38) Quarantena (Petros Markaris)

Quarantena - Markaris Petros | Libro La Nave Di Teseo 07/2021 - HOEPLI.it

“Quarantena” è una raccolta di racconti scritta da Petros Markaris e pubblicata nel Luglio 2021 da La Nave di Teseo

Sinossi:
Il commissario Charitos torna a indagare ma, oltre ad assassini e criminali, questa volta deve affrontare anche le limitazioni e le difficoltà che la pandemia ha causato a tutti noi. Il rapporto difficile con le nuove tecnologie non lo aiuterà, ma il fiuto, l’attenzione e l’intelligenza del commissario rimangono sempre gli stessi anche se dovrà risolvere i nuovi casi senza poter uscire di casa. Non c’è però solo Charitos in questi sette racconti in cui il giallo si intreccia con la commedia e la tragedia, ma anche una serie di altri personaggi indimenticabili come i barboni Socrate, Platone e Pericle, i ristoratori nemici Achmet e Stavros, Fanis Papadakos che si riscopre artista per scappare all’ultimo terrore della sua vita, il vecchio e ospitale Sotiris e persino l’isola di Chalki. Le storie di Petros Markaris, con il suo stile inconfondibile e la sua capacità di descrivere e raccontare i personaggi, ci ricordano come le nostre vite siano fatte di solitudine e di gioia, di paura e di riscatto ma anche di momenti di riso, di ricordi e di nostalgia.
Recensione:
Non poteva mancare all’appello letterario anche il Maestro Petros Markaris nell’offrirci il suo personale contributo sulla pandemia e sulle difficoltà vissute dalla popolazione greca sotto “quarantena” .
“Quarantena” è una raccolta di racconti che conducono il lettore nella Grecia stretta nella morsa del Covid e come le restrizioni sanitarie non risparmiano neanche il nostro caro commissario Charistos, costretto nel primo racconto alla quarantena con la moglie dopo un contatto con un “positivo”.
“Quarantena” composta da 7 racconti affronta la pandemia da differenti prospettive: dal thriller alle difficoltà di sopravvivenza dei barboni , dalla tregua culinaria tra un ristoratore greco ed uno turco fino ai ricordi di una villeggiatura estiva di tanti anni fa.
Petros Markaris firma sette racconti essenziali, asciutti nella forma e diretti nello stile quanto intensi sul piano emotivo e sociale.
7 racconti per raccontare, mostrare al lettore come la Grecia ed i suoi abitanti si siano dovuti adattare, ingegnare e soprattutto le classi più povere soffrendo ancora di più la fame causa le restrizioni.
“Quarantena” è una lettura agile, ironica quanto cinica, ma forse meno creativa sul piano narrativo rispetto ai precedenti lavori di Markaris.
I racconti risultano meno pungenti, malinconici, ma sono comunque caratterizzati dal giusto binomio di realismo ed umanità al punto di conquistare la curiosità del lettore e facendolo riflettere sulla pandemia vissuta sulla pelle degli ultimi.
“Quarantena” è complessivamente una lettura consigliata per questa torrida estate alternando sorrisi, pathos e la giusta dose di riflessione civile, sociale e politica.

73) Come il mare in un bicchiere ( Chiara Gamberale)

“Come il mare in un bicchiere “ è un romanzo scritto da Chiara Gamberale e pubblicato il 25 Giugno da Feltrinelli.

Sinossi:
Fuori di testa. Che senso ha questa espressione? Semmai, le persone che nella vita di tutti i giorni si sentono strette come il mare in un bicchiere sono Dentro di Testa. Barricate nei loro pensieri, nelle loro emozioni esagerate. Proprio come Chiara, la protagonista di queste pagine, e come quegli amici che lei chiama gli Animali dell’Arca Senza Noè. Che però, quando la tragedia del Coronavirus impone di chiudersi in casa, hanno una reazione misteriosa. Contrariamente a chi di solito è capace di stare al mondo e si ritrova disorientato, Chiara e Daniela e Pierantonio e Gollum sembrano fin troppo capaci di sopportare la quarantena. Ma doveva ammalarsi il mondo, per permettere a loro di sentirsi meglio? Che cosa c’è, nelle restrizioni a cui sono chiamati, che li rassicura? Chiara Gamberale, sempre così pronta a inventarsi modi originali per dare voce a ciò che sentiamo, nell’epocale primavera 2020 scrive una testimonianza che è allo stesso tempo un urlo e un abbraccio (senza mascherina). Parole forti, nuove, che portano ognuno di noi a chiedersi se, “finito quest’incubo, potremo rendere interiori e spirituali i gesti che per proteggerci abbiamo dovuto imparare.” Perché quel metro di distanza dagli altri, sia quando si infrange sia quando si rispetta, è comunque un potere nelle nostre mani.

Recensione:
Conclusasi la quarantena collettiva, non passa giorno che non siano pubblicati articoli, studi da parte di neurologi, scienziati e soprattutto psichiatri che preannunciano come il disagio mentale collettivo possa seriamente diventare la prossima “pandemia” da combattere.
Inutile dirvi come queste “profezie scientifiche” mi trasmettano una certa ansia e preoccupazione. Non tanto per il sottoscritto, già paziente psichiatrico, ma come questa possibile condizione potrebbe stravolgere l’esistenza di milioni di persone che si ritengono “normali” e ostili alla sola parola “strizzacervelli”.
Sperando che le “Cassandre scientifiche” siano smentite, è narrativamente interessante sapere, scoprire come e quanto il confinamento obbligatorio abbia influito sul complicato quanto fragile equilibrio di una persona “diversamente normale”.
Chiara Gamberale si fa “carico” di questa “rivelazione” letteraria raccontando il suo personale, intimo “lockdown”, regalando al lettore momenti di rara intensità e commozione.
“Come il mare in un bicchiere” è infatti il sincero quanto toccante diario in cui Chiara Gamberale annotta le proprie paure e fragilità di donna nonché madre single.
Chiara sentendosi nuovamente “persa” prima dell’emergenza Covid 19, aveva chiesto aiuto al suo fidato psichiatra.
Una scelta saggia da compiere anche se ciò significa dover assumere nuovamente degli psicofarmaci.
Chiara si ritrova così improvvisamente a dover combattere contemporaneamente contro i “vecchi demoni” nella sua testa e un nemico invisibile che ha messo in ginocchio il nostro Paese.
Chiara deve sforzarsi di rimanere lucida. Non può arrendersi, né buttarsi di piatto. L’unica vera medicina è occuparsi quotidianamente di sua figlia Vita, cercando in tutti i modi di non farle pesare questa nuova realtà.
Inizialmente Chiara sbanda, si preoccupa per i suoi cari lontani, si incupisce ascoltando i nefasti numeri del bollettino diramato dalla Protezione Civile.
Le pesa non poter vedere i suoi amici, la sua vera famiglia. Sembra sul punto di cadere, ma poi lentamente la “chiusura” si rivela meno pesante ed angosciante del previsto, aiutando paradossalmente Chiara ad uscire dal proprio impasse psicologico ed emotivo.
“Come il mare in un bicchiere” mi piace vederlo come un atto di grande coraggio compiuto da Chiara condividendo pubblicamente le sensazioni, sentimenti e pensieri comuni a migliaia di persone /pazienti spesso inascoltati e/o costretti a soffrire nel silenzio.
Chiara Gamberale firma un lusso liberatorio quanto potente destinato  a scaldare il cuore del lettore e  soprattutto vissuto ed   utilizzato come “vaccino” contro qualsiasi forma di    “lockdown” dell’anima.