27) Gli avversari (John Grisham)

“Gli avversari” è una raccolta di racconti scritti da John Grisham e pubblicato il 21 Giugno 2022 da Mondadori .
Sinossi:
Un ex avvocato in fuga, un condannato a morte a un passo dalla fine e due fratelli rivali eredi di un famoso studio legale sono i protagonisti di tre storie tra le migliori che John Grisham abbia mai raccontato, riunite in questa che è la sua prima raccolta di novelle in cui si alternano con efficacia suspense, emozione e divertimento.

In Ritorno a casa, l’avvocato Jake Brigance – già protagonista de Il momento di uccidere, L’ombra del sicomoro e Il tempo della clemenza – viene contattato da un vecchio amico, Mack Stafford, ex collega a Clanton, che chiede il suo aiuto. Tre anni prima Mack è fuggito dalla Ford County senza lasciare tracce con i soldi dei suoi clienti dopo aver dichiarato fallimento e divorziato dalla moglie, abbandonando le sue due figlie. Ora desidera ritornare a casa, ma le cose non vanno come aveva previsto.

In Luna di fragola, Cody Wallace, un condannato a morte di soli ventinove anni, di cui quattordici passati nel braccio della morte, è in attesa della sua esecuzione. Mancano soltanto tre ore, il suo avvocato non può salvarlo e la richiesta di clemenza non viene accolta dal governatore. Mentre il tempo sta per scadere Cody riceve una visita inaspettata ed esprime un ultimo, straziante desiderio.

Gli avversari sono i due fratelli Kirk e Rusty Malloy, avvocati di successo che hanno ereditato un importante e prosperoso studio legale fondato dal padre, da tempo in prigione per aver ucciso la moglie. Kirk e Rusty si detestano e si parlano solo quando è strettamente necessario e, pur condividendo l’ufficio, fanno di tutto per evitarsi. Gli affari iniziano ad andare male e tutto il peso ricade su Diantha Bradshaw, l’unica persona di cui i due soci si fidano. Diantha deve decidere se salvarli o, per la prima volta nella sua carriera, salvare sé stessa.
Recensione:
Può succedere anche ai migliori scrittori d’avere dei dubbi, perplessità su quale storia scrivere, se ampliare un’idea nata per caso, scrivere il sequel di un romanzo di successi.
Quando uno scrittore di fama è avvolto da dubbi creativi, da amletiche scelte narrative e non volendo buttare il proprio lavoro, decide di farne un’ inedita raccolta di racconti soddisfacendo contemporaneamente editore e lettore.
Il nostro autore avrà infatti realizzato un sondaggio letterario ed un investimento editoriale partendo da uno stallo creativo-
Se lo scrittore in difficoltà è John Grisham, allora quasi tutti gli scrittori del mondo posso tirare un sospiro di sollievo, sapendo che anche un Maestro può trovarsi in difficoltà.
“Gli avversari” racchiude chiaramente 3 ipotesi di lavoro su cui Grisham ha meditato di farne un romanzo.
Difficile stabilire quale dei tre godesse della maggiore preferenza del Maestro, ma personalmente ho avvertito un maggiore interesse /coinvolgimento emotivo con il secondo racconto “Luna di Fragola”, dove assistiamo al tragico “countdown” di un ragazzo condannato ingiustamente alla pena capitale
Tre racconti accomunanti dalla malagiustizia americana, dalle contraddizioni legali e razziali applicate quasi in modo naturale.
Tre storie in cui avidità, ingenuità e furbizia si mescolano ed alterano continuamente in un intreccio mai banale e piuttosto scorrevole, offrendo al lettore tre diversi tipologie di persone: l’avvocato imbroglione, il condannato a morte ideale (nero e senza soldi) e come una faida familiare possa trascinare tutti nell’abisso.
Tre tematiche drammaturgicamente non particolarmente originali, essendo stati già affrontanti e sviscerati dall’autore nel corso della sua lunga carriera in numerosi romanzi.
Tre racconti ben scritti, scorrevoli, carichi di pathos ed umanità, ma con un respiro letterario piuttosto “corto”.
In conclusione “Gli Avversari” è una lettura piacevole, a tratti avvolgente e godibile, ma senza mai raggiungere picchi di eccellenza.
In fondo il Maestro ha voluto condividere i propri dubbi con tre bozze di lavoro…
John Grisham può permetterselo, gli altri no.

13) Una Settimana in giallo (Gimenèz Bartlett,Longo,Malvadi,Manzini,Piazzese,Recami,Robecchi,Savatteri,Simi, Stassi, Tanzini)

“Una settimana in giallo” è una raccolta di racconti scritti Gimenez -Bartlett,Longo, Malvadi,Manzini,Piazzese,Recami,Robecchi,Savatteri,Simi, Stassi,Tanzini e pubblicato nel novembre 2021 da Sellerio.

