56) Il Cacciatore

“Il Cacciatore ”  è una serie tv di Stefano Lodovichi, Davide Marengo. Con Francesco Montanari, David Coco, Paolo Briguglia, Francesco Foti, Marco Rossetti, Roberta Caronia, Miriam Dalmazio, Roberto Citran, Edoardo Pesce

Liberamente ispirata al libro “Cacciatore di mafiosi” di Alfonso Sabella

“Ho voluto scrivere questo libro sulle mie esperienze professionali per due motivi. Il primo era far sapere agli italiani come lo Stato seppe reagire alle stragi di Capaci e Via D’Amelio e successivamente alla stagione del terrore mafioso del ‘93. In pochi sanno o ricordano che lo Stato riuscì a smantellare parte della Cupola, arrestando uno dopo l’altro mafiosi del calibro di Bagarella e Brusca. Non ci siamo arresi, non ci siamo fermati solo al processo contro Giulio Andreotti. Il secondo era scalfire l’aura che pellicole celebri come la saga del “Padrino” hanno costruito intorno ai mafiosi. Non è vero che non erano capaci di nefandezze come sciogliere un bambino nell’acido. I mafiosi sono belve senza scrupoli e io ho voluto raccontarne l’orrore e le brutalità compiute da questi uomini. Speravo che il mio romanzo potesse diventare la base per realizzare un progetto televisivo o cinematografico, ma devo ammettere che mai avrei pensato che questa serie potesse raggiungere simili livelli.

Parla così Alfonso Sabella, ex magistrato del pool antimafia di Palermo e autore del libro “Il cacciatore dei mafiosi”, alla presentazione della serie tv “Il cacciatore” in onda per sei serate su Rai 2, a partire dal 14 marzo.

Definirla semplicemente una serie tv sulla mafia sarebbe riduttivo (vogliamo almeno ricordare che ci sono voluti 10 anni per arrivare alla messa in onda). La sfida di Rai e Cross Productions è proporre una versione italiana di “Narcos”.

I teledipendenti potrebbero essere già saltati, inorriditi, sulla sedia davanti a questa dichiarazione avventata, ma se avete imparato a fidarvi almeno un po’ del vostro cronista, posso assicurarvi che “Il cacciatore” ha tutte le carte in regola per diventare l’evento dell’anno sulle reti generaliste – dopo “Il commissario Montalbano”.

Uno dei punti di forza della serie è sicuramente la cornice temporale in cui si inserisce la storia. Siamo nel 1993, anno delicato e drammatico per il nostro Paese. La Prima repubblica sta crollando sotto i colpi di Tangentopoli; i leader politici come Craxi e Andreotti, un tempo temuti e rispettati, sono considerati ladri o peggio.

L’Italia si trova di fronte a un bivio, scossa dagli attentati mafiosi di Roma e Firenze, e provata dalla paura collettiva che la situazione possa farsi ancora più incontrollata. continua su

http://paroleacolori.com/il-cacciatore-francesco-montanari-nella-serie-tv/

244 ) Il Figlio Sospeso

“Il Figlio Sospeso” è un film di Egidio Termine. Con Paolo Briguglia, Gioia Spaziani, Aglaia Mora, Laura Giordano, Egidio Termine. Drammatico, 89′. Italia, 2017
Data di uscita italiana: 23 novembre 2017

Sinossi:
Lauro è un giovane fotografo timido e impacciato. Nel suo passato c’è un segreto che ha condizionato tutta la sua esistenza, ma del quale lui conosce solo le conseguenze, senza riuscire a individuarne la causa. Un istinto irresistibile lo porta tuttavia a mettersi alla ricerca di un suo possibile fratello perduto, figlio di una relazione che il padre avrebbe (forse) avuto con una vicina di casa. La donna, Margherita, è diventata una famosa pittrice, e con la scusa di fotografarla Lauro si reca a Zafferano, un paesino siciliano. E quello che scoprirà sarà molto più complesso di quanto avesse immaginato.

Recensione :

La a verità ci rende liberi. È da questa asserzione evangelica che sono partito, per affrontare nel mio film un argomento di forte attualità e complessità come la maternità surrogata, che ha creato e continua a creare divisioni”. Con queste parole il regista e sceneggiatore Egidio Termine presenta il suo nuovo film, “Il figlio sospeso”.

E noi non vogliamo essere da meno, recensendo con oggettività questa pellicola indipendente coraggiosa e dalle premesse drammaturgiche interessanti che però, purtroppo, si risolve in un prodotto deludente, pasticciato e confusionario.

Termine affronta, per sua stessa ammissione, una tematica controversa e delicata come la maternità surrogata scegliendo però di farlo in un modo poco convincente e soprattutto difficile da seguire.

L’unita temporale (presente, passato) è mescolata all’elemento immaginario con scarsa armonia e linearità, impedendo allo spettatore di cogliere a pieno personalità e sfumature psicologiche dei quattro protagonisti della storia – Margherita (Spaziani), Lauro/Anturio (Briguglia) e Giacinta (Mora) – e di conseguenza di affezionarsi a loro. continua su

http://paroleacolori.com/il-figlio-sospeso-un-melodramma-con-del-potenziale-che-pero-non-convince/

Roberto Sapienza presenta “Ninni, mio padre”

229) Malarazza

Il biglietto d’acquistare per “Malarazza” è: Sempre.

