169) Fondamenti di Psicoterapia Fenomenologica-cura di sè e psicologia non razionalista (Giampiero Arciero, Guido Bondolfi, Viridiana Mazzola)

“Fondamenti di Psicoterapia Fenomenologica – Cura di sé e psicologia non razionalista” è un manuale /saggio scritto da Giampiero Arciero, Guido Bondolfi, Viridiana Mazzola e pubblicato in Italia da Bollati Boringhieri nel novembre 2019.

Sinossi:
La sofferenza dei pazienti non è omologabile a un guasto da riparare. Non si tratta di ripristinare la funzionalità di un organismo ancora inteso – sulla base dell’ontologia antica che si declina variamente fino a Kant e a Fichte, e attraverso la loro influenza sulla fisiologia ottocentesca arriva alle neuroscienze – come quel che permane e dev’essere ogni volta compreso alla luce di una qualsivoglia teoria e di principi invarianti che si suppone reggano lo sviluppo di ciascuno. Ma è pensabile di collocarsi fuori da un simile paradigma? Il sé si può cogliere scientificamente, e curare, senza presupposti teorici vincolanti e modelli a priori? È quanto si prefigge la psicoterapia fenomenologica, di cui Giampiero Arciero, Guido Bondolfi e Viridiana Mazzola delineano qui i fondamenti, con un rigore epistemico e degli snodi metodici diversi da quelli delle scienze naturali. Se, in questa prospettiva, la psicologia diventa scienza dell’esperienza personale e del suo significato, l’accesso all’altro, alla sua assoluta singolarità, deve affidarsi anche alla subtilitas, la finezza di spirito raccomandata dagli ermeneuti. E mentre il dominio della cura si apre a convitati inusuali per le terapie della psiche, dai Padri del deserto a Heidegger, una concettualità rinnovata sgretola le paratie tra il senso e i fatti, i processi psichici e gli avvenimenti, sovvertendo la metafisica corrente dell’intersoggettività: la motilità della vita si attualizza già sempre in contesti di significatività, il corporeo si dilata oltre i confini della carne, perché partecipa alla relazione con l’altro prima di ogni mediazione empatica. L’affrancamento dalle psicoterapie scientifiche abituate a strappar via l’esperienza dalla vita ha oggi il nome di fenomenologia.