Sinossi:
La settimana dei nostri investigatori si divide tra misteri da risolvere e i problemi e le soddisfazioni della vita privata. Una doppia traccia, tra crimine e quotidianità, che contrassegna le storie di questa antologia gialla. I protagonisti in gran parte sono arcinoti, in molti casi dalle loro avventure sono state tratte delle serie televisive. C’è l’ispettrice Petra Delicado della polizia di Barcellona che vorrebbe per una volta occuparsi di «un delitto glamour», e finisce invece in una storia «deprimente e squallida». Al glamour ci pensa il trio di Alessandro Robecchi: Carlo Monterossi, Oscar Falcone e Agatina Cirrielli, i quali tempo una settimana devono riuscire a ripescare da dove è affondato l’erede ignoto di un multimilionario. Il flâneur dei piaceri e dei misteri di Palermo, il La Marca di Santo Piazzese, intenta una beffa per salvare un amico da una grottesca situazione mafiosa. Lo psicobibliologo Vince Corso è condotto, dal suo creatore Fabio Stassi, sulle tracce di una strage fantastica: sono scomparsi gli eroi dei grandi romanzi. Lamanna e Piccionello sono nati dalla penna di Gaetano Savatteri e vivono nella ridente Màkari, ai due «non va giù quando i salvatori degli ultimi dimenticano i penultimi». Dove va a finire Alice Martelli, vicequestore e compagna di Massimo del BarLume, per svelare un buffo omicidio? Nell’Orrido di Botri, in Garfagnana, lì dove nidifica l’aquila reale. Gelosia, avidità, elusività, inganno: sono categorie psicologiche in cui Dario Corbo, l’acuto e nevrotico ex giornalista di Giampaolo Simi, si muove per tirare le fila di un caso freddo. Nella Casa di Ringhiera, il palcoscenico degli equivoci inventato da Francesco Recami, una spirale infernale travolge i brutti sporchi e cattivi di quel condominio: le scommesse clandestine. Il vicequestore più famoso d’Italia, Rocco Schiavone, trova un cadavere sul Monte Bianco, frontiera franco-italiana: vorrebbe appiopparlo alla collega transalpina ma… In questa antologia compaiono anche per la prima volta, dopo l’esordio in romanzi, personaggi nuovi ben adatti a un brillante primo piano. Sono: Viola, la giornalista curiosa di Simona Tanzini, che nell’esplorazione di verità scabrose si aiuta con la facoltà non voluta di associare i colori alle persone; e Acanfora, il poliziotto soggetto delle trame di Andrej Longo: la sua indagine, su un assassinio da tinello, fende un’atmosfera che affianca ferocia e pietà, che un po’ ci ricorda Scerbanenco.
Recensione:
Dovrei essere arrabbiato, anzi indignato con la mia cara Sellerio.
Io, lettore cosi fedele dei suoi libri, sono stato vittima di cinica operazione di marketing acquistando una raccolta di romanzi “Natale in giallo” già letta e recensita nel 2017.
La nuova copertina mi ingannò con il decisivo supporto della mia preziosa libraria.
Sellerio non si fa! Non è da voi confondere il lettore per soldi!
Lo confesso ero nel mood di scrivere un post molto duro quanto critico , ma la rabbia e soprattutto la delusione sono fortunatamente sbollite leggendo la seconda raccolta , acquistata insieme alla copia fake.
“Una settimana in giallo” mi ha parzialmente risarcito del dolore letterario, offrendomi modo di passare le festività pasquali con un sorriso agrodolce.
In 7 giorni è stato creato il mondo, dice la Bibbia
In 7 giorni è garantita una dieta miracolosa
In 7 giorni gli autori della Sellerio invece hanno garantito la brillante soluzione del caso sia esso criminoso, amoroso, fantasioso o familiare.
“Una settimana in giallo” è una raccolta che spazia con leggerezza e creatività dal dramma alla commedia e ritorno non causando una caduta rovinosa del tono , ritmo e stile del racconto.
Ogni racconto è una micro storia scandita da giorni della settimana che ne rappresentano il timer temporale oltre che lo spunto narrativo.
Ogni lettore , inevitabilmente, amerà un racconto rispetto ad un altro, ma nessuno potrà dire che questa raccolta manchi verve, forza e profondità di spirito.
Personalmente mi hanno colpito nell’ordine : “Tutti vogliono essere belli” di Alicia Gimenez -Bartlett e “La Neve a Natale “ di Andrej Longo perché ci raccontano con gradualità ed intelligenza autoriale come la violenza e meschinità siano presenti all’interno di una famiglia e quanto sia ancora lunga la strada perché il maschilismo più becero venga sconfitto definitivamente dalla nostra civile ed aperta società.
Invece Gaetano Savatteri con “Per l’alto mare aperto” e Marco Malvadi con “Giovedì gnocchi” utilizzando la loro proverbiale ironia e leggerezza ci confermano invece quanto la singola vita umana possa valere poco o nulla se valutata da persone avide e spietate e che spesso anche la persona migliore in nome dell’amore è capace di mentire e financo ferire la propria amata.
Aleggia su tutti i racconti il ricordo, l’omaggio al Maestro Andrea Camilleri , ancora oggi un ‘assenza fortissima per noi lettori e per la Sellerio
Andrea Camilleri e le sue opere sono citati come filo rosso dell’intera racconta, diventandone l’anima ed il senso stesso del progetto.
“Una settimana in giallo” è una raccolta consigliata in qualsiasi momento dell’anno, ma visto che ci siamo adatta anche per una Pasquetta di riflessione e svago.

