convinta che sia il “prezzo giusto” da pagare per poter vivere con il suo fidanzato importante che ben presto si rivelerà essere una versione più maniacale e sprezzante di Furio, celebre personaggio creato da Carlo Verdone.
Si rimane stupiti nel leggere l’elenco d’umiliazioni e dolorose vessazioni accettate silenziosamente dalla Lucarelli pur d’avere l’amore di Furio.
L’immagine pubblica e social della Lucarelli, donna forte, ironica e con la battuta sempre pronta è lontana anni luce dalla Selvaggia raccontata, descritta nei vari capitoli.
Essere coraggiosi è non solo la prova d’ affrontare situazioni pericolose e/o al limite della propria vita, ma soprattutto d’ ammettere e riconoscere le proprie debolezze e vizi.
Selvaggia Lucarelli si è rivelata una donna coraggiosa mettendo da parte il “personaggio” Lucarelli , facendo conoscere , apprezzare la sua essenza più intima e personale.
Nessuno è perfetto, nessuno è invincibile .
Tutti perdono, cadono, soffrono in amore.
Pochi lo riconoscono e chiedono aiuto.
“Crepacuore” è un romanzo, una testimonianza viva, sincera, coinvolgente che nonostante la tematica delicata ed i passaggi anche imbarazzanti non vengono mai l’ironia e l’onesta intellettuale.
Brava Selvaggia, il tuo “Crepacuore” è stato anche il nostro.

26) Gli Occhi di Sara (Maurizio De Giovanni)

“Gli occhi di Sara” è un romanzo scritto da Maurizio De Giovanni e pubblicato da Rizzoli Editore il 30 Marzo 2021

Sinossi:
A volte un incontro inatteso spalanca le porte del passato. Succede a Sara mentre sta lottando per salvare la vita del piccolo Massimiliano, il nipotino colpito da una grave malattia. Due occhi riappaiono dalla nebbia di giorni lontani, Sara li conosce bene. Sono gli stessi che tanti anni prima aveva cercato in ogni modo di dimenticare. La donna invisibile è catapultata indietro nel tempo: Napoli, 1990.
È caduto il muro di Berlino, gli stati satelliti dell’URSS sono in crisi e in Italia sono esplosi i movimenti studenteschi. Il mondo di prima si sta sgretolando, ma i preparativi fervono e la città si veste a festa per la visita di Papa Giovanni Paolo II. Sara Morozzi, detta Mora, è membro attivo della più segreta unità dei Servizi. A lei e a Bionda, la collega Teresa Pandolfi, viene affidata la missione più importante e delicata della loro carriera. Proprio in quei giorni, Sara incrocia quello sguardo. Occhi a cui è impossibile restare indifferenti.
Così, mentre il tempo scorre all’indietro, la Sara di oggi deve fare i conti con le passioni e i tradimenti di ieri.In un intreccio che si dipana al pari di un perfetto meccanismo a orologeria, Maurizio de Giovanni scava tra le pieghe della nostra Storia recente e racconta gli inconfessabili segreti di Sara, come non l’abbiamo mai vista. Perché, per la prima volta, gli occhi della donna impenetrabile tradiscono un dolore misterioso e svelano la sua più sincera umanità.