Breve commento da “capra”:
Non avrei i “titoli accademici”, né tantomeno la cultura adeguata per stilare un consono quanto credibile giudizio scientifico su questo testo.
Il rischio di scrivere idiozie è pressoché certo.
Citando il “cavallo di battaglia” dell’on Vittorio Sgarbi dovrei autodefinirmi una capra senza speranza!
Ciò nonostante mi espongo al rischio firmando queste poche e umili righe spinto dalla volontà di onorare una promessa fatta anni fa all’illustre amico Giampiero Arciero
Ho conosciuto professionalmente Giampiero Arciero nel momento più difficile della mia vita.
Non voglio tediarvi con la mia personale “traversata nel deserto”, ma semmai rendervi partecipe come la “gestazione” di questo manuale sia stato in qualche modo il “conviviale di pietra “durante i miei tre anni di chiacchierate con il Dott. Giampiero.
La prima volta che ne sentì parlare fu alla nostra terza seduta, rimanendo travolto dalla passione nonché “consapevolezza” scientifica che animava già Arciero nel descriverlo.
Il caro Dottore era certo che il suo prossimo scritto avrebbe fatto la storia della psicoterapia.
Avevo appena conosciuto il medico, figuratevi se ero in grado di valutare l’uomo seduto dietro quella scrivania.
Il Tempo mi avrebbe fatto comprendere come quelle parole non erano gli atti di presunzione, se non il disinvolto sfoggio di pura arroganza, ma bensì incarnavano meritoriamente l’’uomo Giampiero prima ancora del noto scienziato.
Era diventato una sorta di rito chiedergli dei progressi compiuti nello studio propedeutico alla scrittura.
“Ci sto lavorando”, “Sono a buon punto”, “Ho quasi tutto in testa” erano le sue possibili parole.
Sebbene nel 2012 le nostre strade si siano separate, ho continuato a chiedergli del libro per avere almeno un buon motivo per tenere aperto il rapporto.
Finalmente un anno fa il “Godot letterario” si è palesato sotto le sembianze di “Fondamenti di Psicoterapia Fenomenologica”.
Mai avrei pensato in vita mia di provare “eccitazione” nell’acquistare su Amazon un testo scientifico.
Mi ero promesso di leggerlo, poi il Covid 19 ha leggermente modificato le mie priorità.
Ma non potevo, non volevo concludere il 2020 “bucando” l’impegno preso.
Ho preso in mano il libro avendo affianco il vocabolario “Zanichelli” e due diversi pennarelli, con l’illusione di non risultare “capra” fino in fondo.
Purtroppo è stato così. Inutile girarci intorno.
Ho tentato di sottolineare i passaggi comprensibili con il pennarello rosso e quelli fuori dalla mia portata intellettiva con quello di colore blu
Il blu ha vinto in modo netto e schiacciante lasciandomi sulle guance il rossore della vergogna di capra.
Ma la consapevolezza d’essere capra poteva fermarmi?
Ovviamente no.
Credo che ci siano altri “strumenti” per poter valutare un testo.
Un romanzo, un saggio e financo un manuale può avere un “anima”, una forza, un messaggio, una visione capaci d’andare oltre la struttura narrativa e/o gli scopi scientifici prefissati inizialmente dall’autore.
Leggendo “Fondamenta di Psicoterapia Fenomenologica” mi è apparso di risentire la voce di Giampiero, di rivivere le nostre sedute, percependo il suo modus operandi di scienziato “umanista”.
Uno scienziato serio, preparato, sicuro di sé, ma risplendente d’umana sensibilità e sguardo compassionevole, rendendolo cosi “un scomodo unicum” nell’ambito accademico e professionale.
Giampiero affascina, coinvolge, strega con le parole, con il sorriso e soprattutto l’innato dono d’entrare in empatia con il paziente fin dalla prima seduta.
Sono certo che gli addetti ai lavori hanno trovato e troveranno utili spunti di studio e di stimolo professionale.
Personalmente sono stato felice d’aver letto e rivisto all’opera il caro e splendente Dott. Arciero.

59) Colpevole di Amnesia ( Pierdante Piccioni – Pierangelo Sapegno)

“Colpevole Amnesia” è un romanzo scritto da Pierdante Piccioni e Pierangelo e pubblicato il 12 Maggio da Mondadori Editore.

Sinossi:
Cosa accade quando un uomo che ha perso la memoria deve difendersi da un’accusa che arriva dal passato, per un fatto che non è in grado di ricordare?
Pierdante Piccioni è il dottor Amnesia, il primario di pronto soccorso che nel 2013, dopo un incidente d’auto e il coma, si è risvegliato con un buco nero di memoria che gli ha inghiottito dodici anni di vita, riportandolo al 2001. Ha lottato contro tutto e tutti, rifiutando il proprio destino, ed è tornato al suo posto: lo hanno chiamato in televisione, ha scritto due libri sulla sua incredibile storia, è diventato un caso nazionale. Ed è lui il protagonista della vicenda che in queste pagine prende la forma del giallo, in un gioco letterario in cui realtà e fantasia s’intrecciano fino a confondersi l’una nell’altra.
Convocato come testimone per un’inchiesta su un duplice omicidio avvenuto nel pieno del suo vuoto di memoria, Piccioni scopre di essere in realtà il principale indagato: c’è un video che lo ritrae con le due vittime – una giovane dottoressa che aveva assunto come assistente e un fornitore di apparecchiature mediche con cui aveva trattato per una gara d’appalto – mentre litigano animatamente poco prima che i due scompaiano. Peccato che Pierdante non solo non ricorda di averli conosciuti, ma non è neppure in grado di ribattere alle accuse.
Il suo diventa un incubo senza fine: per trovare le risposte che cerca deve affidarsi ai ricordi degli altri, che possono essere non solo confusi o parziali, ma anche molto interessati. E mentre la verità giudiziaria sembra prendere forma, il dottor Amnesia è chiamato a condurre la propria personale indagine, alla ricerca della persona che è stata e di cui non serba memoria. Troverà attorno a sé altri personaggi, pronti a dargli una mano o ad approfittarsi della situazione: un poliziotto in carriera, un pubblico ministero inflessibile, un giornalista alcolizzato alla disperata ricerca dello scoop, un amico avvocato che non sembra avergli raccontato tutto. Ognuno con un proprio archivio di memorie, ognuno chiamato a definire una piccola parte della verità. Perché in realtà è la memoria la protagonista principale di questa folle storia: la memoria del tempo, la memoria parziale e dolente del cuore, la memoria arida e cinica degli altri. E quel che resta del ricordo è la sola verità possibile.