89 ) Drive my car

Il biglietto d’acquistare per “Drive my car” è : Omaggio (Con Riserva)

“Drive my car” è un film di Ryûsuke Hamaguchi. Con Hidetoshi Nishijima, Toko Miura, Reika Kirishima, Masaki Okada, Perry Dizon. Drammatico, 179′. Giappone 2021

Sinossi:

Yûsuke Kafuku, un attore e regista che ha da poco perso la moglie per un’emorragia cerebrale, accetta di trasferirsi a Hiroshima per gestire un laboratorio teatrale. Qui, insieme a una compagnia di attori e attrici che parlano ciascuno la propria lingua (giapponese, cinese, filippino, anche il linguaggio dei segni), lavora all’allestimento dello “Zio Vanja” di Cechov. Abituato a memorizzare il testo durante lunghi viaggi in auto, Kafuku è costretto a condividere l’abitacolo con una giovane autista: inizialmente riluttante, poco alla volta entra in relazione con la ragazza e, tra confessioni e rielaborazione dei traumi (nel suo passato c’è anche la morte della figlia), troverà un modo nuovo di considerare se stesso, il proprio lavoro e il mondo che lo circonda.

Recensione:

Onestamente, devo confessarvi che durante il Festival di Cannes 2021 ho evitato volutamente di vedere “Drive my car” di Ryûsuke Hamaguchi. A frenarmi sono stati tre motivi: Paese di provenienza, lunghezza (eccessiva) e sinossi (poco convincente).

Manco a dirlo, il karma festivaliero mi ha punito, facendo vincere al film il premio per la migliore sceneggiatura. E ho dovuto quindi recuperarlo, all’anteprima italiana.

Nei commenti della stampa nostrana e internazionale ho riscontrato un’inusuale convergenza su un punto, che mi permetto di sintetizzare: “Drive my car” è lungo, dilatato nei tempi e soporifero in alcuni passaggi, ma è solo accettando questa sua lentezza che lo spettatore acquisisce l’indispensabile chiave di lettura per apprezzare la bellezza delle parole ed entrare in sintonia coi personaggi.

Non me vogliano gli illustri colleghi, ma “Drive my car” sarebbe, forse, stato un film perfetto da vedere in un mondo pre covid. Oggi chiedere allo spettatore un sacrificio di tre ore, dentro una sala, con la mascherina, nell’attesa dell’illuminazione sembra più che altro una provocazione.

La pellicola di Hamaguchi non è brutta, anzi presenta diversi elementi interessanti sul piano narrativo e stilistico, ma l’intreccio è oltremodo dilatato, bloccato nel tempo e nello spazio, e il senso dei dialoghi lo si capisce solo sul finale. Una bella gara di resistenza, per lo spettatore medio.

Mettete in conto di non capire, per una buona ora e mezzo, cosa provi il protagonista, un esperto di teatro che sembra impassibile davanti alle avversità, familiari o lavorative. Yûsuke Kafuku ha dedicato la vita a mettere in scena le emozioni umane eppure, nel privato, appare bloccato, paralizzato dal dolore e dai sensi di colpa. continua su

81) Passeggeri Notturni

“Passeggeri Notturni” è una serie web diretta da Riccardo Grandi, scritta da Riccardo Grandi , Gianrico  Carofiglio, Claudia De Angelis e Salvatore De Mola, basati sui racconti “Passeggeri Notturni (Eianudi 2016)” e “Non esiste saggezza (Rizzoli 2010) “ di Gianrico Carofiglio , con : Claudio Goè, Nicole Grimaudo , Gianmarco Tognazzi, Marta Gastini, Giampiero Judica, Alessio Vassallo, Paolo di Vita, Caterina Shulha, Ivana Lotito, Giorgio Musumeci, Francesco Figus, Alessandro Tiberi e Paolo Sassanelli.