Recensione:
“Una lettera per Sara” è, a nostro modesto avviso, uno dei migliori romanzi scritti da Maurizio de Giovanni.
… un thriller della memoria che si muove drammaturgicamente, emotivamente oltre che temporalmente tra passato e presente.”
Un anno fa con queste parole iniziavo la mia recensione sul romanzo “Una Lettera per Sara”, convinto di trovarmi di fronte al punto più alto della saga firmata da Maurizio De Giovanni.
Faccio pubblica ammenda. Maurizio De Giovanni è riuscito nuovamente nell’impresa di stupirmi ed emozionarmi con il nuovo e bellissimo episodio della vita di Sara.
“Gli occhi di Sara” presenta struttura narrativa e temporale similare al precedente romanzo, ponendosi così come sequel letterario amplificandone e migliorandone potenzialità narrative, ritmo e coinvolgimento emotivo.
“Gli Occhi di Sara” è da una parte il tragico, angosciante racconto dell’impotenza vissuta da Sara come nonna nell’ assistere alla lenta agonia del nipote.
Una morte che distruggerebbe quella agognata seconda chance di felicità e di famiglia che Sara ha avuto negli ultimi mesi
Un raro cancro sta uccidendo il piccolo Massimiliano, un dolore che Sara non può non vuole accettare.
Cosi quando Sara grazie alle sue “doti” scruta negli occhi dell’oncologa la possibilità di cura per il nipote non esita ad inseguire un fantasma che emergerà dolorosamente dal proprio passato
“Dall’altra parte Gli occhi di Sara” si rivela infatti un inaspettato e scioccante viaggio nel passato catapultando il lettore all’inizio degli anni 90 quando Sara da neoassunta nell’unità speciale dell’amato Massimo, si rifiutò d’accettare un cinico ordine dei suoi superiori.
Un atto di ribellione che sì impedì una strage di innocenti, ma che distrusse la vita di due giovani innamorati nonché brillanti medici rumeni.
Una fine tragica che qualcuno non solo non ha dimenticato, ma ne ha attribuito la responsabilità a Sara, rea di aver tradito i patti.
Il destino così, a distanza di trent’anni, riserva un drammatico ribaltamento dei ruoli tra Sara ed il “fantasma” che può salvare la vita di Massimiliano
“Gli occhi di Sara” è una corsa contro il tempo in cui si alternano diversi ed apposti sentimenti incarnati dai protagonisti, che in misura diversa furono pedine in un gioco più grande di loro.
Il lettore divora le pagine del romanzo volendo sapere se a prevalere sarà il desiderio di vendetta o piuttosto il giuramento di Ippocrate che un geniale chirurgo fece all’inizio della sua travagliata carriera.
“Gli occhi di Sara” si muove con agilità e armonia tra passato e presente avendo trovando il giusto equilibro drammaturgico tra spy story e dramma familiare.
“Gli occhi di Sara” è l’ulteriore conferma come il personaggio di Sara Morozzi sia ormai pronta per il “salto televisivo” diventando una figura carismatica e unica come lo è ormai in campo letterario.