“Malarazza” è un film del 2017 diretto da Giovanni Virgilio, scritto da Giovanni Virgilio e Luca Arcidiacono, con: Stella Egitto, Paolo Briguglia, David Coco, Cosimo Coltraro, Antonino Frasca Spada.

Sinossi: Il film racconta la storia di Rosaria ( Stella Egitto), giovane madre, e di suo figlio Antonino (Antonino Frasca Spada) che, insieme al transessuale Franco(Paolo Briguglia) nonchè fratello della donna, sono vittime di un potere malavitoso rappresentato dal boss in declino Tommasino Malarazza(David Coco) e Piero ( Cosimo Coltraro), detto U Porcu. Per queste tragiche esistenze non sembra esserci speranza per un riscatto sociale. Ambientato a Catania, nei disagiati sobborghi(Librino) e nei quartieri degradati del centro (San Berillo), Malarazza è un film che ci porta dritti nel mondo della periferia tout court, non tanto (o non solo) in quella siciliana.

Recensione:
Ehi tu, sì sto parlando proprio con te, caro spettatore.
Se stai leggendo questa recensione probabilmente stai valutando quale film vedere al cinema in questo week end.
Se mi permetti vorrei darti una mano per compiere la scelta più giusta.
Oggi 9 novembre escono ben 8 film: 4 pellicole italiane e 4 straniere.

La proposta cinematografica è indubbiamente variegata oltre che interessante, ci sarebbe solo l’imbarazzo della scelta seguendo i tuoi gusti personali.
Ma, c’è un grande e gigantesco Ma, caro amico spettatore.
Uno di questi otto film di prossima uscita, merita d’essere messo in cima alle tue preferenze senza sé e senza ma. Sto ovviamente parlando di Malarazza di Giovanni Virgilio.

Non ti fidi di me eh? Sei perplesso? Hai storto il naso leggendo la sinossi immaginando molte, troppe assonanze narrative ed ambientali con altri prodotti come Gomorra La Serie, Romanzo Criminale, Suburra o Anime Nere?
Credi che non valga la pena spendere i tuoi soldi e soprattutto il tuo prezioso tempo con qualcosa di già visto?
Quante domande ti stai ponendo, per quanto siano legittime.
Chi ti scrive è un catanese trapianto a Roma dal lontano 1989, ma se un giorno dovesse finalmente nascere un Umberto Bossi catanese, non avrebbe remore a votarlo e seguirlo nella sua battaglia politica.

Stai tranquillo, caro spettatore, non è l’inizio di un retorico discorso politico semmai è la dichiarazione di un uomo del Sud stanco di vedersi rappresentato in TV o sul grande schermo come una macchietta o come un criminale, magari affascinante e potente, ma rimanendo sempre un modello negativo da condannare ed allontanare.

Perché, caro spettatore, come in ogni settore della vita, anche nella criminalità organizzata esistono diverse sfumature di boss e differenti situazioni personale ed ambientali dove giovani madri e i loro figli innocenti sono costretti a subire violenze fisiche e psicologiche non avendo altre alternative.
Giovanni Virgilio e Luca Arcidiacono scrivendo la sceneggiatura di Malarazza hanno voluto con coraggio, passione e talento accendere i riflettori sulla realtà di alcuni quartieri di Catania, dimenticati ed abbandonati almeno fino ad prima dallo Stato (fino ad ogni scadenza elettorale) e dopo dalla maggioranza silenziosa dei catanesi, che pur d’evitare problemi hanno accettato una presenza criminale come forma d’autorità.
Malarazza non è infatti un film di mafia, né di guerra tra bande, né il resoconto dell’ascesa e caduto di un boss.
Liberati da qualsiasi pregiudizio drammaturgico e non potrai non notare come Malarazza contenga in sé tante storie tragiche quanto belle da vedere e raccontare.
Malarazza è la storia di Rosaria, una bambina divenuta precocemente donna, moglie ed infine madre, succube prima del padre e poi di un marito dispotico, figlio del boss locale.
Rosaria non ha mai potuto scegliere nella sua vita e sogna per suo figlio un futuro diverso
Stella Egitto presta volto, corpo ed anima a Rosaria, fornendo un’interpretazione di grandissimo valore umano ed emotivo prima ancora che artistica.
Stella “quasi” si cancella nel suo personaggio, mettendo in scena con forza credibilità e talento il travaglio interiore della giovane protagonista.
Stella ,probabilmente nel ruolo più complesso della sua giovane e fortunata carriera , è riuscita a trasmettere sincere ed intense emozioni allo spettatore, assistendo e partecipando al sofferto e tragico “affrancamento” di Rosaria

Malarazza è anche la storia di Antonino, un ragazzo che non ha avuto la possibilità di poter vivere l’età del gioco, di poter esercitare il suo diritto allo studio ed ha come riferimento maschile, un padre lavativo, prepotente ed ubriacone. continua su

http://www.nuoveedizionibohemien.it/index.php/appuntamento-al-cinema-in-anteprima-malarazza/

Roberto Sapienza presenta “Ninni, mio padre”

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