“Passeggeri Notturni” è composta da 10 episodi della durata 13 minuti ognuno. Disponibili in esclusiva da domani su Raiplay. Invece sarà tramesso il 20 Marzo su Rai 3 come film tv ad episodi .
Nonostante viviamo in un epoca segnata dai social network, dalle più nuove e disparate offerte di piattaforme in streaming a scapito del vecchio “tubo canonico”, la radio conserva ancora il proprio fascino e capacità attrattiva per milioni di persone.
La radio ci fa compagnia nei momenti belli quanto quelli brutti. Le le voci dei conduttori delle trasmissioni in onda ogni giorno diventano familiari, rassicuranti ed in qualche modo assurgono a punto di riferimento.
La radio svolgendo una funzione sociale, culturale oltre che artistica è stata sovente utilizzata da scrittori ed sceneggiatori come ispirazione narrativa nel realizzare romanzi, film e serie televisive poi divenute celebri.
“Passeggeri notturni” pur rientrando narrativamente e strutturalmente in questa categoria ispirandosi a due raccolte di racconti di Gianrico  Carofiglio , si dimostra come un progetto di web serie (il secondo per Raiplay, dopo” Liberi Tutti” dello scorso anno) complessivamente interessante, originale , coinvolgente.
Abbiamo visto oggi in anteprima l’episodio 1 e 3 , conoscendo così Enrico (Gioè), valente conduttore radiofonico della trasmissione “Passeggeri Notturni” che ogni notte con la sua calda voce tiene compagnia il pubblico alternando pezzi musicali a riflessioni e considerazioni personali quanto universali.
“Passeggeri Notturni” si rivela un riuscito mix narrativo in cui i talentuosi sceneggiatori sono riusciti da una parte ad adattare ed armonizzare i racconti di Carofiglio dentro uno script fluido, intenso e carico di suggestione e pathos.
E dall’altra inserendo creativamente “ex novo” il personaggio di Enrico , facendolo diventare il filo rosso tra le varie storie che lo spettatore vedrà nei dieci episodi.
“Passeggeri notturni” va visto, vissuto come un noir esistenziale , intimistico dove l’escamotage radiofonico è adoperato per affrontare, descrivere tematiche delicate e controverse come ad esempio la violenza psicologica oltre che fisica nei confronti di donna (come nel primo episodio in cui spicca l’intensa e bella interpretazione di Marta Gastini), la solitudine, il dolore , sensi di colpa provati dall’uomo disperatamente solo e fragile in questa caotica comunità.( Nicole Grimaudo nel ruolo di Valeria, appare una donna sofferente , preoccupata nel dover mantenere un doloroso segreto)
“Passeggeri notturni” seppure caratterizzata da un‘atmosfera cupa, angosciosa ed a tratti misteriosa punta a veicolare un sentimento liberatorio e salvifico dai propri demoni e traumi personali potendo contare sul sostegno della vecchia amica radio resa ancora più sincera e vicina dalla solida e credibile performance di Gioè mai come in questo caso a proprio agio nel poter dare letteralmente voce e umanità al personaggio di Enrico .
“Passeggeri notturni” è un prodotto da vedere e gustare prima su Raiplay e se vorrete successivamente su Rai 3 anche per cogliere le differenze di montaggio e stile di racconto decise dal regista.
Una doppia opportunità per emozionarsi, riflettere e comprendere il vero significato della parola “condivisione”

32) Salvo amato, Livia mia – Il Commissario Montalbano

“Salvo amato, Livia Mia” è un film di Alberto Sironi, Luca Zingaretti. Con Luca Zingaretti, Cesare Bocci, Peppino Mazzotta, Rosario Lisma, Angelo Russo. Drammatico, 110′. Italia 2020

Sinossi:

Agata, una giovane archivista, viene trovata morta a Vigata, uccisa da innumerevoli colpi alla testa con un oggetto contundente. Agata è figlia della parrucchiera di Livia, e l’eterna compagna del commissario Montalbano ne era diventata amica quando la giovane archivista si era trasferita a Genova per lavoro. Dunque Livia torna a Vigata per abbracciare i genitori della defunta, e Salvo avvia un’indagine che si rivelerà molto complessa e svelerà i segreti più nascosti di alcuni abitanti del paese.

Recensione:

Dal 9 marzo torna su Rai 1 il commissario Montalbano, con due nuovi episodi della serie, “Salvo amato, Livia mia” e “La rete di protezione”.