49) Le Parole di Sara (Maurizio De Giovanni)

“Le parole di Sara” è un romanzo scritto da Maurizio De Giovanni e pubblicato da Rizzoli nel Marzo 2019

Sinossi:
Due donne si parlano con gli occhi. Conoscono il linguaggio del corpo e per loro la verità è scritta sulle facce degli altri. Entrambe hanno imparato a non sottovalutare le conseguenze dell’amore. Sara Morozzi l’ha capito molto presto, Teresa Pandolfi troppo tardi. Diverse come il giorno e la notte, sono cresciute insieme: colleghe, amiche, avversarie leali presso una delle più segrete unità dei Servizi. Per amore, Sara ha rinunciato a tutto, abbandonando un marito e un figlio che ha rivisto soltanto sul tavolo di un obitorio. Per non privarsi di nulla, Teresa ha rinunciato all’amore. Trent’anni dopo, Sara prova a uscire dalla solitudine in cui è sprofondata dalla scomparsa del suo compagno, mentre Teresa ha conquistato i vertici dell’unità. Ma questa volta ha commesso un errore: si è fatta ammaliare dagli occhi di Sergio, un giovane e fascinoso ricercatore. Così, quando il ragazzo sparisce senza lasciare traccia, non le resta che chiedere aiuto all’amica di un tempo. E Sara, la donna invisibile, torna sul campo. Insieme a lei ci sono il goffo ispettore Davide Pardo e Viola, ultima compagna del figlio, che da poco l’ha resa nonna, regalandole una nuova speranza.
Recensione :
“…“Sara al Tramonto” segna probabilmente l’inizio di una nuova serie di successo con una donna protagonista, caso raro nel panorama editoriale italiano, capace di trasmettere emozioni, colpi scena e riflessioni sulle conseguenze di una scelta amorosa coraggiosa quanto difficile e come sia possibile rialzarsi grazie all’aiuto inaspettato ed efficace di una nuora e di un poliziotto scorbutico quanto romantico.”
Con queste parole concludevo un anno fa la mia recensione sul primo romanzo dedicato al personaggio di Sara Morozzi, nata dalla creativa e sensibile penna di Maurizio De Giovanni.
Neanche un anno dopo mi ritrovo davanti al mio foglio word cercando di trovare nuove ed originali parole per raccontarvi il mio gradimento letterario e soprattutto trasmettervi le emozioni provate durante la lettura de “Le parole di Sara”.
E’ l’Amore, anche stavolta, il vero motore della storia trasferendo forza, pathos ed intensità all’intreccio narrativo ideato da De Giovanni e soprattutto donando una profondità esistenziale ed autenticità emotiva ad ogni personaggio.
Il lettore osserva, sente, partecipa, si emoziona con le diverse ed intense “declinazioni amorose” che investono vecchi e nuovi personaggi.
E’ un Amore travolgente quanto inatteso a far capitolare la vorace ed ambiziosa “lupa” Teresa al punto di farle sognare un futuro insieme con il suo ultimo giovane amante .
Un sogno brutalmente spezzato quando l’uomo viene ritrovato ucciso pochi giorni dopo la sua misteriosa scomparsa.
Teresa disperata e desiderosa di risposte chiederà aiuto alla sua unica e fidata amica: Sara, la Mora.
Sara che mai avrebbe mai immaginato una simile richiesta dalla Bionda accetta il caso, percependo la sincera disperazione e solitudine della donna
“Le parole di Sara” racconta la potenza e unicità del sentimento amoroso e quanto esso possa cambiare, stravolgere l’esistenza di un individuo mettendolo in contrapposizione alla brutalità, avidità e malvagità che possono albergare in egual modo nell’animo umano.
De Giovanni racconta con uno stile impeccabile , incalzante questa sofferta alternanza d’orrore e bellezza costruendo un thriller con una valenza più intimistica ed etica piuttosto che concretamente investigativa.
“Le parole di Sara” è una lettura potente, avvolgente, incisiva , tesa eppure capace di regalare dei passaggi molto teneri e leggeri legati all’evidente , crescente quanto buffa attrazione tra Viola ed l’ispettore Pardo.
Osserviamo attraverso gli occhi tristi e malinconici di Sara lo svolgimento della vicenda , i cambiamenti caratteriali degli altri personaggi ed i tanti colpi di scena. Lasciando però al lettore la sensazione che la donna , nonostante nella sua vita siano entrati Viola, un nipote e il brontolone Pardo, sia ancora restia a lasciarsi andare completamente ad questa seconda chance di famiglia e felicità.

Sara è apparentemente fredda, invisibile, silente quanto in vero appassionata, determinata e rabbiosa dentro di sé.
Sara guarda, osserva ed analizza tutto ciò che le ruota intorno come fosse un freddo computer, ma di fronte ad un ‘ingiustizia od un crimine non esita a colpire con ferocia quasi animalesca .
Sara incarna perfettamente l’espressione di “ira fredda” o se preferire del saggio proverbio “la vendetta è un piatto che si serve freddo”.
Un convincimento, una sensazione a cui il lettore potrà avere piena e drammatica conferma non soltanto dal finale “giustizialista” del caso, ma soprattutto rimanendo colpito e scosso dal secondo breve racconto “Sara che aspetta”.
“Sara che aspetta” è una lettura angosciante, terribile quanto mestamente catartica nella sua conclusione.
Il lettore scopre la verità sulla morte di Giorgio, unico figlio di Sara, ed in quali tragiche circostanze la donna faccia la conoscenza di Viola.
Sara investigando sull’incidente e riscostruendo quanto realmente accaduto, cerca, a suo modo, di elaborare il lutto e soprattutto di farsi perdonare tardivamente dal figlio.
“Le parole di Sara” rappresenta un ulteriore salto qualitativo da parte di Maurizio De Giovanni a livello letterario e soprattutto innalza definitivamente la sua protagonista come amata beniamina dei suoi numerosi fan.