Recensione:
Avevamo lasciato il Dott Pierdante Picconi determinato a “rivoluzionare” umanamente e professionale la propria esistenza mettendo al servizio dei pazienti la sua unica e sofferta esperienza come medico /paziente
Pierdante Piccioni è il Dotto “Amnesia” ovvero l’uomo che ha “perso” 12 anni di ricordi e soprattutto emozioni dopo essere sopravvissuto ad un incidente automobilistico.
I due precedenti romanzi firmati da Piccioni e Sapegno ci avevano fatto conoscere, apprezzare le qualità e virtù dell’uomo Piccioni prima ancora del medico, rimanendone emotivamente coinvolti e stupiti dalla forza di reazione del protagonista.
Pierdante Picconi ha “rimparato” ad essere un padre, un marito ed infine un medico dovendo “compensare” 12 anni di vuoto dentro la sua memoria, mente e cuore.
Una complessa e gravosa sfida esistenziale divenuta straordinaria sul piano editoriale e recentemente anche televisivamente
Ma se scrivere di sé, financo romanzare qualche passaggio medico e/o privato può sembrare “semplice” o comunque poco tangibile come prova autoriale agli occhi di un esigente lettore.
Ecco che con questo terzo romanzo “Colpevole di Amnesia” Pierdante Piccioni compie il definitivo e convincente salto nella esclusiva cerchia di scrittori giallisti.
“Colpevole di amnesia” è un thriller atipico ispirandosi ancora una volta alla sfera personale del Piccioni, ma con quest’ultima stavolta utilizzata o se preferite “maneggiata” fin subito con l’intento di creare il personaggio letterario Piccioni e rendendolo “autonomo” da quello reale.
Il Piccioni del libro parla, si relaziona e soprattutto reagisce agli eventi che gli si riversano conto attingendo sì al carattere, indole del suo autore, ma facendo però emergere la propria identità e sensibilità.
L’amnesia può essere giudicata dalla giustizia come una “alibi” per difendersi dall’accusa di omicidio?
Il Piccioni post Amnesia è responsabile di quanto detto e fatto dal Picconi pre Amnesia?
Ed ancora Il nuovo Piccioni può e deve ancora fidarsi delle parole dei vecchi amici e collaboratori?
Sono alcuni dei dubbi/domande che il lettore si ripete continuamente procedendo nella lettura di una storia avvincente, spiazzante, carica di pathos e piena di colpi di scena.
“Colpevole di Amnesia” si muove drammaturgicamente da una parte omaggiando i celebri paradossi giudiziari di Franz Kafka e dall’altra seguendo la struttura narrativa dell’inchiesta investigativa del giallo di stampo americano.
“Colpevole di Amnesia” è un romanzo ben scritto e sviluppato con un intreccio credibile quanto razionale in modo da conquistare l’attenzione e curiosità del lettore fino all’ultima pagina.
Il lettore dovrà attendere il finale per conoscere l’attesa quanto controversa verità su caso dove spesso e volentieri si è portati a cambiare idea e giudizio su Picconi e sugli altri protagonisti della storia.
Piccioni e Sapegno hanno brillantemente mescolato realtà e finzione dando vita ad un impianto narrativo efficace, funzionale e coinvolgente in ogni aspetto.
“Colpevole di Amnesia” si candida, a nostro modesto parere, a diventare presto un progetto di richiamo per il piccolo o grande schermo perché la memoria era e rimane il dono più prezioso di ogni individuo.