Prima che in tv è stato possibile godere al cinema del primo dei due, in un evento di tre giorni inteso anche come un omaggio allo scrittore Andrea Camilleri e al regista Alberto Sironi, scomparsi rispettivamente a luglio e ad agosto 2019.

“È inutile girarci intorno – ha dichiarato un commosso Luca Zingaretti in conferenza stampa -, il successo di Montalbano si basava e si basa su tre pilastri: la scrittura di Andrea, il talento di Alberto nel curare gli adattamenti tv dei romanzi e l’alchimia che negli anni si è creata tra i membri del cast. Nel giro di pochi mesi sono venuti a mancare due su tre di questi pilastri”.

A Zingaretti è toccato il compito arduo di raccogliere l’eredità registica di Sironi, supportato dalla Palomar, dai colleghi e dai tecnici, e mettersi dietro la macchina da presa e non solo davanti. Due episodi da intendere come un tributo, un saluto, prima del possibile gran finale.

Perché l’estate scorsa è stato girato un terzo episodio, “Il metodo Catalanotti”, che presenta un finale aperto quanto clamoroso per la vita sentimentale del nostro commissario. Ma questo lo vedremo solamente nel 2021, una scelta produttiva molto probabilmente concordata con Sellerio. continua su

“Salvo amato, Livia mia”: dal 9 marzo torna il commissario Montalbano

86) Voci Capitoline ( Sabrina Sciabica)

“Voci Capitoline” è una raccolta di racconti scritta da Sabrina Sciabica e pubblicata da L’Erudita Editore nel Febbraio 2019.

Sinossi:
Le Voci capitoline sono venti reportage sulla vita quotidiana in una delle più antiche e immense città del mondo: uno sguardo rapido e fulmineo, una narrazione di mondi possibili, personaggi realmente incontrati ed episodi accaduti. Questi screenshot metropolitani possono essere letti anche singolarmente o in un ordine diverso da quello presentato. Essi offrono uno spaccato della società con_ temporanea e hanno, come argomento e sfondo comune, la città eterna. Alcune storie sono realistiche, basate su incontri e scontri sui mezzi pubblici, altre invece partono da fatti e atmosfere concreti per arrivare a situazioni surreali, corrispondenti a sogni o desideri dei personaggi che animano questo teatro fantastico che è la vita. Racconti ironici e comici si susseguono a quelli più riflessivi e malinconici, catturando così il lettore in un multiforme vortice emozionale. Con uno stile ironico e mai banale, Sabrina Sciabica ci fa viaggiare sulle montagne russe di una vita selvaggia che è quella della Roma odierna.
Recensione:
Roma caput mundi.
Roma città eterna.
Roma capoccia
Roma ed ancora Roma.
Quanti autori, poeti, cantanti, filosofi hanno provato nel corso dei secoli a raccontare, catturare, rappresentare l’anima più intima e sfuggevole di questa città?
Tanti per dire troppi, illudendosi d’aver trovato la giusta ispirazione per questa impossibile missione artistica
Quando paradossalmente sarebbe stato più efficace lasciarsi guidare dalle semplici emozioni ed esperienze personali
È quello che ha fatto con bravura ed intelligenza Sabrina Sciabica scrivendo la convincente e poetica raccolta di racconti “Voci capitoline”.
Sabrina Sciabica, dopo il brillante esordio letterario de “L’Imbarcadero per Mozia”, omaggia la sua città d’azione firmando 20 racconti/reportage capaci d’emozionare, coinvolgere e far sorridere il lettore.

In ogni racconto viviamo e vediamo Roma attraverso gli occhi e sensazioni del personaggio sempre diverso, particolare e mai banale
“Voci capitoline” è una lettura piacevole, intrigante, divertente, magica in cui sono mescolati con sagacia ed armonia ricordi personali dell’autrice ad altri passaggi di pura finzione dando vita ad un ‘inedita visione e rilettura della città eterna.
Sabrina Sciabica si conferma un ‘autrice creativa, poliedrica oltre che dotata di uno stile narrativo elegante, intenso quanto diretto e comprensibile.
“Voci capitoline” è una raccolta che vi scalderà il cuore e la mente facendovi conoscere e amare in modo diverso grazie alla bella penna della sensibile osservatrice  Sabrina.

24) Il Commissario Montalbano – Un diario del 43

Bisognerà aspettare qualche ora per conoscere i dati Auditel, ma è molto probabile che anche il secondo, atteso episodio del Commissario Montalbano anno 2019, “Un diario del ’43”, non soltanto abbia stravinto la serata ma abbia stabilito anche un nuovo record di ascolti.