151) Casi Umani ( Selvaggia Lucarelli)

“Casi Umani” è un romanzo scritto da Selvaggia Lucarelli e pubblicato da Rizzoli nel luglio 2018.

Sinossi:
“L’inizio di tutto è il disgraziato giorno in cui il mio fidanzato dell’epoca mi lasciò. Non ero preparata, non ritenevo contemplabile il fatto di poter essere mollata, l’ipotesi non mi era stata annunciata in alcun modo e, soprattutto, era profondamente ingiusto. Non si lascia una donna perché è gelosa anche della tua segretaria lesbica sessantaduenne, o perché ogni volta che devi partire per lavoro ti mette su il muso come se avesse scoperto un tuo passato di militanza in Casa Pound.” Cosa succede quando finisce un amore? La delusione, la tristezza, il dolore, certo. Ma poi, dopo i primi giorni, anche l’inesorabile scivolare verso una serie di incontri surreali e di relazioni-lampo con personaggi a cui, a distanza di anni, non si concederebbe neppure il tempo di un caffè ma che, per irripetibili congiunzioni astrali, si sono trovati a rivestire il ruolo di traghettatori. Con effetti tragicomici. Personaggi che “potrebbero sembrare frutto di fantasia, di un mojito di troppo o di una sfiga siderale e che invece, ahimè, sono comuni e realmente esistiti”. Da Mister Foglio Excel, di una taccagneria mitologica, a Mister Ho una cosa per te, cleptomane compulsivo, fino al vincitore assoluto, Mister Il piacere è soggettivo, voyeurista seriale. Una galleria di uomini che, prima ancora di poter essere definiti ex, sono evidenti, cristallini Casi Umani. E che Selvaggia Lucarelli racconta con maestria unica, con spietata (auto)ironia, con il sollievo e la benevolenza della sopravvissuta.
Recensione:
Esistono diversi, svariati ed a volte discutibili modi per elaborare un lutto sentimentale:
1)Ispirandosi alla saggezza popolare: 1) “Chiodo schiaccia Chiodo”, 2) Bere per dimenticare, 3) mangiare fino a scoppiare 4) Chiusa una porta si apre un portone, 5) Meglio soli che male accompagnati.

2) Sceglierti un bravo psichiatra nella scelta dei più efficaci ed utili psicofarmaci per stordirti
3) Iscriverti in palestra, iniziare un corso di yoga
4) Chiuderti in casa ed abbuffarti di serie TV su Netflix.
Da oggi, caro lettore, esiste una quinta opzione, a mio modesto avviso, più divertente, brillante ed istruttiva: leggere “Casi Umani”, il nuovo romanzo di Selvaggia Lucarelli.
Devo dare atto alla Signora Lucarelli, che al quarto tentativo letterario, è riuscita davvero a convincermi nei contenuti oltre che nello stile.
Ieri sera ho “divorato” il romanzo della Lucarelli in meno di due ore, tanto l’ho trovato brillante, acuto, ironico quanto delicato e profondo.
Mi piace riportare le parole della stessa autrice alla fine dell’introduzione
“Ah, tra i casi umani ci sono anche io, naturalmente. Perché in quegli anni, nel tentativo disperato di dimenticare, sono riuscita a dimenticare una sola cosa con certo talento: la mia dignità”
“Casi umani” è il racconto di una solitudine affettiva ed esistenziale che qualsiasi persona può sentire e scontare dentro il proprio cuore, non sapendo quando tale tormento dell’anima avrà fine.
Selvaggia Lucarelli racconta la sua personale traversata del deserto utilizzando l’ironia e soprattutto l’autoironia per raccontare come anche alla donna più “cazzuta” ed intelligente possa capitare di vivere la “fase dell’orrido”.
Per “fase dell’orrido” personalmente intendo quella fase più o meno lunga in cui una persona, dopo una traumatica ed inaspettata rottura con il proprio partner, è talmente “talentuosa” nell’ inanellare una serie di frequentazioni, flirt ed incontri occasionali con personaggi dall’imbarazzante all’impresentabile, al grottesco e ridicolo, senza avere alcuna remora o sussulto di dignità.
La fase dell’orrido inibisce la razionalità, buon gusto e senso estetico della persona colpita. La fase dell’orrido è davvero “comunista” colpendo ferocemente e cinicamente tutti (belli, ricchi, brutti, poveri, intelligenti, stupidi)
“Casi umani” è un meraviglioso ed arguto affresco di come la maggior parte dei maschi italiani abbia tristemente smarrito qualsiasi forma di galanteria, educazione, romanticismo, virilità ed amor proprio finendo per svilire sé stesso e soprattutto danneggiando quella sparuta minoranza che si ostina ancora a credere ed agire in base a questi principi e valori.
Selvaggia Lucarelli irride, provoca e giustamente umilia i suoi casi umani, non dimenticando mai d’essere stata lei stessa ad” evocarli” per “disperazione.
“Casi Umani” fa emerge il lato romantico e sincero di Selvaggia Lucarelli ed una volta terminata la lettura, si comprende pienamente anche il senso dell’ultima dedica “A Lorenzo, il mio risarcimento”.
Come non dare ragione alla cara e combattiva Selvaggia. L’Amore sia con Lei …fino ai prossimi “Casi umani” da raccontarci…

23) L’Ultimo passo di Tango (Maurizio De Giovanni)

“L’ultimo passo di tango” è una raccolta di racconti scritti da Maurizio De Giovanni e pubblicata da Bur Rizzoli nel settembre 2017.

Sinossi:
La Napoli romantica e ambigua degli anni Trenta a cui fa da contrappunto la voce dei protagonisti della città, che arricchisce i noir di Maurizio de Giovanni del sapore partenopeo più verace e autentico; le originali rivisitazioni di episodi di cronaca che hanno sconvolto l’Italia; i fantasmi tristi e poetici che riempiono le storie del commissario Ricciardi, il protagonista dei gialli più appassionanti e intensi dell’autore, un personaggio unico, malinconico come la sua terra, condannato a vedere i morti ammazzati negli ultimi attimi di vita. Una scrittura limpida che infonde a tutte le storie di questo libro il passo lieve di chi si accosta all’esistenza con occhi che sanno osservarne la bellezza ma anche la disperata deformità. Una raccolta in cui ritrovare tutti i racconti di de Giovanni, e il meglio della sua scrittura, ricca di mistero e fascino.
Recensione:
Ho un personale e probabilmente inadeguato strumento letterario per valutare pienamente il talento, creatività e poliedricità di uno scrittore.
Ovvero leggere sempre con grande attenzione e curiosità, quando ne capita l’opportunità, un racconto breve o una raccolta pubblicata da un autore più o meno celebre, certo che dopo questa lettura potrò stabilire se l’artista merita davvero la mia fiducia letteraria.
Sebbene una raccolta di racconti non sia considerata una scelta commercialmente poco vincente e generalmente poco gradita dai lettori, è proprio in questa forma di scrittura che emergono le vere potenzialità di uno scrittore.
Emozionare, coinvolgere, spingere alla riflessione un lettore tramite un racconto è un’impresa davvero difficile da raggiungere.
Come cantava il buon Gianni Morandi “Uno su mille ce la fa”.
Come ben sapete, cari amici del blog, ho “scoperto” con grave ritardo il talento e creatività di Maurizio De Giovanni, innamorandomi delle storie ed indagini dei suoi “Bastardi di Pizzo Falcone”.
Mi ero ripromesso di colmare rapidamente le mie lacune sulla notevole e prolifica attività letteraria dell’autore napoletano.
Così quando ho visto in libreria questa raccolta di racconti, mi è sembrata una splendida opportunità da sfruttare.
“L’ultimo passo di tango” è sicuramente una preziosa raccolta di racconti per chi da poco tempo ha apprezzato e conosciuto lo stile narrativo di Maurizio De Giovanni.
Infatti i fan duri e puri dell’autore hanno espresso sul web più o meno esplicitamente la loro personale delusione su questa raccolta, definendola più un’operazione commerciale piuttosto che una vera ed interessante proposta letteraria.
Una delusione frutto dell’ammirazione e stima dei lettori nei confronti di Maurizio De Giovanni, essendo i primi ormai abituati a divorare ogni romanzo dell’autore.
Personalmente la lettura de “L’ultimo passo di tango” ha confermato l’assoluta necessità di “conoscere” quanto prima ed in modo approfondito le storie e la vita del “Commissario Riccardi”, un personaggio capace di conquistare cuore, mente e fantasia del lettore.
La prima parte della raccolta è infatti dedicata al celebre e malinconico Commissario ed al suo “dono” di vedere le anime vittime di omicidi violenti e come quest’ultimo abbia condizionato la sua esistenza fin da bambino.
Dodici racconti che spingono il lettore dentro il mondo di Ricciardi, respirandone le emozioni, le paure, il dolore e l’umanità e soprattutto desiderando avere più informazioni e curiosità.
Altresì “L’ultimo passo di tango” conferma ancora una volta l’amore viscerale, profondo che lega De Giovanni alla città di Napoli.
È un amore vero, intenso eppure scevro da sentimentalismi o da un ottuso miopia tipica dell’innamorato, lasciando la libertà e forza all’autore di raccontare Napoli con obiettività e sincerità nelle sue numerose meravigliose bellezze e purtroppo ancora segnata dalla desolante povertà sociale e culturale.
Ogni artista osserva, prende spunto, rielabora la realtà ed i fatti di cronaca attraverso la propria creatività e sensibilità, senza voler necessariamente esprimere un giudizio definitivo.
Nell’ultima parte della raccolta, precisamente “Nove volte per Amore”, Maurizio De Giovanni riscrive fatti e storie di cronaca nera che hanno scosso e diviso l’opinione pubblica, raccontando il punto di vista del “mostro” di turno.
9 racconti per descrivere lo stato d’animo di uomini e donne, in apparenza normali, che accecati da un amore malato, patologico, si sono trasformati in efferati criminali.
Le scelte narrative di Maurizio De Giovanni possono anche non essere condivisibili o piacere, ma restano comunque degli scritti capaci di suscitare nel singolo lettore contrastanti ed intense emozioni e riflessioni.
“L’ultimo passo di tango” forse non è l’opera più riuscita di Maurizio De Giovanni, ma sicuramente la lettura di questi raccolti non lascia indifferenti.