“Montalbano batte Montalbano”, titoleranno in modo piuttosto scontato quotidiani e siti. Ma leggendo in diretta i commenti sui Social posso dire che ci sono pochi dubbi che l’episodio sia già entrato di diritto nell’Olimpo di quelli più apprezzati dell’intera serie.

“Un diario del ’43” ha vissuto il suo momento più bello, toccante quanto tragico, alle ore 22.11 quando un piangente Catarella ha comunicato al commissario la morte del dottor Pasquano.

Le lacrime sul volto di Luca Zingaretti hanno rappresentato quelle versate sinceramente dall’Italia televisiva nel giugno del 2017, alla notizia della scomparsa di Marcello Perracchio, l’attore siciliano che per vent’anni ha indossato i panni dell’irascibile medico legale.

E la commozione si è fatta ancora più intensa nella scena, poetica quanto geniale, dei cannoli di ricotta offerti da Montalbano alla propria squadra per commemorare l’amico scomparso. Basterebbero questi due momenti, per recensire la puntata e motivarne il successo.

 

In fondo lo avevamo già scritto la settimana scorsa che il “vero” Montalbano lo avremmo visto in questa seconda storia, in primis per la presneza dell’omaggio a Perracchio, annunciato dallo stesso Zingaretti durante la conferenza stampa di presentazione; e poi perché i due racconti scelti per la sceneggiatura avevano un grande valore narrativo e una potenza emotiva molto maggiore rispetto al criticato “L’altro capo del filo”.

“Un diario del ’43” segna il pieno riscatto degli storici sceneggiatori (Francesco Bruni, Andrea Camilleri, Salvatore De Mola, Leonardo Marini) del commissario Montalbano, capaci di adattare in modo accurato e preciso i testi di Camilleri per la tv, cogliendone lo spirito e rispettandone i significati più profondi. Alberto Sironi, potendo contare su una solida e puntuale sceneggiatura, ha avuto, registicamente parlando, “vita facile”.  continua su

http://paroleacolori.com/un-diario-del-43-il-commissario-montalbano-tra-ricordi-e-segreti/

234) Paradossi dell’esistenza – Racconti d’infiniti punti di Vista ( Laura Rapicavoli)

Paradossi dell’esistenza – Racconti d’infiniti punti di vista” è una raccolta scritta da Laura Rapicavoli e pubblicato da Edizioni Akkuaria nell’ottobre 2018.
Link d’acquisto: http://www.akkuarialibri.com/product/paradossi-dell-esistenza/
Sinossi:
Ossessivi, fatalisti o nostalgici desideriamo sempre indirizzando la nostra attrazione verso qualcosa che ci è stato sottratto o abbiamo perduto.
Quest’oggetto, familiare e corrispondente alle nostre aspettative, diventa il motore e la misura di come siamo in effetti capaci di desiderare.
Ma se pensassimo al desiderio senza anche immaginare il suo complemento esatto cosa ne resterebbe?
Questa è la piccola rivoluzione emotiva dei “Paradossi” di Laura Rapicavoli, che tratteggiano un racconto dall’esisto inaspettato sull’attesa e la tensione.
Recensione:
“A volte ritornano” è un’espressione meravigliosa quanto allo stesso tempo tetra.
Personalmente credo poco a qualsiasi tipo e genere di “ritorni”, ritendendoli inutili, noiosi quanto inopportuni.
Limitandomi ai “ritorni letterari” raramente ho riscontrato dei concreti ed evidenti miglioramenti in un autore leggendo la sua seconda opera letteraria.
Invece Laura Rapicavoli è stata capace di sorprendermi piacevolmente con la sua seconda raccolta di racconti.
“Laura is back… ed alla grande” potrei cosi riassumere la mia breve considerazione ed analisi del testo.
“…La Rapicavoli è sulla carta una “esordiente”, ma in vero mostra la disinvoltura di una veterana.
Pochi esordi, rimangono impressi nella mente, questo è un caso, da non perdere per chi ama essere “talent scout “anche nell’editoria…”
Con queste parole chiudevo la mia recensione del Gennaio 2014 su “Racconti di quotidianità parallela”, auspicando in tempi brevi un nuovo lavoro di Laura.
Invece abbiamo dovuto aspettare quasi cinque anni per poterne riapprezzare il talento e creatività e polidericità.
“Paradossi dell’esistenza” sono 9 racconti in cui l’autrice trasmette al lettore il proprio personale punto di vista sul variegato mondo dei sentimenti e come quest’ultimi condizionino ogni singola esistenza ed influenzino le dinamiche di una coppia.
Laura pur utilizzando uno stile elegante, appassionato, sincero non rinuncia alla giusta dose d’ironia ed al gusto del paradosso, firmando cosi una raccolta di racconti capace di scaldare il cuore del lettore avvolgendolo nella lettura fino all’ultima pagina
“Paradossi dell’esistenza” è una lettura intesa, profonda, intima quanto leggera, briosa e sbarazzina confermando ancora una volta il potenziale letterario, artistico ed umano. di Laura Rapicavoli.
“Paradossi dell’esistenza” è un ritorno di cui il lettore aveva davvero bisogno per vivere, almeno, un Natale “letterario” degno di nota.

193) Una Cosa sull’Amore (Jeffrey Eugenides)

“Una cosa sull’Amore” è una raccolta di racconti scritta da Jeffrey Eugenides e pubblicata da Mondadori nell’agosto 2018.

Sinossi:
La scoperta della propria sessualità, il tumulto dell’adolescenza, l’amore dentro e fuori la famiglia: sono i temi che hanno fatto la fortuna dei romanzi di Jeffrey Eugenides e che ora tornano in questa prima, straordinaria raccolta di racconti. Una cosa sull’amore ha per protagonisti uomini e donne nel mezzo di una crisi personale o del mondo che li circonda, del loro paese. Un poeta fallito e roso dall’invidia che si trasforma in abile truffatore negli anni della bolla immobiliare. Un suonatore di clavicordo costretto ad accantonare la sua passione per l’arte in nome della moglie e dei figli; il docente universitario piuttosto confuso sulla sua identità sessuale e la studentessa indiana che, per sfuggire alle imposizioni della sua famiglia, arriva a compromettere la vita privata e la carriera di un professore di mezza età.
Con una forza narrativa dirompente e una straordinaria bravura nel creare personaggi memorabili, questi racconti mostrano il percorso e l’enorme talento di uno dei più grandi scrittori americani.
Recensione:
Per uno scrittore è, da sempre, una sfida rischiosa scrivere del e sull’ Amore avendo la presunzione di spiegare in che modo questo sentimento eserciti nell’uomo una costante e fatale attrazione.
Almeno una volta ci siamo imbattuti nella lettura di un romanzo, raccolta di racconti o saggio di un famoso autore, curiosi di conoscere le sue acute e profonde riflessioni su questa tematica , trovando magari anche l’ispirazione per non esserne più dipendenti.
Non avevo mai letto un rigo dell’apprezzato e pluripremiato scrittore americano Jeffrey Eugenides, e volendo colmare questa mia lacuna letteraria ho ceduto al gentile e deciso consiglio di una competente libraria.
Ma dopo aver terminato l’ultima fatica letteraria di Eugenides, sento l’urgenza e bisogno di condividere con voi alcune “cose”:
1) Ribadisco quanto sia prezioso poter contare sulla competenza, gentilezza e passione di librario/a quando ti giri sperduto ed indeciso tra i reparti di una libreria non sapendo che cosa sia meritevole del tuo tempo ed attenzione.
Ma ricorda, caro lettore, i consigli vanno sempre ascoltati, ma soprattutto in campo letterario evita di farti condizionare dall’altrui gusto.
Perché è alto il rischio di trovarti tra le mani un “macigno” ben scritto ed acuto, ma pur sempre un bel macigno da smaltire.
Non vergognati mai delle tue lacune letterarie più o meno gravi, perché per quanto ignorante hai strutturato un tuo personale ed efficace metro di giudizio che raramente ti ha tradito.
2) Sebbene la maggioranza dei lettori e della critica snobbi i racconti ritendendoli ingiustamente “opere minore”, non abbiate timore di leggerli . È possibile scovare dei veri tesori nascosti.
Altresì se i racconti presenti nella raccolta del rinomato autore sono temporalmente datati, siate consapevoli di potervi imbattere anche in  “fondi di magazzino”.
3) “Una rondine non fa primavera” recita un saggio ed antico proverbio che sento di fare mio per i racconti di Eugenides.
Personalmente considero “Una cosa sull’Amore” un elegante, forbito ed impegnato esercizio di stile, linguaggio e creatività, ma teso più a compiacere l’autore piuttosto che ad emozionare e coinvolgere il lettore.
“Una cosa sull’amore” è una lettura complessivamente fredda, priva di pathos e dell’auspicabile calore e autenticità, necessari per dei racconti incentrati sulle molteplici e contraddittorie sfumature dell’Amore.
“Una cosa sull’amore” è in sintesi una lettura che lascia ben poco in eredità al lettore se non l’amara sensazione che neanche il buon Eugenides sia stato capace di risolvere l’affascinante mistero dell’Amore.