236) Dieci Piccoli Infami (Selvaggia Lucarelli)

“Dieci piccoli infami” è un romanzo scritto da Selvaggia Lucarelli e pubblicato nel luglio 2017 da Rizzoli Editore.

“Tanti nemici Tanto Onore” sosteneva con orgoglio e presunzione Benito Mussolini, prima che Gli Alleati e dopo il popolo italiano dicessero basta al suo regime.
Non è mia intenzione, ovviamente, accostare Selvaggia Lucarelli alla figura del Duce, ma non si può negare che seppure con motivazioni e modalità diverse, i due personaggi siano accomunati da una campagna d’odio, invettiva, rabbia.
Se per Mussolini, tali sentimenti possono essere comprensibili e giustificati, gli “haters” che quotidianamente sul web attaccano la Lucarelli, risultano davvero esagerati ed ingiustificati.
Selvaggia Lucarelli può avere un modo d’agire, pensare, d’apparire lontano e opposto a molti di noi, ma le vanno riconosciuti alcuni talenti: ironia, personalità e una penna graffiante ed incisiva.
“Dieci piccoli infami” è una lettura brillante, fluida, godibile, divertente, che pur non avendo alcuna velleità letterarie incuriosisce il lettore fino alla fine.
Ognuno di noi abbiamo avuto degli incontri nel corso della nostra vita che in qualche modo ci hanno segnato, forse fatto soffrire, ma che sicuramente hanno contributo a renderci più forti e consapevoli del nostro valore.
Selvaggia Lucarelli ci racconta, con bravura e creatività, i dieci piccoli infami che le hanno segnato e cambiato l’esistenza, utilizzando una convincente ed agile struttura narrativa che permette al singolo lettore d’immaginare ogni “infame” e scoprendone la personalità, l’anima e la singolare, buffa e grottesca cattiveria.
La lettura di “Dieci piccoli infami” permette di scoprire la sfera più intima e personale di Selvaggia Lucarelli, e mentre sorridi di alcuni accadimenti capitati alla giovane Selvaggia, ti ritrovi a comprendere qualcosa in più del personaggio pubblico d’oggi.
Selvaggia Lucarelli, come ebbi modo di scrivere due anni fa (https://ilritornodimelvin.wordpress.com/2014/08/18/152-che-ci-importa-del-mondo-selvaggia-lucarelli/)
recensendo il suo secondo romanzo “Che ci importa del mondo”, difficilmente potrà ambire alla vittoria del Nobel per la Letteratura, ma rispetto ai numerosi pomposi, autoreferenziali e noiosi pseudo scrittori italiani, rivela di possedere sicuramente una marcia artistica e letteraria in più.

234) Esercizi di Memoria (Andrea Camilleri)

“Esercizi di memoria” è una raccolta di racconti scritta da Andrea Camilleri e pubblicata nel settembre 2017 da Rizzoli Editore.

Esistono due tipi di età per l’uomo: quella anagrafica che è purtroppo inesorabile, crudele ed impietosa e per fortuna c’è anche quella mentale.
Molti di noi, stupidamente, tentano inutilmente di combattere la prima, sottoponendosi a “qualsiasi tipo” di tortura estetica, alimentare ed atletica, illusi di poter vincere la battaglia con il tempo.
Ma il vero ed unico elisir d’eterna giovinezza risiede nella mente, e nella nostra abilità e talento di saperla tenere costantemente in esercizio fino in tarda età.
Il Maestro Camilleri, in quest’occasione, si rivela un magnifico esempio di vita prima ancora di confermarsi nuovamente uno scrittore dalla vena creativa inesauribile.
Il Maestro, anche se costretto alla cecità, non volendo rinunciare alla propria quotidiana e rigorosa sessione di scrittura, nell’estate 2016 ha sottoposto ad un ‘inedito esercizio di dettatura, Isabella Dessalvi, sua premurosa collaboratrice.
“Esercizi di memoria” rappresenta la ragion d’essere e di vita per il Maestro: scrivere ogni giorno, scrivere sempre, scrivere ad ogni costo.
Camilleri ha spesso tratto ispirazione da aneddoti e fatti curiosi della propria vita per scrivere le sue meravigliose, divertenti e toccanti storie, dimostrando creatività e talento nel mescolare con efficacia armonia realtà e finzione.

Questo “modus operandi” trova la sua sublimazione artistica in “Esercizi di memoria” in cui la memoria del Maestro diventa lei stessa protagonista della storia offrendo ricordi, incontri e affreschi del Paese che fu al lettore, risultando una lettura fresca, brillante, a tratti malinconica, ironica.
Camilleri è un cantastorie, un affabulatore, un nonno, un uomo saggio che continua a regalare preziosi consigli e dolci ma fermi moniti alle nuove generazioni affinché possano evitare gli errori di ora governa questo sciagurato Paese.
“Esercizi di memoria” è un piacevole e forte stimolo a coltivare le proprie passioni anche nella parte finale della propria esistenza per mantenersi brillante e giovanile intellettivamente.

69) Berlusconi si racconta a Friedman – My Way (Alan Friedman)

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“Berlusconi si racconta a Friedman – My way” è un libro scritto da Alan Friedman e pubblicato nell’autunno 2015 da Rizzoli editore.