2) Un Anno in giallo ( Agnello Hornby, Aykol, Camilleri, Costa, Gimènez-Bartlett, Malvadi, Manzini,Piazzese,Recami, Robecchi, Savatteri,Stassi)

“Un anno in giallo” è una raccolta di racconti scritti da Agnello Hornby, Aykol, Camilleri, Costa, Gimenez-Bartlett, Malvadi, Manzini, Piazzese, Recami, Robecchini, Savatteri, Stassi, pubblicata da Sellerio Editore nel novembre 2017.

Sinossi:
Un eccezionale evento editoriale: dopo un mese in compagnia di Montalbano, un anno intero con i detective di casa Sellerio per la prima volta insieme con 12 racconti inediti. Ogni autore ha scelto il «suo» mese, ambientando lì, in quel tempo dell’anno, una storia con il «suo» investigatore.

Recensione:
Come sarà il 2018? Che cosa devo aspettarmi dal nuovo anno? Devo sforzarmi e pensare positivo o prepararmi a nuovi disastri?
Ogni anno sono queste le domande che ci poniamo dopo aver smaltito l’euforia e l’indigestione post il cenone San. Silvestro
I sognatori o se volete eterni illusi, pur non ammettendolo pubblicamente, in queste prime ore del nuovo anno hanno consultato tarocchi, scrutato le stelle, ascoltato davanti alla Tv con il fiato sospeso l’oroscopo di Paolo Fox, speranzosi in un futuro migliore
I più cinici invece hanno già buttato giù dal letto il proprio agente di borsa per chiedere lumi sul futuro dell’economia mondiale.
Poi c’è l’uomo della strada che ormai non aspettandosi più nulla si augura solamente d’arrivarci sano e salvo al prossimo Capodanno.
Infine c’è il sottoscritto che ha poche solide certezze nella vita.
Una di queste è la raccolta natalizia della Sellerio Editore che mi regala alcune ore di svago e divertimento dalla noia e seccature dei momenti conviviali con i parenti.
“Un anno in giallo” è probabilmente una delle migliori raccolte realizzate dalla Sellerio avendo deciso di mettere in campo i suoi migliori talenti letterari per dare vita a un prodotto di qualità oltre che di sicuro successo commerciale.
“Un anno in giallo” è composto da 12 racconti che scandiscono i dodici mesi dell’anno raccontando, mostrando, evidenziando un aspetto, un limite, un paradosso della nostra società e soprattutto il lato oscuro dell’animo umano.
12 racconti sono molto diversi tra loro, alcuni molto divertenti, altri commoventi, altri malinconici ed infine alcuni davvero scialbi e deludenti.
“Un anno in giallo” è una lettura piacevole, leggera, ironica, che permette al lettore di viaggiare con l’immaginazione dall’Italia alla Spagna passando per la Londra degli anni 80 fino arrivare ad Istanbul.
Ogni lettore ovviamente valuterà e giudicherà i racconti con il proprio gusto e sensibilità, ma non potrà rimanere colpito ancora una volta dall’arguzia e brillantezza umana e narrativa del Maestro Camilleri che nello scrivere” La Calza della Befana” sottolinea come la furbizia sia il valore aggiunto esclusivo del genere femminile.
Allo stesso modo il lettore leggendo “I colpevoli sono matti” di Gaetano Savatteri, coverà dentro di sé una duplice amara consapevolezza: Il senso di colpa ed i fantasmi molto spesso condizionano e devastano l’esistenza di un individuo, e come per i siciliani ancora nel 2018: legalità e tutori dell’ordine siano parole ancora ben poco digerite ed accettate fino in fondo.
Il lettore sorriderà amaramente leggendo il racconto “Doppio misto” di Alessandro Robecchi, osservando una tragicomica rielaborazione di una delle promesse matrimoniali pronunciate da ogni giovane coppia innamorata di sposi: “Finché morte non ci separi”.
Invece Alicia Gimenez Bartlet sarà invece “responsabile” delle lacrime che il lettore verserà leggendo il toccante, crudo ed intimo “Quando viene settembre”, dove seguendo l’indagine dell’ispettrice Petra Delicado, avrà l’ulteriore conferma di come l’infelicità e crudeltà possano essere di casa in ogni famiglia.
Infine il lettore chiuderà l’anno letterario con l’influenzato Rocco Schiavone, ma ciò nonostante, ancora più burbero e scaltro nel risolvere un caso d’omicidio di un ex prete, intuendo come la vendetta e la crisi di coscienza non risparmi neanche gli uomini di Chiesa.
“Un anno in giallo” è sicuramente un modo valido ed intelligente per inaugurare il 2018, sperando che il nuovo anno possa regalare altri momenti di gioia non solamente letteraria.