Su Silvio Berlusconi si è scritto e detto qualsiasi cosa negli ultimi anni.
L’Italia si è divisa in chi lo considera l’uomo della Provvidenza e chi il nuovo Belzebù dopo la morte di Giulio Andreotti.
Chi è dunque Silvio Berlusconi? Un geniale imprenditore? L’uomo politico che inventandosi in quaranta giorni un partito politico ha salvato l’Italia dai comunisti nel 1994?
E’ piuttosto un pregiudicato quale evasore fiscale come ha stabilito nell’agosto del 2014 dalla Cassazione?
Silvio Berlusconi è tutto questo e molto altro come avviene per uomo che è riuscito a catalizzare su se stesso enormi consensi e odi anche personali.
Alan Friedman, stimato giornalista americano, ha scelto di scrivere un libro intervista per cercare di raccontare l’uomo Berlusconi e di far arrivare al lettore senza troppe censure, che cosa pensa e prova uno degli uomini più influenti della nostra storia recente.
C’era bisogno di questo libro? Probabilmente no, e chi vi scrive, non ha mai nascosto le sue simpatie politiche di centro destra.
Mi aspettavo di più dal giornalista americano ovvero una maggiore incisività dialettica e una corrosiva capacità di “attaccare” il personaggio Berlusconi mostrando magari più cinismo e spregiudicatezza di stampo anglosassone nell’intervistare il potente di turno.
Per carità il libro è scritto in maniera semplice, diretta riuscendo a catturare l’attenzione e curiosità del lettore senza però toccare particolari vette di pathos narrativo né di rilevare qualcosa di nuovo e veramente audace.
Friedman sceglie uno stile sobrio e soprattutto una linea narrativa politicamente corretto limitandosi a intervistare Berlusconi con toni pacati e tranquilli e solamente nella parte legata alla giustizia, il lettore nota come ci sia stato un cambio di climax e in cui l’intervistato appare più in difficoltà e in sofferenza.
Il lettore segue le varie tappe della vita dell’ex premier per lo più già note e discusse e sicuramente rimanendo colpito dai ricordi dell’uomo riguardo la sua infanzia e i suoi genitori.

Ciò che mi ha colpito di più leggendo il libro è da una parte la solitudine di Silvio Berlusconi ormai giunto nell’ultima parte della sua vita terrena, nonostante i soldi e le donne e dall’altra la tenacia e determinazione dell’uomo a non voler uscire dalla scena senza poter scrivere un nuovo capitolo vincente della sua lunga e avventurosa storia personale e di conseguenza del nostro Paese.

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci, nonostante tutto”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html

“Berlusconi is said to Friedman – My Way” is a book written by Alan Friedman and published in autumn 2015 by Rizzoli.

anything over the last few years on Silvio Berlusconi has been written and said.
Italy was divided into those who consider him the man of providence and who the new Beelzebub after Giulio Andreotti death.
Who then Silvio Berlusconi? A brilliant entrepreneur? The politician who in forty days inventing a political party has saved Italy from the communists in 1994?
And ‘quite a convicted tax evader whom as established in August 2014 by the Supreme Court?
Silvio Berlusconi is all this and more as it does for men that is able to catalyze on itself huge acclaim and even personal hatreds.
Alan Friedman, esteemed American journalist, he chose to write a book interview to try to tell the man Berlusconi and to get the reader without much censure, what the most influential of our recent history thinks and feels one of the men.
There was a need for this book? Probably not, and this writer, has never hidden his sympathies center-right policies.
I expected more from the American journalist that more incisive dialectics and a corrosive ability to “attack” the character Berlusconi showing perhaps more cynicism and ruthlessness Anglo-Saxon interviewing the powers that be.
For goodness sake, the book is written in a simple, direct managing to capture the attention and curiosity of the reader without touching particular narrative pathos peaks or detect something new and really daring.
Friedman chooses a sober and above all a narrative line politically correct simply to interview Berlusconi with soft tones and quiet and only in part related to justice, the player known as there was a change of climax and in which the interviewee seems more in difficulty and suffering.
The reader follows the various stages of the life of former Prime Minister mostly already known and discussed, and certainly remain impressed by the man’s memories of his childhood and his parents.

What struck me most is reading the book on one hand the loneliness of Silvio Berlusconi has now reached the last part of his earthly life, despite the money and women and on the other man’s tenacity and determination not to leave the scene without being able to write a new winning chapter of his long and adventurous history of staff and as a result of our country.

Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.htm